TRIBUNALE DI PERUGIA

SEZIONE PENALE

AULA 1

PROCEDIMENTO  N. 10/01  R.G. DIB. e 474/96 R.G.N.R.

A CARICO DI: GRECO IVO + 3

UDIENZA DEL GIORNO 19 SETTEMBRE 2001

RINVIO AL 20 SETTEMBRE 2001

CANCELLIERE B3: SIG.RA STEFANIA BERTINI

PARTI PROCESSUALI

 

COLLEGIO:     PRESIDENTE     DOTT.    MASSIMO RICCIARELLI

          GIUDICE       DOTT.    MARCO VEROLA

          GIUDICE       DOTT.SSA FRANCESCA ALTRUI

PUBBLICO MINISTERO:      DOTT.    DARIO RAZZI

 

IMPUTATO E DIFENSORE:

GRECO IVO               - AVV. LEMME

CAPALDO PELLEGRINO         - AVV. DEL RE, AVV. VASSALLI

CARBONETTI FRANCESCO     - AVV. VASSALLI, AVV. ZAGANELLI S.

D’ERCOLE STEFANO       - AVV. MACRILLO’

 

ESAME DEI TESTI:

DEZZANI FLAVIO             da pag. 4     a pag.  47

MARICONDA GENNARO       da pag. 47     a pag. 141

PIOVANO MARIO              da pag.  142     a pag. 206

NICOLINI ENRICO        da pag.  208     a pag. 235

LETTERA FRANCESCO      da pag.  235     a pag. 389

MALDINI GABRIELE      da pag.  389     a pag. 423

MARIANI MARIA TERESA     da pag.  424     a pag. 438

 

INDICE ANALITICO DA PAG. 440

 

 

 

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, non sono presenti gli imputati; per l’imputato Greco Ivo è presente l’Avvocato Lemme; per Capaldo Pellegrino sono presenti sia l’Avvocato Del Re che l’Avvocato Vassalli; per Carbonetti è presente sia l’Avvocato Vassalli che l’Avvocato Zaganelli; per D’Ercole non è presente nessun Difensore, viene nominato sostituto dei Difensori De Luca e Sammarco, l’Avvocato Confalonieri qui presente.

Per quanto riguarda le Parti Civili, sono presenti gli Avvocati De Priamo, l’Avvocato Rosi, l’Avvocato De Priamo Fabio anche in sostituzione come solito, per il Consorzio di Perugia l’Avvocato Fiorucci in sostituzione dell’Avvocato Fanfani, per il Consorzio di Perugia; poi è presente l’Avvocatura dello Stato; non altri vedo presenti delle Parti Civili.

Si dà atto che il Dottor Mariconda è presente in data odierna per scambio intervenuto con il Dottor Rosetti, che sarà presente in altra udienza, così mi era stato anticipato e così è avvenuto.

Poi il Pubblico Ministero mi ha consegnato una comunicazione che proviene dal Dottor Gennari, uno dei testi chiamati per l’udienza odierna, che segnala questo fatto, che lui non sarà in Italia per difficoltà nei trasporti, presumo per ragioni note, non prima della metà di ottobre; il Pubblico Ministero sollecitava le Parti a pronunciarsi sul... se vi è consenso o meno all’acquisizione dei relativi verbali, altrimenti si rinvierà per...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): per dopo metà ottobre.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...differirlo a dopo ottobre.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): io ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono) una comunicazione dal Dottor Rossetti, che avevo già anticipato verbalmente ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono). 

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quello scambio?

Non c’è problema, me la lasci comunque.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi vi è consenso o meno in ordine all’acquisizione delle dichiarazioni del teste Gennari?

Non c’è problema ad acquisirle? Avvocato Del Re?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, voglio dire, differiamo nel corso della mattina la questione.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): va bene, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non c’è problema, non c’è problema, Avvocato; intanto possiamo... con quale vuole cominciare dei due testi presenti?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Dezzani.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si dà atto che arriva anche l’Avvocato Fabbri.

Viene introdotto il testimone Dezzani Flavio che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

FLAVIO DEZZANI: Flavio Dezzani nato ad Asti l’8 gennaio 1941, residente in Torino, Via Bricca numero 24.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, le sue domande.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): può riferire al Tribunale sull’incarico che lei ebbe dal Ministro Goria in relazione ai bilanci Federconsorzi?

FLAVIO DEZZANI: io conoscevo da molti anni il Ministro Goria essendo della stessa città ed avendo grossomodo la stessa età; di fronte a questo problema della Federconsorzi mi chiese di aiutarlo nell’interpretare i bilanci del 1989 e del 1990.

Questa è stata la mia funzione nella fase iniziale, poi se devo proseguire...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, nel merito.

FLAVIO DEZZANI: nel merito, ecco, devo dire che i bilanci sostanzialmente erano in pareggio, ma avevano diversi proventi straordinari, cioè...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni; l’Avvocato è...?

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. MACRILLO' ARMANDO): sono l’Avvocato Armando Macrillò per D’Ercole. 

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’Avvocato Macrillò in sostituzione degli Avvocati De Luca e Sammarco; allora congediamo l’Avvocato Confalonieri, grazie Avvocato.

Se ne dia atto; l’Avvocato Macrillò in sostituzione di De Luca e Sammarco per l’imputato D’Ercole; prego.

FLAVIO DEZZANI: diciamo così, che dall’esame dei bilanci, con il Ministro Goria cercammo di esaminare e di vedere sia il conto economico, cioè il risultato della gestione, sia l’aspetto finanziario di questi Enti.

Nell’aspetto economico la Federconsorzi chiudeva con un risultato economico tendenzialmente di pareggio, ma guardando tra i proventi si notò che diversi erano i proventi straordinari, quei proventi che si verificano un anno, ma negli anni successivi non... possono non esserci più.

Individuando l’entità di questi proventi straordinari e quindi esaminando solo i proventi ordinari, il risultato non era di pareggio, sotto il profilo economico, non sotto il profilo di bilancio, sotto il profilo economico presentava una perdita di circa 400 milioni... 400 miliardi, scusi, nel 1989 ed una perdita di 500 miliardi nel 1990.

Non dimentichiamo che eravamo tanti anni fa e queste perdite erano consistenti; poi guardando l’indebitamento che presentava sia la Federconsorzi sia il sistema della Federconsorzi e dei Consorzi Provinciali, sulla base della documentazione che la stessa Federconsorzi forniva, l’indebitamento del sistema Federconsorzi più Consorzi Provinciali era di circa 6.000 miliardi nei confronti delle banche.

La Federconsorzi come capogruppo di quei 6.000 miliardi aveva un indebitamento di circa 3.500 miliardi e questo fu il suo primo grande problema, perché in quel momento le banche capirono o comunque, diciamo, iniziarono una rincorsa al rientro.

E il suo vero problema era quello di arginare questo rientro, perché altrimenti tutto il sistema della Federconsorzi e dei Consorzi Provinciali entrava profondamente in crisi.

Cercò in ogni modo di riuscire a ridimensionare vendendo eventualmente dei beni, cioè delle ipotesi di ristrutturazione di questo aggregato, però la situazione precipitò abbastanza in fretta e si arrivò al sistema che fu scelto dal Ministro, quello di bloccare, in altri termini, l’uscita delle banche.

E dopo che è avvenuto il commissariamento, diciamo questo, che la mia opera nei confronti del Ministro cessò, perché...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei, se non ho capito male, fece un’analisi formale dei bilanci.

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi basandosi sui dati di bilancio o sugli altri dati comunque forniti dalla struttura Fedit...

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...rilevò che, sì, formalmente il bilancio era in pareggio, ma che una lettura attenta, sia pure sotto un profilo formale, si evidenziavano delle perdite di gestione.

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le perdite per gli anni ’89 e ’90 è in grado...

FLAVIO DEZZANI: ’89 erano circa 400 miliardi, per il ’90 erano circa 500 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questo riguarda solo Fedit o tutto il sistema?

FLAVIO DEZZANI: no, la Fedit.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Fedit; e per quanto riguarda l’indebitamento Fedit, soltanto Fedit verso le banche...

FLAVIO DEZZANI: era di circa 3.500 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): a suo tempo lei disse 3.150.

FLAVIO DEZZANI: beh sì, diciamo, dipende come andiamo a costruire queste somme; se noi prendiamo il bilancio 1990 troviamo indebitamenti a breve e poi anticipi su effetti allo sconto e all’incasso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, quindi si oscilla su questa...

FLAVIO DEZZANI: su questa...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, gli intendimenti di Goria da un punto di vista procedurale, lei ebbe modo di conoscerli?

FLAVIO DEZZANI: no, sull’intendimento procedurale di come bloccare le banche fu una decisione che venne presa dal Ministro; sull’intendimento invece sostanziale era quello di cercare di salvare il più possibile di questo sistema.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè intendeva...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): salvare...?

FLAVIO DEZZANI: il più possibile.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo sistema.

FLAVIO DEZZANI: salvare il più possibile, cioè c’erano dei beni, diciamo così, che potevano essere alienati, con l’alienazione di questi beni si poteva rimborsare una parte dei debiti e di cercare in qualche modo di riuscire non ad annullare il sistema Federconsorzi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi di mantenere una struttura comunque operativa, sia pure ridotta.

FLAVIO DEZZANI: una struttura anche ridotta, però che potesse camminare ed andare avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’ipotesi di liquidazione volontaria venne mai discussa?

FLAVIO DEZZANI: no, no, l’ipotesi... cioè, prese tutte le alternative possibili, cercò di esaminare tutte le alternative possibili fino a quando si rese conto che per bloccare l’uscita, dunque il rientro del sistema bancario, che non bisogna dimenticare, era 6.000 miliardi nel 1990, cioè una cifra molto consistente, dovette procedere ad una...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma la mia domanda era più datata, ossia: con il commissariamento c’era un intendimento di procedere senza ricorrere a procedure concorsuali, se possibile, che a lei risulti?

FLAVIO DEZZANI: inizialmente si pensava che con il commissa... lui pensava che con il commissariamento si potesse procedere, insomma; poi dopo non so più cosa avvenne.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma procedere con una liquidazione volontaria?

FLAVIO DEZZANI: con la... sì, diciamo volontaria per... sì, d’accordo, eravamo però già in una procedura che bloccava le banche.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il commissariamento.

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io a suo tempo le mostrai una richiesta del 14 giugno ’91, che io qui non ho più, ma l’ho prodotto...

FLAVIO DEZZANI: certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...a firma Goria...

FLAVIO DEZZANI: me lo ricordo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...in cui si parlava dell’ipotesi di liquidazione volontaria, era una minuta indirizzata ai Commissari.

FLAVIO DEZZANI: sì, sì, confermo di averla vista.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, ma il passaggio da questa ipotesi, ossia quella di liquidare parte o gran parte del patrimonio, all’ipotesi di concordato preventivo, lei...

FLAVIO DEZZANI: no, io non ho partecipato a questa fase.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, non ha avuto alcuna conoscenza?

FLAVIO DEZZANI: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): niente, io avrei finito, vorrei solo mostrarle i documenti che lei produsse quando venne sentito per chiedere se conferma...

FLAVIO DEZZANI: confermo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque, si tratta di una nota di due pagine non firmate che ritengo sia un suo appunto...

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...comunque eventualmente lei mi confermerà; e gli altri invece se ci conferma che sono documenti di provenienza Fedit.

FLAVIO DEZZANI: sì, sono questi che ho sottomano.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la domanda è se le sue valutazioni sono state fatte su questa documentazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci descriva di cosa si tratta.

FLAVIO DEZZANI: guardi, il primo documento è un appunto che parte dal risultato del bilancio Fedit e va ad individuare tutti i componenti straordinari per arrivare alla perdita del 1989.

Il secondo documento è il conto dei profitti e delle perdite per l’esercizio ’90, dove ci sono due asterischi, uno che riguarda le plusvalenze patrimoniali e altre: “Recupero svalutazioni dirette e liberate, proven... passività diverse e liberate”, che sono i componenti straordinari che portano al risultato di perdita di bilancio.

Poi c’è uno stato patrimoniale aggregato di tutti i Consorzi Provinciali per vedere la loro situazione; l’ultimo documento, che poi in ordine di esame era stato il primo, esponeva l’entità dell’indebitamento del sistema Fedit, cioè la Federconsorzi e i Consorzi Provinciali.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito; altre domande, Pubblico Ministero?

Intende produrre questa documentazione?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì; se ci conferma riguardo a questi documenti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): penso che il Pubblico Ministero chieda di produrli adesso questi documenti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, sì; allegati al verbale Dezzani.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, se può per cortesia esibirli alle Parti, a cominciare dal fondo, poi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): erano allegati al verbale Dezzani, dovreste averli.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): sono documenti che produce adesso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): produce ora, produce ora.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, non sono nuovi, erano parte integrante del verbale Dezzani.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, al dibattimento vengono prodotti ora, al dibattimento vengono...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, esatto, sì, non sono documenti nuovi nel senso che non sono novità assolute, ma per il Tribunale sì.

Altre domande, diceva, Pubblico Ministero?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, no, chiedevo... non ho sentito se ha conf... circa la provenienza di questi documenti; la prima nota è un suo appunto?

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il resto sono documenti di provenienza Fedit?

FLAVIO DEZZANI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): su cui lei ha...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di provenienza Fedit.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di provenienza Fedit, sulla base dei quali lui ha espresso le sue valutazioni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili hanno domande per questo teste? Prego.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Dottor Dezzani, lei quando ha fatto la verifica su incarico del Ministro Goria, che...

FLAVIO DEZZANI: scusi?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quando ha fatto questa verifica sui conti Federconsorzi...

FLAVIO DEZZANI: sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...che tipo di indicazioni ha dato al Ministro Goria?

FLAVIO DEZZANI: no, io indicazioni non mi sono permesso di darne nessuna, mi chiedeva, mi faceva delle domande e io rispondevo alle domande che faceva, che sono le stesse che ho riferito prima al Tribunale.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi una indicazione finale non ha dato lei sull’impostazione di questa...

FLAVIO DEZZANI: no.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): come aveva computato i crediti che vantava la Federconsorzi nei confronti dello Stato?

FLAVIO DEZZANI: non sono stati... non erano presi in considerazione, erano iscritti nei bilanci, però in quel momento il problema, se vogliamo, principale era l’indebitamento nei confronti del sistema bancario e i rapporti con le banche, perché dopo che ha incominciato una a rientrare, le altre erano crescenti.

C’è l’elenco di tutte le banche, c’è l’elenco di tutte le banche, nel documento che era stato consegnato al Pubblico Ministero in precedenza, che adesso è agli atti, dove c’è l’elenco e l’esposizione delle banche nei confronti della Federconsorzi e nei confronti dei Consorzi Provinciali, perché il sistema è unitario.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi dopo che lei ha dato questo documento ancora siamo nella fase prima del commissariamento, quando ha parlato...

FLAVIO DEZZANI: sì, certo, certo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e dopo lei è stato coinvolto dal Ministro per poter fare una...

FLAVIO DEZZANI: no, no, no; diciamo... bisogna solo dire questo: il Ministro aveva una competenza tecnica sua e quindi valutava anche... di autonoma...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): grazie.

FLAVIO DEZZANI: ...non so con chi, questo non lo so; è certo, come ho già detto prima, che il Ministro cercava di salvare il più possibile di questo sistema, questo era uno dei suoi obiettivi.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei quindi della riunione che si è avuta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con Andreotti, Cristofori, di questa riunione dove il Ministro Goria è andato per chiedere il commissariamento, per annunciare il commissariamento, lei non sa nulla?

FLAVIO DEZZANI: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): cioè, il Ministro non la investì per nulla di questa questione della riunione che era fissata?

FLAVIO DEZZANI: no, il...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei seppe che sarebbe avvenuta?

FLAVIO DEZZANI: cioè che è avvenuta... diciamo così, che il Ministro intendeva affrontare questo problema in sede politica me lo disse, ma poi che cosa in sede politica è avvenuto io questo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma lei comunque seppe che il Ministro era fermamente intenzionato a procedere al commissariamento, insomma di questo ebbe notizia prima di questa riunione o meno?

FLAVIO DEZZANI: diciamo, io seppi chiaramente che lui era preoccupato del sistema bancario.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì.

FLAVIO DEZZANI: questo sì, seppi che doveva avere un incontro con il Presidente del Consiglio e altre persone, però poi dopo che cosa è avvenuto durante quell’incontro...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, il punto è questo: dato che, per come le cose ci sono state raccontate dalle altre persone che erano presenti, risulterebbe che il Ministro si presentò a questa riunione con le idee sul punto assai chiare, anzi direi addirittura ultimative, nel senso che qua si prospettò l’eventualità del commissariamento come una circostanza per lui tanto essenziale, che avrebbe altrimenti... si sarebbe dimesso dalla carica di Ministro, questo è stato raccontato...

FLAVIO DEZZANI: questo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di tutto ciò lei non ha idea?

FLAVIO DEZZANI: no, che si sarebbe dimesso, questo nel modo più assoluto; che cercasse il modo di bloccare l’uscita delle banche, questo sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo; altre domande, Avvocato?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): la preoccupazione però non era, diciamo, immediata, cioè la preoccupazione se era, diciamo, di probabilità, oppure già lei aveva verificato che delle banche avevano chiesto il rientro?

FLAVIO DEZZANI: no, io non ho mai avuto nessun rapporto con il sistema bancario e quindi io non ho verificato niente; i rapporti con il sistema bancario erano, diciamo così, del Ministro a suo... per la sua competenza.

In passato è stato Ministro del Tesoro per tanti anni, quindi i rapporti col sistema bancario...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi lei aveva avuto solamente una valutazione delle carte, sostanzialmente?

FLAVIO DEZZANI: sì, sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande delle Parti Civili? Avvocato De Priamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Avvocato De Priamo per alcune Parti Civili; una sola cosa volevo chiederle, sui tempi di questa chiamiamola perizia o analisi di bilancio, come meglio si vuol dire, vorrei capire questo, perché il bilancio del ’90, mi corregga se sbaglio, perché io non so... dovrebbe essere stato approvato a fine aprile del ’91, giusto?

FLAVIO DEZZANI: non glielo so dire.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): o era... sì?

FLAVIO DEZZANI: guardo, se le interessa glielo posso dire.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, mi interesserebbe per capire, diciamo, siccome la richiesta di commissariamento è del 17 maggio ‘91...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma comunque sono dati che abbiamo già acquisito diversamente, Avvocato, no?

Di questa cosa...

FLAVIO DEZZANI: cioè, il discorso...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, no, volevo chiedere appunto quanto, diciamo...

FLAVIO DEZZANI: il discorso fondam...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in relazione ai tempi.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...questa indagine quanto durò. Ecco, questo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda è chiara.

FLAVIO DEZZANI: il discorso fondamentale per il sistema bancario è questo documento...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, sì, no, ma io...

FLAVIO DEZZANI: ...dove sono elencate tutte le banche e l’esposizione di ogni banca nei confronti della Fedit e nei confronti dei Consorzi Provinciali, quindi indipendentemente dal bilancio questo documento, credo... adesso non ho le date, la data precisa in cui venne consegnato, però era l’espressione...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, ecco, quello che io volevo capire, se la sua indagine fu un’indagine che durò mesi o fu un’analisi...

FLAVIO DEZZANI: no, ma non è...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...di bilancio fatta...

FLAVIO DEZZANI: è un’analisi di bilancio...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...in pochi giorni?

FLAVIO DEZZANI: ...non ci vogliono mesi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ecco.

FLAVIO DEZZANI: non ci vogliono mesi per capire nel conto economico...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, allora...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, io non chiedo... non ho detto se ci vogliono mesi, le chiedevo solo...

FLAVIO DEZZANI: la risposta è: preso il bilancio, visto che questa è la mia materia, insomma, no?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): certo.

FLAVIO DEZZANI: sono tanti di quegli anni che mangio bilanci...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non si preoccupi, d’accordo.

FLAVIO DEZZANI: ...e per esaminare il bilancio non è che ci voglia molto tempo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi fu, diciamo, un’analisi così, di pochi giorni?

FLAVIO DEZZANI: sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ecco; senta, un’altra domanda, in parte l’aveva già fatta l’Avvocato Rosi, la faccio più direttamente: che a lei consti direttamente... ha chiarito bene quale era la situazione di esposizione, cioè quali erano i debiti verso le banche che risultano da quel prospetto, ma che a lei consti, da quello che ha potuto vedere, appunto, come sua conoscenza diretta, prima della data del commissariamento, che è il 17 maggio, qualche banca aveva fatto richieste di rientro?

FLAVIO DEZZANI: sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): non dico atti giudiziari, ma soltanto, anche soltanto via lettera?

Lei ha visto documentazione in questo senso?

FLAVIO DEZZANI: io ho sentito dal Ministro più volte che questa situazione si... cioè, lui era perfettamente consapevole che le banche cercavano, poi il rientro avviene se ci sono le disponibilità.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi le banche iniziavano a...

FLAVIO DEZZANI: cioè, non possiamo pensare che la banca decide di...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbia pazienza; quindi il Ministro le comunica che era intendimento delle banche iniziare a far delle pressioni perché le somme rientrassero, anche se ancora non espresse con diffide o comunicazioni ufficiali.

FLAVIO DEZZANI: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo era il contenuto?

FLAVIO DEZZANI: questo senz’altro.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ho capito, la ringrazio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande delle Parti Civili?

Le Difese, Avvocato Lemme, prego.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Professor Dezzani, non ho sentito bene se lei si è qualificato all’inizio della sua deposizione, lei è...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, non si è qualificato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, si è qualificato?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, lei è Ordinario di Tecnica...

FLAVIO DEZZANI: di Ragioneria.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): di Ragioneria nell’Università di Torino...

FLAVIO DEZZANI: di Torino, sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...Facoltà di Economia e Commercio.

FLAVIO DEZZANI: sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): perché io la conosco, come tutti, proprio in questa qualità; senta Professor Dezzani, a suo avviso, il rapporto tra indebitamento bancario della Federconsorzi, Gruppo Federconsorzi, e il patrimonio Federconsorzi, era un rapporto fisiologico o patologico?

FLAVIO DEZZANI: vede, noi quando...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, spieghi meglio la domanda, perché in questi termini...

FLAVIO DEZZANI: cioè, cerco di rispondere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): pur dando atto delle competenze tecniche, però spieghi meglio, perché la domanda è eccessivamente valutativa.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Presidente, vale a dire, io volevo sapere se... allora, riformulo la domanda: quando lei riferì al Ministro Goria sulla entità dell’indebitamento bancario del Gruppo Federconsorzi, disse al Ministro Goria che questo indebitamento era normalmente sopportabile dal Gruppo Federconsorzi oppure disse: “L’indebitamento non è sopportabile”?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): può rispondere.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, questa è la...

FLAVIO DEZZANI: ora, quando si esamina l’entità dei debiti, un modo per esprimere se una società è indipendente finanziariamente oppure se è dipendente finanziariamente, è confrontare l’entità dei debiti con l’entità del patrimonio netto.

È però vero che il patrimonio netto che risulta dal bilancio è il patrimonio netto contabile; bisognerebbe vedere non il patrimonio netto contabile, ma quello reale.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): realizzabile.

FLAVIO DEZZANI: realizzabile; questo dal bilancio non poteva risultare perché i valori iscritti nell’attivo erano al valore di costo.

Se noi ci limitiamo a vedere il bilancio, noi dal bilancio vediamo che il capitale sociale è 4.650.000 (quattromilioniseicentocinquantamila)...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quattro miliardi o quattro milioni?

FLAVIO DEZZANI: no, quattro milioni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quattro milioni?

FLAVIO DEZZANI: sì; le riserve ammontano a 47.796.307.521 (quarantasettemiliardisettecentonovantaseimilionitrecentosettemilacinquecentoventuno), i contributi in conto capitale ammontano a 29.945.082.529 (ventinovemiliardi novecentoquarantacinquemilioni ottantaduemila e cinquecentoventinove).

Se confrontiamo questo con il totale del passivo, noi troviamo che il totale del passivo, compreso il patrimonio netto contabile, è 5.446 miliardi.

Cioè, se noi andiamo a confrontare il patrimonio netto contabile con l’indebitamento, mi sembra che la risposta non possa essere che una società fortemente indebitata.

Poi bisogna vedere che cos’ha nell’attivo.

Ecco, che cos’ha nell’attivo è un problema di valutazione che a quel momento io non partecipai, quindi non fui in grado...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): certo, perché l’attivo di bilancio è un attivo scritturale, non è un attivo...

FLAVIO DEZZANI: esatto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...reale.

FLAVIO DEZZANI: bisogna vedere il valore delle partecipazioni, il valore degli immobili e tutta una serie di... però da una prima lettura, da una prima lettura, è chiaro che il problema dell’indebitamento è un problema consistente.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco...

FLAVIO DEZZANI: e le banche, quando si sono accorte che la situazione, per il secondo anno consecutivo, diciamo così, presentava questi elementi, hanno cercato ognuno...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): di rientrare...

FLAVIO DEZZANI: ...ognuno per conto proprio, come sotto il profilo delle banche può essere legittimo, è chiaro che sotto il profilo della Federconsorzi i discorsi cambiano, cioè l’attività viene bloccata.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Professor Dezzani, quando lei parlò con il Ministro Goria, ha mai usato la parola decozione?

FLAVIO DEZZANI: no, questo no, diciamo di forte indebitamento, e quindi questo problema avvenne sotto l’esame finanziario.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la sua convinzione era che ci fosse uno stato di decozione?

FLAVIO DEZZANI: io non sono in grado di rispondere perché bisogna valutare l’attivo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): appunto, ha appena risposto sul punto.

FLAVIO DEZZANI: non sarei in grado di rispondere, perché bisognava valutare l’attivo...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): certo, la realizzabilità dell’attivo.

FLAVIO DEZZANI: ecco.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): va bene, basta per me.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Difese, per questo teste? Avvocato Zaganelli, prego.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): Avvocato Zaganelli, Difesa Carbonetti.

Professor Dezzani, lei ha parlato di una esposizione verso banche del sistema consortile nella sua aggregazione di circa 6.000 miliardi.

FLAVIO DEZZANI: non sistema consortile, sistema consortile e Federconsorzi.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): aggregato nel sistema consortile.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il gruppo.

FLAVIO DEZZANI: del gruppo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il concetto è chiaro.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): sì, intendevo dire... mi sono espresso male, ma il concetto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma il concetto è quello.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): era questa un’esposizione verso le banche.

Qual era l’esposizione verso i fornitori?

FLAVIO DEZZANI: ecco, diciamo questo, l’esposizione verso i fornitori della Federconsorzi, come risulta dal bilancio al 31 dicembre 1990, era di circa 800 miliardi, 743 per precisione, più 53, debiti diversi.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): questa era l’esposizione della Fedit o...

FLAVIO DEZZANI: della Fedit.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): solo della Fedit.

FLAVIO DEZZANI: della Fedit; se noi andiamo a prendere l’aggregato di tutti i Consorzi Provinciali, allora... che è sempre depositato agli atti...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): è questo che volevo sapere, appunto.

FLAVIO DEZZANI: ...è sempre depositato agli atti, allora vediamo debiti verso fornitori 1.103.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): quindi al debito verso le banche...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): i due vanno sommati.

FLAVIO DEZZANI: come?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): le due entità vanno sommate.

FLAVIO DEZZANI: vanno sommate, sì.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): scusi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi sono circa 2.000.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): quindi, Professore, al debito verso le banche va sommato il debito verso fornitori del Consorzio e nel sistema anche il debito di fornitori dei C.A.P..

FLAVIO DEZZANI: sì.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): qual era il rapporto dare ed avere C.A.P. Fedit?

Ha mai esaminato questo dato?

FLAVIO DEZZANI: guardi, dalla sommatoria dei bilanci aggregati, però anche qui sono valori contabili, sono valori contabili, il patrimonio netto era negativo di 479 miliardi.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): nel complesso dei C.A.P.?

FLAVIO DEZZANI: desidererei solo dire... sì.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): nel complesso dei C.A.P., sì.

FLAVIO DEZZANI: il bilancio aggregato è agli atti.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): no, per me no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Del Re, prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): Del Re per S.G.R. e Capaldo.

Dalla sua analisi, Professore, si poteva riscontrare se il rendimento dell’attivo, cioè non la valutazione dell’attivo, ma il rendimento dell’attivo andava a coprire almeno le spese per interessi di questi debiti?

FLAVIO DEZZANI: vede, bisogna vedere che cos’è il rendimento dell’attivo, perché se noi guardiamo il conto economico, noi abbiamo visto che nel conto economico...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): c’è una ...(incomprensibile).

FLAVIO DEZZANI: ...il conto economico bisogna... pareggiava, però c’erano dei proventi straordinari per far pareggiare, altrimenti il conto economico non pareggiava.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): questo appunto...

FLAVIO DEZZANI: però questo non è l’attivo, è la gestione della Federconsorzi che comprava, vendeva... perché molti acquisti erano centralizzati, e poi la Federconsorzi vendeva ai Consorzi Provinciali.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): certo, quindi praticamente però dal calcolo contabile, il rendimento di queste voci sicuramente non copriva le spese per interessi.

FLAVIO DEZZANI: diventa difficile...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo lo ha verificato?

Diciamo che lo ha verificato questo punto?

FLAVIO DEZZANI: no, non l’ho verificato, però in ogni caso per rispondere... per rispondere, diventa molto difficile isolare il rendimento dell’attivo in rapporto agli interessi.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): il collega, Professor Lemme, ha parlato di stato di decozione, di fumo di decozione, io ho tentato di riportare...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): glielo ha domandato, più che... ne ha parlato domandandolo, diciamo, non avendo una risposta però in questo senso; prego.

FLAVIO DEZZANI: la risposta non è stata data.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ha messo sul tavolo il problema della decozione, allora io ho cercato di riportarlo a questo problema tecnico.

Noi assumiamo una situazione decozionale nel momento in cui l’attivo appunto non arriva, con le operazioni che possa svolgere, a me sembra che dal documento sia pure frettolosamente visto adesso da noi, risulti questo, non arrivi a coprire le spese per interessi.

Poi giustamente se questo si debba chiamare, valutare come decozione, è un altro discorso, è un discorso che viene dopo. Però... un discorso che facciamo, diciamo, noi, ma voglio dire, il dato contabile è molto importante, perché noi capiamo, Professore... cioè, questo attivo, questo movimento della Federconsorzi, i movimenti attivi, arrivano a coprire negli anni di cui lei si è occupato, beninteso, le spese per interessi oppure no?

Perché poi noi diremo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi è parso di capire che la domanda sta soltanto in questi termini: se la gestione di per sé era una gestione costantemente tale da produrre passivo in maniera sempre maggiore, oppure quantomeno in misura tale da remunerare gli interessi passivi.

Questo era il punto.

FLAVIO DEZZANI: cioè, desidererei rispondere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se lei riesce, è in grado...

FLAVIO DEZZANI: no, la risposta io non la posso dare, ma credo che non ci sia nessuno che la possa dare.

Non il sottoscritto, ma qualunque altro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo avuto delle risposte qua e là, addirittura alcune in termini piuttosto categorici, ma insomma...

FLAVIO DEZZANI: perché... va bene, comunque...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la sua valutazione è la sua valutazione.

FLAVIO DEZZANI: esprimo la mia...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certo.

FLAVIO DEZZANI: ...una mia opinione puramente personale, quindi che non... cioè, quando noi abbiamo un conto economico dove da una parte abbiamo tutti i componenti positivi e dall’altra parte abbiamo tutti i componenti negativi, la differenza è sì una perdita, come ho detto prima, sostanziale, però questa perdita deriva dagli interessi passivi, deriva dalla compravendita dei beni che la Federconsorzi faceva per conto dei Consorzi Provinciali, deriva dalle spese del personale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei dice, sono dati troppo eterogenei per riassumerli in una risposta sintetica, è questo.

FLAVIO DEZZANI: ...che sono eccessivi... questo è il... deriva dal fatto che aveva troppe spese del personale... ecco...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei dice, più che la capacità o meno, la incapacità o meno di produrre, diciamo, dei ricavi sufficienti per coprire gli oneri, lei dice, in ogni caso, un conto è quella gestione così come rappresentata dal bilancio e un conto è ciò che si sarebbe potuto fare con una gestione più oculata, fra l’altro, no? Prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): lei conferma quindi sostanzialmente che vi era una perdita di circa 400 miliardi l’anno...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): 500...

FLAVIO DEZZANI: no, 400 e 500...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): sì, insomma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo lo abbiamo già memorizzato.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ecco, va bene, io avrei voluto quel raffronto dal Professore, ma comunque...

Lei conferma che nella Federconsorzi vi era stato un artifizio, chiamiamolo così, di bilancio, come scrive in questo appunto?

FLAVIO DEZZANI: beh, lei ha usato un artifizio, che io, è parola che non mi sono mai permesso di usare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): anche perché sarebbe stato rilevante forse all’epoca, forse non più in futuro, ma...

FLAVIO DEZZANI: voglio dire, io questa espressione non l’ho  mai usata e non...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): io l’ho usata come attenuativa, mi permetta Professore...

FLAVIO DEZZANI: prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...perché lei dice addirittura: “Nascosta o occultata”...

FLAVIO DEZZANI: no, no...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): questi due termini, nascondere e occultare...

VOCE: no, no, lui parla di contribuzioni straordinarie che sono...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): facciamo la domanda, Avvocato.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): detta perdita era stata... allora, in questo appunto suo, io leggo questa frase: “Detta perdita era stata nascosta o occultata con le seguenti manovre di bilancio”.

FLAVIO DEZZANI: sì, sono manovre di bilancio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei conferma questa frase?

FLAVIO DEZZANI: io le dico, le manovre di bilancio, intanto le manovre di bilancio non è detto che siano illecite, perché è un discorso tutto succe... tutto...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ma nessuno glielo sta...

FLAVIO DEZZANI: no, no, questo è il discorso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): più che altro, Avvocato, che per i penalisti la parola artificio richiama al 640 e che quindi dà un risvolto di illiceità a quello che magari è semplicemente un escamotage...

FLAVIO DEZZANI: io desidererei solo dire... non desidererei intervenire su questo argomento, anche perché io non ho mai affrontato prima, col Ministro Goria, e adesso non ho la veste per esprimere un’opinione a riguardo, ci saranno tanti altri Consulenti.

Io dico semplicemente, quando prendo il conto profitti e perdite dell’esercizio 1990, così come viene chiamato, e si rileva nella sezione avere plusvalenze patrimoniali che derivano da una rivalutazione delle partecipazioni nell’attivo, intanto questo si legge immediatamente, che la rivalutazione delle partecipazioni dell’attivo sia una manovra di bilancio, questo è pacifico.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): certo.

FLAVIO DEZZANI: poi può essere lecita o illecita.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): sì ma, assolutamente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, mi perdoni...

FLAVIO DEZZANI: quando leggo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...l’appunto mi pare che è stato totalmente confermato dal teste, perché proviene da lui e quindi lo ha confermato.

Il contenuto di quell’appunto mi pare anche al tempo stesso sufficientemente chiaro per esprimere un significato univoco.

FLAVIO DEZZANI: è evidente che se io non espongo questa perdita, ma espongo un pareggio, in qualche modo ho attuato una manovra di bilancio e il lettore non legge immediatamente “perdita”.

Deve essere un lettore, diciamo così, qualificato, se è qualifi... che va a vedere le poste, le somma, e dice che il risultato è un altro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, andiamo avanti.

FLAVIO DEZZANI: poi dall’attribuire che queste manovre siano manovre illecite, io non...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): non ho altre domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non lo si ricava certo dal bilancio.

FLAVIO DEZZANI: non mi permetto, non mi permetto di dirlo, perché...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande per il teste?

Pubblico Ministero, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, un paio di precisazioni.

Partiamo dalla rivalutazione degli immobili, ricollegandoci anche al discorso iniziale che lei ha fatto, che il problema della valutazione dell’attivo è problema di fondo in quanto l’attivo è inserito in bilancio a prezzo storico, a prezzo di costo.

Allora, sulla rivalutazione degli immobili lei ha detto sostanzialmente che uno degli escamotage per portare il bilancio in pareggio era appunto quello di rivalutare gli immobili che magari erano molto datati.

Ora, vorrei questa precisazione: l’illegittimità o comunque la non liceità di questa manovra di bilancio nasce da un fatto normativo, ossia che i valori degli immobili vanno portati a prezzo di costo e le rivalutazioni si possono fare in quanto leggi speciali lo consentono, oppure è una manovra che pur nella sua illegittimità, potrebbe rivelare un effettivo aumento di valore dell’attivo per il passare del tempo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): penso che la risposta alla domanda in questi termini è puramente ipotetica, cioè lui risponde per ciò che ha visto e per ciò che sa.

Non so se lei ha valutato...

FLAVIO DEZZANI: no, no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...l’evoluzione delle poste di bilancio...

FLAVIO DEZZANI: no, no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, no, era in generale la domanda.

FLAVIO DEZZANI: no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma in generale, insomma...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è su questo piano che sono state fatte tutte le domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, però attenzione, qui discutiamo di quelle poste specifiche.

È chiaro che le rivalutazioni degli immobili, sappiamo tutti che c’era una legge che la consentiva, poi sappiamo anche come l’interpretazione e l’applicazione è stata fatta...

FLAVIO DEZZANI: c’erano anche le speciali ragioni...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...talvolta molto lata.

FLAVIO DEZZANI: c’erano anche le speciali ragioni, quindi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei ha verificato, per esempio, se in appostazione della rivalutazione del valore degli immobili... ha valutato documentazione che attestava la giustificazione delle sopravvenienze attive, così?

FLAVIO DEZZANI: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il secondo punto è se a lei risultava, perché glielo avessero detto, o comunque da qualsiasi fonte, della esistenza di circa 800 o 900 miliardi di cambiali giacenti presso Fedit e mai azionate.

FLAVIO DEZZANI: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non ne ha notizia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quando ne ha avuto notizia?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ne ha avuto mai notizia, di questo?

FLAVIO DEZZANI: no, no, io questo non... non vorrei che ci fosse un aspetto bilancistico, però non in quei termini lì, che non conosco.

Cioè, anticipo su effetti allo sconto e all’incasso, che fino al 1989 aveva una certa rappresentazione in bilancio, cioè nei conti d’ordine, e poi dal 1990 ebbe una iscrizione in bilancio più appropriata, cioè nel sistema principale, cioè nei debiti verso le banche.

Non so se si riferisce... se il Pubblico Ministero...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per che importi?

FLAVIO DEZZANI: ecco, nel 1990 era...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il passaggio, in un anno...

FLAVIO DEZZANI: ...1.064 miliardi, nel 1999 era 877 miliardi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ’89, vuol dire, forse.

FLAVIO DEZZANI: come?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 1989.

FLAVIO DEZZANI: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): avevo capito ’99.

FLAVIO DEZZANI: no, ’89 era 877 miliardi.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ’89, ’90 e ’91?

FLAVIO DEZZANI: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, ‘89 e ’90.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nel ’91 non c’è più niente.

Un’ultima precisazione: se può scorporare i debiti solamente di Fedit verso le banche e i fornitori.

FLAVIO DEZZANI: ecco, i debiti di Fedit verso le banche, come risulta dal bilancio 1990, sono... infatti sotto la voce “Banche e istituti finanziari”, finanziamenti a breve e medio termine 2.428 miliardi, anticipi su effetti allo sconto e all’incasso 1.064 miliardi, per un totale di 3.493 miliardi.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): che pagina è?

FLAVIO DEZZANI: no, è nel bilancio, nello stato patrimoniale.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): pagina mille...

FLAVIO DEZZANI: nello stato patrimoniale del 1990...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): qui sette e undici, qui otto, undici...

FLAVIO DEZZANI: sono fogli diversi, è un documento...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la mia domanda sulle cambiali da 800 o 900 miliardi, non riguardava cambiali sottoscritte da Fedit, ossia relative a debiti di Fedit, ma relative a crediti di Fedit.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): verso chi? Allora, a questo punto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda è se ne ha sentito parlare di una... 800 miliardi di cambiali portati da... che portavano crediti di Fedit nei confronti di altri soggetti eventualmente...

FLAVIO DEZZANI: diciamo, nell’attivo del bilancio, c’è... cambializzati allo sconto e all’incasso, che è una annotazione... no, le cambiali sono all’attivo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per forza di...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma... io, la domanda riguarda 800, all’incirca 800 o 900 miliardi di cambiali né allo sconto né all’incasso.

FLAVIO DEZZANI: no, queste... queste cambiali sono... poi dopo ci sono cambializzati in portafoglio.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, cambiali ferme, giacenti in Fedit non azionate, per circa 900 miliardi.

FLAVIO DEZZANI: non lo so, cioè nel bilancio ci sono, però non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nel bilancio ci sono quelle voci, poi si tratta di vedere, e questo è uno dei problemi, se siano o meno riconducibili... quelle sono le voci di bilancio, si tratta di vedere se queste cambiali sono o meno riconducibili a quelle voci di bilancio, questo è uno dei punti di questo processo.

FLAVIO DEZZANI: sì, cioè...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ovviamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei ha sentito parlare di cambiali già scadute e non azionate?

FLAVIO DEZZANI: no, perché noi abbiamo sempre esaminato il passivo, perché in quel momento il problema fondamentale era il passivo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): era il passivo.

FLAVIO DEZZANI: era il passivo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi sull’attivo non vi siete soffermati.

FLAVIO DEZZANI: no, almeno io non mi sono...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): certo.

FLAVIO DEZZANI: io, altri può darsi che si siano...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande, Pubblico Ministero?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque specificazioni su questi punti, sennò si riapre il controesame e non può essere.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): scusi, Dottor Dezzani, lei sul documento riporta tutta la posizione debitoria nei confronti delle banche; riporta un saldo...

FLAVIO DEZZANI: no, no, non sono io.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, quelli sono documenti...

FLAVIO DEZZANI: di provenienza Fedit.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, no, certo, in questo documento risulterebbe... alla fine lei... risulterebbe questo al 31/12/90, giusto?

FLAVIO DEZZANI: sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e fa pure una verifica fra fido, utilizzo e sbilancio.

Risulterebbe che in effetti la posizione sia in attivo, se pur nell’aspetto passivo, sia in attivo, nel senso che al 31/12/90 le banche ancora avevano uno scoperto, castelletto, quello che... di circa 202 miliardi.

In effetti quindi ci stava ancora garanzia per una somma di una certa importanza affinché un’attività potesse essere...

Lei... quindi di fatto le banche come potevano in quel momento, diciamo... in fin dei conti avevano dato delle garanzie, erano state date delle indicazioni...

FLAVIO DEZZANI: no, no, questi sono affidamenti.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): esatto, affidamenti significa utilizzo di denaro.

FLAVIO DEZZANI: no, vuol dire che le banche avevano deliberato quell’utilizzo di denaro, ma nel momento in cui le banche cercano di rientrare, bloccano.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): certo...

FLAVIO DEZZANI: bloccano, quindi uno può avere... uno ha potenzialmente ancora quella...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, la domanda però è pertinente in questo senso: nel momento in cui lei va a fare questa verifica, le fa rilevare l’Avvocato, vi era ancora questo margine, e allora se vi era ancora questo margine, che cos’è che avrebbe indotto a quel punto le banche a rientrare, visto che vi era ancora una disponibilità ancora nella... per utilizzare questi affidamenti?

FLAVIO DEZZANI: intanto qui siamo al 31 dicembre del 1990.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, certo.

FLAVIO DEZZANI: erano passati alcuni mesi e oramai le banche avevano deciso di rien... comunque, diciamo così, al Ministro avevano detto che desideravano rientrare e proprio in questa fase il primo atto che le banche effettuano è quello di non lasciar più utilizzare gli affidamenti dati, ma questo avviene in qualunque...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma questo lo diamo per scontato, perché è un fatto noto.

FLAVIO DEZZANI: quindi il fatto che qui risulti, Presidente, una possibilità, è puramente formale, perché poi dopo non posso utilizzarla perché...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): comunque esisteva questa posizione.

FLAVIO DEZZANI: esisteva perché era stata deliberata tempo fa, ma alla data in cui è avvenuto...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): non è automatica una chiusura, cioè il problema è che io potevo utilizzarlo, quindi non era un...

FLAVIO DEZZANI: no, no, non potevo utilizzarlo, me lo bloccavano.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, no, scusi, però il problema è, bloccare significa un atto successivo di modifica della delibera di autorizzazione.

FLAVIO DEZZANI: no, anche se non modificano la delibera, le banche bloccano lo stesso; uno porta delle cambiali allo sconto...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): non c’è nessun atto formale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, comunque ne prendiamo atto. Altro?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Fiorucci, lei aveva da fare una domanda? Prego.

PARTE CIVILE CONSORZIO AGRARIO DI PERUGIA (AVV. FIORUCCI): Avvocato Fiorucci, per il C.A.P. di Perugia.

Solo un piccolo chiarimento sul destino delle cambiali di cui prima ha fatto cenno il Signor Pubblico Ministero.

A lei risulta che alcune di queste cambiali in giacenza presso la Federconsorzi fossero utilizzate di tanto in tanto o costantemente o con il sistema...

FLAVIO DEZZANI: non lo so.

PARTE CIVILE CONSORZIO AGRARIO DI PERUGIA (AVV. FIORUCCI): non lo sa, per apertura di linee di credito presso istituti di credito?

FLAVIO DEZZANI: non lo so.

PARTE CIVILE CONSORZIO AGRARIO DI PERUGIA (AVV. FIORUCCI): non lo sa.

Lei ha esaminato il bilancio e da questo non è emerso nulla per quanto riguarda il destino delle cambiali, fuorché fossero una partita di giro?

FLAVIO DEZZANI: cioè io, come dicevo prima, abbiamo esaminato prevalentemente il passivo, perché l’attivo doveva formare oggetto di valutazione; oggetto di valutazione su tutte le voci, se vuole anche compresi anche i crediti che qui risultano nei confronti del Consorzio Provinciale, ma qui è un altro discorso.

Tutte queste cambiali rientravano...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

FLAVIO DEZZANI: ...appunto nei crediti, certo, e nella valutazione dei crediti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, la prego, abbia pazienza, facciamo finire la domanda  dell’Avvocato Fiorucci.

PARTE CIVILE CONSORZIO AGRARIO DI PERUGIA (AVV. FIORUCCI): sì, la domanda era appunto questa, soltanto se accanto alla valutazione debiti e crediti, di come erano state inserite nelle voci di bilancio queste cambiali, anche nei confronti del C.A.P., vi fosse un accenno o comunque una partita che denunciasse il fatto che circolassero queste cambiali poi date ad altri istituti di credito proprio per ottenere una nuova apertura di credito, quindi cedute ad altri e poi poste successivamente all’incasso nei confronti del sottoscrittore della cambiali stessa.

Non le risulta, non lo ha...

FLAVIO DEZZANI: no, non ho esaminato, non è che non mi risulta.

PARTE CIVILE CONSORZIO AGRARIO DI PERUGIA (AVV. FIORUCCI): non l’ha esaminato. La ringrazio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

A questo punto si dà atto che è intervenuto l’Avvocato Polimanti.

Il Tribunale acquisisce la documentazione prodotta dal Pubblico Ministero e esaminata dal teste.

Altre domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, sempre un’ultima precisazione, perché non...

Cioè, questo discorso delle banche, che sia pure non ufficialmente, avrebbero fatto pressione per il rientro, ma lei lo data prima o dopo la decisione del Ministro di commissariare?

FLAVIO DEZZANI: prima, prima.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): prima.

FLAVIO DEZZANI: prima.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e lei questo lo ha saputo da chi?

FLAVIO DEZZANI: dal Ministro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dal Ministro, va bene.

FLAVIO DEZZANI: credo che fosse il Ministro a mantenere i rapporti con tutte le banche.

Adesso io non conosco le riunioni che sono avvenute tra le banche.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi c’era stata una sorta di preavviso.

FLAVIO DEZZANI: credo che ci fosse stata anche qualche riunione, però non lo so, non so con precisione.

So che il Ministro era preoccupato, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): su questo aveva già risposto.

Altre domande?

FLAVIO DEZZANI: era preoccupato di questa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si accomodi pure, grazie.

FLAVIO DEZZANI: grazie.

Il testimone viene licenziato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): chiamiamo adesso il teste Mariconda.

Avevo sbagliato prima, non l’Avvocato Polimanti, l’Avvocato Michetelli e l’Avvocato Polimanti invece è sostituito dall’Avvocato Fabbri.

Viene introdotto il testimone Mariconda Gennaro che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

GENNARO MARICONDA: innanzitutto la ringrazio Presidente per avermi consentito di testimoniare oggi.

Gennaro Mariconda nato a Santa Lucia di Serino, provincia di Avellino, il 21 maggio 1942.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei è Notaio in Roma?

GENNARO MARICONDA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, le sue domande.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque, Dottor Mariconda, può riferire al Tribunale un po’ quale sia stato il suo ruolo in tutta questa vicenda...

GENNARO MARICONDA: il mio ruolo?

Scusi, parli un po’ più alto perché...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il suo ruolo professionale in questa vicenda, sia per quanto concerne la costituzione di S.G.R., sia per quanto concerne le vendite di immobili o di altro di cui lei abbia avuto incarico.

GENNARO MARICONDA: sia per quanto riguarda S.G.R., sia per?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi chiede...

GENNARO MARICONDA: sì, chiedo se mi ripete per cortesia...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le chiedevo...

GENNARO MARICONDA: ...l’ultima parte della domanda.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...di spiegare, sia pur sinteticamente, qual è stato il suo ruolo professionale in questa vicenda, sia per quanto concerne la costituzione di S.G.R., sia per quanto concerne la vendita degli immobili, sia per quanto concerne qualsiasi altro incarico che lei abbia ricevuto dalla S.G.R. o dalla procedura.

GENNARO MARICONDA: sì, io sono stato chiamato a collaborare, diciamo, per la sistemazione di questa vicenda quando si era arrivati ad una fase nella quale la proposta che era stata fatta a nome del pool di banche al Tribunale era una proposta che si avviava, diciamo, ad essere accolta, e quindi bisognava costituire la società tra le banche e le altre imprese creditrici di Federconsorzi.

In realtà io quindi da quel momento ho preso, diciamo, in mano la questione come Consulente di carattere notarile, ma molto generale per la verità, perché tutto mi veniva chiesto, non soltanto il fatto tecnico della costituzione, ma molta informazione complessivamente.

Quando si era abbastanza...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la interrompo un attimo, i suoi referenti, cioè chi è che le chiedeva?

GENNARO MARICONDA: il mio referente?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

GENNARO MARICONDA: diciamo era sostanzialmente il Professor Capaldo, che era l’autore della... di questo piano, di cui io poi avevo letto anche sui giornali, diciamo, prima di avere un po’ l’incarico professionale, perché io in quella fase ero un collaboratore, diciamo, costante della Banca di Roma, che aveva avuto anche vicende evolutive, riorganizzative, dalla Cassa di Risparmio, come Banco di Santo Spirito e Banca di Roma.

Quindi avevo già sperimentato una collaborazione stretta con quella struttura, e quindi quando io sono arrivato sostanzialmente un certo accordo per costituire la società era già stato verificato e tuttavia non era ancora... non si era ancora giunti proprio alla fase della costituzione, per cui ci abbiamo impiegato ancora qualche mese, in cui ho potuto constatare la grande difficoltà di acquisire poi i consensi delle banche, che erano parecchie banche, adesso non ricordo, ma complessivamente mi pare che erano tra i quindici e i venti soggetti che hanno partecipato alla costituzione della S.G.R., sicuramente più di dieci.

Per cui oltre al sistema bancario complessivamente, c’erano anche un paio di industrie, di aziende, credo che fossero per la fornitura dei prodotti chimici e per la fornitura dei mezzi di trasporto.

E quindi ho ricevuto l’eco, diciamo, di queste grandi difficoltà ad acquisire consensi, ci sono state diverse riunione dei Consigli di Amministrazione delle banche, poi finalmente siamo arrivati alla costituzione della società, che abbiamo fatto, mi pare, nella primavera di quell’anno.

Da quel momento la vicenda S.G.R. è una vicenda di cui io conosco, dal punto di vista delle attività, Atto Quadro, trasferimenti a favore di S.G.R., trasferimenti a favore poi da S.G.R. agli altri, di cui veramente io posso dire che conosco tutto, conosco tutto quello che è passato attraverso la mia collaborazione, la mia attività professionale, la mia consulenza per alcuni momenti, devo dire settimanale, cioè ogni giorno c’era una vicenda da chiarire, quindi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): per quanto riguarda la costituzione...

GENNARO MARICONDA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...si sono posti problemi circa le modalità del conferimento? Ossia...

GENNARO MARICONDA: no, in sede di costituzione della società i problemi che si sono esaminati erano fondamentalmente quelli di attribuire a ciascun socio una misura di partecipazione al capitale che fosse corrispondente alla misura della iscrizione come creditore e di consentire anche poiché, appunto, dicevo, c’era stata grande difficoltà ad acquisire via via i consensi per... io non so, mi posso rivolgere da quella parte se....

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, non si preoccupi, parli pure al microfono.

GENNARO MARICONDA: anche perché io poi stento un po’ a sentire, allora guardo anche il segno labiale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non c’è problema.

GENNARO MARICONDA: dicevo, i problemi principali in sede di costituzione era, va be’, acquisire i consensi dei Consigli di Amministrazione, le procure e così via, ma soprattutto da un punto di vista tecnico, la individuazione delle modalità attraverso le quali far partecipare nella esatta identica misura della partecipazione al passivo della Federconsorzi nei loro confronti e di prevedere, questo è un meccanismo un po’ articolato e per la verità era la prima volta che io lo facevo questo, di prevedere la possibilità che creditori ulteriori che in questa prima fase non avevano inteso partecipare, immaginando che ormai quello che era perso era perso, “Ma non ci vogliamo immischiare in questa ulteriore gestione”, quindi di consentire la possibilità di questi ingressi successivi nella compagine societaria, stabilendo anche i meccanismi con i quali poi si sarebbe fatto spazio per questo ingresso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma la mia domanda era più semplice.

GENNARO MARICONDA: in sede di costituzione della società non si è... non ho avuto assolutamente conoscenza di quello che sarebbe stata poi la modalità ulteriore di sviluppo, diciamo, dal punto di vista dell’attuazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, la domanda era più semplice: se si è discu... naturalmente lei era, diciamo, l’esecutore tecnico... l’elaboratore tecnico di direttive che, se non ho capito male, venivano solo dal Professor Capaldo.

GENNARO MARICONDA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ora, se sui problemi da risolvere si è mai discusso sulla natura dei conferimenti da parte dei futuri soci, ossia danaro fresco, conferimento del credito, oppure altre partecipazioni a qualsiasi cosa, insomma.

GENNARO MARICONDA: beh, questo era un aspetto che non ricordo come uno degli aspetti principali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma se ne parlò?

GENNARO MARICONDA: mi pare che noi l’abbiamo costituita con danaro fresco, diciamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, appunto, quello che...

GENNARO MARICONDA: e mi pare, dunque...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quella è la soluzione adottata.

GENNARO MARICONDA: no, no, io adesso non ho riletto l’atto costitutivo per la verità, in preparazione di questo forse avrei dovuto rileggerlo, ma insomma...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma la domanda si riferiva non...

GENNARO MARICONDA: sì, mi pare che l’ipotesi era questa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...alla soluzione scelta, ma...

GENNARO MARICONDA: ho capito.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...come se si...

GENNARO MARICONDA: l’ipotesi era questa, che la costituzione avveniva con un capitale che era un capitale iniziale modesto, che era prevista la possibilità di incrementare, era già prevista la possibilità di incrementare questo capitale della società sia attraverso danaro, sia anche con conferimento nella società dei crediti vantati nei confronti di Federconsorzi, se è questo quello che lei voleva sapere.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, sì.

GENNARO MARICONDA: e credo che però ci sia scritto questa nell’atto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io quello che le chiedevo, è se si prospettò o comunque si affrontò questo problema, ossia la possibilità per i soci di partecipare semplicemente conferendo il credito.

GENNARO MARICONDA: sicuramente nella fase iniziale no, perché abbiamo fatto un conferimento non in natura, abbiamo fatto un conferimento in danaro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma un conto...

GENNARO MARICONDA: per gli aumenti di capitale, che erano quelli consistenti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): abbia pazienza, un conto è quello che si è deciso, la mia domanda non si riferisce a quello che si è deciso, perché quello che si è deciso lo leggo...

GENNARO MARICONDA: ma se...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...ma se prima di arrivare a quella decisione si è quantomeno prospettato da parte di qualcuno questa possibilità, invece di...

GENNARO MARICONDA: ma lei dice solo credito e solo il credito?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

GENNARO MARICONDA: no, certamente no, certamente non questo, perché era certamente previsto che potesse essere una delle modalità del conferimento, anche la cessione del credito vantato nei confronti di Federconsorzi, ma certamente non soltanto il credito.

Tanto per cominciare si mettevano dei soldi, ed era previsto comunque che si mettessero ulteriori soldi e d’altra parte poi credo che questo poi sia anche avvenuto, adesso non mi ricordo, se anche è avvenuto ulteriormente con danaro, cioè la cessione del credito quale conferimento della società non sia mai avvenuta.

Se io non ricordo male, non è mai avvenuto, quindi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma la mia domanda era diversa; senta, poi lei ha detto che...

GENNARO MARICONDA: poi io ho continuato, poi dopo il famoso Atto Quadro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il secondo punto è l’Atto Quadro...

GENNARO MARICONDA: certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...diciamo il secondo contatto professionale; e il suo referente in questo caso chi era?

Il suo referente, per quello che riguarda l’Atto Quadro, chi era?

GENNARO MARICONDA: era, diciamo... i miei referenti ad un certo momento poi diventano due.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): due.

GENNARO MARICONDA: diventa da una parte fondamentalmente sempre il Professor Capaldo, dall’altra parte diventa Federconsorzi, gli organi di Federconsorzi e il Tribunale.

Cioè, quando passo dall’atto costitutivo della S.G.R., per la quale poi c’erano problemi di Banca D’Italia, ...(incomprensibile) problemi, non ne parliamo di quello, Banca D’Italia, la società doveva avere assolutamente finalità esclusivamente liquidatorie, non doveva fare attività d’impresa, quindi il consenso, l’autorizzazione della Banca D’Italia fu data con questa finalità specifica, che ci fosse un’acquisizione di un patrimonio esclusivamente con fini liquidatori.

Il nome S.G.R. l’ho inventato io e l’ho inventato proprio sulla base di voler dare anche nel nome l’indicazione della finalità, dello scopo, della missione che aveva questa società, che aveva esclusivamente fini liquidatori di un patrimonio che veniva acquisito a fronte di quella certa vicenda.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, questo c’è scritto sull’atto costitutivo.

GENNARO MARICONDA: nell’autorizzazione c’è soltanto proprio l’indicazione alle banche di fare una società non per la finalità...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma Dottore, scusi, sono d’accordo con lei, ma la mia domanda era molto più semplice, ossia, abbiamo detto che nella prima fase per quello che riguarda la costituzione di S.G.R. il suo referente, nel senso la persona che gli dava le direttive...

GENNARO MARICONDA: Capaldo e i suoi collaboratori professionali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...era il Professor Capaldo.

GENNARO MARICONDA: assolutamente sì, il Professor Casella, ...(incomprensibile) il Professor Capaldo, dico il Professor Capaldo, con cui ho avuto molti colloqui e i responsabili, diciamo i suoi Consulenti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lo staff tecnico.

GENNARO MARICONDA: ...legali, in particolare il Professor Casella.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): stesso discorso vale... per quello che riguarda invece l’Atto Quadro, mi diceva oltre ai referenti iniziali se ne aggiungono altri, chi?

GENNARO MARICONDA: certo, perché per l’Atto Quadro abbiamo, una volta costituita la società, la società doveva adesso poi rendere operativo il suo progetto e quindi bisognava discorrere anche con l’altra parte, e quindi ho avuto numerosi incontri, da una parte Consulenti del Professor Capaldo, ormai si trattava più della fase esecutiva, non era più, diciamo, l’attuazione di cui io dovevo essere messo a conoscenza di quel programma, a quel punto la parola era più ai tecnici, diciamo, che non al Presidente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, dall’altra parte?

GENNARO MARICONDA: e quindi dall’altra parte c’erano gli organi di Federconsorzi, e cioè il Professor Picardi, il suo collaboratore, il Professor Pazzaglia...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, gli organi della procedura sono...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e per...

GENNARO MARICONDA: e poi abbiamo avuto dei colloqui anche con il Presidente Greco, perché c’era tutta quanta la procedura che doveva essere attivata dal Tribunale; e abbiamo immaginato questa idea, che io continuo a ritenere un’idea assolutamente felice, dell’Atto Quadro, di cui se vuole posso dare qualche cenno sul perché è stato immaginato questo atto, che poi mezza Dottrina civilistica italiana lo ha esaminato e tutto sommato vedo che sta lì, come una pietra ferma a reggere le sorti di migliaia di vendite che sono state fatte su quella base, non quelle che ho fatto io, ma tutte quelle che hanno fatto poi successivamente altri colleghi in tutta Italia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, senta, magari glielo chiederanno i Difensori; senta una cosa, a me interessava un altro aspetto, il punto di riferimento dell’Atto Quadro erano i beni...

GENNARO MARICONDA: di un inventario.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...che risultavano nel cosiddetto inventario, lo chiamiamo inventario, ma è la relazione particolareggiata del Commissario Giudiziale.

GENNARO MARICONDA: non sento, mi deve scusare, ma la sento molto male; fino alla parola inventario ho capito, la frase successiva non l’ho sentita.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì; inventario tra virgolette, in quanto era la relazione particolareggiata del Commissario Giudiziale.

GENNARO MARICONDA: c’era un elenco al quale noi abbiamo fatto sempre riferimento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi l’Atto Quadro aveva come oggetto quei beni.

GENNARO MARICONDA: aveva come oggetto quei beni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma i beni... la relazione particolareggiata era di una data anteriore alla stipula dell’Atto Quadro.

GENNARO MARICONDA: certamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’idea di vendere anche beni che non c’erano più, perché magari nel frattempo venduti.

GENNARO MARICONDA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, questa...

GENNARO MARICONDA: era... cioè, l’abbiamo risolta in maniera assolutamente ovvia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi può spiegare la filosofia di questo...?

GENNARO MARICONDA: sì; guardi, sull’Atto Quadro io un po’ sono meravigliato che ci sia stato tutto questo interesse della civilistica, voglio spiegare perché.

Perché c’è tutta una vicenda, diciamo, della... la vicenda storica di Federconsorzi, come nasce, quale è la sua evoluzione, eccetera, poi c’è ad un certo momento la crisi, questa proposta che viene fatta, l’idea di accettare questa proposta, ovviamente la necessità di dare esecuzione poi nel tempo a questa proposta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, abbia pazienza...

GENNARO MARICONDA: trovava...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...io trovo così... io è la prima volta che lo vedo, ma non faccio il Notaio, cioè l’idea di inserire in un preliminare di vendita, o comunque in una vendita...

GENNARO MARICONDA: non lo qualifichiamo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): noi lo qualifichiamo così, insomma, qualche valore giuridico...

GENNARO MARICONDA: giuridicamente ci troviamo in difficoltà.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un qualche valore giuridico dovrebbe averlo questo atto notarile.

GENNARO MARICONDA: ci sarebbe qualche valore giuridico...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, qualche...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, andiamo avanti; io non ho mai visto in un negozio giuridico, diciamo...

GENNARO MARICONDA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...che l’oggetto del negozio, ho visto beni presenti, beni futuri, ma beni passati, ossia non più facenti parte del patrimonio del cedente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda...

GENNARO MARICONDA: posso dare perfettamente la risposta...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è un dettaglio della domanda che ha fatto precedentemente, chiedeva spiegazioni della filosofia che ispirava in particolare...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, come nasce questa scelta, ossia quella di inserire nell’oggetto del negozio un bene che nel patrimonio non c’è più.

GENNARO MARICONDA: sì, ma proprio per avere, Dottor Razzi, per avere elementi di certezza si è fatto questo discorso: “Io ti offro di comprare – poi farò un esempio proprio banale – io ti offro di comprare tutti quanti i beni di cui eri tu proprietario ad un certo momento a questo corrispettivo”.

Poi non mi sfugge la regola principe del nostro Ordinamento per cui quando le parti dicono: “Io voglio comprare questi beni”, quello dice: “Sì, io te li voglio vendere, questo è il prezzo”, si produce il trasferimento, questa è una regola che conosciamo tutti quanti.

Il problema è che il trasferimento si produce col consenso, se il consenso è destinato ad individuare specificamente i singoli beni e dei singoli beni per ognuno di essi, a seconda del tipo di bene, si redige l’atto nella forma che la legge impone.

Allora lì che cosa noi abbiamo voluto fare?

Il punto di riferimento era uno e immutabile, perché era difficile andare ad inseguire tutte quante le vicende che si erano verificate anche in quel tempo, che era un tempo breve.

Bene, io dico: “Io ti pago questo prezzo per tutti quanti quei beni che stanno lì dentro”, può darsi benissimo... e questo è un accordo che è ciò che in fondo, insieme ad una serie di altre vicende collaterali, ha voluto fare l’Atto Quadro, fotografare una situazione in cui si stabilivano le linee principali di un accordo, che naturalmente non poteva di per sé automaticamente produrre i trasferimenti, ancorché fosse un consenso pieno e definitivo, perché per i singoli beni bisognava attuare poi in ragione dei beni, tutta una procedura, che per i beni immobili si... allora, perché quelli e non solo quelli di cui oggi Federconsorzi è proprietaria?

Perché la proposta nasceva in un certo momento storico e poi dopo si è articolata nel tempo e si è arrivati poi al momento in cui si è data attuazione.

Allora qui il tecnico doveva trovare il modo per individuare come quel prezzo, che si riferiva a tutti quanti i beni che erano indicati in un elenco, doveva subire modificazioni in funzione della fuoriuscita di qualche bene da quell’elenco; se avevo un bene che poi era stato venduto, ebbene il corrispettivo che era stato ricavato da quel bene è come se fosse stato oggetto quello della vendita e quindi in realtà veniva sottratto dal corrispettivo.

Se io dico... ma oggi qui ciascuno di noi può dire... due persone possono dire: “Io voglio vendere tutti i beni di cui ero proprietario al 20 gennaio del 2000” e l’altro dice: “Voglio comprare tutti i beni di cui tu eri proprietario al 20 gennaio del 2000”, questo è un contratto che si può fare perfettamente, io come Notaio lo ricevo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non ho chiesto...

GENNARO MARICONDA: ...poi andiamo a vedere.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non ho chiesto... la mia domanda non era se si può fare...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non si discute di questo, si tratta di...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...ma perché farlo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è quello che lei sta facendo, rispondere fedelmente a quelli che sono stati i criteri ispiratori di queste pattuizioni che il Pubblico Ministero le fa adesso notare, che possono apparire più o meno diffuse, o meno diffuse...

GENNARO MARICONDA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...però dato che si tratta di un atto che ha una sua rilevanza in sé, nei suoi particolari, stavamo analizzando proprio... a prescindere dalla validità ...(incomprensibile), che adesso questo non ci interessa, proprio la filosofia che ha ispirato questo tipo di impostazione.

GENNARO MARICONDA: ma Presidente, mi scusi, per avere elementi di certezza...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei sta rispondendo...

GENNARO MARICONDA: ...poi dopo abbiamo tutto il tempo nella fase esecutiva di un accordo, che naturalmente prevedeva, Dottor Razzi, tutta una serie di attività esecutive di questo accordo, in cui però si individuavano i pilastri fondamentali, c’è questo... una cosa è certa, c’è un elenco di beni, a questo elenco di beni noi ci rifacciamo, poi dobbiamo andare a vedere di ciascun bene quale è la sorte; sta nel patrimonio Federconsorzi?

Bene, me lo trasferisce; pensi per la cassa, si è detta la cassa a quel giorno, poi certamente... della cassa, vede degli altri beni si poteva avere anche la certezza che fossero rimasti tutti quanti e poi li andiamo a trasferire, ma per la cassa... ma certamente per la cassa non si poteva avere la certezza che avremmo trovato nella cassa a distanza di sei mesi, o di otto mesi, o di dieci mesi, esattamente quello che c’era al momento in cui fu fatto l’inventario.

E allora si disse: “Benissimo, tutti quelli che sono stati i movimenti rispetto a quei beni verranno scomputati nel prezzo, se in cassa troveremo delle cose di più, ebbene, aumenterà il prezzo di quella cosa, se in cassa troveremo qualcosa di meno si diminuirà il prezzo”.

In realtà era più probabile questa ipotesi, cioè che alcuni beni fossero stati trasferiti, e dei beni trasferiti si diceva: “Ciò che è stato ricavato viene decontato, viene scomputato sul prezzo”.

Può darsi che poi Federconsorzi avesse venduto bene, avesse venduto male, nel senso che avesse fatto pure un cattivo affare, non fa niente, aveva fatto quello, quello era stato il corrispettivo che era stato ricavato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): guardi, io non...

GENNARO MARICONDA: ...al posto del bene A troviamo un corrispettivo e quel corrispettivo è come se l’avessimo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non è che contestavo la legittimità, sia pure teorica, di questa cosa, ho capito quale è la logica che sta dietro questa operazione.

GENNARO MARICONDA: che ci ha guidato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, come conseguenza ulteriore penso che si sia prospettata l’ipotesi che la relazione particolareggiata del Professor Picardi, che in quanto non un inventario vero e proprio, potesse aver trascurato qualche bene.

Si è parlato del problema: “E se nel frattempo escono fuori ulteriori attività non comprese...”...

GENNARO MARICONDA: assolutamente, anzi li abbiamo pure individuati un paio di beni che non facevano parte e che non dovevano essere trasferiti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): che non dovevano essere trasferiti; quindi...

GENNARO MARICONDA: perché io compro quelli che stanno lì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): tutto ciò che non sta nella relazione particolareggiata, non fa parte dell’Atto Quadro, non ha corrispettivo.

GENNARO MARICONDA: esattamente... no, non è venduto, quindi non ha corrispettivo perché non è venduto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, non ha corrispettivo in questo senso.

GENNARO MARICONDA: non è venduto, no, perché sa, non aver corrispettivo, “Me lo dai lo stesso senza corrispettivo”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non fa parte dell’accordo.

GENNARO MARICONDA: non fa parte dell’accordo traslativo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

GENNARO MARICONDA: anzi, noi individuammo subito un bene, adesso...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Dottor Mariconda...

GENNARO MARICONDA: ...un terreno, un semi abbandonato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...di questo problema...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il punto è chiaro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...di questo problema con chi ne parlò?

GENNARO MARICONDA: non ho capito, di questo problema...?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di quest’ultimo problema, che lei mi ha detto essere stato affrontato, con chi ne parlò?

GENNARO MARICONDA: beh, certo, era nella stesura dell’Atto Quadro e io avevo contatti a volte proprio ripetuti nello stesso giorno, quindi quotidiani in quel periodo, diciamo, sotto la stimolazione dell’Atto Quadro, sempre con i due Organi da parte del pool di banche di professionisti, da quest’altra parte il Professor Picardi e il suo collaboratore Pazzaglia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta...

GENNARO MARICONDA: l’Atto Quadro ha avuto naturalmente non una creazione in un solo gesto, diciamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, questo è chiaro.

GENNARO MARICONDA: ...è frutto di aggiustamenti continui, io ho fatto una minuta, due minute, tre minute, quattro minute e naturalmente ognuna di quelle clausole è stata aggiustata, limata, fino ad arrivare al risultato dell’agosto del...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, dell’esistenza di circa 800, 900 miliardi di cambiali, cambiali in favore di Fedit, o meglio, girate... cedute a Fedit da... o comunque dirette o girate a Fedit, lei ha avuto mai notizia?

GENNARO MARICONDA: guardi, questo problema delle cambiali io l’ho sempre sentito aleggiare, non ho mai esattamente capito il meccanismo con cui si erano... faceva parte, per quello che mi riguardava, di crediti inventariati in quel famoso documento, erano oggetto del trasferimento e io mi sono fermato a questo, poi non ho conoscenza ulteriore.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma nell’Atto Quadro si diceva che i crediti cambiari dovessero essere trasferiti mediante girata.

GENNARO MARICONDA: non lo so, non mi pare questo, mediante girata?

Cioè no, si diceva una cosa forse diversa, Dottor Razzi, se io non ricordo male, che per tutto quanto veniva trasferito, e non erano beni immobili, doveva essere data la documentazione dimostrativa dell’esistenza del credito, delle garanzie.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non si ricorda questa clausola?

GENNARO MARICONDA: ma il meccanismo della girata francamente non me lo ricordo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un credito cambiario come si può girare, come si può trasferire?

GENNARO MARICONDA: sì, ma non abbiamo fatto una... non so se nell’Atto Quadro ci sia una indicazione specifica di questo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, non è importante.

GENNARO MARICONDA: mi ricordo che c’è sicuramente l’obbligo, diciamo, del trasferente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è chiaro.

GENNARO MARICONDA: ...a dare tutta la documentazione e la garanzia, quindi poi se... pure, voglio dire, pure la girata dell’azione si fa con... però certamente non avremmo detto che sarebbe stato poi girato il titolo azionario in sede di cessione di una partecipazione, lì c’erano circa cento società che venivano trasferite.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io quando l’ho sentita...

GENNARO MARICONDA: non mi pare che siamo scesi nel dettaglio della modalità operativa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quando l’ho sentita, dunque, io le chiesi... lei rispose: “Non ricordo di aver mai sentito...”...

GENNARO MARICONDA: Dottor Razzi, purtroppo non la sento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sul punto io le avevo... quando l’ho sentita, ma sono passati... agosto ’96, lei rispose: “Non ricordo di aver mai sentito parlare di cambiali per 800, 900 miliardi giacenti presso Fedit, ne ho avuto notizia dalla stampa al momento del sequestro”.

GENNARO MARICONDA: sì, io questo problema delle cambiali, come le dicevo, l’ho sempre sentito un po’ aleggiare, ma per un... veramente io non ho mai esaminato approfonditamente, o perché mi sia stato dato incarico, o per mia curiosità, questa vicenda delle cambiali, non ricordavo adesso quello che ho detto lì, ma corrisponde esattamente a questo problema, di cui ancora oggi, per la verità... io quando ho esordito dicendo che di questa vicenda conosco tutto, di questa storia delle cambiali, per la verità, non ho mai capito esattamente che cosa fossero, come funzionavano, quale era il meccanismo, perché non sono stato mai interessato, né ho mai avuto tracce, elementi o qualche cosa di documentale su cui io riflettere, quindi è una vicenda che sento sempre come una cosa enorme e sfumata...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): beh, sfumata, se vuole gliele facciamo vedere le cambiali, non è che ce le siamo inventate.

GENNARO MARICONDA: no...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, il problema...

GENNARO MARICONDA: non dico questo, dico per quello che so io.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo; quindi lei non ne ha nemmeno sentito parlare dai suoi referenti, diciamo?

GENNARO MARICONDA: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di questo problema, no?

GENNARO MARICONDA: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, un’ultima cosa molto velocemente...

GENNARO MARICONDA: si rientrava nei crediti, faceva parte di quella vicenda che i crediti erano trasferiti, c’è un lungo pezzo dell’Atto Quadro che si riferisce ai crediti, ma questa specificazione, diciamo, nell’ambito della vicenda crediti trasferiti e della vicenda cambiaria, francamente io non ho mai avuto una...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): siccome non...

GENNARO MARICONDA: ...conoscenza diretta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...non stavano in bilancio, come tali... senta...

GENNARO MARICONDA: non stavano in bilancio?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): beh, come titoli cambiari no; senta, l’ultima parte, poi lei diceva ha curato la parte esecutiva.

Oltre alle aste per gli immobili, la parte esecutiva comprendeva anche altro?

GENNARO MARICONDA: beh, diciamo che la stragrande maggioranza dei beni sono state fatte con queste aste, io qua, per la verità, mi deve consentire un piccolo, così, modo d’orgoglio; noi abbiamo fatto alcune centinaia di aste con un sistema che ho messo a punto io, di massima oggettività, trasparenza. Partiamo dal presupposto che si trattava di una società per azioni e che non aveva nessun obbligo, diciamo, di gestire questi atti di trasmissione ulteriore in forme vincolate, ma mi fu chiesto ed io mi sono adoperato perché venisse messo a punto un sistema che fosse il più oggettivo e il più trasparente e il più sicuro e il più garantista, e noi abbiamo fatto centinaia di aste, centinaia di aste, senza che mai una volta sia stato avanzato un minimo dubbio o incertezza, e questo veramente è un motivo d’orgoglio.

Basta vedere tutte le volte in cui c’è una sola offerta ed è, diciamo, consistentemente superiore, magari, anche al prezzo base; e io inventai questa... cioè, ho inventato, ho dato indicazioni di utilizzare questo sistema della busta chiusa con la irrecuperabilità poi successiva di altre offerte e di altro, proprio perché chi offrisse, offrisse attraverso un meccanismo che fosse per lui significativo che quella era la proposta finale, cioè senza possibilità di riservarsi aumenti del sesto, la candela vergine, le offerte ad inseguirsi tra di loro.

E credo di aver colto nel segno, diciamo, di avere individuato un sistema che è stato un sistema di assoluta trasparenza, di certezze e garanzie per tutti quanti, e quindi questo è stato lo strumento attraverso il quale abbiamo fatto, diciamo, la dismissione della grandissima parte dei beni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, la formazione dei lotti da mettere all’asta, chi era, diciamo, il suo referente in questo caso?

GENNARO MARICONDA: beh, la formazione dei lotti però... perché dice la formazione dei lotti?

Quasi sempre l’immobile veniva venduto da solo, raramente, sono state pochissime le ipotesi in cui sono stati accorpati più immobili, ma sono state pochissime queste ipotesi e comunque riferite a valori, diciamo, nel complesso molto modesti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta...

GENNARO MARICONDA: quindi se lei per lotti dice il singolo bene lordo, lo vendiamo ad aprile o lo vendiamo a settembre...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, in questo caso comunque chi è che stabiliva, quando ci sono stati questi accorpamenti, chi è che decideva?

GENNARO MARICONDA: era la struttura tecnica addetta alla vendita.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nella persona di chi?

GENNARO MARICONDA: ed erano quattro o cinque persone all’interno di S.G.R.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): può fare... può dirci i nomi?

GENNARO MARICONDA: i nomi, che erano quelli con cui io avevo rapporti per questo, erano fondamentalmente l’Ingegner Frosina, il Dottor... perché era colui che poi presenziava quasi sempre alle vendite, c’erano due o tre funzionari, diciamo; poi in una seconda parte il Dottor Rossetti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, diceva che gli accorpamenti sono stati episodi rari...

GENNARO MARICONDA: Santangelo, ecco, si chiamava, erano i due referenti principali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il responsabile era Frosina, comunque?

GENNARO MARICONDA: il responsabile principale era il Dottor Frosina.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, ha parlato di accordo...

GENNARO MARICONDA: lei mi stava domandando... forse non ho completato la risposta alla sua domanda, ma ci tengo perché lei mi diceva: “Solo aste avete fatto?”, abbiamo fatto sostanzialmente solo aste; per alcuni beni, pochissimi e di particolare valore in cui la trattativa era opportuno che venisse fatta in maniera diversa, diciamo, dall’asta pubblica, sempre dopo aver tentato comunque strade competitive, mi pare per una banca che è stata fatta attraverso i sistemi con cui si vende una banca, diciamo, che non è il sistema dell’asta fra più banche.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, sì.

GENNARO MARICONDA: un palazzo, diciamo, nella zona di... prima di Largo Argentina, il Palazzo Della Valle e poi per l’altro palazzo importante che era...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Rospigliosi.

GENNARO MARICONDA: ...nella zona del Quirinale.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Palazzo Rospigliosi.

GENNARO MARICONDA: in cui, sempre attraverso...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, sta parlando di Palazzo Rospigliosi?

GENNARO MARICONDA: sì, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè in questi...

GENNARO MARICONDA: la zona di Piazza... della Piazza... il Quirinale.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in questi casi...

GENNARO MARICONDA: in questi casi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...non ho capito...

GENNARO MARICONDA: ...io sempre sono stato il soggetto che ha fatto gli atti di trasferimento di questi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): però non c’è stata la forma classica.

GENNARO MARICONDA: ...ma attraverso delle forme competitive diverse da questa dell’asta, le buste chiuse, eccetera.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, queste forme competitive diverse l’ha curate lei, oppure le curavano direttamente i responsabili della struttura S.G.R.?

GENNARO MARICONDA: no, diciamo che non hanno avuto un riscontro notarile, nel senso che cioè non c’è un verbale rispetto a queste attività, ma in qualche modo io ho dato indicazioni per le modalità, l’acquisire... cioè, la perizia, poi acquisire...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): poi facevano loro però?

GENNARO MARICONDA: però sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): poi facevano loro?

GENNARO MARICONDA: è stato fatto poi in S.G.R..

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no...

GENNARO MARICONDA: non c’è un’asta, diciamo, verbalizzata da Notai.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va be’, lei avrà dato qualche consiglio, però, voglio dire, poi queste procedure competitive alternative venivano svolte interamente da S.G.R.?

GENNARO MARICONDA: è così.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è così; senta, l’accorpamento tra Palazzo Rospigliosi e l’Azienda Agraria “Il Pino”, gliel’ha suggerito lei?

GENNARO MARICONDA: ma non mi pare che siano stati accorpati.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

GENNARO MARICONDA: questo non me lo ricordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non si ricorda.

GENNARO MARICONDA: ma io per l’Azienda Agraria “Il Pino” ho fatto un’asta; è sicuro Dottor Razzi, mi scusi?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io sono sicuro, sì.

GENNARO MARICONDA: io non lo so, se dalla documentazione sua... a me sembra di aver fatto un’asta per la... adesso non mi ricordo, l’Azienda... è quella sulla Cassia?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non lo so dove sta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque il dato è emerso anche da altre fonti di prova di questo accorpamento di queste due...

GENNARO MARICONDA: ci sono... ma le ha comprate lo stesso soggetto?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo è un altro discorso; comunque...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dovrebbe averla comprata la Coldiretti, se non ho capito male.

GENNARO MARICONDA: se l’Azienda Agraria “Il Pino” è quella che ho in mente io, perché era un’asta, diciamo, di un certo rilievo, ed è un’azienda che sta... che è attraversata addirittura dalla Cassia...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): probabile.

GENNARO MARICONDA: ...perché sta sulla destra e sulla sinistra della Cassia, ma quella abbiamo fatto un’asta autonoma.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): si ricorda chi se la sarebbe aggiudicata?

GENNARO MARICONDA: chi se l’è aggiudicata?

No, ma lì basta vedere il mio atto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, adesso non c’è problema.

GENNARO MARICONDA: no, perciò l’abbinamento mi sorprende...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): però l’abbinamento è emerso da più fonti di prova, come dato certo, questo di un abbinamento di una azienda agraria e del Palazzo Rospigliosi, se lei ha memoria di questo.

GENNARO MARICONDA: per la verità è la prima volta che sento questo e per quanto... se io non ricordo male e l’azienda è quella sulla Cassia, per quella io ho fatto un’asta che è stata aggiudicata ad un... anche, credo, con più offerte. Quindi non riesco a capire come mai questo abbinamento, lo sento per la prima volta in questo momento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, andiamo avanti.

GENNARO MARICONDA: invece Palazzo Rospigliosi è stato acquistato da una struttura legata all’agricoltura, adesso... mentre invece l’altro non mi pare proprio.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io avrei finito... no, ecco, sono curioso, perché... cioè, noi siamo certi che poi le cose siano andate così, ma siccome lei vedo che ha buona memoria, può darsi pure che un’asta per l’Azienda Agraria “Il Pino” sia stata fatta, magari inutilmente, magari...

GENNARO MARICONDA: guardi, le assicuro che se è quell’azienda sulla Cassia, io sono sicuro che è stata fatta un’asta, perché me la ricordo quell’azienda.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): “Il Pino”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...(incomprensibile) o “Il Pino”?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): “Il Pino”.

GENNARO MARICONDA: potrei confonderla con un’altra azienda che sta sulla Cassia, allora a questo punto io non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

GENNARO MARICONDA: io me la ricordo benissimo, perché è una di quelle cose che uno si ricorda perché io abito da quelle parti, allora...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, può controllare magari quando rientra in...

GENNARO MARICONDA: sì, scrivo due righe per...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): a precisazione, con la documentazione di supporto, se ha qualcosa.

GENNARO MARICONDA: sì, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, grazie.

GENNARO MARICONDA: questo lo faccio subito, a parte che poi comunque... certo, mi rendo conto che è difficile trovarla, per me è più facile trovarla, perché qua nella documentazione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): può darsi che parliamo di due cose diverse.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto. Esaurito?

L’udienza è sospesa cinque minuti.

GENNARO MARICONDA: con le aste... posso fare un solo... Presidente, soltanto così, ma già il Pubblico Ministero me ne diede ampiamente atto in sede di audizione nella fase istruttoria, mi fu obiettato che c’era scritto nei miei verbali l’orario naturalmente di ciascuna asta...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Dottor Mariconda, è stato chiarito, non le ho fatto nemmeno domande.

GENNARO MARICONDA: benissimo, allora, lei ha capito qual è...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque sia, l’udienza proseguirà con il suo esame tra cinque minuti, l’udienza è sospesa.

GENNARO MARICONDA: io debbo ritornare?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, perché è a disposizione delle altre Parti. (Sospensione).-

ALLA RIPRESA

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): possiamo chiamare il teste, prego.

Diamo atto della presenza delle Difese degli imputati Greco e D’Ercole, le Parti Civili, mancano ancora i Difensori di Carbonetti e Capaldo, che non vedo.

GENNARO MARICONDA: senta, io avrei da fare una integrazione, adesso ho chiesto al Dottor Razzi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): aspetti, finché non ci sono i Difensori non possiamo procedere.

Possiamo procedere perché l’Avvocato Vassalli difende tanto l’imputato Capaldo quanto l’imputato Carbonetti.

Gli altri Difensori sono presenti, così come le Parti Civli, che erano presenti già dalla mattina.

Dica pure, diceva, deve integrare?

GENNARO MARICONDA: Presidente, sì, con riferimento all’ultima domanda del Dottor Razzi, io adesso ho acquisito informazioni.

In realtà ci sono due aziende agricole che sono confinanti sulla Cassia, una si chiama “Il Pino” e una si chiama “La Castellaccia”.

Per “La Castellaccia” fu fatta l’asta, ed è quella alla quale io evidentemente avevo collegato la mia memoria; l’Azienda “Il Pino” non fu fatta l’asta, fu venduta attraverso quelle forme diverse alla stessa società che ha acquistato Palazzo Rospigliosi, ma gli acquisti sono avvenuti con atti separati, diciamo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei...

GENNARO MARICONDA: anche perché i venditori erano due soggetti separati, perché uno era S.G.R., mentre invece questa azienda era di un soggetto diverso da S.G.R., era di una delle società controllate da S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito.

GENNARO MARICONDA: quindi diciamo, è vero che sono stati acquistati dallo stesso soggetto in momenti separati, con atti separati, ma probabilmente frutto di un’unica trattativa, questo non lo so, mentre l’azienda sulla Cassia per la quale si è fatta l’asta è l’Azienda “La Castellaccia”.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e l’azienda per cui è stata fatta l’asta, diceva, è confinante con l’Azienda “Il Pino”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è un’altra, sulla stessa zona, diciamo.

GENNARO MARICONDA: sono due aziende confinanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): confinanti.

GENNARO MARICONDA: “La Castellaccia” e “Il Pino”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili hanno domande?

GENNARO MARICONDA: io abito sulla  Cassia, perciò avevo ricordato questo a memoria.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è teste comune anche alla Difesa D’Ercole, comunque procediamo adesso con le Parti Civili.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): grazie, Presidente.

Dottor Mariconda, lei appunto ha detto che ha seguito tutta la vicenda.

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e noi lo abbiamo visto anche dai documenti, perché non solo lei ha stipulato l’Atto Quadro, ma ha stipulato anche la transazione del ’98...

GENNARO MARICONDA: l’ultima.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...tra il Liquidatore, Avvocato Caiafa, e la S.G.R. che poneva fine alle controversie insorte in ordine alla interpretazione e applicazione dell’Atto Quadro.

Ora, su questi due atti le faccio una domanda precisa: visto che tutti sappiamo, perché lei è un Notaio molto noto, illustre e conosciuto per la sua  professionalità...

GENNARO MARICONDA: la ringrazio.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...lei si è  mai posto il problema che l’Atto Quadro è stato stipulato, oltre che naturalmente dall’Avvocato Giordano per conto della S.G.R., dall’Avvocato D’Ercole nella qualità di Commissario Governativo della Federconsorzi, mentre invece il decreto di autorizzazione del Tribunale Fallimentare riguardava l’Avvocato D’Ercole come Liquidatore e non come Commissario Governativo; questa cosa lei l’ha verificata quando ha stipulato questo atto?

D’altra parte lei sa...

GENNARO MARICONDA: l’Atto Quadro?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): l’Atto Quadro, parliamo dell’Atto Quadro, poi verrò alla transazione; la prima domanda riguarda l’Atto Quadro.

GENNARO MARICONDA: beh, ma mi pare che...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io ce l’ho qui sotto il naso l’Atto Quadro, se vuole glielo posso mostrare...

GENNARO MARICONDA: sì...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’Atto Quadro?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, lui interviene perché lui era il Liquidatore della società, ma nominato nella... perché il Liquidatore viene nominato dalla stessa società nei suoi organi...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...quindi lui...

GENNARO MARICONDA: con la Sentenza di omologa del ’92.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e allora...

Però nell’atto che lei ha stipulato si dice: “Il Professor Avvocato... il quale interviene nel presente atto...”...

GENNARO MARICONDA: come Commissario Governativo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...”...nella sua qualità di Commissario Governativo e Legale Rappresentante della Federconsorzi”.

GENNARO MARICONDA: sì, sì...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non si fa riferimento alla qualità di Liquidatore.

GENNARO MARICONDA: beh, però si citano i provvedimenti del Tribunale, cioè c’è tutta una premessa nella quale si dice che è stata messa in liquidazione la società...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, sì.

GENNARO MARICONDA: ...cioè nella premessa... certo, se ci fermiamo alla...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): l’indicazione del soggetto...

GENNARO MARICONDA: ...alla prima impostazione... del soggetto...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...l’indicazione del soggetto...

GENNARO MARICONDA: perché era stato... ma sì, ma era stato nominato Liquidatore per effetto del fatto di rivestire quell’incarico.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, il decreto...

GENNARO MARICONDA: quindi...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...le ho già detto che il decreto autorizzativo del Tribunale Fallimentare precisa che l’Avvocato D’Ercole, Commissario Governativo, viene autorizzato in qualità di Liquidatore a stipulare l’atto.

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): dopodiché quando si va a leggere l’intestazione dell’atto da lei redatto...

GENNARO MARICONDA: sì, non si...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO):  ...si scopre che questa qualità di Liquidatore non viene menzionata.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): è un fatto pacifico, testuale e letterale.

GENNARO MARICONDA: sì, però...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): vorrei sapere se questo problema, che poi credo...

GENNARO MARICONDA: no, però...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...abbia posto anche... scusi, credo che abbia posto anche delle questioni che sono connesse con il contenzioso che è intervenuto successivamente tra la S.G.R. e il Commissario Governativo della Federconsorzi, questo problema lo ha esaminato?

GENNARO MARICONDA: no.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): lo ha valutato, visto che lei...

GENNARO MARICONDA: no, però...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...è un professionista insigne, per questo le faccio questa domanda.

GENNARO MARICONDA: sì, nonostante questo, questo aspetto non l’ho valutato, perché risultava dal... diciamo, dal contesto dell’atto non ci possono essere dubbi.

Ha ragione lei, che forse lì bisognava dire: “Commissario Governativo, e come tale Liquidatore”, perché il Liquidatore è stato nominato nella persona del Rappresentante Legale dell’Ente, quindi avremmo dovuto dire: “Commissario Governativo e come tale Liquidatore”, però dal contesto dell’atto risulta chiarissimo qual è la struttura del soggetto alienante, non ci possono essere dubbi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): la seconda domanda, che è collegata alla prima...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...la transazione del 31 luglio ’98 viene invece poi stipulata dal solo Liquidatore.

Qui non ci possono essere più dubbi, perché nel luglio ’98, come lei ben sa, Commissario Governativo e Liquidatore erano due persone diverse.

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ormai era stato nominato, aveva ceduto l’incarico a suo tempo il Commissario che era in carica nel ’95 ed era subentrato l’Avvocato Lettera, e poi successivamente l’Avvocato Caiafa.

Ecco, visto che qui era una transazione, sempre la sua professionalità come Notaio, che regolava e sistemava un contenzioso tra la Federconsorzi come Commissario Governativo, visto che così aveva stipulato quell’atto, e che ora aveva un Liquidatore Commissario... lei non si è posto il problema che questo atto di transazione...

GENNARO MARICONDA: no, perché...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...pena la sua eventuale nullità, poteva essere stipulato o doveva essere stipulato, oltre che dal Liquidatore anche dal Commissario Governativo in carica, che c’era, a questo punto, e che era credo Marrocco o Lettera, uno dei due.

GENNARO MARICONDA: beh, ma perché... credo io di non sbagliare dicendo che era il Liquidatore che doveva fare l’atto di transazione.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): di un contenzioso che riguardava un atto stipulato dal Commissario Governativo?

GENNARO MARICONDA: ma Avvocato, non stipulato da un Commissario Governativo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbia pazienza...

GENNARO MARICONDA: ...stipulato dal Commissario Governativo che era Liquidatore per il fatto di essere Commissario Governativo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo impostato il problema, il Notaio risponde così e poi lo valuteremo.

GENNARO MARICONDA: posso confessare di non essere stato così chiaro come la mia professionalità mi avrebbe dovuto indicare.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): scusi, io volevo soltanto sapere se lei si era posto questi problemi.

Se non se li è posti non fa niente, io ne prendo atto, non è che voglio... per carità...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, ma andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non voglio molestarla oltre il lecito.

GENNARO MARICONDA: no.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): allora, altra questione che mi pare invece più importante...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...guardando le clausole dell’Atto Quadro, ritorniamo all’Atto Quadro, ci sono due clausole che sono a mio avviso, essendo anch’io un giurista, non del suo livello, per carità, essendo anche io un giurista mi pongo dei problemi: c’è una clausola che dice, l’articolo uno dice che la Federconsorzi trasferirà a favore della società... e qui si fa riferimento alla relazione particolareggiata del Commissario Giudiziale, sul quale poi le farò una domanda dopo, ma intanto veniamo a questo; si dice che trasferirà inoltre alla società a semplice richiesta di quest’ultima in tutto o in parte conformemente alla richiesta medesima, anche le altre attività facenti parte del suo patrimonio alla data del 30 novembre ’91 e non considerate nella predetta relazione particolareggiata; lei mi pare che ha già risposto in parte a una domanda del Pubblico Ministero su questa cosa.

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io le chiedo, come giurista, lei si pone il problema che qui siamo in presenza di attività che non si sa quali siano, dove siano, che entità abbiano...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...e che quindi questa clausola, per indeterminatezza dell’oggetto, potrebbe essere considerata una clausola nulla?

GENNARO MARICONDA: no, perché lei non trasferisce...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): contro la legge, contro le regole di buona fede e correttezza che devono ispirare la stipula di qualsiasi atto negoziale, come lei mi insegna?

GENNARO MARICONDA: sì, no, io non le insegno, per l’amor di Dio, perlomeno non in questa sede.

Voglio dire, io... la mia opinione è chiara, cioè lì non c’è un atto di trasferimento che si potrebbe considerare nullo per indeterminatezza dell’oggetto, perché certamente così sarebbe se così fosse, ma non è così, perché lì si vuole dire soltanto: lì c’è un inventario in cui sono individuati tutti quanti questi beni; può darsi benissimo che magari un accessorio di questi beni o qualche cosa che poteva interessare, che so, si trattava di aziende, qualche cosa di funzionale all’azienda, sia stato trascurato; e d’altra parte è sicuro che due o tre piccolissime cose furono trascurate.

Si volle dire con quella clausola: potrebbe essere interesse della società acquirente di avere anche il trasferimento di questi beni sicuramente di secondaria importanza, ma che potevano essere funzionali a quelli trasferiti; bene, se individuiamo qualcuno di questi beni, tu, soggetto venditore che mi hai venduto il cento per cento del tuo patrimonio, che potrebbe essere il cento, ma potrebbe essere il novantanove virgola novantanove, ti impegni a vendermi anche questa parte residua; naturalmente dovremo poi a quel punto determinare in relazione al bene il corrispettivo; c’è soltanto un impegno da parte delle società...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): a semplice richiesta di quest’ultima...

GENNARO MARICONDA: perché se interessa...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): noi diremmo ad nutum (o simile).

GENNARO MARICONDA: se mi interessa, se a me S.G.R. può interessare un bene che è stato trascurato nell’inventario perché magari è funzionale ad altri beni che nell’inventario c’erano, beh, tu ti impegni a trasferirmeli se a me servono.

Quindi è come se fosse stata, diciamo, una opzione di acquisto, io dico: “Sì, mi servono, adesso andiamo a vedere il prezzo, ci mettiamo d’accordo, lo facciamo determinare”, poi c’è una clausola complessiva...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi poteva essere qualsiasi cosa, anche titoli, anche cambiali, poteva essere qualsiasi cosa questa, la clausola poteva riguardare ogni...

GENNARO MARICONDA: beh, se le devo dire, quella clausola fu immaginata per beni che potevano essere funzionali all’attività delle varie aziende... perché la gran parte dei beni, come sa, non erano soltanto abitazioni, erano aziende, che magari potevano aver trascurato, che so, un bene che poteva essere utile, allora dice: “Io, a questo punto che ho preso il bene principale, ti chiederò di trasferirmi anche l’altro, e tu fin da adesso ti impegni, se a me S.G.R. interessa, di trasferirmelo”.

Questo è il contenuto di quella clausola.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ricorda chi in particolare, se qualcuno degli stipulanti...

GENNARO MARICONDA: volle questa clausola?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): volle... la chiese... chiese l’inserimento, chi, non se lo ricorda?

GENNARO MARICONDA: non me lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta, questo glielo chiedo...

GENNARO MARICONDA: l’ho sicuramente formulata io, di questo mi assumo la responsabilità.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io le sto facendo delle domande a lei come Notaio...

GENNARO MARICONDA: sul piano tecnico; e certo, quindi però l’ho formulata io.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...per questo le chiedo le cose che le sto chiedendo.

GENNARO MARICONDA: ma quella l’ho formulata sicuramente io, adesso quale è stata l’iniziativa...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non se lo ricorda.

GENNARO MARICONDA: ...francamente... se fosse stata... debbo immaginare che sia stata di provenienza S.G.R. questa clausola, però francamente non mi ricordo chi l’ha voluta.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): questa domanda gliela faccio anche con riferimento a una clausola successiva, sulla quale poi le farò una domanda che riguarda ciò che lei ha detto prima, rispondendo al Pubblico Ministero, nella quale si prevede addirittura la possibilità che la Federconsorzi debba cedere anche a soggetti diversi i beni che sono oggetto dell’atto...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO):... a mera richiesta della S.G.R....

GENNARO MARICONDA: ciò è avvenuto.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...senza individuare chi.

Ora, questo è un contratto... una clausola a favore di terzo che...

GENNARO MARICONDA: no, no...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...in sé per sé non avrebbe nessuna...

GENNARO MARICONDA: no, no, non è a favore di terzi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non è una clausola a favore di... a favore di persona nominale, allora?

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): a favore di persona nominale, va bene, sì, in questo senso...

GENNARO MARICONDA: cioè io...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): rientra in quella fenomenologia, diciamo.

GENNARO MARICONDA: questo è piuttosto corrente, diciamo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, ma infatti non è questo il mio appunto...

GENNARO MARICONDA: ha avuto attuazione, ha avuto larga attuazione questa clausola.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): il mio appunto ha un senso perché, intanto lei mi pare che ha detto prima che la società S.G.R. è passata a un vaglio molto rigoroso della Banca d’Italia perché doveva essere una società che aveva come unico scopo l’acquisizione.

Lei capisce che questa clausola che consente di trasferire anche a terzi i beni...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO):...evidentemente rischia di aggirare questo controllo rigoroso.

GENNARO MARICONDA: no, no, scusi Avvocato...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e sì, perché...

GENNARO MARICONDA: attua...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...potrebbe designare la S.G.R....

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, facciamo...

GENNARO MARICONDA: attua lo scopo liquidatorio nella formula più rapida e veloce, anzi, è esattamente a favore... in attuazione proprio di quella indicazione, perché è un modo di liquidare, manco me lo trasferisce a me.

Io poi a mia volta, perché tutti i beni che io acquisto non li debbo gestire, se non per il periodo immediata... necessario per la loro collocazione a terzi.

Se io addirittura non me li intesto e dico: “Guarda, trasferiscili direttamente al Mario Rossi che è interessato”, attraverso un’asta o altra modalità, come infatti è avvenuto, perché ci sono tutta una prima parte di atti, prima dei grandi trasferimenti a favore di S.G.R., che è avvenuta direttamente a favore di terzi soggetti individuati sempre attraverso delle aste.

Cioè, Federconsorzi ha venduto già prima una serie di beni a soggetti individuati da S.G.R..

Noi negli atti abbiamo detto che poiché esiste questo Atto Quadro con cui la Federconsorzi si è impegnata a trasferire alla S.G.R. questi beni, e S.G.R. ha individuato l’acquirente, trasferisce direttamente.

Direi, Avvocato, questo per la verità mi sembra abbastanza scontato; è il  modo migliore per attuare la liquidazione.

Al massimo la liquidazione si sarebbe attuata perfettamente se S.G.R. in un momento avesse trovato tutti quanti gli acquirenti, tutti quanti i beni e glieli avesse trasferiti, perché questo era un modo di liquidare immediato.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi potevano essere anche non creditori, questi soggetti da designare?

Potevano essere anche non creditori.

GENNARO MARICONDA: ma certamente erano soggetti non creditori, sono stati... la... questa clausola, Avvocato, è stata attuata, sono tutti soggetti acquirenti terzi che hanno partecipato a un’asta.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io non lo so, perché nella transazione si dice che l’Atto Quadro non è stato attuato integralmente e che le parti rinunciano, come lei ben ricorderà, alla sua attuazione residua, comunque...

GENNARO MARICONDA: certo, ma non è stato attuato integralmente perché non erano stati trasferiti i crediti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): comunque, io voglio dire...

GENNARO MARICONDA: per quello, solo i crediti non erano stati trasferiti, gli altri beni sono stati tutti trasferiti, o a S.G.R. o su indicazione di S.G.R..

In queste vendite di Federconsorzi, noi lo diciamo, nella premessa dell’atto diciamo: Federconsorzi, vendi non perché te lo sei scelto tu l’acquirente, ma perché S.G.R., in attuazione proprio di quella possibilità che aveva con l’Atto Quadro, ha individuato l’acquirente, attraverso attività competitive, e quindi tu, Federconsorzi... veniva lì il rappresentante di Federconsorzi a vendere questi beni a terzi, che non era nessuno mai... mai di nessun creditore, almeno creditori diciamo di quelli...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma allora questo come si concilia con la famosa tesi della vendita in blocco, o in massa?

La vendita in blocco significa, a casa mia, che io individuo un acquirente e quello si prende tutto.

GENNARO MARICONDA: e così è, Avvocato, io sono a casa sua.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e non è così, perché qui ci sono altri soggetti ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

GENNARO MARICONDA: io sono a casa sua, Avvocato; la S.G.R. dice: “Tu mi vendi tutti quanti questi beni, che a questo punto gestisco io per l’attività liquidatoria; una delle forme dell’attività liquidatoria è che io individuo il successivo e ulteriore acquirente e tu vendi direttamente a questo”...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): lei capisce bene...

GENNARO MARICONDA: ...che è consentito dalla legge.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...che in questo processo ci sono forti sospetti che la par condicio sia stata alterata.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, abbia pazienza, andiamo avanti, andiamo avanti.

GENNARO MARICONDA: questo... mi pare che ci sia una coerenza assoluta, Avvocato; sulle questioni precedenti, lei mi ha fatto un rilevo che, insomma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non possiamo domandare...

GENNARO MARICONDA: ...mi spinge ad essere più attento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...sospetti o...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): un’ultima domanda... no, no, no, Presidente, mi scusi, era un mio commento che ritiro immediatamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora lo eviti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io volevo fare una terza domanda e ultima, Presidente, che è questa: lei ha avuto rapporti, ma lo ha detto prima, anche con il Commissario Giudiziale, Professor Picardi.

GENNARO MARICONDA: come no?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi lei è venuto a conoscenza...

GENNARO MARICONDA: la prima fase.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): lei è venuto a conoscenza, anche per la sua qualità, del fatto che il Professor Picardi aveva alla fine acconsentito alla stipula, alla vendita, diciamo, a 2.150 miliardi, a patto che venissero applicate delle condizioni che lui aveva elencato dettagliatamente in un atto che è negli atti del processo, in una sua relazione nella quale precisava a quali condizioni questo prezzo da lui fissato in un primo tempo in, come lei ben sa, in termini molto maggiori, venisse poi ridotto a 2.150 miliardi.

Il Professor Picardi, nella sua testimonianza, ha detto che queste condizioni non sono state applicate, lei era a conoscenza delle condizioni che Picardi aveva quando ha stipulato l’Atto Quadro e si è peritato di andare a controllare che queste condizioni fossero poi state recepite o meno dagli organi della procedura o dalle parti dell’atto?

GENNARO MARICONDA: assolutamente, assolutamente no, l’Atto Quadro è pieno di condizioni, perché non c’è soltanto la vendita.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io parlo delle condizioni che aveva posto il Commissario Giudiziale, che come lei sa, aveva una funzione molto precisa di controllo.

GENNARO MARICONDA: assume evidentemente a fatti interni all’amministrazione e alla gestione, non mi sono state mai rappresentate, né avevano nessuna necessità di essere rappresentate a me.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi lei non le ha mai conosciute queste condizioni?

GENNARO MARICONDA: se lei mi fa un cenno a quali fossero.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): per esempio c’era una condizione che prevedeva che comunque venissero... glielo dico perché io rappresento le Parti Civili ex dipendenti, che venissero comunque stanziati o accantonati 50 miliardi per l’incentivo all’esodo dei dipendenti, e perché venisse sistemata la questione viticultori, questa era una...

GENNARO MARICONDA: ma questo nell’Atto Quadro c’è, nell’Atto Quadro c’è una formulazione precisa che riguarda anche i dipendenti, come no, questo... questo è stato oggetto... questa la conosco sicuramente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io le ho riferito quello che ha detto il Professor Picardi, che è stato interrogato in questa sede e ha detto che nessuna delle condizioni da lui poste è stata osservata.

GENNARO MARICONDA: io non lo so se nessuna, questo con riferimento ai dipendenti... la vicenda dei dipendenti è stata una vicenda sempre presente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma con uno stanziamento di 50 miliardi?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque la domanda era se all’atto della stipula...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): l’incentivo all’esodo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda è in questi termini: se all’atto della stipula si pose il problema...

GENNARO MARICONDA: di rispetto o meno delle condizioni.

Questo, come le dicevo, Presidente, è l’atto... è stato un atto che ha avuto una serie di aggiustamenti, cioè io ho fatto una prima minuta, l’ho presentata a tutte e due le parti, è stata poi discussa, e quindi certamente questa vicenda dei dipendenti è una vicenda che tra l’altro poi... adesso posso capire che magari ci può essere pure qualcuno che non la pensa così, che sta molto a cuore al...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma...

GENNARO MARICONDA: ecco, infatti, era già scontato, mi dispiace, ma io poi ho conosciuto tantissimi dipendenti Federconsorzi e quindi... era molto a cuore, e quindi è stata prevista una clausola, che fosse corrispondente a quello che chiedeva Picardi francamente non lo so, era la clausola che è frutto dell’accordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti Civili hanno domande? L’Avvocato De Priamo, prego.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Avvocato De Priamo, per alcune Parti Civili.

Presidente, io torno su questa clausola di cui all’articolo uno, secondo comma, che secondo me ha una importanza fondamentale ai fini di questo processo.

Prendo le mosse da quello che ha detto il Dottor Mariconda poc’anzi, cioè lei ha illustrato la clausola dicendo che il funzionamento...

GENNARO MARICONDA: qual è la clausola?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): la clausola è quella che dice: la Federconsorzi... quella che le aveva letto prima l’Avvocato Fabbri.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): trasferimento degli...

GENNARO MARICONDA: trasferimento a terzi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): anche le attività non considerate... a semplice richiesta.

GENNARO MARICONDA: sì, sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): lei ha detto: il funzionamento della clausola era questo, sostanzialmente se emerge l’esistenza di un’attività accessoria...

GENNARO MARICONDA: utile a S.G.R., diciamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...comunque un’attività che interessa...

GENNARO MARICONDA: dobbiamo supporre utile a S.G.R., perché sennò S.G.R. non l’avrebbe chiesta.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e che non è nella relazione particolareggiata...

GENNARO MARICONDA: non c’è.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...mi corregga se sbaglio, io... tu ti obblighi a trasferirmela e in quel caso poi determineremo quale sarà il prezzo di questa ulteriore attività.

GENNARO MARICONDA: c’è la clausola generale finale che dice...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): è così?

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): il problema è che invece l’articolo due di questo stesso contratto dice l’esatto contrario, e io glielo leggo testualmente...

GENNARO MARICONDA: difficile.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): può essere che sia difficile, per me... glielo leggo, poi sarà valutazione.

GENNARO MARICONDA: devo dire... io continuo a riconoscerlo come mio figlio quest’atto, quindi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, benissimo.

GENNARO MARICONDA: ...tutti gli errori che vengono individuati un po’ mi addolorano, però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non è un problema di errori, è un problema di coerenza rispetto...

GENNARO MARICONDA: è un errore, un’incoerenza.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): è un problema di... l’articolo due dice esattamente questo, lo leggo: “Il corrispettivo del trasferimento, riferito alle attività più volte indicate, ivi comprese quelle di cui al secondo comma del precedente articolo uno – quindi le attività ulteriori rispetto a quella particolareggiata – di cui la società richiederà il trasferimento, è fissata in complessive lire 2.150 miliardi da pagarsi come appresso indicato”.

Ora, mi sembra una clausola, a prescindere poi dalla validità o dalla liceità, di una chiarezza estrema.

Significa: il prezzo è 2.150 miliardi e comprende sia quanto indicato nella relazione particolareggiata, sia quanto altro eventualmente emerga successivamente, fermo rimanendo che il prezzo in nessun modo... la Federconsorzi non avrebbe mai potuto chiedere, alla luce di questo articolo, mi corregga se sbaglio, un ulteriore prezzo per queste attività, perché l’articolo due, primo comma, che adesso le ho letto, espressamente dice: “Il prezzo è questo, sia per quello che è nella relazione particolareggiata, sia per qualsiasi altra cosa emergesse”.

GENNARO MARICONDA: beh sì, un po’ mi sorprende...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): in italiano mi sembra che sia così.

GENNARO MARICONDA: vorrei leggerlo proprio, se è esattamente proprio così.

Se è così, evidentemente si riferisce a beni che dovevano essere considerati...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il documento è da tutti conosciuto e acquisito, quindi non c’è problema.

È assolutamente pacifica la clausola, è nota a tutti.

GENNARO MARICONDA: non ho capito, scusi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, prego, la consulti, ma l’articolo due è noto a tutti.

GENNARO MARICONDA: posso leggere, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è il rapporto tra l’articolo uno, secondo comma, che peraltro è richiamato anche dall’articolo due, primo comma, in cui si fa riferimento al prezzo complessivo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): dice espressamente: “Compresi i beni di cui all’articolo uno, secondo comma”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque intanto questo è... si fa riferimento all’articolo uno, secondo comma, compreso...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): l’ho chiesto, Presidente, perché siccome aveva dato una lettura diversa il Notaio, a me sembra smentita dalla lettura testuale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): vediamo.

GENNARO MARICONDA: guardi, io quello che ricordo con assoluta... diciamo con una certa sicurezza, è che questo discorso fu fatto per la possibilità che ci fosse... fosse trascurato qualche bene che era inerente e utile, poi in realtà non ne furono individuati, perché fu individuato soltanto un terreno abbandonato che poi neanche si sapeva se era ...(incomprensibile, voci sovrapposte) o meno.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, questo non è adesso oggetto di...

GENNARO MARICONDA: ecco, perché poi diciamo che di fatto la circostanza non ha... non si è sostanzialmente verificata.

Quello che ricordavo era che si trattasse di beni funzionali.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): però non è detto da nessuna parte...

GENNARO MARICONDA: qui dice: “Il corrispettivo... ivi comprese quello di cui al secondo comma del precedente articolo”.

Evidentemente qui fu dato allora maggior rilievo al fatto che si trattasse di beni che erano beni non individuati nella relazione, che fossero beni da considerarsi, come dire, strumentali, accessori ai beni che invece erano considerati nella relazione.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): anche se non è specificato?

GENNARO MARICONDA: anche se non è specificato, sì, perché diventava difficile immaginare, che so, un palazzo che non fosse stato compreso nei beni dell’inventario e che poi passasse in funzione di questo meccanismo; diciamo, di fatto questo certamente non si è verificato, perché le dico, l’unico bene che si è trovato...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): partecipazioni...

GENNARO MARICONDA: ...che non stava nella relazione, almeno per mia conoscenza, era un terreno, mi pare, dalle parti di Catania o lì, semi abbandonato.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sa, parlando di qualsiasi attività, si poteva intendere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, Avvocato...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...qualsiasi tipo di attività...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ciascuno di noi può fare i commenti che vuole, ma non forma oggetto di domanda.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, no, ma la domanda era quella lì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): altra domanda, sempre in relazione a questo, è che io leggo sempre in relazione alla formulazione di questo articolo uno, secondo comma, che faceva riferimento a queste attività ulteriori, nel provvedimento autorizzatorio che pure è allegato, si dice espressamente... quindi parlo del decreto appunto che è accluso nel... Tribunale Fallimentare che è accluso, è quello del... per non creare equivoci...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’ultimo del Tribunale?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): 23 marzo ’93.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci sono vari provvedimenti del Tribunale.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): si dice... io parlo di quello del 23 marzo: “Autorizza la Federconsorzi... la vendita in blocco delle attività alle quali si sono riferiti il Commissario Giudiziale nella sua relazione particolareggiata del...”, quindi limitava l’autorizzazione alla cessione alle attività indicate nella relazione particolareggiata e non ad eventuali attività ulteriori.

Ecco, come fu superato questo problema?

Perché in realtà sembra che ci sia una discrasia tra l’Atto Quadro e il provvedimento autorizzatorio, che limitava i poteri del...

GENNARO MARICONDA: veramente l’Atto Quadro è stato... era allegato al provvedimento, dice: “Secondo l’Atto Quadro che si allega”, quindi questo non può essere.

Può darsi che ci sia... ma questo induce ancora di più a ritenere quella clausola riferibile soltanto a beni che fossero, diciamo...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi fu superato dal successivo provvedimento autorizzatorio, questo...

GENNARO MARICONDA: quando abbiamo stipulato l’atto, io ho chiesto e... mi pare, adesso, ci dovrebbe stare lì nell’atto, che al provvedimento del Giudice fosse allegata la minuta dell’atto, quella definitiva.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quella che poi è stata...

GENNARO MARICONDA: che poi corrisponde all’atto.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi ci fu nel provvedimento autorizzatorio del Tribunale un ampliamento nel secondo provvedimento, rispetto al primo.

GENNARO MARICONDA: se intendiamo per ampliamento questo qui, perché se intendiamo che fossero beni magari oggettivamente trascurati, ma implicitamente collegati ai beni oggetto della relazione, la antinomia decade.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): esatto, però nel primo c’era una indicazione tassativa che diceva: “Le attività indicate nella relazione particolareggiata”.

GENNARO MARICONDA: ma in realtà l’oggetto dell’atto è questo, quello che era indicato nella relazione.

Quella clausola può essere servita appunto a dire: “Ma se qualche cosa è stato trascurato, ma è strettamente funzionale all’attività, quella la dobbiamo considerare compresa”, adesso che il corrispettivo dovesse essere fissato, dovesse essere compreso in quello, può essere un aspetto su cui non ho ricordo preciso, ma non vedo la contrapposizione, perché se noi questa la interpretiamo appunto in questo senso, che è sempre ciò che sta nella relazione, ciò che sta nella relazione anche può comprendere qualche bene direttamente strumentale o accessorio.

In più al momento dell’autorizzazione definitiva, c’è allegata la copia dell’atto, evidentemente, poiché la clausola è stata, evidentemente credo, interpretata in quel modo, non si è considerata come se la seconda autorizzazione fosse nella sostanza diversa dall’altra, ampliando l’oggetto del trasferimento.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e allora perché c’è stato bisogno di una seconda autorizzazione?

GENNARO MARICONDA: adesso io non mi ricordo i tempi, c’è all’ultima autorizzazione, allegato l’atto che dovevamo stipulare...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): l’Atto Quadro, sì, sì, questo...

GENNARO MARICONDA: ...adesso se sono due autorizzazioni e a una è allegato... questo non lo so, ma basta... se lei ha la copia integrale dell’Atto Quadro, lo trova.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei Avvocato sa che c’è il secondo provvedimento del Tribunale...

GENNARO MARICONDA: lo trova come allegato.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): a cui è allegato l’Atto Quadro, certo; appunto, era questo il punto.

GENNARO MARICONDA: quindi non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si tratta di passare dal marzo al luglio.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): al luglio, esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): però l’Atto Quadro è dell’agosto e c’è un provvedimento del Tribunale che dice: “...e autorizza la stipula dell’Atto Quadro così come trasmesso in copia”.

GENNARO MARICONDA: esattamente.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, sì, ma quello è pacifico, appunto.

GENNARO MARICONDA: esattamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è il contenuto, poi il valore di tutto ciò è competenza della discussione, no?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, sì, no, ma io chiedevo appunto se questo fu oggetto... siccome il primo provvedimento autorizzatorio non avrebbe consentito di inserire quella clausola, se fu oggetto di una specifica negoziazione e tra chi o se invece il Notaio non lo ricorda, non lo ricorda e ne prendiamo atto.

GENNARO MARICONDA: no, ma evidentemente quella clausola ha avuto questa cessione, per cui nessuno ha posto questo problema; le ripeto, è un problema che adesso, come dire, ognuno ha il diritto di...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): va bene...

GENNARO MARICONDA: ...ma che non ha dato luogo a nessuna... ecco, si sono fatte tante controversie su questo, mai si è fatta controversia sul fatto se quel terreno doveva intendersi trasferito o meno.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): prendo atto della sua risposta, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande delle Parti Civili? Avvocato Rosi.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Avvocato Francesco Rosi per alcune Parti Civili.

Una sola precisazione su quest’ultimo punto: quindi lei, l’ha richiesto lei personalmente di fare questo inserimento di questa clausola al Presidente, chiedere al Presidente che venga autorizzato all’inserimento nell’Atto Quadro di questa clausola.

GENNARO MARICONDA: no, questo non... non ricordo assolutamente una vicenda di questo genere, l’Atto Quadro è un Atto Quadro che io ho presentato alle Parti...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, però dato che, almeno quello che è dato considerare, ci sono state due versioni dell’Atto Quadro.

GENNARO MARICONDA: sono state dieci.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, aspetti, però lei deve... atteniamoci a quella che è la fattispecie specifica del doppio decreto di autorizzazione allegato, per il quale si è chiesta l’approvazione espressa dal Presidente.

Questo passaggio di carte, puro e semplice passaggio di carte con una modifica, dice lei, questa modifica che c’è stata, come è avvenuta?

GENNARO MARICONDA: ma scusi, ma io non so il presupposto dal quale partiamo; ma chi ha mai detto che quella clausola sta nell’ultimo e non sta nel penultimo o nel terzultimo Atto Quadro?

Quella può darsi che è una clausola che sta fin dal primissimo, dalla primissima bozza dell’Atto Quadro.

GENNARO MARICONDA: sì, ma lei ha avu... è stata disposta l’autorizzazione ai fini della firma in questo senso.

Cioè, questa clausola lei l’ha... non ha chiesto un’espressa autorizzazione al Tribunale?

GENNARO MARICONDA: no, no.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): per ottenere...

GENNARO MARICONDA: no, no, c’è un Atto Quadro che io ho distribuito, che poi sul quale siamo ritornati per due mesi a fare aggiustamenti delle parole, non può immaginare quante parole sono state corrette con parole che più o meno avevano lo stesso significato, ma che uno chiedeva...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): tornando su questa questione della discussione sull’Atto Quadro...

GENNARO MARICONDA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...con chi persone fisiche lei discuteva?

GENNARO MARICONDA: ho già risposto alla domanda, non mi... questa clausola non ha...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): non questa clausola, scusi, l’Atto Quadro in tutte queste dieci versioni che lei ha detto...

GENNARO MARICONDA: certo, sono state fatte da me discusse sempre con i due...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): con chi?

GENNARO MARICONDA: ma avevo già risposto, l’Avvocato... gli Avvocati del pool delle banche, diciamo, in particolare il Professor Casella e l’Avvocato Maugeri e dall’altra parte con il Professor Picardi e il Professor Pazzaglia e il Presidente Greco; questi erano i miei referenti nelle discussioni, intorno a un tavolo c’era, da una parte il Professor Casella, l’Avvocato Maugeri, dall’altra parte il Professor Picardi e il Professor Pazzaglia ed io, poi naturalmente queste cose venivano rappresentante al Presidente Greco, con il quale anche io personalmente ho conferito tre, quattro volte per avere dei chiarimenti, per avere delle indicazioni.

Quindi le due parti erano gli Avvocati del pool delle banche e i rappresentanti di Federconsorzi.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e mai ha parlato con il Commissario Governativo?

GENNARO MARICONDA: il Commissario Governativo... ho avuto colloqui anche con lui...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, diciamo...

GENNARO MARICONDA: la fase della...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): redazione del...

GENNARO MARICONDA: ...della redazione dell’atto era una persona, diciamo, che era in seconda battuta, i miei colloqui principali intorno a un tavolo, seduti con molte ore diciamo, siamo stati questi: i due Avvocati e i due rappresentanti di Federconsorzi.

C’è stata sicuramente occasione di incontrare, anche diverse volte, ma noi, come dicevo prima, abbiamo avuto a volte proprio riunioni che erano una appresso all’altra, poi c’era anche...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e queste riunioni che lei dice avere avuto con...

GENNARO MARICONDA: ...D’Ercole.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...in una domanda che ha fatto l’Avvocato Fabbri, in queste riunioni con il Professor Picardi, il Professor Picardi non le ha mai rappresentato le perplessità sulla stipula dell’atto formalizzate alla procedura, sul quale lui riteneva che quell’Atto Quadro non poteva essere sottoscritto?

GENNARO MARICONDA: ma non lo diceva certamente a me se fosse stata questa la sua opinione; io non ho mai avuto, io ho avuto l’incarico di, diciamo, attuare il Piano Capaldo.

Il Piano Capaldo, ho immaginato insieme anche con i Consulenti, di iniziarlo ad attuare, iniziare ad attuarlo attraverso la predisposizione di un atto che ne impostasse tutto quanto il programma da eseguire poi con i successivi atti; in questo i miei fondamentali referenti erano quelli ai quali ho fatto riferimento.

Ciò non toglie che abbia avuto incontri, occasionalmente su queste vicende, perché ormai erano vicende tecniche, con il Professor Capaldo, con il Professor D’Ercole, con il Presidente Greco, ma le parti che con me seguivano questa incombenza dell’Atto Quadro e della programmazione dell’esecuzione, erano le persone alle quali ho fatto riferimento.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, ritornando un po’ un passo indietro, lei quando... chi è e quando lei ha avuto l’incarico professionale di seguire la questione Federconsorzi?

GENNARO MARICONDA: il Professor Capaldo mi ha chiamato...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in che periodo, se lo ricorda?

GENNARO MARICONDA: come?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in che periodo?

GENNARO MARICONDA: diciamo due mesi prima, due, tre mesi prima della stipulazione dell’atto costitutivo della società, deve essere l’inizio dell’anno, perché la prima società l’abbiamo costituita ad aprile, quindi faccia conto febbraio, marzo insomma, ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e il Professor Capaldo in che funzioni...

GENNARO MARICONDA: ma era una vicenda che io leggevo sui giornali.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ma in che funzioni è venuto il Professor Capaldo da lei? In qualità di chi?

GENNARO MARICONDA: era il Presidente della Banca di Roma, che come lei sa, era diciamo l’iniziatore della... l’inventore di questo programma di dismissione da parte della Federconsorzi ed era la persona che aveva poi, insieme con altre banche, nominato il Professor Casella come Consulente, che ha avuto l’incarico, il Professor Capaldo ha avuto il primo incarico di contattare tutte le banche, acquisire consensi a questa impostazione, quindi era colui, era la mente che aveva immaginato l’attuazione di questo programma...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): le rappresentò subito l’idea di quantificare un importo di 2.150 miliardi?

GENNARO MARICONDA: no, non ero assolutamente... la mia era una competenza...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, le rappresentò il Professor Capaldo a lei che lui aveva...

GENNARO MARICONDA: no, ma questa cifra io la conoscevo per il semplice fatto che stava sui giornali molto prima che io venissi incaricato, perché se non fosse stata approvata questa cosa io non avrei mai avuto l’incarico di avviare questa mia attività che dura da dieci anni diciamo, quindi queste vicende io le conoscevo perché erano quotidianamente, soprattutto a Roma, sulle pagine dei giornali.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei quando...

GENNARO MARICONDA: poi una volta che la cosa ha avuto possibilità di esecuzione, io sono stato incaricato di, insieme a questo pool di professionisti, di immaginare il percorso.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei ha detto che ha incontrato più volte il Presidente Greco, dove lo ha incontrato?

GENNARO MARICONDA: l’ho incontrato più volte, sempre nella sua sede naturalmente; più volte, certamente più di una volta insomma.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in incontri formali per il quale...

GENNARO MARICONDA: con appuntamenti, alla presenza anche a volte di un Avvocato, a volte di un altro, a volte di tutti e due, adesso questo non lo so esattamente, ho certamente visto più di una volta il Presidente Greco in questa vicenda.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in questi incontri era per caso presente la Dottoressa De Vitis?

GENNARO MARICONDA: la Dottoressa?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): De Vitis.

GENNARO MARICONDA: De Virgilis?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): De Vitis.

GENNARO MARICONDA: De Vitis?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): che lei ricorda... e lei ricorda il Dottor Celotti?

GENNARO MARICONDA: non me lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, perché erano i due Giudici a Latere del...

GENNARO MARICONDA: no, c’era un altro Giudice però che io mi ricordo pure, se mi dice qualche nome.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): Severini?

GENNARO MARICONDA: no...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi lei non ha...

GENNARO MARICONDA: le ho detto, non...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...incontrato questi Giudici.

GENNARO MARICONDA: non me lo ricordo, può darsi benissimo che l’abbia incontrati, non lo ricordo assolutamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda in sostanza è: quando lei ha parlato con il Dottor Greco, insieme al Dottor Greco vi erano altri Magistrati oppure era da solo?

GENNARO MARICONDA: no, ci sarà stato sicuramente anche in qualche occasione qualche altro Magistrato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma voglio dire, che capitava per sbaglio, oppure era lì convocato insieme...

GENNARO MARICONDA: no, che seguiva la vicenda, adesso i nomi non me li ricordo, perché francamente non conosco i suoi collaboratori, dico la De Virgilis perché mi è venuta in mente, perché sapevo che era un Magistrato che sta lì e che io conosco, e quella non l’ho mai incontrata, quindi ecco, se fosse stata quella avrei potuto dire: “No”, questa Dottoressa non la conosco, non so chi è, può darsi benissimo che ci fosse qualche volta; se si fosse trattato dall’altro avrei detto: “Non c’era”.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, lei... passiamo alla vicenda subito dopo la costituzione di S.G.R., quindi dopo l’Atto Quadro; lei recentemente ha stipulato un atto con il quale un certo numero di immobili sono stati trasferiti a un’altra società denominata Smia?

GENNARO MARICONDA: certo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): per quale motivo è stato fatto questo atto?

GENNARO MARICONDA: ragioni tributarie, fiscali approfonditamente non le conosco, ma si è fatto un conferimento in questa società perché questa società era una società che aveva la possibilità di fare probabilmente dei risparmi di carattere fiscale; non ho esaminato io questo aspetto.

A un certo momento è stato deciso all’interno di S.G.R. di fare il conferimento, non so se proprio di tutti i beni, ma diciamo di gran parte dei beni, forse alcuni per i quali c’erano già state le aste, i compromessi, non sono stati fatti veicolari attraverso la Smia, ma la gran parte dei beni di S.G.R. è andata in Smia che sta facendo l’ulteriore dismissione, ma evidentemente per ragioni di carattere fiscale sicuramente; il conferimento è un atto neutro diciamo, che praticamente la Smia... adesso non so, potrei pure tentare di ricostruire, ma sarei impreciso, ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): che attività svolgeva questa Smia, sostanzialmente? Era una società esistente...

GENNARO MARICONDA: sostanzialmente la Smia, sostanzialmente era una scatola quasi vuota, perché aveva pochi beni all’interno del suo patrimonio, perché ancora adesso vendiamo qualche bene di Smia originario e la gran parte dei beni che vende Smia o che ha venduto, perché ormai siamo ad aver quasi esaurito diciamo i trasferimenti immobiliari, sono, la maggior parte sono beni di S.G.R., quelli che oggi vende Smia, sono pochi, pochissimi i beni che Smia vende come beni che erano di Smia da prima, perché io negli atti naturalmente faccio la differenza.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): nel trasferimento questi beni che ...(incomprensibile, voci sovrapposte)...

GENNARO MARICONDA: la Smia era una società immobiliare, aveva degli immobili.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...molto recente questo trasferimento di Smia, abbastanza recente, dal 2000 e 2001.

GENNARO MARICONDA: un paio di anni fa, due tre anni fa.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): 2000, grosso modo... noi abbiamo depositato le visure dove sono stati fatti questi trasferimenti, questi immobili già sono stati venduti da Smia, cioè...

GENNARO MARICONDA: certo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e hanno... a noi risulterebbe ancora esistenti in Smia questi immobili.

GENNARO MARICONDA: ma il residuo diciamo, Smia supponiamo ha preso cento immobili da S.G.R., di questi magari cinquanta, sessanta sono stati venduti, altri devono essere venduti.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): hanno la stessa procedura di liquidazione Smia, oppure opera in altro modo?

Perché Smia risulterebbe...

GENNARO MARICONDA: no, sempre... il meccanismo è sempre identico lo stesso, sempre lo stesso meccanismo, aste, sistema competitivo, le offerte e disponibilità ad offrire; stiamo seguendo per Smia la stessa identica prassi che abbiamo seguito per tutti gli anni precedenti per S.G.R..

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, lei ricorda per caso un trasferimento a una società di un blocco di immobili, lei dice che sono stati pochi, ma in questo caso a una società, Europool S.r.l.?

GENNARO MARICONDA: la?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Europool S.r.l. di Verona?

GENNARO MARICONDA: sì, sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): che si ricorda di que... ha seguito lei questa trattativa in questo...?

GENNARO MARICONDA: certo, ma sempre il discorso aste, offerta, successivi trasferimenti di questo; questa me la ricordo particolarmente perché è una società di calciatori noti e quindi hanno fatto questo investimento, hanno comprato, hanno costituito a suo tempo, non per questa occasione, questa è una società che esisteva già prima, che fa investimenti immobiliari e ha partecipato a un’asta, sempre col solito sistema diciamo della competitività e ha acquistato un blocco di alcuni beni.

È uno dei pochi casi in cui dicevo al Presidente, in cui c’è un accorpamento di più beni, perché oltre il 90 per cento dei casi sono sempre beni singoli che vengono venduti, sono pochissime le vicende nelle quali ci sono accorpamenti diciamo.

E questo dell’Europool è uno dei casi in cui hanno comprato...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): seguì una procedura d’asta specifica questa?

A lei non risulta che un Dirigente di S.G.R. ritenne che questa... il valore di questa vendita in blocco fosse eccessivamente ribassato?

GENNARO MARICONDA: no, mai sentita una cosa di questo genere.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei non ricorda questo espresso...

GENNARO MARICONDA: no, anzi è stata pure poi una esecuzione non immediata, quindi probabilmente c’è stata una contestazione, forse loro pensavano di aver pagato troppo, non troppo poco.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, qui è internamente...

GENNARO MARICONDA: perché non ha avuto immediata esecuzione questa vittoria dell’asta, perché Europool aveva...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei non si ricorda che in sede di Consiglio di Amministrazione ci sono state delle problematiche riguardo a questa vendita?

GENNARO MARICONDA: sicuramente ci sono state delle problematiche, che tanto è vero che l’atto non si è fatto con la immediatezza con cui normalmente si è data esecuzione, sia perché gli immobili erano parecchi e loro magari hanno avuto interesse poi ad acquisirli con più atti, sia perché probabilmente era nata qualche questione sulle valutazioni, ma forse per ragioni opposte.

Io comunque ecco, mentre ripeto, conosco tutta la vicenda che è passata per le mie mani, le questioni retrostanti, ci sono stati dei giudizi, delle contestazioni sui prezzi, sul... se c’era tra S.G.R. o Smia e gli acquirenti, ma quelle evidentemente interessavano gli Avvocati.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi questa società Europool esisteva realmente, lei ha potuto verificare, lei ha fatto l’atto di trasferimento tra S.G.R. e Europool?

GENNARO MARICONDA: Europool esisteva prima di partecipare all’asta, cioè era già proprietaria di beni immobili, Europool è una società che poi così, quelle cose che si apprendono discorsivamente, è una società costituita da alcuni calciatori che hanno pensato di investire i loro guadagni nell’acquisto di beni immobili e almeno...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): la Società Forobit le dice qualcosa?

GENNARO MARICONDA: la società?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Forobit.

GENNARO MARICONDA: Formets?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Forobit, Forobit.

GENNARO MARICONDA: se mi dice qualche altra cosa, l’Europool mi ricorda tante cose anche...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): è stata una società costituita da lei a un certo periodo di tempo per seguire l’attività di vendita dei beni S.G.R..

GENNARO MARICONDA: Orobit?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Forobit, qui ho la visura.

GENNARO MARICONDA: una società da me costituita per vendere i beni di S.G.R.?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, da lei costituita, che doveva operare come tramite per la vendita di S.G.R..

GENNARO MARICONDA: è la prima volta che la sento questa cosa.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei l’ha costituita.

GENNARO MARICONDA: ma è un atto mio? Forobit con oggetto la mediazione della...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): fa tutte le attività di servizi, tra cui anche questa attività.

GENNARO MARICONDA: no.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): va bene.

GENNARO MARICONDA: non me lo ricordo proprio nella maniera più assoluta.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): un’ultima cosa, lei...

GENNARO MARICONDA: può essere una società che ho costituito, ma che non... che io abbia costituito una società che aveva come scopo la intermediazione dei beni di S.G.R., questo direi proprio... magari non lo posso escludere, perché in dieci anni...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in alcuni avvisi di aste pubblicate nei giornali come il Sole 24 ore risultava la società da contattare al fine di poter conoscere maggiormente i contenuti dei valori delle... è pubblicato sui giornali.

GENNARO MARICONDA: le devo dire che proprio... se l’ho costituita io, è una cosa che mi è completamente passata... il nome, se devo dire che il nome lo sento adesso la prima volta forse no, ma che io abbia costituito una società con questo scopo sociale, proprio francamente non... non lo ricordo assolutamente, non ho proprio traccia di questa cosa.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ho solamente una copia, se vuole, di un Sole 24 ore, dove c’era l’indicazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mostriamo, mostriamo al teste questa copia.

GENNARO MARICONDA: sa, quelle cose, come prima, posso benissimo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): faccia vedere.

GENNARO MARICONDA: basta poi vedere magari...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in fondo sulla...

GENNARO MARICONDA: no, mai vista questa, non conosco assolutamente che cos’è, posso averla anche costituita io, ma francamente non mi ricordo, né ho mai saputo che esisteva una società, questo lo vedo adesso per la prima volta insomma, anche... io non è che ho mai visto le forme di pubblicità che venivano fatte, perché riguardavano la fase preliminare, diciamo, quella di acquisire le disponibilità ad offrire, quindi questo non è mai passato, non ho mai visto io una...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in buona sostanza, lei...

GENNARO MARICONDA: ...cosa di questo genere, né una società ecco, collegata S.G.R. Forobit, qui c’è un sito, in cui sono legate le due cose, questa per me è una novità assolutamente, è la prima volta che lo sento.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): questa è la visura camerale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mostriamo.

GENNARO MARICONDA: se mi fa vedere i soggetti, i soci, allora ci posso capire qualche cosa di più, perché ci potrebbe pure essere scritto che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mostri al teste, per cortesia.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, i soci risulterebbero essere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci saranno i soci?

GENNARO MARICONDA: se me lo fa vedere un attimo, io vedo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non so se ci saranno i soci lì.

GENNARO MARICONDA: ...io capisco al volo, se...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): può mostrare.

GENNARO MARICONDA: perché basta vedere... poi ci sta scritto il Notaio che l’ha costituita; atto costituito da Gennaro Mariconda...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Folino Roberto e Ferrette... e Rossetti Raffaella.

GENNARO MARICONDA: Folino Roberto... beh no, questo, adesso che io vedo questo, questo sì mi ricordo, ma questa è una società che deve fare attività informatica, questa è una società che ho costituito... ecco, collegata alla S.G.R. per me era una cosa sorprendente, invece adesso... invece leggendo adesso mi ricordo, questa è una società che è stata costituita per lo svolgimento di attività informatica.

Adesso mi ricordo perfettamente tutto di questa società, certo, ma è una società che io non ho mai collegato all’attività di S.G.R., questo... per questo, è un’altra società che non c’entra niente; questa è una società che ho costituito per lo svolgimento di attività di carattere informatico e mi ricordo anche di aver conosciuto questo signor Folino Roberto, questo amministratore, è un ragazzo, un giovane, ricordo perfettamente, ma qual è la finalità e i soci... non sappiamo chi sono i soci di questa?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, ecco l’altro foglio.

GENNARO MARICONDA: sì, adesso mi ricordo perfettamente questa società.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma Rossetti, Rossetti di cui si parla ha a che fare con il Rossetti, teste in questo processo?

GENNARO MARICONDA: sì, questa è una società... ecco, io non conoscevo, cioè non ho nessuna... non mi è mai risultato nessun collegamento fra questa società e la S.G.R., questa è una società per svolgere attività di carattere informatico, aperture di collegamenti, diciamo, con Internet, la gestione dei collegamenti con Internet e Rossetti Raffaella, se io non vado errato, è la figlia del Dottor Rossetti, ma l’attività collegata a S.G.R. per me è assolutamente sorprendente, cioè non ho mai avuto nessuna... finora...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, abbiamo chiarito questo punto.

GENNARO MARICONDA: collegata ad S.G.R. lo apprendo in questo momento attraverso quella indicazione che lei fa, ma non è una cosa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

GENNARO MARICONDA: ...di cui abbia mai...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): intende produrre quella documentazione?

GENNARO MARICONDA: né è mai intervenuto in alcuna vicenda, diciamo, di S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Difese l’hanno vista la documentazione? Vogliono vedere questa documentazione?

Mostriamo questa documentazione alle Difese.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei è entrato a conoscere, cioè è stato investito personalmente di questa questione quando ancora Commissario Governativo era il Dottor Piovano?

GENNARO MARICONDA: questo... i tempi non me li ricordo, penso di sì, perché diciamo la... adesso sì, devo aver fatto anche qualche atto, sì, sì, era Piovano all’epoca, D’Ercole è venuto successivamente.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei ricorda della famosa istanza che fu presentata all’epoca dai Commissari Governativi e poi riportata da Piovano al Presidente del Tribunale, sull’obbligo, sull’obbligo, sull’obbligatorietà o meno della assemblea ai fini della decisione del...

GENNARO MARICONDA: guardi, di questa istanza, che adesso... fu presentata da Piovano e fu, mi pare respinta così, come dire: “No, non è questa cosa...”, io l’ho sempre saputo dai giornali, non ho mai avuto nessuna, ovviamente però, perché il mio lavoro era un altro lavoro; non ho mai avuto conoscenza di un qualche elemento, diciamo, per quelle attività che io svolgevo, dai giornali, ma fino a epoca molto recente, viene riproposta sempre questa questione di una istanza non accolta, insomma, non accolta, diciamo, illegittimamente.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e lei ha fatto qualche parere su quella questione?

Perché quella questione era un po’ un punto nodale sul far passare il Piano Capaldo oppure no.

Lei è stato... Capaldo gli ha parlato di questa questione?

GENNARO MARICONDA: assolutamente mai, questa era una questione che non è mai entrata, diciamo, nelle carte nostre.

I documenti che abbiamo visto erano sempre documenti che si sviluppavano via, via, anche con le autorizzazioni del Tribunale, che io valutavo per quello che erano come atti ufficiali del Tribunale; di vicende, diciamo, collaterali più o mano nascoste, io non ho mai avuto nessuna conoscenza ovviamente, ma non era il mio ruolo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Difese intendono proporre domande al teste?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): vorrei vedere i documenti, per cortesia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): come?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se posso vedere i documenti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quali documenti?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questi citati dalle Difese.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): adesso li passano anche a lei, non si preoccupi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Difese, prego Avvocato Vassalli.

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI  (AVV. VASSALLI FRANCESCO): Avvocato Vassalli, per Capaldo e Carbonetti.

Una sola domanda: i beni che erano previsti nell’Atto Quadro come possibile oggetto di vendita in seguito, dal momento in cui erano fissati i criteri di vendita di questi beni, cioè dal momento della stipula dell’Atto Quadro al momento della materiale trasmissione di questi beni, cessione di questi beni o alla S.G.R. o ai terzi, a chi apparteneva la gestione di questi beni, in questo periodo di tempo?

GENNARO MARICONDA: a chi appartenevano i beni che noi abbiamo trasferito prima del trasferimento...?

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI  (AVV. VASSALLI FRANCESCO): esatto, prima del trasferimento...

GENNARO MARICONDA: ...attraverso due, tre blocchi a S.G.R..

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI  (AVV. VASSALLI FRANCESCO): prima del trasferimento ...(incomprensibile).

GENNARO MARICONDA: appartenevano a Federconsorzi, ma a volte appartenevano anche a società controllate da Federconsorzi, perché facevano sempre parte di quel famoso inventario.

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI  (AVV. VASSALLI FRANCESCO): d’accordo...

GENNARO MARICONDA: quindi...

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI  (AVV. VASSALLI FRANCESCO): e la gestione di questi beni faceva capo quindi?

Sempre alla Federconsorzi o...

GENNARO MARICONDA: era ...(incomprensibile, voci sovrapposte), ma perché nell’Atto Quadro si dice anche che per questi beni continua la gestione prima del trasferimento e si dice anche qual è l’indennizzo che deve essere dato a S.G.R., una delle pattuizioni, anche una delle pattuizioni un po’ più spinose era questa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): c’è altro Avvocato?

GENNARO MARICONDA: ...di questa gestione intertemporale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre Difese hanno domande da proporre a questo teste? Nessuno?

Dottor Mariconda, due sole precisazioni; lei voleva fare un’altra domanda?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): devo vedere i documenti ancora.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, prego Pubblico Ministero, intende fare ulteriori domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): si era parlato di un articolo sul...

GENNARO MARICONDA: scusi una domanda, ma Forobit è una società costituita in epoca molto recente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, no, volevo vedere l’articolo...

GENNARO MARICONDA: cioè, è stata costituita un paio di anni fa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...del Sole 24 ore.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

GENNARO MARICONDA: l’atto costituivo della Forobit è di un paio di anni fa, diciamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ’96.

GENNARO MARICONDA: ’96? Pensavo in epoca più recente, beh d’altro canto, diciamo cinque anni, uno si può scordare di aver fatto una società informatica che apparteneva a tutt’altra, diciamo, galassia, che non quella immobiliare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, Pubblico Ministero, mostriamo al Pubblico Ministero questa documentazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque, lei dice che solo oggi prende atto del collegamento tra questa Forobit e S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ha risposto così, ha risposto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se non ho capito male, ha detto che solo oggi si rende conto del collegamento.

GENNARO MARICONDA: Forobit ed S.G.R., sotto giuramento, assolutamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): da quale, cioè da quale circostanza desume questo collegamento?

GENNARO MARICONDA: da quello che mi avete fatto vedere adesso, c’è scritto: “www.S.G.R.Forobit”.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi l’articolo del Sole 24 Ore.

GENNARO MARICONDA: sì, sotto, se lei vede sotto, c’è scritto: “www.Forobit.S.G.R.”, questa per me è assolutamente sorprendente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma il...

GENNARO MARICONDA: né mi risulta, perché mai un atto che ho fatto che ci sia stato presente un rappresentante di Forobit come avviene normalmente quando è presente l’intermediario nella compravendita immobiliare, mai nella maniera più assoluta in una vicenda di vendita S.G.R. sia stato presente un rappresentante di questa società, per dire: “Ci sono io che ho fatto la intermediazione”, perché non c’è mai... per quello che so io, non c’è mai stata intermediazione nelle vendite di S.G.R. o di Smia successivamente, perché è sempre avvenuta attraverso quel sistema.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, no, d’accordo.

Senta, ma Rossetti Raffaella o Folino Roberto erano sui clienti precedentemente?

GENNARO MARICONDA: erano?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): erano suoi clienti precedenti?

GENNARO MARICONDA: no, io conosco benissimo il Dottor Rossetti, li ho incontrati in quel caso per la prima volta; io conosco benissimo il Dottor Rossetti perché il Dottor Rossetti è uno dei Funzionari di S.G.R., Dirigente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sono, sia il Folino, che penso sia il marito della Raffaella...

GENNARO MARICONDA: sì, non li avevo mai incontrati prima.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...le sono stati segnalati, presentati?

GENNARO MARICONDA: dal Dottor Rossetti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dal Dottor Rossetti.

GENNARO MARICONDA: certo, sì, ma per fare una società di informatica, solamente, una società di informatica, io non ho mai... perciò il collegamento per me è assolutamente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il concetto è chiaro, abbiamo appreso le risposte, Pubblico Ministero altre domande?

GENNARO MARICONDA: io ho incontrato per la prima volta in quella occasione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non riesco a leggere...

GENNARO MARICONDA: ...e non l’ho più mai incontrati.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...io non riesco a leggere qui dal documento dell’inserzione sul Sole 24 Ore cosa poi c’è scritto dentro; questo ho capito, ho capito che c’è sotto... ci sono due...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): finché non ho il documento...

GENNARO MARICONDA: solo da quel “www”.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): siamo ancora in una fase in cui pende una richiesta di produzione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...io da questo documento cosa leggo?

Riesco a leggere, forse perché la vista è calata, o forse perché il documento è illeggibile, soltanto il titolo e l’intestazione sotto, in fondo alla pagina, ossia, in cui c’è S.G.R. e i due siti, quello della S.G.R. immagino e quello della Forobit, però non leggo assolutamente nulla del testo, cioè che cosa...

GENNARO MARICONDA: scusi Dottor Razzi, però posso dire quello che ho letto io?

Io ho letto l’ultima riga in fondo, c’è scritto: “S.G.R. Forobit”...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): posso avere questo documento?

GENNARO MARICONDA: ...è quello che mi ha detto il collegamento...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì ho capito, questo lo leggo anch’io, però non era una domanda al teste...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): allo stato questo pezzo di carta non ha senso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, posso avere questo documento?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Avvocato, il pezzo di carta ha senso, io anzi chiedo, chiedo di acquisire il Sole 24 Ore, una copia del Sole 24 Ore dell’epoca, per vedere in quali attività sono associati i due siti, abbiate pazienza.

Può darsi pure che sia un sito informatico, di supporto alla S.G.R..

VOCE: (in sottofondo).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, non lo può dire questo, perché non si legge quello che è, però che sia privo di senso non mi pare, quindi io chiederei di... a meno che i Difensori non abbiano l’originale, di acquisire una copia del Sole 24 Ore della...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, il contenuto, scusate, il contenuto del restante pagina è assolutamente chiaro, è la descrizione sintetica di altri beni immobili di cui si andava...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non lo so, può darsi c’è scritto anche... io non riesco a leggerlo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non si fa riferimento se non a caratteristiche dei beni immobili; sotto c’è soltanto un riferimento chiaro a S.G.R. e poi c’è: “www.S.G.R.Forobit.it, info@S.G.R.Forobit”...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma il testo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): tutto qua, non credo che...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...il testo, io non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il testo è limitato, si capisce che è limitato esclusivamente alle caratteristiche dei singoli immobili che vengono descritti in base alle regioni, c’è Udine...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io perché non lo leggo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...c’è Sarzana, Cortona e così via, e poi si descrivono i beni immobili.

Sotto c’è questo riferimento a Forobit e S.G.R. Forobit, ma nel contesto dell’indirizzo Internet, del... tutto qua.

GENNARO MARICONDA: io se mi è consentito, proprio in un minuto solo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, non le è consentito perché abbiamo chiarito il punto.

GENNARO MARICONDA: è chiarito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande Pubblico Ministero?

Allora Dottore, una domanda per il Collegio, che è la presente: vorrei sapere, chi stabilì il prezzo e quando fu stabilito il prezzo?

Quando lei fu investito della questione, la prima volta storicamente, il prezzo era già stato fatto o no?

GENNARO MARICONDA: abbondantemente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei fu investito...

GENNARO MARICONDA: perché il prezzo 2.150 miliardi stava sui giornali almeno sei mesi prima.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo lo sappiamo tutti.

GENNARO MARICONDA: e quindi, poiché io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei fu investito dopo, a prezzo già definito.

GENNARO MARICONDA: certamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei intervenne nello strutturare le clausole di un accordo che era già concepito.

GENNARO MARICONDA: con il corrispettivo sicuramente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

GENNARO MARICONDA: ...e anche l’individuazione dei beni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei sa, comunque, su quali basi fu fissato questo prezzo e non un altro, se c’era il riferimento ad una percentuale, se c’era il riferimento a un certo valore, che altro?

Che cosa è, per quello che è a sua conoscenza, che determinò questo prezzo in particolare e non uno simile, più ampio, minore, eccetera?

GENNARO MARICONDA: è chiaro che qualche discorso si fa sul perché 2.150, non 2.500 o 1.800...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per quei discorsi che lei ha fatto quale...

GENNARO MARICONDA: è la scienza che è alla base della determinazione del corrispettivo è una scienza che mi sfugge completamente; quello che io ho acquisito nei lunghi discorsi, era che si dava sostanziale valutazione ai beni immobili, ai beni diciamo... alle società, dal punto di vista delle valutazioni, delle partecipazioni in alcune società, in particolare c’era la partecipazione di una banca, importante, rilevante, c’era una partecipazione della Banca Nazionale del Lavoro, c’era la partecipazione della Banca dell’Agricoltura.

Questi erano i cespiti che avevano indotto a fare una valutazione sulla possibile realizzazione.

Tutta la parte, diciamo, di carattere... relativa ai crediti, a questi crediti che derivavano da annualità lontanissime nel tempo, diciamo, di gestione di attività, erano state considerate pressoché inesigibili.

Questi sono gli elementi, diciamo, che io ho acquisito in una fase del tutto successiva: “Quanto valgono questi beni?” fatto un valore...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): glielo domando perché quando si va a fare questa cessione, è concepito proprio in rapporto al riferimento all’elenco della relazione particolareggiata, che contiene una certa indicazione, contiene anche una certa indicazione di valori, tant’è che si arriva a un valore complessivo di circa 4.000 miliardi, quello che lei presumo ben sa.

In relazione a questi 4.000 miliardi, mi pongo il problema perché 2 miliardi e 150 milioni, questo è il punto.

GENNARO MARICONDA: ecco, per quello che so io se da quello lei sfronda, diciamo, tutta la parte che ritiene o irrealizzabile o inesigibile, si va al cuore della sostanza dei beni che erano oggetto del trasferimento e quelli furono valutati con parametri relativi alle valutazioni di partecipazioni societarie e a valutazioni immobiliari.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito; quindi questo è stato il criterio, che lei sappia, perché avevamo avuto anche qualche testimonianza che invece faceva riferimento a un parametro percentuale, nel senso che sarebbe stato un 55 per cento del valore, grosso modo, questa era stata l’indicazione che sarebbe stata data.

GENNARO MARICONDA: francamente questa vicenda percentuali...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non lo sa.

GENNARO MARICONDA: io so che si è valutato le partecipazioni consistenti e il patrimonio immobiliare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito.

Altre domande per questo teste?

Si accomodi Dottor Mariconda, può andare.

Il testimone viene licenziato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sulla richiesta di produzione formulata dall’Avvocato Rosi, le Parti, questi documenti di Forobit? Il Pubblico Ministero?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non si oppone.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Difese?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): io aspetterei, per economia processuale, di sentire Rossetti per sapere qualcosa, cioè il Direttore Generale, e poi eventualmente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): su che cosa Avvocato?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): per acquisire questo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di Forobit?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...Forobit.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma mi risulta che è strana la società Forobit, voglio dire, non lo so, si tratta di verificare il fatto in sé, abbiamo una visura...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): intanto vedere, per quello che può valere, se c’è opposizione o meno all’acquisizione di questa documentazione, tutto qua, le Difese cosa dicono?

Avvocato Lemme?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non mi oppongo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è remissivo; le altre Difese sono remissive, il Tribunale acquisisce in relazione al tema di prova affrontato con il teste Mariconda.

Chiamiamo il Dottor Piovano.

Viene introdotto il testimone Mario Piovano.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le richiamo, ovviamente, la dichiarazione di impegno che lei aveva già prestato alla scorsa udienza del 12 luglio.

Possiamo procedere al controesame...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): al controesame della Difesa degli imputati.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, avevamo esaurito le Parti Civili, dobbiamo soltanto procedere al controesame delle Difese.

Prego, Avvocato Lemme.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Avvocato Lemme, Difensore di Ivo Greco.

Dottor Piovano, lei riferendo al Tribunale, ha detto che quando il Presidente Greco l’ha invitata a ritirare la domanda del 27 maggio avrebbe risposto: “No Presidente, io non ritiro niente, perché questa istanza è firmata da Cigliana ed è il 27 maggio, noi siamo al 10 luglio, io non ritiro niente”.

Lei conferma questa circostanza, Dottor Piovano?

MARIO PIOVANO: il significato della mia risposta era questo, detto in questo termine Avvocato; era che era un problema presentato il 27 maggio... ci trovavamo dopo circa cinquanta giorni, io, per me rimase uno dei motivi che però non ho sollevato, perché non avevo titolo certo per fare una simile richiesta, il perché dal 27 maggio, io sono subentrato mi pare il 15 giugno, una cosa di questo genere, il 18 giugno i passaggi di consegna, perché questo problema non era stato affrontato.

Quindi io non mi potevo prendere una istanza di quel genere e assumere un qualcosa di un documento che non avevo sottoscritto, non ne conoscevo la razionalità, la ratio, avevo una lettera di Cigliana e quindi ho detto: “Ma scusate, ma perché devo andare io a riprendermi perché...”, fu chiaro il messaggio.

Il momento che io riprendevo l’istanza, era un’istanza ritirata, io non ritiravo assolutamente... non volevo prendere l’onere di ritirare un’istanza il 10 luglio, allora di conseguenza dissi: “No, lei mi deve dire che cosa si deve fare, perché questa istanza ha circa due mesi”, in linea di massima, io riferisco il discorso generale, non nei termini, del dialogo.

E allora il Presidente disse: “Si chieda il parere del Professor D’Alessandro come...”, ho detto: “Va bene, io chiedo il parere del Professor D’Alessandro”, tanto è vero, tanto è vero, a riprova di ciò, vi è che io per dare questi pareri, questi incarichi, su un argomento che tra l’altro non conoscevo perché io non è che avessi firmato l’istanza, lo feci, telefonai a D’Alessandro, gli diedi l’incarico e informai...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): gli mandò anche una lettera?

MARIO PIOVANO: come?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): gli mandò anche una lettera?

MARIO PIOVANO: a D’Alessandro, certo, posso?

Scusi Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, prego.

MARIO PIOVANO: gli mandai una lettera a D’Alessandro e la procedura...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): alla quale allegò l’istanza.

MARIO PIOVANO: alla quale allegai l’istanza.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi non c’era nessuna volontà di occultare.

MARIO PIOVANO: no, no, che occultare? No, io non ho occultato niente.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): l’imputazione di cui si deve rispondere, Dottor Piovano...

MARIO PIOVANO: no, io non ho detto mai...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...è quella di falso per soppressione, ossia il Presidente Greco avrebbe soppresso questa istanza.

MARIO PIOVANO: no, me l’ha ridata, me l’ha ridata, perché devo occultare, io... tanto è vero, scusi, lo dico perché l’incarico fu dato, perché la procedura per dare gli incarichi era: se io facevo un’istanza al Professor Picardi, il Professor Picardi mi autorizzava e io davo l’incarico a D’Alessandro.

Siccome era una cosa che non era mia, di mia competenza, la lettera a D’Alessandro gliel’ho fatta in nome e per conto, ce la dovrei avere qui, da qualche parte, se l’ho portata perché...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ce l’ho io.

MARIO PIOVANO: ecco, e poi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): se consente, Presidente.

MARIO PIOVANO: ...e poi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): anzi, così lei dice se la firma è sua.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque ce l’abbiamo.

MARIO PIOVANO: ecco, esatto, questa è la lettera; e poi avvisai Picardi, avvisai Picardi dicendo: “Guarda, è successo così e così e io ho fatto su indicazione...”, insomma il fatto che questo parere era un fatto che me lo ha chiesto di farlo, me lo aveva indicato che sarebbe stato, quella famosa lettera che... come si chiama il...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): questa istanza è già presente agli atti Presidente, vero?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): voglio controllare, ma sicuramente lo è, comunque voglio controllare.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): se è presente non la produco.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): un attimo per confrontare, ma sicuramente c’è.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): mi sembra anche a me che ci sia, però nella marea di carte che...

MARIO PIOVANO: e dovrebbe esserci depositata pure la lettera che io ho mandato a Picardi, lo stesso giorno, perché io quel giorno sono uscito, io me lo ricordo, quello stesso giorno io, uscito verso le due, tre e mezza dalla Fallimentare, sono andato per il Consorzio, ho fatto la lettera, ho telefonato a D’Alessandro, ho fatto la lettera sia a D’Alessandro e sia a Picardi, devono portare tutte la stessa data, perché io ho detto: “A me non mi compete, non è una cosa che mi riguarda a me, è una cosa ormai superata”, perché la liquidazione come era intesa, era un fatto che si eludeva con l’omologa, non so se mi sono spiegato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non ho capito, la liquidazione...?

MARIO PIOVANO: la liquida... la problematica che veniva sollevata si... era, diciamo, in... la Sentenza di... la... l’udienza di omologa era dopo dieci giorni, dodici giorni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, poi questo lo vedremo dopo, Dottor Piovano.

MARIO PIOVANO: ecco.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): posso continuare Presidente?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): una domanda, Dottor Piovano...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ce l’abbiamo comunque, come ricordavo bene, Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): grazie.

Eccola qui, ecco la lettera di incarico anche a D’Alessandro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ce l’abbiamo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e poi la lettera a Picardi, lettera incarico per parere a Picardi.

Lei ebbe l’impressione che il Presidente Greco intendeva occultare questa istanza?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, Avvocato, la domanda in questi termini non gliela ammetto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): va bene, d’accordo, comunque rimane a verbale.

Faccio un’altra domanda: lei parla di liquidazione coatta amministrativa, le è chiara la differenza tra le tre specie di liquidazione che prevede il nostro Ordinamento giuridico?

La liquidazione coatta amministrativa, la liquidazione volontaria e la liquidazione ex lege?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il fatto che sia chiara a lui, in questi termini, è irrilevante Avvocato, formuli meglio la domanda.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Presidente, allora scusi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): formuli meglio la domanda.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, l’istanza era volta ad ottenere la liquidazione coatta amministrativa o era un’altra tipologia di liquidazione che si prospettava?

MARIO PIOVANO: se ricordo bene, Presidente, la stessa domanda me l’ha posta credo il Signor Pubblico Ministero, me l’ha chiesto, io è una cosa... si parlava allora di liquidazione coatta, e faccio... perché io deduco che è liquidazione coatta?

Io ho reso testimonianza, Avvocato, sempre documentalmente, tutto quello che ho detto, questo è il documento, questo è il documento e questo è il documento, perché sennò mi trovo ormai... se non posso provare una cosa, come faccio?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): può stare più vicino al microfono?

MARIO PIOVANO: io ho fatto sempre una testimonianza documentale; una cosa posso dire che è quella quando accettai l’incarico, come ho dichiarato l’altra volta, quando il Governatore della Banca d’Italia, Dottor Ciampi, mi invitò ad accettare l’incarico, perché io non volevo accettare quell’incarico, però non potevo dirgli di no data la mia posizione, e dissi a Goria: “Va bene, accetto”, lui mi disse: “A una condizione però” e me la ribadì, me l’aveva già accennata inizialmente, “Devi arrivare assolutamente all’omologa del concordato. Tu ti impegni professionalmente, siamo... manca un mese circa – una cosa del genere – dovrebbe andare l’ultima udienza, le conclusioni...”...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

MARIO PIOVANO: ...”...devi portare questa procedura all’omologa del concordato”.

Mi pare di ricordare, mi pare di ricordare però sa, sono passati anni, che ci sia anche una lettera scritta dal Ministro Goria non a me, ma ai predecessori, non mi ricordo chi me l’ha accennata, non me lo ricordo, che era contrario alla liquidazione coatta, lui non voleva la liquidazione coatta.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, ma scusi, la domanda mia Dottor Piovano, è un’altra...

MARIO PIOVANO: adesso se quella lettera lì, scusi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...è un’altra; l’istanza del 27 maggio lei l’ha esaminata o non l’ha esaminata?

MARIO PIOVANO: certo, certo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, mi vuole dire in quale passo dell’istanza stessa si parli di liquidazione coatta amministrativa?

MARIO PIOVANO: io le ho detto che non... io le ribadisco...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): perché lei parla di liquidazione coatta amministrativa.

MARIO PIOVANO: ...e io le ho detto che allora, allora... no, io le dico quello che era i fatti di cui si parlava; da questa istanza, me l’ha già chiesto il Signor Procuratore, dovrebbe risultare dal verbale di interrogatorio e dovrebbe risultare dall’interrogatorio, io dissi che io non lo posso dire se era liquidazione coatta o una cosa... perché?

Le spiego subito: io ho rifiutato di entrare nel merito di questo problema; io avevo duemila problemi, duemila problemi, era un problema che non toccava a me.

Chi l’aveva fatta? I precedenti Liquidatori.

Santa pazienza, ma siamo anda... quando ci siamo insediati, Presidente, si è voluta, giustamente da parte del Tribunale, una presentazione dei tre Liquidatori, Commissari Governativi e del sottoscritto, una cerimonia, tutti entrati, ci siamo presentati, loro uscivano, un discorso, e perché non è stata sollevata, non so se mi sono spiegato, questa problematica?

Guardate, io quello che non ho mai capito, ecco, glielo dico io, se vuole sapere il mio giudizio, io non ho mai capito perché dal 27 giugno io di questa cosa l’ho saputa...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): il 27 giugno o il venti...?

MARIO PIOVANO: quando era la data dell’istanza?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): maggio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): 27 maggio.

MARIO PIOVANO: 27 maggio, ecco, io questa lettera, diciamo, di questa istanza, ne ho avuto contezza, ecco, con la lettera un giorno prima, credo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): 8 giugno.

MARIO PIOVANO: dell’8...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): 8 luglio, 8 luglio.

MARIO PIOVANO: ...8 luglio; allora io dico: “Ma, santa pazienza, ma perché non l’avete tirata fuori prima questa cosa?”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): mi perdoni Dottore...

MARIO PIOVANO: io scusi, no, le faccio... io avevo, quando sono arrivato Presidente, avevo tutta una serie di istanze presentate dai miei Liquida... predecessori, che io ho portato avanti e le ho portate a termine, perché non me l’hanno messa in carico questa istanza?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, questo... su questo ha già risposto la volta scorsa, in questi termini più o meno.

MARIO PIOVANO: allora io... né io ho mai domandato perché questa cosa è venuta fuori così, ecco ma come...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, mi perdoni...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): infatti la domanda è comunque una domanda diversa, il punto che le chiede, perlomeno in questo momento, l’Avvocato, è questo: lei fa riferimento a liquidazione coatta amministrativa; poiché in effetti la istanza ha un contenuto relativo alla liquidazione...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ex lege.

MARIO PIOVANO: esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...che è altra cosa, ora voleva l’Avvocato chiedere a lei questo punto, quanto meno come lei aveva interpretato, a questo punto diciamo come lei aveva interpretato il significato di questa istanza.

MARIO PIOVANO: io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per chiarire se ci intendiamo.

MARIO PIOVANO: ...il significato di questa istanza ma non l’ho mai espresso, non so se mi sono spiegato, perché il significato di questa istanza io la rimando alla lettera che mi ha fatto Cigliana.

Tanto è vero, ho chiesto questa lettera, poi siccome aveva una firma sola, giusto? Pretesi che nella relazione della loro gestione inserissero anche, a firma di tutti e tre, un cenno a questa istanza, perché per me non era un problema, non so se mi sono spiegato, io non gli ho dato nessuna importanza, io so solo che ci dovrebbe essere, se ricordo bene, una lettera di Goria che era contrario alla liquidazione coatta, c’era...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma questa liquidazione coatta come esce fuori, ecco Dottor Piovano...

MARIO PIOVANO: non lo so.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...con questa istanza, come esce fuori, forse esce fuori soltanto dall’errore del minutante della lettera di Cigliana?

Perché nella lettera di Cigliana, che il Cigliana ha riconosciuto come autografa, ma non ha riconosciuto come propria nella formazione, quindi è stata fatta da un minutante che probabilmente non sapeva nulla, si parla di liquidazione coatta amministrativa, allora la mia domanda è questa: lei si è riferito alla liquidazione coatta amministrativa perché gliene ha parlato Greco o perché si fondava su questa lettera fattagli da Cigliana?

MARIO PIOVANO: io con Greco di questo non ho mai parlato, Greco mi ha restituito l’istanza e ho detto: “Adesso che si fa?”, dice: “Si fa un parere, chi? Il Professor D’Alessandro, Professor D’Alessandro, l’importo? Quanto è l’importo?” e mi disse l’importo che gli si doveva dare.

Telefonai a D’Alessandro, avvisai coso, che per me...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): a me risultano 20.000.000 (ventimilioni) l’importo, non cinquanta come ha detto lei, ecco.

MARIO PIOVANO: o venti, può essere pure...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): tanto poi verrà D’Alessandro...

MARIO PIOVANO: no, scusi, scusi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...e chiarirà, porterà la parcella, eventualmente...

MARIO PIOVANO: ...scusi, no, posso pure avere confuso venti con cinquanta, ma insomma, sì, a memoria...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non venti con dieci, venti con cinquanta.

MARIO PIOVANO: sì, venti con cinquanta, può essere confuso, non è che...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): va bene...

MARIO PIOVANO: ...comunque c’è la fattura...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...lei si può confondere venti con dieci e venti con cinquanta.

MARIO PIOVANO: esatto, c’è la fattura poi, ci sono i rendiconti, insomma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque io non credo che sia questo il punto cruciale del processo, quanto all’importo intendo; andiamo avanti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, ritorno sulla domanda, il Dottor Greco le disse nel corso di questo incontro: “Guardi Dottor Piovano che questa istanza mi darebbe fastidio perché vuole introdurre una procedura di liquidazione coatta...”...

MARIO PIOVANO: no, io non ho mai...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...oppure di liquidazione coatta non le parlò per niente e lei si è basato soltanto...

MARIO PIOVANO: guardi, guardi che il Dottor Greco non era tenuto, né mai io ho osato chiedere un chiarimento...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, si può leggere al teste il passo su cui si stanno facendo le domande?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): come?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il passo è quello che lui ha in memoria, poi eventualmente vedremo la cosa, il problema è soltanto se ai suoi occhi si rappresentò mai, ed eventualmente per quale motivo, l’eventualità di una liquidazione coatta, questo è il punto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): chi le disse, chi le ha parlato di liquidazione coatta?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se mai se ne parlò.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): gliene ha parlato solo il Dottor Cigliana in questa lettera, gliene ha parlato il Presidente Greco oppure ci ha pensato da solo?

MARIO PIOVANO: no, no, il Presidente no; no, il Presidente... qualcuno me ne ha parlato perché sennò non me la potevo, così, escogitare.

Io ritengo, sapevo che Goria... io avevo assunto un impegno professionale, l’unico impegno, Goria mi ha detto: “Fai quello che vuoi ...(incomprensibile) però tu ti impegni professionalmente a portare questa procedura all’omologa del concordato”.

E lui era contrario all’alternativa, che era la liquidazione coatta, di questo è l’unica cosa che io non posso, però, non ho il documento, perché è un impegno professionale che ho assunto nei confronti del Ministro.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): vede lei, a pagina 306, secondo il Pubblico Ministero...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io indicavo il testo della lettera di Cigliana.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): a pagina 306 dice...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io mi riferivo al passo della lettera di Cigliana.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...questa frase: “Quando una cooperativa perde il capitale scatta la procedura di liquidazione coatta”; ecco, conferma questa sua, se mi consente, errata opinione?

MARIO PIOVANO: è errata opinione, sì, esatto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi è un’errata opinione.

MARIO PIOVANO: è un’errata opinione.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): è imprecisa, ecco...

MARIO PIOVANO: ma non è...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...e scatta non la liquidazione coatta...

MARIO PIOVANO: esatto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...che è una procedura concorsuale...

MARIO PIOVANO: concorsuale, esatto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...ma la liquidazione ex lege che è prevista dall’articolo 2448, numero 4, Codice Civile.

MARIO PIOVANO: esatto, esatto, esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque a questo punto leggiamo il passo della lettera di Cigliana, così chiariamo il punto.

Nella lettera a firma Cigliana, dell’8 luglio ’92, si fa riferimento, al primo punto...

MARIO PIOVANO: sì, al primo punto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...”L’istanza fu concordata con gli organi della procedura allo scopo di evitare che provvedimenti liquidatori, adottati dal Ministero, potessero condurre ad una procedura di liquidazione coatta amministrativa scavalcando la procedura di concordato preventivo”.

Questo è il contenuto della lettera Cigliana cui penso facesse riferimento l’Avvocato Lemme, questo è il punto, ora le chiede l’Avvocato, le chiediamo tutti: lei, liquidazione coatta amministrativa, diciamo, parliamo di liquidazione coatta, ha sentito parlare in relazione a questo punto della lettera Cigliana...

MARIO PIOVANO: a questo punto qui, esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...o per qualche altra ragione?

MARIO PIOVANO: no, no, questo punto qui.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei fa riferimento a questo punto.

MARIO PIOVANO: è questo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, va bene.

MARIO PIOVANO: anche perché, scusi Presidente, io insisto, io a questa cosa non gli ho dato nessuna importanza, io per me è una cosa chiusa, era una... è una cosa che mi sono trovato, il 10 luglio mi è stata data questa istanza, il 10 luglio ho dato l’incarico, ho avvisato il Commissario Giudiziario, e fu concordato il prezzo, saranno stati venti...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Presidente, ecco, io vorrei sapere una cosa...

MARIO PIOVANO: ...è un discorso che per me era chiuso.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...il parere del Professor D’Alessandro è acquisito agli atti?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ce lo abbiamo in due, forse tre copie.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): bene, perfetto.

Ecco, lei ha letto il parere reso dal Professor D’Alessandro?

Ritengo di sì.

MARIO PIOVANO: sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, si ricorda quali erano le conclusioni?

MARIO PIOVANO: no, no.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): si parlava di liquidazione coatta amministrativa?

MARIO PIOVANO: no, guardi non...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non se lo ricorda, va bene, non è tenuto...

MARIO PIOVANO: no, dirò di più, non ce ne ho nemmeno copia, non so se mi sono spiegato, non credo di averne copia, non credo, non lo so.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ovviamente, ecco, ritengo che quando il parere del Professor D’Alessandro è stato acquisito agli atti della procedura, c’era anche l’istanza che costituiva il titolo.

MARIO PIOVANO: quando...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): questo parere del Professore... allora riformulo la domanda.

Questo parere del Professor D'Alessandro se l’è tenuto per sé o l’ha versato agli atti della procedura fallimentare?

MARIO PIOVANO: no, automaticamente questo va, è andato senz’altro al Professor Picardi e poi è andato, credo, al Presidente Greco, credo è andato...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): insieme, è andato insieme all’istanza o ci è andato da solo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’istanza intende l’incarico...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): l’istanza del 27 maggio.

MARIO PIOVANO: quella stava agli atti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): come?

MARIO PIOVANO: quella stava agli atti, l’istanza.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi non è stata ritirata.

MARIO PIOVANO: no, ritirata nel senso... che intende l’istanza, il foglio di carta? Cosa intende?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO):  no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): vorrei che sia chiaro che facciamo riferimento alla stessa cosa.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): io per istanza intendo questo atto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’istanza sarebbe l’istanza quella di cui lei ha detto che il Dottor Greco gliela avrebbe restituita.

MARIO PIOVANO: e io l’ho presa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quella l’ha presa.

MARIO PIOVANO: ecco.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): da quel momento in poi quell’istanza che fine ha fatto?

MARIO PIOVANO: sta in archivio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lì dove?

MARIO PIOVANO: alla Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Federconsorzi?

MARIO PIOVANO: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi, diciamo, da quel momento l’istanza è in Federconsorzi e non è negli atti della procedura, diciamo, giusto?

MARIO PIOVANO: esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, la domanda dell’Avvocato è: questa istanza, nel momento in cui arriva finalmente il parere del Professor D'Alessandro, è rimasta in Federconsorzi oppure ha seguito le sorti del parere?

Nel senso che è stato versato agli atti il parere del Professor D'Alessandro senza istanza oppure anche con l’istanza?

MARIO PIOVANO: ma l’istanza...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): oppure magari con la lettera di incarico sua?

MARIO PIOVANO: agli atti, intende in archivio?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, gli atti non di Federconsorzi, gli atti della procedura, visto che lei ha detto in qualche modo...

MARIO PIOVANO: beh, ma l’istanza...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’istanza lei l’ha mai restituita?

Quella che le è stata data...

MARIO PIOVANO: no, è rimasta nell’archivio, nell’archivio...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma nell’archivio dove, scusi?

MARIO PIOVANO: nell’archivio della Federconsorzi, del Commissario.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma mi perdoni, lei dà questa ricostruzione dei fatti, Dottor Piovano, andiamo per ordine, io parlo dell’istanza al Presidente Greco, il Presidente Greco si alza, va a prendere la sua borsa e dentro la borsa tiene questa istanza, gliela restituisce e gli dice la sibillina frase, che è stata poi oggetto di tanti ricami: “Istanza riconsegnata, istanza ritirata”.

Lei la ritira e se la porta via e la porta alla Federconsorzi oppure l’istanza rimane agli atti del Presidente Greco, oppure l’istanza viene riportata...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in questi termini ha già risposto, l’elemento di novità o meno è se al momento del deposito della relazione del Professor D'Alessandro questa istanza ha continuato a giacere presso Federconsorzi oppure è stata spostata.

MARIO PIOVANO: scusi, c’era una cartellina dove ci deve essere l’originale dell’istanza, la velina della copia che io ho scritto a...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): badate bene, l’istanza, la prima istanza era rivolta al Tribunale, poi...

MARIO PIOVANO: sì, ecco... in archivio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): l’archivio del Commissario, c’è l’istanza... ma l’originale o una copia?

MARIO PIOVANO: l’originale.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma scusi, se l’originale era indirizzato al Tribunale, per quale ragione la procedura se lo riprende?

MARIO PIOVANO: me l’ha ridata il Presidente... materialmente me l’ha ridata...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, scusate un attimo, la domanda è stata posta, ha avuto risposta ed è chiara la risposta.

L’istanza è stata restituita dal Presidente Greco al Dottor Piovano.

MARIO PIOVANO: ecco.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma lei ha detto: “Io non ritiro niente”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, era... il contesto è stato chiarito, “Non ritiro niente” era un’intenzione del Dottor Piovano a cui ha fatto seguito poi la materiale apprensione del documento.

Questo documento lei ha detto: “Poi l’ho riposto nell’archivio Federconsorzi”.

MARIO PIOVANO: e sì, c’era la segretaria.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e lì è rimasto oppure ha avuto altra sorte?

MARIO PIOVANO: no, sta lì insieme... nella cartellina c’era...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per quello che è a sua conoscenza, intendo dire.

MARIO PIOVANO: no, io... era così ...(incomprensibile) l’archivio, se lei cercava c’era la cartellina e ci sarà scritto, non so se ci stava “Istanza”... il titolo non lo so della cartellina e dentro c’era la copia dell’istanza... l’istanza, poi c’era le lettere che ho fatto a D’Alessandro, le lettere che ho fatto a...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì.

MARIO PIOVANO: ...poi ci sarà stato messo, inserito sempre in archivio, una copia del parere e poi credo che, ritengo pure perché io tenevo, volevo, essendo un Consulente, anche una copia della fattura.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito.

MARIO PIOVANO: e c’è l’archivio, l’armadio, stavano lì, le carte stavano lì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma dato che quell’istanza rivolta al Presidente era un originale...

MARIO PIOVANO: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ... in questi stessi temi quindi il documento cartaceamente è rimasto nell’archivio Federconsorzi.

MARIO PIOVANO: nell’archivio, nell’archivio della Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi al Tribunale è andato solo il parere del Professor D'Alessandro, non anche l’istanza.

MARIO PIOVANO: e certo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): è questa la domanda.

MARIO PIOVANO: certo, certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in questi termini.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e perché lei non la ripresentò l’istanza, a corredo del parere del Professor D'Alessandro?

Anche perché quell’istanza dava titolo al parere.

MARIO PIOVANO: non ho capito la domanda.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, voglio dire questo, se non sbaglio, se non ho capito male, non è facile capire, il 10 luglio lei si incontra col Presidente Greco, il Presidente Greco le restituisce l’istanza, lei chiede il parere al Professor D’Alessandro, il parere del Professor D’Alessandro lo riceve e lo versa agli atti della procedura concorsuale, ecco; la domanda è questa: quando versa il parere del Professor D’Alessandro, perché non restituisce anche l’istanza che era rivolta al Tribunale e che costituiva il titolo del parere del Professor D’Alessandro?

MARIO PIOVANO: ma io credo che le cose siano andate così molto semplicemente, guardi.

Siccome per me non era assolutamente un problema, un certo giorno, diciamo, arriva il parere di D’Alessandro, e io avrò detto alla segretaria, le due righe, “Caro Picardi, ti ...(incomprensibile) parere del Professor D’Alessandro relativa all’istanza del ...(incomprensibile)”, lui sapeva che c’era questo parere, sapeva perché gli era stato questo incarico, e io poi non me ne sono mica più occupato; adesso se io devo dire se questa cosa dell’istanza che ho dato a Picardi... perché il mio contatto, attenzione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma scusi, mi perdoni, domanda che spero possa risolvere, chi era il referente del Professor D’Alessandro, a chi rispondeva il Professor D’Alessandro?

MARIO PIOVANO: doveva domandarmi a me il parere.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi referente del D’Alessandro era lei.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): parere intitolato Presidente: Spettabile Federazione Italiana dei Consorzi Agrari, Via Cortatone 3, 00185 Roma; quindi era a lui, non è che era indirizzato al Tribunale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

MARIO PIOVANO: io l’ho riversata senz’altro, perché tutte le carte venivano date al Commissario Giudiziale, le avrò dato il parere, e poi la cosa è finita lì, per me non è stato mai un problema questa istanza, ecco.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e la liquidazione è stata fatta su autorizzazione degli organi della procedura, immagino, o meno?

MARIO PIOVANO: che cosa?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la liquidazione del compenso.

MARIO PIOVANO: sì, sì, ma era tutto concordato, io mi sbaglio, mi spiace che ho detto venti invece che cinquanta, ma comunque...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo è un altro problema.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): no, ha detto cinquanta invece di venti.

MARIO PIOVANO: va bene, ho detto cinquanta invece che venti, però... sì, sì, d’accordo avrò sbagliato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque sia questa era la questione.

MARIO PIOVANO: io le dico, perché siccome, attenzione, no attenzione, perché... perché, perché il problema era nato... era nato, il problema dei compensi, perché io ero molto, molto, molto cauto sui compensi, perché lei sa che i compensi ci hanno portato poi a tutto... a richieste di alcuni professionisti per importi straordinari.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): stratosferici.

MARIO PIOVANO: stratosferici, uno voleva 20 miliardi, l’altro ne voleva 24; allora, io quando davano i compensi dicevo sempre “Scusi, qui quanto?”, a me se il Professor D’Alessandro... se Greco... è lui che valutava, perché poi doveva essere approvato, perché io... io perché mi dovevo andare a prendere una eventuale censura, riserva, o un’opposizione a una liquidazione della parcella, gli ho detto: “No, prima ci mettiamo d’accordo su quant’è”, e quanto gli devo dare, “Quant’è? Venti? Venti”.

E io gli do venti, e la lettera a D’Alessandro, attenzione, la telefonata a D’Alessandro, oltre al fatto che doveva fare questo, senza meno gli devo aver detto: “Guarda che prendi 20 milioni per fare questo lavoro”, ossia il compenso era già ...(incomprensibile).

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): già stabilito, benissimo.

MARIO PIOVANO: dati i rapporti col Professor D’Alessandro, non gliel’ho scritto prima, Altri avvocati invece gli scrivono l’importo prima.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): va bene; adesso c’è un secondo argomento sul quale vorrei dei chiarimenti.

L’assistenza legale da parte dell’Avvocato Benincasa.

Lei ha dichiarato...

MARIO PIOVANO: Presidente, posso consultare le carte, sì?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, prego, può consultare.

MARIO PIOVANO: grazie.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, lei ha dichiarato testualmente che il rifiuto di accordarle l’assistenza legale dell’Avvocato Benincasa è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per cui lei ha sbattuto la porta e se ne è andato, così, così... non l’ho detto io Dottor Piovano, se vuole glielo leggo testualmente.

MARIO PIOVANO: sì, è vero, è vero, è vero.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo tutti memoria di questa dichiarazione, prego.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): è vero; allora, lei ha fatto una istanza formale al Giudice Delegato per avere l’assistenza dell’Avvocato Benincasa o viceversa ha rappresentato questa necessità solo verbalmente?

MARIO PIOVANO: allora, io ho instaurato un criterio nei confronti della procedura dall’inizio, nel senso di concordare tutte le istanze avendo un assenso preventivo; mi spiego.

Per evitare lungaggini, lungaggini che... mesi certe volte, due settimane, tre settimane, io dove... si faceva un’istanza, si mandava a Picardi o al Professor Pazzaglia, secondo le competenze come erano divise, se ricordo bene, loro facevano un parere, poi del parere si andava alla firma del Presidente, poi si tornava indietro e poi si dava corso a quello.

Io dissi al Presidente Greco: “Senta, questa è una procedura che è massacrante”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): lei poi qualifica: “motozzappa del diritto”.

MARIO PIOVANO: esatto, è una “motozzappa del diritto”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): espressione sua.

MARIO PIOVANO: allora ho detto: “Senta...”...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): mi scusi, ecco, che significa esattamente?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): faccia rispondere, mi perdoni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, volevo un chiarimento, che significa esattamente “motozzappa del diritto”?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, la prego.

MARIO PIOVANO: è una forma...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): perché non l’ho capito, Presidente.

MARIO PIOVANO: ...è una forma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non credo che sia essenziale, andiamo avanti Dottor Piovano, andiamo avanti.

MARIO PIOVANO: allora, io gli dissi al Presidente Greco: “Senta Presidente, lei ha le indicazioni, lei è alla guida, ha la responsabilità di tutto questo, incontriamoci e affrontiamo tutte le problematiche, invitiamo se è possibile anche il Professor Picardi, o il professor Pazzaglia”, e si fu fatto l’accordo, la proposta che io ho accettato; il Tribunale chiude alle due circa, una e mezzo, il Presidente Greco aveva le chiavi della porta, io arrivavo verso...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): il Presidente Greco... scusi, non ho capito, era?

MARIO PIOVANO: il Tribunale Fallimentare...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì.

MARIO PIOVANO: ...chiude all’una e mezza, due.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì.

MARIO PIOVANO: il Presidente Greco aveva le chiavi del portone...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non avevo capito la parola.

MARIO PIOVANO: ... io arrivavo verso le una e mezza, una e tre quarti, portavo tutte le carte, tante volte credo... una volta forse è venuto pure il Professor Picardi, o due, e ci mettevamo intorno a un tavolo e affrontavamo tutto il problema; nel senso questo, che si fa? Come devo fare? Come non devo fare? E avevo l’assenso preventivo, in modo che se facevo l’istanza, non so se mi sono spiegato, io già sapevo di avere l’assenso del Presidente.

Le dirò di più, che su certe istanze che erano piùttosto complicate, che c’era qualche Legale che mi assisteva in tutto, io addirittura, più a Pazzaglia però che a Picardi, perché aveva più disponibilità, gli davo una minuta, ho detto: “Le va bene così?”, perché se va bene, insomma, la correggiamo perché è inutile sennò questo presentare, riconsegnare, tornare indietro, e si era instaurato questo principio per cui io andavo, rimanevamo fino le tre, tre e mezza, poi uscivamo, il Presidente aveva la chiave del portone, uscivamo noi due, andavamo via e finito il discorso.

In una di queste, in una di queste riunioni, è venuta fuori l’istanza.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): è venuta fuori?

MARIO PIOVANO: la famosa istanza del 10 luglio, perché è stato ricostruito il 10 luglio? E’ stato ricostruito il 10 luglio perché sul foglio del blocco che io ho, io ho segnato: “restituita istanza” e era... sul blocco c’era scritto “riunione del... incontro del 10 luglio” e c’erano tutti gli argomenti che noi avevamo trattato quel giorno, e tra l’altro c’era questa istanza, ecco perché è stato ricostruito anche il giorno in cui l’ho avuta.

Credo che sia agli atti, perché credo che gli avevo dato una copia al Signor Procuratore che me l’ha richiesta.

Quindi c’era tutta questa... così, e andavamo tutti... insomma io non ho mai avuto, non ritengo, non mi ricordo istanze, forse qualcuna che il Presidente suggeriva una diversa soluzione, ma io non mi sono mai sognato di presentare un’istanza...

Che cosa successe? Torniamo a quello che mi ha chiesto lei.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Benincasa.

MARIO PIOVANO: bravo, esatto; per la vendita io ho fatto tre osservazioni, no pareri, perché io sostenevo che i pareri li fa solo il Comitato del credito... il Comitato dei creditori.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la mia domanda, scusi Dottor Piovano, Presidente mi consenta, era precisa, io le ho fatto questa domanda.

MARIO PIOVANO: sì, sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): lei ha presentato un’istanza formale al Presidente Greco?

MARIO PIOVANO: no, no, le spiego perché.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): dicendo: “Chiedo che sia autorizzata la nomina di un mio Legale?”.

MARIO PIOVANO: le posso dire subito una cosa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): penso che ci arriviamo, però magari più succintamente, prego.

MARIO PIOVANO: allora che cosa è successo? Che io presento al Tribunale il parere del 12 gennaio che formula la proposta del Professor Casella, tutta una serie di problematiche, questa è la data del 12, ma insomma, è stato discusso, non è che io al buio davo un parere, un’osservazione così, e io dissi: “Voglio un professionista che mi assista”, perché è una questione, se lei la legge questa... le dà una scorsa, ci sono tutta una serie di questioni di... tutta una serie di osservazioni in punto di diritto sia commerciale, sia in punto di diritto.

Allora si disse: “A chi diamo questa cosa?”.

Allora ho detto: “Voglio un Legale che mi assista”; nella rosa, adesso non so se è stato fatto tramite... non certo il Presidente Greco, ma... o Pazzaglia... si individuò l’Avvocato Benincasa, e mi disse: “Sì, va bene – dice – quanto?”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): chi glielo disse questo?

MARIO PIOVANO: credo che o Picardi o Pazzaglia, non credo Greco.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi che lei parlando con Picardi o Pazzaglia...

MARIO PIOVANO: Pazzaglia, un Legale tra i vari Legali che c’erano, c’era anche Confortini.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma questi non erano Legali, Picardi e Pazzaglia erano Commissario e Vice Commissario, non erano Legali.

MARIO PIOVANO: no, c’erano vari...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ho capito.

MARIO PIOVANO: ...vari Legali, c’era per esempio l’idea di utilizzare Confortini, il Professor Confortini, però già lavorava, perché ci assisteva nei confronti dei Consorzi Agrari, adesso poi non mi ricordo in particolare; e alla fine si arrivò a dire: “Va bene, facciamo questa ...(incomprensibile)”, io ne parlai, 200 milioni così, così.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): chi disse questa cifra?

MARIO PIOVANO: senz’altro mi fu riferita da uno dei due Commissari Giudiziali.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): cioè, furono loro a dire questo...

MARIO PIOVANO: alla fine parlando dice: “Quant’è, quanto valutiamo tutto questo lavoro?”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco.

MARIO PIOVANO: “Quanto valutiamo?”, perché quando si parla di un Legale, la prima cosa era, data la...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...(incomprensibile) il massimo.

MARIO PIOVANO: il compenso era un trauma di tutto... di tutte le situazioni, data la vicenda di un Legale che voleva 24 miliardi, e abbiamo dovuto fare causa.

Allora, qual è il discorso, che a un certo punto parlando, parlato con Benincasa, e mi ha detto “Guarda Mario, io non ti assisto più”; io sono rimasto...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): gliel’ha detto Benincasa?

MARIO PIOVANO: certo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e Benincasa come ha motivato?

MARIO PIOVANO: “Ti do la lettera, ti do la lettera”.  

Certo, la forma è importante, eccola qui: “Mi riferisco al nostro colloquio e devo confermarle che anche per sovvenuti impegni e imprevisti professionali, che non mi consentirebbe di attendere ad esso con la diligenza e con la responsabilità... non sono più nelle condizioni di assumere incarichi di consulenza e assistenza da lei propostimi, di cui alla mia del 29/10.

La ringrazio ancora una volta della stima e della fiducia, e colgo l’occasione per rinnovarle gli auguri di nuovo anno e i più cordiali saluti”.

Al che io...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi è Benincasa che rinuncia, non è il Tribunale che gliela rifiuta.

MARIO PIOVANO: no, gli ho detto... era un “gentle agreement”; tanto è vero che io mi sono talmente inquietato...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): no, mi scusi...

MARIO PIOVANO: scusi, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, facciamo terminare il discorso, anche se però la osservazione è puntuale, cioè anche in relazione al contenuto generale delle sue dichiarazioni della scorsa udienza; fino adesso avevamo la percezione che il rifiuto di autorizzazione di spese relative all’assunzione di un Legale nella persona del Benincasa avesse comportato il suo atteggiamento di rinuncia all’incarico, proprio in segno di reazione.

Adesso apprendiamo che questa lettera ha un contenuto diverso, cioè sarebbe...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la forma, la forma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è una questione di forma; però, in concreto, quale è il fenomeno sottostante?

MARIO PIOVANO: io cosa faccio?

Prendo questa lettera e la mando a Picardi; “Caro Picardi, le compiego copia della lettera inviatami dall’Avvocato Bernardo Benincasa”.

Parlando con Picardi mi disse: “Troviamo un altro al limite”,  Disse: “No, lascia perdere, tu sei più che assistito, perché io sono il Liquidatore, c’è il Professor Pazzaglia, il Presidente Greco...”, io non ero il Liquidatore, il Liquidatore per la Sentenza era il Commissario Giudiziale, non ero io il Liquidatore, e io mi sono trovato che la cosa che mi ha dato fastidio è veramente... perché io avevo concordato tutto, no?

Se mi avessero avvisato che si era cambiata idea, opinione, no?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): chi la doveva avvisare, Benincasa?

MARIO PIOVANO: Picardi, dato i rapporti, Picardi; “Caro Mario”, “Caro Nicola”, scusi, c’era un rapporto, stavamo lì dalla mattina alla sera, ci incontravamo sempre, ma è possibile che mi telefona l’Avvocato e dice: “Guarda, io rinuncio perché...”, insomma capii che, insomma... e io...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma le disse, ecco, mi perdoni Dottor Piovano, Benincasa le disse: “Io faccio una lettera formale in cui dico che mi dimetto...”...

MARIO PIOVANO: no, mi ha detto che rinunciava e basta.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...“...per impossibilità...”...

MARIO PIOVANO: no, mi ha detto: “Rinuncio”.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...“...però in realtà io mi dimetto perché ho capito che non sono gradito da Greco, da Picardi”?

MARIO PIOVANO: no, no, non è... il personaggio non era... assolutamente non è gradito, non era gradito e non sarebbe stata accettata la sostituzione di Benincasa con un altro nominativo, tanto è vero che l’istanza non l’ho più fatta, tanto è vero che questo è il motivo che io dissi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): chi era che non gradiva?

Perché “non era gradito” è impersonale, allora, Tizio non...

MARIO PIOVANO: queste cose, queste trattative le filtravo tramite i Commissari Giudiziali, o Pazzaglia o Picardi, uno dei due; certo, l’istanza di un altro Avvocato, la ricerca non l’ho fatta, ho lasciato perdere e ho detto: “Io a questo punto, se non sono assistito, io mi trovo in difficoltà”.

La mia difficoltà... se vuole vado oltre, per cui io mi sono trovato che ad un certo punto era una vendita che... la vendita di massa la conduceva giustamente il Liquidatore, che era il Professor Picardi, sotto il controllo giustamente del Presidente Greco, io facevo le mie osservazioni; ne ho fatta la prima, ho fatto la seconda quando ci fu la riunione, presente anche Capaldo, tutti, quella del 5 febbraio, e nella riunione... va bene? È questa qui, eccola qua, del 5 febbraio; per essere precisi, Presidente, l’atmosfera non era facile, io mi sono presentato a questa riunione dove c’era il Presidente... se lei ha il verbale, quella del 5 febbraio, con un pezzo di carta da allegare di mie dichiarazioni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): da allegare...?

MARIO PIOVANO: al verbale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, questo l’aveva già spiegato alla scorsa udienza.

MARIO PIOVANO: perché io a quel punto volevo sia chiaro che questo... quando ho fatto... va bene?

Quando ho fatto... e in questa occasione, tengo a ribadire, io non ho mai dato parere favorevole alla vendita, checché se ne dica e che si possa dire.

Io nel primo parere, nel secondo e nel terzo, lei rinviene solo questa frase fatta davanti al Professor Capaldo: “Si dichiara favorevole in linea di principio”, facendo tutta una serie di richieste conseguenti.

Andiamo oltre, quando devo depositare il 22 febbraio la mia osservazione, io allego a questo qui i due precedenti verbali di osservazioni che ho fatto.

Andiamo avanti, esce la Sentenza, io ho delle perplessità, non intendo...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): su che cosa ha delle perplessità, Dottor Piovano?

MARIO PIOVANO: sulla Sentenza?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì.

MARIO PIOVANO: sono mie...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei fa riferimento all’autorizzazione?

MARIO PIOVANO: l’autorizzazione a vendita, sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, sì.

MARIO PIOVANO: ho delle perplessità, non le capisco, sono delle cose che non capisco, ho anche diritto di avere delle perplessità, ce l’ho e quindi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): volevo capire su quali punti particolari.

MARIO PIOVANO: allora, se vuole questa è la Sentenza di vendita in massa; allora, il fatto della gara per accertare il prezzo: “Un eventuale bando di gara sarebbe un inutile tentativo di prolungamento del periodo di attesa verso la decisione definitiva e quindi la proposta può essere esaminata indipendentemente da una gara”; giustamente perché c’era il patrimonio che...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): scusi Presidente, la domanda era una domanda precisa che voleva una risposta altrettanto precisa.

MARIO PIOVANO: io vorrei dirle...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): adesso mi pare che stiamo divagando.

MARIO PIOVANO: no, perché arriviamo alla fine, arriviamo alla fine se vuole.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): stiamo divagando, perché la domanda mia era questa: primo, se il rifiuto per l’Avvocato Benincasa era in realtà una dimissione dell’Avvocato Benincasa, e il teste ha detto di sì, che era il Benincasa che si era dimesso e non ha detto nemmeno che il Benincasa abbia motivato formalmente in un senso e poi gli abbia detto: “Sostanzialmente le motivazioni sono altre”; poi ha detto che è stato Picardi, che non è imputato, che gli avrebbe sconsigliato di procedere ad un’altra nomina...

MARIO PIOVANO:  mi fece capire che non me lo davano un altro Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, le fece capire che non glielo davano, Picardi.

MARIO PIOVANO: siccome c’era un meccanismo per andare avanti per mesi, e io non mi permettevo di... io... scusi, ognuno ha la sua dignità, uno non si permette di fare un’istanza e vedersela rigettata, è questo il discorso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questa è una questione che comunque è stata ampiamente affrontata alla scorsa udienza, in questi termini; prego.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): adesso...

MARIO PIOVANO: no, ma io vorrei concludere però; che un documento definitivo che attesta che lo sapeva pure Picardi che io non avrei firmato il contratto di vendita, non avrei mai firmato il contratto di vendita, e che io mi sono trovato solo, perché mi era stato sciolto un Ministero.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma queste cose le ha già dette alla scorsa udienza.

MARIO PIOVANO: che il referendum aveva sciolto il Ministero?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, questo è un fatto notorio, diciamo.

MARIO PIOVANO: sì, però io in quel periodo mi sono trovato con un Ministro che era stato dimesso, sciolto un Ministero, non avevo interlocutore...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma la necessità dell’interlocutore, in relazione alle problematiche dell’atto che si andava a stipulare, queste cose le ha ampiamente descritte.

MARIO PIOVANO: quando si trattava di comunicare a Casella che gli si vendeva, io dicevo a Nicola Picardi: “Gli scrivi tu che sei il Liquidatore”, lui dice: “No, tocca scrivere a te, perché sei il...” e siamo andati avanti fino all’8 aprile.

Allora gli dico: “Sì, io ti scrivo se tu mi dici quello che gli devo scrivere” e allora gli ho scritto; e mi scrive Picardi: “Penserei che sarebbe opportuno provvedere all’accettazione formale da parte della Fedit dell’offerta e dell’acquisto di massa.

Suggerirei pertanto di scrivere a Casella in questi termini: <<Nella qualità di ...(incomprensibile) dichiaro con la mia presente di accettare la proposta...>>” e mi disse che questo era un atto dovuto.

Scrivo a Casella io e dico: “Giusta la sua richiesta di questa mattina...”, no, questa è... ecco qua, allora: “Carissimo Professor Casella, in seguito alle indicazioni suggerite dal Commissario Giudiziale, le comunico quanto segue...”...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la data di questo carteggio?

MARIO PIOVANO: 8 aprile.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 8 aprile; e la rinuncia dell’Avvocato Benincasa quale è?

MARIO PIOVANO: quella è arrivata sul primo parere, a gennaio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e allora siamo... in relazione alla domanda... diamo la palla in mano all’Avvocato, altrimenti siamo fuori tempo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): stiamo divagando completamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, quindi nel gennaio Benincasa le comunica di non potere espletare il suo mandato con sufficiente impegno perché ha altri incarichi, lei chiede a Picardi se è possibile sostituire Benincasa e Picardi le dice: “Lascia stare, guarda, forse è meglio di no, la mandiamo avanti tu ed io”, una cosa del genere, no?

MARIO PIOVANO: io no, la mandava avanti lui.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la mandava avanti lui, bene; e lei, aveva un ruolo pure lei, no?

MARIO PIOVANO: io avevo un ruolo di fare le osservazioni e le ho fatte.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): va bene; allora, la domanda iniziale, quella proprio iniziale, era se c’è stato un rifiuto formale ad una sua istanza di avere la nomina di un sostituto all’Avvocato Benincasa.

Lei ha detto, mi pare di aver capito, perché sa, con tutto quello che si è detto è difficile estrapolare l’essenziale: “Dato che a me non piaceva fare delle istanze che fossero state poi rigettate, dopo questa dichiarazione di Picardi, senza avere consultato il Giudice Delegato – perché non mi pare di aver capito che lei si sia rivolto al Presidente Greco – io ho deciso di non presentare nemmeno l’istanza”.

Però comunque rimane lì per diversi altri mesi, quindi non è che il giorno dopo lei sbatte la porta e se ne va, come si capiva dalla sua precedente deposizione.

MARIO PIOVANO: io dissi a Picardi, dissi a Pazzaglia, con Greco mi pare i rapporti si ruppero, non credo che... ci andavo soltanto per formalità, non credo... non ci sono andato più a riunioni, non credo, dissi a Picardi che io non ero... da solo non avrei mai, se non assistito...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma questo lo disse alcuni mesi dopo la rinunzia di Benincasa.

MARIO PIOVANO: da quando... la rottura fu quando mi negarono l’assistenza di un Avvocato, né io volevo... bisogna capire un altro aspetto...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): mi perdoni, Dottor Piovano, collochiamo questo nel tempo; gennaio...

MARIO PIOVANO: metà gennaio, primo parere, conseguente al primo parere in cui io faccio una serie di osservazioni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la lettera del Benincasa che data ha?

Perché io questa lettera... anzi, chiedo che sia acquisita al processo.

MARIO PIOVANO: circa una settimana dopo, conseguente al deposito di questo parere.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, ma lei ci ha letto una lettera, non ha una data questa lettera?

MARIO PIOVANO: sì, eccola qua.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e allora diciamola quale è, proprio precisa, senza doverla inferire da altri atti.

MARIO PIOVANO: certo, come no; il parere è stato depositato... già si conosceva...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): mi perdoni...

MARIO PIOVANO: ...il 12 gennaio...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...lei ha letto la lettera dell’Avvocato Benincasa...

MARIO PIOVANO: ...e il 18 gennaio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): come?

MARIO PIOVANO: 18 gennaio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 18 gennaio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, 18 gennaio, quindi lei il 18 gennaio, magari il 19, tenendo conto delle poste, riceve questa lettera dell’Avvocato Benincasa; quando è che lei se ne va, che lei dà le dimissioni?

MARIO PIOVANO: do le dimissioni quando le...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): il giorno...

MARIO PIOVANO: do le dimissioni quando riesco a darle, nel senso che questo è stato il primo... avvisaglia, io mi sono messo... avevo un problema importante, piccolo particolare, dovevo quei giorni farmi firmare un Decreto dal Ministro Cristofori che mi dava duecentocinquanta posti e portarlo al Ministero della Funzione Pubblica, perché siccome si fece, scusi il termine, un “inciucio” in sede di... alla Camera, la prima volta il Decreto Ghiretti (o simile) fu bocciato, la seconda volta...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): si riferisce a Federconsorzi per quei duecentocinquanta posti?

MARIO PIOVANO: Federconsorzi sì, duecentocinquanta posti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, no, perché non avevo capito.

MARIO PIOVANO: duecentocinquanta posti; poi il Decreto non sarebbe passato, si diede una quota anche ad un’estrema composizione del Parlamento che richiedeva anche la sua quota, fu fatta tutta una serie di cose e, diciamo, in quel periodo la cosa mia importante era arrivare a sistemare duecentocinquanta persone, che presupponeva stare in Parlamento.

Tenga presente, Presidente, che...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): senta, mi scusi Dottor Piovano, io volevo... la domanda che io le avevo fatto però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in questi termini sta rispondendo, sta rispondendo perché era impegnato in quel lasso di tempo e non aveva potuto abbandonare la carica, questo è il...

MARIO PIOVANO: non solo, ma poi volevo che in Funzione Pubblica fosse incardinata questa posizione, perché sa quante disposizioni, quanti Decreti poi non vengono...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, questo il concetto ce l’ha chiarito.

MARIO PIOVANO: e io ho seguito credo per tutto gennaio questa questione qui, perché il rischio quale era?

Aver fatto tutto l’accordo, è arrivato questo e poi i duecentocinquanta posti magari li prendeva qualcuno...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): questo Decreto quando venne emesso?

MARIO PIOVANO: Crostofori credo che me l’abbia firmato verso metà di aprile... di gennaio, poi la registrazione e tutto, poi discussione alla Funzione Pubblica, è andato avanti un mese.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora diciamo la cosa è andata avanti fino a metà febbraio, eccetera; lei, scusi Dottore, quando si è dimesso?

La data precisa, non: “Dopo quell’atto...”, che facciamo le cose a catena.

MARIO PIOVANO: io mi sono dimesso, ufficialmente formalizzato, ma già... mi dissero di depositarla quel giorno, perché non è che uno si dimette e presenta la data ad un Ministro, accenna, dice: “D’accordo... formalizza...”, e uno presenta, non è che...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la data.

MARIO PIOVANO: le dimissioni vanno all’11 maggio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): 11 maggio; quindi lei non sbatte la porta il giorno dopo, ma...

MARIO PIOVANO: sbatto la porta, se posso...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...ma lei rimane lì ben oltre il tempo necessario anche per portare avanti questa iniziativa umanitaria, ecco, che lei diceva: “Si sarebbe arenata se non l’avessi seguita”, perché l’iniziativa umanitaria si conclude con registrazioni, bolli, timbri, eccetera, a metà febbraio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): fine febbraio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): lei rimane per altri tre mesi.

MARIO PIOVANO: un attimino, un attimino, c’è un altro fatto: non è che facevo solo quello, avevo in corso, avevo in corso anche qualche altra cosa.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e allora...

MARIO PIOVANO: cioè non è che avessi soltanto quella cosa in...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, riformuliamola in modo diverso: quand’è che poi si creano... abbiamo appreso che le dimissioni sono a maggio; diciamo così, la sua determinazione a lasciare l’incarico matura a partire dal gennaio, ma...

MARIO PIOVANO: no, il discorso... sì, va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in questi termini schematici: gennaio, maggio; perché poi in concreto è avvenuto a maggio e non magari a giugno o ad aprile?

MARIO PIOVANO: posso dire?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): che cosa è successo in particolare che ha propiziato l’atto definitivo?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): diciamo questo.

MARIO PIOVANO: allora, diciamo che la prima osservazione che richiedeva... che avrei dovuto portare avanti per far fronte a queste osservazioni, che ho depositato il 12 gennaio.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): 12...?

MARIO PIOVANO: gennaio. Il 2... il... nel frattempo la procedura per la vendita di massa andava avanti e la... una prima riunione di cui io dovevo partecipare, perché uno dei miei intendimenti è sempre quello di non fare... arrecare mai alcun danno alla procedura, perché se immaginiamo, si è tenuta la seconda riunione del Comitato, con la presenza del Comitato creditori il 5 di febbraio, dove c’è questo... davanti a tutti gli interessati; poi è cominciata la richiesta di un’ulteriore osservazione, io non mi sono voluto sottrarre a dare tutte le osservazioni, e ho depositato le mie osservazioni il 22 di febbraio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma la scansione temporale ce l’abbiamo, anche perché il provvedimento è del marzo, quindi marzo...

MARIO PIOVANO: 22 di febbraio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...consolida una certa situazione.

MARIO PIOVANO: esatto; e siccome avevo fatto una serie di osservazioni, ero anche in attesa, perché l’aspettativa era tanta di questa cosa, le mie dimissioni in quel momento sarebbero state traumatiche per la procedura, tanto loro lo sapevano che io non avrei firmato; non c’era discussione, non gliel’avrei firmata.

E il 22 di marzo, no 23 marzo, quand’è il provvedimento del Tribunale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 23 marzo, 23 marzo.

MARIO PIOVANO: 23 marzo, i primi di marzo c’era la caccia... la cacciata dei Ministri del Governo Amato in seguito alla comunicazione, che si chiamava comunicazione giudiziaria, avvisi di garanzia, come si chiamava allora, non mi ricordo; per cui quando arrivava l’avviso di garanzia, il Ministro dava le dimissioni, tant’è che mi pare ad Amato gliene avevano levati sette, poi ha dato le dimissioni pure lui insomma, ...(incomprensibile).

Fontana dà le dimissioni, le formalizza il 22 marzo, perché le voci di questa comunicazione giudiziaria per un illecito finanziamento al partito della sua città, coinvolgimento, erano pubblicate, non erano confermate, quindi lui ormai per me... io avevo perso l’interlocutore, diciamo verso il 10 marzo io ho perso l’interlocutore; Fontana formalizza le dimissioni il 22, e il Ministro Amato nomina Diana il 28 marzo e il Ministero, venuto meno un uomo politico, arrivata una degnissima persona, che è il Professor Diana, è andato in sobillazione perché non si è sentito più cautelato e quindi il Ministero, io ho perso qualunque tipo di rapporto, perché la tesi vincente che c’era in quel momento era che i referendum sarebbero stati approvati, il Ministero veniva soppresso, quindi il Ministro, che l’ho incontrato una volta, gli ho spiegato, mi ha detto: “Ma io forse sarò soppresso, daranno la delega alla Presidenza del Consiglio, tutto il Ministero”, pensava che non sapeva che fine faceva, se andava a destra, andava a sinistra, e io stavo lì, sono andato avanti, il Governo Amato dà le dimissioni il 22...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): il 22 di quando?

MARIO PIOVANO: di aprile, e viene... Ciampi forma il Governo in pochi giorni, il 28, e si aspetta di sapere che fine fa questo Ministero, perché io non avevo interlocutori, non sapevo neanche a chi presentare le mie dimissioni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): le dimissioni si presentano al Ministero, impersonalmente, perché non è un atto di straordinaria...

MARIO PIOVANO: no, no.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...amministrazione...

MARIO PIOVANO: ...un incarico di queste...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Dottor Piovano, non è un atto di straordinaria amministrazione...

MARIO PIOVANO: un ...(incomprensibile) di questo genere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lo faccia rispondere, la prego.

MARIO PIOVANO: non è... no, no, Avvocato, un atto di questo genere comporta delle responsabilità, lei deve dare le dimissioni, le deve annunciare, deve dare il tempo al Ministro di trovare un sostituto, deve cercare di metterlo in condizione di fare un nuovo Decreto; quando il Capo di Gabinetto la chiama e gli dice: “Ho pronto il Decreto, perché nomino Tizio...”, lei formalizza e deposita le dimissioni, questa è la procedura, non è un Sindaco di una società o un Presidente del Collegio di una società, ci sono delle regole di stile che devono essere rispettate, questo è il mio modo di operare.

Allora, il... dimissioni il 28 di aprile, il Governo Ciampi fa questo discorso, il Governo Ciampi fa il discorso alla Camera, me lo ricordo ancora che il Ministero dell’Agricoltura sì viene soppresso, ma sorgerà in una nuova forma.

Si tranquillizza, si ricrea un minimo di procedura, per fortuna rimane lo stesso Capo di Gabinetto, per fortuna, che era il Presidente Calabrò e io gli do il tempo materiale di fare una ricerca, e glielo spiegai, al Ministro gliel’ho spigato, gli ho detto: “Guarda, qui è un Legale, ci vuole un Avvocato, ci sono le mie osservazioni, c’è un parere, c’è una Sentenza, e un’Ordinanza, ci vuole un Avvocato, io non la faccio”.

C’è stato anche un po’ di braccio di ferro, allora trovammo questa formula, che io dissi che avevo completato l’iter di una certa procedura e che quindi dovevo essere sostituito, io ormai dal punto di vista aziendale... si trovò questa forma, si concorda, perché quello che interessa, Presidente, è non arrecare danno, perché stavamo tutti i giorni sulla stampa, avevamo tutta la stampa economica che ci seguiva sul dissesto e si immagini se veniva fuori che io intervenivo in un modo... scoppiava una di quelle cose da morire scoppiava, che io prendevo e me ne andavo.

Tra l’altro il mio dissenso, insisto, su questa posizione, era a conoscenza solo degli addetti ai lavori, Greco sicuramente perché dialogava con Nicola Picardi e con Pazzaglia, credo che ne parlai pure con D’Alessandro, glielo può chiedere, quando verrà qua, perché mi consigliai con D’Alessandro credo, se ricordo bene, e poi basta, io ho avuto giornalisti, ho avuto... che volevano fare servizi, sapere il perché e io ho sempre detto la solita canzone: “Ma adesso c’è un atto di un contratto, serve un professionista che sia un Avvocato come Commercialista”...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma lei la conferma questa opinione, che lì era più adatto per un Avvocato che per lei?

MARIO PIOVANO: per fare quel contratto, sì.

E’ un contratto di diritto, è una norma di diritto, un contratto; ma io... guardi l’essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie capacità...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): no, no, questa è una grande qualità.

MARIO PIOVANO: scusi, tra l’altro di una cosa che io non condividevo, avevo delle perplessità, se vuole gliele illustro le perplessità.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, adesso su questo ci arriviamo Dottor Piovano.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, andiamo avanti Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non ho ancora finito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, allora posso proseguire.

Senta Dottor Piovano, risulterebbe al Presidente Greco che tra le motivazioni e non ultima delle sue dimissioni, mi scusi se le faccio una domanda di questo genere, c’era anche una malattia di una sua congiunta, di una persona della sua famiglia, lei lo conferma o no?

MARIO PIOVANO: io avevo in quel momento problemi familiari, vero, ma di fondo è sempre un qualcosa che dà diciamo... come si può dire...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): la cornice.

MARIO PIOVANO: come?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): la cornice.

MARIO PIOVANO: la cornice, ecco, il problema di fondo è la Sentenza, le perplessità che io non condivido nella Sentenza, non le capisco.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, ho capito.

MARIO PIOVANO: è quello uno dei motivi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti, ha risposto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ho capito, allora andiamo avanti su questo specifico punto e mi avvio a concludere; Dottor Piovano, lei ha dovuto mai esprimere il suo parere sulla vendita di massa?

MARIO PIOVANO: allora...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ossia, è stato mai richiesto di esprimere un parere sulla opportunità della vendita di massa o sulla opportunità di preferire alla vendita di massa la vendita frazionata?

MARIO PIOVANO: da parte di chi?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): da parte degli organi della procedura.

MARIO PIOVANO: se Picardi mi ha chiesto una cosa di questo genere?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non Picardi a titolo: “Pronto Piova’, come stai, vorrei sapere...”, no, volevo sapere, lei ha dato mai pareri formali sulla opportunità della vendita di massa?

E’ una domanda talmente precisa che non credo possa essere elusa.

MARIO PIOVANO: io sulla vendita di massa ho dato un parere.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quanti pareri?

MARIO PIOVANO: no parere, attenzione, lì c’è stata sempre la discussione, perché io sostenevo che il Commissario Governativo fa le osservazioni, il parere lo fa il Comitato dei creditori, tant’è vero che...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): osservazioni, pareri...

MARIO PIOVANO: esatto, e io le osservazioni ne ho fatte, quando mi è capitata l’occasione...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): allora, la  domanda che io le faccio è: lei ha dovuto mai fare, esprimere le sue osservazioni o il suo parere o il suo consiglio, consiglium latino, sulla vendita di massa?

MARIO PIOVANO: non mi ricordo, non me lo ricordo, può essere, non me lo ricordo, io...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): questa è una circostanza importante Dottor Piovano, non può...

MARIO PIOVANO: scusi, posso dire una cosa...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): perché ci sono tre pareri firmati da lei...

MARIO PIOVANO: posso dire...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): tre.

MARIO PIOVANO: io ho dato, quando ci è stato richiesto, ho dato tre volte le mie osservazioni

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e in queste osservazioni lei ha concluso: “La vendita di massa è una truffa ai danni dei creditori” o ha concluso: “La vendita di massa va prescelta”?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma ce le abbiamo le risposte Avvocato.

MARIO PIOVANO: allora, posso...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

MARIO PIOVANO: così entriamo nel merito...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): vorrei che li nominasse Presidente, perché allora due sono le cose, o non facciamo l’istruttoria dibattimentale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, nel senso...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...perché tutto è nelle carte...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): voglio dire...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...io ho sentito le Parti Civili che facevano cinquanta volte le stesse domande...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il senso della domanda...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...sullo stesso argomento...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...Avvocato lo capisco, ma nel senso che fermo restando il parere che è documentalmente consacrato, rapidamente un commento in ordine a questo tema specifico che le chiede l’Avvocato, cioè in realtà lei aveva un atteggiamento di pregiudiziale avversione all’idea stessa della vendita di massa oppure faceva delle osservazioni sui...

MARIO PIOVANO: se fossero state accettate, recepite, le perplessità nascono da questo, se fossero state recepite alcune osservazioni nella Sentenza, io forse anche non mi sarei dimesso, perché il trauma delle dimissioni... qual era la paura mia, il trauma che si poteva creare dalle dimissioni, qual è che io non... perché io sarei tornato indietro proprio per non far danno alla procedura; qual è il problema?

E’ il vedere nell'Ordinanza di vendita tutto quello che io avevo osservato e la soluzione... dulcis in fundo, proprio il punto diciamo, l’ultimo aspetto, ma ce ne sono altri, per esempio non tenere conto di quanto dico per quanto riguarda i crediti dell’Aima, perché io faccio tutto nell’ultima situazione, faccio proprio rilevare al Tribunale Fallimentare che ci sono il contenzioso in essere, le attività, la zootecnica, che mi pare che c’erano qui novanta, settanta, ce centomila bovini che giravano, poi c’era la gestione del conto dell’Aima, ecco hanno girato oltre a crediti anche debiti in deduzione.

Se lei prende questa Sentenza, prende le mie osservazioni, si consulta, poi c’è una cosa che io non condivido, è una mia opinione personale...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e qual è?

MARIO PIOVANO: ed è quella del concetto, quando dice: “Va peraltro precisato che tale vendita non viola, come logicamente sostenuto dal Comitato dei creditori, il principio della par conditio creditori; tutti i creditori siano o no soci ...(incomprensibile) associati, percepiranno la percentuale secondo le regole del concorso, che poi la qualità di socio possa essere per loro uno strumento per partecipare anche ad un ulteriore vantaggio derivante da ...(incomprensibile), è del tutto irrilevante, sia perché la costituenda società è aperta ad ogni creditore, sia perché in ogni caso il maggior vantaggio rappresenta il corrispettivo del conferimento in danaro del loro operato per diventare soci” e allora la richiesta del Comitato dei creditori che diceva: “Ma come fa Agrifactoring, che rappresenta 900 miliardi, ad entrare socio dentro quella società?” non so se mi sono spiegato; questo è il punto, ma questo è l’ultimo che non ho sollevato io, l’ha sollevato il Comitato dei creditori, che io condividevo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): il Comitato dei creditori poi ha dato parere favorevole alla vendita di massa, tranne...

MARIO PIOVANO: il Comitato dei creditori...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è una voce dissenziente.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...un unico dissenziente...

MARIO PIOVANO: il Comitato dei creditori ha una serie...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...rappresentato dall’Avvocato Vitalone.

MARIO PIOVANO: l’Avvocato... scusi, il Comitato dei creditori fa una serie di argomentazioni, il Comitato dei creditori tra l’altro, come già precedentemente se ne è discusso... mica perché... la formalizziamo oggi in un atto, però il fatto che Agrifactoring fosse penalizzata, c’era scritto: “Trovare una soluzione per questo...”, era un fatto che era stato sollevato; la soluzione al rilevo che ha trovato il Tribunale in questa... di questa, a me non mi trova d’accordo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ma lei ha espresso questo suo disaccordo in termini chiari e precisi, oppure...

MARIO PIOVANO: ma quando? Io non avevo più titolo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): come?

MARIO PIOVANO: io, scusate, abbiate pazienza, i pareri sono: il primo perché ci fu una riunione, non mi ricordo, la mia osservazione la prima è il 12 gennaio e io sollevo dei problemi notevoli per tutte le controllate perché...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): la conclusione qual è?

MARIO PIOVANO: ...perché qui c’erano delle controllate che avevano dei danni pazzeschi, attenzione; poi c’è 5 febbraio, che è la riunione dove gli dico... poi il 22 di febbraio riunisco tutto e la Sentenza esce... quando esce? A marzo, quando esce? Non mi ricordo, 20 marzo, 23 marzo, mi è uscita... io l’ho avuta dopo, il giorno dopo che se ne è andato via il Ministro, io nemmeno gliel’ho potuta portare al Ministro, perché io quando vado al Mini... mi ricordo, prendo questa copia, vado al Ministero e il Ministro se ne era andato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e c’era il nuovo Ministro?

MARIO PIOVANO: no.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): normalmente...

MARIO PIOVANO: il nuovo Ministro è arrivato dopo cinque giorni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): normalmente c’è il principio della prorogatio, per cui...

MARIO PIOVANO: non c’era più, se ne era andato a casa, non c’era, gli uffici erano chiusi.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): chiuso il Ministero, chiuso a chiave.

MARIO PIOVANO: l’ufficio non c’era, con chi parla? Il Ministro non c’era, la segreteria se ne erano andati, avevano fatto i pacchi, stavano facendo i pacchi per portarsi via la roba, con chi parlo?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi non si poteva entrare al Ministero?

MARIO PIOVANO: no, io entravo... io entravo, uscivo... no...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

MARIO PIOVANO: ...no, io entravo, uscivo, Avvocato entravo uscivo, ma non c’era, se ne era andato, aveva formalizzato le dimissioni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti perché questo è uno scenario un po’ surreale, andiamo avanti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Presidente, ho finito, mi basta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): finito Avvocato, ha finito?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ho finito, mi basta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Difese?

Avvocato Zaganelli, prego.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): Dottor Piovano, lei aveva cominciato con il leggere una sua lettera 8 aprile ’93 diretta al Professor Casella, se la ricorda?

Mi sembra che prima avesse comunicato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’Avvocato Zaganelli chiede che prima stava in effetti accennando...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): mezz’ora fa lei aveva cominciato a leggere una lettera dell’8 aprile ’93 diretta al Professor Casella; guardi, Presidente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma ce l’ha lui stesso, perché aveva cominciato a leggerla.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): è materiale prodotto, eccola.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Ufficiale Giudiziario se possiamo mostrare il documento.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): adesso gliela facciamo vedere.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): penso che lei ce l’abbia.

MARIO PIOVANO: eccola qua.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): l’ha trovata?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 8 aprile?

MARIO PIOVANO: 8 aprile ’93.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

MARIO PIOVANO: lei vuole che legga la lettera?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): no, c’è in atti; in questa lettera lei dà un’incondizionata accettazione alla proposta Casella, mi sembra.

MARIO PIOVANO: allora, ripeto, c’è stato un braccio di ferro, un braccio di ferro tra me e il Professor Picardi, io dicevo: “Tu sei il Liquidatore, tu arrivata la vendita di massa, comunicala a Casella”, giusto? Picardi faceva: “No, la devi scrivere tu perché dopo di quello se diventi tu Liquidatore...” “Sì, ma divento Liquidare sempre del tuo controllo, è un atto antecedente, l’hai proposto tu, hai fatto un parere, hai un fatto... non un parere, ha dato sì, tutta una cosa, uno studio... Cabetti... “Fallo” e siamo andati avanti così.

Poi mi disse: “Guarda, è un atto dovuto lo devi fare” allora gli dissi: “Guarda, io lo faccio, se è un atto dovuto, lo faccio, perché non voglio ostacolare la vendita di massa, tu mi devi scrivere quello che io gli devo scrivere” e lui mi scrive, “In seguito alle indicazioni suggerite dal Commissario ...(incomprensibile) le comunico quanto...” e lui dice quello che io dovevo scrivere.

Io scrivo a Casella: “In seguito alle indicazioni suggerite del Commissario Giudiziale, le comunico quanto segue”, e riporto esattamente il testo... non solo, ma poi siccome non mi stava bene, do il tutto a Bambara, Direttore Generale e gli dico a Bambara: “Consegna a Picardi, per cui rimane in archivio da me e in archivio da te”, preciso, e Picardi... e Bambara scrive a Picardi: “Giusta sua richiesta di questa mattina le confermo che il Commissario Governativo ha trasmesso a ...(incomprensibile) l’accettazione della proposta dello stesso formulata con lettera del 3 marzo, su mandato ...(incomprensibile) il ...(incomprensibile) invia le copie di questa ...(incomprensibile) trasmessa per raccomandata...”; io avevo l’ufficio qui, invece della sala d’aspetto c’era la stanza di Picardi, io gliel’ho mandata in raccomandata.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): silenzio per cortesia, prego.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): questa è la lettera che lei ha firmato, questa è la lettera, sì?

Va bene, va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): c’è altro? Avvocato Zaganelli, altre domande?

Avvocato Del Re ha domande?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): no, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, altre domande? Le Parti Civili?

Dottor Piovano, può accomodarsi, grazie.

Il testimone viene licenziato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a questo punto l’udienza è sospesa, riprenderà alle ore 15:00 di oggi, procederemo con l’esame del Dottor Nicolini, dopodiché l’Avvocato Lettera e a seguire gli altri nei limiti di tempo.

Preciso fin da adesso...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): non ho capito, allora alle tre non c’è Lettera.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Nicolini e a seguire Lettera, immediatamente dopo, e poi gli altri che dovrebbero essere presenti, perché dovrebbero essere ancora presenti altri cinque testi.

Scusate un attimo, preciso fin da adesso, cosa che ho anticipato ad alcune Parti, che per domani pomeriggio purtroppo, così come per il 28 pomeriggio, questo Presidente è impegnato in altra sede istituzionale e non può assolutamente essere presente al dibattimento, il che significa in concreto che fin da adesso dispongo che non vengano citati i testi della Parte Civile per l’udienza del 28 settembre, così come era stato inizialmente programmato, perché i testi che non potremo sentire domani pomeriggio e... presumibilmente li sentiremo il 28 mattina, che era deputata ai testi della Parte Civile, quindi questa sarebbe...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): domani si chiude alle 14:00.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): domani in sostanza si conclude non oltre le 14:30 e idem per il 28, questo volevo anticipare. (Sospensione).-

ALLA RIPRESA

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, si dà atto che è presente l’Avvocato Lemme, è presente l’Avvocato Del Re, è presente l’Avvocato Macrillò, è presente l’Avvocato Vassalli e l’Avvocato Zaganelli, le stesse Parti Civili della mattina, sono presenti attraverso i loro rispettivi procuratori; facciamo entrare il teste Nicolini.

Viene introdotto il testimone Nicolini Enrico che presta il giuramento di rito.

Il presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

ENRICO NICOLINI: sono Enrico Nicolini, sono nato a Biella il 5 aprile 1939, risiedo a Milano in Via Visconti di Modrone 38, professione Dottore Commercialista.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perfetto, è uno dei Consulenti del Pubblico Ministero, prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, può fare un escursus, il più sintetico possibile, delle conclusioni a cui è giunto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): qual è il tema oggetto della sua indagine, per cortesia?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sulla consulenza tecnica sulla valutazione della Società Siapa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): società di antiparassitari.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, prego.

ENRICO NICOLINI: il compito che mi è stato affidato è quello di rispondere ad una serie di quesiti riguardanti la valutazione di questa società partecipata della Federconsorzi a diverse date e precisamente rispondere in ordine all’entità della partecipazione della Federconsorzi nella Siapa e la partecipazione è stata accertata dal... annotazione del libro soci e la Federconsorzi partecipava nella misura del 59 e 63 per cento; mi è stato chiesto di appurare se vi erano state nel periodo ’89, ’92 delle operazioni di scorporo conferimento apporto o cessione dei rami di azienda; dall’accertamento dei libri contabili, dei libri sociali e delle delibere del Consiglio di Amministrazione e dell’assemblea non ho accertato nel periodo oggetto di indagine, ripeto ’89, ’92, alcuna di queste operazioni.

Mi è stato poi richiesto di appurare quale era il trend economico e finanziario della società sempre nel periodo ’89, ’92, e a questo proposito ho effettuato una analisi dei bilanci, degli stati patrimoniali e dei conti economici con la relativa riclassificazione secondo i criteri della quarta direttiva e ho esposto questi bilanci riclassificati nella relazione.

Mi è stato chiesto poi di appurare i rapporti finanziari e commerciali intercorsi tra la società e la Federconsorzi e le eventuali garanzie prestate ed infine mi è stato chiesto di determinare il valore economico della Società Siapa alle date del bilancio 1990, del commissariamento, della domanda di concordato preventivo Fedit e al momento della vendita della.. della vendita S.G.R. della società.

Le mie... ho predisposto una relazione con riferimento le valutazioni che ho... alle quali sono pervenuto si basa... ho applicato un criterio patrimoniale complesso e precisamente ho preso come riferimento i dati dello stato patrimoniale contabile e a questi valori contabili ho apportato delle rivalutazioni o delle svalutazioni facendo riferimento a delle perizie che sono state eseguite all’epoca dai Periti che vennero nominati in occasione delle procedure della Fedit e della Siapa stessa; questo è in sintesi il lavoro che ho svolto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, in particolare sul... le valutazioni sui valori se può farci un riepilogo.

ENRICO NICOLINI: sì, dunque, il riepilogo delle valutazioni può essere sintetizzato in questi dati: con riferimento alla data del bilancio 1990 il valore della Siapa è stato determinato, come precisato a pagina 53 della mia relazione, in 133 miliardi, se non vado errato; chiedo scusa, in 56 miliardi come patrimonio netto contabile oltre a plusvalenze su terreni e fabbricati, impianti e macchinari e partecipazioni, rivalutazioni che sono state eseguite sulla base di perizie che erano state all’epoca eseguite.

Successivamente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, il valore... la valutazione complessiva quindi a quest’epoca?

ENRICO NICOLINI: dunque, patrimonio netto contabile, mi scusi se faccio ricorso perché i dati li ho esposti... in 56 miliardi e 282 milioni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): qui siamo al bilancio ’90?

ENRICO NICOLINI: siamo al bilancio 1990; nel bilancio 1990 la Siapa aveva un patrimonio netto contabile di 62... 54 miliardi e 458 milioni, a questo si è aggiunto l’utile d’esercizio con un patrimonio netto contabile di 56 miliardi e 282.

A questi valori al... questi valori meramente contabili sono stati rettificati per tenere il conto del valore corrente superiore a quello contabile di alcune poste dell’attivo, quali terreni, fabbricati, immobilizzazioni e partecipazioni, che sono plusvalenze che sono illustrate a pagina 54 della mia relazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi, da 56 miliardi si passa a?

ENRICO NICOLINI: a 100, scusi... a 133 miliardi e seicentoquarantacinque.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questa è la partecipazione Fedit?

ENRICO NICOLINI: prego?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questo è il valore della partecipazione Fedit?

ENRICO NICOLINI: questo è il valore della partecipazione Siapa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, Fedit aveva, non aveva il 100 per cento, mi pare...

ENRICO NICOLINI: no, nel... Fedit partecipava in Siapa nella misura del 59 per cento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, questa partecipazione...

ENRICO NICOLINI: ...(incomprensibile).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi il valore di questa partecipazione a noi interessa.

ENRICO NICOLINI: il valore, ah, il valore della partecipazione, ovviamente a questo valore va applicata la percentuale di riferimento, quindi si perviene a, adesso non trovo la pagina di riferimento della...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): forse cinquantaquattro?

ENRICO NICOLINI: 59 per cento di... chiedo scusa.

Ecco, conseguentemente a pagina settantadue della mia relazione: il valore economico di Siapa, al 31/12/90 fondato sul metodo patrimoniale complesso, vale a dire contabile più rettifiche di plusvalori o minusvalori, ammonta 133 miliardi e seicentoquarantacinque.

Conseguentemente il valore attribuibile alla partecipazione posseduta da Fedit al 59 per cento virgola... 59,63 per cento poteva stimarsi in 79 miliardi e seicento...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi quasi 80 miliardi?

ENRICO NICOLINI: 79 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nei successivi periodi?

ENRICO NICOLINI: nei successivi periodi mi era stato chiesto di determinare il valore economico della Siapa alla data del commissariamento e della domanda di concordato preventivo di Fedit, non ho... poiché non disponevo di una situazione patrimoniale di riferimento della Siapa al 17 maggio ’91, che è la data del commissariamento di Fedit, ho preso come riferimento la situazione patrimoniale più vicina a questa data, quindi quella del 13 luglio 1991, che era una situazione patrimoniale che è stata prodotta a corredo della domanda di concordato.

Il valore della Siapa a questa data è esposto a pagina ottantuno della mia relazione e si chiude, anzi, nella pagina ottantuno è esposto il criterio di determinazione e quindi patrimonio netto contabile 56 miliardi, rettifiche per rivalutazioni per terreni, immobilizzazioni materiali ed immateriali e partecipazioni, meno svalutazione crediti per oltre 96 miliardi, quindi il valore attribuibile a quella data alla partecipazione del 59 per cento della Siapa è stato determinato in 21.828.000.000 (ventunomiliardi e ottocentoventottomilioni).

La sensibile variazione è stata determinata prevalentemente dalla svalutazione dei crediti che Siapa vantava nei confronti del sistema Federconsorzi e Consorzi Agrari.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi questa valutazione si fonda sull’assunto che il credito verso Federconsorzi, in conseguenza della procedura concorsuale, non sarà riscosso per intero?

ENRICO NICOLINI: esattamente, esattamente.

Infatti nella pagina precedente ho... sono partito dal valore nominale dei crediti verso la società controllante che ammontavano a 104 milioni, sono stati svalutati nella misura del 40 per cento, e poi ho tenuto conto anche del lasso temporale previsto per la riscossione di questi crediti; e quindi ho effettuato una attualizzazione della svalutazione... dell’importo svalutato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): poi c’è l’ulteriore passaggio che è quello dell’acquisto di S.G.R..

ENRICO NICOLINI: sì, come nota la partecipazione Siapa è stata ceduta a S.G.R. in data... non ricordo esattamente, ma al valore di 1.000 lire.

La società Siapa in conseguenza degli eventi e della situazione della società controllante e del sistema... e della situazione dei Consorzi Agrari, aveva chiesto prima la domanda di amministrazione controllata e successivamente la domanda di concordato preventivo.

Concordato preventivo con cessione dei beni, quindi spossessamento sostanziale del proprio patrimonio, mediante la procedura di concordato il soggetto giuridico che rappresenta si spossessa sostanzialmente dei beni, anche se formalmente rimangono intestati al soggetto in concordato fino a quando si procede alla liquidazione, ma giuridicamente questi beni passano dalla società debitrice alla massa dei creditori.

Quindi, per queste ragioni il contenitore giuridico Siapa pur disponendo di attività e passività cedute a creditori non valeva nulla, ha perso tutto il suo, gli americani lo chiamano “going conserne” (come da pronuncia), ossia la capacità di funzionamento e la capacità di produrre attivo e produrre reddito.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora riassumendo: da una valutazione iniziale di circa 80 miliardi, quota di proprietà Fedit, si passa a circa 20 miliardi in conseguenza del fatto che Fedit è in concordato preventivo e quindi si presume che i crediti di Siapa verso Fedit non rientreranno, o comunque non rientreranno per intero?

ENRICO NICOLINI: rientrano in moneta concordataria.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il secondo passaggio, ossia da un valore sia pur minimo di 20 miliardi a quello simbolico di 1.000 lire, a questo valore si arriva per il fatto che Siapa, pur essendo una realtà aziendale, entra a sua volta in concordato preventivo nella forma del concordato con cessione dei beni, per cui la struttura giuridica societaria non contiene più nulla?

ENRICO NICOLINI: contiene degli attivi che sono, devono essere liquidati ed assegnati ai creditori attraverso il procedimento di liquidazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): con cessione dei beni?

ENRICO NICOLINI: appunto con la cessione dei beni e con a seguito della...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): prescindendo dalle scelte fatte e ragionando in una ottica concorsuale, se noi dovessimo valutare Siapa per la sua capacità aziendale, per il suo avviamento e in una logica concorsuale, avendo presente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è un consulente Avvocato.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE): ...(incomprensibile, voce lontano dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): facciamola completare la domanda, poi valutiamo la questione, facciamola finire di formulare però.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ragionando in una ottica concorsuale, diciamo ragioniamoci per intero, non soltanto sotto il profilo dell’abbattimento del valore, ma anche delle prospettive che si aprono con una procedura concorsuale, ossia: che i rispettivi debiti vanno onorati non per intero e che eventuale sovrabbondanza di personale può passare attraverso un ridimensionamento.

Per cui diciamo: sfrondata di questi elementi, la realtà aziendale di Siapa, in mani all’acquirente o cessionario, aveva una valenza economica?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei è in condizione di rispondere a questa domanda?

Nel senso che qui si tratta di valutare, di collocare il tutto nel contesto di una procedura concordataria, una procedura comunque concorsuale.

Quindi in relazione a questo, ciò posto, quindi sfrondato tutto ciò che potrebbe essere il risultato di una eventuale ristrutturazione aziendale, di una situazione di riduzione al minimo dei valori possibili, in ogni caso, la consistenza effettiva anche in prospettiva quale poteva essere?

In rapporto ai valori che lei ha calcolato ovviamente.

Erano valori destinati a protrarsi nel tempo negli stessi termini, oppure era destinato a calare, in base a queste valutazioni?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): scusi Presidente, ma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dica.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...in quale scenario?

Nello scenario reale o in uno scenario puramente teorico?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, lo scenario di chi si inserisce... in un valore che si inserisce in una procedura concorsuale e ne esce ceduta ad un qualsiasi proprietario successivo che si trova in mano questo valore, ecco.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): cioè isolata dai suoi debiti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): isolata da tu... valutando esclusivamente le potenzialità di sviluppo di una società come questa; quali potenzialità aveva?

Aveva la capacità di arricchire il proprio valore, aveva una potenzialità effettiva, oppure una società destinata a non avere un futuro?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): Presidente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se lei è ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...scusi se mi permetto ancora di interromperla, mi dispiace, lei è tanto attento.

Il Consulente Nicolini, ha detto che all’epoca della vendita il valore economico della società Siapa era inesistente, in quanto il patrimonio era insufficiente a soddisfare integralmente le passività.

Io credo che l’unica domanda significativa, e probabilmente era questo che lei stava ponendo, che cosa vuol dire che in quel momento il patrimonio era insufficiente a soddisfare integralmente le passività?

Cioè ogni altra domanda riguarda scenari ipotetici...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): diciamo che... mi perdoni Avvocato.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...che non hanno nulla a che fare con la situazione reale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): capisco la sua obiezione, ma...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): che cosa vuol dire questa ultima frase.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma dato che si tratta di una entità che ha un suo valore, ha dei debiti, rapporto attivo e passivo è un conto, in ogni caso era una società che in relazione alla sua attività, all’attivo che lei ha calcolato, fermo restando la situazione che lei ha fotografato, era una società, cosa che si può valutare a prescindere dalla situazione in un certo momento, che era destinata in ogni caso ad avere in prospettiva una qualche possibilità di formare attivo, oppure era destinata ad operare permanentemente in perdita senza alcuna possibilità di mutare la sua situazione?

Per quello che lei ha fotografato, la situazione che lei ha valutato: questa è la domanda.

ENRICO NICOLINI: signor Presidente, spero di chiarire...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nei limiti della sua valutazione ovviamente, non si richiede...

ENRICO NICOLINI: allora, se partiamo dalla situazione di concordato con cessione dei beni, che ripeto è una procedura liquidatoria...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certo.

ENRICO NICOLINI: ...quindi è una procedura che ha come finalità il realizzo anche separato dei cespiti, del ramo di azienda, dei crediti e quindi lo smembramento delle attività in sede di concordato preventivo non... per cessione dei beni non si può che confrontare i valori dell’attivo e le stime dell’attivo con la composizione del passivo.

Cosa che è stata fatta nella relazione del Commissario Giudiziale che ha evidenziato un disavanzo patrimoniale, perché il passivo accertato dal Commissario Giudiziale ammontava a 274 miliardi e i valori patrimoniali, sulla base delle stime fatte all’epoca. non coprivano o non consentivano di pagare integralmente, quindi c’era un disavanzo patrimoniale.

Nell’ambito del patrimonio della società però c’erano dei beni e c’era un ramo di azienda che aveva una sua potenzialità economica, tanto è vero che nel corso del procedimento di liquidazione, questo ramo di azienda è passato dalla liquidazione concordataria Siapa ad un soggetto economico operante nello stesso settore.

Questo è l’accertamento che poi mi è stato richiesto dal signor Pubblico Ministero di andare a verificare nei bilanci della società Caffaro che era, che è stata l’acquirente, o meglio del Gruppo Caffaro perché gli acquirenti furono due, la Caffaro S.p.A. e la Caffaro Industrie Chimiche che acquistarono separatamente dei beni della liquidazione attraverso atti separati.

Ecco, dai bilanci della Caffaro e dal bilancio, diciamo, immediatamente successivo alla liquidazione, all’acquisizione di questo ramo di azienda, gli stessi amministratori della Caffaro giustificano il loro incremento di fattura... l’incremento di fatturato dell’azienda, il miglioramento del risultato economico con il fatto... con la circostanza che nella Caffaro è confluita l’azienda Siapa, ecco.

Quindi sicuramente aveva un valore... un contenuto economico il ramo di azienda, ma la società Siapa, come soggetto giuridico nel momento del concordato era, aveva un disavanzo patrimoniale, quindi i suoi componenti avevamo dei valori economici e hanno dimostrato di averlo attraverso le cessioni che si sono verificate, come ho detto, a questo Gruppo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è chiaro.

ENRICO NICOLINI: non so se ho risposto esaurientemente alla domanda.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, il prezzo di acquisto della Caffaro se lo ricorda?

ENRICO NICOLINI: prego?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il prezzo di acquisto della Caffaro?

ENRICO NICOLINI: sì, è indicato a pagina... nella mia relazione, dove ho riportato tutti gli atti di cessione e le plusvalenze e le minusvalenze che si sono realizzate dalla vendita delle attività Siapa alla Caffaro.

Il complesso dei beni ceduti e del patrimonio di Siapa ceduto alla Caffaro è stato, ha generato un introito di 101 miliardi.

E questo realizzo è avvenuto attraverso quattro atti notarili, la cessione del ramo di azienda alle Industrie Chimiche Caffaro; il trasferimento dei marchi; la cessione invece die terreni, dei fabbricati è avvenuta ad un’altra società del Gruppo Caffaro, la Caffaro S.p.A..

In questo prospetto sono analizzati i valori di trasferimento, questi valori di trasferimento hanno generato, rispetto ai valori di carico, diciamo, contabili della Siapa, delle plusvalenze o delle minusvalenze: plusvalenze sui cespiti immobiliari, sugli impianti, sulle immobilizzazioni tecniche che in Siapa erano completamente ammortizzati e quindi il loro valore di realizzo ha generato una plusvalenza di 29 miliardi.

Mentre si sono verificate delle minusvalenze nella cessione della partecipazione Siglia (o simile), che era una partecipazione posseduta al 99,99 per cento dalla Siapa e che era nel patrimonio di Siapa ad un valore di 14 miliardi e 700 milioni ed è stata ceduta alla Caffaro per 10 miliardi.

Minusvalenze si sono registrate nella vendita delle rimanenze di magazzino e una ulteriore rilevante perdita si è registrata nella cessione dei crediti verso clienti e verso i Consorzi che ha generato un minusvalore di 81 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque, io non so se ho capito male, ho riassunto prima il primo passaggio, ossia perché si passa da cento, da 80 a 20 miliardi, nel valore della solo quota Fedit, ossia per il fatto che Fedit va in concordato e quindi i suoi debiti valgono meno.

Il secondo passaggio perché si passa da 20 miliardi a 1.000 lire o a zero lire, dipende esclusivamente dalla scelta del tipo di concordato?

Ossia, in quanto formalmente, giuridicamente con la cessione dei beni ai creditori non c’è più nulla?

ENRICO NICOLINI: non c’è più nulla, esattamente, ma cedo il contenitore giuridico in quel momento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha risposto, ha risposto, non c’è più altro da domandare; il concetto era già chiaro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma ipotizziamo un concordato senza cessione dei beni; la sua risposta sarebbe stata la stessa?

ENRICO NICOLINI: no, non sarebbe stata la stessa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): perché l’azienda è sempre quella?

ENRICO NICOLINI: non sarebbe stata la stessa perché non era un concordato... se non era un concordato per cessione dei beni, quindi non era un concordato che presupponeva la liquidazione della società, l’altra forma di concordato possibile per legge è il concordato per garanzia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si trattava di trovare uno che garantisse.

ENRICO NICOLINI: quindi interviene un terzo, interviene a fianco dell’imprenditore che garantisce dei valori patrimoniali.

Il concordato per cessione dei beni è invece un procedimento liquidatorio.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): siamo d’accordo, ma non era... il problema era se venendo meno la spoliazione, diciamo, della proprietà lei poi, dovendo valutare l’azienda, l’avrebbe valutata chiaramente non a zero lire?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha risposto, ha risposto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè sarebbe in grado di fare la valutazione?

ENRICO NICOLINI: sarei partito, ovviamente, dalle valutazioni del Commissario Giudiziale e dei Periti della procedura di concordato, perché in quel momento i Periti avevano evidenziato una composizione del patrimonio della società che era entrata in concordato, e la composizione del patrimonio evidenziava un disavanzo rilevante, ma se la forma di concordato era diversa, ed era quindi un concordato per garanzia, era evidente che questo disavanzo patrimoniale doveva essere garantito in qualche modo da un terzo, dall’assuntore del concordato o dal garante.

Quindi i presupposti giuridici hanno portato inevitabilmente ad una diversa valutazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo; e il concordato Siapa era presso la Sezione Fallimentare di Roma?

ENRICO NICOLINI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e il Giudice Delegato chi era?

ENRICO NICOLINI: mi pare, se non erro, il Dottor Greco, se non erro; credo di avere allegato anche alcune istanze alla mia relazione, dalle quali si può evidenziare chi era il Giudice Delegato; credo il Dottor Greco, in questo momento non sono certissimo, ma credo proprio di sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io avrei finito, posso produrre la relazione e la nota integrativa successiva del 4 agosto ’97, sempre del Dottor Nicolini.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, la Parte Civile ha domande per il Consulente?

Prego Avvocato Fabbri.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, la sua valutazione del... Avvocato Fabbri, Parte Civile, la sua valutazione del patrimonio Siapa a che epoca risale esattamente?

ENRICO NICOLINI: ho fatto una serie di valutazioni, prima al bilancio ’90, poi all’epoca del concordato Fedit e successivamente all’epoca del concordato della Siapa stessa.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ecco, quindi all‘epoca del concordato Fedit questa valutazione ammontava?

ENRICO NICOLINI: come ho detto prima, la valutazione all’epoca del concordato Fedit, ha interessato la valutazione del patrimonio di Siapa per le conseguenze della falcidia concordataria sui crediti che Siapa vantava nei confronti del sistema Federconsorzi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): il concordato Siapa risale al ’93?

ENRICO NICOLINI: ’93.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): risale al ’93, quindi quando lei ha fatto la valutazione in riferimento al concordato Fedit la Siapa era in bonis?

ENRICO NICOLINI: sì, la Siapa era in bonis, certamente, poi è entrata in amministrazione controllata in conseguenza del...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): il concordato, la richiesta di concordato è del ’93.

ENRICO NICOLINI: certo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ecco, ora lei ha detto prima che il concordato è uno strumento liquidatorio, a me risulta che la... che in questi casi, quindi Siapa e Fedit, saremmo in presenza di concordati liquidatori.

Ora a me risulta che la Siapa, dopo la conclusione della procedura di concordato preventivo e la cessione alla Caffaro è ritornata in bonis ed è stata messa in liquidazione volontaria.

A lei questo risulta o no?

ENRICO NICOLINI: la Siapa in concordato preventivo?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, ha cambiato nome: Agricap ed è stata, è ritornata in bonis, ha cambiato nome, si chiama Agricap ed è stata collocata in liquidazione volontaria, dopo la cessione dell’azienda alla Caffaro, la cessione dell’azienda alla Caffaro, aveva ancora dipendenti... questo glielo dico perché io ho dei procedimenti pendenti contro la Siapa, so di che cosa parlo.

Quindi non c’è stata nessuna liquidazione, l’azienda Siapa non si è disintegrata, esiste tutt’oggi, si chiama Agricap, ha ancora dei dipendenti, dopo la cessione del patrimonio alla Caffaro; quindi non c’è stata nessuna... anche se la cessione dei beni si è verificata non c’è stata la liquidazione della struttura aziendale, anche se naturalmente molto ridotta, questo è fuori discussione.

Tant’è che è stata collocata in liquidazione volontaria e c’è stato un problema giuridico, perché lei sa, essendo un Dottore Commercialista che esistono due correnti di pensiero in proposito: alcuni ritengono che l’azienda in concordato preventivo, o comunque che è stata soggetto ad una procedura concorsuale di questo tipo non possa essere mai messa in liquidazione volontaria, altri invece ritengono che sia compatibile.

Comunque la ex Siapa è stata messa, è attualmente in liquidazione volontaria.

ENRICO NICOLINI: io posso rispondere sulla base degli elementi che sono a mia conoscenza e, ripeto, dal concordato preventivo sono passati, attraverso alcuni atti di vendita, beni a società del Gruppo Caffaro, per 101 miliardi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): questo risulta anche a me, risulta anche a me.

ENRICO NICOLINI: e sono rimasti, nel patrimonio di Siapa altri beni che sono stati poi oggetto, e gli altri beni erano costituiti, secondo quanto mi comunicò il Liquidatore Giudiziario, il residuo patrimonio di Siapa, dopo la cessione del ramo di azienda alle Industrie Chimiche Caffaro, e degli immobili e dei terreni alla Caffaro S.p.A., era costituito dai seguenti ulteriori cespiti: un complesso immobiliare a Roma, in Via Tor Sapienza, stimato in...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): dove ha attualmente sede, dove ha attualmente sede.

ENRICO NICOLINI: ...stimato in 15 miliardi, 14 miliari e 977 milioni, un terreno industriale in Supino, 888 milioni, e un complesso immobiliare in Caltanissetta.

Quindi il complesso di questi beni residui, perché l’azienda vera e propria è con le sue proprietà immateriali, perché alla Caffaro, al Gruppo Caffaro sono passati non solo gli “asset”, i “tangible asset”, ma anche quelli “intangible”, ossia quelli immateriali, gli altri beni erano stati stimati dalla procedura in 22 miliardi e 118 milioni.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e questi che fine hanno fatto, secondo lei?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se lo sa?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): se lo sa naturalmente.

ENRICO NICOLINI: non lo so.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): va bene, questo secondo me dimostra semplicemente che... va bene... queste sono considerazioni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato la prego.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): grazie Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande le Parti Civili?

Le difese hanno domande su questo Consulente?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): Avvocato, lei ha fatto due valutazioni: al momento di acquisto da parte della S.G.R. e al momento della cessione dei beni a terzi, nella sua perizia, ed in tutte e due le occasioni, pagina centouno della sua relazione, la prima, e seconda pagina centosette, sono due periodi brevissimi.

ENRICO NICOLINI: sì.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV.ZAGANELLI STELIO): “La Siapa non ha alcun valore economico e conseguente alcun valore da attribuire alla partecipazione posseduta alla Federconsorzi”, prima valutazione; seconda valutazione pagina centosette: “La Siapa era inesistente, il valore economico era inesistente, la Siapa inesistente in quanto il patrimonio era insufficiente a soddisfare integralmente le passività”, ha notato?

ENRICO NICOLINI: sì.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV.ZAGANELLI STELIO): ha visto?

Ecco, può specificare quali fossero a questa data le passività della Siapa, l’entità della passività?

ENRICO NICOLINI: l’entità della Siapa, l’entità delle passività della Siapa sono state accertate dal Commissario Giudiziale ed esposte nella sua relazione in complessivi 274 miliardi.

Sono elencate a pagina... chiedo scusa, “Secondo la composizione del patrimonio appurato dal Commissario Giudiziale...”, dunque a pagina cento: “Sono stati accertati debiti concorsuali e debiti in prededuzione e debiti presunti, il complessivo importo è stato di duecentosettantaquattro...”...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ...(incomprensibile, voce lontano dal microfono).

ENRICO NICOLINI: esattamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato domande?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): a scanso di equivoci, vorrei chiedere al consulente questo: la acquisizione che è avvenuta da parte della S.G.R., quindi la sua valutazione riguarda l’integrale Siapa nelle passività e nelle attività e si arriva a zero.

Quello che viene trasferito alla Caffaro, è l’intero pacchetto crediti e debiti o soltanto i beni e l’attivo?

Forse già risultava dal... per cui in questa divergenza che appare plateale, zero contro parecchi miliardi, dico, si spiega così, oppure no, si spiega col fatto che... però va sulla schiena della S.G.R resta tutta la parte, diciamo, negativa della impresa; mentre giustamente la Caffaro si compra della roba che poi anzi cercherà di valorizzare, eventualmente addirittura mantenendo una autonomia, un’autonomia amministrativo giuridica, cui accennava la Parte Civile, che io ignoravo, ma che comunque è uno strumento legale.

Ecco questa era la mia domanda, per spiegare questa divergenza da zero e poi l’acquisto del...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei ha parlato di ramo d’azienda, in sede di cessione cosa è stato ceduto?

ENRICO NICOLINI: sono stati ceduti, sono state cedute delle attività, Caffaro non si è accollata delle passività, non si è accollata... il passivo è rimasto nel contenitore Siapa e il passivo è stato remunerato dai realisti dell’attività.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande Avvocato?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): sulla S.G.R. è restato quindi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è esplicito, Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): mi perdoni, se il passivo è stato interamente coperto e ...(incomprensibile) all’attivo, il risultato definitivo è zero.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, al microfono.

Comunque il discorso è chiaro, non è cambiato, è stato ceduto l’attivo, fa parte della procedura liquidatoria.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): sì, no, ma volevo sapere ad esempio, attivo 119 miliardi, passivo 50 miliardi, rimane sempre un supero di 70 miliardi circa; viceversa attivo incassato 119 miliardi, passivo da compensare 119 miliardi, risultato zero.

Ecco quindi, quale delle due ipotesi?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nessuna delle due in realtà Avvocato.

ENRICO NICOLINI: nessuna delle due, perché gli attivi realizzati sono... dalla vendita Siapa... dalla vendita alla Caffaro sono stati cento... ho detto 101 miliardi, poi residuavano nel patrimonio di Siapa altri 22 miliardi a valori di stima; che cosa sia successo poi dal realizzo di questi ulteriori beni non lo so, però il passivo era 274 miliardi, quindi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): e quindi meno...

ENRICO NICOLINI: c’è stata una distribuzione pro quota immagino, dopo aver pagato tutti i creditori privilegiati, i dipendenti, il T.F.R. e comunque...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): peggio ancora di quello che ipotizzavo.

ENRICO NICOLINI: io non ho seguito il...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo chiarito il concetto, possiamo andare avanti, andiamo avanti.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): anche qui forse la domanda è ovvia e anche, diciamo così, può essere superflua, ma comunque vorrei dire questo: i crediti che hanno permesso una valutazione in fase antecedente di 22 miliardi e prima ancora di 79 miliardi, erano crediti poi praticamente dimostratisi irrecuperabili perché nei confronti della Federconsorzi e dei Consorzi Agrari, oppure la Siapa era un bell’istituto di mercato che aveva dei clienti indipendenti o viveva invece, e lo dimostra la natura dei crediti e la soggettività dei crediti, del rapporto con i Consorzi Agrari e giocava, diciamo così, in un’economia politica, adesso non parlo di Partiti, in un’economia politica non in un’economia, come dire, di libero mercato?

In altri termini, 79 e 22, termini che anch’io all’inizio mi hanno stupito nei confronti dello zero successivo, sono costruiti con crediti che in realtà erano poi quei crediti stessi che non sono stati pagati?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma lo ha spiegato, perché il Consulente aveva descritto due fasi...

ENRICO NICOLINI: forse appunto dicevo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha descritto due fasi: una prima fase che ha condotto ad una valutazione all’epoca del Concordato Fedit, che ha comportato la falcidia dei crediti verso Fedit, e la seconda fase è la fase del Concordato Siapa, che ha comportato l’azzeramento del valore Siapa, questa è la descrizione...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): cioè i crediti erano crediti, quindi, praticamente nei confronti della Federconsorzi e dei Consorzi Agrari.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): essenzialmente, ne ha già parlato.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ultime cose.

La fetta di mercato che ricopriva Siapa e se c’è un corrispondente aumento del mercato della Caffaro.

ENRICO NICOLINI: sì, questo è esposto nelle relazioni degli Amministratori della Caffaro; queste circostanze sono esposte nelle relazioni di bilancio, del bilancio 1995 e 1996 delle Società Caffaro e sono motivate le ragioni del miglioramento dei conti economici della Caffaro e in conseguenza della integrazione nell’attività della Caffaro dell’attività proveniente dalla Siapa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi sembrava che si facesse un’indicazione di una percentuale.

ENRICO NICOLINI: sì, ci sono delle indicazioni percentuali e io ho riportato pedissequamente certe parti della relazione degli Amministratori delle società cessionarie, dove si espongono appunto gli effetti sinergici dell’inserimento di questo ramo d’azienda, che ovviamente aveva un fatturato e quindi ha portato degli incrementi di fatturato e di risultato; queste sono riportate nelle pagine conclusive della mia relazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): nessuna, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si accomodi Dottore.

Su richiesta del Pubblico Ministero si acquisisce la relazione del Consulente utilizzata nella risposta alle domande da parte del Dottor Nicolini, si accomodi pure, grazie.

Il testimone viene licenziato.

Viene introdotto il testimone Lettera Francesco che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

FRANCESCO LETTERA: Lettera Francesco nato a Napoli il 16/6/1937.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la sua professione?

FRANCESCO LETTERA: Avvocato dello Stato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque, il suo capitolato di testimonianza è stato articolato su vari punti e che riguardano tutti le sue conoscenze, i suoi accertamenti in relazione alla qualità di Commissario Governativo Fedit per un certo periodo di tempo e di custode giudiziale, quindi glieli sottopongo uno alla volta.

I suoi accertamenti per quanto concerne il rinvenimento di documenti, di titoli cambiari e di altri valori, faccio riferimento in particolare ai documenti presso l’archivio del Commissario Governativo, al rinvenimento delle famose cambiali, oggetto di un sequestro e anche di altri valori nel caveaux.

Se può riferire succintamente e soffermandosi un attimo sui documenti dell’archivio del Commissario Fedit e in particolare sulla questione delle cambiali.

FRANCESCO LETTERA: signor Presidente, se appunto il Pubblico Ministero spezza i tre argomenti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): cominciamo intanto col punto del materiale rinvenuto, che è il primo tema oggetto di domanda.

FRANCESCO LETTERA: come Commissario Governativo ho operato dalla metà del dicembre ’94 fino al 6 dicembre del ’95.

Nella qualità di Commissario Governativo non avevo accesso agli archivi, pur essendo Liquidatore dei beni della Federconsorzi, in quanto la struttura e il complesso era gestito dalla procedura e agli organi della procedura facevano capo il Direttore Generale, il Vice Direttore Generale e la Dirigenza.

Il Commissario Governativo disponeva di una sola segretaria, per la quale mi dovetti io preoccupare di procurare, al di fuori del sistema, un computer e non altro, quindi i documenti dei quali disponeva il Commissario Governativo fino al 6 dicembre ’95 erano quelli che gli venivano sottoposti dal Direttore Generale...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Bambara.

FRANCESCO LETTERA: ...Bambara; si ricordi che il Direttore Generale, in forza della Legge istitutiva di riorganizzazione della Federconsorzi, aveva dei poteri amplissimi ed era il vero gestore della Federconsorzi.

Come Liquidatore, in effetti il Commissario Governativo svolgeva una funzione meramente simbolica nel periodo, particolarmente travagliata, perché l’attività veniva essenzialmente svolta dagli organi della procedura e il Commissario Governativo svolgeva delle funzioni meramente simboliche.

Quello che arrivava, è arrivato nel periodo fino al 6 dicembre ’95, dal dicembre ’94, è stato consegnato al Commissario Governativo dal Direttore Generale o da qualche Vice Direttore Generale, non altro; l’archivio del Commissario Governativo era pochissima cosa.

Questo per quanto riguarda i documenti; gran parte della documentazione significava della Federconsorzi era invece presso l’archivio del Direttore Generale, al quale il Commissario Governativo non aveva accesso nella maniera più assoluta.

Con il sequestro dei beni e degli archivi il Commissario Governativo, nella qualità di custode, ha potuto rinvenire un insieme di documenti, alcuni perché certo gli archivi erano imponenti, documenti che riguardavano l’avvio della procedura, alcuni fatti prodromici della procedura, le significative scelte fatte dai primi tre Commissari in particolare, per esempio una vendita di un terreno di un complesso immobiliare vicino Roma che da una valutazione originaria di 70 miliardi poi fu venduto per una cifra modestissima, pur risultando, e questo risulta agli atti, che è stato trasferito, è stato trasmesso qui alla Procura, pur risultando degli acquirenti, pur risultando dei compratori.

Le incertezze, ad esempio, dei primi tre Commissari sulla approvazione del bilancio, che non ritenevano di dover approvare il bilancio perché non ne condividevano certe scelte; questo per quanto riguarda i documenti.

Poi i documenti relativi ai famosi 140 miliardi presso la B.N.A., ma questo riguarda la gestione ammasso per conto dello Stato, riguarda la vicenda relativa alla Federconsorzi nella qualità di agente contabile, che mi sembra che è posizione non interessante in questo giudizio, comunque 140 miliardi nel luglio del ’95 furono da me rinvenuti, letteralmente rinvenuti, abbandonati nella B.N.A. al tasso di 0,50 per cento, che erano presso la B.N.A. fin dall’inizio della procedura ed anche in data anteriore e su questi 140 miliardi ovviamente la B.N.A. aveva ottenuto un vantaggio enorme, perché invece di pagare il tasso normale di interesse, ripeto, è arrivato alla fine a pagare lo 0,50 per cento, per cui nei primi trenta mesi la B.N.A. ha dato un interesse, o questi miliardi hanno dato un interesse di due miliardi e sei, nei successivi trenta mesi con un impiego oculato da parte mia, ma d’altra parte chiunque avrebbe fatto, si incassarono di interessi 22 miliardi e 200 milioni.

Ecco, quindi anche per questo capitolo non è che c’era chiarezza; se ne venne a capo perché il Commissario Governativo disse... però questo non riguarda il processo, siamo un po’ al di fuori, non so se quindi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): pregherei il Presidente di...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...mi perdoni Avvocato, rientra nel processo soltanto perché stiamo verificando ciò che lui ha riferito nell’atto di insediamento.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voci sovrapposte) dei vecchi Amministratori, per i quali c’è un giudizio di responsabilità.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la questione dei vecchi Amministratori è un altro discorso, però completiamo il discorso; ciò che lui ha riferito e le cose che lui ha fatto, perché comunque fa parte delle domande successive, quindi...

FRANCESCO LETTERA: anche questa parte di documenti relativa al Commissario Governativo fu acquisita dal Commissario Governativo soltanto nel luglio del 1995 quando il Commissario Governativo pretese, nella qualità di agente contabile, di avere cognizione piena di tutta la documentazione.

Questo per dimostrare che il Commissario Governativo non disponeva dei documenti fino al luglio ’95 e già nel luglio ’95 era sorto il contrasto sulla valutazione dei beni e dei cespiti della procedura...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa però, mi sembra che un minimo rilievo questa vicenda ce l’ha, se non altro perché l’Avvocato Lettera ci sta dicendo che se non si era fatto...

VOCI: (in sottofondo).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): posso completare un pensiero, Avvocato?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, la prego, completiamo l’esame regolarmente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sto cercando di...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il tema è indirettamente rilevante perché è interesse del Collegio valutare la situazione che ha trovato l’Avvocato Lettera al momento dell’insediamento, punto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non è soltanto indirettamente, se non altro ci sta dicendo che se non si era fatto il sequestro degli archivi e non si fosse nominato l’Avvocato Lettera custode, a quest’ora o comunque per molto tempo la B.N.A. avrebbe continuato a pagare lo 0,50 per cento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): benissimo, questo l’abbiamo verificato.

FRANCESCO LETTERA: andiamo ai cespiti.

VOCI: (in sottofondo).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se non vi piace...

FRANCESCO LETTERA: andiamo ai cespiti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, la prego, andiamo avanti.

FRANCESCO LETTERA: quando...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti Pubblico Ministero.

FRANCESCO LETTERA: per quanto riguarda i documenti, il Commissario Governativo nella qualità di Liquidatore, chiese, quindi siamo nell’imminenza del Natale del ’94, qual era la situazione delle cessioni dei beni, del trasferimento dei beni alla S.G.R., perché la cessione era già avvenuta per effetto dell’aggiudicazione, e il Commissario Governativo nella qualità di Liquidatore era preoccupato per le sue responsabilità, quantomeno formali, perché il 2 di febbraio del ’95 era il termine utile per effettuare il trasferimento nelle famose tre tranche; benissimo, quando fu fatta questa richiesta al Direttore Generale, il Direttore Generale disse che non era ancora stato organizzato con la S.G.R. il trasferimento di tutti i cespiti.

Quando furono chiesti: “Quali cespiti sono, di che cosa si tratta, qual è il valore di questi cespiti, qual è il valore residuo, qual è il valore dei beni fino ad oggi ceduti?”, il Direttore Generale disse che ancora non aveva contezza, anche se per lui si era molto vicini ai 2.000 miliardi e siamo nel dicembre del ’94.

Tant’è che il Commissario Governativo immediatamente chiese al Direttore Generale di fare una riunione, una commissione, membri della Federconsorzi, della S.G.R. per stabilire un calendario delle cessioni dei beni, quindi ancora non si aveva contezza del valore dei beni da cedere.

Si chiese e si ottenne di stabilire dei criteri o di far stabilire da uno studio...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): io penso che si tratta dei beni residui.

VOCI: (in sottofondo).

FRANCESCO LETTERA: non sono i beni residui, signor Presidente, non sono i beni residui, sono i beni che dovevano essere, sono i beni che dovevano essere ceduti alla S.G.R. e il Direttore Generale aveva dichiarato che c’erano dei beni da cedere, il cui valore ancora non gli era noto, ma precisò che c’erano molti immobili, c’erano diversi titoli di vario genere, c’erano altre attività; questo alla vigilia del Natale del ’94, tant’è che ai primi del...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): dopo l’Atto Quadro quindi.

FRANCESCO LETTERA: sì l’Atto Quadro certo, perché l’Atto Quadro è un semplice atto di facchinaggio, perché con l’Atto Quadro veniva stabilito come i beni erano trasferiti materialmente alla cessionaria dei beni, perché l’atto di cessione, era quello il procedimento, il provvedimento fatto in precedenza dal Tribunale e l’Atto Quadro aveva la funzione di stabilire i tempi e le modalità operative della consegna dei beni al cessionario.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo visto, andiamo avanti, il concetto è chiaro.

FRANCESCO LETTERA: quindi i documenti all’epoca, sui beni da cedere ancora, non erano chiari, e non erano chiari neanche al Direttore Generale e alla S.G.R., tant’è vero che fu promossa una commissione che si costituì, questa commissione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, formata da chi?

FRANCESCO LETTERA: la commissione formata dal Direttore Generale, dal Vice Direttore Generale della Federconsorzi, quindi Bambara, Sibillo, dal Ragionier Ciatti e da parte S.G.R. da rappresentanti della S.G.R., c’è un verbale apposito.

In quella occasione, quando il Direttore Generale precisò che vi erano diverse categorie di beni, crediti verso lo Stato, alcune cambiali, immobili e altri titoli di credito, e non era chiaro come trasferire materialmente alla S.G.R. questi vari cespiti, si chiese, io chiesi al Direttore Generale di far acquisire un parere da uno studio tributario, da sottoporre poi al Giudice Delegato, sulle modalità di trasferimento dei beni ancora non trasferiti e questo studio tributario pervenne a questa conclusione, che i crediti commerciali andavano trasferiti con lettera commerciale, i crediti verso lo Stato andavano trasferiti con atto pubblico, i crediti cambiari con girata.

Ecco, questo è il quadro, quindi dal 31 gennaio del ’95 alla fine di marzo del ’95 c’è una sospensione praticamente delle attività per uno sciopero, mai ben compreso, del personale.

Ai primi di aprile del ’95 il Direttore Generale aveva predisposto le prime cessioni di beni, ma la S.G.R. aveva richiesto al Commissario Governativo nella qualità di Liquidatore i motivi del mancato trasferimento dei beni.

Il Commissario Governativo ignorava tutto quello che era successo, tant’è vero che si scoprì che il Direttore Generale Bambara non aveva ultimato le procedure, pur essendo d’accordo con la S.G.R..

Quindi, la impiegata, la segretaria del Commissario Governativo fu distaccata, e il Commissario Governativo restò senza niente, senza nessun personale, perché non ce ne erano altri, per stabilire le cessioni... i trasferimenti, non le cessioni.

Bene, i trasferimenti furono richiesti dalla S.G.R. che disponeva dell’archivio della contabilità della Federconsorzi, perché era la S.G.R. ad avere la disponibilità, non certo il Commissario Governativo, e il Commissario Governativo pretese che su tutti i crediti da cedere ci fosse il visto della responsabile della contabilità della Federconsorzi, perché non si poteva accettare una cessione che non avesse la omologa o la conferma da parte del responsabile della Fedit.

E in quella occasione quindi non si trasmise con immediatezza alla S.G.R. dal 10 al 20, perché il Giudice Delegato ancora non aveva fatto il provvedimento con il quale approvava le modalità di trasferimento dei singoli cespiti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi recependo il parere dello studio...

FRANCESCO LETTERA: dello studio legale, fu recepito in pieno.

Quindi, fatto questo... recepito questo parere, furono trasferiti con immediatezza alla S.G.R., con lettera commerciale, i crediti verso società private, verso privati, furono trasferiti alla S.G.R. i crediti verso i Consorzi Agrari per 1.000 miliardi di valore nominale a un valore, a un controvalore di 30 miliardi, furono trasferiti i crediti verso le società immobiliari, Saim, Sagrim, Indipendenza, Villa York, società della Federconsorzi e Satimag, Villa York ed altro, a un prezzo indubbiamente, a un valore, un valore di trasferimento indubbiamente sproporzionato rispetto al valore intrinseco del credito ricevuto, quindi era poche lire.

Con questi trasferimenti si era quasi raggiunta la somma dei 2.150 miliardi, quindi si saturava il plafond e c’erano ancora da trasferire i crediti verso lo Stato, quindi il Direttore Generale predisponeva le relazioni per il Commissario Governativo, il Commissario Governativo in base ai documenti che riceveva, sperando di avere ecco, chiedeva tutte le informazioni possibili e immaginabili nei limiti della lealtà, della struttura; si tenga presente che il Commissario Governativo nell’aprile del 1995 chiese il licenziamento in tronco del Direttore Generale per manifesta scorrettezza nei confronti del Commissario Governativo perché si erano taciute un insieme imponente di notizie relative al trasferimento dei beni alla S.G.R..

Era ancora più inquietante la posizione del Direttore Generale, perché il Direttore Generale era stato nominato nell’anno precedente, quindi siamo nel ’93, alla fine del ’93 era stato nominato... cioè ’93, intorno l’estate del ’93, era stato nominato Direttore Generale della S.G.R., Direttore Bambara; poi fu arrestato credo ai primi dell’ottobre ’93 per una vicenda di bancarotta preferenziale relativa al rapporto con il Credito Italiano e quindi il Dottor Bambara restò in Federconsorzi.

Ma è chiaro che il Dottor Bambara non poteva restare in Federconsorzi perché avendo assunto la funzione di Direttore Generale della S.G.R., cioè della cessionaria, non poteva nello stesso tempo rappresentare la cedente con tutti gli oneri, i doveri e i diritti della cedente.

Quindi, questa è la situazione; non fu possibile attuare il licenziamento, benché richiesto formalmente agli organi della procedura, perché un Avvocato, l’Avvocato Caiafa espresse un parere negativo al quale si attenne la procedura e pertanto Bambara restò come Direttore Generale e... se aveva possibilità ulteriore di modificare la posizione delle parti.

Quindi nell’aprile del ’95, avviata e completata la cessione dei crediti verso i Consorzi Agrari e verso le società, si pose mano alla cessione dei crediti verso i soggetti pubblici.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, lei parla di completamento dei crediti verso i Consorzi?

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): crediti, quindi crediti Fedit nei confronti di Federconsorzi; questi crediti erano derivanti da che cosa, da quale documentazione risultavano questi crediti, che vengono così trasferiti?

FRANCESCO LETTERA: erano, risultavano come crediti commerciali di operazioni, frutto di operazioni commerciali, perché la Federconsorzi nel sistema di rapporti con i Consorzi Agrari e con le consociate, fungeva da capofila e quindi riforniva i Consorzi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, questo... la ragione è chiara al Collegio...

FRANCESCO LETTERA: ...crediti commerciali.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): crediti commerciali e come tali risultanti dal bilancio...

FRANCESCO LETTERA: risultanti dal bilancio e dalla contabilità.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi la verifica di contabilità e bilancio ha consentito di procedere a queste cessioni di questi crediti commerciali.

FRANCESCO LETTERA: ecco, signor Presidente, la richiesta veniva da S.G.R. e si pretendeva che il Commissario, nella qualità di Liquidatore, provvedesse al trasferimento; la richiesta, per quanto possa venire da S.G.R., che è il cessionario che è interessato, tuttavia essendo due soggetti diversi e Federconsorzi avendo la sua personalità giuridica, richiedeva il visto e l’approvazione della contabilità interna e su tutti gli atti di richiesta di trasferimento c’è il visto della contabilità, del responsabile della contabilità, e quindi del Direttore Generale della Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi questa fase si esaurisce, lei dice, nell’aprile...

FRANCESCO LETTERA: nell’aprile del ’95, la massa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): procedura pure.

FRANCESCO LETTERA: intanto i beni immobili, c’erano anche da trasferire dei beni immobili, appartamenti, immobili vari, ma non società, perché la gran parte delle società era già stata trasferita dal mio predecessore; si pose però nell’aprile del ’95 le cessioni dei crediti verso lo Stato, crediti verso l’I.V.A. per 16 miliardi, crediti verso l’Aima per 32 miliardi, crediti ancora per... minori per imposte, crediti per ammassi; crediti per ammassi che ammontavano all’epoca a circa 1.000 miliardi, sono ammassi e risultavano da cessioni fatte in precedenza dai Consorzi Agrari dei loro crediti verso il Ministero dell’Agricoltura.

Alcuni Consorzi Agrari avevano ceduto in precedenza alla Federconsorzi tutto o parte di crediti verso lo Stato, quindi noi avevamo verso lo Stato la stessa categoria di crediti, in parte facente capo ai Consorzi Agrari, in parte facente capo alla Federconsorzi, nella qualità di cessionaria dei Consorzi Agrari.

Nell’aprile del ’95, alla fine di aprile del ’95, un Dirigente, un ex Dirigente del Ministero dell’Agricoltura, il Dottor Brigati, si presentò a me e disse: “Avvocato – ecco senza riportare le parole, quindi il senso è questo, mi disse – Avvocato, tenga presente che questi crediti che la Federconsorzi ha ricevuto dai Consorzi Agrari non sono mai stati approvati da nessun Ministro”.

Io, nella qualità di responsabile di questi documenti, li ho sempre chiusi in un armadio e mai nessun Ministro ha approvato questa cessione di beni.

Come sarebbe a dire, i beni non... i crediti verso lo Stato ceduti dai Consorzi Agrari alla Federconsorzi non sono mai stati approvati dal Ministero, quindi tenga presente che nelle future cessioni, questi beni... si deve acclarare questa posizione.

Si aggiunga che una parte di crediti riguardava anche i Consorzi Agrari siciliani, per i quali c’era la competenza della Regione Sicilia, esclusiva in forza dello Statuto siciliano, e si chiese allora sia al Ministero della Agricoltura sia al Ministero del Tesoro, al Ministero del Bilancio della Regione siciliana, il nulla osta alla cessione, al trasferimento dei crediti, e in particolare si chiese se i crediti erano liquidi ed esigibili o comunque potevano essere trasferiti.

Ci sono state una serie continua di richieste da parte della... da parte del Commissario Governativo, quindi Liquidatore dei beni, ai Ministeri, e non si è avuta mai risposta di nessun genere.

Nel giugno, si arriva al giugno del ’95, era intanto in piedi una Commissione Ministeriale di Indagine sul dissesto della Federconsorzi e un rappresentante di questa Commissione aveva fatto un parere col quale praticamente invitava il Commissario Governativo a impugnare l’Atto Quadro.

È chiaro che il Commissario Governativo non poteva impugnare alcunché perché non ne aveva i poteri.

Una volta l’Atto Quadro sottoscritto dal legale... dal Commissario Governativo nella qualità di Liquidatore della Federconsorzi, è evidente che il successore nella qualità di Liquidatore non poteva che stare ...(incomprensibile) non poteva assolutamente modificare le cessioni o gli atti già fatti in precedenza, perché bisognava rispettare quindi la funzione.

Il 20 giugno del ’95 improvvisamente arriva dalla S.G.R. una richiesta, una diffida nei confronti del Commissario Governativo perché procrastinava, a dire della S.G.R., il trasferimento dei beni.

In realtà non era assolutamente questo, perché come atto dovuto il trasferimento dei beni bisognava fare... in particolare dei crediti verso lo Stato; il problema era un altro, che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, questa diffida riguardava tutti i residui beni?

FRANCESCO LETTERA: tutti i residui beni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senza distinzioni?

FRANCESCO LETTERA: senza distinzione, sia... praticamente si tacciava il Commissario Governativo, il Liquidatore, di procrastinare l’adempimento; essendo un Pubblico Ufficiale il Commissario Governativo, è l’inizio di un ben preciso procedimento penale a carico del Commissario Governativo.

Perché questo? Perché il Commissario Governativo aveva chiesto di esaminare in via preventiva, perché intendeva farlo... portarlo a conoscenza dei Ministeri, lo schema di atto pubblico con il quale sarebbe avvenuto il trasferimento della titolarità di questi crediti.

Sorse il problema quando si trattò di stabilire il corrispettivo; a mio avviso si trattava di circa 1.000 miliardi di crediti verso lo Stato ed essendo 1.000 miliardi non si poteva attribuire un valore simbolico.

Il Direttore Generale aveva dichiarato che si potevano attribuire qualche decina, venti, venticinque, trenta miliardi al massimo, perché ormai avevamo raggiunto assolutamente la soglia di 2.150 miliardi, che per me divenne un problema enorme, perché come si fa a cedere un credito che vale 1.000 miliardi verso lo Stato per una cifra simbolica?

Dopo la diffida da parte della S.G.R.... è ovvio che la diffida era, ad avviso di chi vi parla, era una insinuazione di un reato ben preciso, ci si rivolse alla Procura della Repubblica e il Procuratore Coiro, il quale effettivamente comprese perfettamente come stavano le cose, si rese conto della cosa e disse: “Certamente non è che si possa cedere per un prezzo così vile, comunque si chieda al Ministero se il Ministero accetta questo credito”.

Si tenga presente che era anche non chiara la titolarità del debitore, se era il Ministero dell’Agricoltura o il Ministero del Tesoro.

A mio avviso qualunque debito dello Stato poi è il Ministero del Tesoro, non certo il Ministero dell’Agricoltura, perché per essere dichiarato debitore il Ministero dell’Agricoltura, avrebbe dovuto avere in bilancio quella posta, cosa che non c’era.

Il Ministero dell’Agricoltura, con nota del 30 giugno 1995, a firma del Direttore Generale, precisò che i crediti non erano né liquidi né esigibili, ma erano stati autorizzati il trasferimento e che aveva chiesto parere alla Avvocatura dello Stato.

Questo, questa nota fu immediatamente portata a conoscenza degli organi della Procedura; gli organi della Procedura avevano intanto ricevuto un’istanza da parte del Commissario Governativo relativamente alla cessione del credito I.V.A. che si doveva cedere per poche lire e si rappresentò: “Come si fa a cedere un credito verso l’Erario per poche lire se quello è denaro contante?”.

Questo credito I.V.A., ecco, si va per saldo, c’è stata una Sentenza quest’anno che ha riconosciuto la legittimità, sia pure la Commissione Tributaria di primo grado, della titolarità di questo credito, e fra quota capitale e 16 miliardi di interessi, oggi è di circa 32 miliardi; così ha dichiarato l’Avvocato che ha difeso, quindi era un credito... obiettivamente era moneta contante.

Così si pose il problema per il credito verso l’Aima, anche se lì sorgevano dei particolari problemi di mancata trasparenza delle procedure.

Il Tribunale chiarì che il prezzo della cessione doveva essere stabilito dalle parti, che il Tribunale non intendeva entrare nella questione e che le parti dovevano stabilire il prezzo della cessione.

A questo punto il Commissario Governativo chiese, rappresentò certamente l’enormità della situazione e la difficoltà della situazione, chiese di far nominare due legali o chi di gradimento degli organi della Procedura, per poter verificare questa situazione che presentava profili di carattere amministrativo e di carattere fallimentare non indifferente.

La Procedura la nomina di qualsiasi legale e attribuì una consulenza al Professor Schlessinger, per esaminare questa situazione.

Quando poi arrivò l’altra istanza relativa ai crediti per la... i crediti I.V.A. e i crediti verso l’Aima, ci fu ancora un'altra Ordinanza da parte del Tribunale Fallimentare, gli organi della Procedura.

Sorse in quel periodo, a giugno, anche la questione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): siamo sempre a giugno ’95.

FRANCESCO LETTERA: sempre giugno ’95; sorse anche in quel periodo la questione dei crediti di alcuni cespiti non inventariati.

Questa questione non mi era nota perché era... si era sviluppata addirittura nel ’93, credo, quindi non certo... gli inizi del ’94, credo nel ’93, e fu portata a conoscenza del Commissario Governativo dal vicedirettore, Ingegner Sibillo, il quale rappresentò che c’erano dei provvedimenti della procedura che suonavano in maniera difforme.

In un provvedimento si parlava di cedere tutti i beni siano o no inventariati, nell’altro provvedimento viceversa si parlava di cessione soltanto dei beni inventariati, quindi anche per questa questione gli organi della procedura affidarono un parere al Professor Schlessinger, Piero Schlessinger, per dirimere questa vicenda, e quindi questo dimostra tra l’altro che il Commissario Governativo nella qualità di Liquidatore non aveva la possibilità di accedere a tutte le carte né c’era una memoria storica intermedia leale perché la struttura non rispondeva al Commissario Governativo, ancorché Liquidatore, ma rispondeva agli organi della Procedura.

Tant’è vero che gran parte delle attività di liquidazione venivano svolte dal Commissario Giudiziale aggiunto, l’Avvocato Pazzaglia.

Impiego imponente di crediti, certo, queste cose...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questa problematica relativa a questa cosa dei crediti e le cose... poi come si è conclusa per quanto riguarda questa fase?

FRANCESCO LETTERA: questa fase si è conclusa che quando fu chiesto... che ci fu questo parere richiesto al Professor Schlessinger, il Professor Schlessinger chiese di riplasmare i prezzi in precedenza già indicati fra S.G.R. e Federconsorzi, dei valori...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’Atto Quadro vuol dire?

Fa riferimento all’Atto Quadro oppure a quelli concordati per dare attuazione al trasferimento?

FRANCESCO LETTERA: no, per dare attuazione al trasferimento, perché...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito.

FRANCESCO LETTERA: ...i vari corrispettivi andavano riplasmati, usò questa espressione, ma a questo punto gli organi della Procedura avevano imposto al Commissario Governativo, né poteva essere diversamente, di dare attuazione all’Atto Quadro, fraintendendo fra quello che aveva scritto il Commissario Governativo e quel famoso parere reso dal membro della Commissione Ministeriale, perché quel parere fu mandato, certamente non facendolo proprio perché lontano da me l’ipotesi di poter... non... di poter impugnare l’Atto Quadro o non dare attuazione all’Atto Quadro.

Chiesi allora alla S.G.R. di nominare degli arbitri, che era proprio previsto ai sensi dell’articolo 9 dell’Atto Quadro per potere dirimere questa questione.

Predisposi un articolato di... praticamene da sottoporre... dei quesiti da sottoporre agli arbitri, e la S.G.R. prima dichiarò di accettare verbalmente questa questione, questa scelta, dopo di che impose assolutamente... ebbe un giudizio negativo perché intanto il Tribunale stava valutando, e questo ne ebbi sentore fin dall’inizio... diciamo pure dalla metà di luglio, di avere una soluzione di tipo diverso, perché quando io chiesi al Professor Picardi, dopo aver letto le ordinanze del luglio del ’96, qual era il significato da dare a questa Ordinanza di cedere comunque, di trasferire comunque i crediti verso lo Stato a una lira praticamente, perché questo era il valore, il Professor Picardi mi disse: “O cedi o ti dimetti”.

Dissi: “Ma come o cedo o mi dimetto? Io vi chiedo di risolvere un problema di diritto che è notevole, non potete voi rispondere: <<O cedi o ti dimetti>>. Io non ho nessuna difficoltà...”...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): no, non ho capito bene scusi...

FRANCESCO LETTERA: o cedo o mi dimetto, scusi se non è chiaro...

VOCI: (in sottofondo).

FRANCESCO LETTERA: ...ma scusi Avvocato...

PRESIDENTE: se riesce ad avvicinarsi un po’ più al microfono.

FRANCESCO LETTERA: benissimo; quando furono predisposte le istanze agli organi della Procedura per le modalità di trasferimento dei crediti verso lo Stato, crediti verso l’Aima, crediti verso l’Amministrazione Finanziaria, crediti I.V.A., crediti verso le Regioni, il Tribunale Fallimentare formulò un provvedimento nel quale... il cui contenuto non mi era chiaro.

Chiesi lumi al Professor Picardi, Commissario Giudiziale, con il quale ho sempre avuto un ottimo rapporto e ha sempre dato atto della correttezza degli adempimenti da parte del Commissario Governativo, il Professor Picardi disse: “Il senso di queste ordinanze è: O cedi, o trasferi... o cedi o ti dimetti”.

Al che dissi... ma perché a questo punto io mi resi conto che il Tribunale o gli organi della Procedura stavano esaminando una soluzione di tipo diverso, ovvero sia di provvedere a un superamento delle funzioni liquidatore in capo al Commissario Governativo, il quale Commissario Governativo non è che difendeva interessi della Federconsorzi o di altro soggetto, difendeva semplicemente la legalità degli atti e la congruità degli atti, perché certamente era ben noto al Commissario Governativo, perché questo lo aveva detto chiaramente il Direttore Generale, che i cespiti avevano un valore superiore, il compendio era stato valutato in maniera ben superiore ai 2.150 miliardi, lo aveva anche detto il Commissario Giudiziale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, questo è un altro aspetto, proseguiamo con una analisi minuta delle questioni.

Siamo fermi a questo provvedimento del Tribunale, a questa alternativa, ma la questione come fu risolta?

FRANCESCO LETTERA: c’è una empasse a questo punto, perché c’è il parere del Professor Schlessinger in attesa, quando arriva il parere del Professor Schlessinger il parere viene portato al Tribunale Fallimentare, mi viene comunicato intorno alla fine di settembre, primi di ottobre, che c’era questo parere; ne prendo visione, faccio una memoria il 18 ottobre del ’95, e su questa memoria, nella quale ricapitolavo l’insieme di problematiche che, a mio avviso, come Liquidatore, erano emerse perché probabilmente c’era stato un errore tecnico, non è che si avanzavano colpe, dolo, assolutamente, ma evidentemente nella valutazione c’era stato un errore, nella valutazione di questi... del compendio della Federconsorzi e il Tribunale, dall’udienza del 18 ottobre, depositò il provvedimento il 2 dicembre, notificato il 6 dicembre, con il quale si scindeva la posizione del Commissario Governativo da quella di Liquidatore.

Liquidatore fu nominato il Professor Cataudella, al quale nello stesso provvedimento furono dati quei poteri di gestione dei beni che erano stati negati e rifiutati a me come Commissario Governativo.

Tant’è vero, basta leggere l’Ordinanza per rendersi conto che... come il Professor Cataudella, il nuovo Liquidatore, riceve tutto un insieme di competenze, residuando al Commissario Governativo alcune formalità di carattere meramente... ecco, insomma, proprio di rappresentanza del soggetto debitore, quale la sottoscrizione dei bilanci, la sottoscrizione dei documenti nei confronti della Autorità Finanziaria, e quant’altro necessario.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di questa situazione abbiamo...

FRANCESCO LETTERA: e questo è ben noto, insomma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): veniamo adesso, completando sempre la prima domanda, anche se lei ha risposto in parte all’ultimo punto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...quindi veniamo un po’ ai documenti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): al penultimo, direi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): gli ultimi due sono.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sul penultimo si è diffuso molto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e anche l’ultimo, un po’.

Comunque, vediamo un po’, andiamo avanti sul primo punto, stavamo cercando titoli, documenti, e altro materiale che lei rinviene in questa sua attività.

FRANCESCO LETTERA: il documento, uno fra i documenti relativi per esempio alla famosa istanza presentata e poi ritirata del Presidente del Tribunale Fallimentare, non viene da me rinvenuto negli archivi, perché si ignorava completamente questa fase, ma deriva dalla convocazione che la Commissione Ministeriale fece, mia e del Dottor Piovano, e in quella occasione il Dottor Piovano disse: “Guardate che la situazione della cessione dei beni della Procedura, risulta da questa istanza che fu fatta all’epoca con la quale il Dottor Greco, dopo l’omologa del concordato, mi chiamò e mi disse: “Istanza consegnata, istanza ritirata”.

“Ma di che si tratta – dice – io non conosco questo provvedimento, ignoro completamente il contenuto”, e il Dottor Piovano chiarì alla Commissione e a me che ero contemporaneamente chiamato... la cosa mi suonò stranissima comunque, essendo io lì come Commissario Governativo nel ’95, quindi... agli inizi forse del ’96, quando non ero più Commissario Liquidatore... scusi, nel ’96, certamente questo documento mi suonava immensamente strano, perché era un qualcosa di non noto, nessuno lo aveva comunicato in precedenza e si fece presente: “Se voi chiarite o se voi depositate ovviamente e mi avete detto che c’è un atteggiamento di questo genere, io sono Pubblico Ufficiale e voi verbalizzate, è chiaro che mi imponete l’obbligo del rapporto, perché come Commissario Governativo ho l’obbligo del rapporto”.

In vero questo documento mi sembra che era stato già prodotto, si disse che era stato già prodotto, dissi: “Comunque se voi lo dite in mia presenza, quindi è strana una audizione in coppia, però io devo fare il mio dovere”, questo è chiaro, ecco, questo è il documento, l’acquisizione di un documento relativo alla... quella vicenda della procedura da seguire nella dismissione della...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, questo documento era stato già prodotto dove?

FRANCESCO LETTERA: il Dottor Piovano dichiarò che aveva già consegnato, non so bene a quale Ufficio Giudiziario, non ricordo bene, questo documento, così disse il Dottor Piovano.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): forse la Procura di Roma, allora.

FRANCESCO LETTERA: ecco, non lo so, ecco, comunque...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): lei lesse questo documento, lesse questa istanza?

FRANCESCO LETTERA: mi dette la copia, certo, quando... non è tanto il leggere la... quando... se si dice che un documento, un’istanza della Procedura è stata consegnata al Giudice Delegato, ancorché Presidente, e il Giudice Delegato non ha protocollato questa istanza, l’ha tenuta nella...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): perché il Giudice Delegato deve fare la protocollazione?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, mi perdoni, non consento questo...

FRANCESCO LETTERA: ma scusi...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): signor Presidente, la... fu chiarito...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non può interloquire con il testimone in questo momento.

Lasciamo rispondere, al vostro turno potete fare tutte le domande che volete, andiamo avanti.

FRANCESCO LETTERA: il Dottor Piovano chiarì, ripeto ancora una volta se non è stato chiaro, alla Commissione in mia presenza, io fui convocato, ripeto, convocazione anomala, perché fatta in via telefonica, di partecipare e di presenziare a questa audizione del Dottor Piovano da parte della Commissione, la Commissione Fedit, dico bene, e la convocazione telefonica partì dall’ufficio del membro Manfroni, della Commissione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): del?

FRANCESCO LETTERA: del membro Manfroni, perché il Dottor Manfroni faceva parte di questa commissione ministeriale, e quindi ci fu questa convocazione.

Quando il Dottor Piovano precisò che c’era stato questo tipo di procedura, c’era stata questa anomalia, è evidente che questa che era considerata una anomalia quantomeno di carattere formale, aveva la sua rilevanza, e detti a questo... a questo gesto, a questo insieme di comportamenti, la valutazione che un Pubblico Ufficiale deve dare a fronte di queste situazioni.

Quindi, questo è un documento; poi, successivamente... mi si chiede quali sono i documenti acquisiti successivamente: successivamente, come custode, ho potuto esaminare...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): custode, già dei...

FRANCESCO LETTERA: dei documenti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi già...

FRANCESCO LETTERA: e dell’archivio del Direttore Generale, ho potuto esaminare un insieme...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo in sede penale già, quindi.

FRANCESCO LETTERA: sì, siamo già in sede penale, in sede civile finisce praticamente la parte...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io in particolare mi riferivo agli appunti manoscritti.

FRANCESCO LETTERA: sì, gli appunti manoscritti del Cigliana sono tutti quanti... erano tutti quanti in una cartellina, questa cartellina conteneva tutti gli appunti, le cose... le più diciamo pure disparate.

Per me anomale indubbiamente, perché erano tutte delle anomalie di condotta, in quanto il Commissario Governativo, nella qualità di Pubblico Ufficiale, non poteva avere ad avviso mio comportamenti, condotte di quel tipo, soprattutto perché ancora non era stato dichiarato... non era stata omologata la cessio bonorum, si era ancora in fase di tutela del debitore, e quindi doveva essere rigorosa la posizione del Commissario Governativo, e soprattutto mi rese veramente sgomento il fatto che il Commissario Governativo, in uno di questi documenti, dichiarava di avere perplessità a firmare il bilancio, certamente queste sono cose che lasciano sconcertati.

Quindi... questi documenti erano in una cartellina intestata e trovata casualmente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): i documenti di Cigliana, scusate, sono quelli che comunque sono già confluiti nel fascicolo.

FRANCESCO LETTERA: esatto, certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): vogliamo mostrarli, per avere una conferma definitiva?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): controlli se si tratta di questo materiale.

FRANCESCO LETTERA: sì, sono esattamente questi documenti rinvenuti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sono quelli, i documenti...

FRANCESCO LETTERA: sono questi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...che sta esaminando?

FRANCESCO LETTERA: sono esaminati, che sono indicati in questa nota del 19 settembre ’97, perché in quella occasione ecco furono rilevati questi documenti, quindi siamo anche a sequestro inoltrato, perché gli archivi della Federconsorzi erano comunque imponenti, non erano un armadio ma erano decine e decine di armadi.

Intanto c’era stato il trasferimento della sede della custodia da Via Salaria in Via Curtatone, e a quei documenti dell’archivio del Direttore Generale, che conteneva centinaia di raccoglitori, quindi una massa imponente, una biblioteca, c’erano anche gli altri documenti relativi alle gestioni, alle varie gestioni che erano state già in precedenza sequestrate dalla Procura della Repubblica di Roma nel ’93, e che erano poi stati affidati in custodia a me.

Ecco, questi sono i documenti sui quali io ritenni doveroso dare le informazioni...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo.

FRANCESCO LETTERA: ...ecco, quindi questi sono.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): possiamo vedere?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sono i documenti già acquisiti, prego, mostriamo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): prima di parlare delle cambiali parliamo degli altri valori, del caveaux.

FRANCESCO LETTERA: sì, ecco, dell’esistenza del caveaux, non si aveva assolutamente... non si sapeva cosa ci fosse bene dentro, in quel caveaux, perché anche per questo, questo poi lo sappiamo in quanto si va in Via Curtatone, e allora come custode della società, a un certo punto emerge anche la presenza di questo caveaux.

Si chiede all’Ingegner Sibillo, l’Ingegner Sibillo è quello che dà determinate indicazioni, l’Ingegner Sibillo fa presente che nel caveaux dovevano esserci a suo dire raccolte di francobolli, monete d’oro, oggetti di valore ed anche titoli, cambiali di vario titolo, quindi... il fatto viene segnalato alla Procura della Repubblica di Perugia, e si dispose l’accesso, fu disposto l’accesso per l’apertura del caveaux, le chiavi del caveaux non erano state affidate mai al Commissario Governativo o Liquidatore, neanche al suo successore, perché le chiavi erano nella disponibilità del cassiere della Federconsorzi quindi non certo del Commissario Governativo, il Commissario Governativo ignorava anche la combinazione.

Nel caveaux furono poi rinvenuti... furono rinvenute un insieme di medaglie, non furono rinvenuti le raccolte di francobolli delle quali parlava l’Ingegner Sibillo, furono rinvenute delle sterline, monete di vario tipo, altre monete, del... credo delle medaglie commemorative Federconsorzi o altra roba del genere, però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si dà atto dell’arrivo dell’Avvocato Paola, prego.

FRANCESCO LETTERA: però questi beni furono assegnati dal signor Procuratore al Liquidatore dei beni, Avvocato Caiafa, quindi io come custode assistetti alla presenza... alla apertura del caveaux.

In quella occasione, della apertura del caveaux, un ex dipendente della Federconsorzi aprì un armadio e da questo armadio si accedeva invece a due locali, due o tre locali nei quali erano custoditi altri documenti dei quali si ignorava assolutamente l’esistenza, come si ignorava l’esistenza di quel tipo di locali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): spieghiamoci meglio; questo armadio occultava una porta?

FRANCESCO LETTERA: questo... sì, occultava... una porta, cioè, era un armadio... c’era una sequela di armadi metallici, tutti chiusi; uno di questi armadi metallici si apriva, e in luogo di avere un armadio con l’archivio dentro, invece c’era l’accesso a una porta che dava a sua volta accesso a due ambienti nei quali erano custoditi determinati documenti relativi... in particolare c’erano le vecchie azioni della Federconsorzi, moduli in bianco della Federconsorzi, alcune cose formali dei Consorzi Agrari e tutta la contabilità relativa agli immobili, oltre a delle contabilità inerenti agli ammassi per conto dello Stato, perché la documentazione degli ammassi per conto dello Stato era sparsa dovunque nel Ministero; ecco, questa fu...

Poi si trovarono nel caveaux una massa imponente di cambiali, le cambiali trovate nel caveaux sono cosa diversa dalle cambiali trovate nel 1996 in occasione del sequestro dei documenti, perché nel caveaux le cambiali che furono ritrovate furono consegnate con tutti i beni che erano nel caveaux, c’erano dei quadri nel caveaux, furono consegnati tutti questi beni all’Avvocato Caiafa nella qualità di Liquidatore, quindi la consistenza di questi effetti è di competenza dell’Avvocato Caiafa, io ho soltanto visto l’apertura di alcuni cassetti.

Quello che posso dire, che in questo caveaux c’erano alcuni armadi blindati, cassettiere blindate, vuote, con l’indicazione dei vari anni, ’91, ’92, ’93, ’94, di effetti cambiari che scadevano in quel periodo, che ovviamente non c’era più nulla, però la sequenza e le date lasciavano intendere, la larghezza dei cassetti, la presenza di cassetti con cambiali degli anni precedenti... sì, esatto, non c’era più nulla in questi cassetti, questi cassetti avevano contenuto cambiali... avevano contenuto cambiali scadenti ’91, ’92, ’93, ’94 e ’95,  che erano le cambiali degli agricoltori, in quanto la Federconsorzi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, Avvocato, come può dire che avessero contenuto cambiali?

Che cos’è l’elemento che le dice...

FRANCESCO LETTERA: perché il cassiere, successivamente, in quel contesto precisò che quelle erano le cassettiere dove erano custoditi gli effetti cambiari degli agricoltori.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di quegli anni là.

FRANCESCO LETTERA: in quegli anni; questi effetti che abbiamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma quegli degli anni precedenti c’erano in analoghe cassettiere?

FRANCESCO LETTERA: sì, c’era anche una cassettiera relativa ad effetti cambiari degli anni precedenti, ed alcuni di questi effetti cambiari erano scaduti anche dopo il 17 maggio 1991; però sono di competenza, ripeto, del Liquidatore e non certo di questo custode; questi effetti cambiari erano stati posti all’incasso.

Dal caveaux li ritirava il cassiere, li consegnava al contabile, il quale contabile provvedeva poi a passare all’incasso.

DIFESA IMPUTATO CATALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): il caveaux sarebbe questa cosa qui, questo armadio...?

FRANCESCO LETTERA: no, no, il caveaux è una cassaforte... il caveaux...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il caveaux è quello dove stavano i quadri del Manet.

FRANCESCO LETTERA: i quadri...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

FRANCESCO LETTERA: no, scusi, è complessa la topografia dell’immobile di Via Curtatone, è complesso, il caveax era una stanza blindata che scopriamo successivamente, veniamo a scoprire dopo che è stata svuotata di tutto, che aveva dietro uno di questi armadi blindati una uscita, una seconda porta di accesso, quindi il caveaux aveva due porte, però anche all’accesso della Procura, del Procuratore della Repubblica di Perugia, risultò soltanto la porta...

DIFESA IMPUTATO CATALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): il caveaux era uno con due accessi...

FRANCESCO LETTERA: uno, sì.

DIFESA IMPUTATO CATALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...io vorrei capire...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, mi perdoni...

FRANCESCO LETTERA: scusi, il caveaux, signor Presidente, nel caveaux c’erano questi mobili, nella...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...facciamo spiegare al teste, sennò...

FRANCESCO LETTERA: ...nell’accesso, chiariamo se non sono stato preciso, chiariamo, c’era il caveaux e l’anticaveaux, nell’anticaveaux, cioè locali nei quali mai prima aveva acceduto il Commissario Governativo, sconosceva l’esistenza, nell’anticaveaux c’erano una serie di armadi metallici e uno di questi armadi metallici aveva le porte finte, cioè le porte, era un armadio finto, però dietro si accedeva a questi altri locali dei quali ho parlato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questi altri locali avevano un’altra uscita o... per cortesia, Avvocati...

FRANCESCO LETTERA: il caveaux...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...ma sta interrogando il Pubblico Ministero, potete aspettare, quando ho finito io farete tutte le domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, mi perdoni, tutto questo è chiaro, l’importante è che sia chiaro dove erano queste cambiali, questi cassetti, erano in questa...

FRANCESCO LETTERA: nel caveaux.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...oltre questa porta.

FRANCESCO LETTERA: nel caveaux, che era un... il caveaux come il caveaux di una banca.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma questo armadio che copriva la porta...

FRANCESCO LETTERA: era nell’anticaveaux.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e oltre... i locali che erano oltre questa porta non c’entrano niente con le cambiali?

FRANCESCO LETTERA: no, erano altri documenti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ecco, chiariamo questo.

FRANCESCO LETTERA: erano un caveaux, noi vediamo caveaux ed anticaveaux, nel caveaux noi entriamo dalla porta principale, la porta, ecco oggi parlo di porta principale, in questo caveaux noi troviamo le monete che poi sono stati tutti... c’è un verbale, quindi tutti beni ritrovati, quadri, oggetti, simboli della Federconsorzi, cambiali relative agli anni precedenti con scadenza anteriore al ’91...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): i cassettini dove c’erano le cambiali dove erano?

FRANCESCO LETTERA: in questo... sempre nel caveaux.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sempre nel caveaux.

FRANCESCO LETTERA: nel caveaux e il cassiere precisò che in quei cassetti erano state custodite le cambiali con scadenza ’91, ’92, ’93, ’94 e ’95.

Tenuto conto del numero notevole dei cassetti, l’importo delle cambiali doveva essere indubbiamente cospicuo.

DIFESA IMPUTATO CATALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato la prego, mi perdoni...

FRANCESCO LETTERA: non ho visto le cambiali, abbiamo notato i cassetti vuoti, alla domanda...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti, Avvocato la prego, andiamo avanti, Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’accesso diciamo segreto portava attraverso questo armadio in altri locali...

FRANCESCO LETTERA: benissimo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...questi altri locali avevano altre uscite, altri accessi?

FRANCESCO LETTERA: ma c’era la possibilità, aprendo un vetro, di passare poi in una intercapedine della... in una intercapedine, ma l’accesso secondario sta...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma io, chiedo scusa, io non capisco l’ilarità.

FRANCESCO LETTERA: ...l’accesso secondario...

VOCI: (in sottofondo).

FRANCESCO LETTERA: ...signor Procuratore, signor Presidente, l’accesso secondario l’abbiamo scoperto dopo un anno e mezzo, anche del caveaux perché anche il caveaux non aveva solo una porta di accesso, ma aveva la porta principale attraverso la quale si passò, il cassiere mai disse, tanto meno non risulta dal verbale, che c’era una seconda porta, la quale fu scoperta quando furono tolti gli armadi dal corridoio esterno e dal caveaux e apparve questa seconda porta.

Anzi, poiché il caveaux era chiuso, si pensò ad un’altra cassaforte, che poi alla fine si chiarì: “No, non è un’altra cassaforte, ma è la uscita secondaria o la porta secondaria del caveaux”.

Quindi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, riprendiamo il discorso di queste cambiali; da una parte le dichiarazioni del cassiere, da una parte quello che lei ha visto, ossia che c’erano cassettiere analoghe fino all’anno ’90 che contenevano cambiali, lei ha dedotto e ci ha detto che nelle cassettiere vuote dovevano esserci per forza cambiali scadenti dal ’91 al ’94.

FRANCESCO LETTERA: c’erano proprio le date.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il cassiere ha anche... il cassiere o il custode delle chiavi o...

FRANCESCO LETTERA: il cassiere.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...o chi altro, ha anche riferito circa il prelievo di queste cambiali in qualche momento del...

FRANCESCO LETTERA: sì, il cassiere disse in quella occasione che le cambiali...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il cassiere, nella persona di?

FRANCESCO LETTERA: ...il cassiere della Federconsorzi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): che si chiama?

FRANCESCO LETTERA: questa è una...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non è indicato in lista.

FRANCESCO LETTERA: fu identificato, perché sta nel verbale ecco... quello che apre e quindi c’è nel verbale, è un impiegato, non è che avessi rapporti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

FRANCESCO LETTERA: il cassiere chiarì che quelle... lui apriva periodicamente il caveaux per consentire al contabile, ai Dirigenti della Federconsorzi di prelevare le cambiali in scadenza e di mandarle all’incasso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chi erano le persone che materialmente, secondo le dichiarazioni del cassiere, andavano a prelevare queste cambiali?

FRANCESCO LETTERA: in particolare il Ragionier Ciatti o gli incaricati del Ragionier Ciatti, che era il responsabile della contabilità.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora...

FRANCESCO LETTERA: in precedenza la contabilità faceva capo, aveva fatto capo al Dottor Bambara.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): tra il personale del Ragionier Ciatti c’era anche la signora Canestrini, per caso?

FRANCESCO LETTERA: non... la signora Canestrini aveva lavorato un certo periodo...

Signor Procuratore, Signor Presidente, il personale della Federconsorzi aveva un suo assetto organizzativo fino a quando la Federconsorzi ha operato in bonis, con la crisi della Federconsorzi c’è stato un rivolgimento di ruoli, c’è stato uno spostamento di personale dall’una all’altra parte.

L’episodio al quale fa riferimento il Signor Procuratore riguarda il rinvenimento delle cambiali nella cassaforte in Via Salaria, rinvenimento che si ebbe nell’aprile del ’96, quindi in epoca diversa e anteriore al rinvenimento delle cambiali del caveaux in Via Curtatone.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, noi non possiamo neppure escludere che le cambiali ritrovate nella cassaforte non potessero essere state in passato nel caveaux.

FRANCESCO LETTERA: dobbiamo ritenere...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non lo sappiamo, ma non possiamo escluderlo.

FRANCESCO LETTERA: assolutamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è un dato congetturale, ma...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

FRANCESCO LETTERA: ecco, ora l’episodio al quale, se io devo parlare delle cambiali ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): parliamo prima dell’episodio della Canestrini.

FRANCESCO LETTERA: ecco, la Canestrini era persona addetta comunque alla contabilità, è stata per un periodo addetta alla contabilità e la Canestrini mi dichiarò, ma su questo fatto ancora non ho parlato, che le cambiali, mi dichiarò a distanza di tempo, che dopo la separazione delle funzioni del Commissario Governativo e di Liquidatore, personale della S.G.R., personale della Federconsorzi, portò in Federconsorzi delle cassette, dei cartoni contenenti cambiali.

Questa è la indicazione che dette la signora Canestrini, cambiali delle quali non si aveva assolutamente contezza nella maniera più assoluta.

Poi passiamo al campo delle cambiali per quello che ha visto il custode successivamente, però la signora Canestrini fa riferimento ad altro episodio, ripeto emerso nel corso del sequestro disposto dalla Procura di Perugia, quando il capo contabile, Ragionier Ciatti, indicò al Maresciallo dei Carabinieri, credo Fringuello, disse: “Ma, veda lì dentro – disse – che cosa deve vedere?” disse il Maresciallo al Ragionier Ciatti: “Guardi, lì dentro ci sono degli effetti” e quindi a un certo punto aprì lui questa cassaforte, il Ragionier Ciatti, e dalla cassaforte tirò fuori alcuni scatoloni contenenti cambiali, alcune messe una dietro l’altra, così impacchettate, altre addirittura alla rinfusa, come può essere non so uno scatolone di giocattoli di un bambino, così stavano alla rinfusa le cambiali; non c’era un elenco, non c’era nulla.

Dice: “Che cosa sono queste?”, “Sono cambiali”, “E come è che stanno qui?”, “Stanno qui”; questa è stata la risposta del cassiere, dopodiché non c’era un elenco, non c’era un inventario e tant’è che il procedente, il Pubblico Ufficiale, il Carabiniere, poi iniziò una verbalizzazione e per alcuni giorni il personale del custode o il personale che era in forza al custode, fece un inventario insieme al Ragionier Ciatti di tutte queste cambiali.

Impiegammo diversi e svariati giorni per inventariare queste cambiali e sono queste cambiali, cambiali degli agricoltori che avevano ricevuto i finanziamenti agrari, in quanto la Federconsorzi era il principale istituto di credito agrario in Italia fino al ’91; non c’era nessuna banca che gestisse tanto credito agrario quanto la Federconsorzi.

Il Dottor Bambara, per esempio, mi chiarì nel luglio, a fine di luglio del ’95, quando cambiò completamente atteggiamento nei miei confronti, che la Federconsorzi negli ultimi cinque anni aveva gestito una media di 800 miliardi di credito all’anno, agrario annuo, con punte di 1.000 miliardi.

Quindi queste cambiali dovevano necessariamente, essendo intestate alla Federconsorzi, essere custodite nel caveaux e non altrimenti, e non altrove.

Quindi fu fatto l’inventario di queste cambiali e siamo all’inventario delle cambiali del secondo sequestro, la seconda fase del sequestro, abbiamo cambiali verso gli agricoltori ed è tutto indicato, tutto tabellato, abbiamo cambiali verso i Consorzi Agrari, sia cambiali agrarie, sia cambiali ordinarie, sia cambiali che erano... che avevano la data scritta a matita e non erano... non avevano la data scritta a penna; erano circa 180 miliardi questo gruppo di cambiali che avevano un... erano in uno scatolo particolare.

Alla richiesta al Ragionier Ciatti perché... poi al Direttore Bambara perché queste cambiali in parte erano ordinarie e in parte erano agrarie, lui rispose che alcune cambiali erano agrarie per risparmiare i bolli, roba di questo genere, ecco quindi c’era stato un tentativo di ridurre la spesa.

Di queste cambiali nessuno aveva contezza, nessuno sapeva niente di concreto di queste cambiali.

Allora, queste cambiali hanno cambiali agricoltori, cambiali verso i Consorzi Agrari, cambiali cosiddette verso i Consorzi Agrari a garanzia, perché così sono state chiamate in un certo periodo o così risultano determinati atti per 181 miliardi.

Le cambiali per gli agricoltori sono state da me messe all’incasso e molte sono state incassate per molti miliardi, abbiamo i rendiconti dai quali risulta tutto l’incasso fatto di queste cambiali.

Un gruppo di queste cambiali era misteriosamente bruciato ad Enna per due miliardi e mezzo, ma da accertamenti fatti da me, come custode, risultò invece che una parte di queste cambiali erano state incassate e pagate anche dopo l’incendio, però con il dissequestro queste cambiali poi sono passate al Liquidatore dei beni, quindi le vicende ulteriori, perché noi avevamo già iniziato l’azione per, praticamente, ricostituire queste cambiali e ricreare l’ammortamento dei titoli cambiari.

Una parte di queste cambiali, quelle di Cagliari, del Consorzio Agrario di Cagliari in particolare, abbiamo i documenti per due miliardi e mezzo, risultò che anche senza girata le cambiali erano state gestite dalla S.G.R. e Funzionari della S.G.R. poi avevano prelevato dal Consorzio Agrario queste cambiali e le detenevano presso la S.G.R. Successivamente la S.G.R. queste cambiali le trasferì al Ragionier Ciatti.

Quindi noi abbiamo avuto in un periodo della procedura, anteriore certo a questo Commissario, io ritengo all’insaputa dei Commissari, che le cambiali all’ordine Federconsorzi venivano affidate al Consorzio Agrario, però il Consorzio Agrario invece di restituirle alla Federconsorzi, legittimata unica, le affidò alla S.G.R., perché probabilmente in esecuzione dell’Atto Quadro tutti i crediti della Federconsorzi venivano attivati dalla S.G.R., ancorché non trasferiti, in questo caso con spese a carico della S.G.R.; quindi abbiamo queste cambiali agrarie.

Poi abbiamo due altri tipi, quelli consistenti, che formano gli 800 miliardi di crediti verso i Consorzi Agrari, formati da 180 miliardi e 600 e qualcosa miliardi.

Su questi... una parte di queste cambiali scadeva in corso di procedura nei confronti, dico dopo il 17 maggio ’91, nei confronti di Consorzi Agrari che erano in bonis e che in corso di procedura non furono posti all’incasso.

A richiesta al Commissario Giudiziale di questa incomprensibile anomalia, perché queste cambiali ancorché credito verso i Consorzi Agrari in bonis non fossero state azionate, certamente per recuperare i crediti della Federconsorzi, lui rispose che nessuna disposizione era stata data per impedire questo recupero, e abbiamo le note qui.

Le posso anche ricordare, se lei ritiene opportuno, posso anche richiamare la...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per impedire? Per consentire il recupero.

FRANCESCO LETTERA: nessuno... il Commissario Giudiziale mai aveva dato disposizione per non mettere all’incasso queste cambiali, quindi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi in negativo ha risposto.

FRANCESCO LETTERA: in negativo sì, non c’era stata assolutamente nessuna indicazione di questo tipo, quindi una volta che il Commissario Giudiziale mi dichiara che per queste cambiali la procedura nulla sapeva, evidentemente è una gestione fatta in maniera difforme dalle norme, dalla struttura.

Struttura che in parte era restata in Federconsorzi, in parte era transitata alla S.G.R., perché l’anomalia della S.G.R., in questo senso anomalia, non solo la nomina del Direttore Generale nella persona del Direttore Generale della Federconsorzi, e di questo io ne ho testimonianza diretta e personale, perché casualmente io passavo per Via Curtatone, incontrai il Dottor Bambara e il Ragionier Ciatti nel settembre del ’93, e mi chiesero che cosa mai io stessi facendo in quella strada.

Ho detto: “Ma io esco dai servizi pubblici, dai servizi tecnici nazionali”, anzi domandai loro: “Che cosa fate qui?”.

Dice: “Come che cosa... lei non sa che cosa è questo palazzo?”, “Io non conosco questo palazzo”, “Questa è la Federconsorzi”, “Ah, questa è la Federconsorzi?”, comunque mi disse il Ragionier Ciatti: “Lei deve fare gli auguri al Dottor Bambara perché è stato nominato Direttore Generale della S.G.R.”.

Feci gli auguri al Dottor Bambara, siamo nel ’93, punto e basta, quindi un episodio passato, quindi che il Dottor Bambara fosse stato nominato Direttore S.G.R. me lo confermò lui personalmente, il Ragionier Ciatti, e gli feci anche le congratulazioni, quindi quando non ero... la Federconsorzi era totalmente estranea ai miei orizzonti.

Quindi noi abbiamo circa 100 miliardi di queste cambiali che scadono in corso di procedura e non sono mandate all’incasso e non sono state mandate all’incasso in corso di procedura, tant’è che per due miliardi e mezzo, le cambiali del Consorzio Agrario di Siena, si verifica questa situazione, che le cambiali sono scadute nel dicembre ’91 e nel gennaio ’92, la S.G.R. e il Consorzio Agrario di Siena fanno una transazione che si conclude nel ’96, io credo che nel marzo del ’96 le cambiali, che pur figuravano nell’elenco delle cambiali da sottoporre a sequestro, queste cambiali risultano invece già consegnate al... risultano consegnate dal cassiere della Federconsorzi al Consorzio Agrario di Siena, quindi erano cambiali a tutti gli effetti valide.

Si tenga presente che queste cambiali non potevano essere state trasferite alla S.G.R. perché il Giudice Delegato aveva stabilito che le cambiali potevano essere trasferite soltanto con girata.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quando? In relazione a quel parere precedente...

FRANCESCO LETTERA: in relazione a quel parere, quindi queste cambiali nessuno avrebbe potuto trasferirle, in precedenza nessuno le aveva trasferite, successivamente al parere del ’95 nessuno le aveva trasferite, quindi queste cambiali dovevano avere una collocazione diversa da quella... e una qualificazione diversa dai crediti commerciali verso i Consorzi Agrari.

Si tenga presente che vi sono le cambiali verso le banche e le cambiali verso i Consorzi Agrari, ammontano nel loro complesso, tutti e due insieme i cespiti, a 800 miliardi, sia le cambiali verso le banche, sia le cambiali verso... i crediti verso i Consorzi Agrari trovati nel secondo sequestro.

Nel bilancio del ’95, fatto nel ’96, una situazione terribile, c’è una indicazione che non risponde esattamente alla situazione reale, perché si dice nel bilancio, che io pure ho sottoscritto, ma questa è un’imprecisione che poi trova smentita in documenti precedenti sottoposti a me dal Direttore Generale di Federconsorzi e trasmessi alla S.G.R., i famosi prestiti dodecennali o prestiti in garanzia, che si diceva che erano stati ceduti crediti commerciali alla S.G.R., ma i titoli permangono invece presso la cassa di Federconsorzi.

Questa è una indicazione della quale io non ricordavo la stesura, perché il bilancio non era fatto dal Commissario Governativo, il bilancio veniva predisposto dalla struttura, cioè assieme il Direttore Generale con dei tecnici nominati dagli organi della procedura, pagati dagli organi della procedura.

Ecco, perché queste cambiali non potevano far parte dei crediti ceduti alla... non potevano essere un “di cui”?

Perché nella relazione che abbiamo fatto alla S.G.R. veniva indicato che queste cambiali dovevano essere trasferite alla S.G.R. e siamo nell’agosto del ’95, quindi nell’agosto ’95, dopo che già c’era stata questa posizione non condivisa dal Liquidatore con il Tribunale, emerge che queste cambiali, in particolare quelle in garanzia, non erano state trasferite alla S.G.R. e quindi erano da trasferire.

C’è una lettera scritta da me e al Commissario Giudiziale, perché tutto andava anche al Commissario Giudiziale, dalla quale risulta la necessità di trasferire queste cambiali.

Quindi quando ci troviamo di fronte a queste cambiali, certamente essendo scadute anche in procedura, poiché il Commissario Giudiziale aveva dichiarato che di queste cambiali nulla sapeva, poiché non potevano essere state trasferite certamente a S.G.R. perché S.G.R. diceva di non averle mai ricevute, né potevano essere confuse con i crediti commerciali perché se qualcuno avesse predisposto un trasferimento con lettera commerciale di crediti cambiari, certamente avrebbe violato quello che era un ordine preciso, una direttiva degli organi della procedura e del Giudice Fallimentare e certamente non è operazione possibile e consentibile, né tanto meno...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, mi faccia capire, se ho capito bene il ragionamento suo che fa; in relazione alla richiesta di S.G.R. si capisce che ci sono delle cambiali da trasferire, giusto?

FRANCESCO LETTERA: no, è che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e quindi a quella data quelle certe cambiali...

FRANCESCO LETTERA: no, siamo noi, il Direttore Generale predispone una relazione per la S.G.R., nella quale dice...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in che data?

FRANCESCO LETTERA: il 1 agosto del... il 2 agosto del ’95.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e cosa dice?

FRANCESCO LETTERA: ecco, questa relazione chiarisce che sono da trasferire determinate cambiali e fra queste cambiali ci sono...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per un importo di?

FRANCESCO LETTERA: di 180 miliardi; ora lo troviamo subito perché questa... abbia pazienza, perché non abbiamo molte carte con noi, però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, sono circa 180 miliardi.

FRANCESCO LETTERA: circa 180 miliardi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e allora cosa succede?

FRANCESCO LETTERA: S.G.R. aveva chiesto la cessione del trasferimento dei crediti commerciali, successivamente come custodi veniamo a conoscenza del fatto che S.G.R. accedeva alla contabilità Fedit, il custode non poteva accedere alla contabilità Fedit, c’è stato un insieme imponente di provvedimenti della Procura della Repubblica per consentire al custode, dando ordini specifici agli organi della procedura,  di fare accedere il custode alla contabilità Fedit.

Ecco, quindi quando la S.G.R. ha chiesto la cessione, certamente non poteva chiedere la cessione delle cambiali per il semplice fatto che la S.G.R. sapeva che le cambiali dovevano essere cedute tramite girata.

Queste cambiali di 800 miliardi non erano state girate, quindi erano da considerare non cedute; si aggiunga che una parte di queste cambiali erano scadute in corso di procedura, a maggior ragione se il Commissario Giudiziale chiarisce che queste cambiali dovevano essere poste all’incasso e qualcuno arbitrariamente non le ha poste all’incasso, certamente queste azioni, il credito portato da queste cambiali andava tutelato; fu tutelato chiedendo l’annotazione in via amministrativa del sequestro.

Alcuni Consorzi Agrari accedettero a questa annotazione, altri inopinatamente hanno rifiutato questa annotazione in via amministrativa e hanno costretto ad una azione di annotazione delle cambiali che... del sequestro in via giudiziale.

Certamente era un cespite che andava comunque tutelato perché se non si fosse fatta l’annotazione, c’era la scadenza dei dieci anni, si sarebbe persa non solo l’azione cambiaria, ma anche il credito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi ne desumo che queste cambiali, lei dice, non sono riferibili ai crediti commerciali di cui si parlava, di cui era stata chiesta la cessione.

FRANCESCO LETTERA: due sono le cose.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a questo punto qual era la causale, peraltro?

FRANCESCO LETTERA: di che? Delle cambiali?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di queste cambiali.

FRANCESCO LETTERA: ecco, fra le cambiali che potevano essere cedute con crediti, con lettera commerciale, si poteva ipotizzare eventualmente gli 800 miliardi di cambiali presso le banche, ma non queste cambiali.

Queste cambiali non potevano comprendersi fra i crediti commerciali, mai il Direttore Generale, mai il contabile della Federconsorzi ha detto a me, e credo a chicchessia, che nei crediti commerciali c’erano questi 800 miliardi di cambiali, né il Dottor Ciatti, il Ragionier Ciatti, all’epoca del sequestro, dichiarò che quelle cambiali erano tanquam non esset.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma che cosa erano allora? Prestiti? Che cosa erano?

FRANCESCO LETTERA: ecco, era il finanziamento che avveniva, che veniva fatto dalla Federconsorzi ai Consorzi Agrari.

Sulla vicenda delle cambiali si è tanto detto, io non posso essere che testimone di quanto dichiarò a me la Ragioniera Canestrini, quanto dichiarò un Funzionario che si presentò, un ex Funzionario della Federconsorzi, il quale disse che il 17 maggio del ’91 c’era stato un grande andirivieni di taxi e di cambiali che venivano portate, perché?

Ecco, ritorniamo all’anomalia della S.G.R., non era soltanto che il Direttore Generale della S.G.R. era il Direttore Generale della Federconsorzi, ma tutto l’ufficio contabilità, l’ufficio addetto alle cambiali di Federconsorzi fu trasferito in S.G.R. e diventò personale di S.G.R..

Quindi noi non abbiamo avuto più la memoria storica di questa vicenda e si può comprendere allora perché, in forza di quali conoscenze, i due Funzionari della S.G.R. si presentano al Consorzio Agrario di Cagliari e prendono queste cambiali, due miliardi e mezzo di cambiali.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma verificando la contabilità, lei ha mai verificato la contabilità per ricercare la causale di queste cambiali?

Ha avuto occasione di fare un tipo di verifica di questo tipo?

FRANCESCO LETTERA: sì, ecco, sulla contabilità dobbiamo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se l’ha fatto.

FRANCESCO LETTERA: ...dobbiamo chiarire, ci sono anche dei nostri rapporti.

Quando veniamo a conoscenza che c’è una contabilità e che la contabilità è operante e alla contabilità accede S.G.R. come custode, chiediamo agli organi della procedura di farci accedere alla contabilità.

Inizia una lunghissima schermaglia che dura molti mesi fra il custode e gli organi della procedura; finalmente ci consentono di accedere alla contabilità e si va avanti e cominciamo a delineare il quadro delle cambiali, dei movimenti cambiari e delle operazioni sottostanti.

Quando si arriva a chiedere un ulteriore codice per accedere alla contabilità in particolare di questi 600 miliardi delle cambiali, l’Avvocato Caiafa dispone la risoluzione del contratto con la società che gestiva l’archivio informatico della Federconsorzi e praticamente il custode fu messo nella impossibilità di continuare nel controllo di queste cambiali, nella verifica di queste cambiali.

Questo risulta tutto quanto rapportato, perché certamente sono cose che hanno turbato enormemente, perché noi oramai...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei questo controllo non lo ha fatto per niente oppure è stato interrotto a un certo punto?

FRANCESCO LETTERA: è stato interrotto, quando abbiamo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nei limiti in cui lei lo aveva fatto...

FRANCESCO LETTERA: risultavano crediti, risultavano tutti crediti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): crediti come?

FRANCESCO LETTERA: crediti della Federconsorzi nei confronti del Consorzi Agrari.

Signor Presidente, inizialmente i crediti della Federconsorzi nei confronti dei Consorzi Agrari furono... il credito, il complesso dei crediti fu valutato in 2.200, 2.300 miliardi.

I crediti verso i Consorzi Agrari ceduti nel ’95 ammontano a 1.100 miliardi, quindi fra 1.100 miliardi e 2.300 miliardi ci sono 1.200 miliardi di differenza.

Su questi 1.200 miliardi di differenza non si è riuscito a fare completa chiarezza, comunque sia, avendo noi avuto dal Commissario Giudiziale Picardi effetti cambiari emessi dai C.A.P. e custoditi in cassaforte Fedit il 29 luglio ’96, il Commissario Giudiziale che scrive a me come Commissario e Antonio Cataudella, Antonino Cataudella come Liquidatore: “Rispondo alla sua del 28 maggio ’96 – quindi siamo un mese dopo il sequestro – non risultano al sottoscritto Professor Picardi atti che abbiano autorizzato la Fedit a non incassare alla scadenza gli effetti cambiari, a non avvalersi delle garanzie nel caso di effetti agrari, né sono state impartite dalla procedura istruzioni per la ricerca di forme di adempimento diverse dal pagamento. - il che sembrerebbe alludere ad eventuale datio insolutum – In alcuni casi codesto Commissario Governativo dell’epoca e quindi il predecessore ha peraltro proposto transazioni con i C.A.P. che talvolta sono state anche autorizzate dal Tribunale.”

Quindi il 28... 29 luglio del ’96 il Commissario Giudiziale dichiara che di queste cambiali non aveva conoscenza, non aveva autorizzato a non porle all’incasso né a non azionarle; questo è quello che mi constava.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni Pubblico Ministero...

FRANCESCO LETTERA: è la lettera del 29 luglio ’96.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...questo documenti è prodotto in atti?

Adesso non ho memoria; non credo, forse è il caso di vedere se sia acquisito.

FRANCESCO LETTERA: il Commissario Giudiziale il 15 aprile ’96 scrive al Dottor Bambara e a me, al Dottor Bambara: “Egregio Direttore, ho ricevuto dal Commissario Governativo nella qualità di custode giudiziario la lettera 12 aprile ’96 con la quale viene evidenziato che il 10 aprile ’96 in cassaforte erano presenti cambiali agrarie e ordinarie per 172,8 miliardi da un lato e 611,8 miliardi dall’altra, titoli che non risulterebbero inventariati e non figurerebbero nei bilanci oltre che nella relazione del sottoscritto il 29 gennaio ’91. Il Commissario Governativo custode giudiziario aggiunge che tali titoli non risultano passati all’incasso. Tutto ciò premesso, la struttura vorrà precisarmi il proprio punto di vista in merito e fornirmi ogni utile elemento. Con i migliori saluti, 15 aprile ’96, Professor Picardi”.

Il 29 luglio c’è ancora un’altra precisazione del Professor Picardi su questa materia, quindi il custode a questo punto, di fronte a due precise prese di posizione del Commissario Giudiziale, ha operato di conseguenza.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certamente; Ufficiale Giudiziario, mi perdoni...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): posso intromettermi un attimo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): aspetti un attimo, Pubblico Ministero; Ufficiale Giudiziario, mi perdoni, quel... quanti documenti sono?

FRANCESCO LETTERA: due, due fogli.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questi due fogli può mostrarli alle Parti, eventualmente se sono consenzienti all’acquisizione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Avvocato Lettera, dunque, nella sua dettagliata esposizione ha fatto cenno al fenomeno dei titoli cambiari scaduti senza azionamento.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): può quantificare... e in relazione a Consorzi Agrari in qualche caso all’epoca in bonis, all’epoca del...

FRANCESCO LETTERA: esatto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...può quantificare i titoli scaduti nei confronti di C.A.P. in bonis o C.A.P. sia pure in procedura?

FRANCESCO LETTERA: signor Presidente, quando il custode ricevette questa massa enorme di cambiali, si preoccupò innanzitutto di fare una contabilità automatizzata, perché andavano innanzitutto inventariati, andavano classificati, non c’era nulla.

Noi ricevemmo dei cartoni con dentro queste cambiali alla rinfusa e vi abbiamo fatto ordine, abbiamo fatto la relazione e alla procedura e al Tribunale.

Da parte della procedura mai è intervenuta una qualche contestazione su questa archiviazione.

Per rispondere alla richiesta del signor Procuratore, preciso quanto segue: “Totale delle cambiali scadenti poste il 17 maggio ’91 nei confronti di C.A.P. - di Consorzi Agrari in amministrazione ordinaria e/o commissariati, quindi non C.A.P. in liquidazione coatta, c’erano i Commissari Governativi in luogo dei Presidenti – abbiamo 33 miliardi, poi cambiali di prestito decennali scadenti dal 17 maggio ’91 e la data di liquidazione coatta amministrativa dei Consorzi Agrari – quindi quando i Consorzi Agrari debitori erano in bonis – 15 miliardi”.

Abbiamo l’elenco, l’importo, e l’elenco dei Consorzi Agrari, questa è una tabella che si può consegnare, siamo 33 più 15, poi abbiamo: “Cambiali di finanziamenti scadenti tra il 17 maggio ‘91 e data della liquidazione coatta amministrativa, 32 miliardi”, quindi abbiamo ancora: “Cambiali agrarie scadenti tra il 17 maggio ’91 e data della liquidazione coatta amministrativa, altri 10 miliardi”.

In totale sono 33 più 15 più 32 più 10, sono 75... sono 90... quasi 91 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di quelli sicuri, ossia con...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quell’elenco mi pare che l’abbiamo, vero?

FRANCESCO LETTERA: sì, questi sono 91 miliardi, erano totalmente liquidi ed esigibili ed andavano posti all’incasso, quindi chi non ha posto all’incasso in corso di procedura queste cambiali ovviamente ha operato contro le direttive della procedura, perché...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e a posteriori quanto si è recuperato da queste cambiali?

FRANCESCO LETTERA: ecco, di queste cambiali Cuneo ha pagato tutto, quasi tutto alla S.G.R., aveva pagato perché aveva iniziato l’ammortamento prima, Venezia ha pagato, Viterbo risulta... Siena ha pagato 2 miliardi e quattro, Pesaro ha pagato 2 miliardi e tre, ma non ha pagato al custode, perché una parte di queste cambiali aveva formato oggetto di accordi fra S.G.R. e i Consorzi, soltanto Cuneo aveva versato le ultime rate... cioè, un Consorzio aveva versato alcune rate a noi e poi noi abbiamo, alla fine del dissequestro, abbiamo provveduto a restituirle queste somme.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi, mi perdoni, erano cambiali che avevano formato oggetto di accordi con...?

FRANCESCO LETTERA: S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): S.G.R..

FRANCESCO LETTERA: esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi senza...

FRANCESCO LETTERA: in parte.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...senza che fossero state restituite le cambiali però.

FRANCESCO LETTERA: esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi deve supporsi che tra quelle cambiali rinvenute vi fossero anche quelle che avevano formato oggetto comunque di una pattuizione tra S.G.R...

FRANCESCO LETTERA: sicuramente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e quindi poi sono state restituite ai Consorzi queste cambiali?

FRANCESCO LETTERA: quando hanno paga... in parte sono...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): riferiti a questi accordi.

FRANCESCO LETTERA: ...quando il credito è stato pagato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): man mano che è stato esaurito il pagamento...

FRANCESCO LETTERA: ...vedi Siena, per le cambiali che non... fra garanzia e altro questo c’è da chiarire, perché la formula in garanzia ex post, una cambiale per essere in garanzia deve portare indicazioni “in garanzia”, non c’è nessuna indicazione su queste cambiali che siano in garanzia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

FRANCESCO LETTERA: la stessa questione che si è posta, e faccio un inciso, per la vicenda Agrifactoring quando Agrifactoring sostenne nei confronti della procedura ed anche della Federconsorzi che le cambiali erano in garanzia, si è fatto un insieme imponente di cause che poi sono state transate e si... anzi, ci fu la sentenza, poi c’è stata la transazione generale fra la procedura e la Agrifactoring, la quale... la sentenza disse e chiarì che quelle cambiali non erano state date in garanzia, una cambiale in garanzia deve portare l’annotazione “in garanzia”, altrimenti è una cambiale che vale come titolo pieno, quindi senza bisogno del rapporto sottostante.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi tornando, appunto... sono stati pagati, alcuni hanno formato oggetto di accordi precedenti.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ecco; e poi?

FRANCESCO LETTERA: ecco, di queste cambiali, di queste cambiali risultano per esempio un accordo fatto... al Consorzio Agrario di Reggio Emilia, che era debitore di 84 miliardi e il Consorzio Agrario di Reggio Emilio per una transazione fatta con S.G.R. per queste cambiali paga circa 12 miliardi e questi 12 miliardi 7 sono incassati, sono stati già incassati, gli altri, l’ultima tranche sarà incassata, sarà versata dal Consorzio Agrario di Reggio Emilia a questo custode nel mese di ottobre.

Quindi queste cambiali... ecco, l’insieme comunque di queste cambiali certamente trova parte di soddisfazione per effetto di un’altra operazione, ovverosia il pagamento da parte dello Stato ai Consorzi Agrari, non solo quelli in bonis, ma anche quelli in liquidazione coatta amministrativa, del credito per ammassi.

Il credito per ammassi certamente è una liquidità sulla quale si può rivalere il creditore per recuperare in tutto o in parte il suo credito, quindi nei confronti di molti Consorzi Agrari c’è la possibilità concreta di recuperare ancora del denaro, anche parecchio denaro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, perché... andare per flash, altrimenti sarebbe difficile reggere il filo del discorso.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo concetto che lei ha espresso è chiaro, ma tornando un attimo al punto di partenza, che è quello che mi interessa di più, abbiamo detto, secondo il suo ragionamento, queste cambiali non si riferivano a crediti commerciali, ma erano crediti inerenti presumibilmente ad altro tipo di rapporto tra Federconsorzi e il sistema dei Consorzi, giusto?

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): presumibilmente, non lo so, finanziamenti, prestiti, qualcosa di questo genere.

Lei ha verificato se per un importo coerente con quello delle cambiali stesse, compatibile, in qualche modo riconducibile a quello, le contabilità dei Consorzi, o piuttosto della Federconsorzi indicassero dei crediti di Federconsorzi ai quali potevano accedere queste cambiali?

FRANCESCO LETTERA: ecco, signor Presidente, chiarisco questo punto che è molto giusta osservazione, anzi fondamentale domanda, abbiamo cercato di fare questa comparazione utilizzando i bilanci dei Consorzi Agrari dal ’91 che erano in nostro possesso nella qualità di custode.

Bene, non c’è coincidenza fra i bilanci dei Consorzi Agrari e i bilanci della Federconsorzi, o almeno c’è una varietà enorme di situazioni differenziate per cui se ne deve trarre la conclusione, o almeno è la conclusione alla quale sono pervenuto in questa fase, che non c’è stata lealtà da parte della struttura della Federconsorzi, ma non c’è stata neanche lealtà da parte degli Amministratori dei Consorzi Agrari dell’epoca, i quali oggi nella quasi totalità non sono più tali, sono pensionati, sono scomparsi, perché dopo dieci anni... undici anni sono passati, quindi non c’era coincidenza, non c’era coincidenza nei bilanci e devo dire che questa operazione è stata fatta da funzionari che erano della Federconsorzi e che erano addetti al controllo dei Consorzi, della contabilità dei Consorzi Agrari, che poi sono stati assunti dall’Amministrazione dello Stato e dall’Amministrazione dello Stato sono stati dati in comando al Commissario Governativo.

Quindi era personale, sia pure Ragionieri, comunque erano di notevolissima esperienza, i quali hanno fatto queste verifiche e hanno avuto difficoltà enormi.

Certamente le difficoltà sono diventate insuperabili quando gli Organi della procedura ci hanno tolto il contatto con la contabilità, perché in quel momento noi stavamo per quadrare tutta la situazione e ci è venuto meno la possibilità di accedere, di definire questo aspetto fondamentale, non solo nell’interesse del custode, perché in fondo il custode è un mero custode, ma nei confronti dell’intero processo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): adesso...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): Presidente, la domanda che ha fatto lei...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): per cortesia però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi consenta di attendere la risposta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io vorrei un attimo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha ragione, Pubblico Ministero, ma sennò ci disperdiamo; il punto è un altro, lei ha detto uno... la mia domanda aveva due temi.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): uno il controllo incrociato, diciamo, tra le contabilità e su questo lei ha risposto.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): residua l’altro punto; comunque sul versante Federconsorzi, rispetto alla contabilità Federconsorzi per come lei l’ha potuta consultare nei limiti in cui lei l’ha consultata ovviamente...

FRANCESCO LETTERA: sì, certamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...risultavano, mi pare di capire, mi pare di aver già capito da altre fonti...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...due tipi di crediti, crediti commerciali, quelli che abbiamo detto, e crediti di altro genere, o no?

FRANCESCO LETTERA: ma guardi, il rapporto essendo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nel rapporto con i Consorzi...

FRANCESCO LETTERA: sì, io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...c’era un credito complessivo nei confronti del sistema dei Consorzi...

FRANCESCO LETTERA: esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...che però poteva avere due causali, no?

Dei crediti commerciali che avevano un certo importo e altri crediti presumibilmente per prestiti, finanziamenti e così via.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’importo di questi circa 800 miliardi di cambiali poteva trovare una adeguata collocazione, rispetto alla contabilità Federconsorzi, per come lei l’ha valutata ed esaminata...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...potevano trovare una collocazione nel contesto dei crediti non commerciali di Federconsorzi rispetto ai Consorzi Agrari?

Questa è la mia domanda.

FRANCESCO LETTERA: guardi, poiché noi abbiamo due gruppi, due insiemi di cambiali che sono entrambi di circa 800 miliardi, differiscono di poche lire l’uno dall’altro, uno crediti che poi sono stati girati presso le banche, e io credo che nella pratica commerciale, perché sono entrambi soggetti commerciali, sia Federconsorzi che i Consorzi Agrari, che il Consorzio Agrario paga parte in contanti e parte in cambiali.

Questa cambiale viene immediatamente portata allo sconto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certo.

FRANCESCO LETTERA: ...presso le banche, né può essere diversamente.

Quindi questi 800 miliardi, se si deve parlare di credito commerciale, è più credito commerciale il gruppo, l’insieme delle cambiali che sono presso le banche e presso l’Agrifactoring, che quest’altro insieme.

Quest’altro insieme è formato da cambiali che possono anche corrispondere ad operazioni, sicuramente rispondono ad operazioni commerciali, rispondono anche ad operazioni che commerciali non sono.

Perché ad esempio abbiamo dei Consorzi Agrari i quali hanno una esposizione cambiaria nei confronti della Federconsorzi, che è enormemente smisurata rispetto al fatturato, abbiamo dei Consorzi per esempio siciliani che hanno una esposizione cambiaria abnorme rispetto a quello che è il loro fatturato, lo stesso Consorzio di Catania-Messina, ad esempio, 77 miliardi, che non regge assolutamente, il Consorzio... abbiamo per esempio il Consorzio ancora di Napoli, di Chieti – Pescara, 67 miliardi.

Certo, 67 miliardi rispetto ad un fatturato modestissimo, non tutto è credito commerciale, deve essere un credito che ha altre motivazioni, comunque essendo due soggetti commerciali è sempre un credito dato per rapporti commerciali, non può essere dato a titolo diverso, perché sono entrambi soggetti commerciali.

È vero che la Federconsorzi è un soggetto che è il...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nel momento in cui operava come banca, diciamo così...

FRANCESCO LETTERA: come banca; ma allora cosa c’è da...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, la prego, la prego.

FRANCESCO LETTERA: che cosa... anche i prestiti dodecennali...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): anche quelle cambiali lì lei le considera...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato la prego, Avvocato.

FRANCESCO LETTERA: commerciali, certo sono cambiali...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile).

FRANCESCO LETTERA: noi abbiamo 2.300 miliardi di debiti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): scusi Presidente, non riesco ad intervenire io.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): concludiamo questo discorso, poi lei avrà tutto il tempo che vuole.

FRANCESCO LETTERA: abbiamo per esempio un Consorzio Agrario di Livorno che ha 49 miliardi di debiti cambiari nei confronti della Federconsorzi, che è una entità enormemente superiore a quello che è il fatturato, e abbiamo un elenco, perché c’è un tabella dettagliata analitica, ecco.

Allora, chiedere a me quale è la natura o quale sia stata la natura del rapporto sottostante fra Federconsorzi e Consorzi Agrari, non avendo acquisito i dati non sono in grado di documentare il tipo di rapporto.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): adesso va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato...

FRANCESCO LETTERA: tuttavia...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ce l’ha Pavia nell’elenco, ce l’ha Pavia?

FRANCESCO LETTERA: certo che ho Pavia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, la prego; andiamo avanti, scusate, adesso ho avuto le mie risposte, il Pubblico Ministero può proseguire.

FRANCESCO LETTERA: Pavia sono 8 miliardi e mezzo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, qui il processo di Parti si vuole poi per fare una gazzarra?

Fatemi capire.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma non c’è nessuna economia processuale di portare il teste durante l’esame da parte del Pubblico Ministero verso argomenti che potrei sviluppare dopo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se a me interessano altre cose, lasciatemi fare.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): io avevo ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono)...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la prego, è un battibecco inutile; prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, abbiamo detto titoli cambiari scadenti fino al commissariamento, al Concordato preventivo nei confronti di C.A.P. in bonis e non azionati.

FRANCESCO LETTERA: sì, sono categorie “C” “H” “I” e “G” della cartella.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ho il documento sotto, a me interessano adesso per chiarezza gli importi complessivi, ma l’abbiamo già detto questo.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’altra categoria, secondo la mia prospettazione, sono i titoli con scadenze successive, successive al commissariamento o al concordato preventivo, ossia titoli non scaduti prima, ma titoli con scadenze ancora in corso quando si attiva la procedura concorsuale.

FRANCESCO LETTERA: sì, al momento abbiamo una indicazione, gli effetti scaduti ante 17 maggio ’91 dell’insieme di 800 miliardi corrisponde a 382 miliardi, zero tre milioni, duecentosessantasette, novecentoquarantadue.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi almeno la metà scadevano dopo.

FRANCESCO LETTERA: sì, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di questi titoli, quanti si riferiscono a C.A.P. all’epoca in bonis, all’epoca delle scadenze?

FRANCESCO LETTERA: sono settantacinque, ottantacinque, settantacinque... sono circa novanta, un po’ più di 90 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): 90 miliardi.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e sono C.A.P. che successivamente vanno in procedura?

FRANCESCO LETTERA: alcuni vanno in procedura, altri restano in bonis, come Siena, è sempre restato in bonis Siena, anzi è un colosso Siena.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi per alcuni si è perso...

FRANCESCO LETTERA: la possibilità.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...il privilegio di agire cambiariamente?

FRANCESCO LETTERA: esatto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): per altri sono ancora in bonis e quindi si concorre come...

FRANCESCO LETTERA: per altri la S.G.R. ha già fatto la transazione con il Consorzio Agrario.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma lei ha fatto cenno ad alcuni Consorzi che comunque hanno pagato integralmente.

FRANCESCO LETTERA: sì, per esempio il Consorzio Agrario di Siena mi risulta che ha pagato integralmente tutto, si è definita la posizione del Consorzio Agrario di Latina, del Consorzio Agrario di Pesaro, che sono in bonis, che oggi sono Consorzi che fatturano... Pesaro credo che sia ad 80 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei ha fatto cenno a questo viavai di cambiali.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): da Fedit a S.G.R. e ritorno, sicuramente dalla cassaforte del Dottor Ciatti, forse anche dal caveaux per arrivare alla cassaforte del Dottor Ciatti, non lo sappiamo, ma comunque c’era questo passaggio, ossia di cambiali, se non ho capito male, mai girate ad S.G.R. che venivano trattate da S.G.R., ma...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...noi abbiamo per certo che non venivano trattate cambiariamente, ossia venivano utilizzate per fare le transazioni?

FRANCESCO LETTERA: anche, certamente, perché S.G.R. non poteva azionare il titolo cambiario, non essendoci girata non si poteva agire in via cambiaria, perché tutti questi titoli...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma che necessità c’era?

Cioè, se il debitore, Consorzio Agrario o altro, non sappiamo...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...effettuava transazione, la cambiale doveva tornare, doveva essere restituita?

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e di fatto veniva restituita.

FRANCESCO LETTERA: infatti è stata restituita, il Professor Cataudella, per esempio, ha restituito nel marzo del ’96 i due miliardi e passa di cambiali al Consorzio Agrario di Siena perché aveva dimostrato di aver pagato il proprio debito in questo caso alla cessionaria S.G.R., mi sembra correttamente, ecco, sia pure fatta oggetto di sequestro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sulla natura di questi crediti incorporati nelle cambiali...

FRANCESCO LETTERA: sì.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, la prego.

FRANCESCO LETTERA: quindi sulla natura...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è stata fatta anche una perizia che non è stata in grado di dare una risposta univoca; lei ci ha detto prima che ci sono varie categorie...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...alcune sono crediti verso agricoltori e altre sotto varia causale sono crediti di diversi Consorzi Agrari.

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi pare di aver capito che i crediti verso l’agricoltore sono stati dalla custodia incassati integralmente.

FRANCESCO LETTERA: è stato... per tutti è stata avviata la procedura di incasso, salvo che per la questione di Enna, che bisognava fare l’ammortamento, ma per tutti è stata avviata la procedura di incasso e non mi risulta che per uno solo di questi effetti ci sia stata prescrizione, perché abbiamo interrotto la prescrizione per tutti e abbiamo agito per tutti, e quindi abbiamo incassato dei soldi che risultano dai rendiconti, quindi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): stiamo parlando di tutte le cambiali...

FRANCESCO LETTERA: cambiali degli agricoltori.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...degli agricoltori?

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi che pagano regolarmente?

FRANCESCO LETTERA: sì, hanno pagato e gli agricoltori hanno continuato a pagare al custode dopo due anni e mezzo gli ultimi che avevano assunto degli impegni di rateizzazione hanno finito di pagare, credo, qualche mese fa gli ultimi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi in questo caso noi possiamo dire che questi crediti non rappresentano un duplicato...

FRANCESCO LETTERA: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...dei crediti contabilizzati...

FRANCESCO LETTERA: no, assolutamente sono...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...nella relazione particolareggiata?

FRANCESCO LETTERA: sono crediti a tutti gli effetti aventi loro autonomia e quindi loro valore.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): rispetto alla relazione particolareggiata richiamata dall’Atto Quadro quantomeno questa piccola parte di cambiali, quelle nei confronti di agricoltori sono crediti ulteriori oppure no?

FRANCESCO LETTERA: c’è da ritenere... sono crediti ulteriori sicuramente, perché sono crediti... è denaro che è entrato, quindi... signor Presidente, la contabilità Fedit non è stata un modello di trasparenza, e su questo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, si è detto che tutto questo corpo di cambiali...

FRANCESCO LETTERA: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...altro non fossero che una sorta di garanzia di sottostanti crediti.

FRANCESCO LETTERA: se fosse stata garanzia di sottostante credito uno dei due crediti non poteva avere valenza, cioè o l’uno o l’altro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): o l’uno o l’altro, certo.

FRANCESCO LETTERA: questi sono crediti aggiuntivi, tanto è vero che la S.G.R. nei confronti dei Consorzi Agrari i cui soci erano debitori per cambiali agrarie non è che ha escusso i Consorzi Agrari per la parte meno il credito verso i Consorzi Agra... verso gli agricoltori, ma ha escusso gli agricoltori in toto e i Consorzi Agrari in toto, quindi sono due crediti ben diversi che si sommano, non è che uno confluisce nell’altro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, non è questo il senso; rispetto alle risultanze contabili, voglio dire, le cambia... cioè, voglio dire, è chiaro il concetto che se sono cambiali in garanzia si conta una volta e non si somma, questo è piuttosto ovvio.

Il problema è se in realtà lei ha elementi contabili... la mia domanda, che adesso la fa il Pubblico Ministero, è se lei ha elementi contabili per dire che queste cambiali rappresentano un credito diverso da quello che già comunque risulta in contabilità, tutto qui, soltanto questo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): stiamo parlando delle cambiali degli agricoltori.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): intanto col particolare riferimento alle cambiali che riguardano gli agricoltori.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): scusi, cambiali di agricoltori si intende cambiali agrarie?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): cambiali pagate dagli agricoltori per debiti degli agricoltori.

FRANCESCO LETTERA: signor Presidente, su questo c’è ancora purtroppo da fare un’osservazione, quando vi fu il... fu messa in procedura la Federconsorzi, i Periti dell’epoca contabilizzarono tutte le cambiali, quindi queste cambiali dovevano necessariamente essere comprese nel novero dei crediti della Federconsorzi.

Risulta anche che una parte di queste cambiali sfuggì al calcolo perché erano presso i Consorzi Agrari per il recupero, o erano presso il Fondo Interbancario di Garanzia, o erano oggetto di trattative per avere il rimborso da parte del F.I.G., Fondo Interbancario di Garanzia, in quanto Federconsorzi sedeva in Banca d’Italia, sedeva nel Fondo Interbancario di Garanzia, pagava una quota per riassicurarsi, diciamo, presso il Fondo Interbancario di Garanzia e quindi riscuoteva dal Fondo Interbancario di Garanzia l’equivalente dell’insoluto da parte dell’agricoltore, quindi questo per il Fondo Interbancario di Garanzia.

Ecco, quindi queste cambiali dovevano necessariamente essere in possesso di Federconsorzi, essere comprese nell’inventario, se erano presso i Consorzi Agrari per quella infinita serie di rapporti, molti non chiariti, molti di carattere personale, strettamente personale fra i dirigenti dell’epoca, certamente quelle cambiali ricompaiono improvvisamente, non altrimenti si spiega perché S.G.R. dichiara che due miliardi e mezzo di cambiali della Federconsorzi erano presso il Consorzio Agrario di Cagliari e loro se le vanno a riprendere.

Dopodiché queste cambiali improvvisamente sono cedute, sono passate al Ragionier Ciatti, chi le ha passate e quando non abbiamo nulla.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Presidente, io vorrei rivolgere una preghiera al Collegio, il collega Caiafa è qui fuori, sono le ore 18.00 quasi ed è imprevedibile che ce la possa fare questa sera, perché l’interrogatorio dell’Avvocato Lettera col controesame a mio avviso sforerà anche le capacità di resistenza nostre fissate a mezzanotte.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, io...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): andando avanti fino alle ore 24.00 non ce la facciamo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, io non so dirle...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): quindi se vogliamo... mi scusi Presidente, ma è un...