ILL.MO TRIBUNALE PENALE DI PERUGIA

Sezione penate

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PROC. PEN. N. 474/96 R.G. NOT. REATO E N. 10/01 R.G. Dib.

IMPUTATI: Greco Ivo e Capaldo Pellegrino

RESPONSABILE CIVILE: SGR spa

Istanza per la revoca del provvedimento di

approvazione di rendiconto

Quali difensori della SGR Società Gestione per il Realizzo s.p.a., la quale, responsabile civile nel procedimento in epigrafe indicato, pendente nei confronti di Ivo Greco e Pellegrino Capaldo, congiuntamente sottoscrive il presente atto, rappresentiamo e chiediamo quanto segue.

Nell'ambito del suddetto procedimento venivano, tra l'altro, sottoposti a sequestro, con provvedimenti del 22.03.96 e del 24.04.96, beni di pertinenza d..ella SGR. In particolare, con il primo provvedimento venivano sottoposte a sequestro" partecipazioni azionarie della SGR s.p.a. nelle società Sagrim, Saiim ed Indipendenza, nonché azioni della BNA e crediti diversi, mentre, con il secondo provvedimento venivano sottoposte a sequestro numerosissime cambiali.

Veniva inoltre nominato custode l' avv .Francesco Lettera.

In data 29.09.02, il Tribunale adito emetteva ordinanza con la quale disponeva, tra 1 'altro, la restituzione, in favore della liquidazione di Federconsorzi in concordato preventivo, di n. 27 delle cambiali in ..sequestro per un valore di £ 10.125.000.000, e delle restanti cambiali in favore di SGR.

Con provvedimento del 12.11;02, comunicato a mezzo posta alla SGR in data 22.11.02, il Tribunale approvava un rendiconto della gestione della custodia presentato dal custode avv  Lettera, disponendo altresì che il predetto custode desse esecuzione all’ordine di restituzione delle cambiali così come disposto con l' ordinanza sopra indicata.

Il Custode inviava alla SGR missiva a cui allegava la propria richiesta di rendiconto, nonché le schede che tra breve si indicheranno. Inviava inoltre, su specifica richiesta della SGR, anche la copia dell'estratto conto ICCRI 54176 ed una scheda riepilogativa dell'impiego delle

disponibilità in pcte due schede di precedenti.

Sulla scorta di tali conoscenze documentali, si osserva quanto segue.

In ordine alle richieste di cui al presente atto, è opportuno trattare  partitamene della situazione giuridica delle spese sostenute dal custode nel corso della propria attività e della loro attribuibilità, della procedura di approvazione del rendiconto, della specifica redazione del rendiconto ed, infine, della congruità delle spese esposte.

A) La regolamentazione in ordine alle attività di custodia ed alle spese ad essa afferenti si rinviene nel 'art. 259 cpp e, per il resto, nel recente TU. in materia di spese di giustizia di cui al D.P.R. 30.05.02 n. 115 che ha, tra l'altro, abrogato gli art. 265 cpp e 84 att. cpp, disponendo,in materia di sequestro, agli artt. 149 e ss.

In via preliminare appare indubbio che le spese di custodia rientrino nell'ambito delle spese processuali, delle quali il responsabile civile non è tenuto a rispondere.

Sul punto, di estrema chiarezza sono sia l'art. 535 cpp, che pone a carico del condannato le spese processuali, sia il citato T. U .che, all'art. 4, stabilisce che le spese del processo penale sono anticipate dall' erario e che, alI ' art. 5, individua le suddette spese, distinguendole tra quelle ripetibili e quelle non ripetibili.

Nell'ambito della prima categoria ricomprende, alla lettera e), le indennità di custodia, definite al successivo art. 58: "Al custode, diverso dal proprietario o avente diritto, di beni sottoposti a sequestro penale probatorio e preventivo (...) spetta un 'indennità per la custodia e conservazione.
L 'indennità è determinata sulla base delle tariffe contenute in tabelle (...). Sono rimborsabili eventuali spese documentate se indispensabili per la specifica conservazione del bene” .

Ne consegue, pertanto, che le spese di custodia in genere (indennità e spese di conservazione) rientrano tra le spese processuali; esse sono anticipate dall'Erario e di esse non risponde il responsabile civile.

Del resto, ulteriore riscontro di quanto sinora dedotto si rinviene anche nella normativa precedentemente vigente in ordine alla restituzione delle cose sequestrate, di cui all'art. 84 att. cpp (ora abrogato dal citato testo unico), il. quale disponeva che la restituzione delle cose sequestrate potesse avvenire solo previo pagamento delle spese per la custodia e la conservazione delle cose sequestrate, salvo che fosse stata pronunciata sentenza di proscioglimento o che le cose sequestrate apnartenessero a persona diversa dall'imputato.

Sulla questione è stato correttamente ricordato in dottrina che, nel progetto preliminare della norma di attuazione in esame, l'esclusione dell'operatività della clausola di salvezza era estesa al caso in cui la cosa fosse. di proprietà del responsabile civile. Tuttavia, tale estensione venne espunta in sede di redazione del progetto definitivo, in quanto l'art. 535 cp.p non prevede a carico del responsabile civile l' obbligo solidale relativo alle. spese processuali  nel caso di condanna dell'imputato, come invece era stabilito dall'art. 488 comma 4 cpp  abrog. (Selvaggi Commenti artt. 84 e 85, in Chiavario, "Commento al nuovo codice di procedura penale" Utet 1992 pag. 320).

Infine. Può osservarsi che l' art. 150 del predetto T. U .non  prevede più alcuna condizione per la restituzione del-bene sottoposto a sequestro stabilendo unicamente che. dopo il provvedimento del magistrato si proceda alla restituzione.

Peraltro, coerentemente alle disposizioni legislative, la sentenza di primo grado emessa in data 29.09.2002 dal Tribunale in relazione alla vicenda de qua, non pone a carico del responsabile civile le spese processuali.

Sul punto può infine osservarsi che: "In tema di recupero delle spese di conservazione e custodia dei beni sequestrati, le somme liquidate a titolo di indennità di custodia fanno parte del procedimento penale ed è compito dello stato anticiparle sino al trentesimo giorno successivo alla comunicazione alI' avente diritto del provvedimento di dissequestro e di restituzione del bene. " (Cass. pen. sez. I, 10.10.2000, n. 5628).

B) Il rendiconto, quale atto di specificazione delle attività e, soprattutto, delle spese compiute dal custode ai fini del mantenimento della cosa, deve essere esaminato nel contraddittorio delle parti interessate e la sua eventuale approvazione non può che conseguire a tale attività, essendo affetta da nullità assoluta ogni procedura diversamente seguita, come costantemente evidenziato dalla Corte di 1egittimità.

"Nel giudizio di liquidazione dei compensi al custode il giudice dell' esecuzione deve provvedere nel contraddittorio delle parti, e .1' eventuale provvedimento adottato " de plano " è affetto da nullità assoluta ed insanabile rilevabile d.'ufficio in qualsiasi stato e grado) del giudizio (conseguentemente la Corte ha annullato con rinvio il provvedimento del giudice dell’esecuzione rilevando il mancato avviso al Ministero del Tesoro, quale rappresentante dell'amministrazione tenuta all'esborso). " (Cass. pen., sez.. III, 19.01.2001, n. 5967) .

"L 'istanza di riesame del provvedimento di liquidazione del compenso al custode giudiziario di cose in sequestro vale come richiesta di incidente di esecuzione ai sensi dell ' art. 666 cpp (La S. C. ha  annullato I' ordinanza. con la quale il giudice aveva dichiarato l’inammissibilità dell'impugnazione proposta avverso il provvedimento di liquidazione). " (cass. pen. sez. V, 22.10.92, Meola)

“ In tema di custodia delle cose sequestrate, la competenza a pronunciarsi sulla liquidazione dei compensi al custode –da determinarsi a norma dell'arto 263 cpp -appartiene (...) nella fase della cognizione, al giudice che ha la disponibilità del procedimento (...). " (Cass. pen. sez. III, 16.10.98 n,2637).

Le considerazioni esposte nei punti A) e B) rivestono carattere di essenzialità nella vicenda de qua, poiché, da- un lato, le parti processuali interessate non sono state rese partecipi, nel contraddittorio, dell 'approvazione del rendiconto e, dall'altro, come si vedrà, il Custode ha indicato nel proprio rendiconto ingenti spese a  carico del Responsabile civile, ha trattenuto tali somme senzaprocedere alla loro restituzione.

Il Custode, peraltro, oltre a trattenere tali somme, invita il Responsabile civile a "comunicare eventuali fatti ostativi o impugnativi,o se nulla altro osta si interessa codesta Società... ", così richiedendo e ricercando una sorta di atto di acquiescenza o di impugnativa non dovuto e non previsto per legge nei confronti di colui che deve unicamente procedere alla restituzione di quanto già sottopoto a sequestro, come espressamente indicato nell'ordinanza di dissequestro emessa dal Tribunale in data 29.09.02 e ribadita nel provvedimento del 12.11.02. Quanto sopra indicato, ovvero rendiconto con attribuzione di spese di custodia effettivamente trattenute in capo al Responsabile civile e mancato contraddittorio con le parti interessate nell ' approvazione del rendiconto, costituiscono motivi assorbenti per procedere alla revoca del provvedimento di approvazione del suddetto rendiconto sotto un pregiudiziale profilo di diritto.

 

Merito

C) Oltre quanto dedotto in ordine alla regolarità formale del rendiconto e della sua approvazione, il provvedimento di approvazione deve essere revocato per le seguenti considerazioni di merito.

Il rendiconto, per sua natura, costituisce la esplicitazione delle attività compiute, in questo caso dal custode, per la conservazione del bene e .deve, pertanto, essere effettuato in maniera tale da consentire al  soggetto sul quale il rendiconto spiegai propri effetti di comprendere ciò che é stato posto in essere, onde valutarne la pertinenza e la rilevanza. Inoltre, per quel che concerne le spese vive, il rendiconto deve ,essere necessariamente corredato dai documenti giustificativi.

Nel caso di specie, il documento presentato dal custode non permette tali analitiche ricostruzioni. -

Pur nella riferita difficoltà, dall ' esame dello stesso sembra potersi dedurre quanto segue.

Alla relazione predisposta dal Custode .sono allegate delle schede (si riportano quelle trasmesse), così denominate:

1) Ripartizione dei costi della custodia giudiziaria;

2) Ripartizione dei costi della custodia giudiziaria Raffronto situazione al 31.05.99 ed al 31.12.2003;

3) Ripartizione dei costi della custodia giudiziaria: costo totale;

4) Rendiconto finanziario al 30.09.2002 Spese di amm.ne dall'aprile

1996 Stima costi a finire previsti fino al 31.12.2003;

5) Rendiconto finanziario al 30.09~2002 Spese di amm.ne dall'aprile 1996 Ripartizione spese di amministrazione;

6) Accantonamenti per chiusura custodia -Somme da restituire agli aventi titolo. .

Le schede appaiono riportare, come può evincersi in particolare dalle schede 1, 2 e 3, la descrizione dei crediti, ovvero cambiali di competenza Fedit (relative al primo sequestro) e cambiali proprie della S.G.R.(denonominate Cam. Cap secondo sequestro) seguono crediti verso 1 'Erario, verso i privati e, infine, vengono esposte le partecipazioni BNA (proprie della SGR e già dissequestrate) e altre partecipazioni (si ritiene che esse siano relative alle società Sagrim, Saiim ed Indipendenza, oggetto di sequestro preventivo ).

Nella scheda l viene indicato un valore del sequestro delle partecipazioni diverso da quello del valore nominale delle stesse e senza alcun richiamo  esplicativo al metodo di calcolo di tale valore.

Nella scheda 2 viene indicato un costo totale per le cambiali del secondo sequestro (voce 2SEQ) per £. 1.178.693.860. Tale importo  viene decurtato della somma di. £ 393.,483.864 riferita ad una ripartizione al  31.05.99 di cui non si ha conoscenza.

Operata tale detrazione, si espone nell 'ultima colonna una cifra per differenza tra il totale dei costi addebitati e la somma sopra riferita (£. 785.209.996).

Tale differenza, che teoricamente apparirebbe attribuibile alla SGR, non corrisponde invece a quanto poi il custode addebita alla SGR stessa quale somma finale da corrispondere, che viene invece indicata in £. 635.210.005, come n portato nelle schede 5 e 6.

Nella scheda 3 vengono indicate delle percentuali di ripartizione delle spese senza fornire alcuna spiegazione sui criteri adottati per l' applicazione di tali percentuali.

Inoltre, talune voci appaiono errate. Ad esempio, alla voce CA02 di prima colonna per la spesa del personale, viene indicata una percentuale dello 021, con attribuzione di uno specifico costo; nella

medesima colonna  ma alla voce PART, seppure vi sia la stessa percentuale di costi (0,21) per il personale, il costo attribuito è di circacinque volte superiore.

In una successiva colonna ((% costi su incassi ", alla voce CA03, su un valore di incasso 0 viene indicata una percentuale di costo del 119,38%, mentre nella precedente voce CA01, sempre per un valore dii incasso 0, le percentuali di costi sono attestate a 0.

A fine scheda, nel totale della settima colonna, viene indicata, contrariamente alla precedente quinta colonna e alle normali regole contabili, una percentuale del  78% come se mancasse ancora una percentuale di costi. Non si comprende se la percentuale mancante sia ancora da conteggiare, onde raggiungere il totale. L 'eventuale successivo conteggio appare ancora più incomprensibile, laddove

nella medesima scheda viene esposto il costo totale finale (alla data indicata dal Custode del 31.12.2003) dele spese per  £ 3-514.506.226.

Nulla apparirebbe pertanto ancora da conteggiare (la stessa somma si  ritrova nella scheda 5, voce "Totale costi").

Nella suddetta scheda viene inoltre fornito. alla voce 2S. colonna 11(Valore incassi ". un dato di particolare importanza ovvero il valore di incasso per delle cambiali di pertinenza SGR di £ 10.830.586.246. Tale voce si riferisce alle somme versate dal Consorzio di Reggio Emilia a seguito  transazione con SGR per la definizione della posizione debitoria nei confronti della stessa SGR. Atteso che il Consorzio suddetto definiva la propria posizione e che richiedeva la restituzione delle cambiali  da questi emesse. la somma suddetta fu. pertanto. versata al custode detentore delle cambiali il quale deve ora procedere alla restituzione in favore della SGR della somma nonché. chiaramente. del frutti , che tale somma ha prodotto.

Non può non rilevarsi che non esiste invece una voce che indichi1 'importo dei frutti conseguenti all’'investimento di tali somme.

L 'importo dei proventi di tali somme può rilevarsi in base alla scheda riepilogativa dell 'impiego delle" disponibilità in pct inviata dal custode  a seguito di specifica richiesta della SGR.

Se .si analizza tale scheda. e salvo il controllo dei documenti bancari di  riferimento da fornire da parte del custode. si evince che la somma sopra  indicata ha fruttato interessi per.£: 546.475.089. ovvero Euro 282.230.83. Tale dato riveste particolare importanza per quanto si dirà in ordine alla somma finale che il Custode intende restituire.

 

Schede 4 e 5 .

Il custode, nelle successive schede 4 e 5, opera un'indicazione dei costi totali per voci di spesa, con costi al 30.09.2002, ed una stima di costi al 31.12.2003 ; provvede poi a sommare tali costi. (scheda 5, voce costi da ripartire) ed, infine, nella voce "Ripartizione spese di amministrazione", addebita alla SGR (voce Cambiali) ben Euro 328.058,59 (pari a .f: 635.210.005) che trattiene.

Ciò appare senz'altro erroneo poiché il custode deve unicamente procedere alla restituzione dei beni già sottoposti a sequestro, ovvero delle cambiali e, conseguentemente, di eventuali crediti derivanti

dall 'utilizzo di queste ultime (nella specie, del versamento effettuato dal Consorzio di Reggio Emilia a fronte delle cambiali detenute in custodia ed afferenti tale Consorzio che ha fruttato, come visto, interessi per Euro 282.230,83).

Nell 'ultima scheda 6 viene esposto un calcolo di riepilogo dei costi che il custode attribuisce alla SGR e di quanto procede a restituire.

Nella prima voce espone una disponibilità non meglio indicata in ordine alla fonte e non conosciuta dalla SGR.

Nella seconda voce indica i costi di Euro 312.667,26 attribuiti alla SGR a finire (totale scheda 4 colonna 6).

Indica poi, nelle successive due voci, di aver effettuato sia un prelevamento che un giro conto dal conto cambiali della SGR in favore di altro conto, per un totale di Euro 267.268,52 (dalla suddetta esposizione risulta pertanto che vi siano stati prelievi da quelle che erano le somme versate dal Consorzio di Reggio Emilia sopra indicato ).

Nella voce successiva, infatti, si indica il costo da attribuire alla custodia delle cambiali (alla data virtuale del 31.12.03), costo da cui detrarre la somma del prelevamento e il giroconto suddetto con conseguente residuo a debito SGR di Euro 60.790,07. .

In fase finale il Custode indica una disponibilità al 18.10.2002 di Euro 5.608.493,30; tale importo si riferisce chiaramente al ricordato versamento del Consorzio di Reggio Emilia.

Tale somma è esposta con la già operata detrazione dei costi attribuiti di Euro 267.268,52 ( ovvero le somri1e prelevate direttan1ente e per giroconto dal conto cambiali). Ne consegue che la somma risultante dal versamento operato,dal Consorzio di Reggio Emilia ed i suoi frutti era superiore.

Le visualizzazione dei conti può così sintetizzarsi:

somma versata dal C. R. E.                                    E      . 5.593.530,99

interessi maturati su tale somma                            E        . 282.230,83

Totale di spettanza  SGR                                         E     . 5.875.761,82

Somma indicata dal custode da restituire.             E      . 5.547.703,23

Spese attribuite dal custode prelevate o trattenute E       . 328.058,59

(si noti che la somma che il custode indica da restituire è addirittura inferiore al mero capitale versato dal Consorzio ).

II dato del valore effettivo ricavato dall 'utilizzo delle somme versate dal Consorzio di Reggio Emilia, come detto, può evincersi dalla scheda di riepilogo dell 'impiego delle disponibilità in pct.

Alla somma indicata come disponibile al 18.10.2002 viene detratta la somma di costi ancora da ripartire calcolati fino al 31.12.2003 (comunque di non facile comprensione essendo chiaro che dalla restituzìone delle cambiali ogni questione relativa alle cambiali stesse sarà gestita dalla SGR) e, pertanto, si indica come disponibilità da restituire per competenza quella di Euro 5.547.703,23, per poi finire con 1 'indicare come somma da restituire per cassa quella di Euro ,'5.359.297,18 (ovvero una somma inferiore per Euro 188.406,05). La mancata restituzione di tale cospicuo importo viene giustificata dalla circostanza che le giacenze presenti in un determinato conto corrente, le cui disponibilità sono anche di competenza della Procedura di liquidazione Fedit, non sono disponibili per un pignoramento presso terzi operato nei confronti della Fedit (come indicato nella relazione di rendiconto ); per cui, per procedere agli .occorrenti si rilevano da altro conto utilizzando però importi ro ri della SGR a11a quale il custode intende resti  contovìncolato dal pignoramento presso terzi.

Appare pertanto del tutto chiaro che tale modo di operare non possa trovare alcun accoglimento in quanto il. custode non può certo disporre , liberamente delle somme, esercitando un ' attività di attribuzione di !somme con addebito in danno di chi ha diritto alla relativa restituzione, solo perchécosì intende conseguire la liquidità per la gestione delle posizioni di altro soggetto giuridico.

Del resto, il pignoramento presso terzi non riguarda la SGR, per cui non si vede perchè questa debba esserne danneggiata, così come la previsione di una eventuale disponibilità dì tali somme appare essere del tutto aleatoria, ben potendo il pignoramento presso terzi avere il suo corso con attribuzione delle somme pignorate.

D) In ordine, infine, alla congruità delle voci di spesa, si esprime ogni riserva poiché si può procedere ad una valutazione solo previo esame di tutti i documenti giustificativi. Può comunque già evidenziarsi come le spese legali, indicate in oltre un .miliardo di Lire, appaiano estremamente alte e, comunque, ogni liquidazione ai legali incaricati dovrà essere oggetto di specifici atti di liquidazioni da parte dell ' A.G., nel cui procedimento sarà dato intervenire alle parti.

Per quanto concerne le spese per le partecipazioni societarie vengono indicati costi residui al 31.12.03 per £ 40.881.456, così composte:

oltre 12.000 Euro per spese di personale, circa 1.000 Euro per spese telefoniche, oltre 3.700 Euro per spese di pulizia e circa 4.1 00 Euro per spese di affitto, sistemazione locali e trasloco ( scheda 5, voce "ripartizione -società"). I costi sopra indicati non sono di agevole comprensione, laddove, si ricorda, si tratta unicamente di partecipazioni societarie detenute in custodia.

Inoltre, è esposto nella scheda 2, "voce PART -colonna 3", l'importo di f 43.562.538, già trattenuto dal custode in occasione della riconsegna delle partecipazioni BNA. Per tale importo la SGR non ha avuto alcuna documentazione giustificativa, ancor più richiesta qualora si consideri che in genere i titoli sono custoditi in banca senza apprezzabili costi e che la vendita in corso di sequestro di parte di tale partecipazione è stata effettuata al mercato borsistico dalla stessa banca ove i titoli erano depositati ed il valore ottenuto è al netto delle commissioni.

Deve osservarsi che l' oggetto del rendiconto richiama le cambiali e le disponibilità liquide; pur tuttavia le schede deno stesso riportano .invece anche voci diverse, tra cui le partecipazioni sopra indicate.

Inoltre, la stretta correlazione che nell 'insieme della relazione viene a crearsi tra le varie voci dei beni .sottoposti a sequestro, impone di esplicitare una generale opposizione al rendiconto .stesso, anche .in ordine a tali voci al fine di non potersi ipotizzare tacite approvazioni. Tutto quanto sopra dedotto, va comunque considerato in un contesto di diritto nel quale, come legislativamente previsto, le spese processuali sono anticipate dall'erario, il responsabile civile non è tenuto al pagamento delle spese processuali (nelle quali, come visto in  premessa, rientrano le indennità e le spese di conservazione della custodia} e sussiste una specifica ordinanza di restituzione al predetto responsabile civile di quanto già sottoposto a sequestro in ordine alle cambiali.

Il Custode deve, pertanto, procedere alla restituzione di tutte le somme comunque relative alle cambiali e, pertanto, per quanto dallo stesso esposto, anche della somma di Euro 328.058,59, indicata come costo da attribuire, e, qualora abbia necessità di somme per lo svolgimento del proprio incarico, farsi anticipare le stesse dall 'Erario.

Per tutto quanto sopra premesso, in punto di fatto e di diritto, si chiede che l'Ill.mo Tribunale voglia revocare il provvedimento del 12.11.02 di approvazione del rendiconto, presentato dal custode sopra indicato, invitando altresì il predetto custode a dare piena esecuzione all'ordinanza del Tribunale penale di Perugia del 29.09.02 in ordine alla restituzione, in favore della SGR, delle cambiali e delle somme tutte che da esse sono derivate.

Roma/Perugia