Nella perdurante assenza di interventi di tipo strutturale il sistema fu alimentato da una sconsiderata politica creditizia, che però determinò progressivamente un fortissimo indebitamento dei consorzi agrari  verso Federconsorzi e di quest’ultima verso banche e istituti finanziari, tra i quali Agrifactoring.

Ed invero Federconsorzi, priva di proprie risorse, non poteva che rivolgersi alle banche, mentre dai consorzi agrari e indirettamente dagli agricoltori essa riceveva cambiali che venivano girate allo sconto o fattorizzate presso Agrifactoring, di cui Federconsorzi era cliente esclusivo

 

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Inoltre le banche estere, in particolare quelle giapponesi, che fino ad allora avevano largamente concesso crediti, nel convincimento che Federconsorzi fosse un organismo parastatale, reclamavano per intero il pagamento di quanto dovuto, pretendendo che fosse lo Stato stesso  a farsene carico e giungendo a prospettare difficoltà nei rapporti internazionali.[21]

Né va sottaciuta l’ulteriore difficoltà correlata alla situazione di Agrifactoring, società partecipata da Federconsorzi e da alcune banche, tra cui B.N.L., che, avendo come unico cliente Federconsorzi, a seguito della crisi di quest’ultima, si era trovata in una situazione analoga.

Poiché fra i creditori di Agrifactoring figuravano ancora una volta le banche estere, men che mai queste ultime erano disposte a concedere alcunché, pretendendo anzi, in questo caso, il pagamento dalla B.N.L. o dal Ministero del Tesoro, “azionista di riferimento” della banca.

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Inoltre vi era il problema di Agrifactoring.

Tale società era la massima creditrice di Federconsorzi ed in epoca pressoché coeva aveva fatto richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo, avendo fatalmente risentito della crisi della propria cliente.

Anche con riguardo ad essa le banche estere si erano dolute del mancato pagamento dei crediti, individuando nella BNL, espressione del Ministero del Tesoro, il socio di riferimento.

La grave situazione, tale da poter determinare perfino una tempesta monetaria, si sbloccò con la congiunta iniziativa assunta da B.N.L., Banco di Santo Spirito ed Efibanca di postergare i propri crediti verso Agrifactoring[36], così assicurando agli altri creditori una ben più corposa percentuale di realizzo a scapito delle proprie chances.

Le medesime banche si ripromettevano peraltro di conseguire anche l’utile risultato del  voto favorevole nel concordato Federconsorzi.

NOTE

La problematica del rapporto con le banche estere emerge da una pluralità di fonti: cfr. le dichiarazioni dei testi Beltramo e Rosa, nonché la documentazione acquisita a margine delle due deposizioni ed ancora la documentazione acquisita all’udienza del 13-7-1991 in relazione alla deposizione del teste Sguazzi; un’imponente messe di documenti si rinviene altresì nel faldone allegato 4 alla scheda 1 A

I documenti relativi sono nel fascicolo delle produzioni effettuate all’udienza del 6-7-2001 a margine dell’acquisizione del verbale delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini e all’udienza preliminare dall’ex imputato Geronzi, prosciolto dal GUP e avvalsosi della facoltà di non rispondere.