TRIBUNALE DI PERUGIA

SEZIONE PENALE

AULA 1

PROCEDIMENTO N. 10/01  R.G. DIB. e  474/96  R.G.N.R.

A CARICO DI: GRECO IVO + 3

UDIENZA DEL GIORNO 25 GENNAIO 2002

RINVIO AL 28 FEBBRAIO 2002

CANCELLIERE B3: SIG.RA STEFANIA BERTINI

PARTI PROCESSUALI

 

COLLEGIO: PRESIDENTE    DOTT.    MASSIMO RICCIARELLI

         GIUDICE       DOTT.    MARCO VEROLA

         GIUDICE       DOTT.SSA FRANCESCA ALTRUI

PUBBLICO MINISTERO:     DOTT.    DARIO RAZZI

 

IMPUTATO E DIFENSORE:

GRECO IVO               - AVV. LEMME E AVV. DEL RE MADDALENA

CAPALDO PELLEGRINO      - AVV. VASSALLI E AVV. DEL RE MICHELE

CARBONETTI FRANCESCO    - AVV. VASSALLI E AVV. ZAGANELLI D.

D’ERCOLE STEFANO        - AVV. DEL RE MADDALENA

 

RESP. CIVILE S.G.R.         - AVV. DEL RE MICHELE

 

PARTI CIVILI E DIFENSORI:

VEDI ELENCO

 

ESAME DEI TESTI:

BAMBARA PAOLO           da pag.  3  a pag. 156

 

ESAME DELL’IMPUTATO:

CAPALDO PELLEGRINO      da pag. 157 a pag. 335

 

 

INDICE ANALITICO DA PAG. 337

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per Greco Ivo, che non è presente, l’Avvocato Fabrizio Lemme sostituito dall’Avvocato Maddalena Del Re; per Capaldo Pellegrino gli Avvocati Del Re e Vassalli; per Carbonetti Francesco c’è l’Avvocato Vassalli e l’Avvocato Davide Zaganelli in sostituzione di Stelio; per D’Ercole Stefano?

DIFESA IMPUTATI GRECO E D'ERCOLE (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, ho una sostituzione... nella quale tra l’altro il collega fa presente dell’impossibilità di essere presente per il Professor D’Ercole sia il 28 febbraio che il 28 marzo, per cui chiederebbe, se fosse possibile, di essere sentito il 4 aprile, eventualmente con l’accordo delle Parti o... se fosse possibile appunto in quella data sentirlo e quindi magari anche già iniziata la escussione dei testi della Difesa, se si dovesse esaurire prima di quella data l’esame di Greco e Carbonetti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, va bene, adesso questo lo valuteremo; si dà atto che l’Avvocato Maddalena Del Re deposita delega per conto dell’Avvocato Sammarco, Difensore di D’Ercole, quindi l’Avvocato Del Re anche quindi in sostituzione per delega dell’Avvocato Sammarco e anche dell’Avvocato De Luca, che è codifensore dell’Avvocato Sammarco.

Poi c’è l’Avvocato Del Re per S.G.R., Responsabile Civile; poi, per quanto riguarda le Parti Civili, vedo l’Avvocato Paola e l’Avvocato dello Stato, altri Difensori di Parte Civile non ne vedo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): credo Presidente, se posso parlare per i colleghi, che stiano arrivando, quindi se potessimo magari attendere cinque minuti, dieci minuti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, preso atto di questo, attendo cinque minuti. (Sospensione).-

ALLA RIPRESA

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): diamo atto dell’arrivo di altre Parti Civili, in particolare dell’Avvocato Rosi, dell’Avvocato Fabbri, Avvocato Polimanti, in aggiunta all’Avvocatura dello Stato e all’Avvocato Paola.

Viene introdotto il testimone Bambara Paolo, che viene sentito ai sensi dell’articolo 197 bis, Codice di Procedura Penale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si accomodi; Dottor Bambara, lei ha un suo Difensore?

DIFESA BAMBARA (AVV. CONDEMIO): sì, l’Avvocato Condemio in sostituzione del Professor Fiorella.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è presente, benissimo.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

PAOLO BAMBARA: sono Paolo Bambara, sono nato a Lamezia Terme il 12 luglio 1937.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei è imputato, mi pare di ricordare, nel processo romano, no?

PAOLO BAMBARA: sì, in un processo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): processo collegato al presente; in questa veste lei ha la facoltà di non rispondere ai sensi dell’articolo 210 comma 6 e, peraltro, se intenderà rispondere, dovrà giurare come testimone.

Lei intende rispondere?

PAOLO BAMBARA: sì.

Il testimone presta il giuramento di rito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi viene sentito ai sensi dell’articolo 197 bis, alla presenza del Difensore, Codice di Procedura Penale; l’Avvocato Condemio, in sostituzione dell’Avvocato...?

DIFESA BAMBARA (AVV. CONDEMIO): Fiorella.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Foro di Roma immagino.

DIFESA BAMBARA (AVV. CONDEMIO): Foro di Roma, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perfetto; le Parti Civili possono iniziare il loro esame.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Dottore, sono l’Avvocato Francesco Paola per alcune Parti Civili; ecco, noi vorremmo ricostruire con lei alcuni passaggi.

Intanto ci può specificare quale è stato il suo ruolo, gli incarichi ricoperti in Federconsorzi?

PAOLO BAMBARA: “Il suo ruolo”... scusi?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): gli incarichi ricoperti in Federconsorzi e, come dire, il contenuto concreto delle mansioni esercitate.

PAOLO BAMBARA: sì; io sono arrivato in Federconsorzi alla fine del novembre ’89 e ho assunto le funzioni e le responsabilità di Direttore Centrale Amministrazione... dicevo che sono arrivato nel novembre, fine novembre, ho assunto le responsabilità e le funzioni di Direttore Centrale Amministrazione, Sistemi Informativi e Controllo; l’1 aprile del ’90 mi sono state date anche le funzioni e le responsabilità della Finanza, Responsabile Finanziario.

Il 17 maggio del ’91 la Federconsorzi è stata messa, come tutti sappiamo, in Commissariamento; nell’agosto dello stesso anno è uscito l’allora Direttore Generale, Dottor Pellizzoni, e mi è stata fatta la proposta di subentrare nel ruolo, nelle funzioni, nelle responsabilità della Direzione Generale e ho assunto questo incarico il 16 settembre del 1991, che ho portato avanti, l’incarico, finché non ho lasciato la Federconsorzi nel maggio del ’96.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, per quanto riguarda invece, Dottore, il proprio contenuto in concreto degli incarichi?

PAOLO BAMBARA: sì, come Direttore Amministrativo ero responsabile della contabilità generale, della gestione dei partitari clienti e fornitori; come responsabile dell’informatica ero appunto titolare della gestione del Centro Elaborazione Dati e di tutti i pacchetti applicativi, anche di tipo gestionale, legati al controllo interno.

In quell’anno, 1990, di gestione ordinaria di Federconsorzi questo, per specificare meglio, dell’informatica, ma anche quello della contabilità, è stato un impegno importante, basilare, perché eravamo in clima di riorganizzazione e quindi erano elementi e funzioni aziendali che abbisognavano di essere rimodernati; quindi è stato un impegno importante, fino alla ristrutturazione dello stesso bilancio della Federconsorzi.

Diventato Direttore Generale, ero respo... e poi, scusi, la finanza nell’aprile...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): mi scusi un attimo, Dottore, c’è il collega...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Presidente, volevo solo dare atto che oltre che per... devo sostituire oggi anche l’Avvocato Fanfani per il Consorzio di Perugia, di cui produco delega.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perfetto, allora dia atto di questo.

PAOLO BAMBARA: posso?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, prego.

PAOLO BAMBARA: dall’1 aprile Direttore Finanziario e gestivo i rapporti con le banche, le linee di fido, in Federconsorzi l’esposizione finanziaria era una voce importante, come tutti sappiamo, e gestivo ovviamente le modalità di pagamento dei fornitori e di incasso dei crediti da clienti.

Come Direttore Generale alle dipendenze dei Commissari Governativi, perché ormai c’erano i Commissari Governativi, non c’era più il Consiglio di Amministrazione, come Direttore Generale io gestivo operativamente tutta la struttura, tutta l’azienda, quindi tutti i processi operativi legati alla gestione ordinaria, ma anche legati ai fatti straordinari originati dalla procedura di Concordato, perché successivamente al Commissariamento la Federconsorzi è stata, come sappiamo, inserita in una procedura concorsuale, quella del Concordato Fallimentare con cessione dei beni.

Quindi da Direttore Generale avevo la visione a trecentosessanta gradi della gestione “day by day”, giorno per giorno, operativa, ero responsabile gerarchico di tutta la struttura, all’inizio mille, milleduecento persone, poi purtroppo è scemata la cosa e siamo rimasti in pochi; mi interessavo da quella posizione, quindi non proprio dal punto di vista operativo concreto, perché avevo la mia struttura, da quella posizione tutti i processi legati all’azienda, sia relativi al... come si dice, alla gestione del Concordato Fallimentare e poi all’inizio della Liquidazione, sia i processi normali di ogni giorno.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per quanto riguarda, come dire, le funzioni da lei esercitate in relazione appunto alle linee di fido e quindi alle esposizioni di Federconsorzi, lei ha potuto constatare in questa sua qualità un aumento, come dire, esponenziale degli affidamenti bancari dall’89 al ’91 in Federconsorzi?

PAOLO BAMBARA: guardi, io la ringrazio di questa domanda, che, dico per fortuna, mi è stata posta più volte in varie occasioni, anche in aule giudiziarie; ecco perché, se mi consentite prendo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei è autorizzato ad avvalersi di documenti in suo possesso.

PAOLO BAMBARA: grazie; prendo dei riferimenti che peraltro sono depositati nei fascicoli processuali, diciamo, romani.

Io, Avvocato Paola, devo smentire, come ho documentato e come tra l’altro ha sancito una Sentenza, che è quella della Sesta Sezione del Tribunale Penale di Roma, il Dottor Almerighi ne era il Presidente...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Dottore, io vorrei che precisasse una...

PAOLO BAMBARA: io devo smentire, Avvocato, questa crescita esponenziale a cui lei fa riferimento dell’indebitamento bancario.

La crescita esponenziale c’è stata, è vero, fino alla chiusura del 1989; al bilancio del 31/12/89, sono dati appunto di bilancio, la Federconsorzi ha incrementato l’indebitamento totale, banche e fornitori, o comunque l’indebitamento bancario, di circa 800 miliardi, l’indebitamento bancario, 800 miliardi in più rispetto all’anno prima, nel totale 660... 700 miliardi.

Nel 1990, al 31/12, questo incremento, che c’è pur stato, si è ridotto a 216 milioni... miliardi, scusate, qui adesso bisogna stare attenti.

Questo 1990, che poi è la gestione nostra, testimonia che l’incremento esponenziale se c’è stato c’è stato prima, anzi era in un momento di inversione, ma le dico di più: con i dati al 17 maggio, che è la data “barrage” prima del Concordato, prima del Commissariamento, elaborati poi anche con gli Organi della procedura, sono contenuti nella relazione del Professor Picardi, che è il Commissario Giudiziale della procedura, l’indebitamento è sceso da 3.777 miliardi del 31/12/90 a 2.958 miliardi al 17 maggio del 1991.

Quindi nei mesi da aprile, quando io ho preso la responsabilità della finanza, ’90, al mese del 17 maggio del ’91 l’indebitamento ha recuperato ben 1.115 miliardi in termini di riduzione, con una gestione di tipo ordinaria, senza operazioni strutturali tipo il consolidamento del debito, che erano ormai...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, ordinaria incidendo su quali profili?

PAOLO BAMBARA: dico subito, incidendo sulla riduzione dei finanziamenti ai Consorzi Agrari, che era la fonte prima dell’indebitamento, concedendo con maggior oculatezza queste richieste di finanziamento, ma soprattutto ruotando le fonti, cioè le banche, lei sa che è uno dei meccanismi tecnici con cui si riesce...

Al 17 maggio del ’91 la Federconsorzi aveva a disposizione, non utilizzate, circa 700 miliardi di linee di credito di fido bancarie, non utilizzate, questo mi pare che sia importante per smentire chi parla di incrementi esponenziali; ripeto, ci tengo, con interventi di tipo gestionale, di controllo di gestione, ecco, non di controllo strutturale.

Questo, Presidente, per rispondere anche alla sua domanda, posso darle un altro dato che specifica meglio; lei ha chiesto: “Come?”, il come è così: dall’1 gennaio 1991 al 17 maggio 1991 la Federconsorzi in gestione ordinaria ha fatto pagamenti per 1.266 miliardi ai propri fornitori, ai propri dante causa, ai propri fornitori di servizi.

Vi ricordo che il fatturato annuo della Federconsorzi era di 3.000 miliardi, quindi 1.266 miliardi sono quasi un terzo, anzi sono poco più di un terzo, in quattro mesi e mezzo, che poi sono un terzo dell’anno, quindi è abbastanza... a fronte di questi 1.266 miliardi ha incassato in via ordinaria 1.110 miliardi, con lo smobilizzo delle cambiali ha sanato il gap.

Ecco, è una gestione secondo me, per carità, con grossa fatica, era una situazione molto complessa, la Federconsorzi, però una gestione secondo me molto corretta che anche con questi numeri testimonia come l’indebitamento non poteva che diminuire, mi pare di poter dire, no? Si dice...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, Dottore, ma se volessimo diciamo disaggregare questi dati, quindi fare una analisi più, come dire, mirata, preso atto della riduzione dell’esposizione debitoria verso i C.A.P., mi pare che questo sia stato il primo intervento, come dire, strutturale che voi avete fatto.

Per quanto riguarda invece le esposizioni, come dire, di natura proprio strettamente bancaria?

PAOLO BAMBARA: sì, le ho dette, le esposizioni di natura bancaria sono passate da 3.293 miliardi al 31/12/90 a 2.958 miliardi al 17 maggio del ’91.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): lei rammenta per caso, Dottor Bambara, quali erano le banche maggiormente affidanti?

PAOLO BAMBARA: beh, noi avevamo centouno banche.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma se volessimo dire le prime cinque?

PAOLO BAMBARA: le prime cinque: la B.N.L., la Banca Nazionale del Lavoro, il Banco di Napoli, la Banca di Roma e...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Banca di Roma, Dottore, mi scusi, intende...

PAOLO BAMBARA: ...la Banca di Macerata, mi pare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Banca di Roma intende, come dire, come...

PAOLO BAMBARA: no, no, il Banco di Roma, prima della fusione.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): prima della fusione?

PAOLO BAMBARA: sì; la Banca di Macerata, mi pare di ricordare, ne ho già dette quattro, adesso la quinta non mi viene in mente.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ricorda per caso in che percentua... in che misura per esempio era affidante la Banca di Roma?

PAOLO BAMBARA: no, no.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): non lo ricorda?

PAOLO BAMBARA: no, no, posso raggiungere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, ma non credo che sia rilevantissimo comunque ai fini del processo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, non è rilevantissimo, no.

PAOLO BAMBARA: io volevo, se mi è consentito, volevo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): aspetti Dottore; proceda pure con l’esame e poi eventualmente vediamo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Dottore, il tema del processo, come lei sa, è di valutare appunto l’esistenza di un disegno preordinato di natura distrattiva, finalizzato appunto a far sì che i beni Fedit venissero fatti appropriare da un gruppo predeterminato di soggetti.

Per quanto riguarda il ruolo del Professor Capaldo in Federconsorzi, lei cosa può riferire?

DIFESA IMPUTATI GRECO E D'ERCOLE (AVV. DEL RE MADDALENA): mi scusi Signor Presidente, non ho capito bene la domanda; mi sembra abbia detto “natura distrattiva”, che non è nel capo di imputazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): eliminiamo la premessa, la domanda è: il ruolo del Professor Capaldo in Federconsorzi.

DIFESA IMPUTATI GRECO E D'ERCOLE (AVV. DEL RE MADDALENA): la ringrazio, se la converte in questa forma noi non abbiamo più obiezioni.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): era per chiarire i contenuti.

PAOLO BAMBARA: il ruolo del Professor Capaldo è ovviamente da dividere in due periodi, il ruolo del Professor Capaldo; il periodo della gestione... in cui la Federconsorzi era in gestione ordinaria, quindi fino al ’91, fino a maggio ’91, il Professor Capaldo era uno dei Consulenti ascoltati in Federconsorzi, nell’area amministrativa poco, ma soprattutto nell’area della strategia insomma, nell’area più complessa, nell’area più... successivamente, essendo l’ideatore di questa operazione S.G.R., il suo ruolo, non più in Federconsorzi, ma come dirimpettaio, tra virgolette, di Federconsorzi, è stato quello di Presidente della Società S.G.R., come tutti sappiamo insomma, poi si può approfondire anche S.G.R., se necessario.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma, voglio dire, aveva un ruolo appunto... era un punto di riferimento?

PAOLO BAMBARA: sì, era un punto di riferimento, ma era un punto di riferimento non retribuito da Federconsorzi, era un punto di riferimento non consueto, non giornaliero, non ricorrente, come erano altri Consulenti di Federconsorzi, retribuiti o no, era un punto di riferimento, lei ha detto molto bene, un punto di riferimento che con la sua autorevolezza, il Professor Capaldo, dava consistenza ad alcune ipotesi, ad alcune proiezioni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni Avvocato, una specificazione; punto di riferimento originato da che cosa? Come trae origine questo riferimento al Professor Capaldo?

PAOLO BAMBARA: ah, questo... è dura, anche perché trae origine quando io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se lo sa, se lo sa.

PAOLO BAMBARA: ...quando io non c’ero in Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): immagino, quindi diciamo lei...

PAOLO BAMBARA: io l’ho trovato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...lei l’ha trovato come referente autorevole dal punto di vista delle consulenze.

PAOLO BAMBARA: sì, sì, mi è stato presentato dal Direttore Generale dell’epoca come, appunto, punto di riferimento di Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi, voglio dire, quando c’era un problema vi rivolgevate a lui?

PAOLO BAMBARA: no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in che contesti vi rivolgevate a lui?

PAOLO BAMBARA: no, no, il contesto era quando, per esempio, nella ristrutturazione del debito, quando dovevamo pensare ad intervenire sul sistema bancario, stavamo preparando un progetto di consolidamento del debito; ecco, in questo, viste le sue esperienze e le sue competenze immagino, lui è stato punto di riferimento, ci ha dato alcune linee di intervento che poi non si sono realizzate perché è arrivato il Commissariamento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo a che epoca fa riferimento?

PAOLO BAMBARA: al ’91.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ’91 proprio?

PAOLO BAMBARA: sì, sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi prima del Commissariamento...

PAOLO BAMBARA: i primi mesi del ’91, adesso... febbraio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi c’era un progetto, vi eravate rivolti a lui per averne suggerimento immagino.

PAOLO BAMBARA: sì, essendo un uomo di banca, oltre che di una autorevolezza...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta, ma, tanto per chiudere questo discorso, il riferimento al Professor Capaldo aveva anche a che fare con qualche riferimento politico...

PAOLO BAMBARA: no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...oppure soltanto dal punto di vista tecnico?

PAOLO BAMBARA: no, a me assolutamente non risulta dal punto di vista...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi era dal punto di vista tecnico diciamo?

PAOLO BAMBARA: sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Avvocato Paola.

PAOLO BAMBARA: le volte che io l’ho incontrato prima di S.G.R., e anche dopo, era sul piano tecnico.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Avvocato Paola.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sempre per quanto riguarda, appunto, il ruolo in concreto esercitato dal Professor Capaldo, abbiamo sentito per esempio dal Direttore Generale Pellizzoni che ci fu, prima della sua assunzione, dell’assunzione del Dottor Pellizzoni, un colloquio preliminare da parte di questi con il Professor Capaldo; anche lei fu...?

PAOLO BAMBARA: sì, anche io sono stato ascoltato dal Professor Capaldo ed è quella l’occasione in cui l’ho conosciuto, quindi novembre dell’89, quando peraltro la mia assunzione era ormai già definita, non avevo ancora firmato; quindi io ho ascoltato, sono stato ricevuto, me lo ha presentato il Direttore Generale.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): e avete parlato delle esperienze precedenti immagino.

PAOLO BAMBARA: abbiamo parlato della mia esperienza precedente, sì; conoscendo di nome e di fama il Professor Capaldo, oltre la gratificazione di essere ricevuto da questa persona, devo dire che io dopo un primo momento mi sono chiesto: “Perché?”, insomma.

E ho trovato assolutamente naturale, normale che in una azienda che aveva iniziato un processo di trasformazione importante e difficile, perché condizionata da tanti aspetti politici, parapolitici eccetera, che in un momento in cui si era deciso di inserire un manager che non c’entrava niente con Federconsorzi, come me e come già prima Pellizzoni, si sentisse una persona che invece incarnava una modernità che in Federconsorzi non c’era, che conosceva bene Federconsorzi come il Professor Capaldo, perché desse anche la sua valutazione sulla base di un colloquio, che sarà durato un quarto d’ora, venti minuti, non mi ricordo quanto, e sulla base di un profilo, di un curriculum che io ho illustrato in quel giorno insomma.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per quanto riguarda, Dottor Bambara, il dopo, cioè le fasi quindi successive al Commissariamento e quindi le fasi in cui poi si è andato articolando il Piano Capaldo.

PAOLO BAMBARA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): lei aveva dei contatti? Mantenne dei contatti con il Professor Capaldo?

PAOLO BAMBARA: sì, io ho smesso di avere contatti con il Professor Capaldo, dal 17 maggio non l’ho più visto, fino a circa l’aprile, maggio del ’92, quindi un anno diciamo.

E perché ho ripreso i contatti? Perché in un Collegio dei Commissari, erano tre i Commissari all’epoca, i primi tre Commissari, in un Collegio dei Commissari ai quali io partecipavo, Collegi, come membro consultivo e non come membro diciamo... in uno di questi Collegi, mi pare nell’aprile del ’92, il Commissario Dottor Locatelli ha portato sul tavolo di quella riunione una richiesta del Professor Capaldo di poter incontrare i Commissari, con l’autorizzazione del Giudice della procedura, perché doveva porgere loro una idea che cominciava, si vede, dico oggi, a maturare.

La decisione di quel Collegio... ah, il Dottor Locatelli ha anche aggiunto di averne parlato con il Presidente del Tribunale, il Presidente Greco, e di avere avuto da lui autorizzazione ad aprire questo contatto.

Il Collegio preferì non delegare un Commissario, ma delegare il Direttore Generale, cioè il sottoscritto, a prendere contatti con il Professor Capaldo per vedere da lui di quali notizie, di quali informazioni, di quali dati avesse bisogno.

Di fatto l’incontro con il Professor Capaldo in quella sede, dopo qualche giorno, eccetera, dopo le necessarie formalità burocratiche, eravamo in Concordato, quindi è passato qualche giorno, è stato un contatto fugace, di qualche minuto, perché poi invece sono stato affiancato da alcuni Funzionari della banca, la Banca di Roma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): può dirci quali, per cortesia?

PAOLO BAMBARA: i nomi... un Responsabile Amministrativo e un Responsabile dell’Informatica, questo lo ricordo, con i quali... ai quali, giuste le autorizzazioni che avevo, io ho trasferito le informazioni che mi venivano chieste eminentemente sulla situazione, direi fisica oltre che giuridica, dei beni di Federconsorzi.

Il patrimonio di Federconsorzi era molto variegato, molto complesso, fatto di cespiti di natura diversa, diritti, beni, società eccetera, ognuna di queste realtà aveva una sua realtà e quindi c’era bisogno di illustrare, ecco, in funzione di quello che ancora non si capiva quale fosse il progetto, io non l’ho appreso in quelle riunioni.

Quindi il Professor Capaldo io poi non l’ho più di nuovo visto, in quel periodo di approfondimento, che è durato nove, dieci mesi, io avrò incontrato poche volte, cinque, sei volte questi signori, non di più.

Nel ’92... nel marzo del ’93, febbraio, marzo del ’93... no, scusi, faccio un passo indietro, nel maggio del ’92 e nel luglio del ’92 la Commissione... il Giudice Delegato ha emesso la Sentenza di omologa della procedura di Federconsorzi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la Sentenza è depositata in ottobre.

PAOLO BAMBARA: ...che è stata poi depositata in ottobre.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei fa riferimento alla Camera di Consiglio in cui è stata trattenuta la decisione.

PAOLO BAMBARA: perfetto; in ottobre si ebbe il testo e nel testo si ebbe conferma di alcune anticipazioni venute fuori dalla Camera di Consiglio circa le modalità di liquidazione dei beni; si esprimeva parere favorevole per le due direttrici, una la cessione in massa dei beni, specificando nella stessa Sentenza di omologa che il Tribunale era in possesso di una offerta targata Casella, Professor Casella, verso la quale autorizzava il Commissario Governativo, nominato in quella sede anche Commissario Liquidatore, ad approfondire, a trattare, a vedere di cosa si trattasse.

Questa era una strada “privilegiata” dice, se ricordo bene, la Sentenza di omologa; l’altra strada era quella classica, concordataria della liquidazione bene per bene che in alternativa alla prima, che non escludeva la prima ma era alternativa, avrebbe potuto essere seguita se la prima non fosse andata in porto.

Siamo nell’ottobre del ’92, io ancora non ho più rivisto il Professor Capaldo; andiamo a marzo... aprile, marzo, febbraio del ’93: il Tribunale, con un primo provvedimento, si è dichiarato favorevole ad una cessione...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): posso...?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, prego, questo...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): questa è la cronistoria poi giudiziaria; io più che altro, Dottore, volevo pregarla di fornirci degli elementi di valutazione, come dire, riguardo proprio alle, come dire... alle riflessioni, ai processi direi proprio decisionali che ci furono tra voi dirigenti in quei momenti particolarmente delicati.

Cioè, voi dirigenti cosa pensavate? Per esempio, riguardo all’applicazione della Legge Prodi, ipotesi che è stata ventilata in questa aula come più che possibile in relazione alla situazione di specie, ci furono dei dibattiti tra di voi, c’era, come dire, una convergenza su una unica soluzione possibile? Cosa pensavate?

PAOLO BAMBARA: guardi Avvocato, lei sta toccando un capitolo che è quello delle valutazioni, non so...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, non è un problema di valutazioni, la domanda è in facto, quello di cui si discuteva a livello di dirigenti di...

PAOLO BAMBARA: ecco, a livello di dirigenti le alternative per la liquidazione non venivano assolutamente discusse.

Io non avevo più il Collegio dei Commissari, perché avevano dato le dimissioni nel maggio ’92; Commissario era un unicum col quale non mi riunivo in maniera istituzionale, casomai era quello il livello in cui queste valutazioni andavano fatte.

Comunque non le nascondo che anche io ho dato un’occhiata alla Legge Prodi quando è venuta questa... come si dice, questa ipotesi alternativa, e dal punto di vista tecnico ho visto che ormai eravamo fuori da certe condizioni per poter... ricordo, adesso non mi ricordo quali, ma l’ho in qualche modo approfondita.

Però non aveva assolutamente peso, né a livello dei miei colleghi si apriva un dibattito di questo genere.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): lei rammenta per caso, Dottore, se fu chiesto ad un certo punto un parere a qualcuno sull’applicabilità o meno della Legge Prodi alla situazione di specie?

PAOLO BAMBARA: questo adesso mi sfugge, Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): volevo tornare un attimo indietro, così, approfittando appunto delle sue conoscenze sull’argomento.

Lei prima ha con molta precisione evidenziato i vari passaggi proprio degli espo... dei debiti, insomma, delle esposizioni bancarie eccetera.

PAOLO BAMBARA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, riguardo invece proprio ai momenti che portarono alle valutazioni proprio periziali del compendio dei beni Federconsorzi, cioè, lei cosa ne pensa? Come sono stati valutati questi beni?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, la domanda è palesemente inammissibile.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, voglio solo chiedere un punto, se appunto rispetto agli elementi di fatto in suo possesso, le valutazioni fatte prima in 4.800 miliardi nel complesso, poi in 3.939 miliardi, abbiamo sentito peraltro che vennero fatte delle valutazioni in qualche modo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, guardi, la domanda può essere formulata solo in questi termini: rispetto alle valutazioni di bilancio, quindi consacrate in atti ufficiali, le valutazioni fatte nell’ambito della procedura con l’oscillazione di valutazione che è a tutti nota, nella prima stima, nella seconda...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): insomma, erano congrue oppure no?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): erano corrispondenti, erano prudenziali? Come le valuterebbe lei in relazione al dato concreto, che erano ...(incomprensibile, voci sovrapposte) a sua conoscenza?

PAOLO BAMBARA: sì, io sono, diciamo, di cultura economista e quindi non posso che rispondere, oltre che con le responsabilità che avevo in Federconsorzi, anche con questa cultura, si nasce in qualche modo...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo.

PAOLO BAMBARA: allora devo fare una serie di osservazioni; una valutazione ha senso o non ha senso se la si parametra al contesto e all’obbiettivo per la quale si fa, e questo non solo in termini economici puri e semplici, ma credo nella vita, no?

Quando devi prendere una decisione vedi il contesto che devi affrontare e il momento storico in cui sei, quindi una valutazione in sé non è oggettivamente valida per la vita e per tutte le situazioni.

Secondo: la rilevanza patrimoniale dei beni nel bilancio era valutata...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, perché... se posso fare una osservazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, facciamo finire la risposta.

PAOLO BAMBARA: ...era valutata in funzione di una azienda appunto in funzionamento, non di una azienda bloccata e sull’orlo del fallimento, comunque, della cosa.

Tant’è che per corrispondere ai canoni civilistici i beni di bilancio, Presidente, come lei sa meglio di me, erano valutati a prezzi storici e non a prezzi di realizzo o a prezzi di mercato.

La valutazione contenuta nel bilancio ’90, ma in tutti i bilanci di Federconsorzi, ripeto, a prezzi storici, era assolutamente coerente con l’obbiettivo a cui era chiamata di raggiungere, quello del funzionamento dell’azienda.

L’azienda per funzionare aveva un patrimonio che valeva “tot”.

Faccio un esempio, i beni immobili in bilancio erano settantacinque, settanta, ottanta miliardi di lire, in valori di prezzo di mercato o di prezzo di realizzo, a seconda del momento in cui lei fai, era una massa da quasi 1.000 miliardi.

Quindi la valutazione fatta dopo la messa in Concordato o in sede di domanda concordataria, non poteva che tener conto di un clima diverso, quello di una futura liquidazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ciò posto, per quelle che erano le sue conoscenze dei beni, effettivamente; per esempio facciamo il caso dei beni immobili, lei ha dato atto della discrepanza di valori tra quelli di bilancio per ragioni giuridiche prima che valutative...

PAOLO BAMBARA: tecniche, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...e le valutazioni in funzione della stima per la vendita.

Ma questa stima per la vendita, le chiede l’Avvocato...

PAOLO BAMBARA: per la vendita?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per la... cioè, nell’ambito della procedura concordataria, era, voglio dire, rispetto alle sue conoscenze, rispondente al... oppure appariva diciamo così inferiore, maggiore?

Come la stimava lei in relazione a quelle che erano le sue conoscenze?

PAOLO BAMBARA: sì... no, la stima fatta dal Commissario Giudiziale, sulla scorta della stima dei Commissari Governativi, mi riferisco ai 3.900 miliardi circa, e per il contesto in cui veniva fatto il Concordato, era una stima secondo me congrua, fatta a quel momento, e al momento zero.

Però, Presidente, non era la stima per la vendita quella.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era una valutazione di base.

PAOLO BAMBARA: era una costituzione... era una valutazione di base per identificare un prezzo, il prezzo concordatario, da realizzare nella domanda di Concordato e nella Sentenza di omologa, e da offrire ai creditori titolari ormai dei beni, perché se fosse stata fatta in quella data in funzione della vendita, sarebbero dovuti entrare altri componenti e altre variabili, per ricordare la mia premessa; in che tempo riesci a realizzarlo, con quale modalità riesci a realizzarlo, com’è l’andamento del mercato dei beni, che in quel momento per esempio per gli immobili era in un momento di boom e poi subito dopo purtroppo si è...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): un chiarimento, Dottore, visto che in sostanza i Periti...

PAOLO BAMBARA: scusi...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): prego.

PAOLO BAMBARA: chiedo scusa, io non voglio arrivare ad una giustificazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, ma lei non deve dare nessuna giustificazione.

PAOLO BAMBARA: ...dei 2.150 miliardi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, ma tanto...

PAOLO BAMBARA: ...sto dicendo delle considerazioni tecniche, evidentemente.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): voglio dire, stiamo cercando semplicemente di, come dire, di raccogliere degli elementi di valutazione.

Cioè, voglio dire, considerato il fatto che in sostanza, alla fine, in larga misura i Periti sono venuti a dirci che le stime venivano fatte per esempio a campione, eccetera, per esempio, voglio dire, allora... lei in qualche modo interloquiva... cioè i Periti, come dire, nominati dal Tribunale si avvalevano... lei ha parlato con i Periti in ordine alla determinazione del prezzo?

Cioè si avvalevano delle sue collaborazioni, dei suoi contributi? Lei dette quindi diciamo delle indicazioni ai Periti sul cui presupposto essi stessi poterono quindi arrivare alla determinazione del valore?

PAOLO BAMBARA: io ho parlato con i Periti due volte solo, all’inizio, quando mi è stato chiesto un elenco di documentazioni da dare, e poi li ho affidati alla mia struttura, i Periti, dico.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì.

PAOLO BAMBARA: non li ho più visti, e alla fine, quando hanno portato la relazione.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi nel senso che comunque i Periti si avvalevano della sua struttura.

PAOLO BAMBARA: per avere i dati.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per avere i dati, sì.

PAOLO BAMBARA: ma certamente non per entrare nei criteri di valutazione.

PAOLO BAMBARA: certo.

DIFESA IMPUTATO RAGGI (AVV. CERQUETTI): e quando i Periti hanno avuto bisogno di fare delle visite a campione, il responsabile del team dei Periti, c’era un responsabile... io non mi ricordo, il Professor Ferri, non so come si chiamasse, veniva dal Commissario Giudiziale, il Professor Picardi, il quale lui veniva dal Direttore Generale a chiedere i dati, le originalità tipiche di quel cespite, insomma, da andare a visitare.

Ma io i singoli Periti non li ricordo neanche di viso, avendoli incontrati solo quando sono stati insediati...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quello che a me premeva capire era se in sostanza la valutazione, come dire, peritale, fosse stata...

PAOLO BAMBARA: non c’è un minimo di mio contributo nella valutazione...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, no, il problema è un altro, non è un problema di contributo, il problema è di valutare quali sono appunto i presupposti utilizzati ai fini della perizia, questo è il concetto.

PAOLO BAMBARA: ai fini della perizia?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ai fini della perizia; quindi, voglio dire, appunto, c’era... veniva fatta quindi sulla scorta di un contatto ovviamente diretto, immagino, con la struttura Federconsorzi, in quel caso era la struttura...

PAOLO BAMBARA: che dipendeva da me.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...in qualche modo dipendente dall’Area Finanza, questo è il concetto.

PAOLO BAMBARA: no, se si parlava di immobili, degli immobili, la finanza quasi niente, in quel caso.

La contabilità, per avere i dati di contabilità, lo stato del ...(incomprensibile) dei crediti, i saldi dei crediti, sì, questi contatti, ma puramente di trasmissione di informazioni.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi con i vari dirigenti...

PAOLO BAMBARA:  venivano fatti con la struttura, per forza.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi questi contatti venivano fatti in sostanza con i vari dirigenti Federconsorzi, quindi...

PAOLO BAMBARA: con i vari funzionari, sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): funzionari, dirigenti... quindi con lei per esempio per l’Area Finanza...

PAOLO BAMBARA: no.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): con la struttura Area Finanza.

PAOLO BAMBARA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): con la struttura immobiliare per l’area immobiliare...

PAOLO BAMBARA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): la struttura immobiliare era quella diretta dall’Ingegner Frosina?

PAOLO BAMBARA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco.

PAOLO BAMBARA: ripeto, sono stati però contatti molto sporadici e iniziali, poi hanno lavorato per i fatti loro.

Tra l’altro, quando hanno presentato la domanda, hanno dato... non la domanda, la fine della consulenza, il titolo... il fascicolo della consulenza, pur avendo in quel giorno incontratili, non mi è stato mai dato, come Direttore Generale, il fascicolo definitivo delle perizie, non lo ho mai avuto finché non sono uscito, quindi la struttura non ha mai avuto documenti di questo genere, solo i dati contenuti nella relazione dei Professor Picardi, che illustravano le varie valutazioni per categorie di cespiti dei loro Periti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): alcune domande che comunque verranno toccate... verranno toccate sicuramente nel proseguo dai colleghi.

Noi abbiamo avuto qui la testimonianza dell’Avvocato Lettera, e... io vorrei che lei ci desse il suo punto di vista, appunto, il relazione ai rapporti con l’Avvocato Lettera, i fatti, voglio dire, la collaborazione con l’Avvocato Lettera, il percorso collaborativo con l’Avvocato Lettera.

PAOLO BAMBARA: il percorso collaborativo con l’Avvocato Lettera...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): o non collaborativo, poi dipende...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è un dato neutro, lei ce lo commenterà.

PAOLO BAMBARA: come... sì, il percorso con l’Avvocato Lettera, allora.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): il percorso con l’Avvocato Lettera.

PAOLO BAMBARA: il percorso con l’Avvocato Lettera è stato un percorso, per quanto mi riguarda, molto dibattuto tra me e lui, molto dialettico, ecco, la vera definizione insomma, molto dialettico; venivamo da esperienze diverse, io conoscevo a fondo tutti i meccanismi dell’Atto Quadro, era quello il momento, il trasferimento dei beni, il momento in cui è entrato l’Avvocato Lettera, conoscevo tutti i meccanismi, anche lo spirito e la lettera dell’Atto Quadro, invece lui doveva ancora apprenderle.

Il contatto, forse anche per motivi caratteriali, ripeto, è stato sempre, così, dialogico, con alcuni momenti anche di contrasto, sui fatti, sull’interpretazione dei fatti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ci può dire qualcuno di questi fatti, Dottore?

PAOLO BAMBARA: la vicenda delle cambiali, per esempio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in che senso?

PAOLO BAMBARA: la vicenda delle cambiali in cui io sono stato interpellato, non da lui, dal Professor Picardi, ma sulla scorta di una sua, dell’Avvocato Lettera, interpellanza, sono stato interpellato sulla entità di queste cambiali, sulla natura di queste cambiali, sul perché, a suo dire, queste cambiali non fossero contabilizzate nel bilancio di Federconsorzi, eccetera, eccetera; credo che poi se ne parlerà, se è necessario.

Ci sono stati anche altri argomenti, quello dei bovini, che qui sfioro soltanto perché c’è...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, no lo sfiori neppure, non ci interessa.

PAOLO BAMBARA: ecco, perché c’è un processo a parte; ma sono questi i due argomenti principali, per fare un esempio.

Il terzo argomento, visto anche la mia caratteriologia, su cui ho avuto con l’Avvocato Lettera quel rapporto di contrasto di cui parlavo, era sul modo di intendere i meccanismi operativi e organizzativi del residuo di Federconsorzi e degli uffici; ecco, io non accettavo che lui scavalcasse, anche se ovviamente lo consentivo tranquillamente, la posizione della Direzione Generale per dare delle direttive a degli uffici che dipendevano da me, finché io ero lì, Direttore Generale.

Sono queste tre le aree più importanti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma erano, come dire, Dottore, dei contrasti, come dire, appunto di natura squisitamente organizzativa, o erano in qualche modo di sostanza?

PAOLO BAMBARA: no, no, erano prevalentemente di natura organizzativa, ma per quanto riguarda l’interpretazione dell’Atto Quadro erano anche di sostanza.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo.

PAOLO BAMBARA: le devo dire, e c’è anche una mia lettera all’Avvocato Lettera in cui lo dico, su questa fattispecie, sulla sostanza, interpretazione dell’Atto Quadro, le devo dire che io successivamente, ma diciamo sempre mentre ero lì in Direzione Generale, c’è una mia lettera, ho condiviso alcune prudenze dell’Avvocato Lettera sull’interpretazione di alcune modalità derivate dall’Atto Quadro per il trasferimento di beni, condividevo queste...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per esempio, Dottore?

PAOLO BAMBARA: la necessità di approfondire meccanismi di autorizzazione al passaggio dei beni...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, perché noi le vorremmo, eventualmente così come... noi eventualmente, se non li avesse qui questi documenti, eventualmente potremmo anche chiederle la cortesia di...

PAOLO BAMBARA: ma io non ce li ho per niente questi documenti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non li ha per niente.

PAOLO BAMBARA: però, guardi, mi pare che l’Avvocato Lettera  sia custode anche dell’archivio della Direzione Generale.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì, sì.

PAOLO BAMBARA: quindi quale miglior veicolo di lui stesso per andarli a trovare, insomma?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi, sulla interpretazione dell’Atto Quadro; ecco, a questo proposito, cioè, si è posto un problema, cioè, per quanto di sua conoscenza, voglio dire, quindi in qualità di Direttore dell’Area Finanza, quindi con questa conoscenza particolare che aveva, l’ammontare... questi beni non inventariati, cioè i beni trasferiti che poi avrebbero dovuto essere trasferiti ad S.G.R. sulla base di questa clausola diciamo meramente potestativa, ma non originariamente inventariati nella relazione del Professore Picardi, quindi non ricompresi e non valutati...

PAOLO BAMBARA: credo di capire a cosa si riferisce.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, volevo capire più che altro sulla base... quali erano questi beni non inventariati?

PAOLO BAMBARA: beh, innanzitutto, almeno per la gran parte, io smentisco che fossero beni, beni intesi giuridicamente, beni intesi contabilmente; erano realtà di Federconsorzi che non avevano rilevanza patrimoniale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): spieghiamo quali sono.

PAOLO BAMBARA: perché se fossero stati nel patrimonio sarebbero stati inventariati nella domanda... i beni a cui lei si riferisce...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ma magari la mancanza di inventario poteva...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): faccia rispondere, Avvocato, la prego.

PAOLO BAMBARA: i beni a cui lei si riferisce, secondo me, sono alcune... e questa era la parte patrimonialmente più rilevante, che c’era anche in bilancio, a dire la verità, alcune partecipazioni in società in liquidazione, del valore di una lira, tre, quattro...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per esempio?

PAOLO BAMBARA: ah, no, non mi chieda...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): non se lo ricorda.

PAOLO BAMBARA: erano centodieci le partecipazioni; che ovviamente era assolutamente normale, tra virgolette, dimenticare, quando vai a fare un inventario in tre giorni e tre notti, il 2, il 3 e il 4 di luglio.

E poi, tra virgolette, beni, che per me non erano beni, che erano delle medaglie di sterline d’oro, mi pare, delle camicie, delle cravatte, e non so quant’altro, trovate nel famoso caveau, reperite nel famoso caveau di Via Curtatone, che in Federconsorzi a mio parere erano stati a suo tempo, perché erano cespiti vecchi, non li ho assolutamente acquisiti io, quindi prima del ’90, erano stati acquisiti spesandoli nell’esercizio, come se fosse della cancelleria o altre cose; ecco perché dico non avevano rilevanza nel patrimonio.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): anche le sterline d’oro?

PAOLO BAMBARA: anche le sterline d’oro, sì, sì, certamente.

L’ammontare di questi beni io non lo conosco, ma rispetto ai 4.000 miliardi e ai 2.500 miliardi di beni, certamente parliamo di qualche decina di milioni, insomma, però non so dirle con precisione quanto fossero.

Quando sono stato messo al corrente dell’esistenza di questi beni, tra virgolette non inventariati, io ne ho fatto fare un inventario, c’è una mia lettera di trasmissione...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): e sarebbero questi di cui parlavamo prima?

PAOLO BAMBARA: sì, sì, non ricordo se c’era qualche altra cosa; c’è una mia lettera di trasmissione agli Organi della procedura, a S.G.R. stessa, in funzione di quell’articolo che lei ha richiamato, perché valutasse S.G.R., questo dice l’articolo dell’Atto Quadro, di opzionarli o meno all’interno del trasferimento dei beni.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sul presupposto che S.G.R. ne avesse diritto integrale.

PAOLO BAMBARA: perché l’Atto Quadro...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato...

PAOLO BAMBARA: ...sembrava dire questo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è fin troppo ovvio, altrimenti penso che...

PAOLO BAMBARA: perché l’Atto Quadro sembrava dire questo, certo, su questo presupposto, ed era uno dei presupposti che era in approfondimento dell’Avvocato Lettera.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): perché il profilo dei beni non inventariati, io più che altro, Dottore, così, approfitto della sua cortesia per avere una... per quanto riguarda invece le famose cambiali.

PAOLO BAMBARA: ah.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ci può dire...

PAOLO BAMBARA: sì, mi dovete consentire un po’ di tempo; la situazione delle cambiali, nella sua complessità, è molto semplice.

Devo fare un passo indietro e vi chiedo scusa di questo, però per capire bene la genesi di questi titoli è bene riferirci a quello che succedeva in Federconsorzi, o in parte succede in qualsiasi azienda.

Allora, quando nasce un credito? In Federconsorzi diciamo, quando nasceva un credito? Nasceva nel momento in cui... o quando nasceva un titolo a avere dei corrispettivi, avere il diritto di incassare dei corrispettivi da parte di Federconsorzi? Nel momento in cui, e avveniva ogni giorno, anzi ogni ora, Federconsorzi cedeva, vendeva ad un certo prezzo i beni ai Consorzi Agrari, in relazione allo Statuto, in relazione alla sua “mission”, alla sua attività principale.

I 3.000 miliardi di fatturato sono nati sommando tutte queste operazioni tradotte in fatti amministrativi in dodici mesi ogni anno, no?

Nel momento in cui io... la Federconsorzi cedeva questi beni, di qualsiasi tipo, trattori, antiparassitari, eccetera, sementi e via di questo passo, nasceva il titolo a recuperare il prezzo, ad incassare il prezzo.

In quel momento nei bilanci o nella contabilità generale di Federconsorzi, si registrava un ricavo in chiave economica e si apriva un partitario clienti, cioè un credito nei confronti del Consorzio Agrario interessato, che diceva, che certificava questo diritto a riscuotere.

Si apriva subito un credito; perché? Quindi il credito nasceva in quel momento e con quello strumento, la fattura, e da quel momento la contabilità generale e quindi il patrimonio di Federconsorzi si arricchiva, si accreditava di questo valore, di questo corrispettivo, il credito derivato da questa transazione commerciale.

La modalità di pagamento e quindi di restituzione del prezzo da parte del Consorzio Agrario in Federconsorzi era da cento anni, o da cinquanta anni, legata alle seguenti consuetudini.

Il corrispettivo di questo prezzo veniva inserito in una specie di conto corrente, che si chiamava conto di gestione, che era aperto con tutti i Consorzi Agrari e funzionava a debito e a credito perché, dimenticavo di dire, Federconsorzi acquistava anche prodotti della Federconsorzi, e...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dei Consorzi Agrari, vuol dire, acquistava dai Consorzi Agrari.

PAOLO BAMBARA: dai Consorzi Agrari, scusi, grazie; allora, in questo conto corrente venivano addebitate o accreditate queste partite e venivano saldate, il famoso saldo, crediti meno debiti o viceversa, che veniva esposto giorno per giorno nella contabilità nostra, per quanto riguarda tutti i Consorzi, e dei singoli Consorzi per quanto riguarda il singolo Consorzio.

Questo saldo, in cui fungibilmente erano inserite tutte queste transazioni, quindi non ci si riferiva alla singola transazione commerciale, questo saldo veniva regolato consuetudinariamente quindicinalmente dai Consorzi Agrari; ogni quindici giorni i Consorzi Agrari regolavano questo che noi chiamavamo “lo scaduto”, è il saldo di questo conto corrente, di questo conto di gestione, meglio, e veniva regolamentato consuetudinariamente in due modi: per un terzo in contanti, quindi con rimesse dirette, quei 1.100 miliardi di cui abbiamo parlato per quei cinque mesi, e per due terzi in cambiali, cambiali all’epoca agrarie, adesso non entro nella differenza tra agrarie e ordinarie, poi se volete possiamo spiegare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, andiamo avanti.

PAOLO BAMBARA: poiché il conto di gestione c