Un appello al Prof. Sergio Scicchitano

Dopo una serie di liquidatori giudiziali, su cui non esitiamo ad esprimere giudizi molto negativi, il Concordato Federconsorzi è stato affidato ad un liquidatore  su cui, se non altro per la sua esperienza di rapporti con le associazioni dei consumatori, riponiamo grandi aspettative.

Abbiamo appreso, con piacere, che riveste incarichi importanti anche nella procedura CIRIO.

 

Alla notizia della nomina di un nuovo Liquidatore Giudiziario, nella persona del prof. Sergio Scicchitano, avevamo espresso all'illustre professionista, noto per la difesa degli interessi dei consumatori," i migliori auguri per il difficile nuovo incarico, Con estremo piacere riceviamo dal nuovo liquidatore un fax  che segnaliamo non solo per la cortesia mostrata, ma anche perché, ne siamo certi, porterà a profondi  cambiamenti anche di sostanza. Ha chiesto solo, e ci sembra a buon diritto, il tempo di consolidare ed approfondire la conoscenza del sistema FEDERCONSORZI. Da parte nostra, e sicuramente da parte di tutti i creditori che collaborano  alla redazione di questo sito, senza la pretesa di detenere il monopolio della verità, si offre la più completa disponibilità a ricostruire la complessa vicenda

Per concedere il tempo al prof. Sergio Scicchitano di ambientarsi, il nostro appello, per ora è solo quello di ottenere la sua attenzione, come intelocutori sereni ma decisi degli interessi dei fornitori e più in generale del mondo agricolo. Non ci mancherà occasione, nel futuro  di precisare le nostre richieste

Ci permettiamo un suggerimento al prof. Scicchitano:esplorare la disponibilità delle sistema bancario a "chiudere", insieme a Cirio e Parmalat, anche  la vicenda Federconsorzi con una soluzione che soddisfi la generalità dei creditori. Le banche sono, infatti, potrebbero recuperare come riparti, gran parte degli oneri, in quanto sono contemporaneamente loro stesse i principali creditori e da una soluzione concordata potrebbero avere il vantaggio di riottenere la disponibilità dei i beni oggetto del sequestro preventivo.

Alcuni problemi prioritari nella vicenda Federconsorzi, di utile insegnamento anche nei casi Cirio e Parmalat

Un gruppo di banche è riuscito ad ottenere, in relazione al noto problema degli ammassi, un sequestro (se non sbagliamo per 100 milioni di euro) sui beni della Federconsorzi. Forse non tutti i mali vengono per nuocere; anche i creditori non bancari, poiché la speranza è l'ultima a morire, vedono in questo fatto un risvolto positivo: è questa la migliore occasione per esplorare la possibilità di un accordo transattivo globale. Ci dispiace che il nuovo liquidatore si trovi investito di questo difficile compito senza aver potuto esaminare  i vari aspetti della difficile questione. Da parte nostra possiamo mettere a disposizione  le idee e i suggerimenti che i visitatori del sito ci hanno trasmesso in questi anni di rapporti quotidiani. Illustri professori, incaricati dai precedenti liquidatori di tutelare tutti i creditori, hanno  "sprecato" otto pagine di una comparsa di costituzione, tutta schierata, in modo inaspettato, dal lato di SGR, a fare l'analisi della prosa dei nostri redattori, trovandola "criptica, trasversale, autoreferenziale". Non possiamo, sull'argomento, competere con i più illustri professionisti d'Italia. Ci permettiamo, però, di suggerire al prof. Scicchitano, se vuole al di là  degli aspetti formali, conoscere veramente le singole questioni di fatto,di confrontare quanto da  asserito dagli avvocati degli organi del Concordato, con  le arringhe delle parti civili al processo di Perugia, avvocatura dello Stato compresa.

La televisione ha dato notizia di una richiesta del P.M. di Potenza di iniziare un'azione giudiziaria, partendo da indagini relative alla Vicenda Federconsorzi. Sul web la notizia appare espressa in questi termini "Il liquidatore e il commissario giudiziale della procedura di concordato preventivo della Federconsorzi, Bernardo Benincasa e Pasquale Musco, Lombardi e Torelli sono accusati di concorso in corruzione in relazione ai crediti della stessa Federconsorzi " Il GIP ha, però  ha ritenuto che manchi al Tribunale Potenza la competenza per territorio. Anche la Cassazione ha confermato la competenza dell'autorità giudiziaria di Roma. Nel nostro piccolo c'era sembrato strano che beni, valutati dagli stessi organi del concordato per 600 miliardi di lire, venissero svenduti per cifre irrisorie.
Vi avevamo segnalato che fin dal mese di settembre 2003 un articolo del Sole  24 Ore ha visto nella vicenda Federconsorzi un antecedente del nuovo caso "Cirio",anche noi notiamo molti parallelismi:Vi è un intreccio tra gli imputati (Geronzi, Cragnotti) gli avvocati difensori (Calvi e Vassalli), uguale l'imputazione: bancarotta fraudolenta, uguale o quasi il numero delle parti danneggiate. (da una parte agricoltori, dall'altra risparmiatori)

Ora una nuova vicenda: quella Parmalat, presenta molti intrecci e punti in comune, se non altro come fili conduttore, la Polenghi Lombardo, prima di Federconsorzi, poi di Cragnotti (che è stato imputato, anche se poi prosciolto, proprio per l'acquisto dell'azienda di Lodi), poi, infine di Tanzi.

Capitalia, già Banca di Roma, al dire della stampa specializzata, era sempre dietro queste operazioni.

Un ultimo motivo di intreccio, sia pure forse casuale: il nome delle grandi banche estere che sulla piazza di Londra hanno rastrellato i crediti verso Federconsorzi e consociate, coincide, in buona misura con le banche indagate nella vicenda Parmalat. Può darsi che la coincidenza sia dovuta solo al fatto che si tratta delle istituzioni estere più attente al mercato italiano, ma la circostanza può avere il suo peso in sede di eventuali trattative per una soluzione transattiva.

 

Ci lusinga che il forum  dei "giovani" dell'Italia dei Valori abbia linkato questa pagina. Era stata scritta poco dopo la nomina del prof. Sergio Scicchitano, con cui era iniziato un dialogo molto promettente, purtroppo bruscamente interrotto. Nel frattempo sono cambiate molte cose, la Cassazione ha ribaltato la situazione processuale con una assoluzione di tutti gli imputati.

Queste poche note esprimono ormai la convinzione generale che sia necessario trovare, dopo 15 anni, una soluzione definitiva alla questione. anche il ministro De Castro ritiene che il nodo Federconsorzi deve essere  sciolto per permettere il rilancio dei Consorzi Agrari.

Ci dispiace, però, che il dialogo bruscamente interrotto fra il liquidatore giudiziale e questo sito che si faceva interprete di un largo dibattito tra i piccoli creditori non abbia permesso di chiarire alcuni punti  centrali della questione: La Cassazione (pag 15 della sentenza) ritiene che l'innegabile disparità tra prezzo pagato e valore di mercato "non avrebbe rilevanza, perchè i beni non sarebbero stati acquistati da terzi ma dagli stessi creditori", quando invece solo le banche potevano  di fatto diventare azioniste di S.G.R.

La cassazione è convinta che i creditori erano consenzienti e su questo motiva la sentenza. In realtà i rappresentanti dei creditori non bancari sono stati d'imperio esclusi dal comitato dei creditori e poi, dopo un iniziale momento di dialogo, hanno trovato impossibile pure rappresentare al liquidatore giudiziale le loro istanze.

Il passato è passato, cerchiamo ora di ritrovare una capacità di dialogo nel momento in cui si pone fine alla vicenda.

 

Il forum dei giovani di Italia dei Valori è tornato a linkarci riconoscendoci una rappresentatività dei "più deboli". Questo, indubbiamente ci lusinga e ci sprona a continuare nella nostra azione, che è in linea con la posizione originaria dell'on. Di Pietro.

Il passo in cui siamo stati citati è il seguente:

L’IDV si è prodigata in passato e si prodiga nel presente per difendere i soggetti più deboli. D’altra parte, la stessa Credfed http://www.credfed.com/ - che rappresenta “i più deboli” – non ha presentato ad oggi rimostranze all’avv. Scicchitano. Comunque, sono sicuro che l’avvocato seguirà la Legge per cercare di giungere a un compromesso che sia il più favorevole possibile ai consumatori, come ha sempre fatto nel corso della sua carriera professionale, ad esempio presso l’ufficio consumatori.

 Il nostro stile è sempre stato pacato e ha cercato di trovare tutti gli spiragli per aprire un dialogo. Questo non toglie, però che non abbiamo mai nascosto le nostre critiche  per la vicenda Sgr-Smia, soprattutto per quello che riguarda le cause civili ancora pendenti. Ripetiamo però l'auspicio che a 15 anni dal crack Federconsorzi, venga trovata una soluzione transattiva in cui non si ripeta il solito "copione" in cui gli interessi dei piccoli creditori era stato in passato sacrificato all'interesse delle Banche.

Con l'occasione menzioniamo anche un'altra questione: I creditori non bancari erano riusciti ad ottenere dal Commissario Picardi il riconoscimento dell'Iva in privilegio (per molti si trattava del 19%)

Nel nuovo stato passivo, fatto dal liquidatore Caiafa, invece i crediti Iva sono stati declassati a chirografo e i membri del Comitato dei creditori che hanno presentato opposizione sono stati esclusi dal Comitato stesso. 

Lo ricordiamo, però, solo per memoria. Avevamo accolto il liquidatore Scicchitano pieni di belle speranze: non nascondiamo la nostra delusione, ma offriamo ancora la nostra più costruttiva collaborazione. A tutti ora preme voltare pagina e trovare una soluzione soddisfacente per i piccoli creditori.

Speriamo che l'autorevole intervento del Forum dei Giovani di Italia dei Valori induca il prof. Scicchitano a dare una risposta, non tanto a noi, quanta alle migliaia di piccoli creditori che da 15 anni attendono giustizia.

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