Il dottor Rosa ha, poi, evidenziato quello che alla Commissione sembra un aspetto di notevole rilevanza per la comprensione dell’evoluzione della vicenda Federconsorzi, costituito dal collegamento tra il debito della Federconsorzi e quello di Agrifactoring, che poneva gravi problemi alla credibilità e, quindi, allo standing della Banca nNazionale del lavoro, che era, nello stesso tempo, creditrice importante della Federconsorzi e dell’Agrifactoring e socia di quest’ultima.

Egli ha infatti sottolineato che "(…) uno scalpore maggiore (…) lo suscitò il caso Agrifactoring in quanto, (…) non si poteva ammettere che una società di questo genere fosse lasciata cadere (…).

Non esistevano fideiussioni, ma (…) le banche straniere facevano affidamento sulla struttura dell'azionariato della società. Il 75 per cento del capitale di Agrifactoring era posseduto dal sistema bancario italiano e la principale banca azionista era la BNL. Ciò faceva sì che agli occhi delle banche straniere vi fosse un coinvolgimento del sistema bancario e soprattutto della BNL che (…) allora era la banca del Ministero del tesoro".

Va rammentato che per i prestiti internazionali in favore degli enti pubblici italiani, vigeva la clausola cosiddetta di cross default che prevedeva che, se il prestito ad un ente avesse fatto default e cioè non fosse stato ripagato, le banche creditrici avrebbero avuto il diritto di chiedere il rimborso anticipato dei prestiti concessi anche agli altri enti pubblici italiani. (…) La comunità bancaria internazionale ha sempre considerato la Federconsorzi come un ente pubblico italiano; né la Federconsorzi né il Governo hanno fatto alcunché, per correggere detta impressione. In pratica la Federconsorzi e l’AIMA, sono state considerate i principali enti pubblici italiani preposti al sostegno dell'agricoltura.

Lo stesso processo seguito per il commissariamento si è svolto con modalità (convocazione dei creditori fatta dal Ministro dell'Agricoltura presso il Ministero, progetto di piano finanziario prospettato direttamente dal Ministro, ecc.) più appropriate a quanto avviene negli enti pubblici che nelle imprese private.

La precipitosa decisione del Ministro dell'Agricoltura di commissariare la Federconsorzi, per i tempi e le circostanze in cui è stata attuata, sembra inquadrarsi nella manovra governativa per ridurre o limitare il disavanzo pubblico, con ciò implicitamente confermando la natura di ente pubblico di Federconsorzi.

(…) Il comunicato stampa afferma che le proposte per definire le posizioni debitorie e rilanciare l'attività di Federconsorzi sono del Governo, con ciò confermando g1i intendimenti di politica economica generale che si vogliono perseguire e la natura di Federconsorzi quale strumento governativo per l'attuazione di tale politica