TRIBUNALE DI PERUGIA

SEZIONE PENALE

AULA 1

PROCEDIMENTO N. 10/01 R.G. DIB. e 474/96 R.G.N.R.

A CARICO DI: GRECO IVO + 3

UDIENZA DEL GIORNO 20 SETTEMBRE 2001

RINVIO AL 27 SETTEMBRE 2001

CANCELLIERE B3: SIG.RA STEFANIA BERTINI

PARTI PROCESSUALI

 

COLLEGIO: PRESIDENTE    DOTT.    MASSIMO RICCIARELLI

         GIUDICE       DOTT.    MARCO VEROLA

         GIUDICE       DOTT.SSA FRANCESCA ALTRUI

PUBBLICO MINISTERO:         DOTT.     DARIO RAZZI

 

IMPUTATO E DIFENSORE:

GRECO IVO               - AVV. LEMME

CAPALDO PELLEGRINO      - AVV. D’ALESSANDRO, AVV. DEL RE

CARBONETTI FRANCESCO    - AVV. ZAGANELLI, AVV. D’ALESSANDRO

D’ERCOLE STEFANO        - AVV. MARCINNO’

 

 

ESAME DEL TESTE:

GIORGIANNI FRANCESCO    da pag.  89  a pag. 109 

ALLA RIPRESA

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, con quale teste vuole proseguire?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): Professor Giorgianni.

DIFESA IMPUTATI CAPALDO E CARBONETTI (AVV. D’ALESSANDRO): Presidente, scusi, io mi allontano un attimo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): c’è l’Avvocato Zaganelli e l’Avvocato Del Re, quindi ci sono tutte le rappresentanze.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa per il prosieguo, per le altre Parti, se vogliamo accelerare io posso limitarmi ad una, due domande, con l’accordo della produzione di verbali.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se vi è... adesso vediamo, intanto il Professor Giorgianni.

Viene introdotto il testimone Giorgianni Francesco  che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

FRANCESCO GIORGIANNI: Giorgianni Francesco nato a Viagrande il 26 luglio del ’43.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dove... qual è la sua attività professionale?

FRANCESCO GIORGIANNI: a Roma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dove, che cosa... qual è?

FRANCESCO GIORGIANNI: e Avvocato e Professore Universitario.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): presso quale Università?

FRANCESCO GIORGIANNI: di Roma.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): e di quale materia?

FRANCESCO GIORGIANNI: di diritto industriale e di diritto bancario.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): grazie; Pubblico Ministero, le sue domande.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque Professore, lei è stato Commissario Giudiziale o lo è ancora, non lo so, nel concordato Agrifactoring ?

FRANCESCO GIORGIANNI: sì, sono ancora Commissario, è ancora in corso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): mi soffermo su due o tre aspetti, il primo è il voto del concordato Fedit...

FRANCESCO GIORGIANNI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...il voto di Agrifactoring era determinante per la formazione della maggioranza?

FRANCESCO GIORGIANNI: io mi ricordo che su questo punto a suo tempo ho fatto anche una relazione scritta all’allora Giudice Delegato, che se non ricordo male era il Dottor Brescia , e credo di avere anche depositato qui agli atti, inviato a lei in copia, con riferimento alla determinanza o meno per l’approvazione del concordato Fedit  del voto dell’Agrifactoring, con riferimento al problema del privilegio, ovviamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

FRANCESCO GIORGIANNI: o lei mi chiede in generale?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, se all’epoca, quando si partecipò... quando Agrifactoring partecipò al voto, se venne computato... nel modo in cui fu computato risultò determinante.

FRANCESCO GIORGIANNI: beh, indubbiamente il credito nei confronti della Federconsorzi  nel suo complesso era importante, quindi devo ritenere che il... se si deve prendere l’intero credito sicuramente forse questo era determinante, però mi pare che allora, almeno, il problema che mi fu sottoposto riguardava una parte di questo credito.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in che senso?

FRANCESCO GIORGIANNI: perché, diciamo, va da sé che se una parte del credito per il quale l’Agrifactoring partecipò all’adunanza e votò, e aderì al concordato, fosse stato, come poi si sostenne essere stato, c’è stato un contenzioso a suo tempo, di carattere privilegiato, indubbiamente quel voto, che allora fu dato invece come chirografario, poteva, avrebbe potuto portare magari a risultati diversi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): d’accordo, ma la mia domanda era proprio storicizzata al momento del voto.

FRANCESCO GIORGIANNI: storicizzata al momento del voto...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il momento nel quale...

FRANCESCO GIORGIANNI: ...adesso francamente questo io non so rispondere perché non so, non mi posso ricordare quale fosse all’epoca l’ammontare del debito generale Federconsorzi e quindi la proporzione di Agrifactoring  rispetto a questo ammontare.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): va bene; il secondo punto riguarda un’operazione fatta nel concordato Agrifactoring, la postergazione di tre crediti: B.N.L. , Efibanca e Banco di Santo Spirito.

FRANCESCO GIORGIANNI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): c’è qualche nesso con l’approvazione nel concordato Fedit ?

FRANCESCO GIORGIANNI: francamente ecco, io non so risponderle, cioè io l’ho sempre letta come iniziativa da parte di alcuni creditori, che per la verità erano anche soci dell’Agrifactoring, a offrire ai creditori, non Fedit, no, semmai ai creditori dell’Agrifactoring, diciamo, il loro possibile sacrificio in considerazione del fatto che erano soci dell’Agrifactoring.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì; diciamo, i creditori...

FRANCESCO GIORGIANNI: le connessioni con la Federconsorzi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...avvantaggiati da questa... i creditori avvantaggiati da questa operazione erano, se non sbaglio, le banche estere creditrici di Agrifactoring.

FRANCESCO GIORGIANNI: sì, credo i creditori Agrifactoring, non Federconsorzi .

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): creditori Agrifactoring, quindi le banche estere creditrici di Agrifactoring.

FRANCESCO GIORGIANNI: che indubbiamente avrebbero avuto maggiori possibilità di recuperare il proprio credito e anche in misura percentuale più alta, vista la postergazione di creditori di pari grado, ma...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma prima della postergazione, le banche estere creditrici di Agrifactoring, erano favorevoli a votare il concordato Fedit ?

FRANCESCO GIORGIANNI: questo francamente io non lo so, cioè a me personalmente non erano risultate a riguardo neanche voci, non...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): poi veniamo alla questione del credito privilegiato.

FRANCESCO GIORGIANNI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): succede che ad un certo punto si sostiene che per errore si era votato ritenendo, erroneamente appunto, che il credito di Agrifactoring fosse chirografario, mentre invece era sorretto da un pegno.

Questa decisione quando matura?

FRANCESCO GIORGIANNI: questa decisione è... diciamo, io, come ho scritto anche nella relazione, l’ho appresa leggendo una relazione del Liquidatore Giudiziale di Agrifactoring.

Eravamo, credo, nel...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sarebbe Fazzalari?

FRANCESCO GIORGIANNI: no, il Liquidatore Giudiziale è il Professor D’Alessandro.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questo è volontario, giusto.

FRANCESCO GIORGIANNI: il Professor D’Alessandro; devo ritenere, poi gli anni passano... eravamo, credo, nel ’94, ’95, vediamo... ’95, nel ’95.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè...

FRANCESCO GIORGIANNI: io lo apprendo leggendo... l’ho appresa leggendo la relazione del Liquidatore, la relazione annuale del Liquidatore; naturalmente ho chiesto immediatamente informazioni e poi ho ricevuto copia di questa documentazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma il Funzionario di Agrifactoring che, diciamo, era addetto a questo settore e quindi anche a ricercare la documentazione, si ricorda se era il Dottor Conti?

FRANCESCO GIORGIANNI: sì, sicuramente doveva essere il Dottor Conti che attualmente poi continua a svolgere la sua attività all’interno di Agrifactoring, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma a lei fu mai prospettato o comunque le è mai risultato che questa... l’esistenza di questo pegno risultava già annotato in uno dei bilanci precedenti?

FRANCESCO GIORGIANNI: no, francamente no, cioè io sono rimasto molto sorpreso, nessuno me ne aveva parlato, neanche i Consulenti tecnici contabili, che avevano esaminato la contabilità dell’Agrifactoring al momento dell’ammissione al concordato, ne avevano fatto cenno nelle loro relazioni.

E francamente adesso io non è che sono così bravo a leggere i bilanci, perché non è la mia materia, però se fosse appostato o non appostato nei bilanci precedenti di Agrifactoring, questo non...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei non l’ha più verificato questo?

FRANCESCO GIORGIANNI: non l’ho potuto verificare, ma non so come potesse essere appostato nemmeno un pegno del tipo che poi è stato ritrovato, ecco, io...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sulla causa non le chiedo niente, che già ha risposto il Professor D’Alessandro; io ho finito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Parti Civili, Avvocato De Priamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): una sola domanda, Avvocato De Priamo per alcune Parti Civili; Professor Giorgianni, che lei rammenti, quando fu... diciamo, quando Agrifactoring espresse il suo voto per il concordato preventivo Fedit  lei era Commissario Giudiziale in quel momento?

FRANCESCO GIORGIANNI: sì, ero Commissario.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ecco, che lei ricordi, la decisione di votare... abbiamo già detto che...

FRANCESCO GIORGIANNI: a favore...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...che non si aveva presente in quel momento il fatto del privilegio e quindi che votando si sarebbe perso.

FRANCESCO GIORGIANNI: non...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): la decisione di votare da chi venne presa, di votare favorevolmente?

FRANCESCO GIORGIANNI: la decisione di votare favorevolmente fu portata, diciamo, fu oggetto anche, se non ricordo male, di esame da parte del Comitato dei creditori, io... cioè il Liquidatore volontario fece l’istanza, e io qui ne ho la copia...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): che era l’Avvocato Fazzalari.

FRANCESCO GIORGIANNI: che era il Dottor Fazzalari.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Dottor Fazzalari.

FRANCESCO GIORGIANNI: perché non è un Avvocato, è un Dottore Commercialista, fece l’istanza al Giudice Delegato, il... fu richiesto il parere al sottoscritto e al Comitato dei creditori e considerato anche quanto si era letto nella relazione preparata dal Commissario Giudiziale  della Fedit, dal Professor Picardi , che, diciamo, lasciava intravedere, diciamo, ragionevoli possibilità di recupero piuttosto elevato dei crediti chirografari, lasciamo perdere i privilegiati perché va da sé che devono essere soddisfatti per intero, anche nel concordato con cessione dei beni, risultò che la strada del concordato Federconsorzi era certamente una strada favorevole per la massa.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi in questo momento, lei l’ha già detto, insomma, è solo una conferma...

FRANCESCO GIORGIANNI: sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...nel momento in cui fu fatta questa istanza nessuno nell’ambito di Agrifactoring conosceva l’esistenza di questa ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

FRANCESCO GIORGIANNI: almeno, io non la conoscevo, poi se altri nell’ambito di Agrifactoring ... io posso parlare...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, lo chiedo per questo, Professore, perché essendo stato poi in definitiva, se esisteva questo privilegio, arrecato un notevole danno all’Agrifactoring  indubbiamente, chiedevamo, l’abbiamo chiesto anche al Professor D’Alessandro, se ne è a conoscenza, ci può rispondere brevemente anche lei, se poi è stata valutata una ipotesi di eventuali azioni di responsabilità o meno per...

FRANCESCO GIORGIANNI: guardi, allora le posso dare una risposta, io... le rispondo alla prima domanda: io devo ritenere, almeno non so adesso gli altri, il Liquidatore volontario, ma io comunque certamente sconoscevo dell’esistenza, mi consenta di dire, non tanto di questo credito privilegiato, perché sul privilegio del credito non ho mai creduto e l’ho anche scritto a suo tempo in epoca non sospetta, ma comunque sconoscevo dell’esistenza di queste cambiali date in garanzia o in pegno che sia, con quelle carte che poi mi sono state fornite, che devo ritenere che accompagnassero questi titoli.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ma che lei ricordi, ecco, questo è un punto che non è stato ben chiarito...

FRANCESCO GIORGIANNI: prego.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...erano cambiali agrarie o erano cambiali ordinarie?

FRANCESCO GIORGIANNI: no, erano delle cambiali... cioè, io la cambiale non l’ho mai vista, io mi sono fatto mandare...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): basta allora, se non le ha mai viste è inutile.

FRANCESCO GIORGIANNI: il titolo non l’ho mai visto, però mi hanno mandato la documentazione che... di accompagnamento di questi titoli, e questo per quanto riguarda la prima...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): senza specificare se ...(incomprensibile, voce lontana dal microfono).

FRANCESCO GIORGIANNI: no, la prima...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): non era una questione di poco conto.

FRANCESCO GIORGIANNI: la prima risposta, poi lei mi aveva fatto un’altra domanda...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sulla responsabilità.

FRANCESCO GIORGIANNI: sull’azione di responsabilità; ecco io mi ricordo che a seguito di questo episodio, che indubbiamente ha comportato, come è noto penso, ed è pacifico, che l’Agrifactoring  ha iniziato una causa nei confronti della Federconsorzi con riguardo al riconoscimento del privilegio e con riguardo quindi...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì.

FRANCESCO GIORGIANNI: ...e via discorrendo; io credo che, diciamo, siano fatti noti e pacifici.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, c’è la Sentenza in atti.

FRANCESCO GIORGIANNI: esatto, c’è una Sentenza, eccetera; ma con riguardo all’azione di responsabilità, mi ricordo che in una delle sue relazioni più o meno di quel periodo, se non è del ‘95 sarà del ’96, il Liquidatore Giudiziale ha lumeggiato che all’esito poi della causa avrebbe... si sarebbe dovuto esaminare gli eventuali profili di responsabilità da promuovere nei confronti del Liquidatore volontario, questo sì, quindi se ne è parlato, però per prudenza forse devo ritenere il Liquidatore ha ritenuto di non proporre un’azione di responsabilità nei confronti del Liquidatore volontario, forse per prudenza in attesa prima di conoscere l’esito della causa sulla natura o meno di privilegio di quel credito che era importante, se non poi ai fini dell’azione di responsabilità...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, anche se non ricordo male, la Sentenza non è che neghi la natura di credito privilegiato, ma ritiene che comunque la...

FRANCESCO GIORGIANNI: se lei mi dice...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...diciamo così, il voto abbia consumato...

FRANCESCO GIORGIANNI: io non posso qui dare un’interpretazione a una Sentenza, comunque è la Sentenza...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, sì, no, no, certo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ce l’abbiamo in atti.

FRANCESCO GIORGIANNI: credo che è agli atti, credo che insomma non...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi comunque diciamo anche dopo la Sentenza poi non fu più...

FRANCESCO GIORGIANNI: la mia opinione non avrebbe valore.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...anche dopo la Sentenza, dico, poi il problema non... diciamo non fu più... va bene, su questo ci ha già risposto il Professor D’Alessandro, sul parere.

FRANCESCO GIORGIANNI: no, io...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): io non ho altre domande.

FRANCESCO GIORGIANNI: ...sull’interpretazione della Sentenza lascio...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, non è rilevante.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): Avvocato Francesco Rosi per alcune Parti Civili; una precisazione sotto questo aspetto: lei quando è venuto a conoscenza da parte degli organi della procedura che c’era stata questa richiesta di partecipazione e di voto alla accettazione del concordato preventivo, quindi quando c’è stata l’istanza, la procedura gli ha dato contezza di questa istanza oppure no?

FRANCESCO GIORGIANNI: cioè, attenzione, per legge nel momento in cui si apre una procedura di concordato nello stesso Provvedimento che ammette il soggetto, l’Ente alla procedura si indica la data di convocazione della cosiddetta assemblea dei creditori, si chiama assemblea per... diciamo in omaggio a quello che avveniva forse una volta, anticamente, quindi è chiaro che la conoscenza che ad una certa data ci fosse la... poi oggi si chiama udienza, comunque, ci fosse questa assemblea per approvare o meno la proposta di concordato, è evidente che fosse un fatto ufficiale, cioè era addirittura nel Provvedimento.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, ma dell’istanza che era stata ...(incomprensibile) dal Liquidatore volontario...

FRANCESCO GIORGIANNI: beh, indubbiamente una volta che la procedura di concordato Federconsorzi, o meglio, il Commissario Giudiziale di quella procedura aveva depositato nei termini la propria relazione, la relazione, che è la relazione ai creditori, l’Agrifactoring, come creditore anch’esso della Federconsorzi, ha esaminato con attenzione quella relazione, è stato oggetto di esame, innanzitutto non dimentichiamoci che non era un fallimento, ma Agrifactoring era in concordato preventivo, quindi diciamo l’onere di esame primario era quello che doveva essere fatto dalla società che non era morta con il fallimento... dalla società è esaminata e quindi da parte di quelli che erano gli organi della società, l’esame da parte del Curatore è stato oggetto poi di quella istanza, diciamo ha comportato quell’istanza che ricordavo prima, è stata ritualmente depositata in Tribunale come istanza fatta al Giudice Delegato della procedura e una volta depositata è chiaro che è stata poi inviata all’attenzione del Commissario Giudiziale, come normale.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi, in quel caso lei che... ha espresso un...

FRANCESCO GIORGIANNI: io certo non ho partecipato alle riunioni della società, né lo potevo fare, perché i miei poteri di Commissario Giudiziale  erano altri.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quali erano in quel caso i suoi poteri?

FRANCESCO GIORGIANNI: i poteri di un Commissario Giudiziale fino all’omologa sono quelli...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, il problema è questo, perché lei... 

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, per carità.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): la coscienza... no, no, ma in quel momento lì... la questione, forse ho espresso un secondo... lei quando ha appreso lei ha dato un parere... ha dato parere...

FRANCESCO GIORGIANNI: ho esaminato anch’io con la debita attenzione la proposta di concordato della Federconsorzi  e ho ritenuto di dare un parere favorevole.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, sul voto, sulla moda... cioè la partecipazione, lì quindi non si è posto il problema...

FRANCESCO GIORGIANNI: lì si può votare o a favore o contro.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): no, no, ma no, sul problema della...

FRANCESCO GIORGIANNI: non è che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sul problema del se partecipare.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): se partecipare.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sul se partecipare, si è posto...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): emergeva che esistevano delle cambiali...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI):  ...il problema del se partecipare al voto in questo... il problema...

FRANCESCO GIORGIANNI: attenzione, il non partecipare al voto ha poi dei suoi significati nei riflessi di quelli che poi sono i vari conteggi, e io ho ritenuto che fosse... l’ho detto prima, letta la relazione e poi fatta con estrema serietà dal Professor Picardi e insomma, quindi non è che...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): era sulla posizione della qualificazione del credito di Agrifactoring, nell’istanza...

FRANCESCO GIORGIANNI: no, attenzione, la posizione del credito di Agrifactoring, adesso diciamo... all’epoca il credito di Agrifactoring, salvo una piccola parte che risultava, veniva indicato dallo stesso Liquidatore, dalla società, come un credito chirografario, cioè...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): cioè, non veniva menzionato che erano cambiali queste, non veniva menzionato?

FRANCESCO GIORGIANNI: no, le cambiali, scusi tanto, io prima ho riferito che nel 1995...

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): l’ho capito questo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, no, per carità.

FRANCESCO GIORGIANNI: ...sono venute fuori delle cambiali...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): quindi lei non aveva contezza in quel momento che quel credito che era costituito anche da...

FRANCESCO GIORGIANNI: nel modo che l’ho... se l’ho appreso nel ’95...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha risposto Avvocato, andiamo avanti.

PARTE CIVILE (AVV. ROSI FRANCESCO): grazie.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Avvocato Paola?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): una precisazione Signor Presidente, per quanto possa valere, credo che sia già in atti, ecco quindi mi scuso se chiedo cose già note; può proprio specificare quale sia... quale fosse, diciamo, proprio la compagine sociale di Agrifactoring ?

FRANCESCO GIORGIANNI: la compagine sociale Agrifactoring era una compagine costituita da banche, cioè i soci Agrifactoring erano banche.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quali erano queste banche?

FRANCESCO GIORGIANNI: adesso...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): i più importanti.

FRANCESCO GIORGIANNI: sicuramente la B.N.L. ...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): i più importanti.

FRANCESCO GIORGIANNI: ...sicuramente l’Efibanca , sicuramente il Credito Italiano, credo il Banco di Roma, insomma adesso...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): c’era anche il Banco di Santo Spirito?

FRANCESCO GIORGIANNI: ma, credo che il Banco di Santo Spirito già all’epoca si fosse trasformato in Banca di Roma, credo... a quegli anni, in quegli anni, non ne sono certo, però mi pare che nel... diciamo l’operazione di fusione tra il Banco di Santo Spirito... credo che già fosse avvenuto, non... francamente ecco, non mi ricordo...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): quindi...

FRANCESCO GIORGIANNI: ... ma penso che siano...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti.

FRANCESCO GIORGIANNI: ...documenti che avete agli atti.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): e quindi in sostanza Professore, voglio dire, espressero in sostanza... cioè si dichiararono quindi favorevoli alla postergazione le stesse banche che erano socie di S.G.R.?

FRANCESCO GIORGIANNI: non le stesse, alcune.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): in qualche modo, voglio dire insomma, molti...

FRANCESCO GIORGIANNI: alcune di queste banche.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ...dei soci di S.G.R.?

FRANCESCO GIORGIANNI: alcune di queste banche, sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è matematico, se erano socie.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): matematico, certo.

FRANCESCO GIORGIANNI: sì, gliel’ho detto prima, perché come soci indubbiamente hanno valutato, una valutazione più che legittima.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): lei da quando ricopre questa carica, mi scusi?

FRANCESCO GIORGIANNI: io sono stato nominato...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Professore al microfono, sennò perdiamo.

FRANCESCO GIORGIANNI: chiedo scusa.

Io sono stato nominato con l’ammissione, con il... diciamo con la Sentenza, il Provvedimento che ha ammesso l’Agrifactoring alla procedura di concordato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ’92 quindi?

FRANCESCO GIORGIANNI: sì, sì.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): va bene; lei sa per caso chi erano i precedenti Presidenti di Agrifactoring  ’90, ’91?

FRANCESCO GIORGIANNI: sicuramente allora ad averlo saputo avrebbe portato la relazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è rilevante Avvocato in questo momento?

FRANCESCO GIORGIANNI: nella relazione...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): non mi pare.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): grazie Presidente.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): perché i temi di prova sono, diciamo, oggettivi non soggettivi qua; altre domande? Prego Avvocato.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): Avvocato Lemme, Difesa di Ivo Greco; Professor Giorgianni, lei è stato nominato ha detto testé con la Sentenza che omologava il...

FRANCESCO GIORGIANNI: no, che ammetteva.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): che ammetteva anzi, che ammetteva al concordato; chi era il Presidente del Collegio in questa Sentenza?

FRANCESCO GIORGIANNI: francamente non me lo ricordo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): si ricorda se fosse il Presidente Greco?

FRANCESCO GIORGIANNI: può darsi, però non... francamente non me lo ricordo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): è una domanda un po’ impertinente, ma che le devo fare; quali erano i suoi rapporti con il Presidente Greco?

FRANCESCO GIORGIANNI: di estrema cordialità e stima.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, ma lei era abituale commensale del Presidente Greco?

FRANCESCO GIORGIANNI: no, abituale commensale assolutamente no.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): ecco, ha partecipato a delle cene o dei pranzi nei quali c’era il Presidente Greco ?

FRANCESCO GIORGIANNI: qualche volta è capitato, sì, ma così come capita anche con... è capitato con altri Magistrati, specialmente d’estate, perché sia io che lui siamo un po’ montanari, quindi andiamo in montagna e quindi in montagna è frequente che ci si incontri, ci si incontrava già da prima.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): lei qualifica i rapporti con il Presidente Greco  come rapporti cordiali o come rapporti un po’ più che cordiali?

FRANCESCO GIORGIANNI: ma, cordiali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nessuno lo sostiene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Avvocato...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Presidente, c’è opposizione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...voglio dire, non l’ho stoppata perché voglio dire, la risposta non ha rilevanza.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): vi sono alcune domande che non sono state iniziate da me che innestano questo meccanismo perverso.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, non mi pareva che qui fosse stato innescato nulla; andiamo avanti.

FRANCESCO GIORGIANNI: io, i rapporti cordiali, come ripeto, come ho con altri colleghi, con altri Magistrati, ci mancherebbe.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): come è auspicabile che sia sempre; altre domande?

Si accomodi Professore, grazie.

Il testimone viene licenziato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’Avvocato Alessi.

Viene introdotto il testimone Alessi Giuseppe  che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

GIUSEPPE ALESSI: Giuseppe Alessi nato a Mazzarino il 25/10/1933, di professione Avvocato.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dove?

GIUSEPPE ALESSI: in ...(incomprensibile) di Roma , Via Oslavia numero 6.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene. Prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): lei è Avvocato civilista, vero?

GIUSEPPE ALESSI: sì, civilista.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): e ha ricevuto incarico da Agrifactoring per la sua assistenza tecnica in alcuni passaggi della procedura?

GIUSEPPE ALESSI: sì, esattamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in particolare uno riguarda il voto di Agrifactoring nel concordato preventivo Fedit.

GIUSEPPE ALESSI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): i suoi referenti all’interno di Agrifactoring per le fonti di informazione sotto il profilo giuridico e contabile, chi erano?

GIUSEPPE ALESSI: dunque, i miei referenti erano il Dottor Lofaro che era l’Amministratore Delegato, il Dottor Didiorosso (o simile) che rivestiva la carica credo di Direttore Generale, poi per la parte amministrativa diciamo dei documenti, il Dottor Conti, poi c’era il Ragionier Bernabucci che era il contabile, queste erano le persone con cui io avevo rapporti per la gestione, diciamo, per la consulenza e l’assistenza che io prestai ad Agrifactoring.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, dell’esistenza di questa documentazione relativa a questo pegno di cambiali, lei ne ebbe notizia?

GIUSEPPE ALESSI: dunque, io ebbi notizia dell’esistenza di questo pegno di cambiali soltanto nel settembre del 1996 a seguito di una lettera di chiarimenti da parte del Dottor Fazzalari, che era il Liquidatore statutario di Agrifactoring, il quale a sua volta aveva avuto la richiesta di informazioni dal Professor... dal Liquidatore Giudiziale, che mi sfugge il nome in questo momento...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): D’Alessandro.

GIUSEPPE ALESSI: dal Professor D’Alessandro; e io ricordo che per me è la prima volta in cui io sentii parlare dell’esistenza di questo presunto pegno di cambiali, mi mandarono anche la fotocopia delle cambiali e la lettera che avrebbe costituito questo pegno, sempre il Professor D’Alessa... il Professor... il Dottor Fazzalari, e io risposi, c’è la lettera, non so se sta in atti, comunque lo stesso Professor Fazzalari e del Professor D’Alessandro, che io prima al momento in cui predisposi la dichiarazione di voto di Agrifactoring verso il concordato Federconsorzi, assolutamente non ebbi notizie, informazioni o documenti su questo presunto pegno delle cambiali per 185 miliardi, quindi conobbi di questo pegno solo nel settembre del 1996.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): questo scambio di lettere... cioè le lettere avevano data certa?

Quale mezzo di comunicazione era stato usato?

GIUSEPPE ALESSI: la lettera raccomandata.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): raccomandata?

GIUSEPPE ALESSI: sì, sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): quindi la data era affidabile?

GIUSEPPE ALESSI: la data... sì, sì è stato... spedite sia da Fazzalari a me, sia da me a Fazzalari con raccomandata, data la delicatezza dell’argomento.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): le risulta o le hanno detto o comunque lo ha verificato di persona, che una qualche traccia di questo rapporto, per quello che vale, ma comunque insomma asseritamente pignoratizio, vi fosse in bilanci degli anni precedenti?

GIUSEPPE ALESSI: no, io dire che fosse... vi fosse traccia nei bilanci non lo so francamente perché io i bilanci può darsi che li abbia guardati all’epoca perché avevo l’assistenza, la consulenza generale di Agrifactoring, però tenga presente che se per ipotesi vi era un’annotazione presumo generica di esistenza di garanzie nelle partite di giro o nei conti d’ordine, tenga presente che esisteva, cioè Agrifactoring era titolare di un credito, mi pare con privilegio generale o pegno, nei confronti della Cooperativa Caso, e quindi questo credito venne fatto valere poi nei confronti di Federconsorzi, come risulta dalla domanda di votazione, tant’è che venne escluso per 5 miliardi, se ben ricordo... venne escluso dal voto proprio per non rinunciare a questo pegno, quindi l’unico pegno che risultava, l’unica garanzia reale che risultava all’epoca della votazione era solo questa per 5 miliardi verso la Cooperativa Caso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): faccio questa domanda perché una cosa è ignorare l’esistenza di un rapporto, altra cosa è conoscere l’esistenza di questo rapporto, ma non ritenerlo...

GIUSEPPE ALESSI: no, no.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...idoneo a integrare una garanzia.

GIUSEPPE ALESSI: io la prima volta che sentii parlare della esistenza di questo pegno, di questo presunto pegno, fu ripeto, quando ricevetti nel settembre del ’96, prima la telefonata e poi la lettera raccomandata del Dottor Fazzalari che mi chiedeva il perché questo pegno non era stato fatto valere al momento della votazione del concordato e se io ne avevo avuto notizia; io risposi con una lettera raccomandata che io per la prima volta avevo appreso da lui poco prima per telefono e poi per lettera che esistevano queste cambiali e queste lettere che io non avevo mai visto perché nessuno mai mi aveva né parlato né fatto vedere questi titoli di credito né questi documenti, quindi io ho appreso solo nel settembre ’96 che esistevano queste cambiali.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il voto di Agrifactoring...

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): agrarie?

GIUSEPPE ALESSI: come?

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): agrarie o normali?

GIUSEPPE ALESSI: guardi, francamente non mi ricordo se erano cambiali agrarie o normali, perché io, mi mandarono una fotocopia che poi non mi ritrovo più, così per vederla; io mi posi il problema della... come giurista ovviamente, anche per scrupolo del valore diciamo di pegno, del valore del pegno, e a mio parere, poi sono questioni opinabili... a mio parere il pegno non esisteva, cioè il pegno non si era mai costituito su quei titoli, parlo da giurista, la riflessione che facemmo con Fazzalari e verbalmente credo con il Professor D’Alessandro, perché la legge richiede, il Codice Civile e Legge cambiaria, che il pegno sui titoli di credito si costituisce con la clausola espressa enunciata e poi formulata dall’articolo 23, mi pare di ricordare, della Legge cambiaria, valuta in garanzia e valuta in pegno; viceversa, su questi titoli, di cui ripeto, mi venne mandata una fotocopia anche del retro, sul retro c’era solo la girata semplice, mentre la... presunto pegno o la garanzia risultava da lettera, da scambio di lettere intercorse tra Federconsorzi  e Agrifactoring, quindi io ripeto parlo da giurista, a mio parere quel pegno non esisteva, poi so che c’è stata una controversia davanti al Tribunale di Roma su questa... sul riconoscimento di questo pegno e credo, almeno così mi è stato riferito, il Tribunale di Roma, ha rigettato diciamo...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, ma...

GIUSEPPE ALESSI: ...perché il pegno non esisteva.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...non è questo il tema della questione, prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): senta, il voto di Agrifactoring era determinante per far approvare il concordato Fedit?

GIUSEPPE ALESSI: dunque, il voto di Agrifactoring nel concordato Federconsorzi era estremamente rilevante, perché mi pare di ricordare che Agrifactoring votò per 960, 970 miliardi di crediti, e quindi sicuramente il voto suo era uno dei più rilevanti nella massa diciamo della votazione, questo detto in generale, però se lei si riferisce all’incidenza che avrebbe in ipotesi potuto avere, non so quale sia...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no in ipotesi, sulla base del voto espresso in quel momento.

GIUSEPPE ALESSI: in quel momento certo, noi eravamo i più grossi creditori, perché vantavamo credo su...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, sì, ma guardi la domanda era volta proprio a sapere l’eventuale incidenza della quota garantita, la quota privilegiata...

GIUSEPPE ALESSI: appunto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...altrimenti la domanda è irrilevante.

GIUSEPPE ALESSI: certo, difatti stavo chiedendo, perché...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): sì, certo.

GIUSEPPE ALESSI: no, io per quanto riguarda l’eventuale incidenza che avrebbe potuto avere sul voto la... il pegno di cui abbiamo parlato se fosse stato fatto valere, diciamo denunciato e fatto valere in quel momento, io mi sono fatto per scrupolo, come Difensore all’epoca, qualche calcolo così abbastanza semplicistico e mi pare che assolutamente, anche se in ipotesi Agrifactoring avesse fatto valere nella votazione il pegno, e quindi non avesse votato per la parte di credito garantito da pegno, a mio parere dai calcoli che ho fatto, il concordato Federconsorzi resisteva, cioè le maggioranze richieste dalla legge, le maggioranze di credito, i due terzi dei crediti chirografari sarebbero rimasti fermi in base ai risultati della votazione, perché togliendo dal globale diciamo dei crediti, dall’ammontare dei crediti chirografari i 471 miliardi del credito garantito o secondo altri, i 185 miliardi delle cambiali date in pegno a seconda dei punti di vista, qualunque di questi due metodi si fosse seguito, e detraendo in conseguenza poi, riformulanti i due terzi calcolando i due terzi sul nuovo ammontare dei crediti chirografari, le votazioni espresse avrebbero mantenuto ferme diciamo le maggioranze richieste, questo almeno... sono calcoli che si possono rifare volendo.

DIFESA IMPUTATO GRECO (AVV. LEMME FABRIZIO): prova di resistenza.

GIUSEPPE ALESSI: prova di resistenza, io l’ho fatta diciamo per mio scrupolo, anche come Difensore della procedura, mi pare che regga, quindi rimane... rimaneva fermo comunque il concordato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): la postergazione.

GIUSEPPE ALESSI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): anche lei... lei ha seguito anche questa operazione?

GIUSEPPE ALESSI: sì, l’ho redatta io personalmente, l’ho curata personalmente la postergazione.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): i suoi referenti chi erano?

GIUSEPPE ALESSI: i miei referenti erano diciamo i Capi dell’Ufficio legale, degli Uffici legali della Banca del Lavoro  dell’epoca, era l’Avvocato De Palma, Vincenzo De Palma e l’Avvocato, Capo dell’Ufficio legale del Banco di Santo Spirito, Banca di Roma poi, che era l’Avvocato Tristano, Riccardo Tristano.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): per Efibanca  era sempre De Palma?

GIUSEPPE ALESSI: per Efibanca trattava sì, la Banca del Lavoro che aveva il controllo di Efibanca.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ci può spiegare un po’ questa...

GIUSEPPE ALESSI: dunque...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...questa cosa singolare?

GIUSEPPE ALESSI: no, è una cosa abbastanza... non dico banale, per carità, ma insomma è abbastanza ricorrente e frequente nelle procedure concorsuali, cioè quale era il clima di quel momento, che tutto il mondo, diciamo, finanziario internazionale, in particolare quello giapponese, a seguito dello scoppio della vicenda di Federconsorzi e poi del concordato di Agrifactoring, era estremamente allarmato contro il sistema bancario italiano, perché soprattutto nei confronti di Federconsorzi riteneva... era... il sistema bancario giapponese soprattutto, io mi ricordo le banche Mitsubishi e Sumitomo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): facciamo una precisazione.

GIUSEPPE ALESSI: prego.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): queste banche di cui ha parlato, banche e altre, erano contemporaneamente creditrici sia di Federconsorzi...

GIUSEPPE ALESSI: esatto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...sia di Agrifactoring.

GIUSEPPE ALESSI: sì, per quello che ricordo, sicuramente di Agrifactoring, Sumitomo e Mitsubishi, credo che fossero anche creditrici... no, erano sicuramente creditrici anche di Federconsorzi , non so per che importi, ma presumo che...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): lo diamo per scontato.

GIUSEPPE ALESSI: ...i crediti maggiori...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ...perché è emerso anche da altre fonti, è un fatto certo.

GIUSEPPE ALESSI: dunque, dicevo Presidente, che in quel periodo che io mi ricordo che leggevo la stampa e seguivo le vicende, vi fu uno scalpore e una rimostranza...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, chiedo scusa, il fatto questo è notorio, la domanda era tesa...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, ma stava rispondendo, stava rispondendo alla sua domanda.

GIUSEPPE ALESSI: cioè, il motivo per cui le banche fecero questo grosso sacrificio di postergare il loro credito, Banca del Lavoro e Banca di Roma soprattutto,  Efibanca attraverso la Banca del Lavoro, postergato il loro credito, al soddisfacimento integrale del credito degli altri creditori comprese le banche giapponesi, venne fatto questo sacrificio di rilevante entità proprio per, diciamo, restaurare rapporti normali, normali con il mondo internazionale finanziario soprattutto con le banche giapponesi, dati i grossi rapporti che a livello finanziario avevano Banca Lavoro e Banca di Roma...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, sì.

GIUSEPPE ALESSI: ...con le finanze internazionale e soprattutto in quel momento con il sistema bancario giapponese.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): l’ho definito singolare non perché non accade...

GIUSEPPE ALESSI: come?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ho definito singolare questa operazione non perché non accada, anche se penso sia raro...

GIUSEPPE ALESSI: sì.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...ma perché mi pare che ci fosse una venatura patriottica in questa...

GIUSEPPE ALESSI: no, no, affatto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...in questo farsi carico da parte di due soli istituti di credito di un interesse che era molto più generale.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, mi pareva molto... di interessi finanziari, cioè per stabilire i rapporti a livelli internazionali...

GIUSEPPE ALESSI: no, io Giudice... io ricordo, Presidente, che in quel momento loro tentarono con la Banca d’Italia  addirittura di provocare l’intervento dello Stato italiano per pagare i debiti e di Federconsorzi e di Agrifactoring, considerandoli quasi degli Enti Pubblici, soprattutto la Federconsorzi, e con le banche, con le banche italiane che erano le azioniste di Agrifactoring, tentarono addirittura di invocare la responsabilità del 2361, cioè dell’azionista unico, e quindi tentarono di chiedere al sistema bancario italiano di farsi carico di pagare il 100 per cento dei debiti di Agrifactoring verso le banche estere...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è quello che stavo dicendo io.

GIUSEPPE ALESSI: ...quindi le banche erano, diciamo, in questa morsa; intanto i rapporti internazionali erano peggiorati e quindi subivano delle conseguenze nei rapporti, diciamo, dei prestiti interbancari e tutti i rapporti, avevano addirittura... rischiavano di essere coinvolte come azioniste uniche e quindi come responsabili dell’intera esposizione debitoria di Agrifactoring, non solo presso di loro, ma anche verso terzi, 1.300 miliardi di debiti, quindi le banche, anche su mio consiglio posso dire, io stesso consigliai alle banche questo strumento della postergazione, nel senso di dire: “Diamo un segnale forte alle banche giapponesi, nel senso che non vogliamo, diciamo, approfittare di questa posizione di... che noi abbiamo all’interno, ma rinunciamo a una parte in fondo delle aspettative nostre...”...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era grossa la parte.

GIUSEPPE ALESSI: ...”...per garantire a loro di assicurare...”...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): era grossa la parte, cioè fu valutato il rapporto costi benefici evidentemente.

GIUSEPPE ALESSI: certo, non c’è dubbio, perché i rapporti che avevano, interbancari diciamo, con il sistema internazionale di cui facevano parte soprattutto i giapponesi, erano di tale entità, per cui le banche stimarono, diciamo, essendo un calcolo molto, diciamo approssimativo e preventivo, stimarono più utile rinunciare a una parte di credito sperando poi di recuperare comunque ...(incomprensibile) della liquidazione ...(incomprensibile), anziché subire immediatamente gravi ritorsioni...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma questo sul versante di Federconsorzi ebbe qualche ripercussione? Cioè, perché qui trattiamo della questione Agrifactoring...

GIUSEPPE ALESSI: Agrifactoring, sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): dato che abbiamo visto che alcune banche erano comunque creditrici anche di Federconsorzi , tutto ciò ebbe un qualche rilievo nel rapporto banche giapponesi o estere e Federconsorzi, oppure... come finì quella quota di contenzioso, come si...

GIUSEPPE ALESSI: francamente non lo so, credo che le banche... io non ho seguito poi la Federconsorzi, non per i rapporti che aveva con noi Agrifactoring...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

GIUSEPPE ALESSI: ...ma credo che abbiano votato a favore del concordato Federconsorzi le banche... le banche diciamo in generale estere comprese le giapponesi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): hanno votato a favore dopo la postergazione.

GIUSEPPE ALESSI: le date non me le ricordo, guardi, non so se la postergazione... presumo che sia stata fatta la postergazione, sicuramente prima dell’approvazione del nostro concordato, credo anche prima dell’approvazione del concordato di Federconsorzi, ma anche perché diciamo il beneficio che sperava di ricavare Agrifactoring dalla... era il patrimonio suo diciamo, l’attivo era costituito dai crediti soprattutto verso Federconsorzi, quindi aveva interesse una volta approvato il concordato, fatta la domanda di concordato, Agrifactoring, che il concordato di Federconsorzi andasse a buon fine, siccome il concordato era stato provocato...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): chiedo scusa...

GIUSEPPE ALESSI: ...dalla crisi di Federconsorzi...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ...ma soprattutto avevano interesse, visto che Agrifactoring... i principali crediti li aveva verso Fedit, le banche estere avevano interesse a soddisfarsi prima possibile sull’attivo Federconsorzi.

GIUSEPPE ALESSI: ma quello sa, certo, le banche il sacrificio che fecero con la postergazione, lo fecero, ripeto, per avere immediatamente il riscontro nell’allentamento della tensione sui rapporti interbancari internazionali, ma poi in prospettiva, date le previsioni tra l’altro che il Commissario Giudiziale di Federconsorzi aveva estrinsecato, eccetera, manifestato nelle sue relazioni, speravano poi comunque di rientrare un po’ con la liquidazione del patrimonio di Federconsorzi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma, le banche estere, la... il credito delle banche estere ammontava a circa 400 miliardi, se non ho capito male.

GIUSEPPE ALESSI: la?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): il credito delle banche estere in Agrifactoring era intorno ai 400 miliardi.

GIUSEPPE ALESSI: credo guardi, veramente non me lo ricordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altro? Le Parti Civili domande?

Le Difese domande su questo? Avvocato De Priamo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): molto breve, siccome vedo che l’Avvocato Alessi è a conoscenza dei rapporti Agrifactoring anche precedenti, quindi una domanda specifica solo per chiarire un punto, cioè sulla natura di queste cambiali; lei ricorda Avvocato su queste cambiali chi era, diciamo, l’emittente, in favore di chi?

Cioè, erano cambiali emesse da chi, chi era che le firmava?

GIUSEPPE ALESSI: ma guardi, io ripeto, ebbi visione, ma proprio non ho neanche più il documento, la fotocopia, di una di queste cambiali, dell’avanti e del retro di una queste cambiali, ma francamente non mi ricordo; so che erano girate da Federconsorzi ovviamente ad Agrifactoring, so che c’era una lettera... ed era girata, questo mi ricordo, girata semplice senza nessuna clausola, so che c’era una lettera di accompagno con cui si dichiarava che queste cambiali venivano girate a garanzia... non mi ricordo più la formula diciamo, poi però non mi ricordo altro.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e quindi non sa se, a garanzia di quali rapporti commerciali?

Perché sostanzialmente Agrifactoring  non aveva, mi corregga se sbaglio, ovviamente Agrifactoring non aveva rapporti di ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

GIUSEPPE ALESSI: no, no, guardi, i rapporti... questo me lo ricordo, perché mi venne anche detto... queste cambiali vennero girate a garanzia dei rapporti commerciali con Enichem, il rapporto con Enichem, che era un rapporto...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Enichem  Agricoltura.

GIUSEPPE ALESSI: Enichem Agricoltura , esattamente.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): cioè, per forniture che Enichem Agricoltura faceva ai Consorzi Agrari e venivano pagati da Federconsorzi, le risulta questo?

GIUSEPPE ALESSI: no, il rapporto era molto complesso tra Enichem Agricoltura e...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): c’era la Serfactoring...

GIUSEPPE ALESSI: c’era Serfactoring  di mezzo, c’erano rapporti di fatto... ma la sostanza era questa, che l’Agrifactoring aveva fatto anticipazioni di somme ad Enichem  per forniture fatte da Enichem alla Federconsorzi o ai Consorzi Agrari, non mi ricordo ora a chi, ed era fuori di una certa somma, Agrifactoring, 185... credo 185 miliardi, non mi ricordo quanto fosse; per garantire il rientro di questa somma, vennero cedute, vennero girate queste cambiali per garantire proprio il rientro di questa somma, questo io mi ricordo...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi lei non ricorda se, non ricorda se erano cambiali emesse dai Consorzi Agrari in favore di Federconsorzi...

GIUSEPPE ALESSI: no, francamente no.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ...e da questa girati.

GIUSEPPE ALESSI: non me lo ricordo.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande? Le Difese.

Si accomodi Avvocato, grazie.

Il testimone viene licenziato.

Viene introdotto il testimone Esposito Gian Francesco  che presta il giuramento di rito.

Il Presidente invita il testimone a fornire le proprie generalità.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: mi chiamo Gian Francesco Esposito, sono nato a Verano Brianza il 12 ottobre del 1944.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la sua attività?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: attualmente sono pensionato, fino al 31/12 del 2000 ero il responsabile dell’ufficio legale della ex Enichem Agricoltura, ora Agricoltura S.p.A. in liquidazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Pubblico Ministero, le sue domande.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): prima di parlare... parliamo un attimo di questa causa, in relazione a questa causa intercorsa tra Agrifactoring e Fedit, sul privilegio, e anche in relazione ad un’altra vicenda che riguarda Serfactorign, la domanda iniziale, diciamo, che... la posizione di Enichem Agricoltura...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: vuole che la racconti dal punto di vista...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, io volevo un po’...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: molto rapidamente...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): molto rapidamente, sinteticamente.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: Enichem Agricoltura  produceva soprattutto fertilizzanti e vendeva ai Consorzi Agrari, la vendita era, la fatturazione era a Federconsorzi e Federconsorzi fatturava ai Consorzi Agrari.

Nel 1988 fu stipulato, e dopo dico fra chi, un contratto di factoring, in italiano diremmo cessione di credito, ma in realtà è proprio preso uno schema di un contratto che si usa nei Paesi anglosassoni, perché è il cosiddetto “factoring maturity”, cioè una cessione di credito la cui finalità non è tanto l’anticipazione di danaro, quanto quella la garanzia che il giorno della scadenza dell’obbligazione principale, ci fosse, ci sia l’incasso.

Enichem Agricoltura  factorizzava, cedeva i crediti a una società di factoring del Gruppo Eni, quindi una società sorella, del proprio Gruppo, che si avvaleva come mandataria all’incasso di Agrifactoring.

Questo rapporto è durato normalmente fino alla data del commissariamento di Federconsorzi; in quella occasione Agrifactoring...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): tutte queste cessioni di credito si riferiscono comunque a forniture di fertilizzanti.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: fertilizzanti.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): non di altro.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: io quando ho deposto mi ricordo di aver detto anche fitofarmaci, perché noi avevamo anche una linea di produzione che era... ma posso dire che il 99,99 per cento era... perché i fitofarmaci erano attraverso una società consociata che si chiama Siapa , che poi ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): nell’ambito dello svolgimento di tale rapporto complesso, a un certo punto si crea uno sbilancio di circa 130 miliardi tra ciò che da una parte si sostiene avere anticipato e...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: scusi, posso...?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, al momento del commissariamento, in cui tutto il sistema bancario mette in crisi la fiducia nei confronti di Federconsorzi, c’erano delle forniture non ancora pagate, perché non era ancora arrivata a maturazione la data, perché le forniture erano a novanta, a centoventi giorni, adesso non ricordo con precisione, e per l’importo netto, perché c’erano delle compensazioni, di 150 miliardi.

E quello è il credito in cui Enichem Agricoltura  si è ...(incomprensibile) insinuata nel concordato, poi il chirografo, non c’è problema, salvo poi un problema per lo scorporo dell’I.V.A. che caso mai racconto dopo, perché in questo momento interrompo la...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io volevo arrivare al conto ’86.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, ci sono 150 miliardi che riguardano le nuove forniture e non c’è questione, è un credito che è di Enichem Agricoltura e quindi il non pagamento è a carico di Enichem Agricoltura.

In quella occasione però Agrifactoring  ha fatto sapere a Serfactoring, che era la sua mandante all’incasso, che anche se aveva regolarmente pagato alla scadenza tutti i precedenti rapporti, cioè quelli già scaduti, non era stata rimborsata dal debitore principale, cioè Federconsorzi e questa differenza era, ammontava a 352 miliardi come linea capitale, più 120 miliardi di interessi, per un totale, come poi è risultato da estratto conto, di 471 miliardi.

I 471 miliardi sono una delle voci per cui la Agrifactoring si è insinuata nel concordato Federconsorzi , su un totale di 872 miliardi.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): 872 miliardi relativi ad Enichem.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: relativi all’Enichem , fatti, formati da 350 miliardi, 352 miliardi in linea capitale e 120 in linea interessi, poi c’è qualcosa a correzione, 352 sono diventati 348, comunque l’ordine di grandezza è questo.

Prima ancora del luglio la Agrifactoring  fa causa alla Serfactoring perché nel loro contratto, nel contratto che regolava il mandato, anch’esso assistito da questa cosiddetta clausola maturity, cioè che stop ...(incomprensibile), pagare alla data di scadenza indipendentemente dal fatto che il debitore principale avesse o non avesse pagato, fa questa causa e chiede alla Serfactorin i 350 miliardi.

Serfactoring non chiama in causa Enichem  Agricoltura perché società sorella, ma c’è uno scambio di lettere, per cui si dice che rinviando a dopo l’eventuale problema, fa avanti, fa presente che in caso di soccombenza avrebbe chiesto quello di cui fosse rimasto soccombente, avrebbe chiesto a Enichem Agricoltura.

Nel prosieguo della causa il 3 marzo del ’95 depositano gli atti a fondamento della loro richiesta di 471 miliardi, 352 miliardi di linea capitale e presentano questo cosiddetto conto 86, cioè un conto extracontabile, cioè non di scrittura ufficiale, in cui c’è la... sono segnate le partite del rapporto dal sorgere, dall’88 al ’91, in dare e in avere.

Quello che loro pagavano per conto... quel che Agrifactoring ha pagato per conto di Federconsorzi a Serfactoring  e le rimesse che aveva ricevuto, le provviste che riceveva da Federconsorzi.

Noi abbiamo contestato che in questo conto 86 vi erano segnati 217 miliardi che non c’entravano col nostro rapporto.

C’erano rapporti con la Fiat, rapporti con la Cooperativa Cers, che è quella per ingrasso vitelli per 21 miliardi e c’erano due restituzioni di prestiti, ...(incomprensibile) uno di 80 miliardi e uno di 40 miliardi, che chiaramente non c’entravano.

Per cui, forse il 130 che lei mi ha ricordato è il... 352 meno quello contestato, era la somma che almeno in prima battuta, noi non avevamo in prima battuta contestato, cioè indipendentemente dall’ ...(incomprensibile) se è dovuto o non è dovuto, avevamo fatto una contestazione proprio sulle cifre che avevano prodotto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): è riuscito a capire per quale motivo è stato inserito...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ma loro adesso, come racconta il prosieguo della causa, è andata... a parte che siamo davanti al G.O.A. e la causa è iniziata nel ’91 e non si vede ancora... e c’è stata una consulenza tecnica che aveva, che ci ha dato perfettamente ragione, tranne che per un miliardo, anzi ha corretto quei 130 in 83, perché c’era la prima posta che era di 47 miliardi e non... era anteriore, quindi non rientrava.

Quindi c’è stata una consulenza tecnica che diceva, fermo restando che non entrava nel merito di chi era, chi non erano, le cose, eccetera, che comunque che il contendere era di 81 miliardi.

A questo punto Agrifactoring fa una cosa che noi non ci aspettavamo, cambia l’Avvocato, cambia il Consulente tecnico e ripresenta ottocento pagine di testo per dire che si era sbagliato il precedente Consulente di parte, a non essere abbastanza attivo sul discorso, ritornano a chiedere i 471 miliardi e così, e la causa ha ancora...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): certamente.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): poi c’è la vicenda del privilegio.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ecco, collegato sempre agli stessi 471 miliardi, non è che stiamo parlando di altri soldi, io me ne ero accorto per una questione molto banale, ero andato a Roma a salutare l’Avvocato Lettera  nella speranza che lui potesse darmi della documentazione sul rapporto, perché il rapporto è a quattro, il rapporto vero e sostanziale era, come noi sosteniamo, che nella nostra contabilità e nella contabilità di Federconsorzi  quelle fatture, non i 150... tutte le altre risultano pagate ed era solo un problema di provvista di danaro.

La settimana dopo, io ero andato credo il 23 di febbraio del ’96, la settimana dopo l’Avvocato Lettera riceve una causa per 471 miliardi, che io per combinazione ero andato a illustrare, lui credo che sia convinto che io lo sapessi che sarebbe arrivata la causa, invece obbiettivamente è una combinazione, riceve una causa in cui richiedono in privilegio i 471 miliardi, quelli stessi che hanno chiesto a noi, perché erano assistiti da un privilegio, cioè in effetti...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma sempre facendo riferimento al conto 86?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: sì, in pratica è lo stesso rapporto, cioè è il rapporto che regola le forniture al Gruppo Eni chem Agricoltura  e...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma dentro c’è anche altro, non solo Eni...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: nel 471 c’è solo il nostro rapporto.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): solo Enichem .

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: a parte ci sono delle altre cause, nella stessa causa ci sono altri 6 o 7 miliardi relativi al privilegio I.V.A., che se vuole le illustro, e poi ci sono una sfilza di altre venti cause, che avevano fatto, ma su altre tematiche, su cui sono molto meno preparato, perché mentre quella era la causa nostra e ...(incomprensibile, voci sovrapposte).

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, no, va bene, continuiamo.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: e fra di loro inizia la causa, noi la seguivamo con molta attenzione, a parte che l’abbiamo prodotta anche nella nostra causa, perché avevamo trovato estremamente scorretto che avendo un privilegio a garanzia di un rapporto con noi, non fosse emerso nella causa precedente; lo abbiamo trovato proprio processualmente di una scorrettezza unica, perché... se il mandatario all’incasso che riceva alcunché di utilità in nome del mandante, deve dire al mandante che l’ha ricevuto, se non l’ha fatto è di una scorrettezza unica.

Al limite... addirittura 2 miliardi e mezzo, perché l’unica cosa di cui siamo sicuri che sono stati incassati da parte del C.A.P. di Firenze, loro se li sono incamerati, allora se l’hanno... l’avevano chiesti a nome nostro, dovevano metterli nel conto, invece non compaiono nel conto.

E oltretutto noi seguivamo con molta attenzione la causa perché, per effetto della presenza nella causa di 471 miliardi, pur essendoci una grande liquidità nel concordato Federconsorzi, il concordato Federconsorzi non distribuiva alcunché perché era minacciato da una causa di un importo del genere.

Quindi si era creata una situazione di stallo totale...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, questa situazione oltretutto bloccava il riparto nel concordato Fedit.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: bloccava il riparto, bloccava il riparto di Fedit, di cui noi eravamo creditori...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma bloccava il riparto anche nel concordato Agrifactoring.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: anche per l’Agrifactoring.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): ma molte banche erano creditrici sia nell’uno che nell’altro...?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ma in effetti io so di sicuro che le associazioni bancarie... delle banche estere, ho anche una lettera, se la volete... anche perché l’ha mandata anche a noi per... si è molto attivata sul fatto che indipendentemente che vincesse una parte o vincesse un’altra, l’unica cosa che non andava bene a nessuno di noi, che ci fossero queste cause eterne con questi concordati pieni di liquidità fino ai capelli...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): cioè, per i creditori era indifferente l’esito della causa.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: l’esito... dopo vediamo per alcuni era meglio una soluzione e per altri...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): in linea di massima, in linea di massima.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...almeno, per le banche estere era sicuramente indifferente, per noi forse no, però comunque questo va nell’analisi delle singole posizioni, ma sicuramente l’unica soluzione che era negativa, era quella che si era creata con queste cause, con queste parcelle a tre miliardi e sei alla volta liquidate dal Giudice e i poveri creditori vedevano svanire tutte le loro...

La soluzione è stata poi trovata, stiamo parlando del dicembre del ’98, perché nel frattempo esce la Sentenza di primo grado che dice che non entra nel merito se il privilegio ci fosse o non ci fosse, ma dice che comunque anche se ci fosse stato, sarebbe stato comunque perso perché avendo votato il... chi vota perde il privilegio e viene considerato creditore chirografario.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): loro sostenevano di non sapere al momento del voto che vi era questo credito.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ma allora, non so se lei mi sta...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, no...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): il tema è sviscerato.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): no, però io l’ho detto non per commentare, ma per introdurre l’ultima domanda, diciamo.

A me risulta invece che...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, io non lo so se... io assolutamente non so se loro si erano resi conto che avrebbero avuto o meno diritto al privilegio, poi dopo devo fare un discorso sul privilegio; di fatto che loro avessero, sapessero dei titoli in garanzia, risulta dal loro bilancio, sia quello straordinario del...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): guardi, c’è una prima dazione in pegno del 29 aprile ’91, il 29 aprile ’91, risulta in quale bila... per 73...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, loro hanno... c’era un bilancio... se lei prende i tre bilanci, quello del ’90 in cui non ci sono titoli a garanzia se non per 4 miliardi, che è sicuramente un’altra posta...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...poi loro hanno redatto un bilancio subito dopo, mi sembra nell’aprile e siccome il primo dei rapporti era dell’aprile, l’avevano già segnato, che non vorrei ricordare male, di 120 miliardi.

Il successivo, perché non vorrei invertire le cifre, il successivo...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): 173,6 miliardi.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: per il 173, viene da due operazioni, una fatta in aprile e una fatta in maggio; la seconda, perché non c’era... il primo bilancio infrannuale che hanno fatto è quello che si fa quando la società chiede concordato e fa, e deve fare una situazione, e lì ritorna il 173, quindi noi per differenza eravamo riusciti a capire, senza avere altre fonti, che poi le abbiamo trovate ampiamente da altre parti, che almeno chi aveva redatto il bilancio sapeva, il che è diverso da sapere degli effetti, sapeva dell’esistenza dei titoli in garanzia.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): io avrei finito, con l’accordo... dunque, la documentazione prodotta dal Dottor Esposito a me, diciamo, io l’ho già introdotta come documentazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): io ho la Sentenza Agrifactoring...

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): c’è atto di citazione, memoria di costituzione, Serfactoring...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ma fa parte di un altro fascicolo però.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, io l’ho già prodotto.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): quello della causa Agrifactoring.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): sì, sì.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è un altro faldone.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): insinuazione e note autorizzate e via dicendo.

Se le Parti sono d’accordo, produco il verbale per non dilungarmi e risparmio domande anche a voi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): col consenso delle Parti si acquisisce il verbale di dichiarazioni rese nel corso delle indagini dal teste appena escusso.

Le Parti Civili hanno domande?

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Avvocato De Priamo, una sola, in quanto l’Avvocato Esposito ha spiegato molto chiaramente il rapporto sottostante, che finalmente è chiaro.

Volevo sapere solo questo: in merito alla natura di queste cambiali, mi corregga se sbaglio, queste erano cambiali, dunque si trattava di un rapporto di fornitura, quindi chi dava, vendeva la merce era l’Enichem Agricoltura; la vendeva ai Consorzi Agrari, è giusto questo?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: sì, no scusi, la vendeva a Federconsorzi, che la vendeva ai Consorzi Agrari.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): sì, ma veniva, diciamo i beni consegnati ai Consorzi Agrari.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, materialmente, per evitare il doppio trasporto di merce, che era un costo, la Federconsorzi diceva presso quale magazzino, qualche volta coincideva con il Consorzio Agrario, qualche volta col cliente finale del Consorzio Agrario o le società di distribuzione presso cui la merce doveva essere distribuita.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi Federconsorzi pagava, a fronte del... quindi Federconsorzi era, diciamo, l’Ente a carico della quale veniva emessa da voi la fattura.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: sì.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): poi c’era la cessione del credito da Serfactoring, che aveva come mandataria Agrifactoring , è chiarissimo, quindi alla fine Agrifactoring pagava Serfactoring, Serfactoring pagava voi, e questo è chiaro.

I Consorzi Agrari, è questo il punto, emettevano delle cambiali in favore di Federconsorzi...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ecco, però era un rapporto autonomo.

Chiaramente, siccome ricevevano la merce, è probabile che gli importi fossero simili o che ci fosse un rapporto, però noi non avevamo, sto parlando per l’ambito fertilizzanti, non avevamo rapporti con i Consorzi Agrari.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): questo è chiaro.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: i Consorzi... è chiaro che c’è una massa di debiti da parte dei Consorzi Agrari nei confronti di Federconsorzi che corrisponde grosso modo a quella che Federconsorzi aveva nei nostri confronti, ma erano operazioni distinte, noi non entravamo in questo merito.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): no, no, ma quello che io volevo sapere, se lei ne è a conoscenza, è se questi famosi titoli dati in pegno, che a lei consti, erano titoli emessi dai Consorzi Agrari in favore di Federconsorzi e da questa girati?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): cioè, lei ha avuto modo di vedere...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ho anche avuto occasione di vederli solo per effetto della causa da loro fatta, sennò non avrei mai avuto, né nessuno dei nostri avrebbe mai avuto occasione di vederli; sono normali cambiali, nel mondo agricolo c’è la possibilità per la prima fornitura, per dodici mesi di avere delle cambiali a tasso ridotto, che è la cambiale agraria con alcune particolari caratteristiche, ma questo è credito anche di ...(incomprensibile), quelle che sono le normali cambiali, quindi al bollo 12 per mille, quindi erano ...(incomprensibile, voci sovrapposte)...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi non cambiali agrarie, cambiali ordinarie.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...per i rinnovi... dei rapporti, dei debiti che i singoli Consorzi Agrari avevano nei confronti di Federconsorzi, l’avevano cambializzati ad un anno...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e Federconsorzi...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...e Federconsorzi, non potendo bancarli, perché allora c’era la regola che una cambiale solo se era a nove mesi poteva essere bancata, l’ha usata a garanzia anziché con altre forme di...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): e quindi...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: questa è una deduzione che vede vedendo il titolo.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi, se non ho capito male, al momento in cui Federconsorzi ha trasferito queste cambiali, come abbiamo sentito, non tramite girata per garanzia, ma con girata ordinaria e con una lettera che diceva: “Ti do in garanzia”, voi non ne foste informati, in quel momento?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: no, né allora, né quando è stata fatta la causa; per questo ci siamo ampiamente lamentati durante la nostra causa...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): quindi Agrifactoring non vi fece sapere che per quel credito che comunque derivava da... dico, Agrifactoring nel momento in cui ebbe le cambiali in pegno, non vi fece sapere in alcun modo che per quel credito, che comunque derivava da una vostra fornitura, sia pur poi factorizzata, aveva avuto in garanzia quei titoli.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: se di fatto derivava da una nostra fornitura, può anche darsi, ma erano rapporti tra di loro.

In realtà, quindi noi nel... soprattutto perché non ci hanno avvisato, noi ci siamo lamentati per un altro fatto, che agendo Agrifactoring in qualità di mandatario all’incasso, avendo presentato per atto del Notaio Mariconda l’estratto conto delle partite, dice che le utilità davano il bilancio di 471 miliardi, e che nessun’altra partita, eccetera, era afferente a quel discorso, invece qui, almeno a livello di titoli, c’era un’altra partita che c’era stata taciuta.

Non credo che possa il mandatario all’incasso avere il potere di ricevere alcunché dal debitore senza avvisare il mandante.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): ecco, appunto, questo.

Poi lei...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: quindi non perché forse in origine, perché poteva essere una nostra fornitura oppure un’altra fornitura, non lo so da che cosa nascesse il rapporto tra Federconsorzi  e il singolo Consorzio Agrario; noi ci siamo lamentati di tutt’altro, che non era... in realtà la nostra tesi presentata davanti al Giudice, per cui noi sosteniamo che non è che noi dobbiamo 81 anziché quattrocento... noi non dobbiamo nulla è che a fianco al nostro mandato all’incasso c’era, e per tabulas e ci sono in causa, è agli atti, contemporaneamente un rapporto di factorizzazione, in questo caso, da parte di Federconsorzi, che cedeva ad Agrifactoring le cambiali dei C.A.P. .

In questo caso specifico, da quello che ho capito io, non è potuta rientrare in questa operazione perché le cambiali in oggetto erano a dodici mesi e non a nove e quindi non poteva rientrare nel concetto di cambiale bancabile.

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): senta un’altra cosa, lei ha anche detto che avete lamentato, anche giudizialmente, il fatto che Agrifactoring vi tenne nascosto l’inadempimento di Federconsorzi per circa un anno e mezzo.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: sì, allora, perché la causa, diciamo quella passiva per il Gruppo Eni, la Agrifactoring  l’ha fatta nei confronti di...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): Serfactoring.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: è fra il mandante all’incasso e il... scusi, mi confondo sempre...

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): mandatario e mandante.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...all’incasso; e noi nulla c’entravamo, però il ragionamento che noi abbiamo fatto, diventando noi attori della causa, è che la circostanza, se vera, che per un anno e mezzo il debitore principale non aveva pagato e loro sostengono, nonostante i loro ripetuti solleciti, era una circostanza tale che qualsiasi mandatario all’incasso aveva il dovere di dirlo, in tal caso noi avremmo sospeso le forniture, non ci saremmo trovati esposti per gli ultimi 150 miliardi, quelli che sono stati i primi di cui ho parlato, che nulla c’entrano con i 352.

Noi abbiamo fatto quindi una causa, per noi attiva, cioè noi abbiamo fatto una causa di risarcimento di danni, perché loro con il loro comportamento, secondo noi con “colpa aquiliana”, perché non c’era un rapporto diretto con noi, tacendo una circostanza del genere, nascondendo quindi uno stato di insolvenza del debitore principale, ci hanno indotto a continuare a fare le forniture.

Le cause sono state poi riunite ed è anch’essa pendente davanti al G.O.A..

PARTE CIVILE (AVV. DE PRIAMO FABIO): va bene.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande le Parti Civili?

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): una sola domanda, Avvocato Esposito; lei mi pare che ha detto che chi aveva...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: non sono Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): mi scusi, lei ha detto, terminando la sua testimonianza e rispondendo alle domande del Pubblico Ministero che chi ha compilato il bilancio, se ho ben capito, Agrifactoring, dava modo, dalla lettura che lei aveva avuto di questo bilancio, di dedurre che l’esistenza delle cambiali era nota.

Lei si riferiva al bilancio Agrifactoring  per quale esercizio?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, oltre al bilancio di esercizio al 31 dicembre...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): di che anno?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...chiedo scusa, il 31 dicembre di ogni anno, quindi del ’90... l’ultimo... stiamo parlando del ’91.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì, ’91.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: quindi l’ultimo bilancio da guardare, 31 dicembre dell’anno precedente, del ’90.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): sì.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: oltre a quello...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): redatto ad aprile ’91.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...in un fascicolo che ha presentato il Professor Giorgianni... forse non lo ho portato, comunque posso dirle anche come è rilegato, in rosso, eccetera, ci sono allegati il bilancio al 30 aprile del ’91 e una situazione... quella è a mano... ha una data precisa di novembre, che adesso non lo so... mi sembra 11 novembre, che è la data della richiesta del concordato, adesso non so, non mi ricordo a memoria, il concordato, il bilancio a che data la...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): la richiesta di ammissione al concordato preventivo...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: la richiesta di ammissione.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...di Agrifactoring che è del novembre ’91.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: no, allora, no scusi... la richiesta è anteriore, è del luglio, si può presentare un bilancio a non più di tre mesi, quindi era allegato il bilancio all’aprile.

Poi ha presentato anche un bilancio al novembre, adesso non so...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): quindi questi sono tutti atti sui quali ha esercitato le sue funzioni, il suo controllo il Commissario Giudiziale di Agrifactoring.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: bisogna guardare l’epoca, perché quello del 30 aprile...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): era in carica.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: sì, l’ha... credo... io ritengo di sì, perché il bilancio del 30 aprile c’era ancora un Consiglio di Amministrazione, ma io lo ricordo fisicamente allegato a un atto presentato...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): io questa domanda gliela faccio perché qui invece il Commissario Giudiziale che è stato interrogato prima di lei ha detto che lui di quelle cambiali ha avuto notizia soltanto nel ’95 o nel ’96, se non ricordo male.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, probabilmente la notizia... quelle cambiali sicuro, la riga del bilancio dei conti d’ordine, e se non sbaglio anche perché di queste cose, il mondo è piccolo, ne abbiamo parlato e ho sentito anche tesi opposte alla mia, il... probabilmente...

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): lei ritiene che non sia... non corrisponda al vero questa affermazione del Commissario Giudiziale?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: no, scusi, allora, sicuramente...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): facciamo rispondere, Avvocato.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ...il Liquidatore... scusi, il Commissario Giudiziale  sicuramente... primo, non ha visto sicuramente le cambiali; secondo, probabilmente non ha nemmeno pensato all’effetto del privilegio.

Posso fare un brevissimo inciso, perché se no non... quando il Professor Picardi ha presentato la situazione dei debiti, distinguendoli come per legge fra chirografari e privilegiati...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Picardi?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: Picardi.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Federconsorzi ?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: siamo in casa Federconsorzi; della relazione particolareggiata, che poi la data c’è un errore di stampa, del 31 gennaio del ’92, fa espressamente menzione del problema del privilegio.

Cioè, la tesi di Picardi è che mentre nel fallimento perché ci sia privilegio occorre l’esistenza del bene, nel concordato ciò non si applica.

C’è la nota esplicita di Picardi che dice che nella relazione che aveva fatto si era dimenticato di scorporare l’I.V.A. delle fatture che a suo parere andava individuata in privilegio, cosa che è stata fatta.

Fatta questa operazione, che sicuramente però non ha interessato queste cambiali, il criterio seguito dal concordato Federconsorzi è stato quello che è della prevalente giurisprudenza per cui nel concordato non si guarda l’esistenza o meno del bene per cui siamo sui privilegi speciali, sui privilegi generali non c’è questione, sui privilegi speciali c’è questa questione.

Allora, tant’è vero che... scusate, esco un attimo dal seminato... noi che sapevamo di questo orientamento giurisprudenziale, come in realtà quasi tutti i grandi fornitori, nel fare le dichiarazioni di voto abbiamo espressamente indicato qual il nostro credito, indicando espressamente quale parte era relativa all’I.V.A. e per quella parte non abbiamo votato, e questo è un fatto... pressoché tutti i creditori.

Nel ’95, quando c’è stato il riparto dei crediti privilegiati, il concordato Federconsorzi ci ha pagato 8 miliardi di debito privilegiato, e come a noi lo ha fatto a tutti.

Quando, e poi arriveremo nel ’99, c’è il nuovo riparto del 20 per cento... adesso c’è il Liquidatore Caiafa, dopo che aveva predisposto un piano di riparto conforme a questo indirizzo del Professor Picardi , l’Avvocato Caiafa si fa... provoca una decisione del Tribunale, adesso non ricordo se del Giudice Delegato o del Tribunale, sul merito, e allora la decisione del Tribunale dà come indicazione che quando non esiste il bene o quando il bene è incapiente, non si ha riconoscimento di privilegio.

Il privilegio speciale, se questa cambiale vale lire zero, ti darebbe il diritto di avere il pezzo di carta che si chiama cambiale, non il diritto ad essere privilegiato, mentre l’insegnamento del Professor Picardi e la prassi eseguita dal Tribunale fino a quel momento era stata quella, che è conforme alla pressoché unanime Giurisprudenza della Cassazione, che questa distinzione fra privilegi speciali e generali, l’esistenza di bene o la non esistenza di bene vale nel fallimento, dove c’è la gradazione del... non nel concordato, perché nel concordato i creditori sono solo di due specie, privilegiati o chirografari.

I chirografari votano, i privilegiati non votano, perché devono essere pagati al cento per cento, sia che il loro bene ci sia che il loro bene non ci sia, sia che siano speciali o che siano generali.

Questa operazione compiuta dall’Avvocato Caiafa  ha modificato anche i termini del fabbisogno concordatario, cioè, noi leggiamo dappertutto, anche nella relazione parlamentare, che non si deve indagare se al momento della ammissione al concordato c’era o non c’era il 40 per cento, perché di fatto il 40 per cento è stato distribuito; però questa distribuzione è avvenuta anche per effetto di questa operazione.

Noi per questioni di principio, anche se gli 8 miliardi che abbiamo perso in privilegio quasi corrispondono a quel maggior riparto che abbiamo avuto, perché... ovviamente questo è stato ripartito a tutti, perché noi avevamo il prodotto a I.V.A. bassa, avevamo il prodotto che aveva l’I.V.A. del 4 per cento, però ugualmente abbiamo presentato una opposizione, anche perché, e qui ritorno alla domanda che mi faceva prima il Pubblico Ministero, una delle conseguenze del fatto che... quei conseguenti 471 miliardi dovevano essere in privilegio, è che non potevano chiedere contemporaneamente in privilegio e a noi, avrebbero dovuto chiedere in privilegio e lo avrebbero avuto in privilegio e a noi non l’avrebbero dovuto chiedere.

Quindi noi avevamo una questione di principio che ci interessava moltissimo.

La nostra posizione è stata respinta per una questione procedurale, perché non si può reagire a questo provvedimento con l’opposizione ma bisogna fare un actio nullitatis davanti al Giudice Ordinario, che non abbiamo ancora fatto.

Ma nel frattempo, però, la Difesa di Federconsorzi, in questo caso era il Professor Sassani, ha fatto un sottile distinguo; dice, salvando capra e cavoli: “Va distinto il caso in cui il bene è inesistente, come nel caso dell’I.V.A., e allora non riconosco il privilegio, se invece il privilegio c’è, una cambiale che vale pochissimo perché il creditore principale... ma non è capiente, fa niente, in questo caso va considerata per intero”.

Soluzione che corrisponde ai nostri... desiderata per cui non siamo andati a fare l’actio nullitatis, cioè, con un chiarimento così fatto nell’azione...

Però a questo punto, scusate questa lunga digressione, ritorna, adesso a parte la buona fede individuale, o non la buona fede individuale, ritorna che secondo la tesi adesso sostenuta da Federconsorzi , siccome esisteva il pegno anche se sicuramente era incapiente perché era 182 miliardi di cambiali ma verso Consorzi in liquidazione coatta amministrativa, per cui pagheranno qualche lira ma non pagheranno mai l’intero, però comunque era un pegno e quindi andava riconosciuto il privi... sarebbe dovuto essere riconosciuto il privilegio.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): cosa devo dirle adesso, io dovrei farle un'altra domanda e poi ritornare a quella di prima.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): valuti lei, Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): per quanto riguarda il piano di riparto depositato dall’Avvocato Caiafa anche per i creditori privilegiati, lì ci sono delle lacune allucinanti...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, Avvocato, non ci interessa in questo momento.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): ...non mi soffermo su questo, perché anche sentenze passate in giudicato che riconoscono... non sono state considerate.

Comunque, in ogni caso, io dicevo in conclusione, siccome mi pare di aver capito, avendo ascoltato tutti e tre i rappresentanti della procedura Agrifactoring, il liquidatore, il Commissario Giudiziale e il Consulente, i quali hanno detto che loro non sapevano assolutamente, nella fase diciamo che interessa della ammissione e della omologazione del concordato Agrifactoring, di queste cambiali, cercavo di chiedere e di sapere da lei se ci poteva dare lumi su questo punto, cioè se è plausibile questa tesi oppure no, per quanto a lei consta.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: a me consta che c’è una riga nel loro bilancio, di più non so.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): ha risposto fino adesso.

PARTE CIVILE (AVV. FABBRI FRANCESCO): allora, questo qua è il punto.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: una riga ripetuta due volte.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): tenete conto che ci sono ancora tre testi, e il Tribunale non oltre le due e tre quarti può andare, tenete conto di questo; prego.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Dottore, posso chiederle praticamente in che modo, diciamo, Enichem si è collocata in relazione appunto alla proposta N.S., poi S.G.R.?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: allora, in un primo momento... le notizie che do risultano solo dalla lettura di carte, perché nel ’91 io non c’ero.

In un primo momento la nostra società aveva aderito, ci sono le delibere del Consiglio di Amministrazione che autorizzava a sottoscrivere, ci toccava come quota circa il 10 per cento della S.G.R., ci sono le lettere in cui ci si... anche di impegno a sottoscrivere, purché il nostro impegno finanziario fosse nel limite dei due miliardi e mezzo che era la nostra quota.

Quando è stato steso poi... i patti parasociali, si era sempre ventilato, ci sono anche degli articoli di stampa che lo confermano, l’ipotesi che oltre al capitale sociale dovevano essere ceduti i crediti nei confronti di Federconsorzi.

Invece nel testo dei patti parasociali era stato previsto l’obbligo per i soci di sottoscrivere... di concedere pro quota un’apertura di credito di 400 miliardi al tasso A.B.I. con tutte le clausole, la nostra quota sarebbe stata di immettere liquidità per 40 miliardi.

Erano anche anni in cui la società aveva perso completamente il capitale sociale, immettere 40 miliardi era una operazione impossibile e non...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): andiamo avanti, Avvocato.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per quanto riguarda proprio, diciamo, sempre... per esempio, voglio dire, per quanto riguarda i crediti verso i C.A.P., no, sulla base proprio dei dati fattuali in vostro possesso, questi crediti valevano zero oppure no?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: noi abbiamo sempre sostenuto, e stiamo per presentare una nuova causa, questo contro la transazione che è intervenuta tra S.G.R. e il concordato...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per caso questi atti ce li ha qui, Avvocato?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: non sono sicuro che siano stati già notificati, perché...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): abbiamo tempo per valutarlo, eventualmente sarà oggetto di successive produzioni; prego, andiamo avanti.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: noi sosteniamo che sicuramente non valgono il loro valore nominale, ma sicuramente non valgono nemmeno zero.

Cioè, noi riteniamo che al di là di tutte le altre questioni, compreso quel difficilissimo problema del credito verso lo Stato, nel complesso delle ricostruzioni, anche quelle fatte dalla Commissione Parlamentare, si è sempre trascurato il fatto che i crediti verso i Consorzi Agrari un certo valore ce l’avevano.

La prova più lampante è stato l’episodio di Reggio Emilia: Reggio Emilia, dopo essere in concordato preventivo... mi scusi, in liquidazione coatta, ha fatto un concordato, i concordati che seguono la liquidazione coatta, con una stranissima formulazione, per cui ...(incomprensibile) ha pagato per intero i debiti fino a 2 miliardi e mezzo, al 25 per cento i debiti fino a 30 miliardi ed al 5 per cento i debiti ulteriori.

I debiti ulteriori sono solo quelli nei confronti... e non si capisce bene fra S.G.R. e Federconsorzi  perché sono i beni di cui questo Tribunale ha disposto il sequestro.

Cioè, noi sosteniamo che sono di Federconsorzi  e che comunque questa operazione di violazione, secondo noi, della par conditio creditorum è la tipica dimostrazione che l’intera operazione è a danno dei creditori, è la nostra convinzione.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): per quanto riguarda la transazione, Avvocato, menzionava quindi di... quali sono i dati in vostro possesso che vi portano a contestare, i dati di fatto in vostro possesso?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: adesso, a parte gli altri dati che sono stati ampiamente contestati in altre sedi, la tesi sempre da noi sostenuta è che nella stesura del testo della transazione il testo è andato oltre l’autorizzazione del Giudice, perché l’autorizzazione del Giudice ha stabilito un principio ripetuto dappertutto, approvato dal comitato dei creditori eccetera, che ciò che era trasferito rimaneva trasferito, ciò che non era trasferito non sarebbe stato trasferito.

Queste cambiali e i crediti nei confronti di otto Consorzi Agrari, a nostro parere, perché... no, scusi, anzi a parere del Tribunale Penale di Perugia in sede di sequestro, ha sostenuto che sono di spettanza di Federconsorzi.

Federconsorzi non si è attivata a chiedere questi beni e noi presentiamo, stiamo presentato una azione in surroga, perché secondo noi è lì il nucleo centrale, perché al di là delle questioni di principio noi stiamo inseguendo delle lire, non i principi, secondo noi questi crediti hanno un valore, poi se è poco o tanto sarà la storia a dirlo.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): io avrei finito.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): le Difese hanno domande?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): l’ultima cosa, posso?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI):  prego.

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): ecco, voi avete cognizione per caso di come diciamo si svolgevano queste riunioni con S.G.R.?

Non potete rispondere...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: noi... quelle del ’91, ho letto i verbali delle riunioni perché per combinazione c’era il dossier, ma non...

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): va bene, grazie.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: non è che... non... non ho altre conoscenze se non quelle...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): domande Avvocato? Prego.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): Avvocato Zaganelli, Difesa Carbonetti.

Voi eravate a conoscenza del... lei ha fatto riferimento prima al bilancio dell’aprile ’91 e a un bilancio finale del 4 ottobre ’91, presentato...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: se lei... alla data 4 ottobre...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): sono date che lei ha già dato... quando ne siete venuti a conoscenza voi, del bilancio?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ma, io personalmente, ricordo anche la rilegatura, c’è... nel leggere le carte, che per noi riguardavano le carte della causa con Agrifactoring, non... ho un dossier... io, sicuramente sarà stato il ’95 o ’96, quando... ecco, sicuramente quando ci ha interessato moltissimo il discorso, cioè dopo il 3 marzo del ’95, quando abbiamo scoperto le carte l’uno e l’altro nella causa di 471 miliardi, abbiamo cercato di capire di che cosa si trattava, e lì ho... no, sicuramente in quel momento non potevo saperlo... scusi, è la domanda che è molto... lo ho saputo dopo, quando ho visto che c’erano le... ho avuto... siamo nel ’96, scusi molto, quando ho avuto dall’Avvocato Lettera gli atti della causa...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): sì, questo... ma appunto voglio... a me interessava la conoscenza dei bilanci.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: probabilmente il bilancio fisicamente lo avrò anche avuto, ma io non avevo motivo di analizzare il bilancio della Agrifactoring per andare a scovare se c’erano delle cambiali che non sapevo.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): lei ha riferito che l’esistenza di questo rapporto obbligatorio sarebbe stato portato come valore in garanzia cedente valori in garanzia, come conto d’ordine.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: c’è scritto lì, se lo ho detto è perché ho letto esattamente quello che c’era scritto sul...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): quindi secondo lei, l’appostazione di questi valori ai conti d’ordine, in garanzia ai cedenti in garanzia, determinavano la conoscenza dell’esistenza di un pegno?

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ma, non di pegni a nostro favore, di titoli a garanzia sì, ma non di più, noi non...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): in altri termini, la indicazione di valore in garanzia, secondo lei è equivalente a valore costituito in pegno?

PARTE CIVILE (AVV. PAOLA FRANCESCO): Presidente, c’è opposizione a questa domanda.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): infatti, la domanda è inammissibile Avvocato.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: mi fa un esame di diritto...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): no, no, Avvocato, la domanda è inammissibile.

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): va bene, che conseguenza avete tratto dalla indicazione a bilancio di questi valori.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: noi, no, questa è solo un indicazione... a domanda, lei ritiene che... noi dopo, a cose fatte, cioè quando abbiamo visto che riguardavano una garanzia nostra, abbiamo cercato di capire qualcosa di più, e abbiamo trovato... è un’indicazione, non credo che basti da sola...

DIFESA IMPUTATO CARBONETTI (AVV. ZAGANELLI STELIO): va bene, Presidente, siccome su questo punto lei non ha ammesso la domanda, e aveva già risposto, c’è contrasto tra la dichiarazione di oggi e quella resa al Pubblico Ministero, chiedo di essere ammesso a produrre, se le altre parti sono d’accordo, la deposizione resa dal signor Esposito il 10 giugno ’96.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): già acquisita.

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: se ho detto qualcosa di impreciso...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): è già acquisita, Avvocato.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): Presidente, posso?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): i crediti cambiari erano iscritti in conti d’ordine o in conti patrimoniali...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: io sono laureato in Giurisprudenza, non sono un...

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): se lo sa, ecco, la risposta è molto...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: però io, da quello che mi ricordo, erano nei conti d’ordine.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): ho capito, lei ha affrontato e ha dato giudizi anche talvolta piuttosto netti su tante cose, quindi lo ha fatto in base alla conoscenza...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: io ritengo, la memoria mia... se avessi la carta di fronte...

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): la mia è un’integrazione, diciamo così...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: ritengo che siano i conti d’ordine.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): erano i conti...

GIAN FRANCESCO ESPOSITO: anche perché ricordo un discorso letto non so dove in cui il Professor Giorgianni dice: “Ma io non ho mai letto... qualcuno... io non ho mai guardato i conti d’ordine”.

Quindi che sia qualcosa legato ai conti d’ordine, credo di ricordare.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): ecco, conferma che essendo nei conti d’ordine non potessero costituire un nuovo diverso credito nei confronti di quelli patrimoniali, di quelli di bilancio attivo?

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): la domanda è inammissibile, la struttura dei conti d’ordine è una nozione sia ragionieristica che giuridica ben precisa, quindi non può formare oggetto di domanda, prego.

DIFESA IMPUTATO CAPALDO E RESP. CIVILE S.G.R.  (AVV. DEL RE MICHELE): va bene, non faccio altre domande.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): altre domande?

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): dunque, c’è accordo per i prossimi tre testi a produrre sia i verbali che la relazione.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): va bene, questo è un altro discorso, il teste adesso.

PUBBLICO MINISTERO (DOTT. RAZZI): basta.

PRESIDENTE (DOTT. RICCIARELLI): Dottore, può andare.

Il testimone viene licenziato.