Che cosa vogliamo

La redazione di questo sito è posta nell'ottica di quella parte di creditori che ritiene essenziale raggiungere l'obiettivo di velocizzare i riparti, ma contemporaneamente è molto attenta al risultato economico diretto di essi. Sappiamo di essere una minoranza, ma che ha sempre  portato avanti in modo serio e combattivo, le proprie istanze.
Per quanto possa sembrar strano, la scelta di una parte della comunità dei creditori chirografari, fin dall'inizio, non si presentava indirizzata chiaramente in tal senso. 
Federconsorzi, infatti aveva fatto grande ricorso allo sconto presso il sistema bancario dei crediti cambiari vantati verso i Consorzi Agrari, in gran numero posti in liquidazione coatta amministrativa.
L'articolo 61 L.F. (di cui si auspica la modifica in sede di riforma delle procedure concorsuali) consente in tal caso l'insinuazione dell'intero credito nelle due procedure, con piena partecipazione ad entrambi i riparti, col solo limite costituito dal non poter ottenere complessivamente più del 100% del credito originario.
Per un buon numero di creditori era pertanto indifferente, (anche indipendentemente dall'operazione S.G.R., a cui hanno aderito creditori chirografari per  ben 1.600 miliardi di lire) accettare un sacrificio nei riparti diretti, se compensati dalla prospettiva di vantaggi indiretti. Non spetta a noi, in questa sede dire se questa circostanza abbia  influenzato il loro comportamento nell'intera operazione, soprattutto nella valutazione della convenienza di accettare soluzioni che prospettavano una riduzione del risultato economico complessivo in cambio di una accelerazione dei riparti. 
Per tutti i creditori il tempo è danaro e anche questo sito ritiene come suo obiettivo contribuire ad una veloce definizione delle operazioni. Ciò però non vuol dire che qualunque soluzione, purché veloce, sia accettabile.
Anche altri  hanno sempre ricordato questo. Basta rileggere i verbali del Comitato dei creditori: la votazione di approvazione della cessione in blocco ad S.G.R. dei beni per il prezzo di 2.150 miliardi di lire fu espressa da due a favore, uno contrari e due astenuti per conflitto di interessi., ed ora la Sentenza di Perugia ha fatto una puntuale illustrazione degli avvenimenti. 
Ma se il sito  si è posto nell'ottica di un gruppo di creditori, questo non vuol dire che gli obiettivi e gli strumenti proposti non siano di vantaggio a tutta la massa dei creditori.
Vi è un fatto incontrovertibile:  Sono passati  più di dieci anni e per effetto di fusioni, incorporazioni, cessioni di crediti, le carte si sono molto rimescolate.  In un medesimo gruppo, ad esempio,  sono confluite sia la posizione della banca italiana che più delle altre si era opposta all'operazione S.G.R. che quella di una banca che aveva tradizionalmente il compito di designare un membro del consiglio di amministrazione. Con loro, pertanto, il colloquio è stato facile e cordiale.
Questo sito offre peraltro a tutti i creditori l'occasione di un ripensamento sugli interessi economici in gioco e la riscoperta di una verità quasi lapalissiana. Quella, cioè, che se era vero che per la maggioranza dei creditori era indifferente  veder comprimere i riparti diretti in vista di altri benefici, è vero ora anche il reciproco: quegli stessi possono ben rinunciare a qualcosa per veder riespandere i riparti diretti. Il risultato economico  per loro non cambia, ma i tempi degli incassi si accorciano.

Il sito ha anche un'altra ambizione: quella di permettere di vedere in modo comparato come gli stessi avvenimenti sono visti nell'ambito degli atti che provengono dalla Commissione Parlamentare di inchiesta, dalle numerose cause civili, dai procedimenti penali di Perugia e Roma, nonché  dalle vicende collegate.

Più di una persona pretenderebbe di creare un muro invalicabile tra questi discorsi. Credo che sia, invece diritto dei creditori di poter confrontare le diverse prospettazioni degli stessi fatti, ovviamente nel rispetto delle ottiche diverse che reggono ciascun angolo di visuale, senza però perdere  l'unità dei singoli fenomeni.

 Il nostro sito, con la sua ipertestualità, agevola questa "sinossi", (la moda dei termini aulici è stata introdotta in queste vicende da illustri professori). Lascio ai visitatori il compito di segnalare quanto ciò  è gradito, nonchè, come sempre, eventuali critiche o segnalazioni di lacune ed errori.

                                                      webmaster@credfed.com

 

A tanta ambizione di risultati il sito corrisponde con  mezzi inadeguati. In calce alla pagina seguente troverete gli indirizzi e il nome del referente.  Si conta, però, sul contributo di tutti i visitatori per migliorare, anche sotto gli aspetti Web queste pagine.

Torna indietro                                                             Continua

                                   questo sito è stato visitato a partire dal novembre del 2001

         volte