UDIENZA 28 settembre 2001

 

 

Viene introdotto il testimone Antonio Caiafa che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

ANTONIO CAIAFA: Antonio Caiafa nato a Roma il 28 ottobre 1946 ivi residente in Via Alfredo Cucco 104.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la sua attività professionale?

ANTONIO CAIAFA: Avvocato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato del Foro di Roma?

ANTONIO CAIAFA: sì e docente di diritto fallimentare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): presso l’Università di Roma?

ANTONIO CAIAFA: presso la Libera Università Mediterranea di Bari.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito, lei ha svolto funzioni di Liquidatore nell’ambito della procedura Federconsorzi, no? Del concordato Federconsorzi, giusto?

ANTONIO CAIAFA: io ho fatto il Liquidatore, sono stato nominato Liquidatore della Federconsorzi nel settembre del 1997, mi sono dimesso nel 12 luglio del 2000.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo qui il provvedimento del Tribunale del 13 luglio 2000, d’accordo, Pubblico Ministero le sue domande.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì molte delle domande sono cadute Avvocato perché il Dottor Norelli ci ha fatto poco fa un aggiornamento sullo stato passivo, sul realizzato e anche sul riparto, posso chiedere in materia se a lei risulta che le cause ostative al riparto dell’attivo, causa Agrifactoring e altre cause, siano venute meno.

ANTONIO CAIAFA: la ripartizione le cause ostative nell’epoca di cui io sono stato Liquidatore erano rappresentate da un grosso contenzioso che allora era in essere con Agrifactoring che erano circa 53, 54 cause, ma non era evidentemente il numero delle cause quanto l’importanza dal punto di vista dell’esborso finanziario, perché erano 910 miliardi anzi erano di più di 910 miliardi, 910 miliardi è stata poi la transazione fatta con Agrifactoring, il problema era della collocazione, in particolare vi era una causa pendente relativamente alla quale Agrifactoring lamentava il riconoscimento del privilegio, quindi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la conosciamo la storia.

Comunque è stata chiusa questa causa?

ANTONIO CAIAFA: questa causa è stata transatta e quando è stata transatta è stato possibile a me completare l’elenco dei creditori perché io ho predisposto l’elenco dei creditori in modo formale, rituale, e sulla base di quell’elenco dei creditori sono state poi fatte le prime ripartizioni, ho ripartito, fino a quando mi sono dimesso, ho ripartito credo 804 miliardi, perché parte delle somme non era stato possibile ripartire in quanto vi erano dei crediti per effetti in possesso delle banche e che io avevo richiesto al fine di apporre l’annotazione sia per il pagamento del primo 20 per cento che non era stato annotato sui titoli, sia per l’annotamento di questo residuo 20 per cento, e siccome i titoli erano nella disponibilità delle banche che avevano iniziato le azioni di recupero, quindi questo tardava alla... è stata un’operazione abbastanza complicata di riconciliazione di tutti gli effetti nella disponibilità o meno degli Istituti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei si è dimesso diceva l’anno scorso?

ANTONIO CAIAFA: io mi sono dimesso il 12 luglio del 200, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi circa un anno.

Senta anche la Parte Civile ha fatto cenno in altre domande ad una situazione più o meno di questo tipo, dal nostro punto di vista all’epoca dell’omologazione diciamo non c’era la garanzia che il 40 per cento dei crediti chirografari sarebbe stato soddisfatto, ed anzi risulta una percentuale a noi inferiore.

Poi in corso di procedura e in coda alla procedura mi pare ci sia stata una riqualificazione di alcuni spostamenti di crediti da una categoria all’altra per cui ci ha detto il Dottor Norelli che alla chiusura o per lo meno allo stato delle cose attuali i chirografari sarebbero diventati... soddisfatti il 40 per cento, per cui rientrando nella...

Quello che le chiedo è, per quanto è a lei di conoscenza, tra le varie esigenze nella valutazione della collocazione dei crediti dall’una o all’altra categoria...

ANTONIO CAIAFA: scusi nella collocazione con i crediti?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dei crediti all’una o all’altra categoria.

ANTONIO CAIAFA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ha avuto un qualche rilievo ai fini della loro valutazione un’esigenza comunque, tra virgolette, di salvare la legittimità del concordato?

ANTONIO CAIAFA: dunque, come ho detto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): naturalmente se se ne è discusso sia pure in termini di premesse o di altro... insomma se non è restata fuori dal processo.

ANTONIO CAIAFA: no, io...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dal processo formativo della volontà.

ANTONIO CAIAFA: come ho detto, quando io sono diventato Liquidatore, succedendo al Professor Cataudella, in quel periodo i crediti erano in sequestro e quindi l’attività era... mi è stata per un lungo periodo bloccata, verificai che in sostanza non esisteva... non era mai stato predisposto un elenco dei creditori, nel concordato preventivo non c’è una verifica dello stato passivo, ma un elenco dei creditori sulla base del quale poi si deve evidentemente effettuare le ripartizioni.

Quindi ricostruii innanzitutto quel che era stato già fatto, perché dei pagamenti erano stati già eseguiti e andai a predisporre l’elenco dei creditori, c’era un problema che riguardava dei crediti che avevano trovato collocazione privilegiata, era l’I.V.A. come privilegio speciale sui beni e siccome su questo punto vi era, diciamo, contrasto in parte in dottrina, in giurisprudenza in realtà non vi era alcun contrasto almeno in quel momento, se si dovesse riconoscere la natura privilegiata del credito indipendentemente dall’esistenza dei beni atteso che la norma lo prevede nel caso del fallimento che degrada la collocazione quando il bene sul quale incide il privilegio speciale è inesistente, e io quindi chiesi istruzioni precise a... cioè io rilevai tutti i problemi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la giurisprudenza precedente della Sezione Fallimentare al Tribunale di Roma qual era?

ANTONIO CAIAFA: non... guardi c’erano delle... giudizi diciamo decisioni di merito se non ricordo male Tribunale di Como, però poi c’è stata una sentenza sia al Tribunale Fallimentare in una causa che peraltro io ho patrocinato però come Difensore di altra procedura, che è stata poi confermata in grado di Appello che ha stabilito che la collocazione privilegiata si mantiene indipendentemente all’esistenza del bene stante la diversa natura della procedura concorsuale minore per concordato preventivo rispetto al fallimento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi in questo caso bisognerebbe ricollocare nuovamente tra i privilegiati...

ANTONIO CAIAFA: certo nel fare la ripartizione e arrivare al diciamo alla ripartizione del chirografario 20 per cento è stato possibile proprio perché si faceva questo... si è fatta questa operazione di recupero della parte del credito, gli si è cambiata la collocazione per cui alcuni creditori per esempio che avevano soltanto crediti privilegiati che erano stati già integralmente soddisfatti, sono diventati debitori e sono stati poi attivati anche dei giudizi a tal riguardo di recupero, e altri creditori invece gli si è... cambiando la collocazione si è imputata la quota che l’avevano già ricevuta...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il meccanismo è chiaro, no ma adesso io dicevo poi un fatto sopravvenuto invece che la giurisprudenza del...

ANTONIO CAIAFA: ha confermato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...la giurisprudenza romana in particola...

ANTONIO CAIAFA: la giurispru... cioè è un caso questo, io questo lo conosco perché lo conosco personalmente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): diciamo...

ANTONIO CAIAFA: ...ed è stata confermata recentemente per altro dalla Corte di Appello.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi in questo caso praticamente sconfesserebbe questo spostamento del credito I.V.A. dalla parte privilegiata alla parte chirografa?

ANTONIO CAIAFA: certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): con la conseguenza che accedendo a questa interpretazione...

ANTONIO CAIAFA: cambierebbero tutti i numeri.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il 40 per cento...

ANTONIO CAIAFA: cambierebbero i numeri, cioè le percentuali cambiano.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...non c’era in passato.

ANTONIO CAIAFA: certo, adesso non so dirle quanto è stato recuperato, però le posso dire...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, comunque problemi interpretativi.

Senta, un altro problema di cui si può parlare e che è accessorio a tutte queste faccende che abbiamo seguito, la cartolarizzazione.

ANTONIO CAIAFA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei... con lei se ne è parlato prima che se ne andasse?

ANTONIO CAIAFA: sì, io... è stato uno dei motivi di contrasto all’interno della procedura con gli organi, cioè io sulla cartolarizzazione non ero... ero abbastanza freddo come...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io sarei curioso di sapere le sue motivazioni, perché alcune perplessità le ho manifestate anch’io adesso, vediamo se...

ANTONIO CAIAFA: dunque, nel luglio del 199... cioè subito dopo il mio ingresso come Liquidatore si pose il problema della impugnazione o meno dell’Atto Quadro, l’impugnazione dell’Atto Quadro per una serie di ragioni ci sono dei pareri; quel giudizio si concluse successivamente con una transazione che venne stipulata a luglio del 1998, la liquidetatum redentum della liquidazione come vantaggio... della transazione come vantaggio della liquidazione era rappresentata oltre da la postergazione della S.G.R. per 52 miliardi, in particolare rappresentata dal fatto che tutti i crediti e tutti i beni che erano stati ceduti, ma non trasferiti, quindi diciamo uso questa dizione che ha significato specifico per comprendere perché cessione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma abbiamo chiaro il concetto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la colpa non è sua, ma dell’Atto Quadro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

ANTONIO CAIAFA: quindi tra i crediti che non erano stati... tra i crediti e i beni, ma in realtà soprattutto crediti, beni erano di scarsissima importanza, c’erano i crediti nei confronti dello Stato che rappresentavano all’epoca oltre 1.000 miliardi, è un credito che nasce in conseguenza...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lo sappiamo...

ANTONIO CAIAFA: però di... è un credito che è suscettibile di continua lievitazione perché nella sua impostazione ha un riconoscimento di un tasso di interesse eccetera.

Più c’erano dei crediti erariali per I.V.A., I.R.P.E.F., eccetera, relativamente alla società.

Io mi sono attivato a seguito della conclusa transazione e dopo che cessò gli effetti del provvedimento cautelare disposto relativamente ai beni della liquidazione, e questo mi sembra che è avvenuto nel febbraio del ’99, se non ricordo male, mi sono attivato da allora, d’accordo con il sistema bancario, A.B.I. e sono stato accompagnato più di una volta dal Dottor Franco dell’A.B.I., e dal Presidente dell’A.B.E. Associazione delle Banche Estere il Dottor Rosa, al Ministero del Tesoro, avevo parlato con il Dottor Ulissi più di una volta, perché si voleva trovare la soluzione, perché questo credito potesse essere riscosso dalla liquidazione; i motivi che potevano essere di ostacolo non sembravano più esservi dal momento che evidentemente destinatari ormai di questo credito non era... non sarebbe stata più S.G.R., ma venivano a beneficiari effettivamente i creditori della liquidazione, questo era stato il motivo che aveva portato altrove, ma che evidentemente non...; quindi io ho sempre creduto fermamente che un credito nei confronti dello Stato, anche se di difficile esazione per il suo ammontare che andava a incidere sul bilancio dello Stato, prima o poi in qualche modo si sarebbe dovuta trovare una soluzione e d’altronde in tal senso vi erano stati degli interessamenti da parte del Dottor Benvenuto, all’epoca era Giorgio Benvenuto, all’epoca era Presidente della Commissione al Tesoro e Senatore Mancino, cioè ci sta tutta una corrispondenza scambiata con gli organi dello Stato ad altissimo livello per cercare di individuare questa soluzione.

Quindi la cessione o cartolarizzazione, perché peraltro la cartolarizzazione presuppone che si faccia un reding, presuppone che quindi che queste obbligazioni vengano distribuite e quindi ci sia un interesse all’acquisizione e quindi tralasciando ora se vi potesse essere o meno un interesse, io guardavo il risultato netto e allora si parlava di inizialmente di 700 miliardi, poi di 500 miliardi come ipotizzato, di fronte alla cessione di tutto l’ammontare che io avevo ricostruito in una relazione che avevo depositato a luglio del 1999, francamente io ero abbastanza freddo su questa soluzione, perché ritenevo che per i creditori l’avere... vantare una posizione creditoria nei confronti dello Stato era... cioè io come Liquidatore francamente mi sentivo più in una situazione di non svantaggia... diciamo di disagio nel dover dire: “Io ho 2.000 cre... 2.000 miliardi di crediti, lo Stato Italiano non mi paga e non ti posso distribuire nulla”, viceversa dire ai creditori un domani 2.000 miliardi sono... perché nella ricostruzione che io feci erano poi circa 2.000 miliardi perché la cartolarizzazione avrebbe riguardato tutti i crediti in essere nel portafoglio della... quindi cedere invece 2.000 miliardi a 400 miliardi francamente mi lasciava abbastanza... e qui ci sono stati i contrasti ritengo con la procedura.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma il motivo delle sue dimissioni revoca non si capisce bene, le dimissioni sono state respinte mi pare?

ANTONIO CAIAFA: no, no, lei fa riferimento a revoca perché è girato un provvedi... è girato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io ho visto solo quello, quel provvedimento.

ANTONIO CAIAFA: perché c’è stato uno scritto di 115 pagine, ma non firmato dal Presidente del Collegio.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io non lo conosco, io ho visto quel... inaccettabili le dimissioni c’era scritto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, sono le motivazioni inaccettabili.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le motivazioni inaccettabili.

ANTONIO CAIAFA: perché io presentai le dimissioni del 12 luglio erano motivate, erano fortemente motivate.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma motivate anche sul problema della cartolarizzazione?

ANTONIO CAIAFA: sì, certo io sono stato convocato in Camera di Consiglio il 5 luglio, ho depositato una memoria a seguito di una contestazione proveniente dal Commissario Giudiziale su una serie di problemi e io ho depositato una memoria e ho depositato 5 faldoni di documenti dove prendevo posizione su ogni singola ipotesi di contestazione, e comunque concludevo quella nomina dicendo che prendevo atto della esistenza ormai della impossibilità di poter gestire una procedura così delicata in contrasto con il Commissario e con il Giudice Delegato e che quindi chiedevo al Tribunale di respingere la richiesta di revoca e di accogliere le dimissioni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): siccome su questo punto il Dottor Norelli ha accennato al fatto che i motivi segnalati dal Commissario Giudiziale era una certa sua lentezza o litigiosità giudiziaria, nel senso una maggiore...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): poca elasticità nel transare.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): esatto.

ANTONIO CAIAFA: tra uno degli elementi... ma io l’ho dimostrato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma, le era stato mai contestato?

ANTONIO CAIAFA: no, no, assolutamente.

Allora, guardi nell’ambito della procedura era previsto che io depositassi una relazione semestrale con cadenza ai tre mesi successivi, il Commissario Giudiziale non ha mai obiettato nulla sulle relazioni e le relazioni mie erano...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Commissario Giudiziale è?

ANTONIO CAIAFA: il Dottor Musco.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi pare che andavate d’accordo fino a quando...

ANTONIO CAIAFA: beh, io... sì, siamo andati d’accordo fino a che non ci siamo scontrati, esattamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, per caso le contestazioni nascono dopo che lei si è manifestato freddo sulla cartolarizzazione?

ANTONIO CAIAFA: sì, il 26 aprile... fino al 26 aprile sono date che io normalmente... adesso ho bene in mente perché io ho fatto il Liquidatore per tre anni e alzandomi la mattina alle cinque... e quindi lavorando in una maniera... e quindi mi ricordo bene, è una cosa molto travagliata, è stata.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ho altre domande.

ANTONIO CAIAFA: fino al 26 aprile c’era perfetto consenso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili hanno domande?

Avvocato De Priamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Avvocato De Priamo per alcune Parti Civili, Avvocato Caiafa su un punto sul quale il Consigliere Norelli non ci ha saputo rispondere, faccio riferimento alla transazione nota quel del luglio ’98, transazione e liquidazione S.G.R., volevo chiedere a lei se fu valutato... lei ovviamente il quel momento era il Liquidatore giudiziale che poi sottoscrisse per conto... quindi partecipò con gli altri organi della procedura all’elaborazione di quel documento e ci ha detto quali erano i vantaggi insomma per la liquidazione, in particolare riferimento ai crediti; ecco l’aspetto che io volevo chiederle se fu valutato in quel momento è questo: cioè se si pose mente, diciamo così, sull’eventuale effetto preclusivo che quella transazione in quanto componeva qualsiasi questione, controversia civile, insorta tra... o presente o futura tra S.G.R. e la liquidazione potesse svolgere un’efficacia preclusiva sul... perché in quel momento già esisteva... no era ancora in fase diciamo di indagini preliminari in realtà questo procedimento, quindi sull’eventuale efficacia preclusiva che quella transazione avrebbe potuto comportare per la liquidazione relativamente alla costituzione di Parte Civile della liquidazione stessa in questo procedimento.

Nel senso che poiché in teoria alla stregua del capo di imputazione quindi senza entrare poi nel merito che ovviamente risolverà il Tribunale, la liquidazione avrebbe una legittimazione a costituirsi con una richiesta risarcitoria di notevole entità, lì si parla di un danno per la liquidazione nel capo di imputazione ripeto, io a quello mi fermo, di 3.000 miliardi.

Quindi in linea teorica precedendo al merito la liquidazione si sarebbe potuta costituire per chiedere quel danno che ovviamente nell’ipotesi poi positiva avrebbe portato un’enorme...

Ecco, questa questione dell’effetto preclusivo che poi è stata ritenuta... effetto che è stato poi ritenuto sussistente almeno nella pronuncia del Giudice dell’udienza preliminare rispetto... fu valutato o... perché il Consigliere Norelli ci ha detto che non fu...

ANTONIO CAIAFA: cioè, scusi riassumendo, cioè mi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): voi vi siete posti il problema?

ANTONIO CAIAFA: ...se si è discusso nell’ambito della transazione sarebbe dovuto entrare anche la rinuncia alla costituzione di Parte Civile?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, se la transazione per come stipulata e sottoscritta avesse valore preclusivo della costituzione di Parte Civile.

ANTONIO CAIAFA: allora, venne affrontato questo problema come richiesta.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): da parte di chi?

ANTONIO CAIAFA: di S.G.R., i legali che assistevano S.G.R..

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): chiaro.

ANTONIO CAIAFA: cioè che la transazione avrebbe dovuto avere anche un effetto, quindi ci doveva essere...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): una clausola espressa.

ANTONIO CAIAFA: ...una clausola che avrebbe dovuto avere anche l’effetto e a parte adesso il... se tecnicamente lo avesse potuto effettivamente realizzare visto che era S.G.R. e non le persone fisiche, comunque io non avrei...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): per l’effetto con debitori solidali...

ANTONIO CAIAFA: ma adesso diciamo tralasciando l’aspetto tecnico io non avrei... chiarii che non avrei firmato una transazione che avesse avuto effetti anche sugli aspetti penali, perché era... c’era un procedimento in corso e quindi non... la transazione doveva avere per quanto mi concerneva un effetto soltanto negoziale di tutela di creditori, tant’è...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi vi fu una espressa richiesta...

ANTONIO CAIAFA: ...che dopo successivamente venne anche analizzato se e chi fosse il soggetto che avrebbe dovuto costituirsi Parte Civile, questo per altro successivamente alla stipula della transazione e ci fu accordo su questo che non competeva al Liquidatore la costituzione di Parte Civile, bensì al Commissario Giudiziale.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): al Commissario Giudiziale sempre per la liquidazione; quindi in sostanza vi fu una espressa richiesta da parte di S.G.R. ad inserire questa clausola...

ANTONIO CAIAFA: nella trattativa... guardi non so dirle adesso se addirittura c’è una clausola che venne inserita e discussa dal Professor Gabrielli che assisteva la liquidazione...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): come legale?

ANTONIO CAIAFA: come legale in quella fase e... però io ho le carte, questo lo so... e se poi comunque perché poi i testi vennero inviati, riguardati fino a che ci fu un testo che venne approvato dal Tribunale collegialmente approvato il testo integrale della transazione che io sarei andato a stipulare, perché io chiesi di essere autorizzato a stipulare la transazione nel testo che sottoponevo al Tribunale e che dovrebbe risultare per altro dall’allegato alla transazione, sicuramente.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): molto bene, ha chiarito efficacemente l’argomento.

Un’altra domanda rapidamente, già gliela aveva chiesta il Pubblico Ministero ma ritorno solo su un punto specifico, il Dottor Norelli ci ha detto appunto che tra gli addebiti che diciamo così... i motivi di insoddisfazione manifestati dal Commissario Giudiziale e poi dal... e recepiti dal Giudice Delegato e dal Tribunale vi era quello di avere lei in funzione di Liquidatore perché prima aveva assistito alla liquidazione come legale di fiducia lì ovviamente aveva un mandato... di aver... quindi quale Liquidatore eccessivamente diciamo così ingigantito il contenzioso del lavoro quindi in particolare sul problema dei processi di lavoro, quindi anziché cercare transazioni l’aver comunque in tutte le situazioni aver diciamo così determinato una situazione appunto di lite creando così un contenzioso enorme.

Ecco quello che le chiedo io è se e in effetti è vero che in una prima fase la liquidazione resistette praticamente a tutte le domande anche addirittura in fase esecutiva a fronte di Sentenza, questo però era stata diciamo così una sua iniziativa o erano direttive che le pervenivano... cioè quello di resistere ad oltranza diciamo così?

ANTONIO CAIAFA: allora, sul contenzioso del lavoro le posso essere poi estremamente preciso, noi ci siamo incontrati...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): certo.

ANTONIO CAIAFA: ...quando io non ero Liquidatore ancora, allora io venni nominato a luglio del... a giugno del 1996 quando Liquidatore era il Professor Cataudella come coordinatore del contenzioso atteso che c’era un contenzioso enorme in materia di lavoro e prima di allora avevo dato dei singoli pareri sul personale direttivo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì.

ANTONIO CAIAFA: mi accorsi, come prima cosa, che all’interno della Federconsorzi non esisteva un sistema informatico che potesse catalogare le controversie, per cui constatai addirittura che la stessa controversia era stata assegnata ad Avvocati diversi che sostenevano tesi opposte tra di loro, rilevai addirittura che lo stesso dipendente in alcuni casi aveva proposto la stessa domanda e all’interno della procedura... della Federconsorzi ciò non si sapeva.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): cioè con Difensori diversi?

ANTONIO CAIAFA: non... con Difensori...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): cause diverse.

ANTONIO CAIAFA: stesso lavoratore con Difensori diversi, ma probabilmente nella... cioè con periodi che si sovrapponevano in... sono casi che poi stati tra l’altro segnalati.

Allora indi... all’epoca fino a quel momento diciamo che la costituzione nei giudizi era intervenuta dalla Federazione che all’epoca nella persona dell’Avvocato Lettera... Francesco Lettera era sia Liquidatore che Legale Rappresentante della Federconsorzi.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): questo fino a dicembre ’95?

ANTONIO CAIAFA: fino a dicembre del ’95 mi pare, allora si pose un primo problema poiché nella memoria di costituzione non si chiariva che la costituzione era stata fatta anche nella qualità di Liquidatore ma solo spendendo il nome di Legale Rappresentante della società se si dovesse costituire la liquidazione, se la liquidazione si doveva costituire con gli stessi Avvocati o con Avvocati diversi e ne nacque di conseguenza l’effetto di dover stabilire quale efficacia si dovevano riconoscere a quelle Sentenze che medio tempore erano intervenute e che prevedevano la condanna della sola Federazione senza la dizione liquidazione giudiziale, poi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): problemi a noi noti.

ANTONIO CAIAFA: estremamente noti; io all’epoca ripeto ero Consulente e quindi io sollevai il possibile problema e venne il problema affrontato nel senso che nelle controversie dove non c’era la spendita della liquidazione, la liquidazione si dovesse costituire con un suo Avvocato, questo creò un altro problema che gli Avvocati nominati dal Commissario Governativo... i loro crediti non venivano riconosciuti, ma sulla base di provvedimenti perché adesso... la liquidazione era blindata, nel senso che qualunque iniziativa passava attraverso il Giudice Delegato e attraverso il parere del Commissario Giudiziale.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e poi andando alla sintesi anche per l’orario eccetera, la domanda mia era questa: se siccome diciamo...

ANTONIO CAIAFA: quindi non è stato cambiato.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): allora...

ANTONIO CAIAFA: sostanzialmente le prime transazioni sulla cassa integrazione, per essere chiari, il problema della rotazione, vennero fatte su un mio parere che venne portato al comitato dei creditori prima ancora che io diventassi Liquidatore.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì.

ANTONIO CAIAFA: l’altro filone delle cause era quello del preavviso.

L’orientamento della procedura fu nel senso che quelle cause non si dovessero assolutamente transigere.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ma della procedura, suo soltanto o anche...

ANTONIO CAIAFA: no, no... il Giudice Delegato, Commissario Giudiziale.

Il primo contrasto, il Dottor Musco, sulla gestione del personale, lo ha manifestato ad aprile, dopo aprile del 2000.

Io feci un parere relativamente a una Sentenza di un lavoratore ottenuta nei confronti della Federazione e, siccome a me sembrava logico che si dovesse seguire un filo di coerenza, ribadivo il principio che non si pote... fino ad allora non si era dato ingresso a titoli ottenuti nei confronti della Federazione e che quindi... d’altronde pochi giorni prima delle mie dimissioni il Giudice Delegato ha nominato Avvocati perché sostenessero simili tesi che fino a quel momento erano state condivise nell’ambito dei procedimenti esecutivi.

Quindi, non so, se lei ne ha avuti... sicuramente l’Avvocato Fabbri ne ha avuti, quindi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): la domanda conclusiva è questa: quindi la volontà transattiva che la procedura ha manifestato...

ANTONIO CAIAFA: è nata dopo, è nata dopo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): dopo il suo esodo.

ANTONIO CAIAFA: è nata dopo, i filoni erano tre, cassa integrazione 75 per cento del periodo non risarcitorio, con un contributo per l’Avvocato di 500.000 (cinquecentomila) lire, c’era un provvedimento in tal senso.

Per quanto riguarda le cause aventi ad oggetto i passaggi di livelli e di qualifica, 50 per cento nell’ipotesi in cui l’esito del giudizio fosse dipeso dalla prova; necessità comunque della costituzione prima in giudizio, per eccepire la prescrizione laddove doveva essere eccepita.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): per la parte...

ANTONIO CAIAFA: cause relative al...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, scusi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, no, soltanto questo, per capire i motivi effettivi...

ANTONIO CAIAFA: quindi c’è stato un cambiamento...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): volevo sapere solo...

ANTONIO CAIAFA: un cambiamento di rotta, si è deciso che si transigevano...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...se questo cambiamento di rotta è successivo al contrasto sulla cartolarizzazione.

ANTONIO CAIAFA: sì, è successivo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ecco.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande delle Parti Civili?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): la relazione che io ho già citato nella precedente domanda al Dottor...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la? Scusi non ho capito.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): la relazione del Commissario Giudiziale, Dottor Musco, questa del 3 febbraio ‘99, sulla esecuzione e sull’adempimento del concordato, che segue, credo, il piano... non era un vero e proprio piano di riparto, ma l’elenco dei creditori che lei aveva elaborato nel gennaio di quell’anno.

ANTONIO CAIAFA: è già nato tra febbraio, marzo e aprile.

DIFESA IMPUTATO BIANCARELLI (AVV. FALCINELLI): esattamente.

ANTONIO CAIAFA: che data ha quella?

DIFESA IMPUTATO BIANCARELLI (AVV. FALCINELLI): questa, data, ha febbraio, 3 febbraio ’99.

ANTONIO CAIAFA: quindi è in pendenza, durante.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, direi che... comunque...

ANTONIO CAIAFA: perché i primi pagamenti li ho eseguiti a maggio del ’99.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): comunque la mia domanda ha un altro senso.

In questa relazione che è stata trasmessa a lei, proprio al Commissario... al Liquidatore Giudiziale, in data 6 febbraio, quindi è un documento di cui lei aveva conoscenza per ragione delle sue funzioni, si fanno due affermazioni a mio avviso molto rilevanti.

Lascio perdere la questione dell’inventario, che tanto quella poi era superata, ma si fanno due affermazioni fondamentali, a pagina 6.

Si dice prima che la liquidità realizzata con la cessione di massa dei beni avrebbe consentito di distribuire ai creditori della Fedit una percentuale più vicina al 30 che al 40 per cento, e subito dopo si dice che attraverso... dà un giudizio molto positivo sulla transazione di cui si è parlato anche prima, e subito dopo afferma che così, con queste iniziative tra cui la transazione viene riqualificata la funzione del Liquidatore dei beni che era stata, la funzione del Liquidatore, che era stata intenzionalmente ignorata dalla Sentenza di omologa.

Ora, siccome nella trasmissione a lei si dice che questa relazione avrebbe dovuto essere esaminata e discussa nella riunione che verrà convocata nel prossimo mese di aprile, immagino che lei l’abbia discussa con il Commissario Giudiziale e con i creditori, perché con... con i rappresentanti del comitato...

ANTONIO CAIAFA: del comitato dei creditori.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...del comitato dei creditori, certo; lei l’ha discussa e immagino che l’abbia anche condivisa.

ANTONIO CAIAFA: cioè, noi facevamo delle riunioni col comitato dei creditori trimestralmente, a un certo punto sono diventate trimestrali, venivano convocati ordini del giorno delle questioni e veniva discusso, verbalizzato tutto e i verbali venivano poi da me depositati in Cancelleria, perché veniva data conoscenza al Giudice Delegato.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ecco, allora io le chiedo, visto che lei l’ha conosciuta e l’ha condivisa: il fatto che in questa relazione si dia atto che dalla vendita in massa dei beni non era possibile ricavare il 40 per cento per i creditori chirografari, non ci sono del cenni precisi sulla integrale soddisfacibilità dei crediti privilegiati, si dice che la funzione del Liquidatore è stata ignorata dalla sentenza di omologa; ecco, lei come Liquidatore in carica in quel momento, da queste tre considerazioni combinate non ha tratto nessuna conseguenza, nessuna decisione, nessun orientamento in quanto lei era il mandatario e rappresentante dei creditori, per la sua funzione?

Questa è la domanda.

ANTONIO CAIAFA: no, francamente non mi sono posto un problema, io in quel momento ero molto affaccendato nella ricostruzione di tutti i crediti; l’elenco dei creditori infatti porta quella data.

Io ho esaminato tredicimila posizioni, con una ricostruzione di un passivo di 4.200 miliardi, ora i numeri mi potrebbero pure tradire.

Vennero fatte delle osservazioni a quell’elenco dei creditori, dati dei termini, lei ne fece delle altre... e altro, per Sentenze ottenute nei confronti, se non ricordo male, della Federazione che non venivano collocate nel...

Quindi... anzi, in quel momento sicuramente era riqualificata la figura del Liquidatore, non so cosa potesse significare rispetto al passato, perché francamente lo ignoro.

Si svolgeva un ruolo molto attivo in quel momento, di ricostruzione, al fine delle ripartizioni che erano ferme da moltissimo tempo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): allora sarò ancora più esplicito, poi ho finito, perché è soltanto questa la domanda, una volta che si è accertato che in questo concordato non c’era, non c’era dalla vendita di massa dei beni, il minimo indispensabile per il realizzarsi del concordato nei confronti dei creditori chirografari, c’è un grosso punto interrogativo quantomeno per i creditori privilegiati, e si ammette che la Sentenza di omologa non ha nominato un Liquidatore, perché lo ha ignorato, lei non si è posto il problema che doveva interrompere la procedura oppure doveva dimettersi in quel momento?

ANTONIO CAIAFA: no, no, io non...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non per le ragioni che...

ANTONIO CAIAFA: io dovevo dare...

DIFESA IMPUTATO BIANCARELLI (AVV. FALCINELLI): ...ma doveva dimettersi perché si era esaurito il suo ruolo di Liquidatore e questo non era più un concordato con cessione dei beni.

ANTONIO CAIAFA: io non mi posso porre un problema del genere, io...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, come rappresentante dei creditori, Avvocato Caiafa.

ANTONIO CAIAFA: no, io non sono rappresentante dei creditori.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): mandatario.

ANTONIO CAIAFA: ex legem, ma comunque non mi potevo porre...

C’era una Sentenza passata in giudicato alla quale io dovevo dare esecuzione, simili poteri sono del Commissario Giudiziale, non del Liquidatore.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): il Commissario Giudiziale glielo ha detto, perché le ha mandato una dichiarazione...

ANTONIO CAIAFA: non è che lo dice...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sull’attuazione del concordato.

ANTONIO CAIAFA: ...il Commissario Giudiziale li deve sollevare se ritiene di doverli sollevare; il concordato si risolve o si annulla per casi previsti dalla legge fallimentare, non è che il Liquidatore si può fermare dall’attività di liquidazione perché pensa.

Il Liquidatore deve dare solo esecuzione al concordato, io avevo delle disposizioni molto precise, quelle dovevo fare.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): era divenuta impossibile l’esecuzione del concordato, alla luce di...

ANTONIO CAIAFA: ma se era divenuta impossibile...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha risposto, andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ho finito io.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Avvocato Rosi.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): l’Avvocato Rosi per alcune Parti Civili.

Desideravo sapere, che a lei consti, da quanto tempo iniziava... lei ha avuto conoscenza del problema della cartolarizzazione?

ANTONIO CAIAFA: da quanto tempo?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, da quanto tempo girava...

ANTONIO CAIAFA: dunque, l’idea della cartolarizzazione venne in mente al Dottor Norelli, risulta da atti ufficiali, per altro, che ritornando da un convegno con il Professor Gabrielli, ipotizzarono questa soluzione.

Se ne parlò con il Dottor Musco, il quale apparve interessato, mentre io rimasi abbastanza freddo, perché rientra nel mio carattere, che le soluzioni le individuo quando sono approfondite, cioè volevo capirne i riflessi che avrebbe avuto questo fenomeno sui creditori, quale sarebbe stata la possibilità di realizzazione, quali sarebbero state le conseguenze e quindi questa fu la posizione.

Quanto tempo prima, guardi, se non ricordo male se ne è iniziato a parlare... dunque, verso la fine del 1999.

Per altro fino all’epoca, e questa era una prassi che era stata instaurata ancor prima che io divenissi Liquidatore, un giorno alla settimana, per lo più il martedì o il mercoledì, gli organi della Procedura si incontravano per discutere le problematiche più rilevanti.

A me sembra di poter datare l’interruzione di queste riunioni appunto intorno alla fine del 1999, perché si iniziarono a creare dei... diciamo, delle separazioni nell’impostazione, per cui...

Poi il problema diventò... a seguito se non ricordo male di una relazione del Commissario Giudiziale, io ritenni indispensabile che la liquidazione acquisisse o un parere o comunque che l’intera vicenda venisse seguita da un esperto, che venne nominato nella persona del Professor Gabrielli, il quale avrebbe dovuto avere la funzione, lo scopo di studiare, valutare e riferire, nell’ambito di un parere che però poi non è stato mai depositato.

Sono stati depositati dei... come dire, delle lettere dove si informava sui rapporti intrattenuti con i diversi istituti di credito, i quali più o meno dichiaravano la loro disponibilità ma volevano conoscerne un pochino di più di questa soluzione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi lei non ha avuto più possibilità poi di controdedurre o valutare queste...

ANTONIO CAIAFA: no, perché io ricordo... guardi, io l’ultima volta che ho parlato con il Professor Gabrielli prima della consegna quale Liquidatore cessato, è stato il 17 maggio del 2000, quando sono venuto a Perugia perché c’era pendente un procedimento di rendiconto nei confronti dell’Avvocato Lettera, instaurato dalla liquidazione, e il Professor Gabrielli in quella circostanza rappresentava la liquidazione come legale, e proprio in occasione di quel viaggio io dissi al Professor Gabrielli che il problema della cartolarizzazione lo avrei risolto nel momento in cui lui avesse tratto le sue conclusioni e mi avesse fatto ben capire qual era il problema, come si risolveva il problema del rating, il problema delle obbligazioni eccetera, così come d’altronde avevo fatto a suo tempo con l’Atto Quadro.

Cioè, fatta una mia valutazione, siccome mi assumevo io la responsabilità, perché poi l’atto negoziale lo firma il liquidatore, che certamente non è coperto dal provvedimento del Tribunale.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): un’ultima precisazione; il Dottor Norelli ha fatto riferimento al problema della cartolarizzazione al Professor Capaldo a un certo punto della sua deposizione, perché ha tratto da lui questa determinazione?

Lei non sa di... non le consta nulla a riguardo?

ANTONIO CAIAFA: no, assolutamente, questo non ne so assolutamente nulla.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande le Parti Civili?

Avvocato Paola.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Avvocato, io vorrei da lei alcune chiavi di lettura sulla transazione del luglio ’98.

Dunque, proprio il Professor Gabrielli, come lei sa, ha espresso un parere pro veritate insieme al Professor De Nova, concludendo per la nullità e invalidità dell’Atto Quadro.

Vi siete posti il problema della, diciamo, impossibilità di fare una transazione su un atto nullo o avente un oggetto illecito?

Perché c’erano anche delle indagini penali in corso, ci sono, anzi, c’è un processo in corso, c’erano allora, che individuavano l’Atto Quadro come modalità esecutiva del piano appropriativo in ipotesi, diciamo, accusatoria.

Questo punto è stato oggetto di dibattito tra di voi?

Cioè, è possibile fare una transazione su un atto nullo?

Ve lo siete domandato?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì, mi scusi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): affrontiamo il problema... se è possibile è un altro discorso.

È stato affrontato il problema dei rapporti con l’ipotesi di illecito che si profilava in sede di indagini penali?

ANTONIO CAIAFA: no, questo problema non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e coi temi della nullità che si profilava?

Nel senso, si andava a transigere a fronte di una deduzione, prospettazione di nullità dell’Atto Quadro.

ANTONIO CAIAFA: non venne specificamente affrontato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): i temi della controversia sono richiamati tutti nelle premesse della...

ANTONIO CAIAFA: certo, nelle premesse, ...(incomprensibile) tutto quanto un provvedimento molto analitico.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, le premesse, poi dice, fanno parte integrante, e poi si... sì.

Ma a parte questo, al di là del contenuto formale, sostanziale, quando si è andati a transigere si è prospettato il problema dei rapporti con un eventuale processo penale che aveva ad oggetto...

ANTONIO CAIAFA: non se ne è parlato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...l’Atto Quadro?

ANTONIO CAIAFA: non se ne è parlato, non è stato prospettato, non è stato proprio preso in esame.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma non c’era una rinuncia alle costituzioni di Parte...

ANTONIO CAIAFA: scusi, non c’era una...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non c’era una rinuncia implicita o esplicita anche...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ma a prescindere dal problema...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a prescindere da quello....

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): a prescindere da quello, il problema...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo è un problema strutturale civilistico.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un problema tecnico.

ANTONIO CAIAFA: un problema tecnico, certamente, che la transizione non si poteva fare rispetto a una nullità.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): comunque non fu affrontato il problema.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non fu affrontato.

VOCE: (in sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): è ovvio, no?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è fin troppo ovvio, ma dato che i temi di fatto sono due, uno la questione di fatto pacifica, perché è richiamata nelle premesse, che uno dei temi controversi era la eventuale nullità per indeterminatezza ed altro dell’Atto Quadro; dall’altro la pendenza delle indagini preliminari per un fatto... ecco, questi erano i due temi di fatto...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): due situazioni concomitanti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): due situazioni concomitanti.

A fronte di questo io infatti ho chiesto se era stato prospettato un eventuale problema di compatibilità con i temi che formavano oggetto del processo penale.

ANTONIO CAIAFA: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha detto no, appunto; andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Avvocato, un altro punto su cui... se per favore ci può fare capire proprio sul piano tecnico quello che è successo.

Il Tribunale di Roma vi autorizza al trasferimento dei beni ceduti con l’Atto Quadro e non ancora trasferiti.

Nella transazione, ai punti 17 e 22 c’è il trasferimento ad S.G.R. di cambiali per circa 1.000 miliardi oggetto del sequestro dell’aprile ’96.

Queste cambiali, ci dice poi il Tribunale del Riesame, non potevano formare oggetto di trasferimento.

Su questo punto, cioè, come mai, voglio dire, intanto su questo punto... cioè, sul punto del Tribunale del Riesame si è anche formato, diciamo, un giudicato di natura cautelare se vogliamo, se vogliamo usare questo termine, quindi lo diamo per assodato, su questo punto insomma... voglio dire... cioè, come avete fatto, in sostanza, ad attribuire ad S.G.R. queste cambiali che non erano state trasferite?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): “come avete fatto” no senz’altro.

L’oggetto delle questioni che affrontaste in materia di transazione, per quanto riguarda le cambiali di cui si parla che devono intendersi trasferite ad S.G.R. in sede di... si è posto il problema di qual era la causale di questa cambiale?

È stato accertato in positivo, è stato verificato se e perché e come poteva passare queste cambiali da Federconsorzi a S.G.R., in sede di transazione?

ANTONIO CAIAFA: dunque, allora, forse devo fare una parentesi, perché...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì, sì, faccia...

ANTONIO CAIAFA: tutta questa fase che si è svolta dopo l’avvio del procedimento arbitrale è stata seguita dal Professor Gabrielli con i legali della S.G.R. che... adesso francamente non mi ricordo, mi pare che ci fosse il Professor Alessi o il Professor Ilti.

Quindi, alla fine venne individuato il possibile diciamo oggetto della transazione in quel... in uno scritto che venne presentato dai Difensori di S.G.R.; questo scritto venne rimaneggiato più volte fino ad arrivare a quello che è stato approvato dal Tribunale.

Se e in che misura hanno costituito oggetto di discussione, io francamente non lo so perché non ero presente come parte; erano gli Avvocati che discutevano, gli Avvocati hanno ipotizzato che quella potesse essere la soluzione.

Quella soluzione, che è stata frutto di continue rivisitazioni, io l’ho sottoposta al Tribunale dicendo: “Io chiedo l’autorizzazione a stipulare questo atto”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma è stata verificata la causale delle cambiali in ambito di procedura?

Per quello che era a sua conoscenza, per quello che lei sapeva.

ANTONIO CAIAFA: non glielo so dire.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non sa dire; andiamo avanti, Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi questo punto di fatto, Avvocato, fu inserito in sostanza, diciamo, dai legali di S.G.R., lei non lo sapeva?

ANTONIO CAIAFA: prego?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): cioè, questo punto di fatto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, fu allegato dai legali delle Parti, Avvocato, come fa a dire..

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO):  sì, ho capito, ma appunto... non c’è stata... cioè, su queste cambiali, voglio dire, vennero... il punto relativo... il presupposto di fatto della transazione relativo a queste cambiali, come dire... come si arrivò insomma all’inserimento di questo passaggio?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, ha appena risposto, non lo sa perché è stato oggetto di discussione dei legali, andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): non lo sa, va bene.

Un ultima cosa; l’Avvocato Lettera stamattina ci ha rappresentato uno stato di disagio derivante da una conflittualità...

ANTONIO CAIAFA: stato di disagio...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): derivante da una conflittualità diciamo, con gli organi della Procedura, quindi anche con lei.

Cioè quali erano i fatti? Per sentire il suo punto di vista, insomma, ecco.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei conferma che vi è stata una situazione di conflittualità con l’Avvocato Lettera?

ANTONIO CAIAFA: beh, diciamo, c’erano delle difficoltà di dialogo dovute al fatto che la Procedura aveva avuto un certo andamento, poi essendo modificato questo andamento come indicazioni, uno dei motivi grossi di contrasto con l’Avvocato Lettera era il problema del pagamento degli Avvocati.

Perché nel momento in cui si negava il diritto a pagare gli Avvocati nominati da lui per l’assistenza della Federazione si creava un problema alla Federazione, la quale si trovava esposta a doverli pagare essa stessa, trattandosi di debiti contratti dopo la procedura di concordato e che non potevano essere soddisfatti con i beni ceduti.

Qui, su questo c’era... c’è stato, per altro prima che io diventassi Liquidatore, in realtà i contrasti sono iniziati col Professor Cataudella, perché queste tematiche sono venute fuori immediatamente quando si è scissa la posizione, si è ricondotta la Federazione al Commissario Governativo e si è creata la figura del Liquidatore e allora sono iniziati... d’altronde venne creata, c’è un provvedimento, proprio per lasciare libero il debitore ammesso alla procedura di svolgere quelle iniziative che riteneva di dover svolgere.

Quindi, questa conflittualità per quanto mi concerne con l’Avvocato Lettera era limitata a questi aspetti tecnici; di altro genere non vedo...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ultimo quesito, Avvocato, sempre perché noi possiamo capire sul piano tecnico quello che è successo.

Per quanto riguarda i cosiddetti errori materiali nei trasferimenti ad S.G.R. e dei crediti Federconsorzi verso i Consorzi Agrari Provinciali, cioè, c’erano quelle lettere in sostanza che venivano...

ANTONIO CAIAFA: sì, sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...ecco, su questo punto specifico cosa ci può dire?

ANTONIO CAIAFA: perché, dunque... il problema degli errori materiali è perché la cessione... se non ricordo male la cessione doveva essere a valore di libro, poi viceversa era... ne era derivata una indicazione di importo diverso, per cui si dovette fare questa puntualizzazione, perché se no non... diciamo, non c’erano allineamenti tra i numeri.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): vi era contrasto sul punto da parte dell’Avvocato Lettera?

ANTONIO CAIAFA: a me non lo ha manifestato il contrasto, l’Avvocato Lettera, l’Avvocato Lettera, se parliamo dell’Atto Quadro... se parliamo della... lui è venuto dopo, se parliamo della transa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non è che ha partecipato... ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, no, chiaro, no, no.

ANTONIO CAIAFA: no, all’Avvocato Lettera venne dato il testo della transazione perché... se la voleva o meno accettare.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): un’ultima cosa, Avvocato; in una lettera di fine luglio del ’98... cioè, in sostanza, voglio dire, il comitato creditori venne convocato quindi d’urgenza per ratificare questa transazione?

Cioè, questa improvvisa accelerazione, diciamo, era dovuta a dei motivi particolari?

ANTONIO CAIAFA: no, perché... cioè, motivi particolari... diciamo che l’idea era quella di fare una transazione in tempi rapidi perché significava la definizione di un contenzioso non indifferente, e poi per altro gli effetti di una pronuncia di nullità dell’Atto Quadro avrebbe comportato tutta una serie di problematiche, quindi venne convocato il comitato dei creditori in tempo utile perché si potesse avere il parere dello stesso relativamente alla vicenda.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): bene, la ringrazio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Le difese hanno domande?

Professore, si accomodi pure, grazie.

Il testimone viene licenziato.