TRIBUNALE DI PERUGIA

SEZIONE PENALE

AULA 1

PROCEDIMENTO N. 10/01 R.G. DIB. e 474/96 R.G.N.R.

A CARICO DI: GRECO IVO + 3

UDIENZA DEL GIORNO 4 APRILE 2002

RINVIO AL 16 SETTEMBRE 2002

CANCELLIERE B3: SIG.RA STEFANIA BERTINI

PARTI PROCESSUALI

 

COLLEGIO:     PRESIDENTE     DOTT.    MASSIMO RICCIARELLI

GIUDICE        DOTT.    MARCO VEROLA

          GIUDICE       DOTT.SSA FRANCESCA ALTRUI

 

PUBBLICO MINISTERO:      DOTT.    DARIO RAZZI

 

IMPUTATI E DIFENSORI:

GRECO IVO               - AVV. LEMME FABRIZIO

CAPALDO PELLEGRINO         - AVV. DEL RE M., AVV. VASSALLI

CARBONETTI FRANCESCO     - AVV. ZAGANELLI, AVV. VASSALLI

D’ERCOLE STEFANO       - AVV. SAMMARCO

 

PARTI CIVILI:

VEDI ELENCO

 

RESPONSABILE CIVILE:

S.G.R.                 - AVV. DEL RE MICHELE

 

ESAME IMPUTATI:

D’ERCOLE STEFANO       da pag.  93 a pag. 144

 

ESAME TESTI:

DI BRINA LEONARDO      da pag.   4 a pag.  71

TRIPOLI COSIMO             da pag.  72 a pag.  92

BERTINI UMBERTO       da pag. 145 a pag. 181

APICE UMBERTO            da pag. 181 a pag. 197

MUSCO PASQUALE           da pag. 197 a pag. 268

 

INDICE ANALITICO DA PAG. 279

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): diamo atto, per quanto riguarda Greco Ivo, non è presente, difeso dall’Avvocato Maddalena Del Re in sostituzione dell’Avvocato Lemme; per Capaldo Pellegrino sono presenti sia l’Avvocato Vassalli che l’Avvocato Del Re Michele; per Carbonetti Francesco è presente l’Avvocato Vassalli, non vedo l’Avvocato Zaganelli, quindi momentaneamente lo sostituisce l’Avvocato Vassalli stesso; per D’Ercole Stefano... è presente D’Ercole? Non vedo ancora il suo Difensore, Avvocato Sammarco.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): è presente, si è allontanato un attimo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi, va bene, quindi diamo atto che è presente l’imputato D’Ercole Stefano, se ne revoca la declaratoria di contumacia, difeso dall’Avvocato Sammarco anche in sostituzione dell’Avvocato De Luca; è presente l’Avvocato Del Re per S.G.R. come Responsabile Civile.

Per le Parti Civili vedo l’Avvocato Fabbri, l’Avvocato Paola, l’Avvocato Fiorucci in sostituzione dell’Avvocato Fanfani, l’Avvocato dello Stato; l’Avvocato Fabbri sostituisce l’Avvocato Polimanti. Quando arriva l’Avvocato Sammarco potremo procedere all’esame dell’imputato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): la Difesa del Presidente Greco ha citato l’imputato Musco che dovrebbe...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Musco, è il suo unico teste autonomo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, dovrebbe arrivare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, adesso vediamo l’Avvocato Sammarco... quando arriva magari me lo fate sapere perché altrimenti stiamo qui... né d’altro canto ha senso cominciare con altre cose, visto che è fissato questo adempimento.

Allora, diamo atto dell’Avvocato Sammarco; facciamo accomodare il Professor D’Ercole.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): signor Presidente, io, se consente il Tribunale e le Parti, pensavo di proporre... di ascoltare prima il teste Di Brina, che darà un’inquadratura giuridica alla vicenda, e poi seguire con l’esame del Professor D’Ercole, cioè proporrei questa inversione nell’ordine; naturalmente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il Pubblico Ministero su questa questione?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ho capito la motivazione.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): perché il teste Professor Di Brina darebbe una inquadratura giuridica alla vicenda, essendo stato sub Commissario e quindi in questo contesto si inserirebbe poi l’esame del Professor D’Ercole; questa è una scelta difensiva, però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è rimessa ovviamente al consenso delle Parti.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): ...poiché è rimessa al consenso delle Parti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, sentiamo prima Di Brina.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Di Brina?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Difese e le Parti Civili sul punto?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma io francamente non la capisco, perché gli atti che noi conosciamo sono stati quasi tutti stipulati dal Professor D’Ercole e non da Di Brina, Di Brina era un sub Commissario, quindi non mi pare chiara questa richiesta, comunque mi rimetto alla...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no Avvocato, lei ha facoltà di esprimere o meno consenso sulla richiesta che è evidentemente rimessa al consenso delle Parti, per il Tribunale è assolutamente indifferente la cosa in sé; c’è consenso? Le altre Difese esprimono consenso; le Parti Civili? Si rimettono,

Si prende atto; a questo punto su richiesta della Difesa dell’imputato D’Ercole, nulla opponendo e anzi consentendo le altre Parti, si procede dapprima all’esame del teste Di Brina.

Viene introdotto il teste Di Brina Leonardo che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

LEONARDO DI BRINA: sono Leonardo Di Brina, nato a Carpino, provincia di Foggia, il 2 gennaio del ’49, residente in Roma, Via Antonio Canal, 12.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta, nell’ambito della Federconsorzi lei quali incarichi ha svolto?

LEONARDO DI BRINA: io ero stato nominato nel maggio del ’93 sub Commissario della Federconsorzi, con lo stesso atto con il quale era stato nominato il Professor D’Ercole Commissario Governativo, insieme come sub Commissario con l’Avvocato Brancadoro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo; prego, Avvocato Sammarco.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): sì, ecco, se vuole descrivere quali sono state le sue attività di... appunto nella qualità di sub Commissario, e che tipo di problematiche, se ci sono state problematiche in relazione a questa vicenda, ha affrontato.

LEONARDO DI BRINA: appunto, con la nomina a sub Commissario io avevo insieme con il Professor D’Ercole, ecco, sì, appunto la gestione della Federconsorzi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dia atto che l’Avvocato Zaganelli...

LEONARDO DI BRINA: ...per quanto riguarda appunto la gestione di carattere commissariale, appunto c’eravamo in qualche modo ripartiti anche con l’Avvocato Brancadoro le mansioni, io seguivo gli aspetti di carattere gestorio e istituzionale, e quindi tra l’altro anche l’attuazione di quelli che erano i compiti della Federconsorzi in quanto liquidatore dei beni ceduti ai creditori nell’ambito della procedura di cessio bonorum nell’ambito del concordato preventivo e quindi in questa qualità ho seguito tutta l’attività legata proprio alla funzione di Liquidatore della cessio bonorum.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): in che fase siete intervenuti voi come studio legale, quindi, lei e il Professor D’Ercole?

LEONARDO DI BRINA: beh, essendo stati nominati nel maggio, adesso esattamente la data non la ricordo, ma insomma è più o meno nel maggio del ’93, quindi eravamo in quella fase nella quale dopo l’omologazione della Sentenza di Concordato Preventivo che c’era stato un anno, un anno e mezzo prima, adesso esattamente le date... beh, sono ricostruibili ma credo che qui siano abbastanza ininfluenti, c’era stata appunto la proposta diciamo del Professor Casella, per intenderci, che era la proposta con la quale appunto erano stati... così, appunto, era stato offerto il rilievo delle attività della Federconsorzi da parte della prima costituenda, poi costituita, società... S.G.R., Società Gestione del Recupero, credo che fosse questa la...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): del realizzo.

LEONARDO DI BRINA: del realizzo; e che appunto aveva avuto tutta una serie fasi precedenti appunto al maggio del ’93 e quindi era stata appunto presentata una serie di proposte che poi erano state mano mano appunto esaminate dal Tribunale, sia nella fase preventiva dell’omologazione del Concordato Preventivo che poi nelle varie fasi attuative che avevano preceduto appunto la stipula poi dell’Atto Quadro, che avvenne in quel periodo, credo agli inizi di agosto, penso che l’Atto Quadro... ecco... è il 2 agosto del ’93; e quindi in quella fase tra la proposta del rilievo, l’autorizzazione da parte... appunto prima del Tribunale e poi su iniziativa appunto del Commissario Giudiziale del Ministero che vigilava sulla gestione commissariale, ecco, in quel periodo intervenne la nomina, appunto nel maggio, e poi successivamente si fecero le attività attuative per pervenire poi alla stipula del cosiddetto Atto Quadro che nell’agosto del ’93 chiuse questa fase preliminare della cessione.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): sempre ancora... diciamo per parlare della... riportandoci al momento proprio nel quale voi siete intervenuti, quindi prima dell’attività da voi svolta, lei ha parlato di proposta del Professor Casella; le vorrei chiedere se risultava agli atti, vi risultava che oltre alla proposta vi era già un’accettazione e da parte di chi?

LEONARDO DI BRINA: sì, sì, certamente, appunto quando noi intervenimmo nel maggio, trovammo agli atti della Federconsorzi non soltanto una proposta, diciamo così, ufficiale e quindi vincolante, alla quale tra l’altro anche gli atti del Tribunale facevano riferimento, ma anche una formale accettazione da parte del Commissario precedente appunto, che era stato poi sostituito dal Professor D’Ercole, che mi pare fosse il Dottor Piovano se non ricordo male, e appunto alla proposta di Casella era seguita, tra l’altro preceduta dalla... così, appunto, dall’autorevole parere del Commissario Giudiziale, del Professor Picardi, era seguita una formale accettazione da parte del Commissario precedente che sostanzialmente aveva chiuso in qualche modo il circuito giuridico diciamo della fase di cessio bonorum, perché appunto di trattava da un punto di vista proprio giuridico di una formale accettazione di una precedente proposta.

Quindi quando noi ci trovammo a dover valutare questi aspetti, beh, non soltanto c’era l’aspetto vincolante di una Sentenza passata in giudicato che era appunto l’omologazione del Concordato, c’era un aspetto vincolante dato appunto anche dalla natura degli atti, diciamo così, del Tribunale che davano attuazione al Concordato Preventivo, c’erano state una serie di Ordinanze applicative da parte del Tribunale che imponevano sostanzialmente, anzi fissavano addirittura in certi casi dei termini perentori per quanto riguarda l’attività del Commissario della Federconsorzi e quindi di riflesso anche dei sub Commissari, per quanto riguarda proprio la attuazione di queste fasi di carattere procedurale.

Il Commissario, per noi che tra l’altro appunto di queste cose eravamo abbastanza diciamo consapevoli, perché in quel periodo io avevo appena finito di insegnare all’Università del Molise Diritto Fallimentare, quindi insomma bene o male di queste cose avevamo una certa consapevolezza... in quel periodo invece insegnavo Legislazione Bancaria a Venezia, insomma,  per la nostra... quello che fosse cultura diciamo giuridica, era evidente che appunto che il Commissario Governativo che in quella fase operava in quanto Rappresentante Legale del Liquidatore dei beni ceduti, cioè la Federconsorzi, che era stata per una serie di ragioni che sono esposte tra l’altro nei provvedimenti attuativi, era stato nominato Liquidatore della cessio bonorum, ecco, avevamo appunto un vincolo di carattere giuridico che riguardava proprio la natura del Commissario Giudiziale in quanto Rappresentante Legale del Liquidatore, cioè appunto ausiliario sostanzialmente del Giudice che doveva dare attuazione quindi in maniera assolutamente pedissequa a quelli che erano i provvedimenti del soggetto sopra ordinato che era il Tribunale.

E quindi di fronte a questo vincolo dato proprio dal giudicato e al fatto che agli atti della Procedura risultava da parte del precedente Commissario già accettato la proposta di Casella, e... e c’era un termine perentorio anche per effettuare la successiva attività di stipula del Contratto Quadro, che tra l’altro appunto fu sottoposto all’approvazione del Tribunale... appunto c’era stata una approvazione da parte del Tribunale proprio della bozza dell’Atto Quadro, e c’era appunto un obbligo inderogabile di attuare questa attività giuridica vincolata di fronte a una sostanziale chiusura del circuito giuridico dato dal fatto che era già stata effettuata formalmente l’accettazione, quindi non c’era nessuna possibilità da parte nostra di effettuare nessuna valutazione.

La valutazione peraltro fu anche fatta, nell’Atto Quadro infatti si dà conto di tutta una serie di valutazioni che erano state fatte in relazione anche agli interessi eccetera, ma questi interessi erano valutati da soggetti che erano preposti a questo, c’era il Comitato dei Creditori che aveva dato la sua approvazione alla cessio bonorum in quella forma, con quegli atti, con quelle modalità; c’era stato poi appunto il parere favorevole del Commissario Giudiziario, c’era stato appunto l’ordine del Tribunale, quindi questa era la situazione nella quale poi si pervenne sostanzialmente alla sottoscrizione dell’Atto Quadro nel gennaio... nell’agosto, scusate, del ’93.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): quindi, nella redazione dell’Atto Quadro che criteri furono adottati?

Cioè, come si impostò questo atto?

LEONARDO DI BRINA: ma, l’Atto Quadro che appunto fu predisposto credo dal Notaio, dal Professor Mariconda, che era il Notaio che aveva l’incarico di redigere questi atti, poi erano stati anche rivisti, erano stati sottoposti appunto in bozza al Tribunale, beh si rispecchiava quella che era l’effettiva natura dell’operazione, cioè in una lunga premessa che appunto è riportata qui nell’atto stesso, si illustra quali sono sia le ragioni di carattere giuridico e quindi tutta l’attività prodromica fatta, posta in essere dal Tribunale e quindi dagli Organi della Procedura eccetera, sia anche appunto quella che era la funzione sostanziale e della S.G.R. e di quest’atto che doveva un po’ dare un inquadramento generale, per questo è chiamato Atto Quadro, a quella che fu l’attività dismissiva successiva di carattere esecutivo attuata con singoli atti di dismissione appunto successivi all’Atto Quadro, relativo ai singoli beni; e appunto nell’Atto Quadro si dava un po’ conto di tutto questo... questa serie di valutazioni.

Quindi appunto  sono quelle poi le valutazioni che sostanzialmente rispecchiano quella che è stata la nostra, diciamo così, posizione rispetto a questa vicenda.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): le risultano atti anche di controllo rispetto all’Atto Quadro e all’intera operazione da parte della Banca d’Italia?

LEONARDO DI BRINA: della Banca d’Italia... credo che la Banca d’Italia si sia occupata di questa vicenda in relazione proprio alla costituzione della S.G.R., perché essendo una società costituita da banche e aperta tra l’altro alla partecipazione di altre banche anche a loro volta creditrici della Federconsorzi, penso che appunto l’operazione sia stata in sé sottoposta al vaglio della Banca d’Italia come normalmente avviene tutte le volte in cui appunto una banca costituisce ad hoc un società per gestire una certa attività che riguarda la sua funzione, diciamo così, istituzionale, bancaria, e quindi credo che appunto le banche costituenti abbiano avuto l’autorizzazione a effettuare proprio questa specifica operazione di recupero, perché questo è uno di quei casi in cui credo che la Legge bancaria prevede appunto la possibilità di costituzione di società per... finalizzate al recupero crediti da parte delle banche; comunque lo prevedono le Istruzioni di vigilanza.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): al di là dell’aspetto giuridico, della veste giuridica che lei ha rappresentato, vi poneste mai il problema della congruità del prezzo della vendita in blocco?

LEONARDO DI BRINA: diciamo, questo tutto sommato era un fatto che, data la natura vincolata per quel duplice motivo a cui ho accennato prima e diciamo dell’esistenza di sedi istituzionali in cui queste valutazioni erano fatte per legge e che quindi non riguardavano il Liquidatore dei beni, il Liquidatore è un sostanziale esecutore di una attività che ha le sue sedi di valutazione altrove, cioè appunto non è tenuto a fare nessuna valutazione quando c’è un ordine del Giudice che gli impone di effettuare questo tipo di valutazione... tra l’altro appunto mi chiedo che cosa sarebbe successo se in quella fase il Professor D’Ercole si fosse rifiutato di effettuare, sarebbe incappato immediatamente in una accusa di omissione di omissione di atti d’ufficio, sarebbe stato comunque perseguibile per tutta una serie di motivi sia di carattere penale che di carattere civilistico, insomma, perché sarebbe stato un atto di sostanziale ribellione a dei provvedimenti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Professore, lasci valutare al Tribunale...

LEONARDO DI BRINA: sì, no, no, dico appunto questi sono problemi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per lo meno questo aspetto penalistico, perché altrimenti ci sentiamo inutili.

LEONARDO DI BRINA: certo, certo...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): beh, però può darsi che...

LEONARDO DI BRINA: questo era un fatto, e cioè noi ci ponemmo questo problema perché in quel momento noi appunto eravamo in grado di fare anche queste valutazioni e quindi questo fu un elemento della rappresentazione di questa vicenda che appunto sicuramente è stata effettuata.

Però, diciamo, se andiamo a questi aspetti, cioè, qui in sostanza che cosa... qual era lo spirito diciamo di questa operazione la quale in qualche modo c’eravamo trovati a essere inseriti? Era quello appunto di una assunzione da parte dei creditori della Federconsorzi di una funzione di carattere sostanzialmente recuperatorio, appunto, attraverso la S.G.R., e nell’Atto Quadro è chiaramente rappresentato proprio nelle premesse questo fatto, cioè che la partecipazione alla S.G.R. come strumento, diciamo così, di carattere recuperatorio, era aperto a tutti i creditori.

Nell’Atto Quadro si dice espressamente, anzi si fa riferimento a... se vogliamo possiamo anche prendere, ma mi pare che sia abbastanza chiaro appunto per quanto riguarda proprio l’esistenza di questi atti alla... agli atti della Procedura, che appunto qualunque creditore avesse voluto partecipare al recupero di questi crediti avrebbe potuto farlo, correndo... appunto... le alee sia positive che negative di tutti gli altri, quelli che avevano assunto questa iniziativa ed avevano quindi proceduto alla costituzione della S.G.R. e a questa... però non mi pare per la verità che ci fisse una corsa da parte dei creditori a entrare nella S.G.R., perché in effetti, e qui torniamo a quella che era la sua domanda, la congruità di questa operazione era estremamente aleatoria, diciamo, da un punto di vista oggettivo, perché una gran parte di questi valori erano puramente teorici conoscendo insomma in qualche modo anche dall’interno, in quanto ero stato anche Commissario Liquidatore di banche, per esempio, sapevo benissimo quale fosse la differenza tra il valore teorico di un credito e il valore di recupero al quale io stesso in altre circostanze mi ero trovato a effettuare delle cessioni.

Nel momento in cui si fa una cessione si valuta il credito per quello che è il suo valore effettivo di realizzo, al di là di quelle che sono state fino a quel momento le rappresentazioni di questo credito nei bilanci, nelle... nelle cose... cioè, quando si va a cedere un bene, io avevo non so se in quel periodo ma comunque... insomma, in concomitanza ero Liquidatore anche di qualche banca, e appunto nel momento in cui andavo a cedere i crediti, ecco, il valore a cui riferimento era il valore effettivo, quello attualizzato in base alle previsioni di recupero; in genere sono profondamente diversi, quindi non ci stupiva affatto il fatto che appunto ci potessero essere una discrepanza di valutazioni, perché il valore poteva essere profondamente diverso se appunto fatto in sede di gestione ordinaria, come valutazione, o fatto in altre sedi, o addirittura fatto appunto ai fini soltanto di una valutazione teorica di un certo patrimonio.

Quando si va a vendere si vende per quello che è il mercato, cioè quello che il mercato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci perdoni Professore, queste argomentazioni di carattere generale sono abbastanza...

LEONARDO DI BRINA: questo... sì, no, no... però rappresentano...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): condivisibili,  e del resto di comune esperienza; il problema è però... scendiamo un po’ nel concreto, altrimenti restiamo... la domanda implicava, presumo, anche una valutazione più specifica di quelle che erano le componenti di questo vasto patrimonio da liquidare, e in relazione a questo cosa sa dirci?

LEONARDO DI BRINA: appunto, cioè, che erano state ovviamente valutate nella sede competente le possibilità di realizzo, cioè da parte del Tribunale, da parte del Commissario Giudiziario, da parte del Comitato dei Creditori, che si erano tutti quanti espressi in senso favorevole e conseguentemente appunto questo era un elemento che per noi, per l’Organo Commissariale, erano assolutamente preclusivi di qualunque altra valutazione e che quindi appunto erano quello che era la realtà a cui noi eravamo tenuti a, diciamo così, adempiere in base a quella che era la situazione della Procedura di cessio bonorum; conseguentemente, appunto, il fatto che ci potesse essere una divergenza di valutazioni su quelli che potevano essere il valore di questi crediti, era un fatto diciamo oggettivo, ma d’altra parte appunto essendoci sia un giudicato, sia un ordine del Giudice, sia tra l’altro un contratto già perfezionato in quei termini, la fase attuativa era una fase assolutamente di carattere esecutivo e quindi su questa noi ci siamo, diciamo così, orientati nell’effettuare questa...

D’altra parte assolutamente tranquillizzante per il Commissario Giudiziale era il fatto che la S.G.R. fosse uno strumento sostanzialmente interno alla compagine di quelli che potevano essere gli unici soggetti teoricamente lesi da questa divergenza di valutazione, cioè i creditori della Federconsorzi, che già avevano visto falcidiato il loro credito per un ammontare estremamente rilevante; quindi appunto questo tra l’altro era un elemento che sul piano ripeto soltanto... diciamo così intellettuale, morale, se vogliamo, non giuridico, perché sul piano giuridico non c’era assolutamente nessuna valutazione da fare, ma sul piano intellettuale poteva costituire una... diciamo così, un elemento di ulteriore tranquillità, tanto più che appunto, ripeto, nelle premesse dell’Atto Quadro si dà atto proprio di questa apertura, di questa assoluta trasparenza della S.G.R. rispetto alla compagine, al ceto creditorio.

Qualunque creditore, se avesse voluto, avrebbe potuto far parte della compagine della S.G.R. e questo, per quanto riguarda questi aspetti diciamo puramente così astratti e teorici, era un elemento di ulteriore tranquillità per quanto riguarda questa vicenda e conseguentemente appunto queste sono state le valutazioni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande?

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): no, io non ho altre domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, ha domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì; mi sintonizzo sul taglio giuridico dato all’esposizione.

LEONARDO DI BRINA: beh, il mestiere purtroppo ci costringe.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, il problema della concomitanza delle funzioni di Liquidatore e di Commissario Governativo l’avete mai affrontata?

LEONARDO DI BRINA: sì, appunto, cioè... era una configurazione che il Tribunale aveva voluto dare a questa vicenda per ragioni che sono tra l’altro ampiamente esposte nei provvedimenti; cioè, in buona sostanza, come in altri casi era già stato fatto, mi risultavano l’esistenza almeno di altri precedenti, così, appunto, avuti da notizie sia di... diciamo di... forensi, che anche da un punto di vista scientifico circa l’ammissibilità di questa configurazione e in certi casi appunto lo stesso debitore era stato nominato Liquidatore dei beni, quando c’erano delle ragioni di opportunità che lo consigliassero; in questi casi per la verità era stata una motivazione di tipo, diciamo economico, cioè qualunque professionista fosse stato incaricato di effettuare la liquidazione cessio bonorum su un patrimonio teorico di quattromila, tremila, duemila centocinquanta a seconda delle varie prospettive, miliardi, avrebbe potuto diciamo richiedere come peraltro mi pare che poi successivamente sia stato fatto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): una parentesi, siamo sicuri che si tratta di una cessio bonorum questo?

LEONARDO BRINA: siamo sicuri, se non ricordo male si è sempre passato... parlato di una cessio bonorum, cioè i concordati d’altra parte sostanzialmente sono appunto o per garanzia o per cessio bonorum, questa non mi pare che fosse un concordato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): appunto, è uno delle questioni che forse è demandata al Tribunale stabilire perché poi...

LEONARDO BRINA: no, va be’.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedevo il parere.

LEONARDO BRINA: questo perlomeno era scritto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non tanto il parere che ci può dare come Consulente, ma se questo problema era stato analizzato dai Commissari.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha già risposto, andiamo avanti.

LEONARDO BRINA: beh, era scritto nelle carte.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): però la mia domanda originaria quella delle due funzioni di Liquidatore e Commissario Governativo non era una domanda astratta, le chiedo gli interessi che tutela il Liquidatore non necessariamente sono gli stessi e dello stesso segno di quelli che sono superati dal Commissario Governativo, o lei non è d’accordo?

LEONARDO BRINA: ma, direi che qui sì, se vogliamo potremmo anche disquisire in astratto di questi aspetti che però per la verità mi pare...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, le faccio un esempio: il Liquidatore sicuramente non potrebbe né eccepire, né sollevare la questione che il concordato non soddisfa il 40 per cento dei creditori chirografari, penso invece che il Commissario Governativo potrebbe...

LEONARDO BRINA: no, forse qui stiamo parlando di due cose diverse, perché c’è un Commissario Giudiziale che era il Professor Picardi e che era preposto appunto a questo tipo di valutazione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, chiedo scusa il Commissario Governativo...

LEONARDO BRINA: il Commissario Governativo era un’altra cosa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lo so che è un’altra cosa, è delegato dal Ministro in luogo degli Amministratori.

LEONARDO BRINA: certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, quindi ci ha un interesse societario da tutelare, o no?

LEONARDO BRINA: sì, certamente però questo è...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è una parte.

LEONARDO BRINA: ...è come un imprenditore che viene nominato Liquidatore dei suoi beni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora le ripropongo la domanda, ma gliela ripropongo non per sapere la sua opinione giuridica, ma se questo problema come Commissari Governativi ve lo siete posto, perché voi avete fatto cenno alla quasi intimazione dell’Autorità Giudiziaria di concludere perché mi pare avevate i sette giorni.

LEONARDO BRINA: sì, c’era un termine adesso...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): come liquidatore sicuramente lei accennava all’ipotesi dell’omissione di atti d’ufficio ma come Commissario Governativo come... possibile non vi siete posti il problema? Vi siete mai resi conto che questo concordato non garantiva il 40 per cento dei creditori?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, scusate, no; la domanda in questi termini è chiaramente inammissibile, la domanda è da formularsi in questi termini: avete valutato se i termini dell’accordo ponevano problemi di compatibilità con il rispetto del 40 per cento?

LEONARDO BRINA: chiedo scusa, questo è in base alla procedura... Concordato Preventivo un problema che si pone il Tribunale nella fase diciamo così di valutazione, l’ammissibilità.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma la cornice giuridica da lei descritta...

LEONARDO BRINA: non vedo per quale ragione se la dovrebbe porre il Commissario.

LEONARDO BRINA: ...ci era già abbastanza chiara per altro, ma il problema è un altro, volevamo sapere se in concreto, per sua cultura, per sua coscienza, per averne parlato con qualcuno, lei si è posto concretamente il problema se quel tipo di accordo che lei ha considerato prima doveroso siglare, ponesse problemi in concreto di rispetto o meno del 40 per cento tutto qui.

LEONARDO BRINA: ma, no, per la verità questo era un aspetto che era totalmente estraneo a qualunque delle funzioni, sia del Liquidatore, sia del Commissario Giudiziale, questi sono problemi della procedura di Concordato Preventivo per la quale c’era degli organi specificamente preposti a questo e tra l’altro che questa valutazione la dovevano fare in una fase preliminare, ex ante, ex post, ma per quello che ne so io, ma ripeto questo mi pare che sia appunto come diceva il Presidente di cultura giuridica comune, poi se dalla cessio bonorum si ricava il 40 per cento, una lira o il totale, questo mi pare che sia giuridicamente assolutamente indifferente quindi è un problema che in quella fase attuativa non si può legittimamente porre nessuno, né il Commissario Liquidatore, né il liquidatore della cessio bonorum, perché questi sono affari che vengono valutati ex ante in sede di ammissibilità della proposta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma la domanda non era sul problema del 40 per cento, non era diciamo commisurata all’ipotetico realizzo, ma era commisurata ai termini del concordato così come omologato con le cifre, con i dati assunti dall’omologa del Concordato.

LEONARDO BRINA: ma, non vedo per quale motivo, cioè dovevamo fare una sorta così di giudizio di appello sul procedimento...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la risposta è chiara, tutto quanto formula oggetto di valutazioni di tutti quanti, ma andiamo avanti su questo tema.

LEONARDO BRINA: non vedo che cosa...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la risposta è stata chiara...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ve lo siete posto il problema.

LEONARDO BRINA: il problema è che non ha senso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non si è posto il problema perché riteneva che non fosse di sua competenza, forse... essendo stata superata la fase...

LEONARDO BRINA: cioè nessuna che sappia di cose di questo genere si porrebbe un problema del genere.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, va bene, ma se lei risponde che non vi siete posti il problema perché ritenevate che non fosse di vostra competenza, però può anche chiarire se...

LEONARDO BRINA: cioè mi scusi, io non ho capito, ci dovevamo preoccupare se i creditori venissero...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, voi non dovevate preoccuparvi di niente, lei ha risposto che non vi siete posti il problema perché non era di vostra competenza.

LEONARDO BRINA: no, perché non aveva senso, cioè una cosa diversa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): beh, non a vostra competenza, perché dice il teste che era stato un problema risolto in sede di omologa del concordato, a quel punto era una fase diciamo così di liquidazione, che è una fase logicamente diversa, ma comunque su questo tema abbiamo già sviluppato, andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io volevo solo far rilevare che questo tipo di risposta presuppone che c’è una presa di conoscenza del problema tra l’altro...

LEONARDO BRINA: mi scusi, l’unico problema che noi ci siamo posti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): altrimenti non ha senso dire: “Non lo ritenevamo di nostra competenza”.

LEONARDO BRINA: no, non era si nostra competenza, non era competenza di nessuno.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): avrebbe dovuto dire: “Non ce lo siamo proprio posti, non ci siamo accorti”.

LEONARDO BRINA: no, non è che non ci siamo accorti, cioè non ha giuridicamente senso che il Liquidatore o il Commissario Giudiziale si preoccupi di una cosa che ha delle sedi di valutazione specifica, che sono appunto il Tribunale in sede di omologa del Concordato Preventivo, il Commissario Giudiziario...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti, la risposta l’aveva già data, non la reiteriamo, andiamo avanti.

LEONARDO BRINA: ...il Commissario Giudiziario è il Comitato dei creditori che sono quelli che per legge devono fare queste valutazioni, il Commissario non c’entra un accidenti con questo tipo di problemi; quindi se lo fosse posto o no, era una cosa così, poteva essere un discorso da bar, insomma non certo da...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un discorso?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): beh, va be’.

LEONARDO BRINA: così diciamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, guardi lei al bar se ci vuole andare, io smetto di farle le domande, ce la mando subito al bar.

LEONARDO BRINA: no, no, dico... appunto dico, no, no... chiedo scusa, ma era un problema non rilevante.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): a me non mi pare che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il Professor Brina ha subito corretto la rotta di una risposta a dir poco impropria.

LEONARDO BRINA: chiedo scusa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, senza voler fare domande da bar, ma le dimissioni del Gambino, Cigliana e Locatelli, vi giunse notizia di queste dimissioni?

LEONARDO BRINA: certo, perché erano stati già sostituiti da... come si chiamava il Commissario?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Piovano.

LEONARDO BRINA: da Piovano e quindi erano stati sostituiti da Piovano e poi insomma...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): fecero dichiarazioni, il Gambino quantomeno alla stampa proprio sul prezzo.

LEONARDO BRINA: no, non mi risulta, adesso non ricordo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non le risulta? Quindi non le è giunta...

LEONARDO BRINA: cioè non ricordo, io non ne ho...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nell’ambiente non è giunta nemmeno voce?

LEONARDO BRINA: ma certo, su questo che... che fosse un problema diciamo così dibattuto questo è un fatto oggettivo, cioè...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè quale era il problema dibattuto?

LEONARDO BRINA: il problema dibattuto poteva essere questo della congruità o meno di queste valutazioni rispetto a quello che era il valore effettivo del patrimonio Federconsorzi e quindi di aspetti legati a questa vicenda.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e della congruità o meno in relazione al limite del 40 per cento non...

LEONARDO BRINA: beh, io direi che qui il problema, secondo me, appunto, almeno per quello che...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io le chiedo una notizia storica, non le chiedo di dare una...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

LEONARDO BRINA: sì, appunto questa era...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è una domanda molto semplice...

LEONARDO BRINA: no, no, era un problema...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...quella che potrebbe fare il barista del piano di sotto; lo sapeva, ne aveva sentito parlare oppure no?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero la prego.

LEONARDO BRINA: sì, sì certamente perché appunto in questa vicenda questo era un elemento diciamo così che era sul tappeto, cioè questo della esistenza o meno di questa congruità delle valutazioni fatte a suo tempo dai Periti appunto che avevano stimato questo patrimonio e poi da quelli che invece avevano determinato la valutazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma stiamo parlando di congruità, non rispetto al realizzo, ma rispetto al rispetto, mi scusi il bisticcio, del limite legale del 40 per cento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): credo che questo fosse un problema, cioè del limite legale del 40 per cento fosse un problema diciamo non effettivo, non reale, cioè il problema poteva essere quello che vendere a 2.125, 150 miliardi un patrimonio, corrispondesse a quello che era il valore effettivo di questo patrimonio, questo era il problema determinante, però su questo ho già detto che a parte il fatto che non era problema del Commissario Giudiziale sul quale non aveva nessun tipo di interferenza, però...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Commissario Governativo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Commissario Governativo.

LEONARDO BRINA: come?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Commissario Governativo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, lei si è espresso...

LEONARDO BRINA: sì, scusate, ecco, mi sa qui tra tutti questi Commissari poi si finisce per fare qualche...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma era chiaro, prego.

LEONARDO BRINA: ma su questo aspetto in realtà non era tanto il problema se si raggiungesse o no il 40 per cento, eccetera, perché ripeto quello nella fase attuativa per legge non ha nessuna rilevanza; però il problema era se la S.G.R. pagando 2.150 miliardi quello che era l’ammontare, facesse un affare oppure no? Cioè questo secondo me era l’altro aspetto, e questo per la verità appunto era un problema che prescindeva totalmente dall’altro dell’attuazione, diciamo così del Concordato Preventivo.

Ma su questo mi pare di aver già detto prima, che il fatto che facesse o no un affare la S.G.R. voleva dire se facevano o no un affare gli stessi creditori che partecipavano alla S.G.R. e su questo appunto il fatto che l’operazione S.G.R. fosse stata impostata e ripeto nell’Atto Quadro di questa è data... dato conto in maniera quasi maniacale, un operazione di assoluta trasparenza, perché qui si dice addirittura, mi pare che sia stato fatto una proposta a tutti i creditori per entrare nella S.G.R. al fine di lucrare eventuali vantaggi che con l’operazione S.G.R. ipoteticamente potevano esserci nel pagare appunto duemila cento e rotti miliardi, quello che poi teoricamente erano stati valutati quattromila, cinquemila miliardi, eccetera, era diciamo così l’ossatura fondamentale dell’operazione e su questo non c’era assolutamente nessun dubbio che era stata in qualche modo aperta a tutti i creditori la partecipazione a questa operazione.

Quindi quel problema non è tanto se si ricavasse il 40 per cento oppure no, e ripeto in sede di attuazione in un Concordato Preventivo con cessio bonorum non ha nessuna rilevanza, quanto se, appunto, ci fosse congruità per quanto riguardava questa valutazione, questo prezzo che era stato offerto per il rilievo di questo patrimonio.

Ma appunto ripeto, se questo fosse stato un elemento della valutazione e ripeto non lo era nella maniera più assoluta, sarebbe stato comunque superato dal fatto che qualunque dei creditori che potenzialmente poteva essere così danneggiato dall’eventuale minor valutazione data a questo patrimonio, se avesse ritenuto di fare un affare non faceva altro che entrare nella S.G.R. e questo affare l’avrebbe fatto pure lui, cioè poi è la sostanza se volgiamo andare proprio... tra l’atro questa modalità di cessio bonorum paradossalmente ricalca quella che storicamente era appunto la cessio bonorum fatta all’origine cioè quando i creditori prendevano il patrimonio del loro debitore, sceglievano uno di loro per fare la liquidazione e partecipavano tutti al ricavato di questa liquidazione in epoca comunale la cessio bonorum questa era, era proprio uno strumento privato di attuazione degli interessi quindi attraverso questo strumento tutti i creditori si facevano parte attiva per il ricavato; poi è stata giudizializzata attraverso la successiva diciamo regolamentazione e codificazione, però appunto questa era la cessio bonorum.

Cioè, quindi se un creditore avesse avuto l’idea di poter essere conculcato o comunque danneggiato prendendo il 40 per cento, il 20 per cento, una somma assolutamente incongrua eccetera, partecipava alla S.G.R. e avrebbe guadagnato quello che teoricamente si sarebbe potuto guadagnare da questa liquidazione dalla differenza di prezzo tra quella cifra e quella che poi era effettivamente questo teorico valore di questi beni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Pubblico Ministero.

LEONARDO BRINA: credo di aver risposto alla sua domanda.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Pubblico Ministero andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, nella sua esperienza professionale si è mai imbattuto in una cessio bonorum in favore di una società di creditori?

LEONARDO BRINA: no, per la verità no; cioè credo che questo sia stato l’unico caso che si sia realizzato, però in effetti questa è credo un unicum da un punto di vista giuridico.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ma, stiamo andando sempre in tema di qualificazioni giuridiche.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, è stato così impostato l’esame, comunque sia la questione è stata diffusa in termini di fatto, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): così è stato presentato il teste, ma io cerco di storicizzare un po’ sul tipo di domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): veniamo a due aspetti, la vendita degli immobili e la gestione dei crediti, in particolare delle cambiali, ne sa niente lei?

LEONARDO BRINA: no, per la verità delle cambiali, cioè della gestione successiva al... no, cioè so che c’erano due, che il patrimonio della Federconsorzi era diviso in due grandi categorie, no, quello che era il patrimonio vero e proprio e poi c’era il patrimonio gestito per conto dello Stato in base appunto alle discipline degli ammassi eccetera, per cui appunto c’era... ma ripeto questo è un aspetto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, la domanda era molto più minuta diciamo così, se lei aveva mai avuto notizia dell’esistenza di cambiali presso... che componevano... se le ha viste fisicamente, se sa come venivano gestite cambiali presso Federconsorzi.

LEONARDO BRINA: sì, questo che ci fossero appunto queste cambiali, che tra l’altro hanno avuto tutta una serie di vicende poi successive anche credo sul piano legislativo, perché appunto questa era una funzione della Federconsorzi svolta per conto dello Stato, però adesso per la verità nel dettaglio non ricordo niente, se mi fa una domanda specifica...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il dettaglio è questo: c’erano cambiali, le abbiamo trovate, non è che... in Federconsorzi in parte scadute senza essere state azionate, e questo è avvenuto durante tutta la vita di Federconsorzi compresa quindi la gestione commissariale, ce ne erano ancora alcune che dovevano ancora scadere o con la data scritta a matita, situazioni magari marginali ma indicative del fenomeno.

LEONARDO BRINA: questo devo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le chiedo: la gestione spicciola di questi crediti l’ha mai interessata o se ne è interessato qualcun altro?

LEONARDO BRINA: beh, diciamo, no, la gestione spicciola di questo no, assolutamente anche per una ragione diciamo... se purtroppo devo entrare nel merito di questioni giuridiche mi perdonerà, ma qui appunto attiene proprio alla specifica organizzazione della Federconsorzi.

In base alla legge e in base allo statuto della Federconsorzi di tutte le gestioni finanziarie era investito il Direttore Generale, questo proprio per una previsione legislativa e statutaria che tra l’altro è uno Statuto che in qualche modo è previsto dalla legge, che quindi penso abbia una forza anche superiore rispetto a quello dei normali statuti di società, e quindi c’era una netta ripartizione di competenze tra il livello diciamo così amministrativo e il livello organizzativo.

Di queste problematiche relative alle gestioni finanziarie per legge e per Statuto era il Direttore Generale della Federconsorzi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io penso che è stato...

LEONARDO BRINA: quindi... poi c’erano appunto per questo delle specifiche, degli specifici uffici che si occupavano di queste cose.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, io penso che al di là della attività di carattere direttivo, esecutivo, ma un problema di un ammontare di 800 miliardi di cambiali penso che interessi tanto gli Amministratori, tanto i Commissari Governativi.

LEONARDO BRINA: sì, ma di questo francamente, ecco proprio non...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ne sapeva niente?

LEONARDO BRINA: non ho una diciamo una notizia specifica, c’è questo... ripeto poi erano cose che erano gestite proprio dagli uffici finanziari della Federconsorzi, noi avevamo soltanto una informativa di carattere generale su quelle che erano tutte le vicende della... ma non è che in qualche modo l’ufficio del Commissario si occupasse della redazione e della gestione specifica diciamo così del...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma dell’esistenza di questo dato economico e di bilancio, cioè una somma di questo genere...

LEONARDO BRINA: di questo come di tutti gli altri dati venivamo informati appunto dal Direttore Generale che era quello che seguiva specificamente questi aspetti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): oh, e della loro gestione diretta da parte di S.G.R. ha mai sentito parlare?

LEONARDO BRINA: no, questo assolutamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ha mai sentito parlare di queste cambiali che andavano e venivano tra Fedit e S.G.R.?

LEONARDO BRINA: no, credo che questo sia un fatto successivo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, no, non lo do come un dato scontato.

LEONARDO BRINA: cioè noi occupavamo delle dismissioni e quindi del trasferimenti di, per esempio, del patrimonio immobiliare, alcuni degli atti di cessione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ne parliamo dopo, no, parliamo un attimo dei crediti, di queste cambiali.

LEONARDO BRINA: no, questo... cioè di questi aspetti specifici non ho memoria per la verità in questo momento, potrei...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma era al corrente di questi 800 miliardi di cambiali?

LEONARDO BRINA: che ci fossero, appunto che ci fosse nella cessio bonorum compresi anche i crediti di questo sì, che siano stati compiuti atti esecutivi, adesso per la verità ripeto in questo momento non ne ho memoria fisica diciamo di questi atti, ma immagino che in quel periodo come c’erano stati degli atti di dismissione per quanto riguarda il patrimonio immobiliare ci possono essere stati anche atti di dismissioni di crediti, dato che erano nell’ambito dei beni ceduti, però di specifiche operazioni di dismissione per la verità in questo momento a distanza anche di tanto tempo non ho...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il problema è questo: se le risulta che questi crediti senza essere trasferiti ad S.G.R., quindi rimanendo in capo a Fedit, venissero di fatto gestiti da S.G.R.?

LEONARDO BRINA: no, per la verità non... può darsi che ci siano state delle attività di collaborazione come è normale che ci sia tra il soggetto che dismette e il soggetto destinatario, però ecco che ci siano...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è lei che ha dato il taglio giuridico alla sua testimonianza, quindi quando le faccio la domanda di questo genere chiaramente siamo un po’ legati...

LEONARDO BRINA: no, no, per la verità appunto di queste attività, appunto se non capisco male ci sarebbe stata un’attività di Federconsorzi in favore di S.G.R. prima della cessione dei crediti, sostanzialmente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): diciamo una gestione di S.G.R. di crediti non trasferiti, questo...

LEONARDO BRINA: no, questo non mi risulta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): problema non riferibile ad un solo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero andiamo avanti.

LEONARDO BRINA: no, no, non mi pare, cioè almeno io...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va be’, allora spostiamoci sugli immobili.

Le risulta un meccanismo analogo a quello che ho appena descritto?

LEONARDO BRINA: no, a me risulta che tra l’altro alcuni di questi atti poi li ho sottoscritti anche io personalmente su delega del Commissario che, S.G.R. facesse la, diciamo così, l’attività preliminare alla vendita per singoli beni, pubblicava sui giornali avvisi rivolti al pubblico per... invitando eventuali soggetti interessati ad offrire appunto sulla base di certi prezzi che venivano determinati di volta in volta per questi immobili, poi periodicamente ci arrivava dalla S.G.R. una lista di immobili che dovevano essere appunto alienati.

Questa lista veniva trasmessa sia a noi che al Notaio che in genere era il Notaio Mariconda che preparava gli atti per la vendita, poi o il Commissario stesso, o io, o qualcun altro che veniva delegato appunto per effettuare gli atti di cessione, andavamo davanti al Notaio e, sempre in esecuzione delle previsioni dell’Atto Quadro che era il contratto normativo sulla base del quale venivano fatte queste dismissioni, si effettuavano questi trasferimenti in favore dei terzi che avevano fatto le offerte per l’acquisto, poi periodicamente c’era una sorta di rendicontazione per quanto riguarda gli incassi legati a queste vendite che andavano diciamo così a definire via via i rapporti tra Federconsorzi e S.G.R., ripeto, sempre nell’ambito dell’Atto Quadro che regolava questa attività di dismissione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma per quale motivo tutto questo? Se dovevano essere trasferiti perché sono stati trasferiti in blocco?

LEONARDO BRINA: alla S.G.R.?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

LEONARDO BRINA: questa era una previsione dell’Atto Quadro, era in base a questo tipo di impostazione che...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’Atto Quadro non mi pare che prevedesse questo?

LEONARDO BRINA: come?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’Atto Quadro non prevedeva questo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): che cosa?

LEONARDO BRINA: prevedeva che fosse dismessi gli immobili, non era... era previsto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): cose non prevedeva l’Atto Quadro? Specifichi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): beh, questo passaggio indiretto diciamo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): indiretto in che senso scusi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): c’era se non ricordo male un obbligo di trasferire tutti i beni.

LEONARDO BRINA: beh, per S.G.R. e anche per...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile) era previsto dal contratto che sarebbero stati trasferiti con singoli contratti.

LEONARDO BRINA: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): con singoli atti di cessione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): da Fedit a S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a S.G.R..

LEONARDO BRINA: no, a S.G.R. o a persona da nominare, quindi i terzi erano...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque sia formalmente le singole cessioni erano per il Contratto Quadro da Fedit a S.G.R..

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Fedit, S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, o no?

LEONARDO BRINA: sì, sì appunto; cioè erano... era la S.G.R. che sostituiva a sé gli acquirenti che via via appuntano venivano acquistati.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la mia domanda è questa, l’Atto Quadro prevede il trasferimento dei beni da Fedit a S.G.R..

LEONARDO BRINA: beh, adesso mi scusi, possiamo anche fare una...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): siccome il prezzo è definito fin dall’origine indipendentemente dai realizzi, indipendentemente dai realizzi, per quale motivo non si sono trasferiti in blocco con un unico atto tutti i beni ad S.G.R., poi se li gestiva come credeva.

LEONARDO BRINA: questo per la verità...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ma questo è ridicolo, può rispondere il teste...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero mi perdoni questo era...

LEONARDO BRINA: cioè adesso dobbiamo interpretare l’Atto Quadro, ci mettiamo qui e lo facciamo per carità.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, scusi un attimo; la domanda è ammissibile soltanto in questi limiti: nel momento si stipula dell’Atto Quadro si è posto questo problema?

LEONARDO BRINA: beh, penso proprio di sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, penso, sì o no?

LEONARDO BRINA: sì, sì, cioè era una... si fece un Atto Quadro, appunto per disciplinare l’opera di dismissione, è quello che fu fatto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): oh, ecco; ma quale fu la ragione che a livello di concezione dell’Atto Quadro determinò...

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): Presidente scusi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): a pagina 12 dell’Atto Quadro: “Si dà atto che la società si riserva la facoltà di indicare per l’attività della Federconsorzi a propria scelta soggetti diversi da sé stessa a favore dei quali effettuare il relativo atto ...(incomprensibile)”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì ma è assolutamente chiaro; no, no, la domanda è diversa, adesso la domanda che il Pubblico Ministero pone è: l’Atto Quadro è l’ottica di singoli atti da Fedit a S.G.R.; in certi casi S.G.R. poteva indicare direttamente l’acquirente...

LEONARDO BRINA: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma questo è un problema assolutamente per tabulas, non c’è problema, è sulla scelta... il problema che poneva il Pubblico Ministero è questo: perché a livello di stipula di Atto Quadro si è scelto questo meccanismo, nel senso di non demandare ad un unico atto di cessione in blocco...

LEONARDO BRINA: ma perché...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...anziché ricorrere a questa formulazione così normativa...

LEONARDO BRINA: perché faceva parte di quello che era lo spirito e diciamo la prassi normale di attività di questo genere di dismissione, cioè se la S.G.R. si fosse resa essa stessa acquirente di tutto il patrimonio immobiliare ci sarebbe stata, dato che la S.G.R. non nasceva con la missione di diventare una società immobiliare al posto della Federconsorzi o altre cose, era per istituto che appunto proprio in base a quelle previsioni anche della Banca d’Italia eccetera, che doveva effettuare dismissioni, sarebbe stata una follia pensare che la S.G.R. si intestasse prima direttamente i beni e poi appunto andasse a fare l’opera di dismissione, i passaggi sarebbero stati due, ci sarebbe stata una duplicazioni di costi eccetera che era proprio quello che appunto era... cioè si voleva evitare con questa operazione.

Quindi appunto inevitabilmente, ma questo proprio perché è una prassi normale, che chiunque si occupi anche superficialmente di queste cose lo sa benissimo, che appunto questa è la modalità normale di dismissione, cioè S.G.R. faceva da pubblicizzatore della vendita di questo patrimonio e poi chiamava i singoli acquirenti a contrattare direttamente sulla base di atti che venivano preventivamente definiti sempre nell’ottica generale dell’Atto Quadro in favore dei singoli acquirenti; e questo determinava la dismissione che era ripeto l’unica modalità possibile in questo caso.

Né giuridicamente, né tecnicamente, né economicamente si sarebbe potuto fare diversamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, lei ha dato una risposta che è durata cinque minuti; ma sintetizzando era utile ai fini fiscali.

LEONARDO BRINA: no, era la modalità di dismissione prevista nell’Atto Quadro che poi avesse anche dei vantaggi questo penso che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda del Pubblico Ministero è: la scelta consacrata dell’Atto Quadro aveva il fondo anche questo aspetto fiscale.

LEONARDO BRINA: beh, aveva un aspetto... sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lo ha valutato lei?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): il teste ha già ha parlato di abbattimento dei costi e la procedura generale.

LEONARDO BRINA: era la procedura sennò si sarebbe dovuta caricare poi anche i creditori sarebbero dovuti caricare di questi ulteriori costi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi voglio dire, è stato valutato questo aspetto?

LEONARDO BRINA: ma certamente sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti, lo dica.

LEONARDO BRINA: l’Atto Quadro è stato proprio... rispecchia queste impostazioni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): recuperava in qualche maniera, questo meccanismo, la possibilità di vendite frazionate?

LEONARDO BRINA: in che senso recuperava?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero sia più chiaro sulle domande.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nel senso che economicamente poteva non essere utile l’acquisto in blocco, ma viceversa l’utilità maggiore riscendeva dalle singole vendite.

LEONARDO BRINA: io credo che l’acquisto in blocco, adesso se io non... era proprio escluso nello spirito diciamo e nella norma di questo accordo, cioè essendo la S.G.R. una società che aveva una funzione specifica di dismissione penso che facesse il suo mestiere facendo questo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, perché io... siccome si parla di acquisto di massa, l’acquisto di massa, poi uno va a vedere che in realtà questa massa non è stata mai acquistata.

LEONARDO BRINA: no, non è vero perché il prezzo fu determinato proprio in relazione all’acquisto in massa, cioè il prezzo fu determinato in quanto era il prezzo di un intero patrimonio nella sua globalità.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI):     sì, ma...

LEONARDO DI BRINA: poi le modalità...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, mi perdoni...

LEONARDO DI BRINA:     va be’, sta di fatto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...però ho l’impressione che questo si sovrappone alle valutazioni che sono demandate al Collegio, quindi le chiedo di troncare...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI):     va bene, chiedo scusa. Ho quasi finito. Siccome il teste ha toccato il problema della Banca d’Italia, può spiegare sotto quale profilo la Banca d’Italia ha...

LEONARDO DI BRINA:     guardi, io qui non riferisco cose che so direttamente, le so perché appunto normalmente questo avviene, però appunto, al di là di questo, dato che...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, normalmente sotto quale profilo la Banca d’Italia... lei ha detto che ha dato l’autorizzazione...

LEONARDO DI BRINA:     sì, sì, perché questo risulta dagli atti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, abbiamo il documento in atti.

LEONARDO DI BRINA: risulta dagli atti.

LEONARDO DI BRINA: anche nell’Atto Quadro si dà atto del...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): risulta dall’Atto Quadro e comunque risulta da un documento prodotto dalle Difese, i termini specifici in cui se ne è occupato, fra l’altro ha influito sulla...

LEONARDO DI BRINA:     cioè, io su questo probabilmente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...sulla stessa struttura di S.G.R., perché ha limitato le sue funzioni.

LEONARDO DI BRINA: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, se poteva confermare che l’autorizzazione della Banca d’Italia riguarda il profilo non della legittimità, dell’opportunità generale, ma quello...

LEONARDO DI BRINA: no, io, mi scusi, di quello che ha fatto la Banca d’Italia so solo quello che c’è scritto nell’Atto Quadro, perché appunto di questo problema ci si è occupati proprio sotto il profilo della legittimità dell’operazione in quanto operazione fatta da una società governata da un pool bancario, quindi appunto questo è rappresentato nell’Atto Quadro e quella è la rappresentazione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI):     quindi, che ricordava la legittimazione delle banche.

LEONARDO DI BRINA: certamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ho finito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili hanno domande?

Prego, Avvocato Fabbri.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta, lei era Sub Commissario, aveva delle funzioni particolari in quanto Sub Commissario?

LEONARDO DI BRINA:     beh, diciamo formalmente no, nel senso che eravamo, sia l’Avvocato Brancadoro che io, diciamo così, coadiutori del Commissario, ma diciamo poi la ripartizione interveniva di fatto, cioè l’Avvocato Brancadoro si occupava di più degli aspetti legati alle società controllate e io più della gestione della Federconsorzi in quanto tale. Però questo appunto da un punto di vista proprio organizzativo, dovendo in qualche modo ripartirci il lavoro, non duplicare una serie di attività eccetera, era sostanzialmente ripartito in questa maniera, le nostre, fra virgolette, competenze.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, scusi, Avvocato Fabbri. Ma in relazione a questo, vi era una delega espressa a priori del Commissario oppure era un compito che di fatto vi ripartivate? Come avveniva? C’era una formalizzazione di queste... di ripartizione...

LEONARDO DI BRINA: no, formalizzazione con atti proprio specifici no, dato che eravamo tutti e tre diciamo collegati anche da rapporti di colleganza, vivevamo nello stesso studio eccetera, questo era un fatto abbastanza naturale, che ci si ripartisse i compiti in base...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mentre quando compiva atti riceveva una delega espressa dal Commissario?

LEONARDO DI BRINA: quando compivo atti di dismissione, sì, perché lì era necessario avere una procura notarile e quindi appunto, avevo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo; prego, Avvocato Fabbri.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta, lei praticamente è rimasto in carica fino a quando non è stato sostituito il Professor D’Ercole?

LEONARDO DI BRINA: sì, certamente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi fino a quando?

LEONARDO DI BRINA: fino alla fine del ’94.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): poi è subentrato l’Avvocato Lettera.

LEONARDO DI BRINA: poi... sì, fu nominato...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): qual è la ragione per cui voi avete lasciato l’incarico? C’è una ragione formale?

LEONARDO DI BRINA: ma la ragione credo che sia di carattere eminentemente politico. In quel periodo era stato sostituito il Ministro dell’Agricoltura, o come si chiamava, delle Politiche Agricole eccetera; credo che fosse subentrata la Polibortone, mi pare, che probabilmente aveva un’ottica sua diversa dal precedente Ministro su come dovesse essere diciamo così gestita la Federconsorzi e ritenne evidentemente di nominare un altro soggetto al posto del Professor D’Ercole. Tra l’altro questa nomina poi fu oggetto anche di contestazione da parte nostra davanti ai Tribunali Amministrativi eccetera, perché era sostanzialmente immotivata e credo che anche da parte dei Tribunali e del Consiglio di Stato sia stata stigmatizzata, così, sostanzialmente la mancanza di una qualsiasi motivazione, per quanto riguarda questa scelta.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): per cui la nomina fu reiterata, poi, la nomina di Lettera...

LEONARDO DI BRINA: prima... sì, ci fu una prima che poi aveva dei problemi di carattere formale, e poi fu reiterata, insomma, questo...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e voi faceste acquiescenza nel secondo caso?

LEONARDO DI BRINA: non facemmo acquiescenza, credo che fu impugnato anche il secondo provvedimento.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): con quale esito?

LEONARDO DI BRINA: appunto, cioè, credo che non sia stato annullato o dal Tribunale Amministrativo o dal Consiglio di Stato, però fu appunto ritenuto che essendo un atto puramente discrezionale il Ministro appunto l’abbia fatto nell’ambito delle sue competenze, però fu sottolineata la mancanza di qualsiasi motivazione.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ho capito. Senta, le attività di dismissione in quel momento erano ancora in corso?

LEONARDO DI BRINA: nel ’94 sì, certamente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e qual era la situazione diciamo così dei conteggi? Io mi riferisco a questo proposito all’articolo 2 dell’Atto Quadro, laddove c’è scritto che le parti provvederanno ad effettuare, di intesa con gli organi del Concordato Preventivo, un primo calcolo sia pure approssimativo...

LEONARDO DI BRINA: sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): lei ha partecipato a queste operazioni?

LEONARDO DI BRINA: sì, certamente, adesso per la verità appunto non è che abbia proprio memoria specifica di quale fosse in quel momento lo stato delle cessioni, delle dismissioni eccetera; so che c’erano delle cadenze per quanto riguarda il pagamento delle somme, anche perché erano in relazione a... prima di tutto una serie di operazioni sostanzialmente compensativa che avvenivano nell’ambito della Procedura per cui appunto al pagamento di certe... di certe rate del prezzo di cessione poi facevano parallelamente seguito appunto attività da parte della Procedura per quanto riguarda la... diciamo così, l’attività di soddisfacimento dei creditori; credo che fosse sostanzialmente, almeno per quanto riguarda i creditori che avevano aderito alla S.G.R., una partita di giro, però esattamente quale fosse proprio lo stato in quel momento della attività di cessione non lo ricordo. Ripeto, era...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma non lo ricorda o non eravate in grado allora neppure di fotografarlo, in quel momento, lo stato economico...?

LEONARDO DI BRINA: no, per quanto riguarda... per quanto riguarda i conteggi, quelli erano tenuti costantemente sia dall’Ufficio del Commissario Governativo sia dall’Ufficio del Commissario Giudiziale, e quindi era costantemente monitorato quello che era lo stato delle attività e delle dismissioni, quindi da questo punto di vista appunto era tutto quanto seguito puntualmente dagli uffici. Però ecco, adesso, ripeto, a distanza di... otto anni, nove anni, quanti sono, non ho memoria.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): si ricorda che fossero intervenuti in quel momento dei contrasti con i rappresentati S.G.R. a proposito della attuabilità di certi impegni che la S.G.R. richiedeva, sulla base dell’Accordo Quadro? Questa domanda gliela faccio perché, non so se a lei risulta, ma successivamente a proposito del contenzioso che era insorto proprio con riferimento all’Accordo Quadro dopo le vostre dimissioni, è stato stipulato un atto di transazione; in questo atti di transazione...

LEONARDO DI BRINA: no.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...si dice tra l’altro che la Federconsorzi aveva lamentato in questa fase di contenzioso l’obiettiva impossibilità di dare esecuzione a talune richieste provenienti da S.G.R., ora contestando la stessa sussistenza di talune obbligazioni e respinto qualsiasi responsabilità di inadempimento. Questa questione era insorta...

LEONARDO DI BRINA: no, non mi...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...subito dopo... lei è rimasto in carica per oltre un anno...

LEONARDO DI BRINA: fino al ’94, sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...per un anno e mezzo dopo la stipula dell’Accordo Quadro.

LEONARDO DI BRINA: sì, circa, sì.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non è insorto nessun contrasto, di nessun genere.

LEONARDO DI BRINA: no, finché c’eravamo noi non c’erano problemi di questo genere, almeno che io ricordi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): di definizione del valore dei beni, di reperibilità...

LEONARDO DI BRINA: no.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...di cambiali che si muovevano...

LEONARDO DI BRINA: no, no, assolutamente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): nulla?

LEONARDO DI BRINA: cioè, che io ricordi, no; che ci fossero atti ufficiali tenderei ad escluderlo, perché appunto ne avrei probabilmente memoria.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ho capito. Lei ha prima invocato per quanto riguardava i vostri atti, come atti dovuti, gli atti suoi o quelli del Professor D’Ercole, ha detto addirittura che se si fosse rifiutato, se non ho capito male, di sottoscrivere l’Atto Quadro sarebbe stato perseguibile per omissione di atti d’ufficio; io le chiedo, ma è sicuro che questa Sentenza di Omologazione fosse passata in giudicato nell’agosto ‘93, visto che è stata... risulta pubblicata in Cancelleria il 5 ottobre del ’92? Lei è certo che era passata in giudicato la Sentenza di Omologazione nella quale è stato stipulato l’Atto Quadro?

LEONARDO DI BRINA: penso di sì, comunque era definitiva, non c’erano stati, che io ricordi, ricorsi, impugnazioni, eccetera.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma un anno non era ancora decorso dalla pubblicazione, questo è pacifico, la pubblicazione è del 5 ottobre ’92.

LEONARDO DI BRINA: ma io francamente...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): l’Atto Quadro è dell’agosto ’93.

LEONARDO DI BRINA: francamente adesso, appunto, sulla natura del giudicato, questo è un problema che adesso mi coglie francamente impreparato, però era una statuizione definitiva e comunque vincolante, indipendentemente dalla sua natura di giudicato, per gli organi della Procedura, visto che non c’era stata nessuna sospensiva, non c’era stata nessuna attività che giuridicamente contrastasse con l’esecutività di quel provvedimento.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ho capito, senta... beh, allora le sentenze di primo... va be’, l’esecutività... va bene, adesso non... è inutile...

LEONARDO DI BRINA:     era... adesso se vuole...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): è inutile imbarcarci su questa cosa...

LEONARDO DI BRINA:     ...possiamo farne una...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...è troppo complessa. No, richiamando in parte alcune domande, ma non ripetendole, che le ha già posto il Pubblico Ministero, volevo chiederle: si può dire che lei era sostanzialmente il Sub Commissario alla liquidazione, visto che il Professor D’Ercole cumulava allora la qualità di Liquidatore e di Commissario Governativo, e di debitore concordatario, per essere...

LEONARDO DI BRINA: se le piace dire così, lo dica.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): lei faceva il Commissario...

LEONARDO DI BRINA: io facevo il Sub Commissario, lo facevo in tutta la...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): alla liquidazione dei beni.

LEONARDO DI BRINA: a tutta l’attività della Federconsorzi, di cui la liquidazione...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, si occupava prevalentemente, di fatto, della liquidazione dei beni.

LEONARDO DI BRINA: mi occupavo anche di quello, certamente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): anche di quello.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prendiamo atto, prego, Avvocato, vada avanti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): va bene, volevo chiederle, allora, visto che lei ha richiamato la Sentenza di Omologazione, nella motivazione della Sentenza di Omologazione, come lei ricorderà senz’altro, esisteva la possibilità in via subordinata a quella della liqui... della cessione in massa, alla quale si è riferito ripetutamente e a mio avviso opportunamente il Pubblico Ministero, la possibilità di liquidazione di singoli cespiti, “Nell’ipotesi in cui - dice testualmente la Sentenza – si sia accertato con provvedimento motivato la non realizzabilità della vendita in massa”, e in questo caso la Sentenza prevedeva la nomina, da parte del Tribunale, successivamente all’Omologazione, di singoli Liquidatori.

LEONARDO DI BRINA: certo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ora io le chiedo, quando voi avete inserito nell’Accordo Quadro le clausole che prevedevano la possibilità di dismissioni successive, e... dilazionate nel tempo, alle quali poi lei stesso come Liquidatore ha dato atto, ecco, lei si è posto il problema che così facendo in buona sostanza l’Atto Quadro poteva risultare elusivo della Sentenza?

LEONARDO DI BRINA: no, mi scusi, credo che lei stia facendo però un errore, nel senso che...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): dica pure, sono pronto immediatamente a...

LEONARDO DI BRINA: sì, appunto, adesso glielo spiego.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...a fare ...(incomprensibile).

LEONARDO DI BRINA: cioè, le modalità previste nella Sentenza di Omologazione, sono due modalità alternative, cioè o la nomina della... di un Liquidatore che poi appunto è stato la Federconsorzi in quanto tale, o la nomina di singoli Liquidatori per singoli cespiti, per singoli beni; quindi electa una via non datur recursus ad altera.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, ma questo è assolutamente implicito...

LEONARDO DI BRINA:      quindi mi pare che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il problema...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): questo è assolutamente pacifico.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io... la mia domanda è diversa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda, è diversa, comunque Avvocato andiamo avanti, perché implica una valutazione evidentemente, e non certo una risposta...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, no, ma io facevo riferimento a un fatto, Presidente, cioè se loro nel... visto che il Professore è stato molto chiaro...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, non gliela ammetto, Avvocato, la domanda, perché in questi termini, se loro... è assolutamente inammissibile, vada pure avanti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): per carità, non insisto, non insisto. Io non ho altro da aggiungere.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti Civili?

Avvocato Rosi, prego.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, Avvocato Rosi per alcune Parti Civili. Professor Di Brina, lei prima di essere nominato Sub Commissario della Federconsorzi, ha ricoperto altri incarichi presso la Procedura o si era interessato della Federconsorzi in altre...

LEONARDO DI BRINA: sì, me ne sono interessato, come Difensore di una banca che aveva fatto opposizione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, lei in questo caso... come semplice Difensore oppure è stato membro del Comitato dei Creditori?

LEONARDO DI BRINA: no, no, non credo, no, non mi ricordo di essere stato... cioè, credo di essere stato semplicemente Difensore.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Difensore e... quindi lei non è stato membro del Comitato dei Creditori.

LEONARDO DI BRINA: adesso, mi chiede... no, mi pare proprio di no, adesso...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): cioè, sì o no?

LEONARDO DI BRINA: no, no, non sono stato... almeno, che io sappia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): qual era la banca? Scusi, tanto per chiarire.

LEONARDO DI BRINA: la Federalcasse, Federazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Avvocato Rosi.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, lei quale... Avvocato, quale posizione ha assunto... cioè, innanzi tutto in quale periodo lei ha assunto questa Difesa e per quale motivo si è opposto al... e in che fase poi...

LEONARDO DI BRINA: nella fase precedente all’Omologazione, precisamente appunto... cioè prima addirittura anche forse della votazione, adesso non ricordo... per la verità, appunto, sono passati parecchi anni e quindi non lo ricordo, però nella fase precedente all’Omologazione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): nella fase precede... la sua... la posizione che ha assunto in favore del suo cliente quale è stata? E di opposizione a cosa?

LEONARDO DI BRINA: ma, di opposizione in generale alla Procedura di Omologazione del Concordato preventivo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e su quale presupposto?

LEONARDO DI BRINA: sulla base appunto di una valutazione negativa della Procedura in quanto appunto potenzialmente lesiva dei creditori.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, successivamente... fino a quando ha mantenuto la Difesa di questa...

LEONARDO DI BRINA: fino alla fase precedente alla Omologazione, credo che poi appunto i miei clienti si fossero convinti della bontà dell’operazione e abbandonarono questa opposizione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): abbandonarono in che senso?

LEONARDO DI BRINA: cioè nel senso che appunto... credo che fu chiusa la... la fase dell’opposizione prima della... che venisse introitata in decisine il giudizio sull’Omologazione. Adesso, ripeto, potrei essere impreciso proprio sui momenti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ne da conto nella Sentenza di Omologa fra l’altro.

LEONARDO DI BRINA: tant’è che appunto...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi lei a quella data ha revocato il proprio mandato?

LEONARDO DI BRINA: no, non ho revocato, la... i miei clienti mi mandarono... adesso non ricordo se una comunicazione o qualcosa per cui appunto avevano cambiato opinione per quanto riguardava gli aspetti legati alla natura diciamo in sé della Procedura, e quindi accettarono in pieno di far parte appunto del ceto creditorio interessato dalla Procedura di Concordato Preventivo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): successivamente...

LEONARDO DI BRINA: ritengo che avessero valutato che appunto quelle perplessità sulla bontà dell’operazione fossero cadute, tant’è vero che poi sono stati appunto trattati alla stregua degli altri creditori nell’ambito della Procedura.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): lei a riguardo aveva espresso un parere a questa società, rispetto alla bontà o meno della procedura in... oppure lei non aveva espresso nessuna indicazione a riguardo?

LEONARDO DI BRINA: ma, sa, uno fa l’Avvocato, era il novanta... ’91, ’92, adesso non ricordo bene esattamente in quale momento, diciamo, era una fase di gran lunga precedente all’incarico che poi ricevetti come Sub Commissario Governativo, e appunto facendo un mestiere come quello che fa lei, cioè dell’Avvocato, appunto avevo cercato di tutelare secondo coscienza i miei clienti nell’ambito appunto di questa Procedura.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): che lei ricordi, la società che lei... cui patrocinava, ha poi... è poi diciamo entrata nella società S.G.R. oppure no?

LEONARDO DI BRINA: questo non glielo so dire, ma... perché poi io cessai di occuparmene una volta cessata la Procedura, anche perché questi erano clienti in realtà non miei, io ero soltanto quello che seguiva alcune fasi nell’ambito della Procedura; credo che fossi in... diciamo così, il dominus di questa vicenda era prevalentemente il Professor Gentili, che appunto era quello che teneva poi direttamente i rapporti con questo cliente, e quindi non le so dire poi quale vicenda abbiano seguito successivamente. Quindi, so che appunto sono stati poi appunto pienamente integrati nell’ambito diciamo della compagine creditoria, però appunto poi quali siano state le loro scelte in relazione alla S.G.R., non le conosco.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, riguardo... quindi anche quando lei è diventato Sub Commissario, non ha verificato che... se loro fossero entrati in S.G.R. o meno.

LEONARDO DI BRINA: no, per la verità non mi è venuta mai questa curiosità.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): non gli è venuta, ho capito.

Senta, e poi lei è a conoscenza di come diciamo si è proceduto, da parte del Comitato dei Creditori, nella approvazione della vendita in massa? Ha ricordo di questo, anche se pure...

LEONARDO DI BRINA: cioè, come...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): come si è... diciamo, lei ha parlato prima che l’approvazione è avvenuta anche da parte del Comitato dei Creditori, la vendita in massa.

LEONARDO DI BRINA: sì, proprio che fosse un passo procedurale...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): chiaramente precedente, precedente diciamo alla sua nomina. Lei ricorda la modalità, la Procedura con cui il Comitato dei Creditori è giunto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, è rilevante rispetto a questo teste?

LEONARDO DI BRINA: no, io appunto per la verità non... cioè, so quello che c’è scritto nell’Atto Quadro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, scusi, Professore. Il fatto da un lato ci è noto, in secondo luogo...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, era solamente se...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...è un fatto diverso dai temi su cui può riferire questo teste.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): nessun’altra domanda grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre Parti Civili? Le Difese hanno domande per questo teste? Professore, soltanto alcune...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, ne avrei una ancora io.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, rapidamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, un quesito semplice semplice, sia pure di carattere generale. Prendiamo un qualsiasi bene che deve essere trasferito da Fedit a S.G.R. e consideriamolo nel periodo, breve o lungo, sei mesi, un anno, un anno e mezzo, due anni, in cui questo trasferimento di fatto non avviene, i costi, le spese per la manutenzione di questo bene, sia manutenzione ordinaria che straordinaria, su quale bilancio gravano?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era previsto dall’Atto Quadro questo...

LEONARDO DI BRINA: questo mi pare che fosse un qualcosa che era disciplinato inter partes, faceva parte...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era previsto dall’Atto Quadro la manutenzione, erano delle voci di decurtazione del costo.

LEONARDO DI BRINA: sì, c’erano costantemente dei...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): decurtazione dei costi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era una delle voci di compensazione.

LEONARDO DI BRINA: ...dei conti correnti, diciamo, tra le due parti che contemplavano anche questo, per quanto mi risulta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e questo anche per le spese legali relative ai crediti?

LEONARDO DI BRINA: adesso in questo dettaglio... francamente dovrei guardare le carte, vedere appunto quali sono state esattamente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, un credito viene recuperato attraverso azioni di legali, immagino pagati dalla Federconsorzi, quindi pagati dal... gravanti sul...

LEONARDO DI BRINA: mi sta chiedendo... cioè è una cosa su cui appunto in questo momento non sono francamente in condizione di risponderle, perché appunto quale fosse diciamo la disciplina giuri... che fosse disciplinato è fuori questione, quali dettagli di disciplina, questo, per la verità in questo momento non sono in condizione di rispondere.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, pochissime domande da parte del Collegio. La prima è questa: lei operava come Sub Commissario, ma evidentemente era stato a sua volta nominato dal Ministro.

LEONARDO DI BRINA: sì, sì, nello stesso atto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): con lo stesso provvedimento.

I suoi rapporti col Ministro quali erano? Ce li sa descrivere?

LEONARDO DI BRINA: i miei rapporti col Ministro non esistevano, perché io per la verità non sapevo... e non le saprei neanche dire esattamente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): rapporti, intendo dire non... i rapporti che ha tenuto nell’esercizio...

LEONARDO DI BRINA: ah, no... sa, i miei rapporti col Ministro...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se era commensale non so dirle, ma non mi interessava, mi interessava soltanto...

LEONARDO DI BRINA: no, no, appunto, erano diciamo i rapporti ordinari dell’Ufficio commissariale con l’Autorità di vigilanza, cioè intervenivano tutti attraverso atti formali richieste di autorizzazioni, atti appunto che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma si interessava il Ministro all’andamento, chiedeva...

LEONARDO DI BRINA: beh, diciamo, il Ministro personalmente non glielo so dire se si interessasse, il Ministero sicuramente sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e con chi teneva i rapporti? Con lei in particolare oppure principalmente con il Commissario, Professor D’Ercole?

LEONARDO DI BRINA: ma, diciamo, prevalentemente con il Commissario, però certamente anche noi partecipavamo alle riunioni, agli atti che appunto in qualche modo erano di, diciamo, comune interesse, perché appunto la struttura ministeriale seguiva attentamente la vicenda Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): al momento della nomina, lei sapeva quale era la situazione? Cioè, al momento in cui lei ha ricevuto la comunicazione della nomina, lei sapeva qual era la situazione in cui versava la Procedura?

LEONARDO DI BRINA: beh, come ha ricordato appunto l’Avvocato prima, io me ne ero occupato professionalmente qualche anno prima, per quanto riguarda...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma prima era diverso, al momento in cui...

LEONARDO DI BRINA: nel momento in cui sono stato nominato, sapevo quello che si sapeva da parte di chiunque, cioè, dato che questa era una vicenda che era costantemente seguita anche dalla stampa nazionale, conoscevo quelle che erano le problematiche così come...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il Ministro vi aveva dato delle indicazioni oppure vi aveva rimesso piena libertà di azione?

LEONARDO DI BRINA: mah, le indicazioni date dal Ministro sono quelle che risultano dagli atti ufficiali, cioè appunto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma vi aveva contattato preliminarmente oppure no, che lei sappia?

LEONARDO DI BRINA: no, no, non mi risulta. No, no, assolutamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non le risulta. Senta una cosa, invece i rapporti che il Commissario Governativo, quindi il Professor D’Ercole e lei, nella sua qualità, teneva con S.G.R.; innanzi tutto chi era il vostro referente per conto di S.G.R. e quali rapporti intercorrevano.

LEONARDO DI BRINA: S.G.R. aveva una sua struttura che aveva tra l’altro una sede, adesso non ricordo esattamene dove, che appunto dialogava costantemente con la struttura Federconsorzi, quindi appunto per tutti quelli che erano gli atti di dismissione, c’erano dei contatti di carattere, diciamo così, quotidiano, per tutte le necessità inerenti alla... alla... che ci fossero proprio dei rapporti fra noi e la S.G.R. in quanto, diciamo così, società, no, non mi risulta, anche perché io per la verità non saprei neanche dirle chi fosse in quel momento l’Amministratore di S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta, lei conosceva il Professor Capaldo, da prima?

LEONARDO DI BRINA: no, no, Capaldo io l’ho visto credo una o due volte in vita mia per problemi di carattere scientifico, insomma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei risulta che il Professor D’Ercole lo conoscesse?

LEONARDO DI BRINA: ma penso che lo conoscesse, dato che Capaldo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): pensa...

LEONARDO DI BRINA: ...è una persona...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): oh, nella fase di elaborazione dell’Atto Quadro, no, sappiamo... l’incaricato era il Notaio Mariconda, che poi ha rogitato l’atto e così via. Ma chi teneva i rapporti col Notaio Mariconda per conto di Federconsorzi?

LEONARDO DI BRINA: ma, diciamo che l’Atto Quadro ci pervenne in una forma, diciamo così, ormai quasi definitiva e pervenne, diciamo, alla Procedura, e io in particolare appunto mi occupai di verificare, diciamo, che nell’Atto Quadro ci fossero contenuti tutti gli elementi che erano necessari, e in particolare appunto quelli che erano... io mi preoccupai, appunto, proprio di quell’aspetto a cui ho fatto cenno anche prima, cioè che nelle premesse fossero in maniera inequivocabile individuati quelli che erano stati i passi procedurali fatti proprio per consentire al ceto creditorio di effettuare tutte le possibili adesioni che si potessero appunto effettuare per prevenire qualsiasi possibile anche dubbio sulla natura diciamo di questo Atto Quadro eccetera. Cioè, una volta... questo appunto è una cosa di cui mi occupai io personalmente e me ne preoccupai in maniera specifica.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma furono apportate nella bozza... rispetto alla bozza che lei ebbe in visione o che il Commissario ebbe in visione, furono apportate delle modifiche? Voi incideste significativamente nell’elaborazione oppure no?

LEONARDO DI BRINA: ma, credo che in qualche modo, adesso perché la verità, appunto, a distanza di tutto questo tempo, non è che proprio ricordi esattamente quello che appunto avvenne proprio in relazione a singole clausole, a singoli aspetti, però certamente noi appunto rivedemmo l’Atto Quadro, ne facemmo, diciamo così... partecipammo in qualche modo alla sua redazione, anche se poi in realtà, appunto, era un atto che era stato predisposto appunto dal Notaio incaricato. Però appunto io ricordo che appunto... probabilmente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): da chi vi pervenne l’atto? Chi ve lo trasmise?

LEONARDO DI BRINA: questo per la verità non lo ricordo specificamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta una cosa, ma mentre i vostri... voi avevate rapporti col Tribunale, con il Presidente Greco? Lei o il Professor D’Ercole, intendo dire.

LEONARDO DI BRINA: ma, adesso per la verità non... no, rapporti particolari non mi pare che ce ne fossero, cioè, c’erano rapporti soprattutto col Commissario Giudiziale, che era diciamo così... aveva un suo ufficio nell’ambito della Federconsorzi e col quale intrattenevamo, il Professor D’Ercole e io in particolare, il costante dialogo per tutta quella che era l’attività. Ecco, qui c’è, a parte diciamo questa vicenda legata strettamente alla cessione, ma poi c’era tutta una attività gestoria generale. Noi dipendevamo in maniera determinante dalle determinazioni, scusi il bisticcio, del Commissario Giudiziale, perché non potevamo toccare una lira, non potevamo pagare uno stipendio, non potevamo fare nessuna attività se non con una...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, ma questo è chiaro, ma per quanto riguarda...

LEONARDO DI BRINA: quindi questa riguardava...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...i rapporti vostri con il Tribunale, in particolare nella fase in cui si andava a verificare la bozza dell’Atto Quadro e ad approvarla da parte del Tribunale con la nota ordinanza del luglio...

LEONARDO DI BRINA: no, io credo che appunto di questo sicuramente ho parlato io personalmente con il Professor Picardi; l’Atto Quadro poi credo che sia stato trasmesso in via ufficiale, probabilmente proprio tramite lo stesso Professor Picardi al Tribunale, per appunto ottenerne... ottenere l’autorizzazione, ma al di là di questo tipo di rapporti, diciamo di carattere ufficiale, che io sappia non... d’altra parte io il Professor Greco... il Dottor Greco l’avevo visto più in relazione a quella tale procedura di opposizione che poi... che anzi, credo che, per quello che mi riguarda, saranno state due o tre le occasioni in cui io sono stato in Tribunale in relazione a questa vicenda.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): un’ultima domanda per il Collegio, che è questa: lei sa... lei ha parlato ampiamente... ha richiamato le premesse dell’Atto Quadro, ma in concreto quali erano le modalità con cui i creditori potevano entrare a far parte di S.G.R.?

LEONARDO DI BRINA: credo che fossero le modalità con cui qualunque socio può entrare in una società, cioè...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma la... ma il conferimento nella società quale doveva essere? L’avete verificato? La partecipazione come doveva essere...

LEONARDO DI BRINA: ma, era la partecipazione a una società, adesso quale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sa che il primo progetto prevedeva il conferimento dei crediti, lo sa di questo?

LEONARDO DI BRINA: no, questo in verità non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non lo sa. Quindi non sa in concreto...

LEONARDO DI BRINA: cioè, so che appunto era stato offerto a parità di condizione a tutti i creditori, di partecipare a S.G.R., e questo è risultato anche dall’Atto Quadro, tra l’altro credo che questa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma poi in concreto come si faceva a far parte di S.G.R., questo è un problema che non si è posto.

LEONARDO DI BRINA: beh, adesso per la verità appunto... può darsi che a suo tempo questo sia stato esplicitato, perché in tutta la massa di documenti che noi abbiamo esaminato può darsi che ci sia stato anche questo, ma adesso in questo momento non ricordo se... quali fossero esattamente le modalità. Credo che appunto... l’unica cosa che posso dire è che per quello che ricordo io erano condizioni paritetiche per tutti i creditori.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

LEONARDO DI BRINA: però appunto quale fosse...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande per il teste?

Si accomodi, Professore.

LEONARDO DI BRINA: grazie.

Il testimone viene licenziato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): adesso è il Tribunale che propone una mozione per procedere; abbiamo tra gli altri testi, come è noto, il Maggiore Tripoli e il Tenente Panebianco.

Proporrei di anteporre, se non ha nulla in contrario l’Avvocato Sammarco, questa fase all’esame del Professor D’Ercole, per una questione procedurale che inevitabilmente si porrà in questo momento.

Possiamo chiamare il Maggiore Tripoli, per cortesia.

Viene introdotto il testimone Tripoli Cosimo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, si accomodi pure.

Do atto alle Parti che il Maggiore Tripoli, unitamente al Tenente Panebianco, nelle more ha inviato a questo Presidente un fax con il quale segnala di essere vincolato, in relazione all’oggetto della testimonianza che è chiamato a rendere, dal segreto d’ufficio, in relazione al ruolo da lui svolto per conto della Commissione Parlamentare di Inchiesta.

Maggiore, lei intende richiamare questo fax per...

COSIMO TRIPOLI: sì, lo richiamo integralmente, Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lo richiama integralmente, al fine di avvalersi del segreto di ufficio...

COSIMO TRIPOLI: del segreto di ufficio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...in relazione al tema della sua testimonianza.

Segnalo in particolare che il fax è impostato in questi termini, lo leggo alle Parti in modo che tutti quanti possano valutare questa questione: “Con riferimento all’atto di intimazione testi in data 23/3/2002... - eccetera - gli scriventi rappresentano di aver fornito la propria collaborazione alla Commissione Bicamerale di Inchiesta sul dissesto della Federazione Italiana dei Consorzi Agrari, in qualità di collaboratori ai sensi dell’articolo 5 della Legge numero 33 dell’88 - che è la legge istitutiva della Commissione - e dell’articolo 24 comma 1 del regolamento interno. Per effetto dell’articolo 8 della suddetta legge, i componenti della Commissione, i Funzionari, personale di qualsiasi ordine e grado addetto alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con la Commissione o concorre a compiere atti di inchiesta, oppure ne viene a conoscenza per ragioni del proprio ufficio di servizio, sono obbligati al segreto per tutto quanto riguarda le deposizioni, le notizie, gli atti e i documenti acquisiti nelle sedute e dalle quali vi sia stato escluso il pubblico, ovvero dei quali la Commissione medesima abbia vietato la divulgazione. Per il segreto di Stato, di ufficio, professionale o bancario, si applicano le norme in vigore. - e questo è il tenore letterale dell’articolo 8 della legge istitutiva - La collaborazione degli scriventi - prosegue il fax - non si è concretizzata nell’esecuzione di una indagine di Polizia Giudiziaria in senso tecnico; al pari del contributo fornito da altri Consulenti, essa ha assunto le forme di un elaborato che nella specie ha riguardato anche l’esito di rilevamenti delegati dalla Commissione a taluni reparti della Guardia di Finanza. In merito ai divieti di divulgazione ed agli elaborati prodotti dai collaboratori in data 28/2/2001, la Commissione ha deliberato che siano resi pubblici tutti i documenti da essa formati, ad essa inviati o comunque da essa acquisiti nel corso dei suoi lavori, con le seguenti esclusioni:

A) i documenti formati dalla Segreteria e gli elaborati, gli studi e le ricerche redatti dai collaboratori della Commissione, non potendosi parlare in questi casi di documenti in senso proprio, ma di atti interni della Commissione, preparati ai fini dei suoi lavori. In aggiunta ai suddetti obblighi, l’articolo 24 comma 2 del regolamento interno adottato in forza dell’articolo 3 della citata legge 33/98, dispone che i collaboratori della Commissione si impegnino con giuramento ad osservare il segreto per tutto quanto riguarda le deposizione, le notizie, gli atti e i documenti acquisiti al procedimento di inchiesta. Atteso che l’impedimento a rendere la testimonianza richiesta si appaleserebbe legittimo ai sensi dell’articolo 8 legge 36/98, 24 comma 2 regolamento interno, 201 Codice di Procedura Penale e 194 Codice di Procedura Penale, la comparizione, non potendo apportare... - eccetera - comporterebbe solo il sostenimento di oneri a carico dello Stato”.

Quindi in questo modo il Maggiore intende avvalersi del segreto di ufficio, correlato da un lato al ruolo di collaboratore da lui materialmente svolto per conto della Commissione, e dall’altro al fatto che la Commissione ha secretato questa parte del contributo...

COSIMO TRIPOLI: tutti gli atti redatti dai collaboratori.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dai collaboratori.

COSIMO TRIPOLI: tutti gli elaborati.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto; il Pubblico Ministero su questo punto?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi pare che l’esigenza del Maggiore sia condivisibile.

D’altra parte l’unico interesse di tutte le Parti sarebbe stato quello di chiedere la natura delle fonti per verificare la serietà degli accertamenti; siccome questo penso non sia stato possibile nemmeno al Maggiore in tempo reale poterlo verificare, perché ha avuto dei dati di collaboratori, diciamo, non sindacabili, non vagliabili; non può riferire, immagino che non ci sia nulla da fare.

Resta da chiedersi che farne di tutta quella documentazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili? Avvocato Paola, parla a nome di tutti quanti?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): noi prendiamo atto di questo fax, di cui veniamo in realtà a conoscenza adesso, perché io non sapevo fosse stato inviato.

Ma io, se ben rammento, signor Presidente, noi ponemmo all’inizio di questo processo un problema pregiudiziale, quando si trattò di acquisire appunto la relazione della Commissione di Inchiesta; dicemmo allora che avrebbe avuto senso l’acquisizione di quel documento, che è un documento che comunque, come dire, dà atto di una serie di accertamenti, che avrebbe avuto senso se ed in quanto fossero stati acquisiti anche gli atti che si davano per secretati.

È un documento quello, dal nostro punto di vista, assolutamente incompleto, a prescindere dalle conclusioni, assolutamente apodittiche e non condivisibili, ma tanto più sono apodittiche e non condivisibili perché si formano appunto su atti secretati.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, Avvocato Paola...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): la richiesta allora che noi facciamo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, Avvocato Paola.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la questione è estremamente limitata in questo contesto, e si risolve in questo: in relazione all’invocazione da parte del Maggiore Tripoli del segreto di ufficio, le Parti Civili, lei o le altre Parti Civili, hanno da obiettare alcunché in ordine a questo tipo di impostazione fornita dal Maggiore Tripoli, o no? Nel senso che ritengono che il Giudice debba procedere agli accertamenti previsti dalla legge, oppure ritengono che la impostazione eseguita è condivisibile e accettabile?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): io ritengo, signor Presidente, che il Tribunale possa e debba acquisire gli atti eventualmente secretati e sentire il Maggiore Tripoli sull’insieme degli accertamenti realmente effettuati.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ne prendiamo atto; le Difese su questo punto? Avvocato... scusate, per ultimo l’Avvocato Del Re che ha intimato il teste. Avvocato Sammarco.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): io vorrei osservare due cose.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): la prima è che, come risulta chiaramente dall’articolo 82 della Costituzione, la Commissione di Inchiesta ha i poteri e i limiti dell’Autorità Giudiziaria, quindi io non credo che il segreto possa opporsi alla Autorità Giudiziaria stessa, cioè il segreto vale nel momento in cui queste notizie, queste informazioni, debbano essere divulgate all’esterno dei procedimenti pendenti presso l’Autorità Giudiziaria.

Quindi io come prima, diciamo, obiezione, faccio quella della inesistenza del segreto in questa sede; il Maggiore è vincolato al segreto in altre sedi, non nella sede presso... nella sede della Autorità Giudiziaria, proprio per la natura dei poteri della Commissione Parlamentare di Inchiesta, che appunto, ripeto, sono quelli dell’Autorità Giudiziaria.

Sarebbe come dire che un Maggiore svolge indagini in un procedimento penale e poi oppone il segreto nello stesso procedimento penale; c’è qualcosa che non funziona in questo meccanismo, quindi evidentemente non si può far riferimento al segreto in questa prospettiva. Poi...

COSIMO TRIPOLI: probabilmente potrebbe farlo...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): no, non c’è una contraddizione tra me e lei, io sto parlando con il Tribunale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): poi, mi risulta anche che il segreto è opponibile salvi i casi in cui hanno l’obbligo di riferirne all’Autorità Giudiziaria, quindi ritorniamo al solito problema.

Cioè l’opponibilità del segreto, qui faccio riferimento invece all’articolo 201, riguarda i casi in cui non siano obbligati i testi a deporre dinanzi all’Autorità Giudiziaria; qui è obbligato per la ragione che dicevo prima e per la ragione che è testimone e quindi è obbligato in quanto testimone, quindi c’è un ulteriore dovere di deposizione, perché come testimone è obbligato a riferire proprio dinanzi all’Autorità Giudiziaria.

Quindi, secondo tipo di obiezione, articolo 201 comma 1.

Terza ipotesi è quella ovviamente dell’applicazione, così come stabilisce il 201, dei commi 2 e 3 dell’articolo 200, e cioè l’accertamento cui faceva riferimento il Presidente.

Quindi, in estremo subordine, diciamo, chiedo che vengano fatti gli accertamenti al fine di stabilire la fondatezza del segreto opposto. Grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Difese? Prego, Avvocato Del Re.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): Avvocato Maddalena Del Re per Greco.

Dunque, sono qui anche per produrre delle brevi note che il Professor Lemme, che oggi sostituisco, ha preparato proprio su questo argomento.

Sostanzialmente il Professor Lemme chiede... insiste per l’assunzione dei testi della Guardia di Finanza, Tripoli e Panebianco, per due motivi sostanziali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma chiedo scusa, il Professor Lemme come lo sapeva?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): che cosa?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di questo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la questione era stata... si ricorderà, Pubblico Ministero, che alla scorsa udienza l’Avvocato Del Re nel prospettare la questione ci aveva già anticipato di aver saputo dallo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ah...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...stesso Maggiore Tripoli...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, sì, era stato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi era sfuggita, mi era sfuggita, chiedo scusa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): no, no, era stato, sì, sì, pubblicizzato, quindi...

Pur facendo propri questa Difesa tutti i motivi procedurali esposti dal collega Sammarco, per due rilievi fondamentalmente di tipo sostanziale.

Il primo riguarda il fatto della finalità di questi accertamenti, cioè questi accertamenti sono stati posti in essere e sono stati poi sintetizzati in una relazione parlamentare, della Commissione Parlamentare, nella relazione conclusiva, e quindi questi accertamenti fin dall’inizio sono sorti, diciamo così, per non rimanere segreti, ma vi è stato esclusivamente un motivo, per cui poi vi è stata la sintesi appunto, motivo di opportunità e di convenienza semplicemente sintetizzati e non renderli pubblici direttamente, per una questione di economia.

Il Professor Lemme parla appunto di una esigenza di (incomprensibile) addirittura.

Per quanto riguarda il secondo motivo, è quello di una... più generale addirittura, è quella della ratio proprio del segreto quando viene esso posto, cioè a dire, le indagini devono rimanere segrete solo quando possono portare un nocumento alla Pubblica Amministrazione.

In questo caso principale compito dell’Amministrazione addirittura è la diffusione e la pubblicizzazione di questi risultati, come è stato fatto nella relazione conclusiva della Commissione Parlamentare, e poi non si vede assolutamente, a differenza di molti altri casi di Commissioni Parlamentari che riguardavano... soprattutto ci riferiamo a quelle sulle stragi e a quelle riguardanti il problema della criminalità organizzata di stampo mafioso, non vi sono assolutamente quei motivi che potevano portare in altri casi, sempre di Commissioni Parlamentari, a secretare alcuni determinati documenti.

Si supera in questo modo anche il problema dell’articolo 8 della legge istitutiva; chiedo appunto di poter produrre quindi queste brevi note, che ho esposto proprio per non... avendone una copia sola.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Del Re, ha qualcosa da aggiungere?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): a nostro avviso il problema non si può risolvere in sede giudiziaria senza tener conto dell’esistenza di una legge di cui è stato richiamato l’articolo 8.

In altri termini voglio dire che o si configura un conflitto di poteri, oppure anche le interpretazioni più attente del Codice di Procedura Penale non permettono di arrivare ad una soluzione, per così dire, che eviti il conflitto dei poteri.

Se ciò che ha fatto la Commissione non fosse consacrato in una determinazione a valore legislativo, si poteva risolvere altrimenti, ma a questo punto o accettiamo il conflitto di poteri insistendo e disponendo da parte di questo Tribunale l’audizione del teste, oppure non risolviamo il caso.

A parte il grosso problema temporale di chiamare in causa la Corte Costituzionale a giudicare su un tema come questo, c’è da tenere conto evidentemente di quanto ha scritto nella sua missiva al Presidente il teste, anzi i testi che sono stati convocati.

Anche se questo non l’ha reso del tutto esplicito, è evidente che le indagini giudiziarie e le indagini invece del Parlamento rispondono a due finalità diverse, quindi teleologicamente le acquisizioni sono legate ad una struttura investigativa, per così dire, diversa; trasferire quindi dall’uno all’altro campo, mi rendo conto la difficoltà, certe affermazioni e indagini può apparire in qualche modo piuttosto pericoloso sotto il profilo dell’accertamento della verità.

E d’altra parte è vero, come ha sottolineato il collega, che la Commissione Parlamentare si deve attenere... o meglio, ha i poteri dell’Autorità Giudiziaria, ma avere i poteri dell’Autorità Giudiziaria non vuol dire sempre portare con sé, perché non è questo obbligatorio, tutte quelle garanzie che sono tipiche dell’Autorità Giudiziaria.

Queste sarebbero le due considerazioni che in qualche modo ci portano a dire che a questo punto, avendo fornito la relazione finale e prospettandoci adesso di fornire il resoconto stenografico della quarantasettesima seduta della Commissione, che peraltro abbiamo trovato su Internet alla voce www.Parlamento, per cui è un fatto pubblico, che riassume i lavori di quella Sottocommissione per la quale lavoravano i due Ufficiali della Finanza come Consulenti, ecco, a questo punto ci sembra che... avendo il documento esame delle risultanze dell’attività di acquisizione conoscitiva del secondo gruppo di lavoro in ordine all’azione di dismissione delle procedure seguite dalla S.G.R. per la liquidazione del patrimonio, questo possa essere, se non del tutto sufficiente, almeno molto importante ai nostri fini.

È chiaro che noi siamo dispiaciuti di non poter fruire del grosso quantitativo di dati di fatto che certamente la Commissione deve avere nei suoi archivi secretati, ma certo sulla esigenza di acquisirli in concreto ci dobbiamo rimettere alla Corte, chiedendo peraltro di acquisire questo documento, perché evidentemente oltretutto anche i tempi ci invitano a dire che il conflitto costituzionale e la soluzione del conflitto porterebbe avanti la questione per tale e tanto tempo senza un contributo tale da risolvere di fatto certi aspetti; anche perché la lettera, la missiva inviata al Presidente, precisava che i due testi in definitiva hanno svolto una attività valutativa piuttosto che una attività diretta di raccolta di fatti.

Per cui la Difesa del Professor Capaldo e dell’S.G.R. si rimettono alla decisione di codesto Collegio in ordine alla posizione dei due testi, Tripoli e Panebianco.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): possiamo mostrare alle altre Difese quel documento di cui chiede la produzione, Avvocato?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): certo, certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, il Pubblico Ministero e le altre Parti possono prendere visione di quel documento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): posso intervenire a questo punto?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): su che cosa?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): prendendo spunto anche da questo documento...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dica, dica.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sulla posizione del teste; il teste ci ha detto che non ha fatto una attività di accertamento diretto ma si è basato su dati assemblati, sinceramente io non ho capito bene da chi, immagino da persone di fiducia...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, ha descritto: “Ha riguardato anche l’esito di rilevamenti delegati dalla Commissione a taluni reparti”, nel senso che, se non ho capito male, il Maggiore Tripoli ha, per conto della Commissione, elaborato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo, d’accordo, no, non so se quelle...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...delle valutazioni sulla base di dati di fatto acquisiti in varia forma, fra l’altro delegati, certi accertamenti, a dei Comandi Territoriali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, mi sembrava che in quel... fra l’altro si lasciasse aperta anche la possibilità che vi fossero anche accertamenti di altro tipo.

Comunque non è questo il punto, sulla identificabilità o meno di chi ha fatto quegli accertamenti, che sicuramente saranno persone fisiche identificabili.

Il problema è che il teste, come tale, non può praticamente riferire nulla, e quindi il problema non è tanto di un conflitto di poteri, ma semmai di una esatta individuazione da parte delle Difese delle persone in grado di rispondere su...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, il conflitto di poteri sta sulla imposizione della secretazione, e questo sarebbe l’oggetto del conflitto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): bisogna vedere se c’è la rilevanza.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, questo è un altro problema evidentemente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, io quello che voglio evidenziare è che il teste comunque una cosa ce l’ha detta, che non è lui a dover rispondere alle domande che tutti vorremmo porre e che riguardano il merito di questi accertamenti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, prendiamo atto di questo. Scusate, altre osservazioni? Sul documento, per cortesia.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): il documento?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sul documento che le Parti Civili stanno esaminando.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): un’osservazione brevissima; posso?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, sa benissimo che non sono previste repliche, però il problema... dica pure, tanto stiamo...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): noi naturalmente, Presidente, richiamiamo integralmente tutte quante le osservazioni che facemmo anche quando si discusse, appunto, della rilevanza delle prove.

Quindi a nostro giudizio questi testimoni sono anche irrilevanti, e quindi noi chiediamo preliminarmente comunque una revoca eventualmente dell’Ordinanza ammissiva di parte qua; in ogni caso, se gli Ufficiali della Guardia di Finanza dovessero essere sentiti, a noi sembra del tutto scontato che ci debba essere una previa acquisizione degli atti secretati, altrimenti avrebbe poco senso qualsiasi tipo di dichiarazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ne prendiamo atto.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Presidente, anche per esigenze di contraddittorio, perché a parte che il lavoro di queste persone, come leggiamo da questo documento prodotto, ha natura prettamente valutativa e quindi non volge tanto sull’accertamento dei fatti quanto sulla valutazione; qui si parla di valutazione di carattere politico, lo stesso Presidente... e non credo che debbano trovare ingresso in un processo penale le valutazioni di carattere politico.

Se tuttavia il Tribunale riterrà rilevante la deposizione e insussistente il segreto di ufficio, crediamo che per esigenze di contraddittorio del tutto evidenti debba essere acquisito questo documento, perché far deporre un teste su documenti che però rimangono secretati sarebbe una contraddizione assolutamente insanabile.

O è segreto tutto o non è segreto nulla.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Fabbri? Sul documento, vi è consenso all’acquisizione?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): per le Parti Civili...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): il documento, diciamo, è legato anche a quello che... è collegato alla posizione che assumerà il Collegio, anche perché per noi non c’è consenso, perché assumere, diciamo, una sintesi da parte di un politico sulle determinazioni svolte dai Consulenti e sulla documentazione... dei dati...  quindi non c’è corrispo... non possiamo avere oggi corrispondenza fra quello che è stato dichiarato qui come valutazione da parte, credo, del relatore ...(incomprensibile), rispetto ai contenuti e ai documenti e sia alla relazione disposta dai Consulenti e ai documenti ad essa allegati.

Quindi assumere questo documento... non può entrare in questo procedimento, se non proprio con tutti i presupposti, gli altri presupposti, e le relazioni svolte dai Consulenti; in altro modo non ha... noi ci opponiamo.

DIFESA IMPUTATO VASSALLI E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): io mi oppongo intanto ...(incomprensibile, voci sovrapposte)...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): scusa...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): no, è una...

VOCI: (in sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusate un attimo... no, no, cerchiamo di dare un ordine...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, Avvocato Del Re, completiamo le Parti Civili sulle osservazioni sul documento.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io sono assolutamente... mi associo a quello che hanno detto i colleghi; mi pare assolutamente evidente che se questo pezzo di fatto deve entrare in questo processo, ci deve entrare con tutti i crismi, quindi valutando esattamente il tipo di accertamenti che è stato fatto e quindi le conseguenze che questi accertamenti potranno avere per questo processo.

Io sono favorevole, in linea di principio, ad acquisire tutti gli elementi possibili e immaginabili; dal mio punto di vista deve essere larga la possibilità di acquisizione, però deve essere fatta in maniera tale oltretutto da consentire anche a tutte le Parti di esaminare gli atti e di poter quindi intervenire su questa testimonianza in maniera completa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre osservazioni sul punto?

Le altre Parti Civili si associano a queste osservazioni. (Sospensione).-

ALLA RIPRESA

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il Tribunale, valutata la richiesta formulata dal Maggiore Tripoli e dal Tenente Panebianco di potersi avvalere del segreto di ufficio per non rispondere in qualità di testi nell’ambito del presente procedimento;

sentite le Parti;

atteso che sono state opposte obiezioni di vario tipo, incentrate essenzialmente sul disposto degli articoli 82 Cost. e 201 Codice di Procedura Penale, nonché sulla asserita mancanza di nocumento per la P.A.;

rilevato in realtà che l’articolo 82 Cost. non sembra conferente ai fini de quibus, delineando i poteri che competono in generale alla Commissione di Inchiesta, ma evidentemente in funzione della sua attività e del significato politico che ad essa pertiene, senza che possano da questo ricavarsi conseguenze in ordine al ruolo dei collaboratori della Commissione, definito dalle singole leggi istitutive e dai rispettivi regolamenti interni;

rilevato poi che l’articolo 201 Codice di Procedura Penale al primo comma nel far salvo il caso in cui il Pubblico Ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio abbiano l’obbligo di riferire all’Autorità Giudiziaria, non si riferisce alla mera ipotesi in cui taluno sia chiamato a testimoniare, posto che in tal caso verrebbe meno il senso stesso dell’articolo 201 citato, che sarebbe sempre e comunque derogato, ma si riferisce invece a casi in cui sussista uno specifico e diverso obbligo previsto dalla legge, come quello desumibile dall’articolo 331 Codice di Procedura Penale;

considerato ancora che l’assenza di nocumento è circostanza rilevante ai fini dell’esclusione del delitto di cui all’articolo 326 Codice Penale, ma non costituisce ragione sufficiente per derogare all’espresso divieto di testimonianza, ove desumibile da fonti primarie;

atteso che nel caso di specie, alla stregua delle ragioni addotte dal Maggiore Tripoli e dal Tenente Panebianco si evince con chiarezza che gli stessi hanno svolto funzioni di collaboratori, che il lavoro dei collaboratori ha formato oggetto di espresso divieto di divulgazione, che quindi ai sensi dell’articolo 8 Legge 33/98 sussiste il segreto di ufficio in relazione a quanto dai predetti svolto o appreso nell’ambito delle funzioni espletate per conto della Commissione Parlamentare;

rilevato che non si apprezzano ragioni per addivenire a specifici accertamenti degli elementi di fatto in proposito invocati;

considerato che in via di mera ipotesi l’unico rimedio potrebbe essere costituito dal ricorso per conflitto di attribuzione, in relazione alla sussistenza o meno dei presupposti per la secretazione in concreto degli elaborati dei collaboratori;

posto peraltro che la legge istitutiva della Commissione demandava specificamente a quest’ultima la facoltà di sottrarre atti specifici o categorie di atti alla divulgazione;

ritenuto che non appare utile in funzione della decisione demandata a questo Collegio elevare il cennato conflitto;

considerato poi, quanto alla richiesta di produzione del documento afferente ad una seduta della Commissione, che essa risulta inaccoglibile, in senso contrario deponendo il fatto stesso che le valutazioni ivi formulate abbiano alla base documenti che hanno formato oggetto di secretazione, così da rendere applicabile il criterio dettato dall’articolo 195 comma 5, 6 e 7 Codice di Procedura Penale, che pur riferito alla prova testimoniale non può non applicarsi per analogia ad ogni elemento probatorio indiretto, rispetto al quale non sia valutabile la fonte primaria;

rilevato in fine che non può questo Collegio, contrariamente agli auspici delle Parti Civili, acquisire per intero il materiale che ha formato oggetto di secretazione, in senso contrario deponendo il disposto dell’articolo 265, primo e secondo comma Codice di Procedura Penale,

per questi motivi prende atto del divieto di escussione dei testi Tripoli e Panebianco, fondato sul segreto di ufficio, e dispone quindi la revoca della loro ammissione;

respinge la richiesta di produzione del documento indicato dalla Difesa dell’imputato Capaldo e respinge altresì ogni ulteriore istanza di acquisizione documentale.

L’udienza è sospesa dieci minuti, si riprenderà con l’esame del Professor D’Ercole come imputato; congediamo fin d’ora il Maggiore Tripoli e il Tenente Panebianco.

Il testimone viene licenziato. (Sospensione).-

ALLA RIPRESA

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il teste Brancadoro è stato rinunciato?

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): non è presente, ma avevamo intenzione di rinunciare perché praticamente duplicherebbe la deposizione del ...(incomprensibile).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non solo, con qualcosa in meno perché abbiamo appreso che era...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): esatto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...relativo a un settore un po’... quindi prendiamo atto della richiesta della Difesa dell’imputato D’Ercole di rinunciare al teste Brancadoro, le altre Parti sulla rinuncia? Le Parti Civili? Le altre Difese nulla oppongono, il Tribunale preso atto revoca per questa parte l’Ordinanza ammissiva del teste Brancadoro.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): Presidente c’è un documento che dovremmo produrre che è stato stilato da Brancadoro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque l’udienza non finisce adesso, quindi c’è tempo.

Si procede all’esame dell’imputato D’Ercole Stefano.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dia pure le sue generalità?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: D’Ercole Stefano nato a Lecce il 15 gennaio del 1947.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei è residente?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: in Roma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei ha operato come Commissario Governativo a partire da quando?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: dal maggio 1993.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero l’esame è richiesto anche da lei, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sarò velocissimo perché ripercorro le stesse domande fatte a Di Brina, lei è stato presente in aula quindi ha seguito anche lo svolgimento.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sono stato presente in aula sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo, dunque la prima domanda è se ha mai avuto notizia o conoscenza dei motivi e delle esternazioni anche sulla stampa del Professor Gambino e degli altri e in relazione alle loro dimissioni.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, non ho mai avuto notizie delle motivazioni alla base delle dimissioni del Professor Gambino e degli altri Commissari.

Per quanto riguarda invece il Dottor Piovano ricordo che lo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questo non glielo ho chiesto ancora.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, me lo ha chiesto perché ha parlato in generale di Commissari.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): facciamoglielo dire.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Gambino, sì prego.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: incontrai nell’anticamera del Ministro o del Capo di Gabinetto adesso non ricordo il Dottor Piovano al quale chiesi i motivi delle sue dimissioni, il Dottor Piovano mi riferì che la moglie era gravemente ammalata di cancro e quindi riteneva suo dovere stare vicino alla consorte e aggiunse che ormai il suo lavoro poteva ritenersi concluso in quanto aveva accettando la Proposta del Professor Casella alienato a S.G.R. l’attivo della Federconsorzi.

Aggiunse che ormai l’operazione residuale doveva considerarsi di dettaglio e per la quale comunque riteneva che lo avrebbe o lo aveva già esposto al Ministro, ritenuto più opportuno che se ne occupasse un Legale piuttosto che un... credo Dottore Commercialista.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): segnalò in che senso occorreva un Legale piuttosto che un Commercialista?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: cioè lui mi disse che aveva esaurito alienando, accettando la Proposta di Casella e la massa, l’attivo della Federconsorzi e che riteneva... aggiunse che riteneva più opportuno che delle operazioni a seguire se ne occupasse un legale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora anticipo la domanda, ma della insistenza di Piovano prima di arrivare alle dimissioni di privilegiare, di veder possibile l’ipotesi alternativa di vendite frazionate, lei ha avuto mai notizia da Piovano?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente no, mai avuta alcuna notizia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma dagli atti rinvenuti nell’archivio del Commissario Governativo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente no, io ebbi dal Direttore Generale appena subentrato al Dottor Piovano la lettera del Commissario Picardi, del Commissario Giudiziale Professor Picardi il quale dava disposizione a Piovano di accettare l’offerta del Professor Casella e in questa lettera il Professor Picardi stabiliva anche la formulazione esatta dell’accettazione di Piovano.

Piovano accettò la proposta così come era stato stabilito dal Commissario Giudiziale Picardi e di questa accettazione poi il Direttore Generale diede informazione al Professor Picardi, ecco io ricevetti queste diciamo missive, incontrai subito dopo il Professor Picardi che tra l’altro è collega all’Università di Roma e il quale mi disse che stava già elaborando insieme al Notaio Mariconda il testo dell’Atto Quadro, mi aggiunse ma mi sembrò più un garbo nei miei confronti che un suo obbligo giuridico, mi aggiunse che mi avrebbe fatto anche vedere il testo per avere diciamo una valutazione di massima.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa ma Piovano il testo dell’Atto Quadro lo aveva visto?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: questo io non lo so, comunque...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in che senso può aver... sostenete che c’era stata un’accettazione del contenuto dell’Atto Quadro?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, questo non l’ho detto Dottor Razzi, io ho detto un’altra cosa, ho detto che Piovano aveva accettato la proposta del Professor Casella, io su questo punto mi sono già intrattenuto con lei durante un paio di incontri e ho avuto l’impressione che lei non abbia dato la rilevanza che probabilmente questo carteggio meritava.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo lo lasci valutare al Collegio.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: certamente, certamente chiedo scusa; ecco io segnalo al Signor Presidente questo carteggio che posso leggere se mi è consentito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): che cos’ha? Ci descriva che cos’è innanzitutto?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: è una lettera del Commissario Giudiziale indirizzata al Dottor Mario Piovano, il Professor Picardi scrive a Piovano.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è datato scusi?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: datato 8 aprile 1993, “Penserei che sarebbe opportuno provvedere all’accettazione formale da parte della Fedit dell’offerta di acquisto in massa, suggerirei pertanto di scrivere al Professor Casella in questi termini: <<Nella qualità di Liquidatore del Concordato Preventivo Federconsorzi dichiaro con la presente di accettare la proposta da lei formulata con lettera del 3 marzo ’93 alle condizioni e con le modalità tutte di cui al provvedimento del Tribunale di Roma del 26 marzo 1993>>”, in data 8 aprile ’93 cioè nello stesso giorno in cui Piovano riceve la indicazione da parte del Commissario Giudiziale, Piovano scrive al Professor Casella la presente missiva: “Chiarissimo Professor Casella in seguito alle indicazioni suggerite dal Commissario Giudiziale le comunico quanto segue: <<Nella qualità di Liquidatore del Concordato Preventivo Federconsorzi dichiaro con la presente di accettare la proposta da lei formulata con la lettera del 3 marzo ’93 alle condizioni e con le modalità tutte di cui al provvedimento del Tribunale di Roma>>”, in data 20 aprile il Direttore Generale della Federconsorzi Dottor Bambara scrive al Professor Picardi: “Giusta sua richiesta di questa mattina le confermo che il Commissario Governativo ha trasmesso al Professor Casella l’accettazione della proposta dello stesso formulata con lettera del 3 marzo ’93 su mandato del Commissario Governativo provvedo ad inviarle copia di questa comunicazione trasmessa al Professor Casella per raccomandata in data 8 aprile ‘93”.

Questo racchiude Signor Presidente la situazione giuridica che io trovo succedendo a Piovano, cioè un contratto in cui attraverso l’accettazione della proposta può definirsi concluso, quindi il discorso per rispondere alla domanda del Pubblico Ministero, io non ho parlato di contratto quadro con il Dottor Piovano, io dico, ho detto soltanto che Piovano riteneva esaurito il suo compito avendo alienato a S.G.R. il patrimonio della Federconsorzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): chi era l’interlocutore, il proponente era il Professor Casella ma...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: era S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma S.G.R. quando è stata costituita?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo so.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma noi sappiamo che la Proposta Casella muove dal maggio del ’92...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...e di lì ha seguito il suo percorso valutativo eccetera, S.G.R. è una società che era in corso di costituzione e poi si è costituita più o meno in quel frangente là, quando si parla di Proposta Casella si fa riferimento evidentemente ad una proposta che proviene da un soggetto che è rappresentante di un gruppo di persone interessate a costituire una società.

Quell’accettazione si riferisce a una proposta praticamente da S.G.R. o da una proposta ancora, come sembrerebbe dal tenore della lettera che lei ci ha letto, la Proposta Casella?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: questo si può vedere perché fa riferimento, Signor Presidente, a... vede “...(incomprensibile) di accettare la proposta da lei formulata con lettera del 3 marzo ‘93”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 3 marzo ’93, d’accordo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: quindi io adesso francamente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ancora S.G.R. non era costituita, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non solo non era costituita S.G.R. ma ancora non c’era neppure il decreto del Tribunale di autorizzazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì nel 9 sì, il Decreto il 9 aprile sì c’era perché il Decreto è del 23 marzo, quindi su questo non c’è problema.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma stavamo parlando di marzo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, l’accettazione è del 9 aprile mi è parso di capire.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: l’accettazione è dell’8 aprile.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): 8 aprile.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi è questo il lasso di tempo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): diciamo è a cavallo delle...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a cavallo, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non è che io non ho prestato attenzione a quella documentazione, ma quello che volevo far rilevare è che dalla Sentenza di Omologa si lasciava aperta una duplice possibilità, vendite frazionate o vendite in blocco e siccome è notorio che vi fu da parte del Commissario Governativo Piovano una qualche resistenza verso la vendita in massa o se si preferisce una qualche predilezione per la vendita frazionata tanto da predisporre anche un piano in attesa del deposito della Sentenza, è chiaro che lo scioglimento di quella riserva, quella specie di accettazione a me è sembrata che attenesse non tanto alla conclusione di un contratto all’oggetto indeterminato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo non può formare oggetto di domanda ma...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma semplicemente allo scioglimento della riserva contenuta nella Sentenza dell’Omologa, ossia...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: io ho un’idea differente dalla sua.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la domanda è questa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ponga la domanda Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il piano di vendite frazionate predisposto da Piovano e che non penso se lo sia portato a casa dato che poi è stato...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: io non ho mai avuto nessuna cognizione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): eppure la documentazione era a disposizione penso del Commissario Governativo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, ma ecco lei se mi chiede se ho fatto bene o male a non conoscere è un’altra cosa...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei non lo conosce...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: se lei mi dice se le conoscesse o meno, io le dico: “Non ho mai conosciuto questo piano”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ne prendiamo atto, andiamo avanti Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): poi c’è la predisposizione dell’Atto Quadro, se non ho capito male lei praticamente non ci ha messo una virgola in quel documento?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: molto poco, anzi direi che l’unico contribuito del mio ufficio fu dato dal collega Professor Di Brina perché l’atto nella sua completezza venne redatto dal Professor Picardi e dal Notaio Mariconda.

Ecco, l’intervento a mio avviso appropriato del Professor Di Brina serviva proprio a questo, cioè nell’ipotesi in cui S.G.R. avesse a sua volta alienato l’attivo Fedit per una somma superiore ai 2.150 miliardi corrisposti, il risultato complessivo dell’operazione sarebbe stato quello di ridurre le perdite, non so dall’80 per cento al settanta, al sessanta, ma non quelle di ottenere un profitto speculativo dall’operazione, il suggerimento del Professor Di Brina fu da me condiviso, fu condiviso peraltro anche dal...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): intende dire delle premesse?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: esattamente, fu condiviso anche dal Professor Picardi e il mio contributo all’Atto Quadro si limitò a questo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, ma lei ha detto che l’Atto Quadro venne sostanzialmente predisposto non si è capito bene se da Picardi o dal Notaio Mariconda, ma voglio dire lo Studio Casella non c’entrava niente in questo... mi pare strano che...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ebbe anche... sì...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi pare strano che chi debba sborsare 2.150 miliardi non sia il principale elaboratore di questo documento.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma adesso io non so da chi fosse incaricato il Notaio Mariconda ecco perché se l’ipotesi in cui il Notaio Mariconda fosse stato incaricato dalla S.G.R. e dal Professor Casella che peraltro risiedeva a Milano la risposta al suo quesito è data.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se le pare. Senta il problema del 40 per cento, ossia l’idoneità del Concordato e dell’Atto Quadro a garantire il 40 per cento dei creditori chirografari.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: è un problema che io non mi sono assolutamente posto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se si è per caso accorto che per lo meno dai calcoli che ho potuto fare io leggendo i dati della stessa Sentenza di Omologa si evidenziava una percentuale inferiore.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non mi sono posto assolutamente questo problema.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma senta la sua duplice funzione di Liquidatore e Commissario Governativo come l’ha interpretata perché se come Liquidatore poteva non porselo il problema, ma come Commissario Governativo sia praticamente il capo amministrativo di Federconsorzi, il problema se il Concordato fosse in linea con la legge penso che potesse interessarle?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, perché una volta che era stato varato il Concordato io non ritenevo, non ritenni, ma non ci pensai nemmeno ecco di dover fare ulteriori valutazioni su quelle che poi erano state le prese di posizione del Tribunale.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e neppure successivamente?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: neppure successivamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): si è interessato per vedere se c’era questo 40 per cento?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è un problema che assolutamente in assoluto lei ritiene che non la riguardasse.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: esattamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma anche ai fini di una eventuale impugnazione della Sentenza di Omologa.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, questo non me lo sono posto questo problema.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): perché la sua tesi è che diciamo lei è stato sempre stretto dai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no stretto, era un dato di fatto, non... la definizione non la condivido, io non ero stretto dai provvedimenti io ho trovato un accordo che aveva valenza civilistica...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, non è un problema terminologico se non va bene stretto, dico lei si sentiva vincolato dai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in concreto emessi?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: certamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in questo senso io dicevo stretto.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: certamente, no perché dicendo stretto ecco può dare l’impressione che io subissi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì era chiara la sfumatura, comunque il concetto era...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: grazie Signor Presidente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ci si muove in ambiti procedurali quindi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, Pubblico Ministero andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi pare c’è un Decreto dell’autorizzazione alla vendita che contiene anche un termine per concludere l’Atto Quadro.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, credo che fosse anche un termine abbastanza diciamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): stretto.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ...stretto ecco questo, è un termine stretto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ci siamo arrivati ha visto.

Due problemi, la vendita degli immobili e i crediti, qui in entrambi i settori si verifica questa situazione che l’Atto Quadro stabilisce che i beni debbano essere trasferiti da Fedit a S.G.R. però di fatto questo...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: o a persona indicata da S.G.R..

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): o persona indicata da S.G.R. e quindi di fatto avviene questo ossia che Fedit specie per gli immobili ma anche per i crediti...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: indica l’acquirente al quale trasferire il bene.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): stipula, poi stipula dei contratti con l’acquirente, cioè la vendita dei singoli cespiti avviene da Fedit all’acquirente.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: indicato da S.G.R..

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): certo e questo vale anche per i crediti?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: credo di sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ossia compensazioni, transazioni, riscossioni e in questo caso il creditore non doveva essere indicato da S.G.R., quindi S.G.R. cosa faceva?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: S.G.R. in quanto acquirente dell’attivo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in quanto aventi diritto ad acquisire.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, da un certo punto di vista sì, però se noi diamo un... diciamo, un significato anche a questa accettazione precedente, adesso Signor Presidente si può discutere se quello sia un contratto ad effetti reali o un contratto ad effetti obbligatori, ecco lì ci possiamo anche stare del tempo a discutere però sicuramente aveva una portata giuridica ecco.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non tutti sono d’accordo, anzi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero togliamo queste sfumature perché sennò diamo troppo... prego.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ecco però l’Atto Quadro a parte queste finalità diciamo di natura fiscale che sono emerse, ecco doveva servire a disciplinare i modi di trasmissione dei beni facenti parte dell’attivo a seconda della natura del bene, bene immobile, bene mobile, bene mobile registrato, azienda, accredito ecco, ma in realtà poi ecco chi stabiliva a chi dovesse andare il cespite era appunto S.G.R. che aveva acquistato per sé e per persona nominale.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma le transazioni sui crediti le faceva Fedit?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: beh, ma voglio dire il credito se adesso io credo intuire il significato della sua domanda, ma S.G.R. ad un certo punto poteva anche dire: “Rinuncio al credito” piuttosto che stabilire cedi il credito ad A aveva la facoltà di dire rinuncia a quel credito oppure su quel credito si fa una transazione per X piuttosto che per Y.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e questo per le transazioni, e per gli incassi le risulta che il recupero o comunque la trattazione di questi crediti venisse fatto in relazione ai crediti cambiari, venisse fatto direttamente da S.G.R.?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo so questo, non...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei sa che c’erano circa 800 miliardi di cambiali?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo so.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non ne ha avuto mai notizia?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, assolutamente no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e non ha mai notato o saputo di trasmissioni di...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: mai notato, mai saputo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...questa documentazione da uffici Fedit a uffici S.G.R..

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e ritorno? Quindi è stato diciamo a sua insaputa se è avvenuto?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ecco, se è avvenuto è stato a mia insaputa, ecco però vorrei precisare che il Commissario Governativo o comunque il Commissario di qualsiasi tipo Signor Presidente quando si insedia trova Direttori, Dirigenti, prima di capire quello che c’è impiega alcuni mesi, per cui pensare che si possa raggiungere nonostante la presenza di due colleghi e un impegno diciamo non indifferente a conoscere una realtà enorme come era quello della Federconsorzi ecco significa non avere inquadrato bene il problema.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ho finito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili hanno domande? altro?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Fabbri prego.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): Professor D’Ercole lei ha detto poc’anzi che... anzi ha letto un documento dal quale risulta che c’era una richiesta o addirittura un’autorizzazione a stipulare l’Atto Quadro indirizzata al Liquidatore della Federconsorzi, è così?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: un invito del Commissario Giudiziale...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): al Liquidatore.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: al Commissario Governativo...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, lei ha letto Liquidatore se vuole controllare.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: dunque il Commissario Giudiziale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): penso che lo abbiamo quel documento, comunque forse... c’è no?

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): è stato prodotto la prima udienza.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: egregio Signor Dottor Mario Piovano Commissario Governativo Federconsorzi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì e cosa dice il testo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: il testo dice: “Penserei che sarebbe opportuno provvedere all’accettazione formale da parte della Fedit, suggerirei pertanto di scrivere al Professor Casella in questi termini nella qualità di Liquidatore del Concordato preventivo Federconsorzi dichiaro con la presente di accettare la proposta da lei formulata”.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): nella qualità di Liquidatore, va bene avevo capito bene; le chiedo se può spiegarmi come mai invece l’Atto Quadro è stato da lei stipulato nella qualità di Commissario Governativo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, se può ripetere la domanda.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): come mai l’Atto Quadro è stato invece stipulato da lei sempre Professor D’Ercole nella qualità di Commissario Governativo, non si fa cenno nell’epigrafe dell’atto alla sua qualità di Liquidatore dei beni, mi sa dare una spiegazione?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, non gliela so dare.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non se lo è neanche posto questo...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non me lo sono posto.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non ha mai pensato che al limite quella autorizzazione visto che era indirizzata al Liquidatore potrebbe non essere stata efficace per la stipula di un atto che invece è stato... alla quale ha partecipato come parte essenziale di Commissario Governativo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, non me lo sono posto.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non se lo è posto questo problema, va bene; senta un’altra osservazione nell’Atto Quadro una delle premesse generali dice testualmente che con provvedimento del Tribunale di Roma è stata autorizzata ...(incomprensibile) del presente atto che non costituisce né immediatamente né mediatamente atto traslativo delle attività del patrimonio Federconsorzi, ma esclusivamente contratto quadro dal quale fa risultare l’accordo raggiunto e le modalità della sua attuazione da effettuarsi con separati atti, che significato ha questa clausola che è tra le premesse essenziali dell’Atto Quadro visto che lei lo ha sottoscritto glielo chiedo...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: il significato è io significato che emerge dal tenore letterale dell’atto.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): forse questa è la ragione per cui lei non lo ha stipulato come Liquidatore perché in effetti quest’atto non era idoneo a trasferire i beni.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non capisco la domanda.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): gliela rifaccio.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: grazie.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): visto che con questo atto si sarebbe dovuta teoricamente alla luce della Sentenza di Omologazione del Concordato Preventivo, si sarebbe dovuta in realtà realizzare l’operazione di cessione in massa come si è detto o globale dei beni, naturalmente questa era un’operazione che a mio avviso dal punto di vista della coerenza giuridica della Procedura andava fatto dal Liquidatore.

Comunque, qui invece noi abbiamo l’atto stipulato dal Commissario Governativo, in realtà questo atto però leggendo le premesse ci fa scoprire, ci fa essere avvertiti che in realtà non c’è l’effetto traslativo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma il Commissario Governativo firma in quanto la Fedit è Liquidatore.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma non c’è scritto questo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma è ovvio, cioè il Commissario Governativo se nella Sentenza che omologava il Concordato non fosse stato deciso che Fedit era Liquidatore di se stesso il Commissario Governativo non avrebbe potuto impegnarsi.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): perché non è precisato nell’epigrafe dell’atto questa sua qualifica.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non glielo so dire, può darsi che sia stato una svista del... mia e degli altri che hanno lavorato alla redazione dell’atto.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta Professore, le faccio una domanda collegata a questo: è vero che lei percepiva un doppio compenso sia uno come Liquidatore, un altro come Commissario Governativo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente falso.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non è che lei per caso ha richiesto in qualche sede un compenso separato per le due funzioni?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): non è che c’è una causa pendente, una vertenza pendente per questo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: beh, adesso siccome... io percepivo un compenso di 20 milioni al mese è stato adesso... ha intentato una causa nei miei confronti per ripetere queste somme.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): e non ha preteso un doppio compenso per ...(incomprensibile).

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE:     no, a questo punto io ho preteso di essere anche... di avere un corrispettivo adeguato all’attività di Liquidatore.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la ripetizione complessiva? Di tutto ciò che lei ha incassato le si chiede una ripetizione?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): tutto ciò che ha incassato?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: esattamente.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi in questa causa lei pretende il doppio compenso. Senta, lei ha detto prima che il testo dell’accordo quadro sarebbe stato redatto, mi pare di aver capito, se ho capito bene, dal Professor Picardi, il Commissario Giudiziario.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, dal Notaio Mariconda in stretta collaborazione con il Professor Picardi e immagino anche del Professor Casella.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta, a noi risulta perché in questa sede lo ha detto lo stesso Professor Picardi, che il Commissario Giudiziale all’epoca, quando ci fu la Procedura per l’autorizzazione alla stipula di questo documento, di questo negozio, pose delle condizioni, perché in realtà lui come Commissario Giudiziale desse la sua approvazione, le risulta questo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta, un’ultima domanda: le modalità di adesione alla S.G.R., ci può dire qualcosa su queste...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non ricordo assolutamente nulla.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sa se c’erano dei patti parasociali?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): che prevedevano degli onori carico dei creditori che volevano aderire?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, non lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): senta Professore, lei aveva delegato molte funzioni ai suoi sub Commissari, glielo chiedo perché essendo lei un giurista di fama devo dire che sono un po’ stupito, ma questo è il mio commento che vale quel che vale, dal fatto che tutta una serie di aspetti così delicati e complessi non fossero stati da lei, come immagino, sempre accada, compiutamente penetrati e vagliati.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma io mi fidavo ciecamente dei miei colleghi di studio, il Professor Di Brina, l’Avvocato Brancadoro, anzi la loro presenza era stata, diciamo, una condizione per l’accettazione della mia nomina, quando fui convocato dal Capo di Gabinetto, il quale mi...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): nella persona di?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: il Presidente Calabrò; il quale mi propose questo incarico e io a causa degli impegni professionali che avevo, ritenni doveroso chiedere il supporto di altri colleghi, cosa che il Ministro acconsentì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): un’ultimissima domanda: ha mai sentito parlare di Agrisviluppo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti Civili? Avvocato Paola, prego.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Professore, ci può dire come si arrivò, per quanto di sua conoscenza alla sua nomina?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, io fui... ricevetti una telefonata dal Capo di Gabinetto dell’allora Ministro dell’Agricoltura, Presidente Corrado Calabrò, che è l’attuale Presidente del T.A.R. del Lazio, il quale mi chiese di andare a trovarlo, di andarlo a trovare e in quella occasione il Presidente Calabrò mi preannunciò che appunto c’era questa possibilità di subentrare al Commissario, al Dottor Piovano.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma voglio dire, questo suo appunto nominativo, venne dato per quanto di sua conoscenza, per sua disponibilità in qualche modo, venne data per quanto di sua conoscenza al Presidente Calabrò, oppure al Ministro? Cioè il suo nome venne indicato da qualcuno?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma io credo che sia stata una iniziativa personale del Presidente Calabrò, con il quale avevo rapporti, diciamo di amicizia direi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di antica amicizia con lui?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: direi... sì, ecco, adesso antica forse...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): consolidata.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: di buona amicizia, comunque ecco, lui aveva considerazione nei miei confronti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ma lei aveva ricoperto ruoli analoghi, nomine analoghe, come dire provenienti dal medesimo Presidente Calabrò per esempio?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, io avevo avuto in precedenza una esperienza analoga, perché ero stato nominato dal Ministro per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, Liquidatore di una società che si chiamava Ital Trade; quindi ritengo che anche questa mia esperienza in attività del genere avesse, a parte i rapporti personali, giocato un ruolo, diciamo, importante.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): e quando appunto incontrò il Presidente Calabrò discuteste in qualche modo della portata, in qualche modo, dell’incarico?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non ho capito.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): cioè discuteste della portata dell’incarico, cioè dell’attività che lei in concreto sarebbe stato chiamato a compiere?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, mi disse soltanto che... adesso non ricordo perfettamente, ma...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): vi era percezione, immagino del fatto che fosse una grossa questione?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: certamente era, insomma, della Federconsorzi se ne parlava sui giornali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, chi era il Ministro per lo Sviluppo del Mezzogiorno?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: era Gaspari.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per quanto riguarda quindi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, proprio su questo, per completare la domanda; ma quando lei fu convocato fece riferimento a quale era lo stato della Procedura o...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...a che stadio era arrivato, quali erano gli adempimenti più rilevanti...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...a venire?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): fece genericamente  riferimento alla ...(incomprensibile), prego Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, Professore, quindi voglio dire, diciamo da quel punto in poi; se lei volesse, come dire, sintetizzare le attività in concreto da lei espletate, che cosa ha fatto quindi, in che cosa si è sviluppato questo suo ruolo diciamo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma guardi, come si fa a sintetizzare, diciamo l’attività di un anno, forse anche più di un anno...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): limitiamoci, perdoni, un anno...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, diciamo, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): limitiamoci ai due mesi immediatamente successivi alla sua nomina.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: cioè, quindi ho preso, diciamo, prima di tutto ho incontrato più volte il... insieme ai due sub Commissari il Direttore Generale, il quale un po’ per volta ci raccontava la storia, peraltro interessante, diciamo, della Federconsorzi.

E poi man mano che i problemi emergevano, ecco, cercavamo di affrontarli.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma col Direttore Generale parlaste appunto solo della storia Federconsorzi, oppure vi dava in qualche modo cognizione anche del patrimonio Federconsorzi che si stava per trasferire, dei problemi collegati al trasferimento, della struttura dell’atto che avrebbero trasferire questo compendio così vasto e variegato di beni.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma sicuramente ne avrà parlato, ne avremo parlato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): e quindi interloquì direttamente con il Direttore Generale sulle modalità di trasferimento di questi beni?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, i rapporti con il Direttore Generale, poi in un secondo momento ecco, venivano, diciamo, erano tenuti dall’Avvocato Brancadoro e dal Professor Di Brina.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): che riferivano direttamente a lei.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: che poi riferivano direttamente a me.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo. Ecco, ad un certo punto, Professore, quindi si è posto il problema, appunto del trasferimento di questi beni, e quindi lo strumento diciamo attuativo di questo trasferimento fu l’Atto Quadro.

Voglio dire: il Professor Di Brina, appunto ci ha detto che voi partecipaste in qualche modo alla sua relazione, lei mi pare che però su questo punto non so, ci vuole ripetere in che cosa, che cosa faceste di concreto insomma.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma adesso guardi, io non ricordo, ecco, ci fu inviato il testo così come era stato preannunciato dal Professor Picardi e... il testo fu valutato....

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): voi furono delle consultazioni anche in questo caso col Direttore Generale?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: credo di sì, adesso non me lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): il fatto che lei appunto si sentisse, giustamente, insomma vincolato dai provvedimenti giudiziari, non stretto ma vincolato dai provvedimenti giudiziari, devo forse interpretare questa sua risposta, Professore come appunto, di una direi condivisione della portata e del contenuto di questi provvedimenti?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, no, il vincolo prescinde dalla condivisione.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma avendoli...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: se lei conclude un contratto lei è tenuto...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, certamente sì, questo sul piano...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ...è tenuto all’adempimento anche se ne farebbe a meno.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): questo sul piano degli effetti; sul piano, come dire, dell’oggettivo dispiegarsi degli effetti, ma lei ha letto sicuramente questi provvedimenti vari che si sono succeduti.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): li condivideva?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: io ho letto, ecco, per esempio nella Sentenza che omologava il Concordato veniva anche spiegato il motivo per cui beni valutati per 4.000 miliardi venivano alienati a duemila.

Ecco, qui si poteva anche non condividere o condividere per metà, ma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): veramente mi perdoni Professore, la Sentenza di omologa a cui fa riferimento non è che proprio faccia riferimento a questo, è un discorso più articolato la Sentenza di omologa.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, ma per dire io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nel senso, la Sentenza di omologa non è che prende già posizione definitiva sulla questione.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): né avrebbe potuto farlo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: né avrebbe potuto farlo, certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): si ricorda di aver letto anche i provvedimenti giurisdizionali successivi alla Sentenza di omologa?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: cioè?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): i vari provvedimenti appunto, per esempio autorizzatori dell’Atto Quadro, mi riferisco per esempio di un provvedimento del 27 marzo ’93, se vado a mente.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma suppongo di sì, di averlo letto.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ha mai sollevato perplessità, li condivideva?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non credo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): una, come dire, considerazione che le chiedo proprio da, diciamo un valutativo fattuale, cioè quindi da giurista le chiedo Professore, non si è mai posto il problema di un conflitto di interessi attuale o potenziale nel fatto che coesistessero i ruoli di Liquidatore e Commissario Governativo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non ammetto la domanda.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ad un certo punto, appunto, lei ha dichiarato Professore, che in sostanza questi... ci furono in sostanza delle, se ho capito, delle cessioni, delle alienazioni, dei trasferimenti di beni a terzi da parte di Federconsorzi per conto di S.G.R. con i nominativi degli acquirenti indicati da S.G.R.?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma i profitti diciamo di queste vendite dove finivano?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: suppongo a S.G.R.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): direttamente ad S.G.R.?

 E si ricorda per caso qualcuna di queste vendite e sa per caso come le modalità venivano effettuate?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, perché per la vendita veniva delegato abitualmente il Professor Di Brina.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): nel senso che quindi in sostanza S.G.R. come dire indicava un proprio nominativo e voi, come dire, prendendone atto stipulavate l’atto di trasferimento consequenziale?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: esatto.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi voglio dire, naturalmente non vi interrogavate sulle modalità attraverso le quali questo nominativo in qualche modo veniva prescelto a priori e quindi indicato da S.G.R.?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente no.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): un’ultima considerazione, voglio dire, sempre per quanto riguarda questo famoso Atto Quadro, quindi voglio dire, noi ad un certo punto abbiamo, come dire, dovuto constatare proprio una... proprio direi una evoluzione, usiamo questo termine, una evoluzione. Cioè prima praticamente l’oggetto del trasferimento era in qualche modo riferito ai beni oggetto di relazione particolareggiata, poi ad un certo punto l’Atto Quadro, con l’Atto Quadro si sono trasferiti tutti i beni, quindi anche quelli non ricompresi nella relazione particolareggiata; lei su questo punto ha fatto delle osservazioni, ha, come dire, evidenziato degli eventuali profili di indeterminatezza dell’Atto Quadro...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...del fatto che l’Atto Quadro potesse essere un atto diciamo di occultamento, caso mai ci fossero dei beni comunque nella consapevolezza dei soggetti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato formuli più precisamente la domanda.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): lei ha sollevato delle obiezioni in riferimento a questo passaggio, a queste considerazioni?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti Civili? Le Difese hanno domande? Avvocato Rosi, prego.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): scusi, alcuni chiarimenti Presidente, l’Avvocato Rosi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sa nulla di Europool?.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, l’Europool lo abbiamo lasciato... è stato sufficientemente...

Senta due chiarimenti: lei ha detto che è stato incaricato dal Capo di Gabinetto e quindi si è recato... perché è stato chiamato a...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non sono stato incaricato, il Capo di Gabinetto ha sondato la mia disponibilità.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ha sondato la sua disponibilità, ecco, volevo chiarire un po’ questo passaggio.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): è lei che si è riservato nella valutazione o gli ha dato subito la sua disponibilità a questo...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, in linea di massima mi sono dichiarato disponibile a condizione che, ecco, avessi avuto delle collaborazioni valide, di mia fiducia.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, quando ha assunto l’incarico, ha contattato il Dottor Piovano per un passaggio di consegne?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, non credo, no.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): non ha ritenuto l’esigenza di doverlo fare per avere conoscenza di come stavano a quel momento le cose?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, no perché... non credo, comunque ho riferito prima che nell’anticamera del Ministro, o del Capo di Gabinetto ho incontrato il Dottor Piovano e ho già detto quello che..

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): certo, l’incontro era un incontro diciamo così...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: casuale.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...casuale, la mia domanda era su una procedura che...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non credo che ci sia stato un passaggio di consegne vero e proprio.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): né da lei richiesto.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: né da me richiesto.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e quindi lei... un chiarimento, lei ha preso conoscenza del procedimento Federconsorzi dal Direttore Generale? Chiedendogli...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: cioè in che senso ho preso...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): formalmente lei, dal primo giorno che è stato nominato Commissario Governativo, che cosa ha fatto, a chi... come si è insediato, se mi passa il termine?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sono andato proprio fisicamente in Fedit, sono stato ricevuto dal... accolto insieme ai sub Commissari dal Dottor Bambara, e credo anche che ci fosse in quella occasione il Professor Picardi e il Professor Pazzaglia.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, quindi lei ha preso conoscenza delle posizioni assunte, in quel momento le hanno dato una indicazione come stava, qual era lo stato di avanzamento della Procedura, ha avuto indicazioni a riguardo, ha potuto acquisire documentazione per poter diciamo essere edotto su quello che erano le posizioni ...(incomprensibile).

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, immagino che di volta in volta il Direttore Generale, quando era richiesta la firma del Commissario la sottoponeva alla nostra attenzione il problema che emergeva di volta in volta.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi questo... lei quindi non ha preso conoscenza di quelli che erano i rilievi sollevati anche dal Dottor Piovano?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, assolutamente non ho mai avuto conoscenza.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): e né ha approfondito...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: né lui mi ha mai detto niente, ecco, ripeto, il colloquio nell’anticamera del Ministro fu abbastanza diciamo anche prolungato, ma non mi ha mai parlato di queste sue perplessità, ecco.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): senta, un’ultima questione, lei ha detto che aveva posto come condizione quella di avere dei propri collaboratori.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, ecco, forse condizione è un termine un po’ più...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): una richiesta esplicita insomma.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): una richiesta esplicita, non come condizione, però avere dico... senta, ma lei ha detto che il Professor Di Brina e l’Avvocato Brancadoro erano suoi colleghi di studio, da quanto tempo erano suoi...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: il Professor Di Brina da vent’anni forse, e l’Avvocato Brancadoro da un po’ meno.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, perché mi è sembrato di comprendere che... avevo una domanda se il Dottor Di Brina lo conoscesse precedentemente a lei, al... come non... avevo percepito un’altra risposta dal Professor Di Brina relativamente alla conoscenza sua come professionista.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, col Professor Di Brina siamo stati anche colleghi di università oltre... quindi.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): va bene, la ringrazio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato De Priamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, Presidente, Avvocato De Priamo per alcune Parti Civili; due domande molto brevi, Professor D’Ercole, lei impugnò al T.A.R. il Decreto di nomina dell’Avvocato Lettera quale Commissario Governativo in sua sostituzione?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: io in realtà impugnai, perché la ritenni offensiva, la mia revoca.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): unicamente alla sua revoca? Quindi impugnò solo il provvedimento con cui lei veniva revocato?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: esattamente, in anticipo... ecco, ritenni offensiva la revoca perché la scadenza naturale, signor Presidente, era poi datata un mese, due mesi successivi, successivamente a quello che fu il provvedimento di revoca.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): successivamente quando fu reiterata, perché se non sbaglio il Decreto di nomina dell’Avvocato Lettera fu fatto una prima volta poi venne sospeso dal T.A.R., mi corregga se sbaglio.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: esattamente.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): poi il Consiglio di Stato revocò la sospensiva e quindi ritornò...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: adesso non ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): questo ci ha detto l’Avvocato Lettera, poi...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quando nel successivo provvedimento fu anche quello impugnato, perché il Professor Di Brina prima ci ha detto che anche il secondo Decreto con cui venne nominato l’Avvocato Lettera fu da voi impugnato al T.A.R..

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: questo non lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): la domanda che volevo farle, ecco, era per capire un attimino, ma in parte lei ha già risposto: lei aveva un particolare interesse a mantenere la carica di Commissario Governativo e quindi gestire poi l’Atto Quadro?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente no.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi questa impugnazione fu dovuta... ma perché il contenuto di quel Decreto era... conteneva nelle motivazioni, delle valutazioni...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, era di per sé diciamo un atto irriguardoso, ecco, le modalità erano irriguardose; io ricevetti in anticipo una telefonata, non ricordo del Capo di Gabinetto, il Capo dell’Ufficio Legislativo, dell’Onorevole Polibortone, che peraltro essendo mia concittadina sapeva benissimo ch’io fossi, avrei preteso un maggiore riguardo perché il... appunto, questo collaboratore della Polibortone mi disse: “Guarda, se tu non ti dimetti il Ministro ti revoca”, quindi fu una cosa diciamo che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi, Avvocato, furono indicate le ragioni di questo atteggiamento del Ministro, nel senso che...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: perché, mi disse questo suo collaboratore, il Ministro vuole mettere un uomo di sua fiducia.

Poi diciamo, adesso io non vorrei dire cose, ecco, irriguardose nei confronti di altre persone, poi mi fu detto che il Ministro voleva chiamare al Ministero una persona di sua fiducia, aveva bisogno del posto allora occupato dall’Avvocato Lettera, e quindi riteneva jure privatorum di disporre...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): senta, ecco, no, le ho fatto questa domanda anche perché, le chiedo questo in relazione alla deposizione ovviamente abbiamo sentito..

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non ho capito scusi collega.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): abbiamo sentito l’Avvocato Lettera come testimone qui, e l’Avvocato Lettera ci ha riferito che, questo noi, io personalmente poi non ho letto il testo del ricorso, per cui.... che nel suo, nel ricorso al T.A.R. che lei propose appunto, conteneva questo ricorso anche degli apprezzamenti personali sulla persona dello stesso Avvocato Lettera.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo conoscevo, quindi non potevo...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ecco, questo volevo chiedere, se esistevano dei motivi personali di dissidio per cui...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo conoscevo, io l’Avvocato Lettera non lo conoscevo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi fu, diciamo la sua reazione fu dovuta soltanto a questo, diciamo così, al fatto che lei ritenne irriguardoso il modo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: alle modalità, perché ecco, se a me, ripeto, la mia illustre concittadina, mi avesse chiamato e mi avesse detto: “Ho bisogno del posto che occupi”, io non averi avuto difficoltà a dimettermi anche un mese prima della scadenza della data, ma detto in questo modo mi offese profondamente.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi le uniche ragioni che le furono palesate era che c’era questa necessità di liberare un posto insomma.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: questo mi fu detto, diciamo, da persone addentro alle segrete, nemmeno tanto segrete, cose del Ministero.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ho capito; senta, passo ad un altro argomento, lei ricorda di avere avuto un incontro con tale Avvocato Beltramo, come rappresentante della banche estere?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: può essere, io ho avuto un incontro con i rappresentanti di tutte le banche, mi sembra, ma adesso non ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, perché l’Avvocato Beltramo, nella sua deposizione appunto, aveva fatto riferimento a questo incontro avuto con lei, volevo appunto sapere se lei avesse ricordo del contenuto di questo incontro.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): senta, un’ultima domanda, nell’ottobre del ’93, adesso non ricordo la data esatta, però ho prodotto, mi riferisco Presidente al documento che ho prodotto durante l’esame del teste Tozzi, cioè a quella lettera dell’ottobre, mi sembra l’11, ma potrei sbagliare, comunque sicuramente dell’ottobre ’93, a firma del Professor D’Ercole e quindi circa due mesi e mezzo dopo, tre mesi dopo la stipula dell’Atto Quadro, nel quale... è una lettera nella quale si dice, di poche righe: “Stante ormai l’assoluta impossibilità di qualsiasi ulteriore attività viene aperta la Procedura di mobilità nei confronti di - mi sembra – 120 o 160 unità lavorative in forza alla Federconsorzi”; lei ricorda questo suo provvedimento?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): perché io avrei avuto interesse a sapere appunto, come era maturata questa decisione, insomma se era stata una sua decisione personale, se era stata... perché...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: probabilmente questo... no, non lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): anche il relazione al disco..

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non ricordo, non lo ricordo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): non ricorda nulla di questo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): va bene, la ringrazio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Difese hanno domande? Avvocato prego.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO):      volevo sapere se conosceva il Professor Capaldo.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, io ho conosciuto in seguito il Professor Capaldo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in seguito quando?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: diciamo... ma non per motivi legati alla Fedit, anzi, rimasi sorpreso quando ci fu la firma dell’Atto Quadro, che non fosse presente il Professor Capaldo, infatti fu delegato per la firma l’Avvocato Giordano.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): un’altra domanda, invece per quanto riguarda la... sempre l’Atto Quadro, ma la parte successiva, la fase successiva, cioè: l’invio di questo atto al Ministro, ricorda che fu inviato al Ministro questo atto, l’Atto Quadro?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, noi inviammo per l’approvazione...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): sottoposto al Ministro.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: l’approvazione del Ministro, perché nel nostro Decreto di nomina era stabilito che per tutti questi atti, bisognasse chiedere la preventiva approvazione del Ministro.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): questa approvazione fu data?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: fu data, certamente.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): il Ministro non sollevò obiezioni di alcun tipo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: assolutamente no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, si fa riferimento alla fase prima o dopo la stipula?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, per l’Atto Quadro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in funzione della stipula.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): ecco, le chiedo se appunto il Ministro sollevò obbiezioni.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): o si limitò a dare l’approvazione senza nulla rilevare?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: fu data un’approvazione senza nessun rilievo.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): va bene, io non ho altre domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Difese?

Avvocato Paola, aspetti un attimo, due domande il Collegio, poi vediamo se c’è ancora qualcosa.

Dunque, innanzitutto le vorrei chiedere, Professor D’Ercole, se per conto di S.G.R. lei aveva qualcuno, qualche referente specifico, interlocutore in particolare, per conto di S.G.R?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no, io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le è capitato di avere colloqui...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ho inco... ho sentito una volta per telefono il Professor Casella, che avevo piacere di salutare, ho incontrato in un’altra occasione un suo più giovane collega di studio, adesso non ricordo il nome, e basta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e basta. Senta una cosa, invece col Presidente Greco ha avuto occasione di parlare, di confrontarsi in ordine alla...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...alla conduzione della Procedura?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, diciamo i contatti erano con il Professor Picardi, che aveva una stanza accanto alla mia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi insomma lei aveva come referente il Professor Picardi.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: il Professor Picardi, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta ancora, sapeva come era stato... sapevamo quale era, ma su quali criteri era stato determinato il prezzo? I famosi 2.150 miliardi.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei lo ha recepito e basta?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ho recepito e basta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta, lei dalla fase della sua nomina come Commissario fino diciamo alla fase che va alla fine dell’anno, ebbe mai occasione in quel lasso... in quei mesi di parlare con il sindaca... di confrontarsi con il sindacato...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...di Federconsorzi, mai?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: mai.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non ebbe nessun tipo di incontro?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: c’era un signore, il Dirigente di una società, che ogni tanto chiedeva di incontrarmi, ma ecco... ma era una presenza piuttosto... così...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma c’era qualcuno di voi, cioè lei o i Sub Commissari, che in particolare si occuparono di questo aspetto...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ma c’era un Direttore...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...ed era un evidente problema riguardante il personale...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI):  ...quindi lei capisce...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: c’era un Direttore per il personale, che si chiamava... adesso non ricordo come si chiamasse, che poi fu nominato Vice Direttore Generale quando il Dottor Bambara fu arrestato, che era il Direttore per il personale che poi riferiva per le problematiche di sua competenza al Direttore Generale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per esempio, la domanda che le ha fatto prima l’Avvocato De Priamo, quando si aprì la procedura di mobilità, lei ricorda questo...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non lo ricorda per niente?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo ricordo per niente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): voglio dire, ma ci... per quanto lei possa ricordare, ci fu una fase di contenzioso, il sindacato si mosse in qualche modo per evitare questo fatto, magari furono fatte proposte alternative?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le è stato anche ricordato il nome di Agrisviluppo, lei non...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): di tutto questo...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: questo nome non mi dice assolutamente niente, signor Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): un’ultima domanda, sapeva nulla dei crediti M.A.F., cosiddetti? I crediti...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): eh?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non sapevo assolutamente nulla.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma ha rilevato che in bilancio vi fossero poste relative a questi crediti?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non se ne è occupato?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non me ne sono occupato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande per il Professor D’Ercole in relazione ai temi sviluppati dal Collegio?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, io ho una domanda.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): siccome la Difesa ha formulato questa domanda, se il Ministro, che dovrebbe essere stato Diana, all’epoca...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Diana.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...fece dei rilievi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): fece...?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se il Ministro avesse fatto dei rilievi al Commissario Governativo. Io per quello che ho capito... in relazione all’autorizzazione ministeriale alla vendita.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: approvazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): era preventiva?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sì, era preventiva.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): autorizzazione, quindi. Va be’, comunque...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): Presidente, è una approvazione preventiva...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): approvazione.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): ...quindi è una cosa un po’ diversa dall’autorizzazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certo.

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): cioè, il Ministro approva.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, ma...

DIFESA IMPUTATO D’ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): risulta nel Decreto di nomina.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, va bene... stavamo parlando della stessa cosa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, non può essere autorizzazione sennò non sarebbero Commissari; prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, la domanda gliela propongo io perché mi sembra più corretta, visto il rapporto organico che vi legava, ma...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: che legava me a chi?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): al Ministro.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: nessun rapporto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): come, non l’aveva nominata il Ministro?

Ma non stiamo parlando del Ministro persona fisica, stiamo parlando del rapporto che c’è tra un Commissario Governativo che è nominato dal Ministro, quale esso sia.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, vediamo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma lei, dalle risposte che ha dato, sostanzialmente ha detto che non... si era appena reso conto di quello che si trattava, e che oltretutto si sentiva vincolato da una serie di provvedimenti. Quindi, nel sottoporre il tutto al Ministro, lei presentò al Ministro la situazione così come oggi la racconta a noi o fece delle riserve, dei rilievi comunque, sul... sulla questione che...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: nessun rilievo, nessun rilievo, io mi limitai a dire: il Tribunale ha deciso che questo è il contratto, approva la firma del contratto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non... cioè, io non mi rendo conto come il Ministro all’esterno di Federconsorzi potesse fare dei rilievi a lei che stava all’interno.

Semmai poteva aspettarseli.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: questo bisognerebbe chiederlo al Ministro...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lo chiedo a lei...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, questo è...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): comunque, è per chiarire la domanda della Difesa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo è quanto. Altro? Le altre Parti Civili?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): solo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ascolti, Professore, l’Avvocato Beltramo, che rappresentava mi pare una o due banche estere, ha riferito di averla incontrata e... ci può riferire appunto in merito al contenuto di questo incontro?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non ricordo questo incontro, collega.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): conosce l’Avvocato Beltramo?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: può dar...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, Avvocato, la questione Beltramo in generale è stata già sviluppata dalla domanda penso dell’Avvocato De Priamo, mi pare, che ha chiesto dell’incontro con le banche estere, e ha già riferito che... ha riferito l’imputato dicendo che ha avuto incontri con tutti i rappresentanti delle banche, tra cui anche quello delle banche estere, e ovviamente non è stato più preciso di così.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo, un’ultima cosa, Professore; per quanto riguarda sempre questi negozi di trasferimento appunto ai soggetti indicati da S.G.R., i prezzi di questi negozi di trasferimento erano, come dire, inferiori rispetto alle stime fatte dal Tribunale, superiori, com’erano?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo so, guardi, perché il prezzo veniva indicato da S.G.R. e...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): indicato direttamente...

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: ...veniva stipulato a quel prezzo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): va bene.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): scusi, Presidente, un ultimissima domanda.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sui temi del Collegio.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ci ha detto il suo compenso, Professor D’Ercole; ci può dire quale è stato il compenso dei Sub Commissari? Avevano un compenso a parte, immagino.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: sta scritto nel Decreto di nomina ed era 5 milioni al mese.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ed era?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: 5 milioni al mese.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): grazie.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: prego.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro?

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO):  una sola domanda, i compensi dell’Avvocato Lettera.

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo so, non lo so.

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): i denari che l’avvocato Lettera ha avuto dalla Procedura, non lo sa dire?

IMPUTATO STEFANO D'ERCOLE: non lo so.

DIFESA IMPUTATO D'ERCOLE (AVV. SAMMARCO ANGELO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si accomodi pure.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quale sarebbe la rilevanza di questa domanda, in questo procedimento?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era un...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in altri non lo so.

VOCI: (In sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): grazie, si accomodi pure.

A questo punto l’udienza è sospesa, riprende alle ore 15.00.

Dobbiamo sentire il Professor Bertini, Consulente della Difesa, i testi Apice e Musco che sono presenti.

Mi risulta non ancora presente, forse non presente, la Dottoressa De Virgilis, vedremo poi nel prosieguo... eventualmente all’esito... quindi alle ore 15.00. (Sospensione).

ALLA RIPRESA

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per l’imputato D’Ercole è presente l’Avvocato D’Alessandro, su delega confluita dall’Avvocato Sammarco, ed è anche in sostituzione dell’Avvocato De Luca.

Sono poi presenti le stesse Parti Civili della mattina, momentaneamente non vedo l’Avvocato Fabbri.

Dei testi residui presenti, con quale vogliono cominciare?

Bertini? Chiamiamo il Professor Bertini.

Viene introdotto il Consulente Bertini Umberto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei ha operato come Consulente della Difesa, come Consulente Tecnico.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

UMBERTO BERTINI: sono Umberto Bertini, sono Professore alla Facoltà di Economia all’Università di Pisa, all’epoca ero Presidente dell’Associazione Economisti Aziendali; sono nato a San Giuliano Terme il 27/9/1936.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Del Re, le sue domande.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, chiunque, prego; lei è autorizzato a consultare eventuali suoi vari appunti.

Prego Avvocato Vassalli.

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI (AVV. VASSALLI FRANCESCO): ecco, Professore, lei ha reso una consulenza per S.G.R. nel 1997, che fu poi depositata al Pubblico Ministero nella fase delle indagini preliminari.

Vorrei innanzitutto che riferisse il contenuto di questa valutazione che lei ha effettuato sui beni della S.G.R. e sui dati di cui disponeva allorché effettuò queste sue valutazioni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi l’oggetto esattamente quale era, l’oggetto del... il quesito insomma?

UMBERTO BERTINI: dunque, io sono stato chiamato ad esprimere un parere pro veritate, che ho regolarmente asseverato, e il parere riguardava la congruità del prezzo di 2.150 miliardi corrisposti da S.G.R., prezzo che, in base alle carte che furono a suo tempo consegnate, risultava essere vile se rapportato ai 4.800 miliardi risultanti dalle stime dei Periti nominati dal Tribunale.

Ecco, il parere si incentrava sostanzialmente sulla congruità del prezzo di 2.150 miliardi, e non è che io abbia fatto... io ho ripercorso le fasi delle stime effettuate dai Commissari e dai Periti.

Se la stima effettuata dai Periti viene definita come una ricognizione di stima, io credo che anche il mio accertamento di valore è un accertamento di sintesi che, passando attraverso l’analisi dei vari documenti e delle varie carte... tra l’altro io, rispetto agli stimatori del Tribunale, mi sono trovato avvantaggiato, avendo operato sei anni più tardi, quando già dalla procedura di realizzo di S.G.R. si potevano vedere certi risultati che venivano, come è stato nel mio caso, a conforto della tesi che io andavo a sostenere.

Al fine di esprimere questo giudizio di congruità, mi sono espresso... ho fatto un riferimento principalmente a questioni di metodo, con ampi riferimenti di natura tecnico scientifica e dottrinale; e il primo problema che mi sono posto riguarda la comparabilità tra quel prezzo e i valori di stima, e mi sono domandato se le grandezze espresse, in particolare i 4.800 miliardi che rappresentavano un valore di stima, fossero comparabili con il prezzo di 2.150 miliardi, che rappresentavano un prezzo di acquisto.

Cioè, pregiudizialmente mi sono posto cioè il problema della comparabilità tra queste due grandezze e mi sono reso conto, attingendo alla dottrina, tra l’altro mi sono occupato anche scientificamente di queste cose, io insegno strategia e politica aziendale, e sono pervenuto alla conclusione che le due grandezze fossero al limite incomparabili, perché da una parte si aveva una ipotesi di valore, dall’altra un valore reale, e noi sappiamo quanto diversa è sempre la realtà dall’ipotesi.

Due grandezze quindi suscettibili anche di differenze macroscopiche, così come mi è capitato, nel corso di una ormai quarantennale attività professionale, di vedere rappresentate non tanto tra valori certi, quali sono quelli espressi da prezzi di acquisto, e valori assolutamente incerti, come sono i valori di stima, ma anche tra stessi valori di stima espressi in momenti neanche troppo distanti, abbastanza ravvicinati, come poi ho potuto... ho avuto modo di vedere in questo contesto, quanto in base al momento in cui viene effettuata la stima, in base agli obbiettivi che si intendono perseguire, in base a criteri seguiti, e quindi con una componente soggettiva molto significativa; la mia esperienza mi ha fatto vedere come spesso due stime possano differire significativamente in termini di valore.

Ecco, questo è un po’ il ragionamento che mi ha guidato nell’analisi, analisi che ovviamente poi è scesa ad un livello di dettaglio superiore, ma soprattutto rispetto... mi sono detto che sui valori di stima gravano incertezze relative ai modi, ai tempi, ai luoghi di realizzo, per cui la grandezza espressa è soltanto una ipotesi di valore e in quanto tale non offre alcuna certezza, anzi, il più delle volte è assolutamente incerta; mentre una grandezza, rappresentata da un prezzo corrisposto, pagato, promesso, è sempre un valore reale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, e questa è la premessa.

VOCE: (in sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dica, Avvocato... sì, lo so, questo l’abbiamo imparato; andiamo avanti.

UMBERTO BERTINI: sì, vado avanti, vado avanti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): però scendiamo un pochino più vicino ai temi.

UMBERTO BERTINI: ecco, venendo ai temi, allora io, ecco, faccio presente... no, rispondo alle domande che mi sono poste, non è che sia... né per far perdere tempo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, va bene, è la premessa generale che...

UMBERTO BERTINI: ecco, la premessa generale; allora, rivedendo alcune carte, consapevole che sarei stato interrogato sulla congruità del prezzo e sulle possibilità offerte ai creditori di Fedit attraverso il realizzo effettuato da S.G.R., in contrapposizione ad altre ipotesi di liquidazione fallimentare, io ho ritrovato delle carte di lavoro di sei anni fa e ho visto quali differenze di valore sussistessero tra i valori di stima... tra gli stessi valori di stima espressi in tempi diversi, ma in un arco temporale molto ravvicinato, per l’esattezza tra il luglio del ’91 e il gennaio ’92.

E ho visto che la differenza, per esempio, di valori degli... per quanto riguarda gli immobili, scendendo cioè ai singoli cespiti, ai singoli elementi dell’attivo, che la differenza dei valori nelle stime, e quindi a prescindere dal prezzo corrisposto da S.G.R., la differenza di valore nelle stime fosse pari al 40 per cento per gli immobili, del 30 per cento per le partecipazioni, del 18 per cento per i crediti, e ho constatato... e mettendo a confronti questi valori percentuali, questi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, lei è sceso alla stima cespite per cespite?

UMBERTO BERTINI: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha operato la stima...

UMBERTO BERTINI: sì, cespite per cespite, certo, certo, io... relativamente al prezzo pagato da S.G.R. non potevo scendere ad un livello così, analitico, perché un valore unico che unitariamente mi esprimeva le diverse componenti dell’attivo.

Però, ecco, se ha un senso... se possono avere un senso queste differenze di valore, che io ho individuato nelle stesse stime, 40 per cento per gli immobili, 30 per cento per le partecipazioni, 18 per cento dei crediti, io, dico, ho constatato che lo scostamento tra il prezzo pagato da S.G.R. e i valori di stima più bassi aggregati, la sommatoria di quei valori, mi determinano uno stato del 39 per cento.

Ecco, e quindi, così, ho pensato, e mi sono convinto, come ero convinto allora, perché queste sono carte che mi hanno portato ad esprimere allora il giudizio di piena congruità del prezzo, che quella differenza del 39 per cento non era poi particolarmente significativa e che non poteva, a mio avviso, sennò non avrei espresso il parere sulla congruità del prezzo, non si poteva far considerare vile il prezzo pagato da S.G.R..

Questa è la mia interpretazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi in sostanza il suo ragionamento è: rieffettuando le stime cespite per cespite, decurtando le differenze di stima tra quella più alta e quella più bassa, cioè quella risultante nella procedura, rispetto a quelle da lei operate, lo scostamento è di un 39 per cento in più del valore di stima effettivo rispetto al prezzo pagato, però questo prezzo pagato, lei riteneva, in questo così rivalutato, non è più vile come si vorrebbe...

UMBERTO BERTINI: e ora, se crede, Presidente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

UMBERTO BERTINI: ...vado avanti nel...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ecco, scendiamo un po’ più nel dettaglio.

UMBERTO BERTINI: ecco, scendendo più al dettaglio, ecco, perché in particolare gli elementi che in questi casi sono oggetto di contestazione sono i valori delle partecipazioni e dei crediti, per i valori delle partecipazioni e dei crediti che forse sono stati giudicati troppo bassi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a quale epoca lei fa riferimento?

UMBERTO BERTINI: io faccio... dunque, io faccio riferimento al ’97.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi la sua stima...

UMBERTO BERTINI: la mia stima è al ’97.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...è rapportata al ’97.

UMBERTO BERTINI: ecco...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): c’erano già stati...

UMBERTO BERTINI: diciamo la...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi Professore, c’erano già stati dei fallimenti di società partecipate all’epoca, che le risulti?

UMBERTO BERTINI: ma questo non... sinceramente non ricordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non lo sa, prego.

UMBERTO BERTINI: questo sinceramente non ricordo, però ricordo con certezza che all’epoca, cioè nei sei anni trascorsi dal ’91 al ’97, come si evince... cioè, come ho riportato insomma nel mio parere, la S.G.R. aveva potuto rilevare nella sua gestione significative minusvalenze da realizzo, ecco, questo... e sulla base anche di queste considerazioni ma anche riandando a vedere le stime analitiche, perché qui teniamo presente il fatto che non è di secondaria importanza che i Periti del Tribunale hanno valutato in modo avulso dal contesto, separatamente, i diversi cespiti, e per quanto riguarda le partecipazioni e i crediti ho potuto constatare che non è stata fatta nessuna indagine ad hoc, in particolare per quanto riguarda le partecipazioni di gruppo, e anche a riguardo della esigibilità di certi crediti, in particolare dei crediti vantati verso i Consorzi, ma anche per altri crediti, che non sono stati... dei quali non è... non sono stati adeguatamente valutati i dubbi esiti.

Ora, qui, questa è, diciamo, una considerazione alla luce di elementi che all’epoca avevo, non so poi che cosa sia successo, perché dall’epoca in cui io ho espresso il mio parere, cioè dal maggio ’97, sono passati quasi cinque anni e in questi anni credo sarà andata avanti l’attività di realizzo, e mettendo in evidenza, se del caso, minusvalenze o plusvalenze e comunque fornendo elementi ai fini di un giudizio ex post sulla congruità di quel prezzo. Ecco, però mi sento di aggiungere, a proposito... ritornando sulla congruità di quel prezzo, che i ricavi della gestione, quali che siano essi, dovranno... perché si possa diciamo... possano essere omogeneamente comparati a quel dato certo, a quel valore certo, espresso, che ha avuto la sua manifestazione tra l’agosto del... scusate, tra...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il prezzo emerge all’inizio del... nel maggio ’92, e poi viene consacrato in un atto dell’agosto ’93.

UMBERTO BERTINI: esatto, l’Atto Quadro, ecco. Dicevo che ai fini di una omogenea comparazione di valori, i ricavi della gestione di realizzo, ammesso che abbia un significato ex post, ammesso che abbia un senso anche il confronto di un dato unitario come il prezzo pagato e i singoli cespiti valutati in un contesto diverso, dico, ecco, mi sento di affermare con certezza scientifica e pratica che i ricavi della gestione dovranno essere attualizzati, cioè riportati all’epoca del pagamento di quel prezzo e dovranno altresì scontare i costi della Procedura, ecco. Questo io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Vassalli, prego.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. VASSALLI FRANCESCO): va bene, basta... lascia la sua relazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, certo. Avete da produrla?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. VASSALLI FRANCESCO): sì...

UMBERTO BERTINI: ma io ho degli appunti che...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. VASSALLI FRANCESCO): no, no...

UMBERTO BERTINI: ...sono a uso... no, la relazione sarà agli atti del processo.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. VASSALLI FRANCESCO): no, non c’è perché questa è stata presentata prima...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non è così automatico.

UMBERTO BERTINI: ah, chiedo scusa, io se sapevo questo presentavo... la presentavo in veste più decente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): noi siamo disponibili ad accettare tutto, guardi.

UMBERTO BERTINI: e allora guardi, io gliela lascio e le posso lasciare anche questi appunti che ho predisposto per la testimonianza di oggi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perfetto, allora, l’Avvocato Vassalli chiede di poter produrre, a corredo delle risposte del Consulente, la relazione a suo tempo redatta, cui vengono aggiunti gli appunti redatti per l’odierna udienza dallo stesso Professor Bertini.

Pubblico Ministero, ha domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, due o tre domande.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): c’è opposizione comunque all’acquisizione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): come?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): intanto per la richiesta, ho dato atto della richiesta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, no, per la produzione non c’è problema.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): se non ho capito male, la sua consulenza è basata su questo presupposto, ossia, che l’ipotesi accusatoria si basi essenzialmente sul raffronto tra il prezzo pagato e la stima della Perizia collegiale del Tribunale Fallimentare di Roma.

UMBERTO BERTINI: il mio parere è... a me è stato richiesto un parere pro veritate sulla congruità del prezzo pagato da S.G.R. e basta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, lei si è diffuso ampiamente, sia in premessa sia nel dettaglio, sulla non comparabilità tra la stima della Perizia collegiale e il prezzo vile.

UMBERTO BERTINI: e beh, per esprimere un parere dovevo seguire una metodologia e...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi, è questo il... il presupposto di partenza è questo.

UMBERTO BERTINI: certo, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, quindi allora questo mi esonera dal fare altre domande.

Ce ne ho una in particolare nel dettaglio. Lei, se non ho sentito male, ha... ristimando tutti i cespiti, in particolare per i crediti, li ha valutati al 18 per cento.

UMBERTO BERTINI: no, no, no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): come?

UMBERTO BERTINI: no, io... mettendo a confronto... no, Signor Pubblico Ministero, io non... ho detto semplicemente, a giustifica... cioè, per giustificare che la differenza fra il prezzo pagato e i... diciamo, la sommatoria dei valori di stima dei Periti, non è vile, ho dimostrato che quello scarto che c’è tra il... la sommatoria dei valori di stima e il prezzo pagato, che è pari al 39 per cento, è superata in un caso, nel caso di valutazione degli immobili, dalla differenza fra le singole stime espresse dai Periti del Tribunale, con uno... che presentano uno scarto del 40 per cento, questo era, così, un argomento se vogliamo anche di tipo dialettico.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, d’accordo, ma sui crediti lei ha fatto questa... questa indicazione, una cifra del 18 per cento, o ho...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): io ho capito che era una riduzione della stima dei crediti rispetto a quella che era la stima della Procedura.

UMBERTO BERTINI: esatto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è così?

UMBERTO BERTINI: sì, è così.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): come l’ha determinata questa riduzione del 18 per cento?

UMBERTO BERTINI: mettendo a confronto il... nella mia perizia... ora, mi dispiace, non ho più la perizia, ma c’è una tabella che mette infila tutti i valori espressi dai Periti e dai Commissari, e vedendo il valore massimo e quello minimo emerge questo scostamento, ecco, solo questo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

UMBERTO BERTINI: sì, sì, solo questo, vede...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. VASSALLI FRANCESCO): è un dato che ha riscontrato, non è che l’ha detto lui.

UMBERTO BERTINI: e non l’ho detto... sì, infatti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, senta, che so, i crediti... prendiamo i crediti verso i Consorzi.

UMBERTO BERTINI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un migliaio di miliardi, non so se sono lievitati, ma insomma l’ordine di grandezza è quello.

UMBERTO BERTINI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): come li ha valutati?

UMBERTO BERTINI: io intanto non è che sono andato a valutare uno per uno i crediti, no? Io ho valutato la natura dei crediti... normalmente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): abbia pazienza, ma qui è un pacchetto da 1.000 miliardi.

UMBERTO BERTINI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non è che uno per uno... però...

UMBERTO BERTINI: ho espresso un giudizio in base...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi riesce difficile poter parlare di stima se non si entra nel dettaglio, nell’analisi del sistema consortile.

UMBERTO BERTINI: questo sono d’accordo con lei, infatti entrando a grandi linee, perché, ripeto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ecco, va bene, ma come l’ha va... questo pacchetto da mille miliardi, secondo la sua stima, quanto... nel ’97 quanto valeva? Crediti verso i Consorzi.

UMBERTO BERTINI: i crediti... ora vedrà che... vado a vedere, mi prende su un punto specifico...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): beh, non è una domanda trabocchetto.

UMBERTO BERTINI: no, no, per carità, ci mancherebbe altro, poi non...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è anche abbastanza...

UMBERTO BERTINI: soltanto, ecco... i crediti nei confronti dei Consorzi Agrari, ho avuto netta l’impressione che fossero sopravvalutati, proprio perché erano crediti verso i Consorzi Agrari, così come altri crediti la cui natura lasciava intendere alla luce anche delle successive operazioni di realizzo, ripeto, perché ha avuto... effettuate da S.G.R., significative...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, ma lei quanto li ha valutati?

UMBERTO BERTINI: io non ho valuta... io ho espresso un giudizio di congruità e non ho valutato disgiunta... non ho valutato le diverse componenti.

Io ho un coacervo di valori espresso da una cifra unitaria, un valore reale, come dicevo in premessa, e in quel valore ho ritrovato congruo i crediti sulla base di quegli abbattimenti che alla luce degli sviluppi dell’attività anche di realizzo e certe ipotesi di dubbi esiti, era possibile prevedere quindi... diciamo nell’insieme, perché... mentre i Periti nominati dal Tribunale hanno valutato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo, i Periti hanno lavorato male, però ci faccia capire come ha lavorato lei, perché io le sto parlando di circa un quarto dei crediti, un quarto o poco meno, insomma.

UMBERTO BERTINI: ecco, io ho valutato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non è che le ho chiesto il singolo credito verso il singolo agricoltore, quindi è un qualche cosa che nel coacervo totale dei crediti incide in maniera decisiva.

UMBERTO BERTINI: ma infatti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): però mi faccia capire intanto... quanto li ha considerato questi crediti?

UMBERTO BERTINI: ma, vede, io... bisognerebbe... bisogna che li dica...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non pensavo di metterla in imbarazzo sinceramente...

UMBERTO BERTINI: no, no, non mi sta mettendo... cioè, il mio imbarazzo deriva dal fatto che il tipo di analisi che ho sviluppato per fornire il parere pro veritate, non è sceso a un livello di dettaglio particolare, sicché la valutazione che ho potuto esprimere attraverso, diciamo, la considerazione delle prospettive di realizzo in relazione anche agli andamenti della attività di recupero in atto, che non consentiva il superamento di certi valori.

Aspetti, vedo se trovo...

DIFESA IMPUTATO VASSALLI E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

UMBERTO BERTINI: ecco, io ho scritto a un certo punto, a pagina 32 della mia perizia, ecco, no, perché...

DIFESA IMPUTATO VASSALLI E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): il Presidente le dà tutto il tempo che lei ritiene, siccome la domanda del Pubblico Ministero non è che sia... è una domanda...

UMBERTO BERTINI: “In definitiva, il valore complessivo nominale di 2.220 miliardi, indicato in 958 miliardi nella ricognizione dei Periti del Tribunale, allo stato attuale delle cose è prevedibile che si riduca esclusivamente al valore già realizzato di 592 miliardi, essendo molto scarse le prospettive di ulteriori recuperi”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi, mi faccia riassumere questo pensiero; ne desumo che lei ha ovviamente tenuto conto operando nel ’97 di quelli che erano stati i già acquisiti ricavi dei cespiti venduti, quindi lei ha stimato diciamo la percentuale rispetto al ricavato, nel corso degli anni.

UMBERTO BERTINI: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi in relazione a questa prospettiva di ricavo ha fatto una prospettiva di ricavo generale creando gli abbattimenti su questo piano.

UMBERTO BERTINI: ho operato per campioni sulla base... sì...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dei risultati già conseguiti, in sostanza.

UMBERTO BERTINI: certo, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e quindi ragguagliandoli in funzione delle prospettive di ulteriore realizzo.

UMBERTO BERTINI: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo è il discorso.

UMBERTO BERTINI: sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): adesso è chiaro, prima mancava un passaggio in effetti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, per esempio sui crediti, la possibilità di recuperare l’I.V.A. l’ha considerata?

UMBERTO BERTINI: no.

DIFESA IMPUTATO VASSALLI E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ma in ordine ai crediti per il Consorzio...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, mi perdoni.

DIFESA IMPUTATO VASSALLI E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): a pagina 32...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, mi perdoni, facciamo rispondere. Prego.

UMBERTO BERTINI: qui bisogna... scusate, ma...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

UMBERTO BERTINI: come?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Paola, per cortesia.

UMBERTO BERTINI: potrei leggervi alcune parti della mia perizia, io confermo quanto è scritto nella mia perizia, sui crediti.

DIFESA IMPUTATO VASSALLI E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): e a pagina 32 cosa dice?

UMBERTO BERTINI: allora, dunque...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, abbia pazienza, in effetti al di là di tutto è una cosa del tutto legittima, perché si avvale dei suoi appunti, e quindi non è che stiamo qui effettivamente a...

UMBERTO BERTINI: dunque, allora, rispondo con le mie parole, scritte nel parere pro veritate di sette anni fa: “L’esito di un presumibile recupero dei crediti è di scarsa se non addirittura nulla rilevanza economica; va infatti considerato che, primo, i Consorzi sono in Liquidazione Coatta Amministrativa, con esercizio provvisorio a tempo illimitato, ve ne sono alcuni da dieci e più anni. Conseguentemente i tempi di un sia pur minimo recupero, ove vi fossero le condizioni, sono tali da rendere nullo ogni effetto economico”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, e su questo siamo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo preso atto. La domanda, scusi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, il tono di voce era più alto, però la risposta che mi aspettavo era un'altra, ossia...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusate un attimo, abbia pazienza. La domanda era molto chiara, le ha chiesto prima esemplificativamente il Pubblico Ministero se in concreto lei per esempio ha tenuto conto del problema dell’I.V.A.; lei ha risposto: “No”.

UMBERTO BERTINI: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no; ci sono altre domande, Pubblico Ministero?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perfetto.

UMBERTO BERTINI: no, non ho... cioè, no, non... cioè quando si esprime un parere pro veritate, quando si dà un giudizio di sintesi, certi... quando diciamo c’è l’obiettivo, come in questo caso, di valutare la congruità di un prezzo, di confrontare due valori, se i... non c’è stato bisogno neanche di arrivare a un certo grado di dettaglio, tenuto conto che 2.150 miliardi a mio giudizio esprimevano ampiamente la congruità di un valore che, tenuto conto dei lunghi tempi di una Procedura Fallimentare, tenuto conto dei tempi e modi di realizzo, avrebbero portato sicuramente a valori più bassi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, il concetto è questo.

Altre domande? La Parte Civile ha domande?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Presidente, no, una considerazione di natura, come dire, processuale, ed è questa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dica.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...il grado proprio di genericità è una cosa che, voglio dire, vale per il Professor Bertini ma naturalmente è da estendersi ad ogni tipo di altra situazione analoga.

Il grado di genericità assoluta, l’indeterminatezza direi strutturale proprio di questo tipo di valutazioni, portano a nostro giudizio a ritenere come non acquisibili neppure dei pareri pro veritate di questo tipo

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbia pazienza, Avvocato, abbia pazienza, completiamo l’esame, poi...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì, io di domande...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): al momento di acquisire il documento farà tutte le osservazioni che vuole.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): domande non ne abbiamo, Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti Civili?

Prima c’è l’Avvocato Rosi che ha alzato per primo la mano, prego.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): una sola domanda; io ho visto nella sua relazione, scorrendola, così, a pagina 25, che lei da una parte dice... la... per quanto riguarda gli immobili, fa una piccola... pagina 25.

UMBERTO BERTINI: pagina 25, sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): fa un piccolo schemino, ora, se ci può chiarire la problematica degli immobili, perché lei parla delle valutazioni, 921, 737 e poi 305. Lei desume questa determinazione di 305 su che base? A quello venduto al ’96 o a altra determinazione? Non comprendo.

UMBERTO BERTINI: no, ma guardi, nella tabella è indicato chiaramente, perché...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì.

UMBERTO BERTINI: ...io mi riferisco al realizzato al 31/12/96...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì.

UMBERTO BERTINI: ...sulla base dei dati che io avevo a disposizione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): esatto, quindi lei che tipo di de... mettendole a confronto, quindi, che determinazione lei giunge sugli immobili? Non è... non ho compreso bene.

UMBERTO BERTINI: giungo alla determinazione che questo rapporto... io ho giocato sempre sui rapporti tra le previsioni di realizzo e l’effettiva... e l’effettivo realizzato.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): cioè, quindi 305 miliardi che lei dice...

UMBERTO BERTINI: la ricognizione di stima di novecento... che indica il valore dell’immobile in 921, è stata da me considerata un valore troppo alto per cui alla luce anche del realizzato, considerando i più bassi valori dell’immobile, delle partecipazioni, dei crediti e delle altre poste, sono arrivato a dire che 2150 miliardi è un valore congruo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, duemilacento... io parlavo degli immobili, lei fa, nella... almeno, quello che io ho riportato nella.... a pagina 25 lei dice: “Immobili, 921 miliardi, 737...”... poi mette al 31/12/96, 305.

UMBERTO BERTINI: sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): la determinazione di 305 è rapportata alla complessiva vendita degli immobili o a quella, diciamo, venduta a quel momento? Che valore è, questo 305?

UMBERTO BERTINI: è il valore realizzato a quel momento.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi che significa, che gli immobili si fer... cioè, qual è la prospettazione di questa scheda? Che cosa significa averli messi in fila?

UMBERTO BERTINI: beh, indica diciamo... intanto è indicativa di una tendenza, relativa alla commercializzazione degli immobili, però...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): mi perdoni, Avvocato Rosi, mi perdoni, interloquisco su questo punto. Lei ha valutato questi beni che erano stati effettivamente venduti, che avevano terminato quella realizzazione, in che misura si rapportavano al valore di stima di quegli stessi immobili?

Voglio dire, se è stato venduto il bene X a prezzo Y, lei ha valutato che differenza vi è fra il prezzo Y e il valore di stima del bene X?

UMBERTO BERTINI: eh... non singolarmente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): capisce la mia domanda?

UMBERTO BERTINI: ho capito perfettamente, sì. Sulla base, diciamo, di questi valori realizzati, sono arrivato poi a determinare una percentuale tra le... diciamo il realizzabile e i valori di stima attribuibili agli stessi beni, sicché attraverso valori percentuali che qui non sono stati riportati perché è un giudizio del tipo di quello che ho prodotto oggi attraverso quegli scarti, ho potuto formulare una previsione di realizzo sugli immobili, e considerando quella previsione di realizzo congiuntamente alla previsione di realizzo sulle partecipazioni, congiuntamente alla previsione di realizzo dei crediti, diciamo, conside... una considerazione congiunta di queste prospettive mi ha portato a dire che 2.150 miliardi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e questo l’abbiamo capito ma...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): forse se leggesse la pagina 27 e ce la spiegasse...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se si occupa del quesito che avevamo posto, senz’altro.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): che è questo poi della domanda...

UMBERTO BERTINI: cioè, fra l’altro a quell’epoca gli immobili di maggior pregio erano già stati venduti e in ogni caso, il ricavato relativo a quelle vendite era significativamente... molto basso. A pagina 27 io scrivo, relativamente agli immobili: “I valori attribuiti ai cespiti immobiliari dalla ricognizione estimativa dei Periti del Tribunale è basata, come è stato ampiamente dimostrato, su valutazioni sommarie di cui non sono stati resi noti i criteri adottati”.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ecco, questo è il primo punto...

UMBERTO BERTINI: questo è il primo punto.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...dice che non sono stati resi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

UMBERTO BERTINI: “Prive di riferimenti a dati di mercato e senza considerare lo stato effettivo di manutenzione e il gravame dei vincoli”.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo, ma questo attiene...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Presidente, io...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...ai criteri di stima.

La mia domanda specifica era: tenuto conto che lei ha valutato il realizzato a quella data, e questo ne ha tenuto presente per poi determinare le previsioni di ulteriore ricavo sul reddito.

UMBERTO BERTINI: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ecco, allora le chiedo, in che misura il realizzato a quella data si rapportava allo stimato su quegli stessi beni? Cioè, se il bene... non lo so, sito a Milano era stato stimato un valore di un miliardo, in concreto quello stesso bene, ricompreso tra quelli già realizzati, a quanto era stato venduto? Un miliardo oppure meno, o più?

UMBERTO BERTINI: no, eh...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): l’ha fatto questo esame?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): è pagina 27...

UMBERTO BERTINI: per alcuni, per quelli che erano stati venduti, guardi, cito...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): eh, e sono questi che le chiedo.

UMBERTO BERTINI: ...l’esempio di Palazzo Rospigliosi, Palazzo Della Valle, gli immobili di Via Iser, che sono stati rispettivamente valutati 200 più 13 miliardi, 65 miliardi e 48 miliardi... dunque, scusate...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

UMBERTO BERTINI: ecco, quella differenza percentuale di valore che oggi ho dimostrato sussistere tra certe valutazioni di stima, si ritrova anche qui perché anche qui ritorna una percentuale del 35, 40 per cento, per cui dal valore totale di stima degli immobili, applicando questa percentuale riduttiva, si perviene a un valore che sommato agli altri valori ridotti della rispettiva percentuale, rendono congruo quel...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito; prego, Avvocato Rosi, proceda pure.

UMBERTO BERTINI: questo è il ragionamento.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quello che dovevo arrivare a capire di questa tabella, no, perché dà dei numeri, quindi è una sintesi, le dice: 921, il... quelle che erano tra 921 e 737, poi mette un valore 305, al 31/12/96. Che significa questo 305, come determinazione? Che è quella proiezione complessiva della vendita che è stava valutata 921 miliardi?

UMBERTO BERTINI: non è la...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): è la proiezione al ’96 della vendita di tutti gli immobili valutati precedentemente 921 miliardi?

UMBERTO BERTINI: no, il 305 è il realizzato al 31/12/96.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ora...

UMBERTO BERTINI: però sulla base di quel realizzato ho potuto fare quella valutazione e dire in che percentuale il valore di 921 deve essere ritenuto adeguato...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ora, quindi in quella tabella si sarebbe... cioè, sennò non è comprensibile quella tabella.

UMBERTO BERTINI: no, ma questa tabella non è risolutiva, ma è una tabella che vuole essere largamente indicativa della tendenza.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ma la tendenza significa quello che è il motivo, cioè, la tabella vuole far vedere la tendenza al ’96... tra i 937 e i 305 miliardi, cioè, che è largamente diciamo lontano da quella previsione?

UMBERTO BERTINI: certo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): questo? E lei si è domandato... quanti immobili sono stati venduti a quella data, nel ’96?

UMBERTO BERTINI: certo.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ora, e che... e che tipologia, cioè rispetto ai 921... ai 921 che erano nella perizia, nella... nella determinazione; cioè, lì mancherebbe un dato, poi, corrispondente, mancherebbe...

UMBERTO BERTINI: il dato... lei mi dice: manca un dato qualitativo, ecco.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): manca un dato qualitativo e quantitativo dei restanti dal ’96 ad oggi.

UMBERTO BERTINI: sì...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): a oggi, al momento...

UMBERTO BERTINI: però ecco, anche ragionando in termini qualitativi, posso dire che 305 sono rappresentativi dei valori indicati nella ricognizione di stima.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): rappresentativi, cioè?

UMBERTO BERTINI: rappresentativi per tipo, per l’ubicazione, per qualità di immobili rispetto agli altri che sono... cioè, il 305 finisce per essere un valore... il valore di un campione rappresentativo della massa di 921.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): prendo atto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda era chiara, la risposta è stata data.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Avvocato Fabbri, prego.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io volevo chiedere una cosa sulla base dell’esempio che fa il Professor Bertini, per cercare di capire meglio, ...(incomprensibile) subito. A pagina 29 lei richiama come esempio un appartamento a uso abitazione posto a Roma, Via Memo Renzi (o simile), delle dimensioni di 420 metri quadri, valutato dai periti del Tribunale 1600 milioni, cioè un miliardo e seicento milioni, sì. Il Commissario Giudiziale, 1280 milioni, ha avuto in concreto un realizzo di 331 milioni. Ma voglio dire, questa cosa, questo tipo di esempio che lei fa, su che cosa si fonda?

UMBERTO BERTINI: si basa...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): come è possibile che un appartamento a Via Memo Renzi, di 420 metri quadri, abbia avuto un realizzo di 331 milioni?

UMBERTO BERTINI: ma queste... queste informazioni credo che voi potete acquisirle...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, questo dovrebbe essere una spelonca, dico... non si capisce... 420 metri quadri a Via Memo Renzi, 331 milioni, io non lo so... cioè, mi dice lei come ha acquisito un dato di questo genere.

Andiamo tutti lì, lo compro subito io, guardi. Io ho comprato casa in quegli anni, quindi so bene quanto valevano le case, adesso non glielo dico, ma insomma se vuole...

UMBERTO BERTINI: va bene, quello è il prezzo ...(incomprensibile), immagino.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ecco, mi spieghi come mai... quel dato da che cosa emerge? Visto che lei lo ha ritenuto di valore esemplificativo, tanto che lo ha riportato...

UMBERTO BERTINI: questo dato emerge dalla contabilità della S.G.R..

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma come lo ha... ...(incomprensibile, voce fuori microfono), sì, cioè, 420 metri quadri, è descritto alla pagina precedente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): confrontiamo, perché...

UMBERTO BERTINI: io... qui non c’è scritto, veramente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, mi perdoni, che pagina ha citato?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): allora devo riprendere il documento...

VOCI: (In sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, si parla a pagina 18, è pagina 18.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): pagina 18.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a pagina 18 si fa riferimento a una abitazione posta a Roma, Via Memo Renzi, della superficie coperta di metri quadrati 420, locato a terzi e di un canone di circa 12 milioni, è stato stimato dai Periti del Tribunale 1600 milioni.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): certo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se questo è, se questo è sono 420, perché...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): locato a terzi, a che affitto?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): 12 milioni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): all’anno?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, un canone, 12 milioni...

UMBERTO BERTINI: sì, no, scusate, qui è un errore...

VOCI: (In sottofondo).

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): scusi, vorrei che si precisasse se era 42 o 420.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): qui, Avvocato, se è la stessa cosa a cui faceva riferimento, pagina 18, si parla di 420 metri.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ma successivamente 42, invece.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dove, successivamente dove?

VOCI: (In sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): però, scusate, io non sono al dentro con i prezzi romani, però se è vero che...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): anche se fosse 42, un miliardo e sei sarebbe...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusate, io volevo obiettare che se è vero che... 420 metri era un conto, ma 42 metri, un miliardo e sei... devo presumere che ci sono gli affreschi, perché...

VOCI: (In sottofondo).

UMBERTO BERTINI: questi dati...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va be’. Ce la leggeremo con calma. Prego, Avvocato Paola, altre domande?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Fabbri, altre domande?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Del Re, prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): Presidente, su questo punto, allora... che mi sembra importante. Lei ha fatto degli allegati a tutta questa...

UMBERTO BERTINI: c’è l’allegato... infatti questo fa parte dell’allegato A.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ci prende l’allegato, così ci fa vedere... questi 42, questi prezzi... gli allegati dovrebbero chiarire...

UMBERTO BERTINI: io però non ho con me gli allegati.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ah, ecco. Perché l’allegato... ma fu depositato, fu prodotto durante la fase delle indagini?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, è stato prodotto.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): no, perché la Difesa ci tiene che sia chiarito, perché vogliamo...

UMBERTO BERTINI: no, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): per allegati cosa intende, questi fogli qua, Professore? Professor Bertini scusi...

UMBERTO BERTINI: io avevo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questi qua?

UMBERTO BERTINI: no, no, anzi, questi, mi scusi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): glieli restituisco, perché ho l’impressione che di fatti... che non c’entrano niente.

UMBERTO BERTINI: ecco, per gli allegati, io ho tre fascicoli, allegato A, B, e C, riguardano gli immobili, i crediti, le partecipazioni.

Posso metterli a disposizione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e noi non ce li abbiamo.

UMBERTO BERTINI: sì, però non li ho con me, però li ho a studio e...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

UMBERTO BERTINI: sono tre fascicoli.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): allora li produrremo, insomma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): eventualmente.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): no, per chiarire bene, allora...

UMBERTO BERTINI: no, no... perché ci tengo anch’io che sia chiarita bene questa cosa, perché... comunque...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): si può anche sentire come teste il proprietario di via Memo Renzi... va bene. Altre domande, Avvocato? Avvocato Zaganelli, domande?

Prego, ha altre domande?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): io gradirei soltanto che... è stata incompleta la risposta; molto distensivamente, ci ripeta qualco... ci dica, ci spieghi in ordine ai crediti nei confronti dei consorzi, quello che... di pagina 28...

UMBERTO BERTINI: no, 28 sono ancora...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): 32, mi scusi, anch’io... perché sui consorzi lei ci ha accennato l’aspetto dell’esercizio provvisorio a tempo illimitato, però poi ci dica un po’ meglio, in riferimento a questa situazione, lei lo riporta...

UMBERTO BERTINI: ecco, io ho verificato a campione, dieci consorzi, i bilanci di dieci consorzi, e sulla base di questi accertamenti è emerso che l’attivo... io all’epoca, era il ’97, ho... a campione ho preso in esame i bilanci di dieci Consorzi, relativi all’anno ’96, e ho potuto accertare che dai bilanci dei diversi Consorzi, l’attivo era praticamente inconsistente e comunque tale da rendere improbabile se non impossibile il rimborso, in qualche misura significativa ai creditori chirografari; e i tagli più eclatanti, ricordo, furono quelli relativi ai Consorzi di Salerno, Napoli, Avellino, del Consorzio di Torino e di quello di Roma, Frosinone. Anche per i per i... relativamente alla questione dei crediti, c’è una nota B di dettaglio, che è allegata alla relazione, con la documentazione.... tutto quanto è scritto qui è documentato in tre note, che oggi io non ho portato qui con me, pensavo... sono note di dettaglio dalle quali si evincono queste particolari situazioni. B, relativamente ai crediti, agli immobili, alle partecipazioni, in particolare.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): va bene, io non ho altre domande.

Altre Parti? Professore, soltanto una domanda del Collegio, mi perdoni. Il quesito le è stato conferito in che data, lo ricorda?

UMBERTO BERTINI: sì, mi è stato conferito nel maggio del ’97.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e lei ha reso il parere in che data?

UMBERTO BERTINI: il parere l’ho reso... guardi... nel... dunque, io ho asseverato li parere in data 26 settembre ’97.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): grazie mille, non ha altre domande il Collegio. Altre domande? Si accomodi pure, Professore. Aspetti... adesso le Parti sulla acquisizione della relazione?

Il Pubblico Ministero è remissivo, le Parti Civili?

VOCI: (In sottofondo).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti si riservano di produrle, eventualmente, questo...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...attualmente non possiamo acquisirle...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): produrre questi allegati...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): adesso vediamo innanzitutto se ammettiamo questo. Le Parti Civili? Remissive. Le altre Difese... penso che non c’è problema.

Il Tribunale acquisisce, a corredo dell’escussione del Professor Bertini, la relazione da lui redatta.

Il Professore si riserva di inviare e far pervenire per intanto alla Difesa degli imputati gli allegati della propria relazione, i quali Difensori si riservano di produrla in Cancelleria, eventualmente gli allegati farli pervenire in Cancelleria in modo che le Parti possano essere poste in grado di esaminarli in Cancelleria a prescindere dalla formale produzione in udienza, poi il Tribunale eventualmente potrebbe ammetterle alla prossima udienza, ma questo è un problema diverso, tanto per anticipare i tempi, perché altrimenti...

Quindi le Parti si riservano di produrre direttamente in Cancelleria.

Grazie Professore, può accomodarsi.

Il testimone viene licenziato.

Viene introdotto il testimone Apice Umberto che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

UMBERTO APICE: Umberto Apice, nato a Torre del Greco il 20 febbraio ’41.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei è in servizio come Magistrato?

UMBERTO APICE: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dove?

UMBERTO APICE: Procura Generale della Cassazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): da quando?

UMBERTO APICE: tre anni, quattro anni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in precedenza dove ha operato?

UMBERTO APICE: Corte d’Appello.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dove, a Roma?

UMBERTO APICE: Roma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e questo per quanto tempo?

UMBERTO APICE: dal ’91, ’92, in poi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, prego, Avvocato Del Re, è teste suo.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): la mia domanda, Consigliere, si riferisce al fatto che lei prestava servizio presso il Tribunale Fallimentare, mi conferma che prestava...

UMBERTO APICE: sì.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): e quando c’era il Presidente Dottor Greco.

UMBERTO APICE: sì.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ha partecipato a riunioni e a camere relative alle deliberazioni in ordine al concordato preventivo richiesto dalla Federazione Italiana Consorzi Agrari. Vi era questa richiesta di Concordato Preventivo.

Cosa ci può riferire sulle circostanze di fatto e di diritto che hanno determinato la emanazione del decreto appunto di Concordato Preventivo sulla domanda presentata dalla Fedit?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi lei ha fatto parte del Collegio che ammise Federconsorzi al Concordato Preventivo.

UMBERTO APICE: no, questo non lo ricordo, se ho fatto parte del Collegio non lo ricordo; potrebbe essere.

Illustro brevemente come avvenivano le dichiarazioni di fallimento o i decreti... venivano deliberati i decreti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile, voci sovrapposte) ...lei fece parte del Collegio.

UMBERTO APICE: ah, facevo parte. Sì, ma quello è un fatto puramente formale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

UMBERTO APICE: di solito avveniva così.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): eh, spieghi.

UMBERTO APICE: c’era un certo giorno della settimana, una certa mattinata della settimana che era dedicata alle dichiarazioni di fallimento, o alle deliberazioni in ordine a richieste di Amministrazione Controllata o Concordato Preventivo.

In quella certa mattinata, nella stanza del Presidente, passavano tutti i Giudici della Sezione, ognuno portava i fascicoli su cui riferiva, contemporaneamente ognuno di noi aveva anche udienza di altro genere, verifica dei crediti, udienza di contenzioso e così via. Quindi, il passaggio nella camera di consiglio, diciamo così, era un fatto temporaneo, per cui ci avvicendavamo, i vari Giudici, e si riferiva in maniera molto breve e sintetica, perché parliamo di cognizione sommaria, cioè parliamo di provvedimenti che venivano emessi su cognizione sommaria, non a seguito di un istruttoria a contraddittorio pieno.

Quindi, noi passavamo nella stanza del Presidente, si riferiva dei vari fascicoli sui cui eravamo stati istruttori e poi tornavamo alle nostre attività.

Io esattamente cosa sia avvenuto per la delibera di emettere il decreto per l’ammissione al Concordato Preventivo della Federconsorzi, non me lo ricordo; ricordo però che il Presidente Greco, che era lui delegato all’istruttoria di questa Procedura, ne parlò con tutti, ma ne parlava anche per il corridoio, non necessariamente in quella mattinata dedicata a queste cose, ne parlava in ogni occasione, e credo che abbia parlato con tutti, perché si rendeva conto e noi ci rendevamo conto che era una Procedura eccezionale.

Per quanto riguarda me personalmente, ricordo che i nostri colloqui si sono soprattutto accentrati sulla scelta del professionista da nominare Commissario Giudiziale. Io non so se con altri Giudici ha parlato dell’opportunità o meno di accogliere la domanda di ammissione al Concordato Preventivo, ma anche su questo devo dire che la prassi della sezione, come poi forse è anche lo spirito della stessa Legge fallimentare, era quello di ammettere con una certa larghezza un imprenditore che chiedeva una procedura alternativa, rimandando poi a un momento successivo l’esame della fondatezza di quella domanda, rimandando soprattutto a dopo che i creditori si erano espressi sulla bontà della proposta che veniva fatta.

Quindi io non so se abbia parlato con altri Giudici del merito della questione Concordato Preventivo o fallimento della Federconsorzi, credo che lo abbia fatto, almeno questo ho sentito dire dai Giudici della sezione, con gli altri Giudici di cui ho parlato di queste cose.

Con me lui si soffermò...io ero il più anziano di quella sezione in quel momento, e tra l’altro il Presidente Greco era il più giovane, non di carriera ma di arrivo in sezione, credo che fosse il più giovane, quindi chiedeva spesso aiuto agli altri della sezione per sapere quali erano le prassi, per sapere quali erano gli orientamenti.

Con me si è soffermato più di una volta, questo lo ricordo bene, sulla scelta del professionista, perché la sua idea era che bisognava nominare un professionista non abituale della Sezione Fallimentare, cioè non un Curatore professionista, per intenderci, cioè non un professionista che faceva di... di frequente il Curatore Fallimentare, ma scegliendo un professionista che non aveva mai ricevuto incarichi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): qual era il senso di questa...

UMBERTO APICE: come?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): qual era il senso di questa...

UMBERTO APICE: il senso era che... era... si trattava di una Procedura troppo importante, che avrebbe potuto suscitare delle invidie, delle gelosie, degli appetiti di vario genere, e allora lui diceva: “Scegliamo un grande nome, non necessariamente di Roma, un nome indiscusso che però non ha mai lavorato con la Sezione Fallimentare, così non potranno nascere ripicche e gelosie”, e io ero contrario invece a questa idea, perché mi sembrava punitiva verso la categoria professionale dei curatori fallimentari, tra cui c’erano professionisti di grande spessore professionale, culturale, e mi sembrava che fosse quindi una idea sbagliata, quella di Greco.

Gliel’ho contestata, e lui me l’ha... mi ha riconosciuto che avevo ragione.

Questo accadeva... questi colloqui accadevano non nello stesso giorno, in vari giorni di seguito, perché so che ne abbiamo parlato in più riprese. Non abbiamo mai parlato del merito, questo lo ricordo.

Tra l’altro devo dire che io in quel periodo ero sul piede di partenza, nella sezione ero visto come quello che se ne è andato, perché a giorni dovevo trasferirmi in Corte d’Appello, poi in realtà passarono molti mesi, come spesso succede, ma la delibera del Consiglio Superiore c’era già stata, quindi ero sul piede di partenza, e venivo visto come quello che sta per andarsene.

Per cui, probabilmente, anche questo fu uno dei motivi per cui non mi parlava del merito della questione, però essendo io il più anziano e quindi quello che conosceva meglio le persone che lavoravano nella Sezione Fallimentare Professionisti, forse voleva da me un conforto su questa sua idea, sulla scelta di professionisti e alla fine mi accorsi poi, ma credo che non me ne abbia neanche parlato, cioè poi tutto si è tradotto nel provvedimento del Decreto di ammissione al Concordato dove appunto c’era la nomina di due professionisti che erano ritenuti due tra i professionisti più apprezzati nella Sezione Fallimentare, quelli che riscuotevano consenso da parte di tutti, erano il Professor Pazzaglia e il Professor Picardi che furono nominati in prima battuta Commissario Giudiziale e coadiutore del Commissario Giudiziale.

E questi due nomi furono alcuni dei nomi che io stesso avevo in quei nostri conversari così frammentari, erano due dei nomi che io avevo fatto, e quindi mi accorsi che lui aveva apprezzato la mia... il mio suggerimento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande Avvocato Del Re?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): nessuna grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero ha domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): solo un chiarimento non avendo gli atti sotto mano; lei Dottor Apice ha partecipato a queste diciamo Camere di Consiglio nelle modalità descritte che riguardava l’ammissione al Concordato ma non l’omologa.

UMBERTO APICE: no, non ero più in Sezione, al momento dell’omologazione ero in Corte d’Appello.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e le Camere di Consiglio relative alle omologhe dei Concordati o dei fallimenti come si svolgevano in passato?

UMBERTO APICE: no, quelle relative alle omologhe avvenivano come tutte le Camere di Consiglio per la discussione di una causa, era la decisione di una causa quindi c’era un pomeriggio dedicato alla Camera di Consiglio per la decisione delle cause che venivano a Sentenza.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): c’era un Relatore che esponeva agli altri?

UMBERTO APICE: c’è un Relatore che illustrava agli altri e la discussione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la Camera di Consiglio era allargata a tutti i Giudici facenti parte?

UMBERTO APICE: no, no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi solo ai tre...

UMBERTO APICE: no, all’epoca eravamo addirittura divisi in due Collegi, eravamo divisi in due Collegi e quindi ogni Collegio fissava la sua Camera di Consiglio e a quella Camera di Consiglio partecipavano i Giudici inseriti in quel Collegio che quel giorno avevano delle cause che erano maturate per la Sentenza, quindi potevano anche non esserci tutti i Giudici di quel Collegio.

Quindi eravamo divisi esattamente in due Collegi, ognuno faceva le sue Camere di Consiglio, a ogni Camera di Consiglio partecipavano tutti o quasi tutti i Giudici di quel Collegio, mai Giudici di altri Collegi, e dell’altro Collegio, erano due i Collegi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili domande? Avvocato Rosi. 

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Avvocato Rosi. Lei ha... una precisazione solamente e relativamente, lei ha partecipato, comunque è venuto a conoscenza della Procedura Federconsorzi solo con questi colloqui con il Presidente Greco o per quanto lei è stato nel periodo...

UMBERTO APICE: no successivamente, cioè subito dopo il Decreto, subito dopo la pubblicazione del decreto, subito dopo la pubblicazione del Decreto, non vorrei sbagliare ma siamo in prossimità dell’estate se non sbaglio.

Subito dopo il Presidente Greco andò in ferie e io se non sbaglio facevo un periodo di feriale, oppure il Presidente Greco aveva anticipato le sue ferie, io divenni il sostituto di Greco come Giudice Delegato della Procedura, ma in verità mi occupai per qualche giorno della Procedura, non sono entrato dentro le problematiche della Procedura, se non sbaglio ci fu uno sciopero in quei giorni e il Commissario ebbe con me una serie di telefonate, uno sciopero delle maestranze, ci fu uno sciopero delle maestranze e ci uno scambio di telefonate tra me e il Commissario per concertare il comportamento da tenere nei confronti dei dipendenti, tutto qui, durò qualche giorno, poi a mia volta partii per le ferie e forse Greco a quel punto era ritornato.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): poi successivamente lei invece ha lasciato la Fallimentare oppure ancora...

UMBERTO APICE: e poi ho lasciato a settembre se non sbaglio, poi andai in ferie e alla ripresa autunnale presi possesso in Corte d’Appello.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): benissimo, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre Difese domande?

Una sola domanda, lei ha detto la sua presenza casuale in questo Collegio, può spiegarmi meglio, nel senso com’è che fu inserito in questo Collegio che formalmente assume il provvedimento di ammissione.

UMBERTO APICE: sì, spiego che cosa vuol dire; allora, abbiamo detto in una certa mattinata si svolgevano le Camere di Consiglio per le dichiarazioni di fallimento o per i Decreti di ammissioni a procedure alternative, quindi era una Camera di Consiglio dedicata ai provvedimenti di apertura di una Procedura concorsuale.

Questa Camera di Consiglio avveniva in maniera aperta, cioè si entrava nella stanza del Presidente ognuno portava i suoi fascicoli, riferiva su un fascicolo, poi magari correva nella sua stanza perché stava completando un udienza e intanto entravano altri Giudici, ecco, era questo, non c’era una vera e propria discussione, perché sull’apertura di una Procedura concorsuale di solito decideva lo stesso Giudice Delegato all’istruttoria.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e quando era Relatore il Presidente che non doveva entrare in nessuna stanza come si sceglieva i suoi Giudici in questo caso.  

UMBERTO APICE: ecco, allora, poi... no, stavo completando; alla fine della mattinata poi c’era la Cancelleria, un Funzionario di Cancelleria che riempiva le Sentenze, riempiva la composizione del Collegio nel modo che riteneva opportuno di fare, sulla base dei Giudici che aveva visto entrare nella stanza, quindi in quel provvedimento c’è il mio nome, ma poteva esserci il nome di qualcun altro, perché è una...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi presumo che lei non l’ha neanche letto il provvedimento?

UMBERTO APICE: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito.

UMBERTO APICE: no, io non l’ho letto, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Prego.

UMBERTO APICE: nessuno leggeva mai i provvedimenti di apertura delle procedure.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, ma è chiaro.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): Avvocato Del Re per Greco. Dunque lei diceva comunque, stava appunto accennando prima al fatto che il Presidente Greco parlava di questa Procedura, di questo diciamo di questo arrivo di questa enorme Procedura alla Fallimentare, quindi sia lei diceva anche nei corridoi, ma ha fatto anche per quello che le consta delle comunicazioni ai Giudici alla Fallimentare, anche una forma più formale chiedendo proprio delle valutazioni alla...

UMBERTO APICE: non ne sono sicuro, ho sentito parlare dagli altri Giudici che il Presidente Greco informava di questa Procedura, informava, chiedeva conforto in quello che lui pensava, chiedeva collaborazione; il mio coinvolgimento è stato soltanto ricord... perlomeno questo è quello che ricordo, c’è stato il mio coinvolgimento per la scelta del Commissario.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): coinvolgimento che poi è stato proficuo, diciamo nel senso che poi il Presidente Greco ci diceva ha seguito bene o male il suo consiglio di scegliere invece in ambito della Fallimentare romana i Curatori.

UMBERTO APICE: sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): grazie, non ho altre domande.

UMBERTO APICE: prego.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, sulle domande del Collegio.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): solo una cosa, appunto prendo spunto da queste domande che le ha appena posto il Presidente; Consigliere quindi partendo da queste premesse, quindi voglio dire, queste comunicazioni diciamo che il Presidente Greco... queste richieste come dire di conforto, mi viene da dire che il Presidente Greco faceva appunto agli altri Magistrati della Sezione Fallimentare, le risulta per caso se appunto qualcuno di questi Giudici abbia esaminato nel merito gli atti della Procedura concorsuale alla stessa pari del Presidente Greco.

UMBERTO APICE: io tenderei ad escluderlo, non è stato mai fatto, cioè ripeto l’apertura di una Procedura concorsuale è un atto che la legge prevede sia del Tribunale, ma nella pratica siccome si tratta di un provvedimento che viene adottato a seguito di una cognizione sommaria, nella pratica viene rilasciato al Giudice che ha istruito, che ha fatto l’istruttoria prefallimentare o ha esaminato il ricorso per l’Amministrazione Controllata o per il Concordato Preventivo è rilasciato a lui.

Anzi, devo dire che quando avvennero questi fatti era passato già un po’ di tempo in cui era avvenuta una nuova organizzazione nella sezione, e cioè fino a poco tempo prima, fino a qualche anno prima credo, i Giudici che istruivano le richieste di fallimento o le richieste di procedure alternative non erano poi, non diventavano i Giudici Delegati alla Procedura stessa, c’era una distinzione quindi tra Giudici che istruivano l’apertura della Procedura e Giudici che seguivano la gestione della Procedura.

Da qualche tempo, proprio dopo l’arrivo di Greco in sezione, invece l’organizzazione cambiò, cambiò tra l’altro in meglio ritengo, cioè nel senso che il Magistrato che veniva delegato all’istruttoria della Procedura da aprile, da iniziare, diventava poi automaticamente il Giudice Delegato alla stessa Procedura, quindi il Giudice Delegato all’istruttoria prefallimentare farebbe diventato Giudice Delegato del fallimento, il Giudice Delegato all’istruttoria del Concordato dell’apertura per il Concordato Preventivo diventava il Giudice Delegato al Concordato Preventivo.

Questa organizzazione a parte che era più razionale secondo me, perché in questo modo il Giudice Delegato alla Procedura era un Giudice che era già informato per avere svolto l’istruttoria sulle problematiche di quella Procedura; questa nuova organizzazione accentuò quel carattere di autonomia diciamo così della delibera del singolo Giudice per l’apertura della Procedura concorsuale di cui si era interessato, perché lui era addetto all’istruttoria, lui sarebbe diventato il Giudice Delegato è chiaro che si dava ampio margine di fiducia...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): appunto, ma lei non crede Consigliere che appunto voglio dire per questo motivo ci fosse in sostanza direi un abbassamento del controllo di legalità sulla Procedura, per il fatto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato la domanda è palesemente inammissibile.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): d’accordo non ho altre domande grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero ha ancora domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): una sola, è un’appendice all’ultima risposta; ha detto il teste che proprio con l’arrivo del Dottor Greco venne diciamo abolita questa regola che vigeva prima, ossia che chi ammetteva alla Procedura, chi apriva la Procedura non era poi colui che la gestiva, ma in passato questa regola valeva anche per il Presidente della sezione?   

UMBERTO APICE: dunque in passato cerco di ricordare, dunque anche in passato di solito i Presidenti che si sono alternati, i Presidenti che si sono alternati di solito prendevano per sé qualche Procedura alternativa, cioè qualche Concordato Preventivo o qualche Amministrazione Controllata, non avevano un ruolo di fallimenti, cioè non erano mai Giudici Delegati al fallimento, spesso ma non sempre erano Giudici Delegati nelle procedure di Concordato Preventivo e di Amministrazioni Controllate.

Forse perché sono spesso le procedure più delicate, anche se non più difficili da gestire, ma sono più delicate come interessi coinvolti in questo tipo di Procedura, poi si risolvono in una gestione molto più leggera, più semplice, rispetto alla gestione di un fallimento, quindi i Presidenti che c’erano prima avevano sempre preso per sé le Procedure di Amministrazione Controllata e di Concordato Preventivo.

Credo che anche per queste procedure ci fosse un esame preliminare da parte di quei Giudici che erano addetti semplicemente all’esame preliminare; va sottolineato però che l’esame preliminare, almeno questo accadeva a Roma, tengo a sottolineare questo, l’esame preliminare di una richiesta di Concordato Preventivo o di Amministrazione Controllata si risolve in ben poca cosa, non è l’esame preliminare di una istanza di fallimento...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, d’accordo, era...

UMBERTO APICE: ...che richiede un’istruttoria vera e propria.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’argomento mi interessava solo per l’effetto preclusivo che aveva sull’assegnazione del fascicolo praticamente; quindi il raffronto si può fare solo in termini limitati perché i Presidenti precedenti si riservarono solo in quelle poche materie.

UMBERTO APICE: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma in quelle poche materie il provvedimento ammissivo era comunque di Giudice diverso dal Presidente.

UMBERTO APICE: no, il provvedimento ammissivo porta la firma del Presidente perché è sempre un provvedimento del Tribunale, quindi la firma è sempre del Presidente, dal punto di vista formale il provvedimento rimaneva sempre un provvedimento del Tribunale, di fatto però il Giudice che decideva era quello che aveva preso esame della situazione e non avevamo bisogno di fare delle Camere di Consiglio, cioè era il Giudice Delegato all’istruttoria che valutava nei casi molto dubbi se parlare o meno in Camera di Consiglio di questi casi, altrimenti si arrivava con dieci fascicoli e si diceva: “Qui vanno dichiarati questi dieci fallimenti” non c’era bisogno di discutere perché era una convinzione del Giudice Delegato che lì esisteva un imprenditore insolvente che andava dichiarato fallito.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro? Si accomodi pure, grazie.

Il testimone viene licenziato.

Viene introdotto il testimone Musco Pasquale che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

PASQUALE MUSCO: Musco Pasquale nato Reggio Calabria il 28 maggio 1935, Dottore Commercialista.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei per la Procedura del Concordato Federconsorzi ha svolto qualche ruolo?

PASQUALE MUSCO: sono stato nominato Commissario Giudiziale il 6 novembre 1997.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lo è tuttora?

PASQUALE MUSCO: lo sono tuttora.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego Avvocato.

PASQUALE MUSCO: Presidente chiedo scusa, posso utilizzare il fascicolo di studio per qualche consultazione?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lei chiaramente ha facoltà di consultare...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma lei non è stato anche Liquidatore?

PASQUALE MUSCO: prego?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non è stato anche Liquidatore o coliquidatore?

PASQUALE MUSCO: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): faccio confusione.

PASQUALE MUSCO: se vuole le faccio la storia dei Liquidatori.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, non c’è problema, adesso tanto semmai vedremo; prego Avvocato Del Re.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): dunque, lei ci diceva appunto dando le sue generalità e rispondendo al Presidente che è Commissario Giudiziale quindi della Federconsorzi nella Procedura.

Lei ha avuto contezza di questo procedimento penale attuale per cui oggi è stato chiamato come teste?

PASQUALE MUSCO: certo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ecco, quale è stata la sua presa di posizione nei confronti di questo procedimento, cioè...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sia precisa Avvocato, la domanda di per se è inammissibile.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): lei avrebbe avuto delle possibilità di costituirsi Parte Civile in questo procedimento come Commissario Giudiziale? Perché non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): diciamo che la Procedura ha mai valutato l’ipotesi di costituirsi Parte Civile?

PASQUALE MUSCO: sì, anche perché l’articolo 240 della Legge Fallimentare da legittimazione al Commissario di costituirsi Parte Civile; io ho affrontato il problema della costituzione di Parte Civile in due occasioni. 

La prima nell’occasione della richiesta di rinvio a giudizio da parte del... avanzata dall’ufficio del Pubblico Ministero al G.U.P. e in quell’occasione ho presentato una relazione al Giudice Delegato; la seconda volta, la seconda occasione quando è iniziato questo procedimento, questa causa.

Anche in quest’altra occasione ho presentato una relazione al Giudice Delegato, relazioni che mi riservo se lei ritiene opportuno di illustrare e di depositare agli atti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): intanto potrebbe darcene per sommi capi il contenuto.

PASQUALE MUSCO: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile) la domanda no? Era questo il tema no?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): era questo proprio il contenuto della relazione, grazie signor Presidente mi ha anticipato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PASQUALE MUSCO: la costituzione di Parte Civile è funzionale all’ottenimento di un titolo per il risarcimento di un eventuale danno subito, subito dalla massa dei creditori.

La tutela da parte... il Commissario Giudiziale legittimato in quanto previsto dalla norma; i fatti che stanno alla base della richiesta di rinvio a giudizio e poi della richiesta... e poi del rinvio a giudizio sono stati valutati da me sotto il profilo dell’eventuale danno subito dai creditori.

In tale ottica ho esaminato le varie argomentazioni poste a base della richiesta di rinvio a giudizio che per comodità io in un certo senso dovrei anche indicare per poterli poi commentare...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le conosciamo perché c’è stata prodotta una memoria in questo senso.

PASQUALE MUSCO: sì, io ho affrontato per capitoli i vari argomenti e quindi per capitoli ho dovuto dialetticamente argomentare per concludere che non esistesse nei fatti e nei comportamenti dei soggetti che avevano posto in essere quei fatti danno per i creditori.

Da che cosa nasce questo mio convincimento? Innanzitutto viene posta in... viene messa in luce attraverso i vari passaggi la Sentenza di Omologazione, l’autorizzazione a vendere ad una società precostituita ad un prezzo inferiore a quello di mercato, l’autorizzazione a stipulare l’Atto Quadro, tutti questi sono atti che fanno parte di un presunto disegno che avrebbe poi portato un danno di circa 3.000 miliardi quantificato dall’ufficio del Pubblico Ministero.

Lo svolgimento di tutti questi atti, a parte la Sentenza che è passata in giudicato, ma le successive autorizzazioni a vendere e l’autorizzazione poi a stipulare l’Atto Quadro, nascono da una serie di esami che il Giudice Delegato, il Comitato dei Creditori e forse i creditori nella loro rappresentanza più diciamo significativa, hanno espresso nel corso della valutazione della proposta.

A mio avviso, così come poi troverete nella mia relazione non esistono motivi per poter indicare o valutare danni causati ai creditori.

Il fatto che sia stata realizzata una somma inferiore, rispetto a quella che si sarebbe potuta realizzare attraverso una vendita con una liquidazione ordinaria, non significa che si sarebbe nello stesso tempo distribuita la somma superiore a quella distribuita ai creditori con la vendita di massa.

Questo perché? Perché la vendita ordinaria presuppone tempi, strutture e costi di dimensioni tali che incidono poi sull’effettivo ricavato e sull’effettiva distribuzione ai creditori.

Per quanto riguarda la differenza di prezzo tra quello indicato nell’Atto Quadro e quello... diciamo le differenze di valori tra quello stabilito con l’Atto Quadro e quello periziato, quindi portato dalle perizie redatte dai singoli periti incaricati dal Giudice Delegato alla Procedura, c’è da innanzitutto premettere che le perizie sono dati tecnici e servono sostanzialmente al Tribunale o al Giudice ad indicare un prezzo base in caso di asta nelle vendite coattive, ma non sono indicazioni di valori... di realizzi, sono indicazioni di valori che poi devono trovare il riscontro nel mercato.

Nel momento in cui le perizie non trovano riscontro nel mercato vuol dire che non rispettano i valori che il mercato deve dare a quei beni.

Quindi, tutta questa analisi è una valutazione ...(incomprensibile) fatta successivamente attraverso i realizzi della... ottenuti dall’acquirente S.G.R., mi ha portato a concludere della inesistenza del danno nei confronti dei creditori.

Questa valutazione che io do adesso è una valutazione per sommi capi, naturalmente in sede di analisi, in sede di relazione di illustrazione sono stato molto più analitico e quindi molto più attento.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma lei ha proceduto anche ad una stima, a una nuova stima dei cespiti o quale altro parametro ha utilizzato per valutare come... tali da escludere qualsiasi danno del prezzo offerto in rapporto ai cespiti in vendita.

PASQUALE MUSCO: no, per fare questo bisognava fare una cosa sola, io ritengo da tecnico che l’unica cosa che si doveva fare per accertare l’esistenza del danno era una simulazione, questa simulazione non è stata mai fatta, noi abbiamo una valutazione peritale ...(incomprensibile), poi abbiamo dei dati che si possono trarre presso l’acquirente dei beni ex post e quindi vedere sostanzialmente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ce l’abbiamo questa?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): simulazione in che genere mi perdoni?           

PASQUALE MUSCO: ma, simulazione, di deve fare innanzitutto attraverso una ricerca di mercato per vedere quei beni, in quel periodo di tempo distribuiti in tutta... in un arco di... in tutta l’Italia disomogenei e di diversa composizione quali risultati avrebbero potuto dare sul piano realizzativo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ho capito, altre domande Avvocato?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, dunque dopo questa sua relazione lei questa relazione l’ha trasmessa al Giudice Delegato alla Procedura.

PASQUALE MUSCO: sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): quali sono state le... la presa di posizione della Procedura dopo la sua relazione, la trasmissione.

PASQUALE MUSCO: il Giudice Delegato non ha fatto altro che... ha preso atto delle mie conclusioni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): preso atto semplicemente.

PASQUALE MUSCO: sì, la mia relazione poi è stata data anche al Comitato dei Creditori per eventuali osservazioni che non sono pervenute.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): quindi vi è stata diciamo una completezza di questa Procedura da parte sua per diciamo motivare anche fondatamente la sua non costituzione di Parte Civile nell’attuale procedimento.

PASQUALE MUSCO: sì.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): senta, invece per quanto riguarda un... utilizzandolo anche come conoscitore della situazione in qualità di Commissario Giudiziale volevo ecco avere dei chiarimenti se può porre anche... dare dei chiarimenti anche al Presidente per quanto riguardava la messa in liquidazione della Fedit attualmente, attuale, a che punto è la liquidazione e che relazione ha poi con il Concordato Preventivo.

PASQUALE MUSCO: beh, debbo fare un distinguo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, grazie.

PASQUALE MUSCO: l’articolo 160 della Legge Fallimentare regola le modalità della domanda di proposizione del Concordato Preventivo; ci sono due forme previste dalla legge, il Concordato con garanzie e il Concordato con cessione.      

Il Concordato con garanzia l’impresa rimane, perché garantisce il pagamento dei debiti di una certa percentuale e continua a vivere, salvo poi le decisioni che prenderà autonomamente.

Nel Concordato con cessione si propone ai creditori di cedere l’intero patrimonio, cioè non una parte, ma l’intero patrimonio al soddisfo di tutti i crediti della società.

La legge prevede che ragionevolmente si deve ipotizzare un realizzo di almeno... con il realizzo si deve pagare...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì ma di questo ci rendiamo perfettamente conto.

PASQUALE MUSCO: con la omologazione del Concordato, con la Sentenza di Omologazione cessa la Procedura di Concordato e inizia la fase Liquidatoria, in quel momento non si parla più di Concordato, si parla di liquidazione concordatizia, cioè è una liquidazione dei beni e si realizzano i beni nell’ambito di questa Procedura, c’è un Liquidatore nominato dal Tribunale che ha lo scopo, l’obbiettivo, di liquidare i beni e ripartirli ai creditori.

Questo da questo versante, dal versante della debitrice nel momento in cui chiede il Concordato con cessione dei beni, innanzitutto ha l’obbligo di continuare a vivere fin quando il Concordato non è eseguito, per tutta una serie di ragioni che riguardano la legittimazione passiva, eccetera, ma non significa che una volta che il Concordato sia stato eseguito, che la società non possa ricapitalizzarsi a vivere, la società ha una sua vita autonoma, con un suoi Legale Rappresentate che siccome in quel momento è una società che è senza capitale, quindi una società posta in liquidazione è necessariamente un Liquidatore, ma è un Liquidatore volontario della società, che non ha niente a che fare con il Liquidatore dei beni, che è un organo sottoposto alla disciplina della giurisdizione o quantomeno alla disciplina della Sentenza diciamo più che della giurisdizione, anche perché fu una Sentenza... le funzioni del Giudice Delegato e del Tribunale sono molto residuali.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, non ho altre domande grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero ha domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, una su questa cessio bonorum, è sicuro che si tratti di una cessio bonorum?

PASQUALE MUSCO: non è una cessio bonorum, l’istituto della cessio bonorum è regolato dal Codice Civile, l’istituto del Concordato con cessione è regolato dalla Legge Fallimentare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma sa questa mattina abbiamo avuto una lezione diversa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): abbia pazienza...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è sicuro che si tratta di un Concordato con cessione ai creditori?

PASQUALE MUSCO: certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): benissimo.

PASQUALE MUSCO: è nella proposta, nel ricorso che viene presentato al Tribunale.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, non c’è bisogno... senta, allora una domanda, ma i beni dovrebbero essere tutti... passare tutti al...

PASQUALE MUSCO: integralmente, la legge prevede la cessioni di tutti i beni, non parziali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di tutti i beni; ma allora che cosa deve liquidare ancora la Procedura?

PASQUALE MUSCO: la liquidazione, nel momento in cui è stato Omologato il Concordato doveva liquidare i beni che la Federconsorzi aveva ceduto, cioè tutti i suoi beni e li ha liquidati con il famoso Atto Quadro, cioè con la proposta avanzata a suo tempo da un interessato all’acquisto, quella è la fase liquidatoria.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei chiama liquidazione l’Atto Quadro, ma noi sappiamo che l’Atto Quadro poi di fatto necessita...

PASQUALE MUSCO: di atti esecutivi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...degli atti esecutivi, e tutti questi atti esecutivi sono stati tutti compiuti o ancora esistono beni o crediti da trasferire a S.G.R.? Mi faccia capire.

PASQUALE MUSCO: io adesso faccio brevissimamente la storia...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in generale, no non faccia la storia guardi, mi deve solo dire se tutti i beni oggetto dell’Atto Quadro liquidati tra virgolette con l’Atto Quadro sono stati tutti trasferiti a S.G.R. o se sono ancora in carico al Concordato.

PASQUALE MUSCO: l’Atto Quadro prevedeva la cessione integrale di tutti i beni che erano stati ceduti dalla liquidazione... dalla Federconsorzi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi anche i beni passati?

PASQUALE MUSCO: tutti i beni, quindi tutti i beni portati in inventario venivano ceduti con l’Atto Quadro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cerchiamo di essere più precisi, tutti i beni presenti in patrimonio ad una certa data.

PASQUALE MUSCO: nel momento in cui propone... c’è il ricorso per essere ammessi alla procedura di Concordato non possono essere toccati più i beni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, va be’, sappiamo questo problema, andiamo avanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): anche i beni già dismessi.

PASQUALE MUSCO: no, i beni dismessi prima della presentazione della domanda sono beni già venduti, non c’entrano niente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, perché facevo riferimento a date diverse, la data di ammissione è luglio ’91, la data ...(incomprensibile) è novembre ‘91.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): novembre.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): esatto, non è il...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma, no, è perfettamente chiaro tutto, altre domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, no stava rispondendo.

PASQUALE MUSCO: stavo rispondendo alla domanda, con l’Atto Quadro si è promessa, si è data, è stato stipul... convenuto di cedere alla società S.G.R. che era stata... che aveva fatto offerta l’intero patrimonio ceduto, attraverso che cosa? Attraverso una serie di atti esecutivi, perché erano beni che necessitavano di una serie di atti diversi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): eravamo nel ’93, ora siamo nel 2002 le chiedo: tutti quei beni che dovevano essere trasferiti ad S.G.R. sono stati trasferiti ivi compresi i crediti?

PASQUALE MUSCO: probabilmente lei saprà, se non lo sa lo dico adesso allora, che è intervenuta innanzitutto un conflitto tra la liquidazione e S.G.R. e quindi si era in un certo senso cristallizzato il completamento della esecuzione del trasferimento, che a seguito di questo confli... il conflitto si è transatto con una transazione intervenuta nel ’98 attraverso la quale si sono stabilite delle convenzioni, si è detto che tutto quello che in quel momento non era stato trasferito ad S.G.R. rimaneva alla Liquidazione, quindi automaticamente a seguito e in funzione di questa transazione la Liquidazione che prima aveva ceduto tutto si è venuta a trovare ancora a possedere dei beni che deve continuare a liquidare.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi, ma se ne viene a trovare transattivamente, nel senso che S.G.R. ha rinunciato ad averne il trasferimento.

PASQUALE MUSCO: certo, la trattazione ha delle...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questo è...

PASQUALE MUSCO: la trattazione ha delle...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma la domanda sottintendeva un’altra cosa, per quale motivo fino al ’98 ancora c’erano questi residui.

PASQUALE MUSCO: perché erano... c’erano due ragioni, innanzitutto c’era un sequestro fatto dalla Procura di Perugia e quindi i beni non potevano essere toccati.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non vedo cosa centri il sequestro.

PASQUALE MUSCO: prego?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non vedo cosa centri il sequestro in questo discorso?

PASQUALE MUSCO: e come si faceva a trasferire? Poi ci sono altre ragioni, una delle ragioni è questa il sequestro ha bloccato il trasferimento dei beni, altra ragione era di natura tecnica.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, ma chiedo scusa, i crediti?

PASQUALE MUSCO: i crediti sono stati tutti sequestrati.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il sequestro è stato fatto nel ’97 mi pare.

PASQUALE MUSCO: sì e lei mi dice nel ’98.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dall’Atto Quadro, chiedo scusa, lei non c’era, ma dall’Atto Quadro che è del ’93 alla data del sequestro che è del ’97 per quale motivo non erano... ’96 sono sempre tre anni, per quale motivo non dovevano essere trasferiti?

PASQUALE MUSCO: e questo è uno degli argomenti che ha creato una certa situazione di stallo nella liquidazione, le ragioni si individuano nel fatto che il prezzo era stabilito in 2.150 miliardi, man mano che si eseguivano, che si portavano a compimento gli atti esecutivi per ogni atto veniva assegnato un certo valore, alla fin fine poi si è arrivati a quasi aver... si è raggiunto il valore dei 2.150 miliardi e ne sono rimasti dei beni che dovevano essere ancora ulteriormente trasferiti e necessariamente dovevano essere trasferiti a quel prezzo residuo tra i 2.150 miliardi e quello dichiarato negli atti esecutivi già compiuti, sono stato chiaro?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è stato chiarissimo però...

PASQUALE MUSCO: a quel punto sorge la questione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): a quanto li trasferiamo?

PASQUALE MUSCO: a quanto li trasferiamo e viene posto un falso problema, perché non era un problema che riguardava la liquidazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): certamente.

PASQUALE MUSCO: invece il problema è sorto nell’ambito della liquidazione e nell’ambito del debitore che si è rifiutato di trasferirli.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora in quel meccanismo non poteva stare anche l’eventuale danno per i creditori?

PASQUALE MUSCO: che significa il danno, tutti i beni io li vendo a duemilacentocinquanta, tutti li debbo trasferire, man mano che li trasferisco assegno un valore, un prezzo, poi alla fine mi rimangono cinquanta fogli che valgono sul mercato 100 milioni, però mi trovo io duecentomila lire come residuo di prezzo, a quel punto il Commissario... il Legale Rappresentante della Federconsorzi che era deputato alla firma degli atti esecutivi si è rifiutato di effettuare questa vendita perché riteneva, non so per quale ragione pericolosa la cessione, non riesco a capire perché se poi tutto andava a finire in una cornice che era quella dell’Atto Quadro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): fermiamoci una attimo, ritorno sulla domanda, ma prima che si raggiungesse questo tetto diciamo di coincidenza con il prezzo di duemilacentocinquanta, ma i beni venivano trasferiti con quale sistema? Ossia per esempio i crediti, gli immobili lo sappiamo, gli immobili non veniva fatta la doppia vendita...

PASQUALE MUSCO: c’erano tre sistemi, perché gli immobili si debbono trasferire per forza per atto pubblico, scrittura privata ...(incomprensibile).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): abbia pazienza, senta...

PASQUALE MUSCO: e lei mi dice con quale sistema io le sto dicendo i sistemi, i crediti venivano per lettera...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Dottore, Professore non so il titolo ma...

PASQUALE MUSCO: Dottore.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ascolti bene la mia domanda, risulta a tutti quanti qua dentro che gli immobili si trasferiscono per atto pubblico dai tempi dell’università, quindi non è che aspettavo che lei venisse qua a spiegarmelo.

PASQUALE MUSCO: la stessa domanda mi è stata fatta in sede di Commissione Parlamentare identica.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): abbia pazienza, qui sappiamo tutti che i beni venivano trasferiti non da Federconsorzi a S.G.R. e quindi da S.G.R. al terzo, ma direttamente da Federconsorzi al terzo su incarico di S.G.R., questo è il meccanismo.

PASQUALE MUSCO: no, questo era di fatto, il meccanismo era questo, la Sentenza, il Decreto del Tribunale ha autorizzato la vendita di tutti i beni ad S.G.R., la esecuzione della vendita doveva avvenire attraverso l’intervento del Legale Rappresentante della Federconsorzi, questo per un motivo tra le altre cose anche vorrei dire apprezzabile perché si evitavano costi per la nomina di un Liquidatore, quindi siccome la esecuzione era un atto puramente formale, la Sentenza... il Decreto ha previsto questo, la Sentenza e il Decreto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’atto pubblico notarile chi lo firmava?

PASQUALE MUSCO: l’atto pubblico notarile lo firmava il Legale Rappresentante della Federconsorzi nella qualità di Liquidatore e...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’acquirente chi era?

PASQUALE MUSCO: l’acquirente?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei ci ha insegnato che gli immobili si trasferiscono per atto pubblico...

PASQUALE MUSCO: che cosa vuole sapere?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’atto pubblico veniva sottoscritto da chi? Per cortesia.

PASQUALE MUSCO: veniva sottoscritto dal Legale Rappresentante della società debitrice su precisa autorizzazione del Tribunale e l’acquirente che poteva essere o S.G.R. o persona indicata da S.G.R., il tutto previsto nell’Atto Quadro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, ma non stavo dicendo che non era previsto nell’Atto Quadro.

Allora per i crediti come ci si regolava? Con lo stesso sistema?

PASQUALE MUSCO: con lettere commerciali, i crediti ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, voglio dire non mi risponda come con l’atto pubblico, veniva trasferito il credito da Fedit a S.G.R., poi da S.G.R. regolato col terzo oppure era direttamente gestito tra Fedit e il terzo e il debitore.

PASQUALE MUSCO: non riesco a capire.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non riesce a capire, una transazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi Pubblico Ministero, lei ha fatto l’esempio peraltro evocato dallo stesso Atto Quadro, che l’atto pubblico venisse stipulato direttamente da Federconsorzi con un terzo acquirente evidentemente indicato da...

PASQUALE MUSCO: da S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...S.G.R. e questo era un caso che poteva capitare nella cessione effettiva con rogito del tipo cespite immobiliare.

PASQUALE MUSCO: certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le chiede il Pubblico Ministero per quanto riguarda i crediti è chiaro che in linea di massima passavano con lettera commerciale, ma la lettera commerciale veniva spedita e scambiata tra chi? Mi spiego: quando si trattava di cedere un credito le chiede il Pubblico Ministero poteva capitare che fosse direttamente S.G.R. ad indicare un terzo da lui preventivamente indicato senza però figurare formalmente come parte di questo scambio?

PASQUALE MUSCO: no, poteva essere...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha capito? Chiedeva il Pubblico Ministero...

PASQUALE MUSCO: ...indicato da S.G.R. perché si era riservata... S.G.R. aveva riservato il diritto di indicare eventualmente terzi acquirenti dei beni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): anche per i crediti?

PASQUALE MUSCO: anche per i crediti, per tutti i beni.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi teoricamente poteva capitare così come per gli immobili che anche i crediti seguissero la stessa sorte.

PASQUALE MUSCO: ritengo di sì, perché la clausola... c’era questa clausola della persona...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in linea generale, le risulta che in concreto sia capitato e le chiede il Pubblico Ministero le risulta anche per caso, se nelle more di queste cessione di crediti S.G.R. pur non formalmente intestataria del credito intanto si comportasse già come titolare del credito? Questa è la domanda.

PASQUALE MUSCO: è una cosa comportamentale che io non so, perché...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): per esempio le transazioni.

PASQUALE MUSCO: per esempio?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le transazioni.

PASQUALE MUSCO: eh?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): nelle transazioni per esempio...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sui crediti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...con i debitori.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): tra chi intervenivano?

PASQUALE MUSCO: nel momento in cui era...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi riferisco principalmente ai crediti verso i consorzi.

PASQUALE MUSCO: beh, interveniva necessariamente... il titolare era diventato S.G.R., quindi era S.G.R. che dava disposizioni, se si legge l’Atto Quadro e fin quando è stato eseguito l’Atto Quadro...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei non mi deve dire...

PASQUALE MUSCO: l’Atto Quadro era un atto tacito.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè io non le chiedo cosa c’è scritto sull’Atto Quadro, ma su ciò che le parti hanno fatto dopo l’Atto Quadro.

PASQUALE MUSCO: e io le rispondo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è cosa diversa.

PASQUALE MUSCO: perché purtroppo mi debbo attenere a quella che era la disciplina dettata da un provvedimento e la disciplina dettata da un atto conseguente al provvedimento, quindi se si prevedeva che S.G.R. poteva indicare terzi da designare al momento del trasferimento in quel momento indicava il nome e la Federconsorzi non quanto tale ma in quanto rappresentante della liquidazione così come prevede la Sentenza, perché bisogna riandare alla Sentenza per dare una interpretazione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io non le chiedo di interpretare atti o provvedimenti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lo faccia finire Pubblico Ministero, faccia finire il pensiero, prego.

PASQUALE MUSCO: la Sentenza indica il Legale Rappresentante della Federconsorzi il soggetto che deve porre in essere gli atti esecutivi per la vendita dei beni, questa è la premessa, cioè la matrice di tutto, dopodiché quando S.G.R. essendo ormai diventata con l’Atto Quadro titolare diciamo anche se non...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): titolare, avente diritto semmai.

PASQUALE MUSCO: anche se non effettiva dei beni indicava un soggetto al quale dare, intestare un determinato credito, un determinato immobile, un determinato bene, interveniva il Legale Rappresentante della Federconsorzi e faceva o la stipula presso il Notaio o una lettera commerciale di trasferimento dei crediti, penso che la cosa sia molto semplice non riesco a cogliere le difficoltà interpretative.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, Pubblico Ministero ci sono altre domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): transazioni tra il credito Federconsorzi verso i Consorzi intervenute tra Fedit e consorzi, le risultano?

PASQUALE MUSCO: tenga presente che c’è un atto, la transazione è intervenuta attraverso un atto pubblico, nella transazione sono riportate...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, no, la domanda è diversa, le chiede il Pubblico Ministero sempre ragionando su questa questione del trasferimento, le risulta che nella fase successiva alla stipula dell’Atto Quadro quando il coacervo dei beni era destinato ad essere trasferito per intero...

PASQUALE MUSCO: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...con singoli atti, ma comunque globalmente a S.G.R., le risulta che però in questo frangente siano intervenute transazioni tra Federconsorzi e debitori, cioè in questo caso in particolare i singoli C.A.P., il che farebbe presumere che in questo caso, questo è il senso della domanda, prima della formale cessione a S.G.R. no, era intervenuta una transazione tra Federconsorzi e il debitore al quale si tratta di vedere se avesse o meno partecipato S.G.R..

PASQUALE MUSCO: non conosco fatti specifici, in linea astratta debbo escluderlo perché avrebbe commesso un atto di bancarotta la Federconsorzi, se avesse autonomamente transatto o ceduto e quindi svilito il patrimonio S.G.R. poteva protestare di trovarsi di fronte alla mancanza di un bene, perché non mi sembra una... io lo desumo, ma non ho... però ritengo che non sia possibile.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va be’, altro?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): a meno che non ci fosse il suo consenso?

PASQUALE MUSCO: il consenso di chi?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di S.G.R..

PASQUALE MUSCO: allora era S.G.R. che dava disposizioni e quindi non... non c’è un rapporto diretto Federconsorzi in quanto società autonoma e un terzo, non ci può essere stato perché Federconsorzi avevo perso la disponibilità dei beni che aveva ceduto, quindi chi disponeva dei beni era il Liquidatore che per un puro caso ritornava...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, questo è chiaro; altre domande Pubblico Ministero?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, cambio argomento; com’è la situazione adesso della liquidazione, il 40 per cento per i chirografari è stato raggiunto?

PASQUALE MUSCO: dunque, sono stati pagati integralmente tutti i creditori privilegiati, è stato pagato il 40 per cento a tutti i creditori chirografari, non è stato completato l’esecuzione del 40 per cento per una minima parte di creditori perché è intervenuto un creditore A.I.M.A. tanto per essere precisi ex A.I.M.A. che riteneva di vantare un credito restitutorio per finanziamenti concessi a Federconsorzi non documentato, a questo punto per una questione di cautela il Liquidatore ha dovuto informare il Tribunale e il Tribunale ha disposto un accantonamento pari al 40 per cento del credito preteso da A.I.M.A. e quindi automaticamente è stato sospeso... sospesa l’esecuzione del secondo riparto per un ammontare di circa 70 miliardi, però rendo noto al Tribunale che il Giudice della causa di opposizione alla ingiunzione di A.I.M.A. ha sospeso la esecutività del provvedimento e quindi proprio in questi... l’altro ieri il Liquidatore ha presentato un’istanza di revoca della...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): accantonamento.

PASQUALE MUSCO: ...dell’accantonamento e quindi a giorni si completerà l’esecuzione del riparto e il completamento del 40 per cento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il Giudice Igoa di Roma?

PASQUALE MUSCO: no Igoa non c’entra, il Giudice ordinario.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il Tribunale?

PASQUALE MUSCO: il Tribunale sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta e pur con questo limite di questa cautela diciamo il 40 per cento è stato raggiunto per effetto di benefici conseguenti all’intervenuta transazione?

PASQUALE MUSCO: anche.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): vogliamo specificare in che consistono questi benefici derivanti dalla transazione?

PASQUALE MUSCO: mi debbo servire delle carte.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego è autorizzato a farlo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): certamente.

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI (AVV. VASSALLI): chiedo scusa Presidente io debbo andare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, lascia come sostituto l’Avvocato Zaganelli.

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI (AVV. VASSALLI): l’Avvocato Zaganelli.

PASQUALE MUSCO: dunque sul piano concreto diciamo di realizzo immediato non abbiamo avuto 41 miliardi di vendite da noi effettuate e che competevano a S.G.R., quindi dovevano essere ristornate e che noi abbiamo trattenuto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): può spiegare perché?

PASQUALE MUSCO: prego?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè erano beni non trasferiti a S.G.R.?

PASQUALE MUSCO: non ancora trasferiti, però nel frattempo da noi o venduti o incassati i crediti diciamo per la maggior parte...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e quindi S.G.R. ha rinunciato a questa parte di vendita.

PASQUALE MUSCO: con la transazione automaticamente ha rinunciato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): con la transazione.

PASQUALE MUSCO: quindi sono 41 miliardi, crediti erariali cioè crediti già riconosciuti dallo Stato che debbono essere pagati, sono messi nei ruoli però i pagamenti avvengono quando lo Stato dispone di liquidità per 120 miliardi che prevediamo di incassare entro l’anno.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dipendenti da che cosa?

PASQUALE MUSCO: i crediti erariali per anticipazioni di imposta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè può spiegare il meccanismo?

PASQUALE MUSCO: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè che nesso c’è tra questi crediti e la transazione.

PASQUALE MUSCO: e perché questi erano crediti precedenti alla transazione che dovevano essere incassati da S.G.R., nel momento in cui noi non li abbiamo ceduti sono crediti che sono rimasti a noi, dobbiamo partire dal presupposto che se fosse rimasto valido l’Atto Quadro e fosse stato eseguito veniva meno la funzione del Liquidatore perché doveva solo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo.

PASQUALE MUSCO: ...effettuare il riparto ma non operare in liquidazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci è perfettamente chiaro, completiamo questa analisi, quindi abbiamo visto questi già due tipi di cespiti, crediti erariali...

PASQUALE MUSCO: un ulteriore credito di 28 miliardi e otto, circa 29 miliardi verso la Regione Puglia sempre per un credito promesso in cessione e poi non ceduto, è rimasto a noi e lo stiamo incassando con rate semestrali di un miliardo al mese, all’anno pardon.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): un miliardo all’anno?

PASQUALE MUSCO: un miliardo all’anno sì, questi sono i benefici diretti, poi ci sono benefici indiretti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): senta scusi i crediti M.A.F....

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ci arriviamo.

PASQUALE MUSCO: ecco ne stavo parlando...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PASQUALE MUSCO: poi ci sono i benefici indiretti, c’è una massa di crediti che noi abbiamo e che io ho inventariato e sono stati... hanno fatto parte di un tentativo di vendita attraverso degli esperimenti d’asta che abbiamo fatto che hanno un valore nominale di oltre 1.000 miliardi tra i quali c’è anche il credito verso l’ex M.A.F., ma che onestamente una valutazione realistica non è difficile come dire averla, un beneficio immediato, diretto della transazione quale è stata che essendo noi rientrati in possesso del credito verso il M.A.F. abbiamo potuto compensare un credito di 131 miliardi se non vado errato, centotrentuno o centotrentacinque che era già stato iscritto nel passivo del Concordato vantato dal Ministero dell’Agricoltura e che quindi doveva essere anche pagato, quindi con i due riparti avremmo dovuto pagare circa 52 miliardi come percentuale...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e questo è stata una...

PASQUALE MUSCO: e questo è stato compensato col maggior credito da noi vantato, la compensazione non è stata avanzata da noi, è stata chiesta dal Ministero e noi l’abbiamo accettata.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi il Ministero...

PASQUALE MUSCO: quindi un ulteriore beneficio...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...ha dato per buono il vostro credito?

PASQUALE MUSCO: ha accettato la compensazione, ha chiesto in sede di causa...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non se la sente di sbilanciarsi.

PASQUALE MUSCO: non è che mi sbilancio debbo dire la verità, quindi non è che...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora diciamo che il Ministero pur a rischio di compensare con un credito fasullo comunque ha accettato la... ha addirittura proposto la compensazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prendiamo atto che ha compensato, andiamo avanti, prego.

PASQUALE MUSCO: scusi perché fasullo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, non si preoccupi non... come non detto, andiamo avanti, abbiamo preso atto di questa compensazione poi?

PASQUALE MUSCO: poi esistono crediti verso i C.A.P., crediti verso le Regioni...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un attimo crediti verso i C.A.P. due parole forse è il caso di spenderle.

PASQUALE MUSCO: guardi c’è un inventario, non ho l’inventario dietro se vuole gliene faccio avere copia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, diciamo se rendessero zero, nel senso che dai C.A.P. non si recuperasse neppure una lira del capitale in termini fiscali quanto recupero di I.V.A. ci sarebbe?

PASQUALE MUSCO: innanzitutto bisogna vedere da che cosa nascono i crediti, se nascono da fatture...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): da fatture.

PASQUALE MUSCO: se nascono da fatture la Procedura concorsuale non penso che possa richiedere il rimborso dell’I.V.A.   . Questo è un problema da sottoporre al Ministro delle Finanze, mentre l’impresa può chiedere il rimborso a... in presenza di un credito insoluto, a seguito di fallimento, può chiedere il rimborso dell’I.V.A. e emettere una nota di debito o di credito, la Procedura concorsuale non è soggetto che può operare in questo senso, quindi è un falso problema che è stato portato avanti questo dell’I.V.A..

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa, ma Federconsorzi può chiederlo allora autonomamente?

PASQUALE MUSCO: Federconsorzi non può chiedere perché ha perso la disponibilità del credito, anche perché Federconsorzi è rimasta semplicemente una legittimazione passiva e basta.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma c’è un Commissario Governativo comunque.

PASQUALE MUSCO: il Commissario Governativo ha funzioni semplicemente liquidatorie, anzi ha altre funzioni che gli dà il Decreto di nomina che interessa forse marginalmente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma è stata sciolta Federconsorzi?

PASQUALE MUSCO: prego?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è stata sciolta Federconsorzi?

PASQUALE MUSCO: certo per Decreto Legge, con Decreto Legislativo, no, con Legge, pardon.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi lei ritiene che questo credito, questa I.V.A. anticipata non sia rimborsabile ai creditori.

PASQUALE MUSCO: ritengo che non possa essere recuperata.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): però vale la pena forse chiederla?

PASQUALE MUSCO: questo è un problema... bisogna vedere qual è il credito che noi vantiamo nei confronti dei Consorzi, esatto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un’altra voce, e ci sono trasferimenti di incassi da parte della Custodia Giudiziale?

PASQUALE MUSCO: e quelli sono quelli che noi abbiamo in ca... perché quelli sono inclusi nei quarantuno... quando io ho detto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nell’elenco che già abbiamo fatto ...(incomprensibile).

PASQUALE MUSCO: 48 miliardi, 42 miliardi sono inclusi circa 17 miliardi che il Custode Giudiziario aveva incassato sui beni sotto sequestro e li ha, caducato il sequestro, restituiti a ...(incomprensibile).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ed altri incassi autonomi nella Procedura?

PASQUALE MUSCO: certo, ce ne sono altri, ma che stanno...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): oltre questi che ha elencato.

PASQUALE MUSCO: cioè avvengono, abbiamo fatto delle transazioni per altri crediti, stiamo incassando da alcuni Consorzi Agrari che hanno chiesto il Concordato fallimentare alcune somme...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quantifichiamo.

PASQUALE MUSCO: ...che sono somme modeste, ma nell’ordine di centinaia di milioni.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, quindi sarebbero...

PASQUALE MUSCO: quindi tutto questo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...centoventi, cento...

PASQUALE MUSCO: ...tutto questo nasce...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...due e cinquanta, stiamo nell’ordine di 3, 400 miliardi insomma.

PASQUALE MUSCO: grossomodo sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta...

PASQUALE MUSCO: salvo tutto quello che si può realizzare poi i crediti M.A.F. eccetera.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e le spese di procedura a quanto ammontano?

PASQUALE MUSCO: queste?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le spese di procedura.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): alla data odierna, se ce lo sa dire.

PASQUALE MUSCO: alla data odierna non ce l’ho aggiornate.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma non siamo così pignoli.

PASQUALE MUSCO: dunque, guardi, io ho una somma di circa 85 miliardi di spese di procedura, per spese di procedura che cosa si intende però? Spese legali...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): tutto.

PASQUALE MUSCO: ...tutte le spese di amministrazione, perché io ho due voci che le posso dare per dirle quanto è ingente il costo della liquidazione e quanto è importante che la liquidazione accorci i suoi tempi, accorci la vita della... nel completare questa fase della stessa liquidazione, perché il tentativo di recuperare somme più consistenti in tempi più lunghi è un tentativo perdente perché porta per i costi che sostiene la liquidazione a non dare... a nessun beneficio a favore dei creditori, quindi diciamo che un tentativo di recupero meticoloso e puntiglioso non è a vantaggio dei creditori, è a vantaggio dei professionisti, delle strutture, dei legali e di quant’altro gioca, ruota attorno...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): a proposito di quest’argomento ed è l’ultima domanda, torniamo al discorso di prima dei crediti così non trasferiti immediatamente ma lasciati in gestione al Concordato, alla liquidazione come vuole, ma le spese legali per esempio...

PASQUALE MUSCO: le stesse?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le spese legali o le spese comunque amministrative per la gestione di questi crediti su quale bilancio gravano?

PASQUALE MUSCO: gravano sulle spalle dei creditori perché sono soldi che vanno in meno ai creditori, non c’è un bilancio qui, qui non si fa un bilancio, qui bisogna ragionare in termini concreti sono a scapito dei creditori, certo se io il recupero del credito... col recupero del credito ho un beneficio allora va a vantaggio dei creditori.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, allora forse non so se lei ha capito la domanda.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non credo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): forse non mi sono spiegato perché altrimenti non sarebbe stato così categorico.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non sappiamo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, dicevamo prima tra il ’93 e il ’97 ossia tra l’Atto Quadro e il sequestro preventivo.

PASQUALE MUSCO: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): allora, c’erano una massa di crediti che nonostante che l’Atto Quadro dal ’93 dicesse: “Vanno trasferiti a S.G.R.” a S.G.R. non venivano trasferiti e se non sono stati trasferiti fino a quel momento chiaramente non è che poi è dipeso dal sequestro preventivo il loro mancato trasferimento...

PASQUALE MUSCO: no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...e quindi ci sarà stata una ragione più strutturale?

PASQUALE MUSCO: certo e l’abbiamo spiegata questa.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): anche se poi è diventato praticamente impossibile farlo, allora l’abbiamo spiegata, io dico in questo periodo di tre anni questi crediti non trasferiti a S.G.R. necessitavano di un’amministrazione, di una gestione, di un’attività di recupero che svolgeva naturalmente Federconsorzi che era ancora titolare...

PASQUALE MUSCO: certo, certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le spese relative all’amministrazione, alla custodia, alla gestione, le spese legali, su quale bilancio gravava, bilancio tra virgolette.

PASQUALE MUSCO: è stato chiarissimo adesso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quello di Federconsorzi, della Procedura o di S.G.R.?

PASQUALE MUSCO: è stato chiarissimo adesso, mi rifaccio all’Atto Quadro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei si rifà all’Atto Quadro.

PASQUALE MUSCO: l’Atto Quadro è la cornice, è la stella polare alla quale noi dobbiamo fare riferimento, fin quando non è intervenuta la transazione, perché un contratto, è un contratto esistente e valido, un contratto con delle clausole poi può essere classificato più o meno in un modo o nell’altro, però è un impegno, l’Atto Quadro prevedeva che, dal momento della stipula le gestione era a carico di S.G.R., per cui tutti i costi se sostenuti dalla Liquidazione, diciamo, quando poi venivano conteggiate le rate di pagamento, da parte di S.G.R. venivano caricate a S.G.R..

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è sicuro di questo, eh?

PASQUALE MUSCO: sì, certissimo. Le aggiungo che nel momento in cui invece è stata fatta la transazione e si è capovolta la situazione, quindi i crediti non sono stati più trasferiti, per quei crediti non più trasferiti il costo di gestione è rimasto a carico della liquidazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...(incomprensibile) va bene, penso di aver terminato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili hanno domande? prego, Avvocato De Priamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Avvocato De Priamo per alcune Parti Civili. Dottor Musco le chiedo questo riassuntivamente e traendo le conclusioni di quello che lei ha detto sinora; per quello che riguarda, ecco, l’Atto Quadro, volevo dire questo intanto, l’Atto Quadro lei ha detto, dice: “Noi chiaramente fino a che non è non intervenuta la transazione il nostro – diciamo – punto di riferimento era l’Atto Quadro”, però se non sbaglio, mi corregga se sbaglio, qualche mese prima che intervenisse la transazione appunto, l’Atto Quadro era stato... il Giudice Norelli su richiesta del Liquidatore giudiziale in persone dell’Avvocato Caiafa ovviamente su suo conforme parere, aveva appunto autorizzato il Dottor Norelli come Giudice Delegato, aveva autorizzato l’Avvocato Caiafa ad adire il Collegio arbitrale per far dichiarare la nullità inefficacia e/o annullabilità dell’Atto Quadro.

PASQUALE MUSCO: certo, è vero.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi voi lo avevate valutato come un atto tanto, diciamo, così come un atto da rispettare fino ad un certo punto, se avevate chiesto di dichiararlo nullo.

PASQUALE MUSCO: dunque, faccio un breve distinguo, ho dato parere favorevole all’inizio dell’azione per verificare se questo benedetto Atto Quadro fosse più o meno valido.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ma c’era stato un parere...

PASQUALE MUSCO: c’era stato un parere per la verità anche del Professor Denova e del Professor Gabrielli, che concludevano con una nullità dell’atto... con un vizio di nullità dell’Atto Quadro.

C’era stato un precedente parere del Professor Schlessinger, concludeva con una validità dell’Atto Quadro e una parziale nullità di alcuni aspetti marginali eccetera; quindi noi ci troviamo di fronte a pareri, non ci troviamo di fronte ad una, ad un giudicato; quindi fin quando non c’è un giudicato l’atto è quello...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): d’accordo con lei, però quello che voglio dire io è che la posizione della Procedura, e questo è detto molto bene nelle premesse dell’atto di transazione, era stata quella... era diciamo così, appunto manifestatasi attraverso quei provvedimenti formali anche del Giudice Delegato, quella di tendere, anche perché in un ulteriore giudizio, questo sempre nelle premesse dell’atto di transazione, nel costituirsi la... e quindi in questo caso attraverso un atto giudiziale vero e proprio, nel costituirsi in giudizio la Liquidazione aveva chiesto in subordine che il Giudice dichiarasse o comunque accertasse incidentalmente la nullità e l’inefficacia dell’Atto Quadro.

Quindi, questa nullità diciamo così era stata proclamata dalla liquidazione sia attraverso l’autorizzazione da dire il Collegio arbitrale, sia nel costituirsi in giudizio, se pur appunto facendo valere incidentalmente quindi anche sotto... formalmente in sede giudiziale.

Quindi c’era da parte della liquidazione anche come posizione ufficiale una contestazione della validità dell’Atto Quadro, credo che sia ...(incomprensibile).

PASQUALE MUSCO: da parta della liquidazione, io facevo e faccio il Commissario Giudiziale e quindi ho funzioni di sorveglianza, non ho funzioni di gestione, però da parte della liquidazione ci poteva essere un tentativo attraverso l’utilizzo di questa... dello strumento della nullità di riequilibrare un pochino la posizione, di ristorare in maniera migliore i creditori che, in base agli accordi iniziali dovevano essere pagati entro quarantotto mesi e invece erano trascorsi quattro anni e non erano stati pagati.

Quindi allora attraverso questo strumento si è cercato di migliorare la percentuale dei creditori con la finalità ultima di arrivare poi ad una transazione.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi di dare ai creditori qualcosa e diciamo parecchio di più di quello che gli sarebbe spettato da una rigida applicazione dell’Atto Quadro.

PASQUALE MUSCO: certo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): giusto?

PASQUALE MUSCO: sì, le previsioni dell’Atto Quadro davano il 35 per cento.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e quindi non si sarebbe raggiunto il 40 per cento?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): matematico.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): matematicamente, non... si sarebbe rimasti...

PASQUALE MUSCO: le previsioni già a priori c’erano i calcoli si prevedeva che con il realizzo della... con la vendita in blocco a S.G.R. si veniva a pagare circa il 35 per cento ai creditori chirografari.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): poi lei molto diffusamente ha spiegato con dati alla mano che, diciamo, la stipula della transazione e quindi la riduzione della portata dell’Atto Quadro, perché di fatto la transazione ha comportato una riduzione della portata dell’Atto Quadro, nel senso che ha fatto rientrare, come diceva lei, alla Liquidazione dei beni che se l’Atto Quadro fosse stato applicato dovevano andare ad S.G.R. e non si discuteva.

PASQUALE MUSCO: esatto.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ecco, quindi la transazione e solo la transazione ha portato, per appunto i numeri riassuntivamente, che poi lei ha più analiticamente descritto...

PASQUALE MUSCO: certo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...400 miliardi sicuri più tutto quello che si potrà realizzare...

PASQUALE MUSCO: diciamo, sicuri, diciamo è una ipotesi, noi abbiamo incassato, abbiamo... sicuri le posso dire 191 miliardi, poi abbiamo una ipotesi di realizzo che riguarda tutti i crediti che sono rimasti a noi e noi inizialmente speravamo di realizzare pure altri 600 miliardi cosa che poi si è dimostrata non praticabile, ma siamo ancora nel campo delle ipotesi, non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi Avvocato De Priamo; ha influito in questo calcolo la valutazione, i criteri di valutazione dei crediti privilegiati? Sono intervenute delle modifiche nel computo dei crediti privilegiati?

PASQUALE MUSCO: assolutamente no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perché di questo ci aveva parlato il Dottor Norelli, che aveva.. c’era stato un problema anche relativo alla considerazione come privilegiati o meno di certi crediti che sono passati da...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): anche l’Avvocato Caiafa, eh.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, anche Caiafa.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Caiafa più che Norelli.

PASQUALE MUSCO: sì, conosco, conosco il problema; sono stati pagati come creditori privilegiati i creditori per I.V.A., quando non si è trovato il bene su cui cadeva, su cui era stata pagata l’I.V.A..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PASQUALE MUSCO: quindi diciamo che doveva essere il credito degradato in chirografo, invece sono stati pagati; si tratta di circa 15, 18 miliardi, questo è il tutto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): soltanto questo importo.

PASQUALE MUSCO: sì, sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): perché veramente l’Avvocato Caiafa aveva detto una cosa diversa.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto. 

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): che questi crediti erano stati declassificati da privilegiati in chirografi che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...che vi era stata impugnazione da parte dei creditori e che in realtà poi la giurisprudenza attuale della...

PASQUALE MUSCO: no, no la giurisprudenza guardi è pacifica, tutta la giurisprudenza di legittimità dice che trattandosi di privilegio speciale che cade sul bene, se non viene acquisito il bene nell’inventario del Commissario Giudiziale il credito si degrada in chirografo...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): nel fallimento sì, è così.

PASQUALE MUSCO: no, questo nel... c’è una differenza enorme, nel Concordato se non c’è il bene si degrada in chirografo, se invece nel Concordato c’è il bene e lei realizza...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): rimane privilegiato.

PASQUALE MUSCO: ...cento lire, di fronte ad un privilegio di un miliardo, lei deve pagare un miliardo; nel fallimento è opposto lei realizza il bene cento lire, paga cento lire su un miliardo, c’è una differenza rilevante tra...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, sì, questo infatti, è esattamente quello che...

PASQUALE MUSCO: ...regime fallimentare e regime concordato.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): esatto, che la giurisprudenza distingue nettamente per...

PASQUALE MUSCO: no, no, qui è norma specifica in ogni caso.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): esatto.

PASQUALE MUSCO: interpretazione di norma.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): benissimo quindi al di là... quindi superando questo problema della declassificazione del credito, dico però tornando la discorso della transazione, la transazione ha comportato sicuramente un... e questo lei nella sua relazione, qui a pagina sei, le parlo della relazione del ’99, esattamente quella... perché ne ha fatte tante chiaramente, quella del 3 febbraio, poi depositata il 12 febbraio...

PASQUALE MUSCO: no, che dicevo?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): cosa?

PASQUALE MUSCO: che dicevo?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): le leggo... lei infatti qui diceva: “Gli effetti della transazione – a pagina sei – con S.G.R. S.p.A. hanno reso alla liquidazione la disponibilità di ulteriori attività da monetizzare – quindi ovviamente si tratta di una previsione – per un importo valutabile tra i 1.000 e 1.200 miliardi”.

PASQUALE MUSCO: esatto.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): poi lei ci dice: “Forse era troppo ottimista”.

PASQUALE MUSCO: esatto.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): però comunque certamente 200 miliardi circa già realizzati...

PASQUALE MUSCO: certo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e altri da realizzare.

La domanda che le faccio io è questa: nell’ipotesi in cui l’Atto Quadro fosse stato tempestivamente e integralmente eseguito, queste attività non sarebbero mai entrate.

PASQUALE MUSCO: avrebbero avuto lo stesso effetto a mio avviso, e le spiego perché: la previsione dell’Atto Quadro era quella di pagare i creditori chirografari entro quarantotto mesi, quindi in due anni, no entro... in quattro anni insomma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quattro...

PASQUALE MUSCO: in quattro anni; nel momento in cui veniva... se fossero stati pagati nei tempi stabiliti i creditori avrebbero avuto una ristorazione congrua nel periodo giusto; se non li paga lei e li paga dopo dieci anni, è inutile che gli dai il 20 per cento in più, perché a valori attuali è sempre quella la somma.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): però non sarebbero arrivati al 40 per cento, secondo quello che ci ha detto lei?

PASQUALE MUSCO: ma il 35 per cento dato nel ’93, ’94 valeva molto di più del 50 per cento dato nel 2005.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, questo è                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      ...(incomprensibile) però era comunque sotto la soglia legale del...

PASQUALE MUSCO: non è un problema numerico, era un problema di valore di moneta.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): era comunque sotto la soglia legale del 40 per ceto prevista dalla legge...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, Avvocato...

PASQUALE MUSCO: questo è un dato, un dato statistico.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): anche perché è una valutazione che dovremo fare in altra sede, prego.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): questo è chiarissimo; bene io non ho altre domande, la ringrazio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti Civili?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): posso...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): scusi Pubblico Ministero completiamo le Parti Civili.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): Dottor Musco, nella stessa relazione che ha prima ricordato il collega De Priamo, lei fa una valutazione precisa sulla... lei dice che da queste somme, l’attività da monetizzare per un importo valutabile come abbiamo visto prima veniva così riqualificata la funzione del Liquidatore dei beni, che era stata intenzionalmente ignorata dalla Sentenza di omologa sul noto presupposto che la cessione di massa dei beni può essere eseguita da un soggetto qualsiasi, cosa intende dire qui lei? Intende dire che sostanzialmente questo Concordato fino a quando non è stato nominato nel dicembre del ’95 un Liquidatore vero e proprio nella persona del Professor Cataudella non era un Concordato con Liquidatore, cioè non c’era il Liquidatore?

PASQUALE MUSCO: no, la interpretazione autentica...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): “E’ stata perorata la funzione di Liquidatore”, cosa vuol dire? Queste sono parole testuali.

PASQUALE MUSCO: la interpretazione autentica di quello che ho scritto, siccome subito dopo la Sentenza, il Tribunale ha autorizzato la vendita in blocco dei beni, non ha nominato un Liquidatore, perché si trattava semplicemente di compiere un atto... di compiere gli atti esecutivi per i quali aveva delegato la società debitrice a compiere gli atti esecutivi. Quindi non aveva... non c’era necessità di un Liquidatore, nel momento in cui i beni ritornano alla liquidazione per transazione o per altro, necessita che ci sia qualcuno che li venda, il Commissario non ha poteri di gestione, quindi non può vendere, deve essere nominato qualcuno e il Tribunale ha nominato il Liquidatore, questa è l’interpretazione autentica e logica.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ma i beni che sono tornati, è chiaro che la vendita in blocco non c’è stata, il Liquidatore viene nominato alla fine del ’95, l’Atto Quadro è del ’93.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato andiamo avanti...

PASQUALE MUSCO: lei non può fare un processo alle intenzioni al Tribunale.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...(incomprensibile) il tema è chiaro, la domanda non è ammissibile, andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): no, io solo questo volevo chiedere.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): niente altro.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Paola.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Dottor Musco, vorrei tornare un passo indietro, in alcune dichiarazioni che lei ha fatto, alcune risposte anzi, che lei ha dato a domanda del Pubblico Ministero.

Ecco, ci può dire intanto per quanto riguarda il problema dei crediti verso i C.A.P., crediti verso i Consorzi Agrari. Ecco, lei per caso ha controllato quale è stato appunto il valore di cessione ad S.G.R. per tali crediti?

PASQUALE MUSCO: allo stato non le saprei dire insomma, ecco. Non ho funzioni di gestione io, quindi...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, le chiedo solo se...

PASQUALE MUSCO: se una...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): le chiedo solo se ha controllato.

PASQUALE MUSCO: cosa?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): le risulta in qualche modo?

PASQUALE MUSCO: la cessione, che cosa?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì, quale è stato appunto il valore di cessione ad S.G.R. per tali crediti.

PASQUALE MUSCO: no, assolutamente, gli atti esecutivi non li conosco affatto, perché sono avvenuti prima, tra le altre cose poi li ho raccolti perché, per inciso, era stato eccepito in sede di Commissione Parlamentare, che erano state evase delle imposte nel trasferimento dei beni, e io mi feci carico di inviare tutti gli atti esecutivi alla Commissione Parlamentare sui quali atti esecutivi c’è lo stampiglio del Notaio in cui risultano pagati circa 110 miliardi di imposte, però non ho fatto mai, non ho mai controllato il merito sugli atti compiuti prima della mia nomina, insomma, non c’era ragione.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ha seguito per caso la vicenda del C.A.P. di Reggio Emilia, dei crediti pagati dal C.A.P. di Reggio Emilia?

PASQUALE MUSCO: no, no, no, questo lo può chiedere al Liquidatore.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): invece alcune valutazioni sul parere da lei, appunto reso in merito alla circostanza che non sussistesse un danno per i creditori in relazione a questa vicenda, cosa che ha portato appunto a ritenere non utile comunque alla costituzione di Parte Civile.

PASQUALE MUSCO: non funzionale, non necessaria...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): non funzionale, non necessaria, esatto.

Io più che altro vorrei capire come si è arrivati appunto a questo tipo di valutazione, cioè quali sono in sostanza gli elementi fattuali da lei considerati per arrivare a questa valutazione.

PASQUALE MUSCO: guardi, io ho detto all’inizio che lascerò la mia relazione agli atti in maniera che poi se il Presidente ritiene possa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ce l’ha con sé, ce l’ha con sé la relazione?

PASQUALE MUSCO: ce l’ho qui, sì, e l’ho analizzata in circa trenta pagine, mi sembra... rileggerla tutta adesso no, quindi..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non è il caso.

PASQUALE MUSCO: ...mi rifaccio alla relazione che potrà trovare agli atti se il Presidente ritiene di acquisirla.

Le due relazioni.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): abbiamo l’acquisizione già come avevo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, l’acquisiamo senz’altro, perché del resto è ad integrazione della deposizione, è fondamentale.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, ma voglio dire, io qui leggo, a pagina due, della sua relazione, che: “Lo scrivente Commissario Giudiziale in una propria precedente relazione aveva considerato contraddittoria la costruzione logico giuridica posta a base della richiesta di rinvio a giudizio, e conseguentemente aveva ritenuto di rinviare ogni ulteriore valutazione all’esito della pronuncia del G.I.P.”... PASQUALE MUSCO: del G.U.P..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

PASQUALE MUSCO: no del G.I.P..

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO):  ora... allora, dice: “Gli accertamenti svolti nel corso dell’indagine e dell’udienza preliminare hanno aggiunto poco a quanto contenuto nella requisitoria dell’ufficio del Pubblico Ministero. Sarà pertanto la fase dibattimentale secondo la nuova norma costituzionale sul giusto ...(incomprensibile) il momento deputato alla formazione della prova”. Ma le chiedo, appunto, il fatto che ci fosse stata una, come dire, successiva delibazione sulla fondatezza, certo da verificare della ipotesi accusatoria da parte dell’organo terzo, del Giudice dell’udienza preliminare, non ha rilevato ai fini della sua valutazione, per quale motivo, cosa... non... mi vuole spiegare questa cosa del giusto processo, cioè...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, non credo sia questo il passaggio cruciale della...

PASQUALE MUSCO: penso che troverà tutto analizzato poi nella relazione, potrei accennare a qualche elemento, ma mi sembra superfluo in questo momento, poi come ritiene il Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, non certo questo, voglio dire, poi i passaggi ovviamente sulla valutazione, sulla... se sussisteva o meno un danno secondo le sue valutazioni, ma certo, non certo questo passaggio che non è dirimente, ecco.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): non è dirimente, certo.

Ci sono invece ampi stralci della relazione degli atti derivanti dalla Commissione di inchiesta bicamerale, di inchiesta sulla questione Federconsorzi? Cioè quindi mi pare di capire, mi corregga se sbaglio: è stata in sostanza la valutazione della Commissione di Inchiesta che lei in sostanza ha assunto, come dire, a conforto del suo parere?

PASQUALE MUSCO: assolutamente no, è una mia convinzione che lei troverà, se legge attentamente la mia relazione spiegata in tutte le trenta pagine.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, poi perché appunto..

PASQUALE MUSCO: che poi abbia utilizzato anche le conclusioni o qualche passaggio della Commissione Parlamentare l’ho utilizzata ad adiuvandum al mio convincimento, non al convincimento, non al convincimento della Commissione.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): c’è un passaggio, Dottor Musco, che si riferisce invece all’Atto Quadro, laddove in sostanza dice che...

PASQUALE MUSCO: pagina?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): a pagina 19, pagina 19, il punto A.

PASQUALE MUSCO: nella riforma e formulazione del testo dell’Atto Quadro rispetto alle condizioni poste dal Tribunale con il Decreto 20, 22 luglio ’93.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ma voglio dire, i Magistrati che sono venuti qui a deporre hanno tutti quanti confermato invece una direi piena adesione dell’Atto Quadro a questi provvedimenti, su quali presupposti lei invece individua questa difformità?

PASQUALE MUSCO: mi sembra che lo abbia indicato qui io, se legge di deve essere, però lo riepilogo brevissimamente.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì, grazie.

PASQUALE MUSCO: il Decreto che autorizzava la firma dell’Atto Quadro prevede... una delle tante cose che prevedeva era quella che il Commissario indicasse d’accordo con la società, i tempi e le modalità di esecuzione dell’Atto Quadro.

Invece nell’Atto Quadro è stato scritto che era la società acquirente a stabilire questi tempi, quindi c’era una difformità rilevante tra il provvedimento autorizzativo alla firma dell’Atto Quadro e la stesura dell’Atto Quadro. Questo era un elemento caso mai che poteva rendere non nullo, ma come dire annullabile, viziato l’Atto Quadro.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): invece, appunto nessuna valutazione la colpisce in merito alla indeterminatezza dell’Atto Quadro?

PASQUALE MUSCO: no, assolutamente, nella... è l’ha trattato il Professor Schlessinger questo aspetto.

E molto chiaramente c’è il parere, almeno se andiamo a richiamare i pareri uno richiama i pareri che ritiene più condivisibili.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per quanto riguarda invece i passaggi che portarono appunto alla stipula della transazione, ecco, ci vuole riferire quanto di sua conoscenza? Come... per quanto riguarda per esempio il profilo della cessione delle cambiali, degli 800 miliardi di cambiali che erano stati per esempio riconosciuti dal Tribunale del Riesame di Perugia come non portati in contabilità e quindi... di cui non era possibile la cessione per esempio, come mai invece la transazione...

PASQUALE MUSCO: sull’argomento ritengo che... la Liquidazione abbia fatto fare delle perizie sulla base delle quali sono emersi determinati fatti.

La Liquidazione ha ritenuto, parlo della Liquidazione, ha ritenuto che si trattasse di cambiali che garantivano crediti già esistenti in contabilità e quindi sostanzialmente crediti già ceduti; l’esistenza di queste cambiali tra le altre cose prescritte ai fini non solo dell’azione penale, ma anche del recupero stesso, erano un surrogato dei crediti portati in contabilità, questa è la conclusione a cui perviene il perito della Liquidazione nell’ambito del Concordato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): mi scusi, ma chi era il perito ai tempi della Liquidazione?

PASQUALE MUSCO: adesso non mi ricordo il nome, non glielo so dire.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): perché a noi risulta invece che all’epoca in cui ci fu la transazione non vi fosse stato ancora il deposito del parere, condivisibile o meno, poi nelle conclusioni...

PASQUALE MUSCO: questo non glielo so dire, questi sono atti... PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...del perito...

PASQUALE MUSCO: deve chiedere al Liquidatore, cioè io...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): del perito cui il Liquidatore ne ha chiesto il parere.

PASQUALE MUSCO: gli atti di gestione purtroppo non sono nella mia competenza, né io li posso seguire, perché sennò diventerei un duplicato del Liquidatore.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): no, siccome, appunto dottore, lei parlava prima di una perizia che avrebbe... della liquidazione...

PASQUALE MUSCO: sì, siccome quando sono sorti i problemi su questa...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): le dissero che c’era stata una perizia?

PASQUALE MUSCO: c’è stato un accertamento, poi può darsi... io...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quale era questo accertamento?

PASQUALE MUSCO: ...so di due accertamenti, uno attraverso una perizia, che probabilmente è venuta dopo, e una attraverso una informativa fatta al momento della... molto molto tempo prima della...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): che informativa?

PASQUALE MUSCO: prego?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): che informativa, Dottore?

PASQUALE MUSCO: l’informativa di un Consulente nominato dal Giudice.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): e chi era questo Consulente?
PASQUALE MUSCO: non lo so, bisogna vedere agli atti della Procedura.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): siccome non risulta, appunto...

PASQUALE MUSCO: come... sono dati che non le posso fornire io, cioè se voi li chiedete alla Liquidazione, la Liquidazione vi dovrà fornire tutti questi dati.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ascolti, invece ci può riassume i fatti che hanno portato, come dire, all’avvicendarsi di vari Liquidatori? Abbiamo due successive dimissioni, una prima dimissione dell’Avvocato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, no...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): tra l’altro il teste...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la stoppo subito, per due motivi.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): primo: questo tema in sede di controesame è assolutamente fuori quadro; secondo punto: il tema comunque con questo teste è già di per sé irrilevante, lui è un Commissario Giudiziale, non deve giudicare l’avvicendarsi dei Liquidatori. Andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Presidente, non ho altre domande allora.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego, altre Parti Civili? Prego.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): una sola semplice domanda; volevo un chiarimento relativamente... seguendo un po’ il ragionamento che aveva svolto il collega De Priamo.

Quindi lei... con l’atto di transazione vengono diciamo portati alla Liquidazione una serie di altri beni e quindi che possono...

PASQUALE MUSCO: ritornano alla Liquidazione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...ritornano, esatto, ritornano alla Liquidazione, soddisfatti... già, diciamo già raggiunto l’importo di 2.150 miliardi, fino alla vendite svolte fino ad un certo periodo, giusto?

Ora, per quanto riguarda invece i beni che sono stati oggetto di sequestro.

PASQUALE MUSCO: sì.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ora, in questo caso se volessimo fare un’altra determinazione anche il sequestro quindi ha rappresentato un ulteriore patrimonio che comunque è stato, diciamo... è a parte rispetto a questa, alle determinazioni... ai 2.150 miliardi di determinazioni delle vendite il sequestro...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quale sequestro, Avvocato, mi perdoni?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): scusi, per precisazione, il sequestro svolto dalla Procura della Repubblica...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sequestro tuttora pendente?

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): sì, esattamente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma sono beni che sono stati sequestrati ad S.G.R. però.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): esatto, la questione... quelli non erano ancora stati oggetto di vendita, erano di...

PASQUALE MUSCO: no, quelli sono stati già oggetto di vendita a S.G.R. e quindi noi diciamo...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): esatto.

PASQUALE MUSCO: sono rimasti a S.G.R..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sono beni in sequestro in capo a S.G.R. però.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): in capo a S.G.R., esatto; quindi questi... su questa parte della transazione, io... su questa, di questa parte della transazione quelli sono... rimarranno...

PASQUALE MUSCO: intoccabili.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ...intoccabili per la...

PASQUALE MUSCO: l’accordo li considera intoccabili.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): per la liquidazione...

PASQUALE MUSCO: per la liquidazione sono stati considerati intoccabili, quello che era stato ceduto non torna indietro, quello che non era stato ceduto rimane alla Liquidazione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): ho capito, quindi lei ha detto che...

PASQUALE MUSCO: questa è la filosofia della transazione.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): esatto, lei ha detto che il provvedimento di sequestro poi è stato uno dei motivi dell’oggetto della...

PASQUALE MUSCO: certo, perché il provvedimento di sequestro non ha toccato solo i beni in capo a S.G.R., ma anche i beni che erano rimasti nella nostra disponibilità e che noi ritenevamo di dover gestire noi, perché non volevamo più riversarli ad S.G.R. insomma, ecco.

Tanto per fare un esempio, anche se può essere antipatico dirlo: il sequestro dei beni che sono rimasti alla Liquidazione, siccome ha comportato la nomina di un Custode che ha svolto non attività di custodia, ma di gestione, ha prodotto una serie di costi rilevanti che sono stati a carico poi della Liquidazione.

Quindi, voglio dire, in un certo senso il sequestro, anche per fine di giustizia, avvenuto, quindi nessuno discute, ha portato un nocumento ai creditori, insomma, ecco.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): va bene, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Le Difese hanno domande? Avvocato Del Re.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): quale qualità riveste ancora, Dottore?

PASQUALE MUSCO: prego?

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): riveste ancora qualche qualità nell’ambito della liquidazione della Fedit?

PASQUALE MUSCO: continuo ad essere Commissario Giudiziale.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): come Commissario Giudiziale ha tentato in qualche modo di esitare, con questo brutto termine, i crediti in capo alla Fedit, ancora in capo alla Liquidazione? Ha tentato di cederli e di fare operazioni...

PASQUALE MUSCO: io non avrei potuto, il Liquidatore sì.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): il Liquidatore, ecco.

PASQUALE MUSCO: io non ho il potere di gestione.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): allora, è stato tentato dal Liquidatore di...

PASQUALE MUSCO: sì.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): è a conoscenza...

PASQUALE MUSCO: sì, non solo, perché ho dovuto esprimere anche dei pareri.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): certo.

PASQUALE MUSCO: il Liquidatore ha posto... ha creato, ha cercato le strade più diverse per concludere la Liquidazione.

Quali sono queste strade? Le più diverse.

Innanzitutto un contatto con le associazioni bancarie, l’A.B.I. e l’A.I.B.E., l’A.B.I., Associazione delle banche domestiche, l’A.I.B.E. delle banche estere, per vedere se avessero potuto fare un cartello, qualcosa per rilevare loro, sistema bancario, i crediti e quindi consentire alla Liquidazione di distribuire il ricavato ai creditori, e chiudere.

Non hanno acconsentito, anzi hanno... ci hanno allontanato, come si dice.

La seconda ipotesi...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): questo dunque... scusi, allora apro però una parentesi; la parte più rilevante erano i crediti M.A.F., i crediti...

PASQUALE MUSCO: la parte più significativa era il credito verso l’ex M.A.F..

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ecco, questi per capirci bene; quindi le banche tale credito hanno detto: “Per me è a zero”, tanto che non...

PASQUALE MUSCO: hanno criteri... beh, la difficoltà nasceva dal fatto che dovevano comprare, anche se a prezzo... dovevano comprare anche a prezzo ridotto questi crediti e poi portarlo in bilancio, crediti verso lo Stato ad un prezzo ridotto ritenevano che per i rapporti di immagine non era opportuno, perché i crediti verso lo Stato, se e in quanto esistono, si intende che debbano essere integralmente pagati.

Allora, siccome noi invece li dovevamo vendere ad un prezzo un po’ vile per liberarci completamente, loro non potevano fare questa operazione. Grossomodo questa era la giustificazione.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): questa è una delle prime... poi è stato fatto un secondo tentativo di esito, di esitazione, vero?

PASQUALE MUSCO: il secondo tentativo è stato un tentativo di cartolarizzazione.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ecco.

PASQUALE MUSCO: istituto nuovo nel nostro ordinamento, abbiamo tentato e quasi eravamo arrivati ad una conclusione per una operazione di cartolarizzazione, se non che le difficoltà che sono... che ci ha... che ha creato il Ministero delle Politiche Agricole in successi... quale successore dell’ex M.A.F., ha posto la... il nostro interlocutore, che era ...(incomprensibile) Paris Ba, che ci aveva fatto un offerta di circa 270 miliardi, a condizionare l’offerta stessa, per la cartolarizzazione, al verificarsi di certi eventi, e noi non potevamo fare una operazione condizionata, cioè non era un privato che poteva garantire per... dopo cinque anni di, eventualmente, se si fosse verificata la condizione, di restituire le somme, quindi noi volevamo un’offerta secca.

Questa offerta secca ci è stata fatta, però per un importo relativa... che noi abbiamo considerato modesto, di 120 miliardi, e noi abbiamo ritenuto di non coltivarla.

A questo punto abbiamo avuto un ulteriore contatto per la vendita, che sono comparsi... è comparso un gruppo di imprenditori, di assicuratori americani, con i quali abbiamo avuto un intenso rapporto, hanno operato una complessa ...(incomprensibile) di tutte le attività della Federconsorzi ed eravamo arrivati ad una conclusione quasi, diciamo, concreta, di un’offerta di 300 miliardi. Purtroppo l’operazione l’abbiamo chiusa il 28 luglio del 2001, il 17... l’11 settembre del 2001 c’è stato il disastro di New York, dove sono morti il 50 per cento dei funzionari di questi gruppi, che dovevano operare, quindi si vede che anche la Federconsorzi ha qualche cosa di malefico.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): tocchiamo ferro. Ma in altre parole, a parte se è intervenuta la mano del destino, in queste storie, non eravate arrivati ad una... ad una contrattualizzazione, ad una...

PASQUALE MUSCO: no, c’è una lettera con cui si manifestava l’impegno, che avrebbero fatto una offerta vincolata.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): c’era... non c’era ancora la lettera vincolante...

PASQUALE MUSCO: la vincola... la lettera vincolante non era ancora arrivata.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...ma c’era soltanto una lettera di impegno.

PASQUALE MUSCO: doveva arrivare con la ripresa dopo le ferie estive.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): voglio dire, non c’era...

PASQUALE MUSCO: non c’era, allo stato non c’era.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): c’era soltanto una lettera di buone intenzioni.

PASQUALE MUSCO: qualcosa in più.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): c’era... in altri termini allora, tanto per farla anche breve, attualmente questo coacervo di crediti di cui parte significativa è quella M.A.F., non ha avuto, nonostante la diligenza che lei ha dimostrato, con...

PASQUALE MUSCO: non io, il Liquidatore, il Liquidatore.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...insomma, gli operatori, diciamo, della... hanno mostrato, per il momento non ha avuto ...(incomprensibile).

PASQUALE MUSCO: no.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): quindi quei miliardi dell’epoca sono ancora, diciamo così...

PASQUALE MUSCO: sulla carta.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...non...

PASQUALE MUSCO: sulla carta.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): sulla carta, lei ha detto... ha usato la parola migliore.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma 135 li avete incassati.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): io mi auguro che qualche cosa si arrivi a realizzare, ma indubbiamente...

PASQUALE MUSCO: lo speriamo anche noi.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...certo, anche per poter chiudere, perché come ci ha spiegato ogni giorno che passa è un gravame forte per di più anche per tanti beni che non sono disponibili.

L’altro punto su cui volevo un chiarimento è questo: quando praticamente vi fu la transazione, quale fu il valore dei beni trattenuti dalla Liquidazione Federconsorzi secondo la valutazione del momento, dell’epoca? Cioè, al momento della transazione si disse: i beni trattenuti hanno un certo valore; quale?

PASQUALE MUSCO: è stato letto da un Avvocato di Parte Civile qualche momento fa una mia relazione, che quantificavo in 1100, 1200 miliardi il valore nominale...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): valore...

PASQUALE MUSCO: tenendo conto di un fatto, che il credito M.A.F. veniva capitalizzato con interessi convenzionali che ritenevamo applicabili, perché tali sono stati calcolati per esempio per gli stessi crediti dallo Stato ai Consorzi Agrari. Cioè, il...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ma dunque...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, faccia rispondere; ha finito la risposta?

PASQUALE MUSCO: sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): quindi invece questi andavano accantonati, questi interessi, perché non andavano...

PASQUALE MUSCO: era una posta in...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): era una posta...

PASQUALE MUSCO: ...in discussione.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): ...puramente nominale, nel senso che praticamente è in sofferenza più che in discussione, nel senso che era puramente...

PASQUALE MUSCO: ma...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): domando se...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda, attendiamo la domanda.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): era... la domanda, di accertamento un po’ meglio di questi interessi... se facevano... siccome era una rilevante parte...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci ha risposto, qual era il punto.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): l’altra è questa: la liquidazione, è vero che la liquidazione ha rinunciato al pagamento di 85 miliardi che erano il valore residuo convenzionale, quindi comunque i 200 miliardi composti anche da quegli interessi discutibili, in realtà non erano 200 miliardi ma bisognava tener conto degli 85 miliardi che la...

PASQUALE MUSCO: ...S.G.R. doveva alla liquidazione a saldo dell’Atto Quadro, sì.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): lei precede addirittura intelligentemente le mie precisazioni, che per la stanchezza...

PASQUALE MUSCO: sì, no, voglio dire questo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): spieghi, in quel... in quel dato, il dato fornito all’inizio, era inglobato anche lo scomputo...

PASQUALE MUSCO: no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...della somma, oppure va tolta?

PASQUALE MUSCO: no, va tolta; tenendo presente di un fatto, che c’era contestazione sul quantum, non eravamo d’accordo, perché doveva essere soggetta a una serie di revisioni, perché agli 85 miliardi si arrivava da parte di S.G.R., da parte della Liquidazione sapevo che si arrivava a una somma leggermente inferiore, intorno ai 58.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): non ci sono altre domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): domande della Difesa... grazie, Dottor Musco. Sulla produzione delle relazioni del Dottor Musco, le Parti? Il Tribunale acquisisce le relazioni del Dottor Musco, ad integrazione delle risposte fornite.

Sono tutte e due, Dottore?

PASQUALE MUSCO: sono due, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): benissimo, grazie.

PASQUALE MUSCO: posso firmare...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): queste sono copie, evidentemente.

PASQUALE MUSCO: sì, sono copie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le sottoscriva, “Sottoscritto in data odierna”, aggiunga.

PASQUALE MUSCO: metto sull’ultima pagina...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sull’ultima pagina: “Sottoscritto in data odierna, sono comunque conformi all’originale già depositato”.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): posso fare un’ultimissima domanda?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): aspetti, vediamo un po’...

Sono conformi, no, Dottore?

PASQUALE MUSCO: conformi all’originale depositato presso il Tribunale di Roma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, lei lo attesta.

L’ultima domanda del Pubblico Ministero, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): un’ultima cosa; se ha provato a proporre allo stato, o se comunque ha allo studio la possibilità di farlo, di compensare gli ulteriori debiti erariali con il recupero dell’I.V.A. sui crediti su fatture.

PASQUALE MUSCO: devo dire la verità, non ho capito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dunque, le richiama il Pubblico Ministero quella problematica dell’I.V.A. su fatture...

PASQUALE MUSCO: questo... la problematica dell’I.V.A., del recupero dell’I.V.A. sulle fatture.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, le chiede il Pubblico Ministero se si è mai pensato, se lei o qualcuno all’interno della Procedura ha mai pensato di porre in compensazione il residuo credito M.A.F. con questo credito per I.V.A. che potrebbe derivare da quelle partite lì...

PASQUALE MUSCO: non può essere...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, eventuali...

PASQUALE MUSCO: non può essere così perché sono due crediti, quindi non può essere...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, eventuali...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, nel senso che la partita si tratterebbe di vedere... esatto, a parte il fatto che c’è questo aspetto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, eventuali altri debiti erariali.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altri debiti erariali.

PASQUALE MUSCO: ci sono delle pretese da parte del Ministero dell’Agricoltura, che non sono state ancora... che non hanno un titolo esecutivo, debbono essere accertati, quindi di questi eventualmente poi... noi possiamo compensare crediti e debiti, non crediti e crediti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, certo, ma esistono dei debiti erariali a carico della Procedura, a carico di Federconsorzi?

PASQUALE MUSCO: no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no.

PASQUALE MUSCO: allo stato non esistono...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ci sono delle pretese...

PASQUALE MUSCO: ci sono delle pretese che non hanno avuto ancora una... un giudicato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, la... siccome lei prima aveva accennato al caso del... di 135 miliardi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma è un...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): di crediti M.A.F. opposti in compensazione, anzi, proposti dallo stesso Ministero...

PASQUALE MUSCO: certo.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...mi chiedevo se non potesse tentarsi... non ci si era pensato prima, evidentemente, ma qualora si prospettasse di nuovo, di opporre in compensazione non solo il credito M.A.F. ma anche eventuali crediti relativi al recupero dell’I.V.A..

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in quanto ci siano delle contropartite.

PASQUALE MUSCO: ehm... se noi non abbiamo dei debiti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, d’accordo...

PASQUALE MUSCO: ...non possiamo compensare dei crediti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in passato non si è prospettata questa...

PASQUALE MUSCO: no, no, no.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene; grazie, Dottore, si accomodi.

Il testimone viene licenziato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): a questo punto dobbiamo ancora sentire come testi il teste De Virgilis, la Difesa insiste?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): no.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIV. S.G.R. (AVV. DEL RE MICHELE): a De Virgilis rinunciamo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le altre Parti sulla rinuncia al teste De Virgilis?

Si prende atto del consenso delle Parti, si revoca l’ammissione, su richiesta della Difesa, del teste De Virgilis.

Sono esaurite le prove ammesse in limine; a questo punto chiedo alle Parti se vi siano ulteriori richieste istruttorie, ad integrazione, ex articolo 507. Si prende atto che non vi sono ulteriori richieste istruttorie... il Pubblico Ministero ha istanze?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io avevo una istanza di tipo... così, non propriamente procedurale, ossia di non chiudere comunque l’istruttoria dibattimentale oggi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma non si chiude l’istruttoria dibattimentale, non è... è impropria la formulazione...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene, insomma, di lasciare... siccome la discussione è a distanza di cinque mesi, di lasciare aperta la porta qualora in questi cinque mesi...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): questo è nelle cose.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...si verifichi... ecco, appunto, volevo assicurarmi di questo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): soltanto la chiusura della discussione può...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

PARTE CIVILE (DE PRIAMO FABIO): Presidente, solo questo, a parte alcuni elementi docume... documenti che ha l’Avvocato Paola e che illustrerà lui, io volevo al Tribunale... noi non abbiamo vere e proprie richieste ex articolo 507, rimettevamo alla valutazione del Tribunale se, in quanto vengono ritenuti rilevanti, perché l’argomento a nostro giudizio già stato abbastanza sviscerato, la opportunità o meno, appunto la valuterà il Tribunale, di sentire dei testi, eventualmente, ma non come ex 507 ma come testi de relato. Mi riferisco alla deposizione del signor Bertucci, ex dipendente Federconsorzi, teste della Parte Civile, relativamente alla vicenda che per altro poi ha comunque degli ulteriori riscontri sia testimoniali che documentali, relativa alla... appunto a quella fitta serie di incontri avuti nella fine dell’88 dal Professor Capaldo con i Presidenti dei Consorzi Agrari all’uopo convocati presso la sede Federconsorzi. Vicenda che a nostro avviso, ripeto, ha comunque avuto la sua... quindi un apporto probatorio, e che a nostro avviso è rilevante soprattutto nella valutazione dell’elemento doloso nella fattispecie contestata.

Volevo dire soltanto questo, nella sua deposizione il Ragionier Bertucci ha fatto riferimento ai nomi di taluni, dei principali, insomma, tre o quattro ne ha indicati, Direttori dei Consorzi Agrari, che furono appunto convocati e che vennero a colloquio; il fatto che vi siano stati questi colloqui poi è del tutto pacifico, per altro il Professor Capaldo nel corso del proprio esame li ha ricondotti a un suo interesse di carattere scientifico.

Qualora il Tribunale ritenesse utile, in ogni caso, approfondire da chi... perché ovviamente i testi che hanno deposto qui non partecipavano direttamente a questi colloqui, preparavano i report, come sappiamo, eccetera; qualora il Tribunale lo ritenga utile, appunto, potrà valutare l’ipotesi di sentire, uno o due chiaramente, non di più, di questi Direttori dei Consorzi Agrari che furono all’epoca convocati, per appunto conoscere da loro il contenuto specifico degli esami o interviste, o colloqui, come li vogliamo chiamare, condotti dal Professor Capaldo, sembra poi con la partecipazione anche dell’allora Direttore Generale Scotti e di altri dirigenti della Fedit... e... ...(incomprensibile). Quindi... perché la circostanza ripeto è acclarata, qualora si volesse approfondire, si ritenesse utile approfondire anche il contenuto, quindi su che cosa abbia poi vertito particolarmente l’indagine del Professor Capaldo, ecco, rimettiamo alla vostra valutazione, essendo testi de relato, quindi comunque, perché sono nomi che sono stati fatti durante l’esame in quanto il Bertucci disse: “Sì, queste persone mi riferivano dei colloqui, mi dicevano che  Capaldo gli chiedeva questo, questo, aspetti extracontabili, di bilancio, credito cambiario eccetera”. Qualora il Tribunale ritenesse utile sentirlo da chi direttamente partecipò a quei colloqui, siccome i nomi risultano appunto dalle trascrizioni, perché sono stati fatti, rimettiamo a voi la valutazione circa l’opportunità appunto eventualmente di sentire uno o due di questi Direttori di Consorzi Agrari Provinciali.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): istanze delle altre Parti Civili? Prego, Avvocato Paola, istanze?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dica quali sono, e mostriamoli alle altre Parti.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): chiede di produrli.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): chiedo, Presidente, che vengano acquisiti agli atti alcuni documenti, e specificamente: una nota informativa sul personale dipendente a firma dei Professori Pazzaglia e Picardi, una lettera trasmessa al Ministro Polibortone e per conoscenza all’Avvocato Lettera a firma del Giudice delegato Piccinini, una nota a firma dell’Avvocato Brancadoro, che appunto oggi pensavamo di sentire anche su questi fatti, che si riferisce sempre ai profili relativi al finanziamento di un ulteriore piano di incentivazione all’esodo, e vari altri documenti che sono nella sostanza una nota a firma del Professor D’Ercole dell’8 novembre ’94, e poi appunto alcuni documenti esplicativi in sostanza, direi, delle... esplicativi delle fattispecie risolutive dei rapporti di lavoro connessi e consequenziali ai fatti di cui trattiamo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ...(incomprensibile, voce fuori microfono).

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): sono dei... sulle... sono in sostanza in aggiunta a quelli che ho detto, anche dei quadri riassuntivi, dei...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): provenienti da dove?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): provenienti... sì, infatti... provenienti da Federconsorzi, provenienti da Federconsorzi e immagino siano da ricondurre a... sono a ricondurre al medesimo Avvocato Brancadoro, Sub Commissario Governativo, Avvocato Gianluca Brancadoro.

Li pongo a disposizione delle Parti.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ci sono altre istanze di richieste...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, io non ho una istanza, in realtà, signor Presidente, volevo solo far presente che io mi riservo, spero che lei mi possa concedere un termine, di depositare delle note contabili circa i danni che noi assumiamo siano stati patiti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato, le note le può produrre in qualsiasi momento, anche...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, queste sono note contabili.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...anche immediatamente prima della discussione, può...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): benissimo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...prima che si apra la discussione, lei me le produce e le Parti possono esaminarle, non c’è problema.

Le Difese hanno istanze di prove suppletive?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato Zaganelli, prego.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): io i documenti dell’Avvocato Paola non li ho visti, ma...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): adesso le passano...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): sì, ma guardi, non... non ho opposizione, li vedremo, poi commenteremo, adesso...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): comunque, non c’è problema, lei ha diritto di vederli, Avvocato.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): due richieste, però, una rispetto all’Avvocato Rosi, che ha fatto la richiesta di sentire i testimoni indicati de relato dal teste ...(incomprensibile), sui rapporti che il Professor Capaldo avrebbe avuto con i Dirigenti della Federconsorzi, opposizione per due motivi: il fatto è stato già ampiamente,  anche troppo, chiarito nel corso del dibattimento; in secondo luogo mi sembra che l’audizione di questi testi de relato costituisca un accertamento oramai del tutto irrilevante ai fini della decisione, perché è stato già accertato, perché è inutile la ripetizione di un accertamento già compiuto. Quindi, mi oppongo alla richiesta di integrazione probatoria fatto dal Difensore della Parte Civile. No ho opposizione alla produzione documentale.

Chiedo di essere autorizzato, per la prossima udienza, per altro, a produrre i documenti che avrei voluto produrre oggi nell’interesse del Professor Carbonetti, mi sono arrivati in forma non producibile e la prossima volta li produrrò, come la prossima volta, Presidente, alla prossima udienza, produrremo... però verrà il Professor Bertini a produrla, gli allegati alla relazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, scusate, dato che la prossima udienza non ci sarà, sarà il 16 settembre a questo punto...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): non è il 26?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto, ma non c’è più nulla da fare.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): allora queste produzioni quando le facciamo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): allora, è proprio per questo che avevo indicato... io vi concedo un termine entro il quale siete invitati a produrre ulteriore documentazione, sulla quale le altre Parti hanno facoltà, da quella data in poi, di prendere visione.

Ovviamente si tratterà di tutta documentazione sulla quale il Tribunale, una volta per tutte, si pronuncerà come primo atto all’udienza del 16.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): benissimo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dopo di che darà corso alla discussione finale.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): molto bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): d’accordo?

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): va bene, Presidente.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ricordavo anche la relazione del Professor Salvidio.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quello ricordavo anch’io, e quindi fa parte dello stesso meccanismo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): ecco, sì, mi aggiungevo a quanto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): esatto.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. DEL RE MADDALENA): sì, perfetto.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): questo vale, signor Presidente, anche per quanto riguarda una... valutavamo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): facciamo così, vale per tutte le prove documentali che le Parti intendano produrre. Dato che non ci sarà una udienza intermedia e dato che non è assolutamente il caso dare termine in data 16 settembre per esaminare la documentazione, usiamo questa procedura, diciamo così, di fatto, che snellisce le...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): noi ci riservavamo, Presidente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ciascuna Parte che ha interesse a produrre della documentazione può farlo entro un dato termine che adesso vi darò, di modo che le altre Parti sanno che entro quella data tutto ciò che c’è da produrre sarà acquisito, hanno la facoltà di interloquire in data 16 settembre, semplicemente per stabilire se formalmente acquisiamo.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): ho capito.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): anche un eventuale quindi nostra memoria a firma del nostro Consulente tecnico su alcuni dati contabili?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): memoria... memoria... di un Consulente tecnico, il problema è diverso. Dunque, poiché su questa materia non vi è stata perizia, la memoria anche di un Consulente di Parte è sempre ammissibile ex articolo 233, in relazione al 121.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certo è per altro che a quel punto le altre Parti potrebbero aver interesse a interloquire.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): in ogni caso anche una memoria è ammissibile, purché sia depositata nel termine che adesso vi darò.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): d’accordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): che è un termine però ragionevole per entrambe le Parti, cioè sia per chi la produce e sia per chi poi ha la...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): deve controdedurre.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...facoltà di interloquire.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): certo, grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quindi, a questo punto, il Tribunale, nulla opponendo le altre Parti, acquisisce la documentazione prodotta dall’Avvocato Paola; reputa non influente ai fini del decidere l’ulteriore integrazione probatoria richiesta dall’Avvocato De Priamo; concede a tutte le Parti per eventuali produzioni di documenti, in particolare la relazione del Dottor Salvidio, gli allegati della relazione del Professor Bertini, eventuali consulenze di Parte di carattere contabile e quant’altro, il termine...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): anche per il Pubblico Ministero.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...tutte le Parti, il termine del 30 giugno; nel senso che da quella data le altre Parti potranno prendere visione in Cancelleria di quanto sia stato eventualmente prodotto dall’una e dall’altra Parte.

Fin d’ora si fissa l’udienza di discussione per il 16 settembre 2002, ore 9.00; è previsto, perché la discussione vada avanti a oltranza, con la sola esclusione dei giorni 23, 24 e 25 settembre, in cui sono impedito io perché sono fuori, e evidentemente fino alla fine, sarà senza soluzione di continuità a partire dal 16 settembre in poi, escluso il 23, 24 e 25 settembre.

 

 

 

 

 

 

 


Indice Analitico

A

A.B.I. · 257

A.I.B.E. · 257

A.I.M.A. · 220

Agricoltura · 48; 116; 225; 266

Agrisviluppo · 115; 138

Apice · 144; 181; 187

Apice Umberto · 181

Avellino · 179

B

Bambara · 98; 127; 138

Banca d’Italia · 11; 42; 45; 46

Beltramo · 132; 133; 142

Bertini · 144; 145; 154; 164; 173; 177; 180; 274; 278

Bertini Umberto · 145

Bertucci · 269; 270; 271

Brancadoro · 5; 6; 46; 92; 93; 115; 119; 128; 272

C

C.A.P. · 219; 226; 244; 245

Calabrò · 115; 116; 117

Calabrò Corrado · 116

Camera · 188; 190; 196

Capaldo · 2; 66; 67; 83; 92; 134; 269; 270; 274

Capaldo Pellegrino · 2

Capo di Gabinetto · 94; 115; 116; 125; 126; 130

Carbonetti · 2; 274

Carbonetti Francesco · 2

Casella · 6; 7; 8; 10; 94; 95; 96; 97; 98; 99; 102; 103; 110; 114; 136

Cigliana · 26

Comitato dei creditori · 25

Commissario Giudiziale · 7; 8; 9; 17; 20; 22; 25; 28; 50; 68; 95; 96; 97; 109; 114; 173; 184; 187; 197; 198; 199; 200; 204; 235; 239; 246; 253; 256

Commissario Governativo · 5; 9; 18; 19; 20; 21; 28; 50; 54; 60; 66; 93; 95; 98; 100; 101; 103; 108; 109; 110; 111; 112; 113; 122; 126; 128; 130; 139; 141; 227; 272

Commissione d’Inchiesta · 75; 77; 89; 248

Commissione Parlamentare · 72; 77; 80; 82; 91; 213; 244; 248

Commissione Parlamentare di Inchiesta · 72; 77

Consiglio di Stato · 48; 49; 129

Consorzio · 162; 179

Corrado · 116

Corte Costituzionale · 82

D

De Virgilis · 144; 268

Della Valle · 170

Denova · 234

Di Brina · 3; 4; 5; 57; 93; 102; 115; 119; 120; 123; 128; 129

Di Brina Leonardo · 4; 5

Diana · 139

E

Europool · 125

F

Fabbri · 2; 46; 47; 87; 109; 145; 173; 176

Federalcasse · 58

Federazione Italiana dei Consorzi Agrari · 72

Federconsorzi · 5; 6; 8; 9; 12; 14; 17; 27; 32; 33; 34; 36; 38; 41; 42; 47; 48; 51; 54; 56; 57; 63; 65; 66; 67; 69; 94; 95; 97; 98; 103; 109; 110; 111; 117; 119; 123; 126; 133; 137; 141; 182; 184; 189; 197; 198; 207; 208; 212; 213; 214; 215; 218; 219; 220; 221; 227; 232; 248; 259; 261; 266; 269; 272; 274

Fedit · 35; 36; 39; 41; 62; 97; 102; 106; 107; 108; 110; 112; 127; 134; 149; 182; 204; 215; 219; 256; 270

Foggia · 5

G

Gabinetto · 94; 115; 116; 125; 126; 130

Gabrielli · 234

Gambino · 26; 94

Gaspari · 117

Gentili · 60

Giordano · 134

Giudice Delegato · 189; 190; 193; 194; 196; 199; 201; 203; 206; 233; 234

Greco · 2; 68; 69; 79; 136; 181; 182; 184; 185; 186; 189; 191; 192; 193; 195

Greco Ivo · 2

Guardia di Finanza · 73; 79; 86

I

Igoa · 221

Ital Trade · 117

Italia · 11; 12; 42; 45; 46; 203

L

Lettera · 48; 128; 129; 130; 131; 132; 143; 144; 272

Liquidatore · 6; 9; 12; 15; 18; 19; 20; 21; 22; 25; 54; 55; 56; 97; 103; 109; 110; 111; 112; 113; 117; 122; 198; 205; 206; 214; 220; 221; 223; 233; 242; 243; 245; 251; 256; 257; 260

Locatelli · 26

Luca · 2; 144

M

M.A.F. · 139; 224; 229; 257; 258; 260; 262; 266; 267

Mariconda · 11; 37; 67; 96; 102; 103; 114

Mezzogiorno · 117

Milano · 103; 169

Ministero dell’Agricoltura · 225; 266

Ministero delle Politiche Agricole · 258

Ministro · 20; 48; 49; 64; 65; 66; 94; 95; 115; 116; 117; 126; 127; 130; 131; 134; 135; 139; 140; 141; 226; 272

Ministro dell’Agricoltura · 48; 116

Ministro per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno · 117

Musco · 2; 144; 197; 233; 242; 244; 248; 264

Musco Pasquale · 197

N

Napoli · 179

Norelli · 233; 237; 238

P

Palazzo Rospigliosi · 170

Panebianco · 71; 72; 79; 83; 89; 90; 92

Paris Ba · 258

Parlamento · 82

Pazzaglia · 127; 187; 271

Perugia · 210; 250

Picardi · 8; 20; 69; 95; 96; 97; 98; 102; 114; 120; 127; 136; 137; 187; 271

Piccinini · 272

Piovano · 8; 26; 94; 95; 96; 97; 98; 100; 101; 110; 116; 125; 126; 127

Piovano Mario · 97; 110

Polibortone · 48; 130; 272

Politiche Agricole · 48; 258

Polizia Giudiziaria · 73

Procura della Repubblica · 254

Procura di Perugia · 210

Proposta Casella · 99

Puglia · 224

R

Reggio Emilia · 245

Repubblica · 254

Roma · 5; 93; 96; 98; 111; 155; 173; 174; 179; 181; 185; 196; 221; 265

Rospigliosi · 170

S

S.G.R. · 1; 2; 6; 11; 12; 14; 17; 28; 29; 30; 31; 35; 36; 37; 38; 39; 40; 41; 42; 44; 45; 50; 51; 60; 61; 62; 66; 70; 71; 81; 83; 84; 86; 88; 94; 98; 99; 102; 103; 106; 107; 108; 114; 123; 136; 143; 145; 146; 149; 150; 152; 155; 159; 160; 162; 168; 169; 170; 174; 175; 176; 177; 178; 179; 180; 182; 187; 202; 207; 208; 209; 210; 213; 214; 215; 216; 217; 218; 219; 220; 222; 223; 224; 231; 232; 236; 240; 244; 254; 255; 256; 257; 258; 259; 260; 261; 262; 263; 264; 268

Salvidio · 275; 278

Schlessinger · 234; 249

Scotti · 270

Sezione Fallimentare · 185; 186; 192

Studio Casella · 102

T

T.A.R. · 116; 128; 129; 130; 131

T.A.R. del Lazio · 116

Torino · 179

Tozzi · 133

Tribunale di Roma · 97; 111; 265

Tribunale Fallimentare · 155; 182

Tripoli · 71; 72; 76; 79; 83; 84; 89; 90; 92

Tripoli Cosimo · 72

V

Venezia · 9

Via Iser · 170

Via Memo Renzi · 173; 174


 

 

 

 

LA PRESENTE TRASCRIZIONE E’ STATA EFFETTUATA DALLA SOC. COOP. O.F.T. A R.L. PER CONTO DELLA R.T.I. O.F.T. – ALEF - SI COMPONE DI N. 283 PAGINE.

 

                          per O.F.T.

                       ________________