Ivo Greco, ex presidente della sezione
fallimentare del Tribunale di Roma, e Pellegrino
Capaldo,
ex presidente della Banca di Roma sono stati
assolti in appello dal Tribunale di Perugia. I due
erano stati condannati in primo grado
rispettivamente a 4 anni e 6 mesi e a 4 anni di
reclusione per la presunta svendita della Fedit
alla Sgr. La Corte d'appello oggi invece ha
ribaltato la sentenza assolvendo da ogni addebito
i due imputati in relazione al crac Federconsorzi.
Gia' in primo grado erano stati assolti
dall'accusa di bancarotta l'ex presidente della
Sgr, Francesco Carbonetti, e l'ex commissario di
governo Stefano D'Ercole. Al centro dell'inchiesta
dei magistrati la cessione del patrimonio della
Federconsorzi alla Sgr, Societa' gestione
realizzo, per un prezzo effettivo, secondo
l'accusa, inferiore a 2.000 miliardi di lire a
fronte di un valore stimato dagli inquirenti in
circa 4.800 miliardi. Un'operazione che, secondo
l'accusa, sarebbe stata compiuta senza alcun
apparente supporto di carattere tecnico e senza
motivazioni sostanziali. Gli imputati, sempre
secondo l'accusa, avrebbero procurato, quindi, un
ingiusto vantaggio patrimoniale, stimato in circa
3.000 miliardi di lire, ai creditori soci della
Sgr e un pari danno agli altri creditori e alla
Fedit. Secondo la procura, Pellegrino
Capaldo
sarebbe stato il promotore della cordata che
attraverso la Sgr aveva poi rilevato il patrimonio
della Federconsorzi. Greco, invece, in primo grado
era stato anche condannato per uno dei due episodi
di soppressione di atti che gli erano stati
contestati. Oggi invece la sentenza d'appello
ha ribaltato quella di primo grado assolvendo Capaldo
e Greco. |