Sentenza 24 febbraio 2004

La comparsa conclusionale nella causa contro Agrifactoring

La postergazione Agrifactoring

Consulenza tecnica su Agrifactoring Marino- Pazzaglia disposta dal P.M.Settembrino Nebbioso

I documenti depositati dal P.M. dr. Razzi

documento con  visualizzatore .gif

Stralcio da udienza del 27 giugno 2001 P.M.

teste D'Alessandro

testi Giorgianni Alessi Esposito

testi Piga Conti

Commissine Parlamentare, audizione Cigliana

audizione Capaldo

azionisti Agrifactoring

creditori Agrifactoring
banche italiane
banche estere
pool

stralcio sentenza Perugia

stralcio relazione commissione

intreccio tra Agrifactoring , Sgr, Serfactoring

Si parla di Agrifactoring anche in Danimarca

IMPORTANTE NOVITA'
Una sentenza che cambia il clima
Una importante novità: il Tribunale di Roma, dopo 13 anni, ha emesso la sentenza che respinge la richiesta di Agrifactoring di avere da società del Gruppo ENI la somma di 471 miliardi di lire, oltre interessi e rivalutazione. Nello stesso tempo  la sentenza ha condannato Agrifactoring al risarcimento dei danni perchè avendo taciuto sul mancato pagamento delle precedenti forniture, aveva indotto il gruppo Eni a continuarle. Alla luce della ricostruzione di questa nuova sentenza civile appare evidente che il tentativo delle banche, socie di Agrifactoring e protagoniste del piano Capaldo era quello di scaricare sui terzi il peso dell'insolvenza mentre per loro diventava ininfluente la svendita del patrimonio Federconsorzi.

Cosa cambia ora per il Concordato Federconsorzi? E' noto che Le Banche estere creditrici sia di Federconsorzi che di Agrifactoring, accettarono di non opporsi al piano Capaldo perché avevano avuto in cambio la postergazione di Banca di Roma, BNL e Efibanca nel concordato Federconsorzi.

Ora questo delicato meccanismo è parzialmente vanificato dalla sentenza che, se confermata, non permetterà più l'integrale soddisfazione dei crediti.

Da qui è prevedibile che l'atteggiamento delle Banche estere schierate  tra le colombe nei giudicare l'operato degli organi del Concordato Federconsorzi,  muterà e  saranno in prima fila a reclamare un comportamento più attivo.

Tra l'altro, con decisione formalmente ineccepibile, ma economicamente aberrante, il Concordato Federconsorzi  ha iscritto tra i suoi creditori le Banche italiane Capo-pool dei prestiti internazionali collocati sul mercato di Londra, anziché le Banche estere vere creditrici. A nessuno sfugge che le capo-pool, come socie importanti di SGR si trovano in evidente conflitto di interessi.

E' prevedibile che la questione, prima dell'appello del processo di Perugia emergerà in tutta la sua evidenza.

NOVITA' L'appello  della causa penale di Perugia é fissato per il 26 aprile 2004


I creditori hanno fretta

Nell'edizione precedente avevamo espresso la viva preoccupazione  trasmessaci da molti visitatori per il passare del tempo, senza che si aprano prospettive di riparti a breve periodo. Il liquidatore, prof. Sergio Scicchitano ci ha fatto presente che sono solo pochi mesi da quando ha "ereditato" dai precedenti liquidatori una situazione complessa e difficile. E' anche vero, però, che i creditori risentono di questo turbinio di nomi che si sono succeduti in un incarico così delicato come è quello del liquidatore giudiziale. La fretta dei creditori è data dal fatto che manca solo poco più di un mese dall'appello della causa di Perugia, dove, anche senza rivestire il ruolo di parti civili, i creditori indicati dal P.M. come parti offese, possono svolgere un ruolo che, ovviamente, è più efficace se in sintonia con le iniziative degli organi del concordato D'altra parte ci rendiamo conto che  una eventuale trattativa con SGR trova più credibilità se i creditori la svolgono in parallelo con i passi del liquidatore. C'è una scadenza imminente: l'inizio della causa d'appello a Perugia. Sono i fatti, non la nostra impazienza a determinare i tempi di una eventuale collaborazione.